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Discussione: Domande e curiosità sulle Liturgie Orientali

  1. #191
    Partecipante a CR
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    Sostanzialmenre seguono una distribuzione plurisettimanale del salterio, secondo l'uso costantinopolitano studita, e non accolgono la riforma sabaita del XIII secolo che ha monasticizzato ulteriormente l'ufficio, distribuendo il salterio su base settimanale. Credo che proprio quest'ultima abbia anche decretato l'inamovibilità del psalterium currens, facendolo leggere anche nelle feste maggiori e aggiungendo all'uopo il piccolo Vespro.

  2. #192
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    Citazione Originariamente Scritto da Bessarione Visualizza Messaggio
    Sfogliando un libro che ho a casa, ho casualmente trovato la spiegazione di cosa sia la presbeia/presvia/????????.

    Cito da S. Parenti, Liturgie delle ore italo-bizantina, Città del Vaticano 2001:

    Presvìa
    In alcuni giorni e periodi dell'anno l'Apòdeipnon viene sostituito da una caratteristica celebrazione liturgica mariana: la Presvìa.
    Essa si riallaccia per forme e contenuti ad un rito stazionale che veniva celebrato ogni venerdì sera nella chiesa costantinopolitana detta delle Blachernai. La Presvìa (lett. intercessione), da cui lo slavo Moleben, si celebra il venerdì di Carnevale, tutti i venerdì di Quaresima tranne l'ultimo e il 20 marzo, memoria dell'Akathistos, il celebre inno cristologico e mariano che viene cantato proprio durante la Presvìa
    (n.b.: a questo punto una nota a piè di pagina avvisa che anche la celebrazione dell'Akathistos nel rito italo-studita ha delle peculiarità). Ugualmente si celebra in tutti i venerdì dell'anno fatta eccezione nel periodo pentecostale e quando una festa delle prime tre categorie cade di sabato. (pp. XXVIII-XXIX)

    La Presvìa o Intercessione si celebra a posto dell'Apòdipnon il venerdì di Carnevale e tutti i venerdì della Grande Quaresima, fatta eccezione per quello di Lazzaro e del Venerdì Santo. Si celebra pure tutti i venerdì dell'anno tranne nel periodo che intercorre da Pasqua a Pentecoste e quando una festa del Signore, della Madre di Dio o una delle 6 grandi feste del santorale, o una festa media di prima categoria cade di sabato. (p. 222)



    Non si celebra quindi nelle 12 grandi feste e, secondo il calendario di Grottaferrata (pubblicato nel medesimo testo di Parenti a pp. 253-266), nei seguenti giorni che corrispondono alle 6 grandi feste del santorale: 1 settembre (indizione), 17 dicembre (anniversario della dedicazione della chiesa di Grottaferrata), 1 gennaio (circoncisione del Signore), 24 giugno (natività del Battista), 29 giugno (Ss. Pietro e Paolo), 29 agosto (decapitazione del Battista) e nemmeno in queste feste: 26 settembre (S. Nilo e S. Giovanni Evangelista), 26 ottobre (S. Demetrio), 8 novembre (S. Michele), 11 novembre (S. Bartolomeo di Grottaferrata), 13 novembre (S. Giovanni Crisostomo), 30 novembre (S. Andrea), 6 dicembre (S. Nicola), 25 gennaio (S. Gregorio il Teologo), 9 marzo (40 martiri di Sebaste), 23 aprile (S. Giorgio), 11 giugno (Ss. Bartolomeo e Barnaba), 27 luglio (S. Panteleimone), 26 agosto (Ss. Adriano e Natalia).

    Il testo della Presvìa riportato nel libro pubblicato da Parenti (attenzione: non è riportato il canone) è molto simile a quello attualmente in uso a Grottaferrata, le principali diferenze riguardano i troparia.
    L'opera di Parenti cerca di ricostruire l'originaria ufficiatura monastica di Grottaferrata prima della sua progressiva latinizzazione a partire dal XIV secolo (quando venne introdotta nel monastero la festa del Corpus Domini) e contaminazione con elementi proprî di altre località, infatti l'attuale horologion (pubblicato nel 1950) riporta un apodeipnon quaresimale con elementi tratti dal typikon di Messina e, per esempio, le commemorazioni di santi e beati che nulla c'entrano con Grottaferrata, per esempio il beato armeno Cosma Keumurdjian (morto nel 1707 e beatificato nel 1929) e il beato etiope Ghebre-Michael (morto nel 1855 e beatificato nel 1926).
    Grazie per tutte queste spiegazioni!

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