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Discussione: Quale legislazione contro l'aborto ?

  1. #21
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    Non uccidere non è un'imposizione. Come detto, prima di ergerti a legislatore sarebbe il caso di informarti un minimo circa il funzionamento del diritto.

    La dozzina di aborti mi sembra più una leggenda metropolitana che una storia vera. Se è una storia vera stai parlando di una persona con seri problemi psicologici, non tanto per la sua percezione dell'aborto, quanto per la sua percezione del danno che fa a sé stessa.

    Ora, parlando dell'aborto, ripeto che il 90% delle donne che lo fanno sono costrette allo stesso e la loro condanna è la condanna di un innocente costretto a compiere un'azione contraria alle leggi dell'amore. La soluzione non è condannare la persona, ma eliminare i motivi che la costringono a compiere il gesto (vedi quanto ripeto da 3 post - supporto alle donne gravide e diffusione dell'educazione sessuale).

  2. #22
    Hijo del Hombre
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    Citazione Originariamente Scritto da fabio Visualizza Messaggio
    Non uccidere non è un'imposizione. Come detto, prima di ergerti a legislatore sarebbe il caso di informarti un minimo circa il funzionamento del diritto.
    Io ragiono come (s)ragioni tu. Se condannare l'aborto, per legge, è un'imposizione, lo è anche condannare l'omicidio. Se non è un'imposizione il condannare l'aborto, allora non lo è nemmeno condannare l'omicidio. Tertium non datur.

    La dozzina di aborti mi sembra più una leggenda metropolitana che una storia vera.
    Leggenda metropolitana di una persona che conosco bene? Da quando si mettono in discussione le esperienze di prima mano?
    Se è una storia vera stai parlando di una persona con seri problemi psicologici
    Ti assicuro che non ha nessun problema psicologico, è sanissima. Con la frequenza con cui va a letto a copulare dovrebbe avere non meno di 10 figli. Chissà dove sono finiti gli altri.
    non tanto per la sua percezione dell'aborto, quanto per la sua percezione del danno che fa a sé stessa.
    Ti rendi conto che una donna che vuole abortire perché il figlio è un fastidio (e non vuole affrontare il parto) se ne sbatte gioiosamente le balle del danno che fa a sé stessa?

    Ora, parlando dell'aborto, ripeto che il 90% delle donne che lo fanno sono costrette allo stesso
    Da dove hai preso la percentuale?
    e la loro condanna è la condanna di un innocente costretto a compiere un'azione contraria alle leggi dell'amore.
    Se uno ti costringe a fare il male (specie se è grave come l'omicidio) non sei costretto a farlo. Puoi dire "no". Ma siccome la percezione dell'aborto è quella che è, non è che uno si possa aspettare la santità di santa Teresa di Calcutta...
    La soluzione non è condannare la persona, ma eliminare i motivi che la costringono a compiere il gesto (vedi quanto ripeto da 3 post - supporto alle donne gravide e diffusione dell'educazione sessuale).
    L'educazione non deve prescindere dalla condanna, e la condanna dall'educazione. Ma se per te è più comodo pensare alle donne come uniche vittime dell'aborto, fai pure...

  3. #23
    Fedelissimo di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da fabio Visualizza Messaggio
    Ciao, è da un pò di tempo che non scrivevo.
    Io credo, ma la mia è una posizione personalissima, che Dio non si debba mai imporre. Dio si dovrebbe, secondo me, sempre proporre.
    Per questo non credo che sia corretta una legislazione forzata sulla base dei comandamenti che ci sono stati donati. Che valore diamo ad una coscienza che si adegua ad una legge solo perchè imposta?
    Il nostro mestiere di cristiani dovrebbe essere far maturare le coscienze, piuttosto che fare da legislatori.
    Con questo voglio dire che il nostro scopo dovrebbe essere supportare tutte le partorienti, in particolar modo quelle che si trovano in difficoltà tali che giungono a pensare alla possibilità dell'aborto. Supportiamo le madri ed i fili, solo così sconfiggeremo davvero l'aborto e avremo con noi tutte le persone con una coscienza.
    Imponiamo una legge e creeremo un sottobosco d'illegalità e avremo contro di noi molte persone, tra cui anche persone dotate di coscienza.
    Un abbraccio
    Fabio
    Mi dispiace che tu, invece di andare a fare delle disquisizioni non sia andato a vedere un Centro di Aiuto alla Vita che senza tanto parlare aiutano economicamente - e non solo - le donne che intendono non abortire. O non abbia mai sentito parlare dell'affido familiare e della possibilità di dare in adozione il figlio o, nella più drastica delle situazioni, di non riconoscere il figlio da parte della madre. Con ciò facendo iniziare una pratica di adozione.

    Tutte situazioni (tranne l'ultima di competenza del personale sanitario dell'ospedale) che vede in prima fila i movimenti cattolici come i focolarini. Invece si sente solo parlare di non imporre una legge.

    Permettimi però di dirti che mi fa pensare (voglio essere soft) che in ragione di motivazioni economiche o altro si possa sopprimere una vita umana come la mia. Qualche volta mi chiedo come da una parte ci sia gente che piange con uno o due figli e dall'altra vi siano i neocatecumenali con 8, 10, 11 o addirittura anche 15 e che ridono.

    Qualcuno mi sa dare una risposta?
    Forse che a loro non importa fare viaggi all'estero per le ferie e due o tre telefonini?

  4. #24
    Fedelissimo di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da GiulioG Visualizza Messaggio
    Ma di tutti coloro che fanno sesso senza precauzione e poi abortiscono per non farlo sapere alla mamma e al papà? Ne vogliamo parlare? Se una persona si sente abbastanza matura per il sesso, allora lo dovrebbe essere anche per le conseguenze. Le scuse "eh, ma godo meno" sono le più inaccettabili. Tu uccidi un bambino solo perché vuoi godere un po' di più??
    Vogliamo dircele alcune cose sulla 194/1978 o essa deve rimanere un totm di certa sinistra e anche di certi cattolici?

    1- la legge 194 è naufragata in quanto la prevenzione dell'aborto praticamente - al di là di certi casi e dei CAV (Centri di Aiuto alla Vita) sembra non esistere;

    2- la pratica dell'IVG (interruzione volontaria della gravidanza) è divenuta un che di metodo anticoncezionale. Si veda in proposito una intervista apparsa ultimamente su Tempi e un libro edito negli USA.

  5. #25
    Fedelissimo di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da ReginadiSaba Visualizza Messaggio
    Ma vi assicuro che non sono passeggiate neppure per chi le sceglie, spiace davvero leggere certi toni: GiulioG, fratello in Cristo, ma davvero tu credi che l'aborto possa essere un metodo contraccettivo?
    Sono sicura che purtroppo anche molte ragazzine lo pensano.
    A parte qualche caso isolato, ti assicuro però che un'esperienza di questo genere ti basta per tutta la vita.
    Non sono casi isolati. Solo dopo s'avvedono di quello che hanno fatto. Ma allora è troppo tardi....purtroppo per loro e per i loro bimbi che sono stati soppressi.

    Ripropongo una intervista apparsa su Tempi:

    Ivg. Il "diritto" che ci ha reso barbari

    Il ginecologo che dal 1978 interrompe gravidanze dice che oggi l’aborto «è diventato un metodo contraccettivo. Un mezzo di controllo delle nascite. Quasi tutte le mie pazienti sono recidive e si liberano dei figli senza motivo»


    di Benedetta Frigerio

    Dopo una vita spesa negli ospedali di tutto il mondo, oggi si divide fra e la Asl di Forlì e una clinica svizzera. Valter Tarantini ha 61 anni, fa il ginecologo e dal 1978, anno in cui l’aborto divenne legge, e pratica interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg). Ne ha fatte a migliaia, 300 l’anno circa, quindi più o meno 10 mila in una vita. A lui Tempi ha chiesto cosa è cambiato a trent’anni dall’entrata in vigore della legge.
    Dottor Tarantini, dalla legalizzazione dell’aborto a oggi si dice che le recidive siano aumentate. Conferma?
    Oggi l’aborto non è più l’estrema ratio. Interrompere una gravidanza è diventata una cosa normalissima. Anzi meno importante di altre. Prima lo si faceva per combattere la morale. Il frutto che vedo oggi è che la morale non c’è più e che l’80 per cento delle mie pazienti sono recidive. Ogni paziente ha avuto in media dai tre ai sei aborti. Ma ho incontrato anche una donna che era alla quarantesima Ivg.
    Come spiega che tante donne preferiscano l’aborto alla contraccezione?
    L’aborto stesso con la 194 lo è diventato. Perciò dico che questa legge controlla le nascite e che sbaglia chi dice che, grazie alla sua buona applicazione, gli aborti sono diminuiti. Se li contiamo in rapporto ai bambini nati si vede che non hanno fatto che aumentare.
    Quindi non ha senso migliorare l’accesso alla contraccezione per le donne?
    Macché, le peggiori recidive sono ricche, istruite e sanno benissimo cos’è la contraccezione, ma per loro l’aborto è un fatto così banale che è uguale a prendere la pillola, non c’è differenza. Anzi per alcune è meglio. Mi dicono: “Sa dottore la pillola fa male, mi fa ingrassare”, e siccome la contraccezione richiede impegno, l’aborto gli sembra più veloce ancora. Alcune avranno anche problemi psicologici, ma la maggior parte pensa solo alla cosa più comoda.
    Ma perché se le statistiche mostrano che le recidive sono in aumento (cfr. Tempi n. 18) nessuno ne parla?
    Perché sarebbe ammettere che il sistema sanitario italiano è fallito per colpa nostra. Invece, che la 194 sia un fallimento è un’evidenza, anche se applicassimo al meglio la prima parte potenziando la prevenzione e i consultori. Puoi cercare qualsiasi risoluzione, ma il problema è che se una non pensa che la vita del figlio sia più importante di tutti i problemi non si risolve nulla. Prima avere bambini era tutto, i nostri vecchi davano la vita ed erano più contenti di noi. Mi chiedo perché sia sparito tutto questo. Perché si sia perso il senso della vita. Le faccio degli esempi. Una ragazza di 25 anni è arrivata con l’amica ridacchiando a chiedere l’Ivg. Vedono il bambino nel monitor e iniziano a ridere: «Che carino – dicevano – guarda come si muove». Oppure penso a una che mi disse: «Dottore non è che mi lascia la foto dell’ecografia come ricordo?». Per non parlare delle domande più frequenti: «Dottore era maschio o femmina? Quando posso avere rapporti sessuali? Quando posso mangiare?».
    Vede delle soluzioni?
    Ho proposto a Gianfranco Fini e alla Lega di far pagare l’Ivg. Non nel privato, se no ci speculerebbero sopra, ma restando nel pubblico. Non vedo infatti perché il contribuente debba pagare 1.300 euro a una persona che non è malata, sta bene e non ha problemi.
    Come giudica la via lombarda di stanziare fondi per i Centri di aiuto alla vita (Cav)?
    Non risolve il problema. Quella economica è solo una motivazione in più, non la principale. Anzi, ripeto: le più incallite sono benestanti. Le extracomunitarie sono forse le uniche che sono dilaniate dal dramma. Le recidive, poi, l’assistente sociale non lo vogliono nemmeno vedere. Un figlio non lo tieni per un assegno, lo tieni per altro. Il problema è a monte. Il punto è il rifiuto della maternità.
    Se una paziente richiede un aborto per motivi inconsistenti, lei, che è medico non obiettore, può rifiutarsi di intervenire?
    Se lo facessi finirei su tutti i giornali e mi denuncerebbero, perché ho violato la legge. Formalmente una donna un motivo lo trova sempre. Tempo fa venne da me una coppia giovane e benestante che aveva deciso di abortire il primo figlio. Domandai perché. Mi risposero che era un po’ presto per avere figli. «E quando avete intenzione di averne?», chiesi. «Mah, l’anno prossimo», risposero. È chiaro che in quel caso il motivo non sussisteva, ma ne hanno trovato uno. Ti dicono che se non lo fai si buttano giù dalla finestra, che gli rovini la carriera. Per questo tanti hanno iniziato a fare obiezione. Scappano tutti.
    La Ru486 non peggiora le cose?
    È solo una conseguenza. L’aborto è un affare sporco che nessuno vuole guardare più. Né i medici, né la società, né le donne che non sanno più di che si tratta.
    Lei afferma che occorre riscoprire il valore della maternità. Lei non può aiutare le donne che incontra in questo percorso?
    Ma non vede che sfascio? Penso che non servirebbe a nulla. Prima c’erano gli ideali, la vita si dava per qualcosa. Oggi non interessa più nulla se non il piacere passeggero, l’edonismo sfrenato. Mia madre invece mi ha voluto bene, si faceva il mazzo per me e anche a suon di schiaffi mi diceva cosa era bene e cosa male.
    E allora non sarebbe opportuno farlo anche con le sue pazienti?
    Non so se mi ascolterebbero. Mi darebbero del rompipalle. Non basta nemmeno quando gli dico che il figlio è un bene sempre e comunque, che è vita dall’inizio.
    Se pensa queste cose perché continua a praticare interruzioni di gravidanza?
    Ho iniziato perché a 25 anni ho visto morire due donne per aborto clandestino. Non vorrei tornassimo a situazioni di questo genere. Lo faccio per quelle poche che mi sembrano disperate.
    Ma magari lascerebbe un segno maggiore se, come i suoi genitori hanno fatto con lei, indicasse un ideale più alto, quello del valore della vita, invece che correre ai ripari mettendo a tacere le coscienze…
    Non so... Io non basto, tutto il mondo continuerebbe a dire il contrario. Questa epoca assomiglia all’Impero romano in decadenza, con i barbari che avanzano. Ma noi anziché combatterli diventiamo come loro. Che posso fare io da solo, anche smettessi di fare gli aborti?
    I monaci alla caduta dell’Impero hanno ricostruito tutto da soli e rieducato persino i barbari…
    Forse noi cristiani abbiamo calato le braghe, ci siamo vergognati del cristianesimo. Un tempo i cristiani si facevano mangiare dai leoni, oggi noi scappiamo. Un tempo amavamo i figli, oggi li uccidiamo. Forse il problema a monte siamo davvero noi. E i barbari invece che cambiare arrivano qui e ci trasformano loro.
    tratto da http://www.tempi.it/prima-linea/0093...barbari?page=1

    @@@@

    So che di questa intervista s'è già discusso, ma scusate ci sono delle risposte che confermano la mia tesi che la legge 194 è oramai naufragata e che solo chi la vede come un idolo la considera ancora valida.

  6. #26
    Fedelissimo di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da fabio Visualizza Messaggio
    Professore Testo, tu ti vuoi arrogare il diritto di divenire un legislatore globale, che sceglie per tutti in base a quelli che sono i suoi ideali. Mi differenzio da te poichè io cerco di far comprendere i miei ideali e di realizzarli con l'amore che nostro Signore ci ha insegnato morendo per noi, anzichè con la forza dell'imposizione.
    Questo senza sottolineare che prima di ergersi a legislatori sarebbe il caso di conoscere quantomeno le basi del nostro diritto (vedi non ammissibilità della retroattività per leggi con implicazioni penali).
    Sottolineo, inoltre, che vedo parlare dell'aborto con molta leggerezza. Quante persone avete conosciuto che hanno abortito? Se la risposta è nessuna, come credo, vi consiglio di conoscere qualche persona reale e comprendere le situazioni reali che spingono all'aborto.
    Almeno il 90% delle donne che giungono a questo passo lo fanno perchè impossibilitate a mandare avanti la gravidanza. Pertanto, carcerare queste donne, sarebbe nel 90% dei casi carcerare delle vittime, costrette a comportarsi in un determinato modo. E' per questo che la soluzione reale è supportare le donne in fase di gravidanza, fare informazione, educazione sessuale e far comprendere che un figlio, se non si può crescere, può anche essere dato in adozione.
    Ma a questo punto mi piace fare una domanda:

    secondo te chi è la vittima dell'aborto?

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    Io ragiono come (s)ragioni tu. Se condannare l'aborto, per legge, è un'imposizione, lo è anche condannare l'omicidio. Se non è un'imposizione il condannare l'aborto, allora non lo è nemmeno condannare l'omicidio. Tertium non datur.

    Da dove hai preso la percentuale? Se uno ti costringe a fare il male (specie se è grave come l'omicidio) non sei costretto a farlo. Puoi dire "no". Ma siccome la percezione dell'aborto è quella che è, non è che uno si possa aspettare la santità di santa Teresa di Calcutta...

    L'educazione non deve prescindere dalla condanna, e la condanna dall'educazione. Ma se per te è più comodo pensare alle donne come uniche vittime dell'aborto, fai pure...
    Completamente d'accordo. Per quanto riguarda la ripetitività delle IVG basta andare a leggere le risposte del'articolo da me postato di Tempi. Resta sempre quella domanda: per tanta gente chi è vittima dell'aborto?

    A qual bambino (o bambina) soppresso (o soppressa) dall'IVG ci pensano mai?
    O è solo un dato statistico?

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    Io ragiono come (s)ragioni tu. Se condannare l'aborto, per legge, è un'imposizione, lo è anche condannare l'omicidio. Se non è un'imposizione il condannare l'aborto, allora non lo è nemmeno condannare l'omicidio. Tertium non datur.
    Piccolo particolare, da un lato abbiamo una legge stabilita democraticamente, dall'altro una legge che tu vuoi imporre alla maggioranza dei cittadini che si sono già espressi in merito. noti la sottile differenza oppure preso dalla foga dialettica che ti porta a sostenere che l'altro sragiona hai perso di vista anche le tue argomentazioni precedenti?
    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    Leggenda metropolitana di una persona che conosco bene? Da quando si mettono in discussione le esperienze di prima mano? Ti assicuro che non ha nessun problema psicologico, è sanissima. Con la frequenza con cui va a letto a copulare dovrebbe avere non meno di 10 figli. Chissà dove sono finiti gli altri. Ti rendi conto che una donna che vuole abortire perché il figlio è un fastidio (e non vuole affrontare il parto) se ne sbatte gioiosamente le balle del danno che fa a sé stessa?
    Ti contraddici nella tua stessa frase, prima dicevi che ha fatto non ricordo quanti aborti, ora mostri chiaramente che la tua è una mera supposizione: "con la frequenza con cui va a letto a copulare dovrebbe avere non meno di 10 figli". Allora, ti ha detto esplicitamente il numero di aborti o sai solo che va a letto con molta gente e non ha avuto figli?
    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    Da dove hai preso la percentuale? Se uno ti costringe a fare il male (specie se è grave come l'omicidio) non sei costretto a farlo. Puoi dire "no". Ma siccome la percezione dell'aborto è quella che è, non è che uno si possa aspettare la santità di santa Teresa di Calcutta...
    Lasciando perdere Madre Teresa, che non mi pare abbia avuto figli, ammetto che la percentuale è ricavata dai casi che io ho conosciuto direttamente (pertanto, ovviamente, campione statistico non particolarmente ampio).
    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    L'educazione non deve prescindere dalla condanna, e la condanna dall'educazione. Ma se per te è più comodo pensare alle donne come uniche vittime dell'aborto, fai pure...
    Quante leggi statali ha approvato nostro Signore Gesù Cristo?

    Su quale regno terreno ha deciso di sedere?

    La sua corona era di oro e diamanti?

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da folgore Visualizza Messaggio
    Mi dispiace che tu, invece di andare a fare delle disquisizioni non sia andato a vedere un Centro di Aiuto alla Vita che senza tanto parlare aiutano economicamente - e non solo - le donne che intendono non abortire. O non abbia mai sentito parlare dell'affido familiare e della possibilità di dare in adozione il figlio o, nella più drastica delle situazioni, di non riconoscere il figlio da parte della madre. Con ciò facendo iniziare una pratica di adozione.

    Tutte situazioni (tranne l'ultima di competenza del personale sanitario dell'ospedale) che vede in prima fila i movimenti cattolici come i focolarini. Invece si sente solo parlare di non imporre una legge.

    Permettimi però di dirti che mi fa pensare (voglio essere soft) che in ragione di motivazioni economiche o altro si possa sopprimere una vita umana come la mia. Qualche volta mi chiedo come da una parte ci sia gente che piange con uno o due figli e dall'altra vi siano i neocatecumenali con 8, 10, 11 o addirittura anche 15 e che ridono.

    Qualcuno mi sa dare una risposta?
    Forse che a loro non importa fare viaggi all'estero per le ferie e due o tre telefonini?
    Mi spiace che tu mi dia consigli senza conoscere minimamente ciò che io ho fatto e faccio nella mia vita.

    Il riso è fin troppo spesso sulla bocca degli stolti.

  10. #30
    Stelly
    visitatore
    [QUOTE=Felipe;905542]Innanzitutto occorre che la legge parli chiaro, cioè il divieto assoluto dell'aborto in quanto interruzione di una vita umana, a livello teorico un tale reato è un omicidio premeditato, quindi comporterebbe la detenzione. Tuttavia al carcere si può sostituire un periodo di permanenza forzata in una centro di riabilitazione o di recupero, perchè è logico che una madre che abortisce: in primo luogo è sottoposta a traumi fisico-psichici postaborto, in secondo luogo è una persona pericolosa in quanto omicida. Il certificato penale o "fedina penale" dovrebbe comunque rimanere macchiato a causa dell'aborto, questo comporta delle limitazioni nella vita sociale e pubblica. Comunque è importante il recupero umano e sociale di queste madri snaturate perchè l'aborto ha degli effetti devastanti sulla donna, quindi bisogna unire la pena facendogli capire l'errore del gesto attraverso una periodo di controlli e limitazione della libertà, ma anche aiutarle ad un reinserimento nella vita sociale. Nel caso di uomini che hanno obbligato la donna ad abortire è necessario che ad essi siano applicate senza sconti le pene ordinarie di plagio, istigazione all'omicidio, concorso in omicidio, ecc...


    Mi fermo qui!
    Se tutti la pensassero così sarei la prima ad andare a firmare per la 194!

    Ricordo molto bene il clima dal quale questa legge nacque.
    Da un lato vi era tutta l'impalcatura da sepolcro imbiancato della buona borghesia "cattolica" osservante che faceva comunque abortire in Inghilterra ( fino all'ottavo mese) , o dal medico di famiglia compiacente, le figliole 'sempre vergini' di buona famiglia, dall'altro vi era la rabbia di un proletariato esasperato e ben aizzato e teleguidato dai satrapi moscoviti. ( il 78 dista solo due anni dal fatidico 76 e dal tanto temuto sorpasso).
    Da circa dieci anni era in corso una ribellione a molte, vi assicuro molte, ipocrisie. La morale calata dall'alto, e da un pulpito che già stava perdendo credibilità ,non è stata sufficiente ad arginare la 194.
    Dall'altro lato, quello laico statale, 'democristiano', vi erano leggi orribili, comunque avvertite come anacronistiche.
    Non ricordo il n. degli articoli ma ricordo bene che :
    1) se il marito disperdeva il seme la moglie non poteva nulla, doveva subire la decisone del marito, se la moglie usava dei contraccettivi la legge la puniva col carcere per " attentato contro la stirpe";
    2) vi era il delitto d'onore per cui se lei trovava a letto lui con un'altra, poco male " l'omo è omo" se era lei a tradire, in caso di uxoricidio lui se la cavava con tre anni più le attenuanti ( vedasi film 'divorzio all'italiana'!)
    3) l'infanticidio perpetrato da lei o da lui e giustificato per causa d'onore era punibile fino a tre anni + le solite attenuanti di legge!
    4) l'aborto se autoprocurato prevedeva il carcere fino a 12 anni oltre le aggravati, per il procurato aborto idem, stessa sorte per chi aveva aiutato ad abortire!
    Per il presunto padre nulla, perchè si supponeva che l'uomo avesse tutto il diritto di provarci e la donna tutto il dovere di dire di no, ergo in caso di gravidanza erano cavoli suoi, e la macchia all'onorabilità della famiglia la rendeva degna di disprezzo ed emarginazione. Fino a 25 anni fa essere ragazze madri era un'onta terribile!
    In tutta questa legislazione non una parola sulla responsabilità dell'uomo, quindi, che anzi assurgeva a giustiziere solo e per salvaguardare il proprio onore e questo con il beneplacito di vescovi e cardinali, per i quali, se ne deduce dal loro plalcet che la vita umana valeva meno dell'onorabilità di un buon padre di famiglie o di un marito.Nessuna tenerezza per le donne vittime.
    Ricordo che una volta ad nadai ad assietre ad una seduta di tribunale per un caso di stupro. Vi era la famosa Lagostena Bassi a difendere la poveretta, una ragazzina derelitta che era stata convinta a denunciare dal collettivi femminista dell'Università Federico II di Napoli. Dall'altro, come difensore dello stupratore l'Avv. Leone , si il nostro vecchio presidente della repubblica. Sapete come vinse la causa?
    Si fece dare la spada da un carabiniere in uniforme che allora stava impalato in aula, levò la spada dal fodero, poi chiese la carabiniere di cercare di infilare la spada nel fodero, mentre lui lo spostava a destra e a sinisrtra. Il carabiniere non vi riuscì!
    Ergo se la ragazza avesse fatto lo stesso non sarebbe stata deflorata!
    E se non si era mossa era segno che le era piaciuto quindi non vi era stata violenza. Questo era il clima nel 1978!
    Io credo che le cattive leggi e le esasperazioni nascono da profonde ingiustizie.

    Ciò era aberrante ed è cosa buona che si sia smantellato questo auto referenzialismo maschilista.

    La 194 è figlia di questa rabbia, ricordo molto bene le assemblee studentesce di quel periodo, i cortei femministi, i collettivi femminili universitari.
    Ora sembra preistoria ridicola ma allora nascevano da tutto questo.

    Recentemente poi vi è stata l'aberrazione dell'applicazione "sbracata" di questa legge a cui si è accompagnata la totale disapplicazione degli articoli che parlano di consultori, di alternative all'aborto, di medici e psicologi che aiutano a fare una scelta consapevole.

    I paletti, la 194 li aveva messi, se poi ora basta andare dal proprio dottore e farsi prescrivere l'aborto perchè la gravidanza ci rende nervosi .....!

    Mi sgomenta comunque ancora sentire certi toni :

    una persona pericolosa in quanto omicida. Il certificato penale o "fedina penale" dovrebbe comunque rimanere macchiato ..... è importante il recupero umano e sociale di queste madri snaturate !

    Intuisco però che queste frasi nascono da un dolore male espresso, subìto, da rabbia impotente. Solo per questo posso capire e giustificare questi giudizi, ciò non toglie che uomini così fanno passare la voglia di avere dei compagni e fanno guardare alla fecondazione artificiale come ad una liberazione!

    Vorrei in ultimo far meditare sul fatto che quando si va ad abortire si va da sole! padri dove siete?
    Ultima modifica di Stelly; 17-07-2010 alle 14:23

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