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Discussione: Cavalieri di Colombo

  1. #11
    CierRino L'avatar di Vaticanista
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    Il Papa ai Cavalieri di Colombo: difendete il patrimonio di verità del Vangelo

    Nell’Anno della Fede, ogni Cavaliere di Colombo riaccenda “la luce della fede” con “la preghiera personale, la catechesi e le opere di carità”. L’auspicio di Papa Francesco è contenuto nel Messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, rivolto all’antica organizzazione cattolica statunitense, fondata alla fine del 19.mo secolo e che attualmente conta oltre un milione e 800 mila membri. Il Messaggio si riferisce alla 131.ma convention dei Cavalieri – che si è conclusa oggi dopo due giorni di lavori a San Antonio, in Texas – e ispirata a una affermazione pronunciata dal Papa nella Messa di inaugurazione del Pontificato: “Siate Protettori dei doni di Dio”. Consapevole della responsabilità specifica che i laici hanno per la missione della Chiesa, il Papa – si legge nel Messaggio – “invita ogni cavaliere e ogni Consiglio, a testimoniare la natura autentica del matrimonio e della famiglia, la santità e la dignità inviolabile della vita umana, e la bellezza e la verità della sessualità umana”. In questo tempo di cambiamenti sociali e culturali rapidi, prosegue il testo, “la protezione dei doni di Dio non può non includere l'affermazione e la difesa del grande patrimonio di verità morali insegnate dal Vangelo e confermate dalla retta ragione, che servono come il fondamento di una giusta e ben società ordinata”.

    Per questo motivo, il Papa esprime una volta di più il proprio apprezzamento “per la chiara testimonianza pubblica offerta dai Cavalieri di Colombo nel proteggere il diritto e il dovere dei credenti di partecipare in modo responsabile, sulla base delle loro convinzioni più profonde, nella vita della società”. Nell’Anno della Fede, conclude il Messaggio, Papa Francesco “chiede ogni Cavaliere di riaccendere con la preghiera personale, la catechesi e le opere di carità, la luce della fede – lumen fidei – che amplia i nostri orizzonti, apre i nostri cuori all'amore e guida i nostri passi come individui, famiglie e nazioni lungo il cammino della speranza alla quale Dio continuamente guida noi e tutta la storia umana”.(A cura di Alessandro De Carolis)

    Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013...%A0/it1-718154
    del sito Radio Vaticana

  2. #12
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    MESSAGGIO AI CAVALIERI DI COLOMBO IN OCCASIONE DEL 131.MO CONVEGNO SUPREMO (SAN ANTONIO, TEXAS, 6-8 AGOSTO 2013) , 09.08.2013

    In occasione del 131° Convegno Supremo annuale dei Cavalieri di Colombo, che si è tenuto nei giorni scorsi a San Antonio in Texas, il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, a nome del Santo Padre Francesco, ha fatto pervenire al Sig. Carl Albert Anderson, Cavaliere Supremo, il messaggio che riportiamo di seguito:

    MESSAGGIO

    Dear Mr. Anderson,

    His Holiness Pope Francis was pleased to learn that from 6 to 8 August 2013 the 131st Supreme Convention of the Knights of Columbus will be held in San Antonio, Texas. He has asked me to convey his warm greetings to all in attendance, together with the assurance of his closeness in prayer. He has also asked me to express his esteem for the ideals of faith and fraternity embodied by your Order, its commitment to the Church’s mission, and the many works of charity and evangelical witness undertaken by the Knights in their local Councils, parishes and communities. In these first months of his pontificate, he has been comforted by the messages of prayerful encouragement and spiritual solidarity which he has received from so many Knights and their families.

    His Holiness was pleased to learn that this year’s Supreme Convention has drawn its theme – Be Protectors of God’s Gifts – from his homily at the Mass inaugurating his papal ministry, which by a happy coincidence fell on the Solemnity of Saint Joseph. As protector of the Holy Family, the humble carpenter of Nazareth is a model of the manly virtues of quiet strength, integrity and fidelity which the Knights of Columbus have sought to preserve, cultivate and pass on to new generations of Catholic men. It was in fact as a protective association that your Order was founded in the late nineteenth century, in response to the need to promote the material and spiritual welfare of working men and their families, the dignity of labor and the demands of social justice, and the advancement of the Church’s mission. In fidelity to this founding vision, the Knights continue to play an outstanding role in helping Catholic men to respond to their vocation to be "protectors of creation, protectors of God’s plan inscribed in nature, protectors of one another and of the environment" (Homily, 19 March 2013).

    Among the first acts of his pontificate, the Holy Father wished to add the name of Saint Joseph to each of the Eucharistic Prayers of the Mass. It is his hope that the Knights, in venerating the memory of this great Saint, will beg his intercession for the protection of the many blessings which the Lord has poured out upon them and their families, and work with ever greater commitment for the spread of the Gospel, the conversion of hearts and the renewal of the temporal order in Christ (cf. Apostolicam Actuositatem, 7). Conscious of the specific responsibility which the lay faithful have for the Church’s mission, he invites each Knight, and every Council, to bear witness to the authentic nature of marriage and the family, the sanctity and inviolable dignity of human life, and the beauty and truth of human sexuality. In this time of rapid social and cultural changes, the protection of God’s gifts cannot fail to include the affirmation and defence of the great patrimony of moral truths taught by the Gospel and confirmed by right reason, which serve as the bedrock of a just and well-ordered society.

    For this reason His Holiness once more expresses his appreciation of the clear public witness offered by the Knights of Columbus in protecting the right and duty of believers to participate responsibly, on the basis of their deepest convictions, in the life of society. In his Encyclical Lumen Fidei, he pointed out that faith, precisely because it embraces God’s truth, sheds light on the authentic meaning and purpose of life, strengthens the bonds uniting individuals and communities, and thus serves as a trustworthy foundation for building a just and humane society (cf. Nos. 50-51). As the present Year of Faith draws to its close, the Holy Father asks each Knight to rekindle through personal prayer, ongoing catechesis and works of charity, the light of faith – Lumen Fidei – which expands our horizons, opens our hearts to love and guides our steps as individuals, families and nations along the path of hope to which God constantly guides us and all of human history.

    With these sentiments, His Holiness commends the deliberations of the 131st Supreme Convention to the loving prayers of Mary, Mother of the Church. Assuring the members of the Supreme Council, and all the Knights and their families, of a grateful remembrance in his prayers, he cordially imparts his Apostolic Blessing as a pledge of joy and peace in our Lord Jesus Christ.

    Please accept my own prayerful good wishes for the occasion.

    Yors sincerely,

    Tarciso Card. Bertone, S.D.B.
    Secretary of State

    [01156-02.01] [Original text: English]

    [B0520-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  3. #13
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    Il Papa ai Cavalieri di Colombo: cercate nuove vie per il Vangelo, forza di rinnovamento della società

    Papa Francesco ha ricevuto, stamani in Vaticano, il Consiglio direttivo dei Cavalieri di Colombo, in occasione del loro incontro a Roma. All’organizzazione caritativa americana, guidata dal Cavaliere Supremo Carl A. Anderson, il Pontefice ha chiesto di continuare ad essere testimoni della fede e vicini ai più bisognosi. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    Un’udienza per esprimere innanzitutto gratitudine per il sostegno alla carità del Papa e all’azione della Santa Sede. Con questo spirito, Papa Francesco ha incontrato il Consiglio direttivo dei Cavalieri di Colombo e subito ha ricordato il Vicarius Christi Fund, “segno eloquente” della solidarietà con la sollecitudine del Successore di Pietro per la Chiesa universale. Il Papa ha ricordato che l’attività dei Cavalieri di Colombo si manifesta anche quotidianamente, nelle preghiere, nei sacrifici e nell’azione apostolica che così numerosi Cavalieri svolgono nei loro Consigli locali, nelle parrocchie e nelle loro comunità:

    “Preghiera, impegno nel testimoniare la fede, attenzione alle necessità dei fratelli più bisognosi, siano sempre le tre colonne che reggono sempre la vostra attività personale e associativa. E continuate, in fedeltà alla visione del venerabile Padre Michael McGivney, vostro Fondatore, a cercare nuove vie per essere il lievito del Vangelo nel mondo, forza per il rinnovamento spirituale della società”.

    Mentre l’Anno della fede si avvicina alla sua conclusione, ha soggiunto il Papa, vi affido “in modo speciale all’intercessione di San Giuseppe, custode della Santa Famiglia di Nazaret”, “ammirevole modello di quelle virtù virili di stabile fortezza, integrità e fedeltà, che i Cavalieri di Colombo si impegnano a preservare, coltivare e trasmettere alle future generazioni di uomini cattolici”.


    fonte: Radio Vaticana


    Qui il testo del discorso del Santo Padre
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  4. #14
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    Il Papa ai Cavalieri di Colombo: nessuno confini Chiesa nel privato

    “La fede ci insegna che la Chiesa è chiamata ad essere una comunità di fratelli e sorelle che si accettano e si prendono cura l'uno dell'altro e servono da lievito di riconciliazione e unità per l'intera famiglia umana”. Lo ricorda Papa Francesco nel Messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, rivolto alla 132.ma Convention annuale dell’Ordine dei Cavalieri di Colombo, che si è conclusa oggi a Orlando, negli Stati Uniti, dopo due giorni di lavori. Il Papa sottolinea in particolare l’impegno dell’Ordine a favore dei più poveri e delle famiglie. Il tema scelto quest’anno è “Sarete tutti fratelli: la nostra vocazione alla fratellanza”. Una vocazione che - sottolinea il Messaggio - l’organizzazione ha saputo ben incarnare sin dalle sue alle sue origini, alla fine del XIX secolo. Il servizio di Lisa Zengarini:

    La fedeltà dei Cavalieri agli “ideali di fede, fratellanza e servizio” - si legge nel messaggio - “non solo ha assicurato la continua vitalità” dell’Ordine, “ma ha anche contribuito, e continua a contribuire, alla missione della Chiesa a tutti i livelli e, in particolare, al ministero universale della Sede Apostolica”.

    La lettera elogia in particolare l’impegno attivo dei Cavalieri “per contrastare i tentativi di limitare la religione alla sfera puramente personale, per difendere il ruolo che le è proprio nell’arena pubblica e incoraggiare i fedeli laici nella loro missione di plasmare una società che rifletta la verità di Cristo”. Come ha chiarito Papa Francesco nella Esortazione apostolica ‘Evangelii Gaudium’, "la terra è la nostra casa comune, e tutti siamo fratelli e sorelle" e di conseguenza “nessuno può esigere da noi che releghiamo la religione alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza sulla vita sociale e nazionale, senza preoccuparci per la salute delle istituzioni della società civile, senza esprimersi sugli avvenimenti che interessano i cittadini”.

    Grande apprezzamento viene infine espresso per il sostegno dato dai Cavalieri al prossimo Sinodo straordinario sulla famiglia a ottobre e all’incontro mondiale per le famiglie, previsto a Filadelfia nel 2015. “La famiglia, infatti, è la prima maestra di quella fratellanza che unisce e costruisce la società sulle solide fondamenta del rispetto reciproco, della giustizia, della misericordia e della verità”.


    fonte: Radio Vaticana
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  5. #15
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    L'arazzo con il ritratto di Santa Teresa di Calcutta esposto dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana è stato donato dai Cavalieri di Colombo, che supportano le Missionarie della Carità fin dagli anni 70:
    http://www.lastampa.it/2016/09/02/va...WI/pagina.html
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  6. #16

  7. #17
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    È Beato padre McGivney, martire del coronavirus ante litteram
    Il fondatore dei Cavalieri di Colombo morì a 38 anni per le complicazioni di una influenza del tipo “corona” nel 1890. L’organizzazione da lui fondata ha oggi 2 milioni di membri


    Il primo parroco statunitense ad essere beatificato nella storia è un sacerdote che, con il suo impegno, ha dato vita ad una organizzazione che oggi conta 2 milioni di membri, e che potrebbe essere considerato un martire del coronavirus, essendo morto a 38 anni per una polmonite nata da una complicazione di una influenza del tipo “corona”, la cosiddetta influenza russa.
    La beatificazione è avvenuta il 31 ottobre, con una Messa celebrata nella cattedrale di Hartford (Connecticut) dal Cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark.
    “Quello che celebriamo oggi è prima di tutta la fedeltà di Dio nei confronti del suo popolo,” ha detto il Cardinale Tobin. E padre McGivney è “stato il volto delle famiglie immigrate”, è un testimone che “stato un apostolo che si è curato delle vittime di una epidemia a costa della sua vita”, e che si è manifestato attraverso l’intercessione per un miracolo ad un bambino ancora non nato. Così, “la breve vita di questo uomo, un secolo e mezzo dopo, parla eloquentemente”.
    Nella lettera apostolica che sanciva la beatificazione, Papa Francesco ha sottolineato che “lo zelo per la proclamazione del Vangelo e la generosa preoccupazione per i suoi fratelli e sorelle” ha fatto di padre McGivney “uno straordinario testimone della solidarietà cristiana e l’assistenza fraterna”.
    Padre McGivney sarà commemorato il 13 agosto – tra il suo giorno di nascita, il 12 agosto, e quello della morte, il 14 agosto.
    La pandemia in corso ha fatto sì che la cerimonia nella cattedrale fosse solo ad inviti. Si è trattato comunque di una Messa partecipata se animata orgogliosamente dai Cavalieri di Colombo, la associazione di laici che McGivney fondò nel 1882 per aiutare vedove ed orfani e che oggi conta 2 milioni di membri nel mondo, sponsorizzando una vasta quantità di attività educative, caritative e religiose.
    Il miracolo attribuito alla sua intercessione che lo ha portato alla beatificazione ha avuto luogo nel 2015, e riguardava un bambino statunitense, Mikey Shachle, 13esimo figlio di una coppia, che aveva una idrope fetale e non aveva praticamente speranze di sopravvivenza. I genitori del bambino hanno chiesto l’intercessione di padre McGivney, e oggi Mikey ha cinque anni, ed è in buona salute. La sua guarigione, già nel feto, è stata considerata inspiegabile.
    Padre McGivney è il primo parroco statunitense beatificato. Oltre che patrono dei parroci, potrebbe essere considerato un martire della pandemia, perché morì di polmonite durante lo scoppio di una influenza a Thomaston,, che alcune ricerche recenti hanno classificato come una influenza causata da un virus di tipo corona.
    “Tutti noi possiamo trovare incoraggiamento nella vita di padre McGivney”, ha detto il Cardinale Tobin. Che ne ha anche tratteggiato la vita, sottolineando che la sua formazione è nata in famiglia, lui, studente brillante, che ha però anche conosciuto il lavoro dei campi, conoscendo così “il semplice requisito di un pastore: amare il suo popolo”.
    Ha infine sottolineato il Cardinale Tobin: “In tempo di divisione e sofferenza, guardiamo il suo volto, e notiamo che la vita non è transizionale, ma un dono da condividere”

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