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Discussione: Preghiere Eucaristiche (Contiene sondaggio su: Frequenza dell'uso del Canone Romano)

  1. #211
    Iscritto L'avatar di Tecnho
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    Io non sto parlando della Liturgia e della struttura della Messa, ma del Rito e sono arcisicuro che c'è una norma che dice che le formule riportate nel Messale non devono essere applicate alla lettera, se la trovo la scrivo qua

  2. #212
    CierRino L'avatar di Teofilo89
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    Citazione Originariamente Scritto da Tecnho Visualizza Messaggio
    Io non sto parlando della Liturgia e della struttura della Messa, ma del Rito e sono arcisicuro che c'è una norma che dice che le formule riportate nel Messale non devono essere applicate alla lettera, se la trovo la scrivo qua
    No, ci sono singole parti che possono essere adattate. Non tutto è adattabile.
    Non licet bovi quod licet Iovi

  3. #213
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Quando un Prefazio può essere considerato «proprio»?

    Non ricordo che l’argomento sia stato trattato di recente.
    Vagando per il più volte citato http://notitiae.ipsissima-verba.org, ho trovato questo responso, pubblicato su Notitiae (vol. 5, 1969, pag. 323). Pur essendo specificato che la risposta, “non riveste carattere ufficiale, ma ho solo valore orientativo”, (e, infatti, non se ne fa cenno nelle edizioni successive del Messale) mi sembra interessante pubblicarla.
    Ho tentato una traduzione, ovviamente migliorabile (la sigla PE per Preghiera Eucaristica e le note in corsivo sono mie).


    Quando un Prefazio può essere considerato «proprio»?

    La difficoltà sorge soprattutto dalla possibilità di usare la PE IV, che ha un prefazio fisso, e così è stato stabilito che non è consentito usarla quando la Messa ha un prefazio proprio (n. 322d)1. Quando, tuttavia, a parte le festività, si considerano i tempi (forti, ndr), anche quelli lunghi, in cui è prescritto il prefazio del tempo, la questione riguarda in che senso il prefazio deve essere percepito come «proprio».

    Il prefazio è considerato «proprio» in senso stretto nelle Messe che sono celebrate nel giorno della festa2, o nella loro ottava. Nel Proprio del Tempo si usa il prefazio corrispondente, ma non è considerato strettamente proprio, e in esso la PE IV e la PE II possono essere usate con il loro prefazio.

    Nelle Messe votive, però, può essere scelto il prefazio corrispondente alla Messa o il prefazio proprio di una delle PE3.


    1 Corrisponde a OGMR 365d; il responso, ovviamente, cita la numerazione della prima edizione.
    2 Qui s’intende “festa” in senso ampio, come giorno festivo particolare (ad esempio, il giorno di Pasqua o una solennità) e non secondo la classificazione del Calendario.
    3 Stante la norma generale di OGMR 365, mi pare di poter concludere che, nel primo caso, si userà il Canone Romano o la PE III, mentre nel secondo la PE II o la PE IV; allo stesso modo ci si dovrebbe comportare per le Messe rituali, “ad diversa” e dei defunti.


    Se qui abbiamo un spiraglio di luce su cosa sia il prefazio proprio, rimaniamo ancora al buio davanti a questa affermazione, troppo spesso disattesa, di OGMR 365b (sottolineatura mia), ripresa anche nella rubrica del Rito della Messa in epigrafe alla stessa PE II:

    La Preghiera eucaristica II, per le sue particolari caratteristiche, è più indicata per i giorni feriali o in circostanze particolari. Quantunque abbia un prefazio proprio, può essere collegata con altri prefazi, specialmente con quelli che presentano in sintesi il mistero della salvezza, come ad esempio i prefazi comuni.

    La rubrica, come OGMR nell’edizione latina, precisa che il prefazio fa parte della struttura di questa PE (præfatione propria instructa), per cui l’eventuale sostituto non può discostarsi dal tema stabilito, cioè una sintesi del mistero della redenzione, a chiaro carattere cristologico: Cristo Salvatore e Redentore è il titolo del prefazio proprio, riportato anche come VI tra i prefazi comuni.

    A mio parere, e senza pretesa di completezza, sono ben pochi i prefazi che rispondono a questo requisito:
    Prefazi comuni I - II - III (si può discutere sul V e sul VII);
    Prefazi delle Domeniche del Tempo ordinario II - III - IV - VII.

    Nonostante nel Messale italiano siano presenti degli embolismi propri per alcune solennità (Pasqua, Natale, Epifania, Pentecoste, Ascensione), la PE II non dovrebbe trovare impiego in queste occasioni e, nelle Messe rituali che prevedono un ricordo proprio, ci si dovrebbe comportare come con la PE IV (anch’essa ha i ricordi propri per le Messe rituali), cioè è possibile usarla solo con il suo prefazio (o uno simile).

  4. #214
    Triumviro emerito di Liturgie papali L'avatar di Guareschi
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    Non ricordo che l’argomento sia stato trattato di recente.
    Vagando per il più volte citato http://notitiae.ipsissima-verba.org, ho trovato questo responso, pubblicato su Notitiae (vol. 5, 1969, pag. 323). Pur essendo specificato che la risposta, “non riveste carattere ufficiale, ma ho solo valore orientativo”, (e, infatti, non se ne fa cenno nelle edizioni successive del Messale) mi sembra interessante pubblicarla.
    Ho tentato una traduzione, ovviamente migliorabile (la sigla PE per Preghiera Eucaristica e le note in corsivo sono mie).


    Quando un Prefazio può essere considerato «proprio»?
    In primo luogo bisognerebbe capire se il responsum può essere esteso anche alle preghiere eucaristiche V e della Riconciliazione che, da un certo punto di vista, presentano la stessa situazione della IV (hanno un loro prefazio dal quale non possono mai essere separate, in più, in quelle della riconciliazione è anche ammesso un prefazio di carattere penitenziale).

    Contrariamente a quanto sembra affermare il responsum io ho sempre ritenuto che il prefazio sia proprio (e quindi non si possano dire le preghiere eucaristiche IV e V) quanto il messale prescrive espressamente un prefazio. Ciò accade per tutte le domeniche dei tempi forti, per le solennità e per le feste, per le messe rituali, per le messe votive ed alcune di quelle ad diversa.
    Il prefazio non è prescritto per le domeniche del tempo ordinario, per le ferie del tempo ordinario, per le memorie dei santi e alcune delle messe ad diversa. In questi casi si possono dire le preghiere eucaristiche IV e V.
    Quelle della riconciliazione, si possono dire, oltre che nei casi in cui si possono dire le IV e V, anche nelle ferie e domeniche di quaresima (usando però il prefazio di quaresima che ha carattere penitenziale) e nelle messe ad diversa in cui è prescritto il prefazio della penitenza.
    Io ho sempre interpretato così quella rubrica posta all'inizio di quelle preghiere eucaristiche (che effettivamente è un po' ambigua).

  5. #215
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    Citazione Originariamente Scritto da Guareschi Visualizza Messaggio
    In primo luogo bisognerebbe capire se il responsum può essere esteso anche alle preghiere eucaristiche V e della Riconciliazione che, da un certo punto di vista, presentano la stessa situazione della IV (hanno un loro prefazio dal quale non possono mai essere separate, in più, in quelle della riconciliazione è anche ammesso un prefazio di carattere penitenziale).
    Quando fu pubblicato il responsum, nel 1969, il problema non si poneva, perché le PEV e le PER non erano ancora state composte.

    Per le PEV, composte in occasione del Sinodo svizzero del 1974, andando a vedere sia il Decreto del 1991 (qui), sia le rubriche della III editio typica (qui), abbiamo un elenco, forse non definitivo, ma di certo altamente indicativo, di quando queste preghiere possono essere usate. Sebbene il testo in uso nella Chiesa italiana sia ancora quello precedente alla revisione, le Premesse che regolano l'uso della PEV sono pienamente in vigore anche da noi; le rubriche (della III ET) non fanno altro che riprendere queste Premesse.

    Per le PER, composte per l'Anno Santo del 1975, invece, fa testo, per l'Italia, la rubrica che compare in epigrafe alle PE nell'appendice del Messale, anche se, per regolarsi meglio, nulla vieta che si faccia riferimento anche a quella della III editio typica.

    Citazione Originariamente Scritto da Guareschi Visualizza Messaggio
    Contrariamente a quanto sembra affermare il responsum io ho sempre ritenuto che il prefazio sia proprio (e quindi non si possano dire le preghiere eucaristiche IV e V) quanto il messale prescrive espressamente un prefazio. Ciò accade per tutte le domeniche dei tempi forti, per le solennità e per le feste, per le messe rituali, per le messe votive ed alcune di quelle ad diversa.
    Questa è l'interpretazione prevalente, quella che pensavo anche io prima della "scoperta" del responsum, a seguito della quale sono andato a riprendere anche altri testi che trattano dell'origine e dell'uso, almeno nelle intenzioni degli estensori, delle PE II, III e IV (le V e le R non appartengono strictu senso al Rito della Messa, per cui hanno norme a sé stanti).

    Citazione Originariamente Scritto da Guareschi Visualizza Messaggio
    Il prefazio non è prescritto per le domeniche del tempo ordinario, per le ferie del tempo ordinario, per le memorie dei santi e alcune delle messe ad diversa. In questi casi si possono dire le preghiere eucaristiche IV e V.
    Quelle della riconciliazione, si possono dire, oltre che nei casi in cui si possono dire le IV e V, anche nelle ferie e domeniche di quaresima (usando però il prefazio di quaresima che ha carattere penitenziale) e nelle messe ad diversa in cui è prescritto il prefazio della penitenza.
    Io ho sempre interpretato così quella rubrica posta all'inizio di quelle preghiere eucaristiche (che effettivamente è un po' ambigua).
    Per le PEV, come abbiamo visto, il loro uso è stato circoscritto e non è possibile usarle neppure nelle domeniche ordinarie (a meno che, secondo le leggi liturgiche, non si celebri una Messa ad diversa); in esse, però, si può dire la PEIV (OGMR 365d).
    Per le PER, invece, è pienamente lecito (e, a mio parere, dovrebbe essere quasi obbligatorio) l'uso in Quaresima, tenendo conto però che hanno un prefazio proprio tutte le Domeniche dell'anno A, e le prime due e la Domenica delle Palme negli anni B e C (in queste occasioni, quindi, bisogna usare il Canone Romano o la PEIII).

  6. #216
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Il decreto è stato postato anche sul sito della CEI:
    http://www.chiesacattolica.it/pls/cc...est&rifp=guest
    Pertanto esso è già da ritenersi in vigore per l'Italia.
    Prendendo lo spunto dalla pubblicazione del decreto del Capo Rito Ambrosiano Scola che introduce dalla prima domenica di Quaresima 2014 anche nelle preghiere eucaristiche II, III, IV, V, VI del Messale ambrosiano il ricordo di S. Giuseppe, sono andato a rivedermi tutti i relativi decreti e mi sono accorto che nè il rito romano nè l'ambrosiano abbiano esteso l'inserimento anche alle due Preghiere Eucaristiche della riconciliazione.

    Va beh che sono un po' le cenerentole delle PE, ma sono anch'esse Preghiere Eucaristiche ufficiali, inserite a pieno titolo nei messali, quindi non capisco la logica della cosa.
    Sarà solo dimenticanza o ci sarà qualche motivazione?
    Mah .

  7. #217
    Triumviro emerito di Liturgie papali L'avatar di Guareschi
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    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Prendendo lo spunto dalla pubblicazione del decreto del Capo Rito Ambrosiano Scola che introduce dalla prima domenica di Quaresima 2014 anche nelle preghiere eucaristiche II, III, IV, V, VI del Messale ambrosiano il ricordo di S. Giuseppe, sono andato a rivedermi tutti i relativi decreti e mi sono accorto che nè il rito romano nè l'ambrosiano abbiano esteso l'inserimento anche alle due Preghiere Eucaristiche della riconciliazione.

    Va beh che sono un po' le cenerentole delle PE, ma sono anch'esse Preghiere Eucaristiche ufficiali, inserite a pieno titolo nei messali, quindi non capisco la logica della cosa.
    Sarà solo dimenticanza o ci sarà qualche motivazione?
    Mah .
    Per il rito romano il decreto citato non parla, oltre che le PE della riconciliazione, nemmeno delle V.

    Secondo me è perché sia le V (rito romano) che le due della riconciliazione sono preghiere eucaristiche non ordinarie ma legate a circostanze e messe del tutto particolari (soprattutto nella III edizione tipica del messale).
    Certamente però la logica vorrebbe che il nome di san Giuseppe venisse inserito anche in quelle preghiere eucaristiche (visto che dal punto di vista sintattico/grammaticale ci starebbe benissimo).

    Per le V (rito romano) sarebbe:
    In comunione con la beata Vergine Maria,
    con san Giuseppe suo sposo,
    con gli Apostoli e i martiri
    ,


    Per le PE della riconciliazione I sarebbe:
    Aiutaci a costruire insieme il tuo regno
    fino al giorno in cui verremo
    davanti a te nella tua casa,
    santi tra i santi,
    con la beata Vergine Maria,
    con san Giuseppe suo sposo,
    gli Apostoli [san N.: santo del giorno o patrono],
    e i nostri fratelli defunti
    che raccomandiamo alla tua misericordia.



    Per le PE della riconciliazioneII sarebbe:
    Tu che ci hai convocati
    intorno alla tua mensa,
    raccogli in unità perfetta
    gli uomini di ogni stirpe e di ogni lingua,
    insieme con la Vergine Maria,
    con san Giuseppe suo sposo,
    con gli Apostoli e tutti i santi
    nel convito della Gerusalemme nuova,
    per godere in eterno
    la pienezza della pace.

  8. #218
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Pubblico qui (anche se mi pare che esista una discussione in cui si trovano i testi dei Propri diocesani, ma non riesco a trovarla), il testo del prefazio della solennità di sant'Abbondio, vescovo, patrono principale della Diocesi di Como.
    Mi pare che sia una composizione abbastanza recente (il Proprio è stato approvato nel 1990). In essa si rende lode a Dio per il mistero di Cristo, vero Dio e vero uomo, di cui sant'Abbondio fu uno strenuo difensore.
    Proprio perché incentrato sulla storia della redenzione, questo prefazio potrebbe essere usato anche con la PE II, anche se, dato il carattere festivo della celebrazione (quest'anno, oltretutto, coincide con la domenica) è sempre meglio usare il Canone o la PE III.

    PREFAZIO
    II mistero di Cristo che sant'Abbondio ha proclamato
    V. Il Signore sia con voi.
    R. E con il tuo spirito.
    V.
    In alto i nostri cuori.
    R. Sono rivolti al Signore.
    V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
    R. È cosa buona e giusta.

    È veramente cosa buona e giusta
    renderti grazie
    e innalzare a te un incessante inno di benedizione e di lode,
    Dio Padre onnipotente,
    per Gesù Cristo, nostro Signore.

    In lui Abbondio credette:
    con coraggio lo proclamò tuo Figlio unigenito;
    Dio da Dio, uguale nella gloria, indiviso nella sostanza.

    Lui la santa Chiesa professa
    disceso dal cielo ma da te non separato;
    lui canta Signore dell'universo,
    apparso in forma di servo
    dopo nuova straordinaria generazione.

    Nato in modo ineffabile dalla Vergine Maria,
    per opera dello Spirito Santo
    rivestito della nostra debolezza,
    Egli si consegnò senza riserve, per redimerci,
    mentre con la sua divina potenza
    annientava la morte e il diavolo operatore di morte.

    Ora della sua divinità rende partecipi,
    con mirabile comunione,
    coloro che sono rigenerati e nutriti dei santi misteri;
    un giorno accoglierà nella gioia eterna,
    con sant'Abbondio,
    tutti coloro che fondano la loro vita
    sulla roccia della fede apostolica.

    Per questo, uniti agli angeli e ai santi,
    con lode unanime ed esultante,
    proclamiamo la tua gloria:

    Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
    I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
    Osanna nell'alto dei cieli.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
    Osanna nell'alto dei cieli.

  9. #219
    Partecipante a CR L'avatar di AlessandroBuffe
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    Da noi si usa "Padre veramente santo, fonte di ogni santità santifica..." perché... è corta.
    Fortuna che il sacerdote che segue la messa per le famiglie ne sceglie sempre altre, tra cui il canone romano...
    Tutto il nostro merito è di contribuire alla grazia.

  10. #220
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Citazione Originariamente Scritto da AlessandroBuffe Visualizza Messaggio
    Da noi si usa "Padre veramente santo, fonte di ogni santità santifica..." perché... è corta.
    (...)
    Non disperarti, è così quasi dappertutto. Sarà un segno di cattolicità...

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