Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 2 di 10 PrimaPrima 1234 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 92

Discussione: Che cos'è un "eretico"?

  1. #11
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
    Data Registrazione
    Oct 2007
    Località
    Groningen
    Età
    42
    Messaggi
    8,393
    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    Ok, quelli che sono nati senza loro colpa. Ma quelli che aderiscono e passano da una situazione generica al protestantesimo, o ancora peggio dal cattolicesimo al protestantesimo, come vogliamo chiamarli? Birichini? Furfantelli? O, nel secondo caso, dobbiamo rispolverare il caro vecchio "apostati"?
    Quelli che commettono eresia direttamente, ovvero che da cattolici rifiutano una verita` di Fede sono eretici, si`, ma questo, come dice Canonista, non e` applicabile ai protestanti o ortodossi in generale.

    I 'padri protestanti' come Lutero e Calvino erano eretici e scismatici (gli ortodossi solo scismatici, perche` le differenze dottrinali nella Chiesa Ortodossa accaddero dopo lo scisma).

    Pero` adesso i protestanti esistono da 500 anni quasi. Sebbene il loro credo non sia corretto non commettono 'eresia' perche' non commettono il reato di rifiutare una verita` di fede dato che non la hanno mai accettata in primis, ne sono scismatici perche` non sono uniti alla Chiesain primis e quindi non possono fare uno scisma da cio` di cui sono gia` separati (non mancano gli scismi tra le chiese protestanti pero`)

    Che il credo protestante poi sia 'eretico' in confronto a quello della Chiesa e` un altro discorso.
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  2. #12
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" e Saggio del Forum. L'avatar di Fidei Depositum
    Data Registrazione
    Nov 2006
    Località
    Regio dissimilitudinis
    Messaggi
    5,751
    Citazione Originariamente Scritto da Ismael Visualizza Messaggio
    Quelli che commettono eresia direttamente, ovvero che da cattolici rifiutano una verita` di Fede sono eretici, si`, ma questo, come dice Canonista, non e` applicabile ai protestanti o ortodossi in generale.

    I 'padri protestanti' come Lutero e Calvino erano eretici e scismatici (gli ortodossi solo scismatici, perche` le differenze dottrinali nella Chiesa Ortodossa accaddero dopo lo scisma).

    Pero` adesso i protestanti esistono da 500 anni quasi. Sebbene il loro credo non sia corretto non commettono 'eresia' perche' non commettono il reato di rifiutare una verita` di fede dato che non la hanno mai accettata in primis, ne sono scismatici perche` non sono uniti alla Chiesain primis e quindi non possono fare uno scisma da cio` di cui sono gia` separati (non mancano gli scismi tra le chiese protestanti pero`)

    Che il credo protestante poi sia 'eretico' in confronto a quello della Chiesa e` un altro discorso.
    Sono sostanzialmente d'accordo (per quanto possa contare il mio parere, evidentemente).
    Penso che il fatto non si usi più una determinata terminologia non comporti certo un'approvazione degli insegnamenti contrari alla dottrina cattolica. La riflessione del Vaticano II, da questo punto di vista, mi pare abbia semplicemente voluto evidenziare anche i punti di contatto e gli elementi positivi che sussistono nelle altre confessioni cristiane e anche nelle altre religioni; ma non per questo ha voluto abdicare alla dottrina cattolica. Se poi v'è stato qualcuno che ha interpretato in maniera scorretta certi passi, non così il Magistero della Chiesa.
    È ormai tempo di svegliarci dal sonno (Rm 13,11)

  3. #13
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Kirishitan
    Data Registrazione
    Jan 2009
    Località
    .
    Messaggi
    2,588
    Citazione Originariamente Scritto da Ismael Visualizza Messaggio
    Quelli che commettono eresia direttamente, ovvero che da cattolici rifiutano una verita` di Fede sono eretici, si`, ma questo, come dice Canonista, non e` applicabile ai protestanti o ortodossi in generale.

    I 'padri protestanti' come Lutero e Calvino erano eretici e scismatici (gli ortodossi solo scismatici, perche` le differenze dottrinali nella Chiesa Ortodossa accaddero dopo lo scisma).

    Pero` adesso i protestanti esistono da 500 anni quasi. Sebbene il loro credo non sia corretto non commettono 'eresia' perche' non commettono il reato di rifiutare una verita` di fede dato che non la hanno mai accettata in primis, ne sono scismatici perche` non sono uniti alla Chiesain primis e quindi non possono fare uno scisma da cio` di cui sono gia` separati (non mancano gli scismi tra le chiese protestanti pero`)

    Che il credo protestante poi sia 'eretico' in confronto a quello della Chiesa e` un altro discorso.
    Ma è proprio l'ultimo punto ad essere fragile. Sarebbe eretica una dottrina, ma non chi la professa. E' paradossale. Banalmente, "eretico" è il seguace di un' "eresia". E' inutile girarci intorno, è l'ovvia definizione del dizionario che poi non è altro, non c'è bisogno di dirlo, che il senso dato dalla Chiesa a quella parola, trattandosi di un termine di stretta pertinenza ecclesiastica. Per cui tutto il discorso patisce la confusione tra due piani. Quello dogmatico in cui chiunque professi un'eresia altro non può essere che eretico, a lume di logica (così come del resto chi si ispira ad Aristotele è aristotelico e chi a Platone è platonico). E quello strettamente giuridico, in cui un Codice, testo disciplinare dei cattolici, definisce ovviamente la parola in relazione alla evenienza che il cattolico (e chi altri?) incorra nel delitto in discorso. Quanto ai fratelli separati, e alle altre cose simili, mi sembra che ci si sia espressi abbastanza.
    Apprezzo tutte le buone intenzioni, e ho rispetto dei testi magisteriali che utilizzano questa espressione ma io, come te, come la maggior parte dei cattolici, per amare una persona non ho bisogno di edulcorare la realtà della sua posizione dogmatica, anzi per la verità non ho neppure bisogno che sia cristiana.

  4. #14
    Iscritto L'avatar di aigledemeaux
    Data Registrazione
    Jul 2009
    Località
    Roma
    Età
    49
    Messaggi
    463
    Citazione Originariamente Scritto da Ismael Visualizza Messaggio
    Pero` adesso i protestanti esistono da 500 anni quasi. Sebbene il loro credo non sia corretto non commettono 'eresia' perche' non commettono il reato di rifiutare una verita` di fede dato che non la hanno mai accettata.
    Curiosa "prescrizione" delle Verità di Fede: simmetricamente, quindi, chi come noi professa le Verità definite a Nicea o a Calcedonia 1700 anni fa non è cattolico, solo perché è "nato" tale...
    Absit iniuria verbis, l'affermazione è un tipico esempio di ciò che Romano Amerio definiva "circiterismo", approssimazione concettuale sparsa da quarant'anni a piene mani nel "popolo di Dio" che si voleva "illuminare"...
    Solo sessant'anni fa certe definizioni si imparavano all'epoca della Prima Comunione (il Catechismo di San Pio X definiva gli eretici proprio con l'esempio dei protestanti): ora si arriva tranquillamente, da parte di fedeli maturi e di cultura (almeno) media, a confondere il piano giuridico (ovvio che il Codex si rivolga ai cattolici nel definire il delitto di eresia: sono i - soli - destinatari della norma!) con quello dogmatico, e prima ancora, come bene metteva in evidenza Kirishitan, con quello logico.
    La Verità non è soggetta a valutazioni politico-ideologiche, né l'edulcorazione terminologica (più o meno condivisibile: forse "politicamente" opportuna, ma foriera, come si vede, di confusione nei Fedeli) può cancellarla. I dogmi di Fede sono definiti dai Concili e dal Magistero: negarli (da parte di battezzati) costituisce ERESIA. Punto.
    Affermare tale lapalissiana Verità, come stiamo cercando di fare io e (meglio di me) Kirishitan non dovrebbe essere particolarmente meritorio (è insegnata da centinaia di anni), ma sicuramente negarla costituisce un gravissimo errore: anzitutto sul piano logico (principio di non contraddizione...), ma anche (per noi cattolici, soprattutto) sul piano dogmatico: si chiama - appunto - eresia....

  5. #15
    Hijo del Hombre
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Ismael Visualizza Messaggio
    Pero` adesso i protestanti esistono da 500 anni quasi.
    L'eresia non ha data di scadenza.
    Sebbene il loro credo non sia corretto non commettono 'eresia' perche' non commettono il reato di rifiutare una verita` di fede dato che non la hanno mai accettata in primis, ne sono scismatici perche` non sono uniti alla Chiesain primis e quindi non possono fare uno scisma da cio` di cui sono gia` separati (non mancano gli scismi tra le chiese protestanti pero`)
    Riformulo: se un cattolico diventa protestante, o comunque conoscendo le verità cattoliche (anche senza esserlo) diventa protestante, commette o no eresia? E' appellabile o no come eretico?

  6. #16
    Iscritto L'avatar di aigledemeaux
    Data Registrazione
    Jul 2009
    Località
    Roma
    Età
    49
    Messaggi
    463
    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    L'eresia non ha data di scadenza.

    Riformulo: se un cattolico diventa protestante, o comunque conoscendo le verità cattoliche (anche senza esserlo) diventa protestante, commette o no eresia? E' appellabile o no come eretico?
    Sì, certamente.

  7. #17
    Veterano di CR L'avatar di rifletto4
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Località
    a palermo
    Età
    51
    Messaggi
    1,193
    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    L'eresia non ha data di scadenza.

    Riformulo: se un cattolico diventa protestante, o comunque conoscendo le verità cattoliche (anche senza esserlo) diventa protestante, commette o no eresia? E' appellabile o no come eretico?
    Certo che diventa eretico , i protestanti rinnegano i sacramenti quello più grave la presenza di Cristo nella comunione

  8. #18
    Iuris Utriusque Doctor
    Data Registrazione
    May 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    2,250
    Nei vostri post si sono toccate varie problematiche, ma cercherò di dare una risposta esauriente a ciascuna di esse.

    Citazione Originariamente Scritto da aigledemeaux Visualizza Messaggio
    Innanzitutto non perdere la pazienza: prendi una bella camomilla e rifletti sul fatto che la tua opinione non costituisce ancora Magistero.
    E' vero, ma ho l'aiuto di un baccalaureato in teologia e di un dottorato in diritto canonico.

    Quindi, eviterei di identificare il diritto canonico con il Magistero: capisco la necessità di sintesi, ma messa così sembra una sovrapposizione un po' ingenua, che degiuridicizza il diritto canonico e (involontariamente) degrada il Magistero (teologico, per sua natura) alla normatività giuridica (pur canonistica), di per sé ed essenzialmente relativa e mutevole secondo le esigenze storiche.
    Il codice del 1983 è l'ultimo documento del Concilio Vaticano II (cfr. Giovanni Paolo II, Sacrae disciplinae leges ) e cerca di tradurre in norme giuridiche le disposizioni conciliari.
    In sostanza, il diritto canonico è vero diritto, ma ancorato ovviamente alla teologia visto che è da questa che ne trae i principi.

    Infine, nel merito: ritieni non siano più valide le definizioni (DOGMATICHE, queste sì) del Concilio di Trento in ordine alla giustificazione, all'Eucarestia, alla Gerarchia, ai Sacramenti, etc. (tutte cosucce che ci dividono - o no? forse, per molti, ahinoi non più - dai nostri beneamati "fratelli")?

    Se un luterano, un calvinista o chiunque altro (battezzato) professa quelle dottrine oggetto di anatema, come lo chiamiamo? Fratello, bene: siamo tutti fratelli, in quanto figli di Dio; ma, bando agli irenismi, fratello "eretico"!
    Se poi, invece, tu ritieni quelle definizioni dogmatiche non più valide, beh... concludi tu: mi raccomando, senza spazientirti...
    E' questo il nocciolo del problema.

    Certamente le definizioni dogmatiche sono tali, ma dal Vaticano II in poi si è capito che bisogna distinguere tra coloro che hanno causato lo scisma e l'eresia (di cui hanno responsabilità anche i cattolici, cfr. Unitatis redintegratio e Ut unum sint ) e coloro che, senza alcuna colpa loro personale, appartengono ad una comunità non in comunione con Roma.
    Essi non possono essere accusati di peccato e restano uniti alla Chiesa cattolica attraverso il battesimo in una comunione reale, ma imperfetta.


    P.S. Leggi tu la Dominus Iesus, ed evita di chiamare "Chiese" quelle che sono soltanto "comunità", ovvero le sette protestanti. Di Chiesa ce n'è solo una, quella Cattolica, Apostolica e Romana.
    La Dominus Iesus riguarda il problema del subsistit in e necessita di una discussione a parte.
    Comunque quel documento non chiama certamente i protestanti e gli ortodossi nè scismatici, nè eretici.
    E non si chiamano "sette protestanti", ma "comunità ecclesiali nate dalla Riforma".

    Citazione Originariamente Scritto da Kirishitan Visualizza Messaggio
    Non hai spiegato un bel niente e in ogni caso non vedo perché dovremmo riconoscere valore di verità a quattro parole buttate lì senza una analisi minimamente argomentata del problema.


    Qui la questione non riguarda il diritto canonico in senso stretto, come corpus di norme, ma i suoi stessi presupposti teologici. Il diritto canonico ovviamente, avendo come destinatari i cattolici, definisce i delitti canonici che un cattolico può compiere. In tal senso è ovvio, e non necessitava delle tue quattro parole, che è il cattolico che abbandona la dottrina o la Chiesa a commettere eresia o apostasia o scisma.
    Invece non bisogna dare per scontato che il CIC si applica solo ai cattolici, perchè il codice del 1917 veniva invece applicato a TUTTA la Chiesa latina, cioè anche ai protestanti, i quali erano AUTOMATICAMENTE considerati eretici e quindi SCOMUNICATI!!!!

    Una cosa davvero senza senso, ma che rispettava l'ecclesiologia di quel tempo e che soprattutto respingeva ogni sorta di ecumenismo visto che l'unico "ecumenismo" accettato era quello del "ritorno a Roma"... (cfr. Pio XI, Mortalium animos).

    Ma nel senso lato univocamente professato dal Magistero della Chiesa sono eretiche (o ereticali) anche e prima di tutto le dottrine, non solo le persone, e chi professa dottrine eretiche è, e non potrebbe essere altrimenti per elementare senso logico, un eretico. E' assolutamente paradossale, e anzi francamente ridicolo, che non sia possibile definire eretico, come in passato si è sempre fatto, chi professa dottrine eretiche avendo piena consapevolezza di farlo e perdurando ostinatamente nell'errore. Che poi da qualche decennio ad oggi si applichino diciture alternative come "frateli separati" è solo indice di estrema confusione terminologica e di un'impostazione ultraecumenista (quale quella che ha portato alle diciture politically correct di cui sopra) cui hanno dovuto seguire, fatalmente, interventi magisteriali correttivi come la Dominus Iesus.
    Quindi abbi meno boria e lascia che ciascuno argomenti la sua tesi senza celarti dietro un testo che è pur sempre uno strumento, solo uno strumento, e non l'intero Magistero nel suo complesso, né tantomeno la fonte della nostra Fede.
    Ripeto, le dottrine protestanti sono certamente eretiche, ma siccome bisogna fare distinzione sul fatto che non è impossibile imputare alcuna colpa a coloro che nascono senza colpa in quelle comunità, non possiamo dire che sono eretici.

    Se invece un cattolico diventasse luterano, allora sì che in quel caso egli sarebbe eretico.

    Citazione Originariamente Scritto da Kirishitan Visualizza Messaggio
    Certo, e basti pensare a quanto è recente l'istituzione di un "codice" inteso nel senso attuale. Che adesso addirittura si intenda risolvere il Magistero nel Codice - che è quanto dire la teologia nella giurisprudenza - è indice della necessità urgente di ristabilire la gerarchia anche nelle discipline sacre, per esempio cominciando a dire, dopo sessantanni di esercizi ecclesiologici, che qualunque tesi in materia d'ecclesiologia deve misurarsi con la superiore autorità della dogmatica e non deve favorire nessuna confusione rispetto ad essa. E' un problema, questo che cerchiamo di porre io ed Aigledemeaux, molto più vasto - e molto più rilevante - della questione strettamente canonistica.
    Giovanni Paolo II ha spiegato bene quale sia il rapporto tra teologia e diritto canonico nella Costituzione Sacrae disciplinae leges.

    Citazione Originariamente Scritto da aigledemeaux Visualizza Messaggio
    Solo sessant'anni fa certe definizioni si imparavano all'epoca della Prima Comunione (il Catechismo di San Pio X definiva gli eretici proprio con l'esempio dei protestanti): ora si arriva tranquillamente, da parte di fedeli maturi e di cultura (almeno) media, a confondere il piano giuridico (ovvio che il Codex si rivolga ai cattolici nel definire il delitto di eresia: sono i - soli - destinatari della norma!) con quello dogmatico, e prima ancora, come bene metteva in evidenza Kirishitan, con quello logico.
    E' l'ecclesiologia che si è voluta, infatti non usiamo più il Catechismo di San Pio X, che rispettava le idee di quel tempo, ma abbiamo il nuovo Catechismo che è aggiornato al Vaticano II.

    Se a poi voi non piace il Vaticano II e i documenti seguenti, questo è un altro problema...

  9. #19
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" e Saggio del Forum. L'avatar di Fidei Depositum
    Data Registrazione
    Nov 2006
    Località
    Regio dissimilitudinis
    Messaggi
    5,751
    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    [...] Ripeto, le dottrine protestanti sono certamente eretiche, ma siccome bisogna fare distinzione sul fatto che non è impossibile imputare alcuna colpa a coloro che nascono senza colpa in quelle comunità, non possiamo dire che sono eretici. [...]
    Però sarebbe comunque grave, mi pare, se un cristiano protestante venisse a conoscenza della dottrina cattolica e consapevolmente e deliberatamente la rifiutasse. (Parlo per cercare chiarimenti, non per il gusto di scontrarmi con altri utenti)
    Ultima modifica di Fidei Depositum; 13-08-2010 alle 16:15 Motivo: Modificata frase finale, quella tra parentesi
    È ormai tempo di svegliarci dal sonno (Rm 13,11)

  10. #20
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
    Data Registrazione
    Oct 2007
    Località
    Groningen
    Età
    42
    Messaggi
    8,393
    Citazione Originariamente Scritto da Professor Testo Visualizza Messaggio
    L'eresia non ha data di scadenza.
    L'eresia no, ma un eretico è solo chi, facendo parte di una fede, ne rifiuta una parte delle verità/dogmi espresse da questa.

    I protestanti moderni, non essendo mai stati cattolici, non possono nemmeno essere eretici in confronto del cattolicesimo.

    Riformulo: se un cattolico diventa protestante, o comunque conoscendo le verità cattoliche (anche senza esserlo) diventa protestante, commette o no eresia? E' appellabile o no come eretico?
    Se un cattolico di oggi diventa protestante rifiutando alcune vertità di fede cattoliche è allora eretico, direi.

    Eretici sono pure coloro che pur definendosi cattolici rifiutano certe verità di Fede. Ad esempio Hans Kung è eretico perchè da cattolico rifiuta la transustansazione.
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •