Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Luisa Piccarreta

  1. #11
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    Credo, per l'esperienza che sto vivendo, che il dono del Divino Volere non sia comprensibile con l'intelletto guardandolo dal di fuori, solo pronunciando il nostro: Eccomi, ed entrando nel Regno per grazia, giorno dopo giorno, possiamo comprendere, per esperienza diretta, la grandezza, la bellezza, la profondità e la gioia di vivere di Divina Volontà.
    Offro la mia preghiera perché molti fratelli possano accogliere il Dono Supremo: Il Divino Volere.

  2. #12
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    Grazie, Avvenga.
    Fiat - Zelo zelatus sum pro Domino Deo exercituum. (1 Re 19,14)
    Oremus pro Pontifice nostro Francisco. Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.


    Pietro è la Roccia, che conferma i fratelli per mandato di nostro Signore Gesù Cristo. Al Romano Pontefice, "nella persona del Principe degli Apostoli, fu affidato, per volere divino, dallo stesso Cristo Signore il supremo compito e il potere di pascere gli agnelli e le pecore, di confermare nella fede i fratelli, di reggere e governare tutta la Chiesa" (Pio IX, Ineffabilis Deus). Alla fine è l'unico di cui non possiamo dubitare, altrimenti non potremmo dirci Cattolici.

    E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza. (Benedetto XVI, Saluto di congedo agli Em.mi Signori Cardinali presenti in Roma, Sala Clementina, 28 febbraio 2013)

  3. #13
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    Il messeggio portato dalla Serva di Dio Luisa Piccarreta è un Dono d'Amore per l'uomo di questi tempi e come ogni Dono del Signore, proprio in virtù di quel libero arbitrio che ci rende immagine di Colui che ci ha creati e resi figli in Gesù, può essere accolto o rifiutato.
    Accogliere il Dono del Divino Volere non è esperienza che annulla, schiaccia o rende miseri, al contrario è esperienza liberante e di pacificazione.
    Non c'è nulla di piu esaltante, nel senso alto del termine, che farsi piccoli per Amore, come Maria.
    Su tutti invoco luce di comprensione e grazia di esperienza, perchè è cominciando a camminare nel Dono che si diventa creature nuove che annunciano con la loro stessa vita, la prossimità del Signore che viene.
    Un abbraccio e una preghiera per tutti e per ciascuno nel Divino Volere.
    Maranà tha

  4. #14
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    La Piccarreta è stata riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa come persona degna di fiducia e oggi i suoi libri sono stampati da parte della Santa Sede. Molti sacerdoti li divulgano, inoltre il suo padre spirituale è stato dichiarato santo e per quanto riguarda lei il rito diocesano di beatificazione è stato chiuso e aperto quello romano. Io ho letto i suoi libri e posso dire da 'profana' che sono semplici da capire, complicati da rifletterci e che ci vuole una vita per metterli in pratica. Ma secondo me ne vale la pena.

    Non è vero che vanno contro il libero arbitrio anzi.

  5. #15
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    L'altro giorno non avevo molto tempo per scrivere.
    Volevo sottoporre all'attenzione di voi tutti dei passi che sono tratti dagli scritti di Luisa Piccarreta, e commentarli (se vi va) insieme.

    "Figlia mia, non si vuol capire, il vivere nella Volontà è regnare, il fare la mia Volontà è stare ai miei ordini. La prima cosa è possedere; la seconda è ricevere. Il vivere nel mio Volere è fare sua la mia Volontà, come cosa propria; è disporre di Essa. Il vivere nella mia Volontà è il vivere con una sola volontà, quale è Quella di Dio… Il vivere nella mia Volontà è vivere da figlio; il fare la mia Volontà è vivere da servo. Nel primo, ciò che è del Padre è dei figlio… e poi, questo è un Dono che voglio fare in quei tempi sì tristi: che non solo faccio la mia Volontà ma che La posseggano. Non sono forse io padrone di dare ciò che voglio, quando voglio e a chi voglio?… Non ti meravigliare se vedi che non capiscono: per capire dovrebbero disporsi al più grande dei sacrifici: qual è quello di non dar vita, anche nelle cose sante, alla propria volontà"

    "Ah, tutto sta nella mia Volontà. L'anima se prende questa, prende tutta la sostanza del mio Essere e racchiude tutto in sé"



  6. #16
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    Un tassello che potrebbe essere importante anche nel processo di beatificazione della Serva di Dio conosciuta più nel mondo che dalla sua Corato

    In Florida il primo miracolo attribuito a Luisa Piccarreta, avviato il processo canonico.

    Una polmonite acuta unita ad altre complicazioni aveva messo in serio pericolo l’esistenza di Maria Margarita Chavez: secondo l’equipe che l’aveva in cura le rimanevano scarse 48 ore di vita. Poi la guarigione inspiegabile


    Per i medici americani è un miracolo, il primo avvenuto per intercessione di Luisa Piccarreta.
    Una polmonite acuta unita ad altre complicazioni aveva messo in serio pericolo l’esistenza di Maria Margarita Chavez: secondo l’equipe che l’aveva in cura le rimanevano scarse 48 ore di vita. Poi la guarigione inspiegabile: «il martedì dopo la Pasqua del 2007 mi hanno portato una reliquia di Luisa e i miei polmoni hanno iniziato a guarire» ha raccontato lei stessa al congresso sulla “Divina volontà” che si è svolto ad aprile a Corato. Un tassello che potrebbe essere importante anche nel processo di beatificazione della Serva di Dio conosciuta più nel mondo che nella sua città natale.
    Per questa ragione il vescovo Pichierri ha chiesto all’associazione intitolata a Luisa di avviare la «procedura canonica» per «raccogliere le testimonianze prima» che alcuni dei principali protagonisti possano venire a mancare. Il riferimento principale è la mamma di Maria Margarita, ormai anziana.
    «Per rispondere a questo invito - ci conferma Sabino Lastella, presidente dell’associazione Luisa Piccarreta - ci siamo impegnati affinchè fosse istruito regolare processo nella diocesi di residenza della Chavez e cioè a Miami, in Florida».
    A fine maggio il vescovo di Miami, Mons. Thomas Wenski, ha concesso la sua approvazione e «in questo momento si stanno contattando coloro che fanno parte del tribunale ecclesistico» aggiunge Lastella. Saranno organizzati gli interrogatori: tra dicembre e gennaio si dovranno ascolatare dodici testimoni. «A breve avremo un calendario definitivo - prosegue Lastella - e a conclusione dei lavori si prevede una due giorni di incontro e confronto proprio a Miami, essendo ancora in corso l’anno del 150esimo anniversario della nascita di Luisa».
    Una volta approntato tutto l’incartamento con i sigilli dell’Arcivescovo di Miami, verrà trasmesso alla Congregazione delle Cause dei Santi per il tramite della postulazione.
    Per comprendere cosa questo comporti nella causa della beatificazione ci siamo rivolti a don Sergio Pellegrini, assistestente spirituale dei Piccoli figli del Divin volere. «Quando sarà completata la verifica degli scritti di Luisa (tuttora in corso), si avvierà la Causa e si produrrà la Positio, una biografia ragionata necessaria perchè venga riconosciuta la venerabilità di Luisa». Solo allora quello che oggi la scienza definisce un miracolo «potrà espletare il suo immediato effetto in ordine alla beatificazione» conferma don Sergio.
    Perchè si possa parlare di miracolo riconosciuto anche dalla Chiesa è necessaria l’approvazione della congregazione delle Cause dei Santi. «Saranno valutate le testimonianze raccolte - spiega don Sergio - e le ulteriori indagini che la congregazione vorrà compiere».

    La storia di Margherita. Nata a Cuba il 18 di maggio del 1959, vive a Miami con sua madre Dolores e suo figlio Christopher. Il 4 aprile del 2007 - durante la settimana Santa, come lei stessa tiene a precisare - è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Miami e affidata alle cure del medico Mario Almeida che nel 2006 le aveva curato una broncopolmonite riscontrata al ritorno da un viaggio in Italia. «Ero venuta in Italia per visitare i luoghi in cui ha vissuto Luisa e per conoscere Suor Assunta» ha raccontato Margherita durante il congresso.

    Il 6 aprile il quadro clinico della donna continuava a peggiorare e i medici hanno deciso di intubarla e fare una biopsia al polmone. Collegata ad un respiratore artificiale, Margarita è entrata in coma dopo aver ricevuto i sacramenti della confessione e dell’unzione degli ammalati.

    Il 10 aprile, il martedì della prima settimana di Pasqua, padre Cioffi hanno messo sul petto di Margherita una reliquia di Luisa mentre inotorno a lei leggevano le preghiere e gli scritti di Luisa. Il giorno successivo dalle radiografie si sono visti i primi inspiegabili miglioramenti: in pochi giorni Margherita ha ripreso a respirare da sola ed ha potuto affrontare seramente anche il terzo trapianto di rene.
    Del suo stato di inconscienza Margarita ricorda: «il Signore mi ha mostrato il male intrinseco della umanità. Mi trovavo in un luogo di anziani e moribondi senza poter muovermi, gli operatori si approfittavano di noi, ci davano sonniferi per non avere fastidi. Ho ancora in mente le immagini di un posto in cui preparavano i cadaveri delle persone decedute. Mentre stavo sdraiata su un tavolo, il Signore Gesù mi ha lasciato sentire conversazioni illicite e maliziose di quelli che stavano in torno a me. Mi hanno messo in una bara, lasciandomi fuori un braccio. La bara era troppo piccola, il mio corpo non entrava. Il dolore che sentivo era molto intenso.
    E' arrivato un uomo vestito con un cappotto bianco e io ho cominciato a pregare: “Gesù, abbi pietà di me”. Più pregavo più l’uomo mi stringeva la mano. Sono stata così molto tempo: l’uomo mi dava delle martellate nel braccio per cercare di chiudere la bara, è durato molto tempo. L’uomo mi disceva che se io avessi smesso di chiedere pietà a Gesù, lui mi avrebbe lasciata tranquilla: io non ho smesso di pregare. Poi, finalmente, mi sono trovata davanti a nostro Signore Gesu Cristo che mi ha detto: “Figlia, i tuoi peccati sono stati perdonati”. Immediatatmente, ho visto e sentito uscire da me come un fumo, un soffio, un’ombra nera. Il mio corpo si è sentito molto leggero. Mi sentivo pulita».

    fonte


  7. #17
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    Avevo aperto un secondo thread specifico sulle ore della Passione, perchè sono nella Divina Volontà da un anno ormai, e penso sia un cammino valido di crescita spirituale. Sono contenta di quello che leggo a proposito del miracolo ottenuto per intercessione di Luisa!

    DIFFERENZA FRA FARE LA VOLONTA' DI DIO E VIVERE NELLA VOLONTA' DI DIO

    Gesù alla serva di Dio, Luisa Piccarreta:
    “Figlia mia, non si vuol capire: il vivere nella mia Volontà è regnare, il fare la mia Volontà è stare ai miei ordini. La prima [cosa] è possedere, la seconda è ricevere i miei ordini ed eseguirli. Il vivere nel mio Volere è fare sua la mia Volontà come cosa propria, è disporre di Essa. Il fare la mia Volontà è tenerla in conto come Volontà di Dio, non come cosa propria, né poter disporre di Essa come si vuole. Il vivere nella mia Volontà è vivere con una sola volontà, qual è Quella di Dio, [ed] essendo la quale una volontà tutta santa, tutta pura, tutta pace, ed essendo una sola volontà [quella] che regna, non ci sono contrasti, tutto è pace. Le passioni umane tremano innanzi a questa Suprema Volontà e vorrebbero fuggirla; non ardiscono di muoversi, né di opporsi, vedendo che innanzi a questa Santa Volontà tremano Cieli e terra. Sicché il primo passo del vivere nel Volere Divino, che fa gettare l’ordine divino, è nel fondo dell’anima, svuotandola di ciò che è umano, di tendenze, di passioni, d’inclinazioni ed altro. Invece, il fare la mia Volontà è vivere con due volontà, e quando do gli ordini di eseguire la Mia [la creatura] sente il peso della sua volontà, che vi mette contrasti, e ad onta che segua gli ordini della mia Volontà con fedeltà, sente il peso della natura ribelle, le sue passioni ed inclinazioni. E quanti santi, ad onta che siano giunti alla perfezione più alta, sentono questa loro volontà che fa loro guerra, che li tiene oppressi, tanto che sono costretti a gridare: Chi mi libererà da questo corpo di morte, cioè, da questa mia volontà che vuol dare morte al bene che voglio fare? Il vivere nella mia Volontà è vivere da figlio; il fare la mia Volontà è vivere da servo. Nel primo [caso] ciò che è del Padre è del figlio, e molte volte fanno più sacrifici i servi che i figli: a quelli spetta esporsi a servizi più faticosi, più umili, al freddo, al caldo, a viaggiare a piedi… Difatti, quanto non hanno fatto i miei Santi per eseguire gli ordini della mia Volontà? Invece, il figlio sta con suo padre, tiene cura di lui, lo rallegra coi suoi baci e con le sue carezze, comanda ai servi come se comandasse suo padre, se esce non va a piedi ma viaggia in carrozza… E se il figlio possiede tutto ciò che è del Padre, ai servi non si dà altro che la mercede del lavoro che hanno fatto, e restano liberi di servire o non servire il loro Padrone; e se non servono non hanno più diritto a ricevere alcun altro compenso. Invece, tra padre e figlio nessuno può togliere questi diritti che il figlio possiede sui beni del padre, e nessuna legge, né celeste, né terrestre, può togliere questi diritti, né svincolare la figliolanza tra padre e figlio. Figlia mia, il vivere nella mia Volontà è il vivere che più si avvicina ai beati del Cielo, ed è tanto distante da chi fa la mia Volontà e sta fedelmente ai miei ordini, quanto è distante il Cielo dalla terra, quanta distanza passa tra figlio e servo, tra re e suddito. E poi, questo è un dono che voglio fare in questi tempi sì tristi, che non solo facciano la mia Volontà, ma che la posseggano. Non sono forse Io padrone di dare ciò che voglio, quando voglio e a chi voglio? Non è padrone un Signore di dire ad servo: «Vivi in casa mia, mangia, prendi, comanda come un altro Me stesso?» E per fare che nessuno possa impedirgli il possesso dei suoi beni, si legittima questo servo per figlio e gli dà il diritto di possedere. Se ciò può fare un ricco, molto più posso farlo Io. Questo vivere nel mio Volere è il dono più grande che voglio fare alle creature. La mia Bontà vuole sempre più sfoggiare in amore verso le creature e avendo dato loro tutto e non avendo più che dar loro per farmi amare, voglio far loro dono della mia Volontà, affinché possedendola amino il gran bene che posseggono. Non ti meravigliare se vedi che non capiscono. Per capire dovrebbero disporsi al più grande dei sacrifici qual è quello di non dar vita anche nelle cose sante alla propria volontà!

    Ma quant'è bello Gesù...

  8. #18
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    NOVENA DEL SANTO NATALE NELLA DIVINA VOLONTA’
    Seguendo gli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta la PFDV
    “Io cederò il Mio posto a chi vive nel Mio Volere nel Suo Cuore Materno” (Gesù a Luisa Piccarreta - Vol. 36 - 28.12.1938 )
    Introduzione
    (Scrive Luisa Piccarreta: Una Novena del Santo Natale, circa l’età di diciassette anni, mi preparai alla festa del Santo Natale praticando diversi atti di virtù e mortificazione e specialmente onorando i nove mesi che Gesù stette nel seno materno, con nove ore di meditazione al giorno, appartenente sempre al mistero dell’Incarnazione.

    Primo Giorno
    Prima Ora = primo eccesso d’amore
    Amore Trinitario

    In un’ora mi portavo col pensiero nel Paradiso e mi immaginavo la SS. Trinità: il Padre che mandava il Figlio sulla terra, il Figlio che prontamente ubbidiva al Volere del Padre, lo Spirito Santo che vi consentiva. La mia mente si confondeva nel mirare un sì grande mistero, un amore così reciproco, così eguale, così forte tra Loro e verso gli uomini, e poi l’ingratitudine degli uomini e specialmente la mia, che vi sarei stata non un’ora, ma tutto il giorno. Ma una voce interna mi diceva: “Basta; vieni e vedi altri eccessi più grandi del mio amore”.
    Dal Libro di Cielo Volume 23 - Dicembre 18, 1927
    Stavo pensando - scrive Luisa Piccarreta - al grande amore quando il mio sommo Bene Gesù s’incarnò nel seno dell’altezza della Sovrana Signora e, come una creatura, sebbene senza macchia alcuna, poteva contenere un Dio? Ed il mio sempre amabile Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: “Figlia mia, la mia Mamma Celeste possedeva la mia Volontà, n’era talmente piena che rigurgitava di luce, ma tanto che le sue onde di luce s’innalzavano fin nel Seno della nostra Divinità, e facendosi vincitrice colla potenza del nostro Voler Divino che possedeva, vinse il Padre Celeste e nella sua luce rapì la Luce del Verbo, e Lo fece discendere fin nel suo seno nella stessa luce che s’era formato in virtù della mia Volontà Divina. Mai potevo scendere dal Cielo se non trovavo in Lei la nostra stessa Luce, la nostra stessa Volontà regnante in Lei; se ciò non fosse, sarebbe scendere fin dal primo momento in casa estranea, invece Io dovevo scendere in casa mia, dovevo trovare dove doveva scendere la mia Luce, il mio Cielo, le mie gioie senza numero, e la Sovrana Celeste col possedere la mia Volontà Divina Mi preparò questo soggiorno, questo Cielo, niente dissimile dalla Patria Celeste; non è forse la mia Volontà che forma il Paradiso di tutti i Beati? Onde come la Luce del mio Fiat Mi tirò nel suo seno e la Luce del Verbo discese, le luci si tuffarono insieme e la Vergine pura, Regina e Madre, con poche gocce di sangue che fece scorrere dal suo Cuore ardente, formò il velo della mia Umanità intorno alla Luce del Verbo, La racchiuse dentro; ma la mia Luce era immensa, e mentre la mia Mamma Divina racchiuse la sua sfera dentro il velo della mia Umanità che Mi formò, non potette contenere i raggi. Essi straripavano fuori, e più che sole - che dall’altezza della sua sfera quando sorge spande i suoi raggi sulla terra per rintracciare le piante, i fiori, il mare, le creature tutte, per dare a tutti gli effetti che contiene la sua luce, e come trionfante dall’altezza della sua sfera guarda il bene che fa e la vita che infonde in ciascuna cosa che investe - così feci Io; più che sole che sorge, da dentro il velo della mia Umanità i raggi che straripavano fuori andavano rintracciando tutte le creature, per dare a ciascuna la mia Vita ed i beni che ero venuto a portare sulla terra.
    Questi raggi da dentro la mia sfera battevano ad ogni cuore, picchiavano forte per dirgli: ‘Apritemi, prendete la vita che son venuto a portarvi’. Questo mio sole non tramonta mai e continua ancora a fare la sua via spandendo i suoi raggi, picchiando e ripicchiando il cuore, la volontà, le menti delle creature per dare la mia Vita. Ma quanti Mi chiudono le porte e giungono a ridersi della mia Luce? Ma è tanto il mio amore che con tutto ciò non Mi ritiro, continuo il mio sorgere continuo, per dar vita alle creature”.
    Dopo di ciò - continua Luisa - stavo seguendo il mio giro nel Voler Divino ed il mio amato Gesù ha soggiunto: “Figlia mia, ogni profezia che facevo ai miei Profeti della mia venuta sulla terra, era come un compromesso che facevo alle creature, di venire in mezzo a loro, ed i Profeti manifestandole disponevano i popoli a desiderare e volere un tanto bene; ed essi, nel riceverle queste profezie, ricevevano il deposito del compromesso, ed a seconda che andavo manifestando il tempo ed il luogo della mia nascita, così andavo aumentando la caparra del compromesso. Così sto facendo del Regno della mia Volontà; ogni manifestazione che faccio che riguarda il mio Fiat Divino è un compromesso che faccio, ogni sua conoscenza è una caparra di più che aggiungo, e se faccio i miei compromessi è segno che come venne il Regno della Redenzione, così verrà il Regno della mia Volontà. Le mie parole sono vite che metto fuori di Me, e la vita deve avere il suo soggiorno e produrre i suoi effetti. Credi tu che sia cosa da nulla una manifestazione di più o una di meno? È un compromesso di più che fa un Dio, ed i nostri compromessi non possono andar perduti, e quanti più compromessi facciamo, tanto più è vicino il tempo di realizzare i nostri compromessi e di metterli tutti al sicuro. Perciò richiedo da te somma attenzione e che nulla ti faccia sfuggire, altrimenti ti faresti sfuggire un compromesso divino, il che porterebbe delle conseguenze”.
    Volume 15 - Aprile 14, 1923

    […] Gesù a Luisa: “Tu devi sapere che quando voglio fare opere grandi, opere a cui tutta l’umana famiglia deve prendere parte - sempre che il volesse! - è mio solito di accentrare in una sola creatura tutti i beni, tutte le grazie che questa opera contiene, affinché tutti gli altri, come a fonte, possano attingere quel bene quanto ne vogliano. Quando faccio opere individuali do cose limitate, invece quando faccio opere che devono servire al bene generale, do cose senza limite. Ciò feci nell’opera della Redenzione: per poter elevare una creatura a concepire un Uomo e Dio, dovetti accentrare in Lei tutti i beni possibili ed immaginabili, dovetti elevarla tanto, da mettere in Lei il Germe della stessa fecondità Paterna, e come il mio Celeste Padre Mi generò vergine nel suo Seno, col Germe verginale della sua fecondità eterna, senza opera di donna, ed in questo stesso Germe procedette lo Spirito Santo, così la mia Celeste Mamma, con questo Germe eterno, tutto verginale della fecondità Paterna, Mi concepì nel suo seno vergine, senza opera d’uomo.
    La Trinità Sacrosanta dovette dare del suo a questa Vergine Divina per poter concepire Me, Figlio di Dio. Mai la mia Santa Mamma poteva concepirmi, non avendo Lei nessun germe. Ora, siccome Lei era della razza umana, questo Germe della fecondità eterna diede virtù di concepirlo uomo, e siccome il Germe era divino, nel medesimo tempo Mi concepì Dio. E siccome nel generarmi, il Padre, nel medesimo tempo procedette lo Spirito Santo, così nel medesimo tempo che generai nel seno della mia Mamma, procedette la generazione delle anime. Sicché tutto ciò cheab aeterno successe alla Santissima Trinità in Cielo, ripete nel seno della cara Mamma mia.
    L’opera era grandissima ed incalcolabile a mente creata; doveva accentrare tutti i beni ed anche Me stesso per fare che tutti potessero trovare ciò che volevano. Perciò dovendo essere l’opera della Redenzione tanto grande da travolgere tutte le generazioni, volli per tanti secoli le preghiere, i sospiri, le lacrime, le penitenze di tanti Patriarchi e Profeti e di tutto il popolo dell’Antico Testamento, e ciò feci per disporli a ricevere un tanto bene, e per muovermi ad accentrare in questa Celeste Creatura tutti i beni che tutti dovevano fruire. Ora, che moveva a pregare, a sospirare, eccetera, questo popolo? La promessa del futuro Messia! Questa promessa era come il germe di tante suppliche e lacrime. Se non ci fosse questa promessa, nessuno si sarebbe dato pensiero, nessuno avrebbe sperato salvezza.
    Ora, figlia mia, veniamo alla mia Volontà. Tu credi che sia una Santità come le altre santità? Un bene, una grazia quasi pari alle altre che ho fatto per tanti secoli agli altri Santi ed a tutta la Chiesa? No, no! Qui si tratta d’una epoca nuova, d’un bene che deve servire a tutte le generazioni! Ma è necessario che tutto questo bene l’accentri primo in una sola, come feci nella Redenzione accentrando tutto nella mia Mamma. E vedi un po’ come le cose vanno pari passo: per far venire la Redenzione e disporre le anime a questo, feci la promessa del futuro Messia, affinché con lo sperarlo non solo si disponessero, ma potessero trovare anche essi nel futuro Redentore la loro salvezza. Ora, per disporre le anime a vivere nel mio Volere e metterle a parte dei beni che Esso contiene e fare ritornare l’uomo sulla via della sua origine, come da Me fu creato, volli Io pregare per primo, facendo risuonare la mia voce da un punto all’altro della terra fin nell’alto del Cielo dicendo: “Padre nostro che sei nei Cieli”. Non dissi: ‘Padre mio’, ma Lo chiamai Padre di tutta l’umana famiglia, per impegnarlo in ciò che doveva soggiungere: ‘Che tutti santifichino il tuo Nome, affinché venga il Regno tuo sulla terra, e la tua Volontà si faccia come in Cielo così in terra’. Era questo lo scopo della Creazione, ed Io chiedevo al Padre che fosse compiuto. Come Io pregai, il Padre cedette alle mie suppliche, e formai il germe d’un tanto bene. E per fare che questo germe fosse conosciuto, insegnai agli Apostoli la mia preghiera, e questi la trasmisero a tutta la Chiesa, affinché, come il popolo del futuro Redentore trovavano la salvezza in Esso e si disponevano a ricevere il promesso Messia, così con questo germe formato da Me la Chiesa prega e ripete tante volte la stessa mia preghiera, e si dispone a ricevere che riconoscano ed amino il mio Celeste Padre come Padre loro, in modo da meritare d’essere amati da figli e ricevano il gran bene che la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra.
    Gli stessi Santi in questo germe ed in questa speranza che la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra, hanno formato la loro santità, il martire ha sparso il suo sangue; non c’è bene che da questo germe non derivi. Sicché tutta la Chiesa prega. E così come le lacrime, le penitenze, le preghiere per avere il Messia erano dirette per quella Vergine eccelsa che dovevo disporre per accentrare un tanto bene per poter gli uomini dell’Antico Testamento ricevere il loro Salvatore, sebbene non conoscevano chi fosse quella Vergine eccelsa, così ora, la Chiesa quando recita il Pater Noster è proprio per te [Luisa] che prega, per far sì che Io accentri in te tutto il bene che contiene il mio Volere, il modo, il come che la Volontà Divina abbia vita in terra come in Cielo. E sebbene non sei conosciuta, la Chiesa, facendo eco alla mia preghiera: ‘Sia fatta la Volontà tua come in Cielo così in terra’, Mi prega, Mi pressa che accentri tutto questo bene in una seconda Vergine, affinché, come un’altra salvatrice, salvi l’umanità pericolante, e, facendo uso del mio inseparabile Amore e Misericordia, Io esaudisca la mia stessa preghiera unita a quella di tutta la Chiesa, ed Io faccia ritornare l’uomo alla sua origine, allo scopo con cui l’ho creato, cioè: che la mia Volontà si faccia in terra come in Cielo. E’ questo proprio il vivere nel mio Volere; tutto ciò che ti vado manifestando a questo ti spinge; in questo ti confermo; questo è il gran fondamento che vado formando nell’anima tua. E per far ciò, vo accentrando tutte le grazie passate, presenti e future che ho fatto a tutte le generazioni; anzi, le raddoppio, le moltiplico, perché essendo il mio Volere la cosa più grande, più santa, più nobile, che non ha né principio né fine, per deporlo in una creatura è giusto e decoroso che accentri in essa tutti i beni possibili, grazie innumerevoli, purità e nobiltà divina, affinché abbia lo stesso corteggio che tiene nel Cielo, questa mia Volontà. E’ la stessa che operò nella Redenzione, che volle servirsi d’una Vergine; quali portenti e prodigi di grazie non operò in Essa? La mia Volontà, Lei è grande, contiene tutti i beni e nell’operare agisce da magnanima! E se si tratta di fare opere, di fare bene a tutta l’umanità, mette a repentaglio tutti i suoi beni!
    Ora vuol servirsi d’una altra vergine per accentrare la sua Volontà e dar principio a far conoscere che la sua Volontà si faccia in terra come in Cielo. E se nella Redenzione volle venire a salvare l’uomo perduto, a soddisfare le sue colpe - cui lui era impotente di farlo -, a dargli un rifugio e tant’altri beni che la Redenzione contiene, ora, la mia Volontà, volendo sfoggiare più in Amore che nella stessa Redenzione, col fare che si faccia in terra come in Cielo viene a dare all’uomo il suo stato d’origine, la sua nobiltà, lo scopo con cui fu creato, viene ad aprire la corrente tra la Volontà sua e l’umana, in modo che assorbita da questa Volontà Divina, dominata, le darà vita in Essa e Lei regnerà in terra come in Cielo”.
    Preghiera ‘Vieni, o Voler Supremo, a regnare sulla terra, investi tutte le generazioni, vinci e conquidi tutti!’ (Vol. 35 - Novembre 20, 1937)


    FONTE: http://www.preghiereagesuemaria.it/n...%20volonta.htm

    Per favore, leggetela... è stupenda (e sempre e comunque approvata dal Magistero della Chiesa)

  9. #19
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    La croce, la sofferenza

    SULLA CROCE, IL PATIMENTO, LA PREZIOSITA' DEL PATIRE
    NOTA BENE: Luisa era un'anima vittima, quindi quello che lei dice e quello che Gesù le dice è VERO per tutti, ma la MISURA della CROCE (e quindi l'intensità del patimento, le modalità e il tipo sono decisi da Nostro Signore per ognuno, e per ognuno sono misurati).


    Dagli Scritti di Luisa:

    La croce è uno specchio dove l’anima rimira la Divinità e rimirandosi ne ritrae i

    lineamenti.
    Continua il mio adorabile Gesù a venire, quando appena e ad ombra, ed anche nel venire
    non dice niente. Questa mattina, dopo avermi rinnovato i dolori della croce per ben due volte,
    guardandomi con tenerezza mentre stavo soffrendo lo spasimo delle trafitture dei chiodi, mi ha
    detto:
    “La croce è uno specchio dove l’anima rimira la Divinità e, rimirandosi, ne ritrae i linea-
    menti; la rassomiglianza più consimile a Dio. La Croce non solo si deve amare, desiderare, ma
    farsene un onore, una gloria della stessa croce. E questo è operare da Dio e diventare come Dio
    per partecipazione, perché solo Io Mi gloriai della croce e Me ne feci un onore del patire e
    l’amai tanto che in tutta la mia vita non volli stare un momento senza la croce”:
    Chi può dire ciò che comprendevo della croce da questo parlare del benedetto Gesù? Ma
    mi sento muta ad esprimerlo con le parole. Ah, Signore, Vi prego a tenermi sempre confitta in
    croce, affinché avendo sempre innanzi questo specchio divino possa tergere tutte le mie macchie
    ed abbellirmi sempre più a vostra somiglianza!
    Aprile 21, 1900
    La croce suggella Iddio nell’anima.
    Trovandomi nello stesso mio stato, anzi, con un poco di timore per una cosa che non è ne-
    cessario qui dirla, il mio dolce Gesù nel venire mi ha detto: “… E sono i vasi sacri, ed è neces-
    sario di tanto in tanto spolverarli; i vostri corpi sono tanti vasi sacri, in cui Vi faccio la mia di-
    mora, perciò è necessario che Vi faccia di tanto in tanto delle spolveratine, cioè, che li visiti con
    qualche tribolazione, per fare che Io Vi stia con più decoro. Perciò statti calma”.
    Dopo ciò, avendo fatto la Comunione ed avendomi rinnovato i dolori della crocifissione, ha
    soggiunto:
    “Figlia mia, quanto è preziosa la croce! Vedi un po’: il Sacramento del mio Corpo nel
    darsi all’anima la unisce con Me, la trasmuta fino a diventare una stessa cosa con Me, ma col
    consumarsi delle specie si disunisce l’unione realmente contratta; ma la croce no, [essa] vi
    prende Iddio e l’unisce con l’anima per sempre e con maggiore sicurezza lei si pone come sug-
    gello. Dunque la croce suggella Iddio nell’anima, in modo che non c’è mai separazione tra Dio
    e l’anima crocifissa”.
    Aprile 23, 1900
    La rassegnazione è olio che unge.
    Questa mattina, trovandomi fuori di me stessa, vedevo il mio dolce Gesù che soffriva mol-
    to, ed io L’ho pregato che mi facesse parte delle sue pene e Lui mi ha detto: “Anche tu soffri;
    piuttosto Io Mi metto nel tuo posto e tu fammi l’uffizio d’infermiera”. Così pareva che Gesù si
    mettesse nel mio letto, ed io accanto a Lui incominciavo a rivederle la testa e ad una ad una Gli
    ho tolto le spine che stavano conficcate. Poi sono andata al suo corpo ed ho visitato tutte le sue
    piaghe, le asciugavo il sangue, le baciavo, ma non avevo come ungerle per mitigare lo spasimo;
    quando, ho visto che da me usciva un olio, ed io lo prendevo ed ungevo le piaghe di Gesù, ma
    con certo timore, ché non capivo che cosa significasse quell’olio che usciva da me. Ma Gesù
    benedetto mi ha fatto capire che la rassegnazione al Divin Volere è olio, che mentre unge e miti-
    ga le nostre pene, nel medesimo tempo è olio che unge e mitiga lo spasimo delle piaghe di Gesù.
    Onde, dopo essere stata per un buon pezzo di tempo a far questo uffizio al mio caro Gesù, è
    scomparso ed io son ritornata in me stessa.
    Aprile 24, 1900

    Il giudizio della Croce.
    Altre volte, rinnovando[mi] queste crocifissioni il mio dolce Gesù, ricordo che mi disse:
    “Diletta mia, la croce fa distinguere i reprobi dai predestinati. Come nel giorno del giudizio i
    buoni si rallegreranno al vedere la croce, così fin d’ora si può vedere se uno dev’essere salvo o
    perduto. Se al presentarsi della croce l’anima l’abbraccia, se la porta con rassegnazione, con
    pazienza e bacia e ringrazia quella mano che l’invia: eccoti il segno che è salvo. Se, al contra-
    rio, al presentarsi della croce s’irritano, la disprezzano e giungono fino ad offendermi, puoi dire
    [che questo è] un segno che è anima che s’in-cammina per la via dell’inferno; tale faranno i re-
    probi nel giorno del giudizio, che al veder della croce si affliggeranno e bestemmieranno. Tut-
    to dice la croce; la croce è un libro che senza inganno ed a chiare note ti dice e fa distinguere il
    santo dal peccatore, il perfetto dall’imperfetto, il fervoroso dal tiepido. La croce comunica tale
    una luce all’anima, che fin d’ora non solo fa distinguere il buono dal reo, ma si può conoscere
    ancora chi dev’essere più o meno glorioso nel Cielo, chi deve occupare un posto più superiore e
    un posto minore. Tutte le altre virtù stanno umili e riverenti innanzi alla virtù della croce, ed
    innestandosi con essa ne ricevono maggior lustro e splendore”.

    Nuove partecipazioni di Luisa alle pene della Passione di Gesù.
    Succedeva poi che passando cinque, sei giorni di quelle pene intense, con mio grande
    rammarico quelle pene si incominciavano a diminuirsi ed allora sollecitavo il mio diletto Gesù
    che di nuovo mi rinnovasse la crocifissione. E Lui, quando presto e quando un po’ tardi, Si
    compiaceva di trasportarmi nei luoghi santi e mi partecipava le pene della sua dolorosa Passio-
    ne: or la corona di spine, or la flagellazione, or portavo la croce al Calvario ed or la crocifis-
    sione; quando un mistero al giorno e quando tutto in un giorno, secondo che a Lui piaceva; e
    questo mi riusciva con sommo dolore e contento dell’anima mia. Ma, allora mi riusciva ama-
    rissimo, quando si cambiava la scena ed invece di soffrire io, ero io spettatrice di veder soffrire
    l’amantissimo Gesù le pene della dolorosa Passione. Ah, quante volte mi trovavo in mezzo ai
    Giudei, insieme con Mamma Regina, a veder soffrire il mio diletto Gesù! Ah, sì, è pur vero
    che riesce più facile soffrire la persona stessa che veder soffrire la persona amata!

    NOTA BENE: Questa è la dissertazione di Gesù sulla sofferenza, ma in molti passi degli scritti di Luisa parla anche della gioia: non si pensi perciò che Dio riservò a Luisa solo ed esclusivamente sofferenze; a ben leggere i libri lei era spesso rincuorata dalla presenza SENSIBILE di Nostro Signore, e inoltre era spesso lei stessa a chiedere più pene o più dolori, come anche Gesù stesso spesso le chiedeva come poteva rinfrancarla, o farla riposare. Ovviamente qui ho riportato solo il passo sulla Croce, ma altri ve ne sono di più lieti...

  10. #20
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    Il documento più recente che ho trovato in merito alla causa di Beatificazione di Luisa Piccarreta è questo comunicato dell'Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie Leonardo D'Ascenzo pubblicato il 4 marzo 2020.
    Dalla lettura del testo non mi pare vi siano notizie positive riguardo l'esame degli scritti della Serva di Dio. Ignoro però se in questi due anni vi siano stati ulteriori sviluppi della vicenda.
    «Vigilate ergo, quia nescitis qua die Dominus vester venturus sit».
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