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Partecipanti
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Risultati da 171 a 180 di 340

Discussione: Preghiere Eucaristiche (Contiene sondaggio su: Frequenza dell'uso del Canone Romano)

  1. #171
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    che cosa strana però: rileggevo oggi il decreto e lì si parla solo di editio typica III. Onde per cui, per inserire la modifica sulla II editio, in realtà dovrebbe esserci un vero e proprio atto legislativo. Va be', mi pare che il caos regni sovrano, avrebbero fatto meglio a pubblicare già da tempo pure la traduzione italiana del nuovo messale.
    Da come la Congregazione e la CEI gestiscono la comunicazione, non c'è da aspettarsi molto. Basta guardare i loro siti internet.
    Quello della CCDDS, che poi non è un sito vero e proprio, ma una pagina all'interno del sito della Santa Sede, è stato definito, dal nostro Vox, "lacunoso": a me sembra un complimento .
    Su quello della CEI, per arrivare al decreto, non c'è un link nella pagina iniziale, ma bisogna cliccare su "Uffici e servizi", selezionare "Liturgico" e trovare il link al decreto (che essendo il fatto "liturgico" più recente è il primo della lista) nella stessa sezione in cui sono pubblicizzati i corsi di canto liturgico (una modifica al Rito della Messa avrebbe meritato una rilevanza maggiore). E anche qui, nessuna comunicazione chiara sulla vigenza del decreto (si può ragionevolmente dedurre che sia immediata) .

    Scusate lo sfogo, veramente .

  2. #172
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    Su quello della CEI, per arrivare al decreto, non c'è un link nella pagina iniziale, ma bisogna cliccare su "Uffici e servizi", selezionare "Liturgico" e trovare il link al decreto
    Ah!
    Io, avendo salvato nei preferiti il link diretto alla pagina dell'Ufficio Liturgico (www.chiesacattolica.it/uln) sono andato direttamente lì senza passare dalla home page però pensavo che, data l'importanza dell'argomento, ci fosse un link anche in essa, invece no. Andiamo bene...
    Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube
    cum potestate et gloria magna.
    (Luc. 21, 27)

  3. #173
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    La situazione, da un punta di vista legislativo, mi sembra un po' ingarbugliata.
    In linea generale - e parlo da profano del diritto canonico - si dovrebbe distinguere tra la data in cui vengono redatti, quella in cui vengono promulgati e quella in cui entrano in vigore. La procedura è infatti quella di redigere un provvedimento legislativo; poi di promulgarlo (facendolo così conoscere a chi di dovere) e infine, trascorso un certo lasso di tempo (=vacatio legis) per permettere a tutti di venirne a conoscenza e di prendere gli eventuali provvedimenti del caso, la legge entra in vigore (cioè deve essere obbligatoriamente osservata da tutti quelli che sono tenuti a farlo).
    Nel nostro caso, conosciamo la data della redazione del provvedimento (1° maggio 2013), ma non quella di promulgazione né quella di entrata in vigore. Per queste due ultime esise però, volendo, ciò che stabilisce in linea di principio, il CJC:
    Can. 7 - La legge è istituita quando è promulgata.
    Can. 8 - §1. Le leggi ecclesiastiche universali sono promulgate con l'edizione nella gazzetta ufficiale degli Acta Apostolicae Sedis, a meno che in casi particolari non sia stato stabilito un modo diverso di promulgare; ed entrano in vigore soltanto compiuti tre mesi dal giorno apposto al numero degli Acta, a meno che non obblighino immediatamente per la natura delle cose oppure nella stessa legge sia stata stabilita in modo speciale ed espressamente una più breve o una più lunga vacanza.
    Se si seguisse questa procedura, il decreto dovrebe essere edito negli Acta Apostolicae Sedis - forse già in quello di maggio? Sul web non sono disponibili - e poi, tre mesi dopo, entrare in vigore.
    In Italia, la CEI non pare aver dato indicazioni - ma, del resto, nemmeno può darle: l'unica autorità deputata a stabilire la data di promulgazione e quella di entrata in vigore è la Santa Sede, dalla quale non sono giunte notizie in merito.
    Qualcuno potrà far riferimento ad un passaggio del decreto, in cui si stabilisce che il nome di san Giuseppe "posthac adiciatur" (siano d'ora innanzi aggiunto) alle preghiere eucaristiche II, III e IV. Tutto chiaro? Mica tanto: il posthac fa riferimento alla data del decreto (1° maggio 2013): a prenderla come è scritta, quindi, se ne deduce che sin dal 1° maggio 2013 i sacerdoti avrebbero dovuto aggiungere il nome di san Giuseppe. Solo che non lo sapeva nessuno - o quasi - dato che la notizia è stata comunicata ufficialmente dalla Sala Stampa della Santa Sede in data 19 giugno 2013. Quindi per 50 giorni una legge promulgata e in vigore non è stata fatta conoscere? E' una contraddizione in termini, come potrebbe qualcosa di nascosto e non comunicato essere già obbligatorio?
    Una soluzione "pratica" è quella di ritenere che il decreto sia entrato in vigore il 19 giugno: ma da un punto di vista del diritto non c'è niente che lo lasci supporre. Anche perché sarebbe decisamente strano, come dire: aggiungete il nome man mano che lo venite a sapere. Uno va' in chiesa il 19 sera e trova il prete tecnologico, che si legge il bollettino online, che aggiunge il nome; un altro va magari oggi dal missionario in Rep. Centrafricana e ancora non lo aggiunge, perché la notizia non gli è ancora arrivata.
    Insomma, mi sembra ci sia stata, onestamente, quantomeno una gestione dilettantesca di tutta la vicenda.
    E preciso: tutto questo discorso non si fa per "arido legalismo", ma perché la sapienza della Chiesa - che, consentitemi di dirlo, in certi frangenti alcuni settori sembrano un po' aver perso - prevede di disporre le cose con misura e ritegno. Qualcuno dirà: ma lo sappiamo già da internet che c'è il decreto, perché aspettare? Ora, a parte che è già discutibile certa frenesia tipica della nostra epoca, bisogna considerare che non tutti i sacerdoti hanno accesso ad internet o ai mass media. Pensiamo a non pochi missionari, per esempio: avranno anche loro il diritto di sapere che le preghiere eucaristiche sono state modificate, no?
    Per parte delle idee qui esposte, sono debitore alla bella esposizione di p. Pius O.P. ( http://ubispiritus.blogspot.it/2013/...-to-canon.html )
    È ormai tempo di svegliarci dal sonno (Rm 13,11)

  4. #174
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    Ringrazio Fidei Depositum per il suo intervento; per parte mia, avevo già espresso alcune considerazioni sulla CCDDS due post più sopra, e qui.

  5. #175
    Vecchia guardia di CR L'avatar di TGC
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    A Torino, in un paio di parrocchie, ho già sentito il "san Giuseppe" durante la preghiera eucaristica e in una parrocchia addirittura il vice parroco ha spiegato, al termine della mesa, prima della benedizione, la novità.

  6. #176
    CierRino L'avatar di Teofilo89
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    il decreto però parla di editio tipica III. Quindi mi pare inutile che la CEI riporti le traduzioni, perché in Italia si usa ancora l'editio II.
    Non licet bovi quod licet Iovi

  7. #177
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Citazione Originariamente Scritto da Fidei Depositum Visualizza Messaggio
    Nel nostro caso, conosciamo la data della redazione del provvedimento (1° maggio 2013), ma non quella di promulgazione né quella di entrata in vigore. Per queste due ultime esise però, volendo, ciò che stabilisce in linea di principio, il CJC:
    (...)
    Se si seguisse questa procedura, il decreto dovrebe essere edito negli Acta Apostolicae Sedis - forse già in quello di maggio? Sul web non sono disponibili - e poi, tre mesi dopo, entrare in vigore.
    Guardando il libretto della celebrazione papale del 29 giugno ho notato che si utilizzerà la Preghiera Eucaristica III (in lingua latina); nel testo è già presente la menzione di S. Giuseppe, pertanto possiamo con certezza affermare che il decreto è già pienamente in vigore.
    Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube
    cum potestate et gloria magna.
    (Luc. 21, 27)

  8. #178
    CierRino L'avatar di Teofilo89
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    Sentirlo nelle nostre parrocchie è un abuso (infatti io ancora non l'ho sentito). Il decreto, infatti, dice:

    sia d’ora in avanti aggiunto nelle Preghiere eucaristiche II, III e IV della terza edizione tipica del Messale Romano

    Ne consegue che il decreto è valido dalla data di promulgazione solo laddove vige la III typica. Ecco perché in Italia non ne abbiamo sentito parlare.
    Non licet bovi quod licet Iovi

  9. #179
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    Bene, posso dire di essere giunto ad una conclusione: di questa vicenda, ci si capisce poco o niente!
    È ormai tempo di svegliarci dal sonno (Rm 13,11)

  10. #180
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    Io l'ho sentito già in due parrocchie diverse....

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