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Discussione: Quale legislazione contro l'aborto ?

  1. #1
    cattolico80
    visitatore

    Quale legislazione contro l'aborto ?

    Oggi riflettevo sulla necessità di adottare una legislazione che ci aiuti a combattere più efficacemente l'aborto. Mi chiedevo però se fosse davvero il caso di propugnare un ritorno alla legislazione precedente l'attuale che, mi pare di ricordare, prevedeva il carcere per chi abortisce.
    Qualcuno mi fa notare come il problema non si risolva aggiungendo al dramma dell'aborto quello del carcere.
    Come valutate simili obiezioni e come pensate che ci si debba muovere su questo terreno ?

  2. #2
    Iscritto L'avatar di Felipe
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    Innanzitutto occorre che la legge parli chiaro, cioè il divieto assoluto dell'aborto in quanto interruzione di una vita umana, a livello teorico un tale reato è un omicidio premeditato, quindi comporterebbe la detenzione. Tuttavia al carcere si può sostituire un periodo di permanenza forzata in una centro di riabilitazione o di recupero, perchè è logico che una madre che abortisce: in primo luogo è sottoposta a traumi fisico-psichici postaborto, in secondo luogo è una persona pericolosa in quanto omicida. Il certificato penale o "fedina penale" dovrebbe comunque rimanere macchiato a causa dell'aborto, questo comporta delle limitazioni nella vita sociale e pubblica. Comunque è importante il recupero umano e sociale di queste madri snaturate perchè l'aborto ha degli effetti devastanti sulla donna, quindi bisogna unire la pena facendogli capire l'errore del gesto attraverso una periodo di controlli e limitazione della libertà, ma anche aiutarle ad un reinserimento nella vita sociale. Nel caso di uomini che hanno obbligato la donna ad abortire è necessario che ad essi siano applicate senza sconti le pene ordinarie di plagio, istigazione all'omicidio, concorso in omicidio, ecc...

    Comunque una legge che vieta l'aborto non serve a niente se non è supportata da un piano sociale che aiuti le madri a scongiurare la scelta dell'aborto, quindi è necessario potenziare il ruolo dei consultori, garantire l'obiezione di coscienza dei medici, sviluppare quei servizi che permettono alle donne incinte di partorire senza riconoscere il loro neonato affidandolo così alla struttura preposta che poi provvederà all'adozione.

    E' inoltre importante una strategia sul piano culturale e comunicativo per promuovere sempre ed in ogni caso la scelta della vita.

    Ovviamente tutto questo è solo utopia...il futuro sembra andare in senso contrario!
    W la vita!
    Ultima modifica di Felipe; 15-07-2010 alle 18:26

  3. #3
    Veterano di CR L'avatar di AlexandrosBG
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    L'aborto è, come ben sappiamo, molto di più che un semplice peccato: è infanticidio. Questo, che noi scopriamo alla luce del Vangelo, ma che direi dovrebbe essere naturalmente condiviso da qualsiasi mente sana (perché difficilmente si può negare che una creaturina diventi "improvvisamente" umana solo alla fine del terzo mese di gravidanza!!!), va difeso ed è pazzesco che gli stessi gruppi non cattolici che difendono a spada tratta la vita dei criminali più efferati lottando contro la pena di morte (e quelle persone sono colpevoli) siano anche i primi a promuovere l'aborto (he colpisce persone indifese e soprattutto innocenti).
    Ciò premesso, è chiaro che sono almeno due le persone coinvolte nel reato: il medico e la donna che abortisce. Il primo se si vietasse l'aborto diventerebbe assassino, sia che lo procuri chirurgicamente che farmaceuticamente; sulla seconda verterebbe più che altro un concorso in omicidio, dato che non è l'esecutrice materiale dell'aborto, ma ha comunque richiesto tale pratica abominevole ed illegale al medico. Sarebbe giusto prevedere due pene diverse nei due casi distinti. Inoltre, prevederei una pena pecuniaria molto forte per chi è informato dei fatti ma non denuncia il caso prima che l'aborto avvenga, o che copra i rei. Mi riferisco all'eventuale compagno o ai genitori della madre, ma anche l'eventuale personale che assiste il medico (la segretaria ecc...).
    Insomma qui bisogna andar giù duro con pene pesanti su una cosa tanto orrenda.
    "Per la vita vale la pena dare la vita" (S.E. mons. Francesco Beschi)

  4. #4
    Hijo del Hombre
    visitatore
    In un paese (o nei paesi) dove si fanno due balle tante alla Chiesa per la pedofilia e si anestetizza la coscienza per quanto riguarda crimini come l'aborto, come pensate che si possa chiamare una presa di coscienza collettiva e la conseguente emanazione delle leggi apposite? Utopia.

  5. #5
    Veterano di CR L'avatar di AlexandrosBG
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    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    In un paese (o nei paesi) dove si fanno due balle tante alla Chiesa per la pedofilia e si anestetizza la coscienza per quanto riguarda crimini come l'aborto, come pensate che si possa chiamare una presa di coscienza collettiva e la conseguente emanazione delle leggi apposite? Utopia.
    Anche il Paradiso futuro sembra un'utopia, ma ci è promesso e quindi sarà reale.
    La speranza anche se razionale non può mai abdicare alla disperazione; semmai, dovrebbe divenire occasione ancor più forte di preghiera, sapendo che nulla è impossibile a Dio. E poi se non siamo noi cattolici a lottare per queste cose, come possiamo testimoniare il Vangelo?
    "Per la vita vale la pena dare la vita" (S.E. mons. Francesco Beschi)

  6. #6
    Hijo del Hombre
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da AlexandrosBG Visualizza Messaggio
    La speranza anche se razionale non può mai abdicare alla disperazione; semmai, dovrebbe divenire occasione ancor più forte di preghiera, sapendo che nulla è impossibile a Dio.
    Nulla è impossibile a Dio, ma finché gli uomini rimangono questi Dio può fare ben poco. Non perché non possa, ma perché rispetta il libero arbitrio.

    Per come la vedo io queste leggi rimarranno ancora per molto tempo. Non perché sia pessimista, ma perché mi sembra che la maggioranza (e sono tanti) non voglia cambiare.

  7. #7
    Veterano di CR L'avatar di LOTARIO
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    Citazione Originariamente Scritto da AlexandrosBG Visualizza Messaggio
    L'aborto è, come ben sappiamo, molto di più che un semplice peccato: è infanticidio. Questo, che noi scopriamo alla luce del Vangelo, ma che direi dovrebbe essere naturalmente condiviso da qualsiasi mente sana (perché difficilmente si può negare che una creaturina diventi "improvvisamente" umana solo alla fine del terzo mese di gravidanza!!!), va difeso ed è pazzesco che gli stessi gruppi non cattolici che difendono a spada tratta la vita dei criminali più efferati lottando contro la pena di morte (e quelle persone sono colpevoli) siano anche i primi a promuovere l'aborto (he colpisce persone indifese e soprattutto innocenti).
    Ciò premesso, è chiaro che sono almeno due le persone coinvolte nel reato: il medico e la donna che abortisce. Il primo se si vietasse l'aborto diventerebbe assassino, sia che lo procuri chirurgicamente che farmaceuticamente; sulla seconda verterebbe più che altro un concorso in omicidio, dato che non è l'esecutrice materiale dell'aborto, ma ha comunque richiesto tale pratica abominevole ed illegale al medico. Sarebbe giusto prevedere due pene diverse nei due casi distinti. Inoltre, prevederei una pena pecuniaria molto forte per chi è informato dei fatti ma non denuncia il caso prima che l'aborto avvenga, o che copra i rei. Mi riferisco all'eventuale compagno o ai genitori della madre, ma anche l'eventuale personale che assiste il medico (la segretaria ecc...).
    Insomma qui bisogna andar giù duro con pene pesanti su una cosa tanto orrenda.
    Sono d'accordo con te. La pena deve essere severissima : si tratta di omicidio aggravato!
    Laudetur Iesus Christus!

  8. #8
    Bannato
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    Ormai penso che qualsiasi tentativo di abrogare la 140 fallirebbe. Qualche mese fa quando ci furono le elezioni Regionali qui nel Lazio, molte donne Cattoliche praticanti dissero di votare la Bonino, perché era giusto lasciare la possibilità di abortire!!!!!!

  9. #9
    Partecipante a CR L'avatar di man
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    Innanzitutto occorre che la legge parli chiaro, cioè il divieto assoluto dell'aborto in quanto interruzione di una vita umana, a livello teorico un tale reato è un omicidio premeditato, quindi comporterebbe la detenzione. Tuttavia al carcere si può sostituire un periodo di permanenza forzata in una centro di riabilitazione o di recupero, perchè è logico che una madre che abortisce: in primo luogo è sottoposta a traumi fisico-psichici postaborto, in secondo luogo è una persona pericolosa in quanto omicida. Il certificato penale o "fedina penale" dovrebbe comunque rimanere macchiato a causa dell'aborto, questo comporta delle limitazioni nella vita sociale e pubblica. Comunque è importante il recupero umano e sociale di queste madri snaturate perchè l'aborto ha degli effetti devastanti sulla donna, quindi bisogna unire la pena facendogli capire l'errore del gesto attraverso una periodo di controlli e limitazione della libertà, ma anche aiutarle ad un reinserimento nella vita sociale. Nel caso di uomini che hanno obbligato la donna ad abortire è necessario che ad essi siano applicate senza sconti le pene ordinarie di plagio, istigazione all'omicidio, concorso in omicidio, ecc...

    Comunque una legge che vieta l'aborto non serve a niente se non è supportata da un piano sociale che aiuti le madri a scongiurare la scelta dell'aborto, quindi è necessario potenziare il ruolo dei consultori, garantire l'obiezione di coscienza dei medici, sviluppare quei servizi che permettono alle donne incinte di partorire senza riconoscere il loro neonato affidandolo così alla struttura preposta che poi provvederà all'adozione.

    E' inoltre importante una strategia sul piano culturale e comunicativo per promuovere sempre ed in ogni caso la scelta della vita.

    Ovviamente tutto questo è solo utopia...il futuro sembra andare in senso contrario!
    W la vita!
    No...non e' utopia...quando uno sogna da solo e' solo un sogno...quando si sogna in tanti e' la realta' che comincia....

    Io cmq punterei soprattutto sul fatto di togleire le cause che spingono una donna a considerare l'aborto come una scelta piu' saggia....a sostenere concretamente le famiglie,a snellire le pretiche burocratiche per le adozioni,a garantire alla donna in gravidanza un posto di lavoro assicurato.E soprattutto fare informazione.......mi capita di sentire fin troppo spesso idiozie in cui si equipara uno spermatozoo ad un embrione c'e' chi dice che la masturbazione uccide migliaia di vite...e che quindi gli antiabortisti sono ipocriti

  10. #10
    Nuovo iscritto L'avatar di ReginadiSaba
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    Io sono vagamente sconcertata dai toni di certuni su un argomento tanto delicato.
    Sono anche vagamente indignata dal fatto che si colpevolizzino la donna e il medico, ma non si dica una parola contro l'UOMO (un uomo violento ma anche un uomo che semplicemente fugge davanti alle sue responsabilità) che "coopera" a creare situazioni tanto dolorose.

    E' vero che siete tutti uomini, ma permettetmi di dire che se qualcuno pensa che un aborto non lasci profonde ferite psichiche e spirituali, a volte da vero inferno sulla terra, è uno stolto ed è anche poco onesto.

    Criminalizziamo l'aborto? Va bene, ma allora "dentro" ci va anche l'uomo quando ha provocato direttamente la decisione della donna (violenza sessuale, ma anche nei tantissimi casi di abbandono della donna incinta per non dire di quando è proprio l'uomo a costringere la propria compagna a una cosa del genere).

    E comunque chi aveva posto il quesito iniziale lo aveva posto correttamente parlando di non aggiungere al dramma dell'aborto la pena del carcere.

    Fratelli, ma vi rendete conto di quello che stiamo dicendo?

    Una legislazione su questa materia non è impossibile, soprattutto a partire NON dalla criminalizzazione dell'aborto ma dal diritto del concepito, ma non è semplice come la fate voi. E quando è in pericolo la vita della madre, quale delle due vite vale di più (se, come nello sciagurato caso di una mia amica, la donna ha altri bimbi ancora piccoli)?
    E quando si chiede a una donna di portare a termine una gravidanza frutto di violenza?
    Altro che porgere l'altra guancia, fratelli miei!
    E quando certe storie si consumano nello squallore dell'emarginazione?
    E quanti altri "distinguo" occorrerebbero.
    Guardate che per certe situazioni è facile invocare la fede, quando è quella degli altri e la propria non è messa a così dura prova!!!

    Comunque compitino per le vacanze: una preghiera per ogni mamma che abortisce (siamo cristiani cattolici, giusto?) e una visitina a qualche Centro di aiuto alla vita.
    Allarga gli orizzonti, ve l'assicuro...

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