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Discussione: Gli organismi economici vaticani: competenze, attività, notizie varie

  1. #181
    Partecipante a CR L'avatar di bqanto
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    errore nel titolo

    Ma non si potrebbe correggere l'errore nel titolo della discussione?

    Antonella

  2. #182
    CierRino L'avatar di Vaticanista
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    Fatto!
    Grazie della segnalazione, non ci avevo mai fatto caso.

  3. #183
    Saggio del Forum L'avatar di Nathaniel
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    In arrivo un commissario per l'attuazione di una riforma dello Ior?

    http://www.corriere.it/cronache/13_g...ec6f64c6.shtml

  4. #184
    Cronista di CR L'avatar di sobiesky
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    Citazione Originariamente Scritto da AM89 Visualizza Messaggio
    In arrivo un commissario per l'attuazione di una riforma dello Ior?

    http://www.corriere.it/cronache/13_g...ec6f64c6.shtml
    Grazie gentile amico di aver postato il link dell'articolo odierno del "Corriere della Sera". La materia esposta e la situazione nel famoso "Torrione" mi sembra che non sia delle più encomiabili.

    Poi di questo articolo, ed in particolare dei problemi inerenti lo IOR, mi permetto di evidenziare alcuni tratti:

    ... omissis...

    «Questa storia è finita», racconta una delle personalità più addentro alle questioni dell'Istituto per le opere di religione. «Il Papa interverrà, e presto. Lo Ior rischia di apparire un marchio scaduto. E siccome rappresenta il crocevia dei rapporti fra Vaticano e Stato italiano, e fra Chiesa e comunità finanziaria internazionale, diventa un problema da risolvere. E rapidamente».

    Gli accenni continui di Bergoglio a una Chiesa cattolica che deve diventare povera, ancora martedì scorso con il riferimento a San Pietro che «
    non aveva un conto in banca», fanno rizzare antenne d'allarme nel torrione dello Ior. I maligni fanno notare che è rarissimo vedere von Freyberg all'ora di pranzo alla mensa del convento di Santa Marta. E non solo perché, come confida agli amici Bruelhart, il capo dell'Aif, si mangerebbe in modo un po' troppo semplice.

    Il problema è la distanza fra la strategia di Bergoglio e quella dei vertici dell'Istituto per le Opere di Religione. Pesa il dettaglio non da poco che von Freyberg sia stato nominato da Benedetto XVI e da Bertone quando Josef Ratzinger era già dimissionario, senza aspettare l'esito del Conclave: una decisione interpretata come la conferma di una «strategia del fatto compiuto» che non poteva non suonare indigesta a Bergoglio e ai suoi grandi elettori degli episcopati mondiali.

    Anche perché la decisione fu ratificata dopo un vuoto gestionale durato oltre nove mesi, senza che prima fosse stata sentita l'urgenza di sostituire Gotti Tedeschi.

    Formalmente, il processo che portò alla scelta fu ineccepibile: una quarantina di candidati esaminati da una società di «cacciatori di teste» di Francoforte; e poi un avvocato-banchiere tedesco e blasonato, ricco, organizzatore di pellegrinaggi a Lourdes, indicato come l'uomo giusto.




    … omissis..

    - - - - -

    Ora alla luce di quanto stà emergendo e di come il Santo Padre ormai si muoverà per cercare di migliorare la gestione della chiaccherata banca Ior, chissà se qualcuno continuerà a dire che l’articolo del “Corsera” , non è molto credibile e lascia il tempo che trova, nella considerazione che trattasi di un giornale – al pari di “Repubblica” - in odor di massoneria e magari anticlericale?

  5. #185
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    Citazione Originariamente Scritto da sobiesky Visualizza Messaggio
    Pesa il dettaglio non da poco che von Freyberg sia stato nominato da Benedetto XVI e da Bertone quando Josef Ratzinger era già dimissionario, senza aspettare l'esito del Conclave:
    Non esiste il "papa dimissionario": Benedetto XVI ha cessato di essere Pontefice alle ore 20 del 28 febbraio; pertanto fino alle 19.59.59 di quel giorno egli aveva il pieno diritto di prendere qualsiasi decisione di governo, senza alcuna limitazione; non era un papa "dimezzato" ma lo era a pieno titolo.
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  6. #186
    Cronista di CR L'avatar di sobiesky
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Non esiste il "papa dimissionario": Benedetto XVI ha cessato di essere Pontefice alle ore 20 del 28 febbraio; pertanto fino alle 19.59.59 di quel giorno egli aveva il pieno diritto di prendere qualsiasi decisione di governo, senza alcuna limitazione; non era un papa "dimezzato" ma lo era a pieno titolo.

    Ma ci mancherebbe gentilissimo, son d’accordo anch’io. Il S. Padre era nella pienezza delle sue funzioni di successore di Pietro, fino alle 20,00 di quel fatidico 28 febbraio 2013, non ci sono assolutamente dubbi.

    Ma l’articolista del Corriere, quando ha scritto le parole ..”Josef Ratzinger era già dimissionario”,a mio modesto parere, voleva semplicemente sottolineare, magari in senso lato, che il Pontefice era in una certa misura “dimissionario”, nel senso che avendo la mattina dell’undici febbraio 2013 comunicato la volontà di dare le dimissioni dal ministero Petrino, fissandone la data alla sera del 28 febbraio 2013 alle ore 20,00, in questo senso, il giornalista Franco, intendeva appunto dire che era nello “stato” di dimissionario, non che non aveva la legittimità dei suoi atti, ci mancherebbe altro, appunto.

    Semmai, il problema che l’articolista del Corriere evidenziava era nella disposizione temporale di quel nuovo incarico, ovvero: visto che erano trascorsi ben nove mesi senza che alcuna decisione era arrivata su quella nomina, (Gotti Tedeschi infatti aveva lasciato la Presidenza dello IOR nel maggio 2012) , poi però fini che Ratzinger solo pochi giorni prima delle dimissioni del 28 febbraio 2013, ovvero in data 15 febbraio 2013, firmò la nomina del successore dello IOR, secondo quanto predisposto – a norma di Statuto – dalla “Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione (Ior)”, presieduta dal Cardinale Segretario di Stato, quindi nomina, fra l’altro, sicuramente ben auspicata dal suddetto Segretario di Stato.

    (Sarebbe come se, alla vigilia delle elezioni e dell’investitura di un nuovo premier, l’esecutivo uscente nominasse un nuovo Governatore della Banca d’Italia.).

    Pertanto, tutto legittimo, certamente, ma per molti osservatori, e lo stesso laico giornalista interpretava, così facendo poneva il prossimo Papa di fronte al fatto compiuto di una nomina importantissima, che forse sarebbe stato meglio, a quel punto lasciare alla libertà di scelta del suo successore.

    Ora vedremo se e cosa farà Papa Francesco..

    Cordialmente..

  7. #187
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    "Senza lo Ior la Chiesa non sarebbe davvero libera"
    Il direttore generale della banca vaticana respinge le accuse di scarsa trasparenza: "Bilanci on line? Ben vengano. Le riforme sono già iniziate"

    Fabio Marchese Ragona - Ven, 14/06/2013 - 08:41


    «La Chiesa necessità d'indipendenza finanziaria, avere quindi un'istituzione predisposta a ciò non solo è essenziale, ma è doveroso». Ne è convinto Paolo Cipriani, dal 2007 direttore generale dello Ior, l'Istituto per le Opere di Religione, la cosiddetta «Banca Vaticana». L'istituto nel 2012 ha gestito un patrimonio complessivo di 7,1 miliardi di euro, con un utile netto di 86,6 milioni e 18.900 clienti. Su questi, con l'arrivo del nuovo presidente, Ernst von Freyberg, sono stati attivati controlli per verificare eventuali irregolarità. Ed è solo il primo passo della rivoluzione che riguarda lo Ior: l'istituto sta cambiando, in linea con la voglia di riforma voluta da Papa Francesco.

    Direttore, per il Vaticano è necessario avere un istituto finanziario?
    «Il nostro fine è sostenere la Chiesa nella gestione dei propri bisogni finanziari per il raggiungimento degli alti fini istituzionali carismatici dei vari istituti ed enti ecclesiastici. È vero, altri istituti finanziari possono fornire spesso gli stessi servizi, ma con una logica di profitto e non di missione. Secondo il mio modesto parere la garanzia di un'indipendenza finanziaria, affinché la Chiesa possa operare per il raggiungimento delle sue finalità senza dover sottostare a pressioni di Stati o poteri terzi, è estremamente necessaria. Il poter disporre quindi di un'istituzione propria che è preposta a ciò non solo è essenziale ma è doveroso».

    Però qualcuno insiste sul fatto che lo Ior non sia necessario. Pensa che il Papa voglia chiuderlo?

    «Non posso essere così presuntuoso da sapere i desiderata del Santo Padre! Il Papa ha detto di apprezzare lo Ior per i servizi che ha svolto e svolge e che dà fiducia alle persone che sono addette all'adeguamento agli standard che chiedono le varie istanze internazionali».

    Si parla però sempre più insistentemente di una riforma…
    «Stiamo già effettuando da diverso tempo grandi cambiamenti rispetto al passato, per adeguarci ai tempi in relazione alle necessità e alle nuove normative, prima inesistenti. Lo Ior è e dovrà sempre essere in linea con le direttive internazionali».

    Il vostro Presidente ha già annunciato, infatti, grandi novità (nascita di un sito web, bilanci online)…
    «La visione pubblica dell'istituto deriva da una mancanza di corrette informazioni, anche se per quanto riguarda i bilanci, questi sono già pubblici all'interno della Santa Sede. L'arrivo del nuovo Presidente ha dato quella spinta che noi dipendenti chiedevamo da tempo, le verifiche che sta effettuando sulla nostra operatività ci permetteranno di confermare che abbiamo tutti i requisiti per poter operare a livello internazionale senza problemi».

    Parlava di visione pubblica dell'istituto: quando si parla di IOR si pensa subito a conti cifrati, al riciclaggio, ecc…
    «Quello che mi sono imposto con il mio Vice dal primo giorno della nostra nomina è stato di dare un preciso volto all'istituto per permettere di operare secondo le regole internazionali. Posso affermare con certezza che allo IOR non esistono conti cifrati, né tantomeno anonimi. Ogni transazione è sempre registrata nei nostri sistemi con la precisa indicazione del titolare del rapporto. Per sgomberare il campo da ogni dubbio dobbiamo iniziare a comunicare nel modo più chiaro possibile. Mi auguro che l'opinione pubblica riesca a capire che la via intrapresa da tutti noi è quella della trasparenza nel rispetto della privacy».

    A proposito di trasparenza, l'Aif, l'Autorità d'Informazione Finanziaria, nel rapporto annuale 2012 parla di 6 operazioni sospette che riguardano lo Ior…
    «L'istituto ha predisposto procedure per prevenire i rischi di riciclaggio di denaro. Così quando una transazione è registrata nei nostri sistemi operativi è automaticamente sottoposta a una serie di controlli. Per le operazioni citate i sistemi hanno rilevato alcune anomalie che non corrispondono a movimenti abituali, quindi abbiamo segnalato la cosa all'Aif perché facesse delle verifiche. Naturalmente la segnalazione all'autorità di controllo non significa che queste operazioni comportino riciclaggio di denaro, presentano però delle caratteristiche che richiedono verifiche».

    Anche lei è stato accusato di riciclare denaro sporco: un faccendiere in un'intercettazione parla di lei come «amico» che riciclava denaro con operazioni di Ior Lussemburgo…
    «Non conosco e non ho avuto rapporti con quella persona. Con il mio legale abbiamo comunicato ai giornali che avevano pubblicato la notizia di ritenersi responsabili della verifica sulla veridicità di certe affermazioni. Nel giro di poche ore i quotidiani hanno pubblicato una smentita e quindi per me il caso è chiuso».


    fonte: http://www.ilgiornale.it/news/intern...ra-926906.html
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  8. #188
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    DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA: NOMINA DEL NUOVO PRELATO DELLO IOR , 15.06.2013

    La Commissione cardinalizia di vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione, con l’approvazione del Santo Padre, ha nominato ad interim Mons. Battista Mario Salvatore Ricca Prelato dell’Istituto stesso.
    In tale funzione Mons. Ricca svolgerà il ruolo di segretario degli incontri della Commissione cardinalizia e assisterà agli incontri del Consiglio di Sovrintendenza, secondo gli Statuti dell’Istituto.
    Mons. Battista Ricca, nato nel 1956 a Offlaga in provincia di Brescia, fa parte del Servizio Diplomatico in servizio presso la Prima Sezione della Segreteria di Stato ed è Direttore della Domus Sanctae Marthae, della Domus Internationalis Paulus VI, della Domus Romana Sacerdotalis e della Casa San Benedetto.
    Come si ricorderà, il precedente Prelato era Mons. Piero Pioppo, attualmente Nunzio in Camerun e Guinea Equatoriale, che aveva occupato tale funzione dal 2006 al 2011.
    Con la nomina di Ernst von Freyberg come Presidente e di Mons. Battista Ricca come Prelato, la Commissione cardinalizia ha occupato le due importanti posizioni previste dagli Statuti dello IOR, che erano rimaste vacanti per diverso tempo. La nomina di Mons. Ricca ha effetto immediato.

    [00890-01.01]

    [B0387-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  9. #189
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    dal blog di Andrea Tornielli:

    Ior, il Papa vuol vederci chiaro

    Ieri è stata resa nota la nomina del prelato dello Ior, una figura prevista dallo statuto della “banca vaticana”, che era vacante dal 2010, da quando monsignor Piero Pioppo, già segretario particolare del cardinale Sodano e da quest’ultimo nominato allo Ior prima di lasciare la Segreteria di Stato, è stato promosso nunzio in Camerun.

    Il nuovo prelato “ad interim” è l’attuale direttore della Casa Santa Marta, il bresciano Battista Ricca, del servizio diplomatico. Si tratta di un uomo di fiducia del Papa. Anche se nel comunicato vaticano si sottolinea come con questa nomina è stato completato l’organigramma dello Ior, dopo la designazione alla presidenza – lo scorso febbraio, con la rinuncia di Benedetto XVI già annunciata – del tedesco Ernst von Freyberg, è evidente che la nomina di ieri non era affatto scontata.

    Innanzitutto perché, in modo irrituale, la designazione di Ricca da parte della commissione cardinalizia è avvenuta “con l’approvazione del Papa”. Un’approvazione non necessaria, che sta a indicare chi sia stato davvero a decidere questa nomina. E poi perché ci devono essere dei motivi d’urgenza se Francesco ha deciso di non attendere, per riempire quella casella, le nomine più importanti che farà prossimamente, a partire dal nuovo Segretario di Stato.

    Il prelato è una figura chiave nell’Istituto: può vedere tutta la documentazione, ha un suo ufficio all’interno della banca, verbalizza gli incontri della commissione cardinalizia, partecipa a quelli del board dei laici, fa da raccordo tra i cardinali e il consiglio di amministrazione. E nel caso di Ricca, soprattutto, riferisce direttamente a Papa Francesco. Perché dunque questa urgente nomina “ad interim” (formula probabilmente usata per affrettare la designazione, ma che può stare anche ad indicare che non si escludono future riforme per l’istituto)?

    E’ evidente che Francesco vuole essere bene informato di quanto sta accadendo allo Ior. Appena ieri è emersa la notizia sull’inchiesta riguardante un giro di assegni sospetto che coinvolge un monsignore salentino che collabora con l’APSA. Con Benedetto XVI e per suo volere l’Istituto ha iniziato un nuovo corso di trasparenza e di adeguamento agli standard internazionali. Ma ci sono ancora inchieste aperte della magistratura italiana che vedono indagati manager Ior. E non bastano le rassicuranti interviste concesse a tappeto alla stampa internazionale dal presidente von Freyberg su consiglio di una società di comunicazione esterna appena ingaggiata, alle quali si è aggiunta un’uscita clamorosa del direttore dello Ior, Paolo Cipriani, che al “Giornale” ha spiegato come la “banca vaticana” sia “essenziale” e “doverosa” per la libertà della Chiesa.

    Un’intervista che è sembrata ignorare del tutto le parole di Papa Francesco come pure quelle di diversi autorevoli cardinali intervenuti di recente sulla riforma dello Ior.


    fonte: http://2.andreatornielli.it/?p=6425
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  10. #190
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    Allo Ior ci pensa papa Bergoglio
    di Riccardo Cascioli
    17-06-2013

    L’assalto di papa Bergoglio al fortino dello Ior, la cosiddetta “banca vaticana”, è dunque iniziato. La nomina il 15 giugno di monsignor Battista Ricca a prelato dello Ior – carica prevista nello statuto ma vacante da tre anni – suona infatti come una sorta di commissariamento. Monsignor Ricca presta servizio diplomatico presso la Segreteria di Stato ed è direttore di Santa Marta, la residenza dove alloggia il Papa, che quindi ha avuto modo di conoscerlo bene in questo periodo. E che sia un uomo di fiducia del Papa lo sottolinea il comunicato di nomina in cui si afferma che la decisione è avvenuta “con l’approvazione del Papa” (approvazione non necessaria dal punto di vista formale). La nomina inoltre è ad interim, lasciando supporre che questa sia la mossa preliminare prima di passare alle decisioni vere sull’istituto.

    In qualità di prelato dello Ior, monsignor Ricca avrà accesso a tutti i documenti, potrà partecipare alle riunioni della Commissione cardinalizia e a quelle del Board, ovvero il consiglio d’amministrazione, composto da laici. Ricca dunque potrà riferire al Papa tutto quel che accade, così che il Pontefice possa chiarirsi le idee prima di prendere una decisione definitiva.

    Papa Bergoglio ha fatto capire più volte che non ritiene necessario lo Ior per la missione della Chiesa e, anzi, potrebbe essere addirittura d’impaccio; l’ultima volta appena sei giorni fa, quando nella tradizionale omelia a Santa Marta ha detto che “San Pietro non aveva un conto in banca”, soffermandosi poi sul valore della povertà per la Chiesa.

    E’ un messaggio che pare non sia stato colto affatto dagli attuali vertici dello Ior – il presidente Ernst von Freyber e il direttore Paolo Cipriani - che in questi giorni hanno dato diverse interviste rassicuranti sulla condotta attuale e sul futuro dell’Istituto. Soprattutto Cipriani ha fatto delle affermazioni che sono clamorose per quanto risultano opposte al pensiero di papa Bergoglio. In un’intervista a Il Giornale, infatti, Cipriani ha detto che lo Ior è essenziale per salvaguardare la libertà della Chiesa.

    In effetti è impossibile sapere se nelle intenzioni di Bergoglio ci sia la chiusura dello Ior o una sua radicale riforma, e probabilmente saranno decisivi i report che gli farà monsignor Ricca.

    Nei mesi scorsi avevamo detto provocatoriamente che, dati gli scandali e tante manovre poco chiare, era meglio chiudere lo Ior e affidarsi ad altri istituti per gli stessi servizi. D’altra parte, dopo tante encicliche e messaggi in cui si danno lezioni di etica al mondo economico e finanziario, sarebbe davvero clamoroso arrendersi all’incapacità di gestire in modo corretto e morale un proprio istituto bancario che, anzi, ci si aspetterebbe da prendere a modello.

    La realtà è però lontana dall’ideale e, anzi, gli ultimi sviluppi – comprese le mosse del Papa – stanno facendo venire i nodi al pettine: tra questi l’emergere dei giochi poco puliti di chi un anno fa liquidò l’allora presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi facendolo passare per un malfattore quando appare ora evidente che a condannarlo fu la sua ostinazione nel voler procedere a portare trasparenza e correttezza nello Ior, secondo il desiderio di Benedetto XVI.
    Un processo di riforma radicale o di chiusura dello Ior non può non passare allora dall’appurare la verità su tutto quanto è successo in questi anni, ivi inclusa la vicenda Gotti Tedeschi, il quale può oggi a buon diritto aspettarsi una “riabilitazione”.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-...oglio-6697.htm

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