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Visualizza Risultati Sondaggio: Nelle vostre Parrocchie con che frequenza si utilizza il Canone Romano?

Partecipanti
376. Non puoi votare in questo sondaggio
  • A tutte le messe (Specificare però se si tratta di Messe secondo il vecchio rito)

    15 3.99%
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  • A volte

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    171 45.48%
  • Mai

    74 19.68%
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Risultati da 241 a 250 di 340

Discussione: Preghiere Eucaristiche (Contiene sondaggio su: Frequenza dell'uso del Canone Romano)

  1. #241
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Exurge Domine
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    Da noi il Canone Romano è utilizzato raramente, praticamente sempre invece la Preghiera Eucaristica II, che mi va meno a genio, soprattutto dopo aver letto in questa discussione sulla datazione della Tradizione Apostolica..
    "Va-t-en, Satan" -Saint Jacques Hamel, Martyr

  2. #242
    Veterano di CR L'avatar di Bessarione
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    La questione dell'epiclesi del Canone è, in effetti, spinosissima. Il Mazza, attraverso un'accurata storia del testo, la ritiene improbabile; il Giraudo, invece, è più possibilista, leggendo in chiave epicletica l'intera sequenza Te igitur+Memento+Quam oblationem (esclude il Comunicantes, dato il suo carattere di Infra Actionem -cioè che si pone in mezzo all'azione liturgica- e l'Hanc igitur, considerato non originale e legato a occasioni particolari -anche oggi è la parte variabile nelle Messe rituali). Un altro autore (o forse uno dei due, ma nella ricerca veloce non ne ho trovato traccia) parla del Quam oblationem (ma anche del Supplices te rogamus) come di epiclesi non pneumatologiche.
    Se non è epicletico il testo del Quam oblationem, lo è sicuramente il gesto che lo accompagna, in entrambe le forme del rito romano: le mani stese sulle offerte (nella FE questo gesto inizia all'Hanc igitur).
    Volendo (dovendo?) conservare questo gesto anche nelle nuove PE, si è probabilmente attinta da altre tradizioni liturgiche un'invocazione con un chiaro riferimento all'azione dello Spirito Santo (citato anche nel post-Sanctus delle PE III e IV).
    Citazione Originariamente Scritto da Caietanus Visualizza Messaggio
    Sono anch'io d'accordo sul fatto che il Quam oblationem sia un'epiclesi a tutti gli effetti, anche se non strettamente pneumatologica.

    Per quanto riguarda il Veni sanctificator, è da escludere che si tratti di un'epiclesi, ad esempio le rubriche che riguardano quel momento dicono (tratto da maranatha.it):

    Notiamo che non si parla di imporre le mani (tipico gesto epicletico) nel Veni sanctificator, ma soltanto di benedire le offerte, tuttavia si impongono le mani in seguito all'Hanc igitur e al Quam oblationem, dove si trova l'epiclesi vera e propria.
    Cito questi due vecchi post a proposito dell'epiclesi nel canone romano perché, tempo fa, ho letto da qualche parte che anche Nicola Cabasilas, nel periodo delle trattative/controversie tra Latini e Greci, aveva individuato un'epiclesi nella nostra preghiera eucaristica.
    Qualcuno ha informazioni in merito?
    Francisco Summo Pontifici et Universali Patri: pax, vita et salus perpetua!

  3. #243
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Citazione Originariamente Scritto da Bessarione Visualizza Messaggio
    Cito questi due vecchi post a proposito dell'epiclesi nel canone romano perché, tempo fa, ho letto da qualche parte che anche Nicola Cabasilas, nel periodo delle trattative/controversie tra Latini e Greci, aveva individuato un'epiclesi nella nostra preghiera eucaristica.
    Qualcuno ha informazioni in merito?
    Riassumo molto brevemente quello che ho trovato in In unum Corpus di Cesare Giraudo (San Paolo, Cinisello Balsamo 20072).
    La disputa nasceva dal fatto che i Greci riconoscevano la transustanziazione come conseguenza dell'epiclesi, mentre i Latini affermavano che essa avveniva durante il racconto istituzionale ad essa precedente.
    Cabasilas ha individuato nel Supplices te rogamus l'epiclesi del Canone romano: in esso non si chiede direttamente la trasformazione delle offerte, ma la loro trasposizione sull'altare del cielo. Questa trasposizione può essere intesa non solo in senso locale, ma anche come trasformazione dei doni da una condizione umile (pane e vino) a una condizione elevatissima (Corpo e Sangue di Cristo).

  4. #244
    Nuovo iscritto
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    Omissione di S. Giuseppe

    Mi sono da poco trasferito in altra località e ho notato che - partecipando alla S. Messa domenicale - il sacerdote omette di pronunziare il nome di S. Giuseppe: "con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio.. con gli Apostoli e il Santo del Giorno..." ma è normale? Grazie per l'attenzione.

  5. #245
    pongo
    visitatore
    Può essere una svista, considera che nell’attuale Messale Romano in italiano il nome di San Giuseppe è scritto solo nel Canone Romano. Il decreto che ha reso obbligatoria la sua menzione è del 1° maggio 2013 e riguarda la terza edizione tipica e relative traduzioni. In Italia questo decreto è stato recepito de facto nonostante l’uso della seconda edizione.
    Ultima modifica di Gerensis; 01-02-2016 alle 08:19 Motivo: Messaggi uniti con la discussione segnalata.

  6. #246
    Veterano di CR L'avatar di Symbolon
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    Citazione Originariamente Scritto da Maverick87 Visualizza Messaggio
    Mi sono da poco trasferito in altra località e ho notato che - partecipando alla S. Messa domenicale - il sacerdote omette di pronunziare il nome di S. Giuseppe: "con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio.. con gli Apostoli e il Santo del Giorno..." ma è normale? Grazie per l'attenzione.
    Credo che siccome il decreto riguarda la terza edizione, non ancora disponibile in lingua italiana, sia del tutto legittimo ed anzi appropriato non citare ancora San Giuseppe nelle Preghiere Eucaristiche. Mi meraviglia altresì la premura avuta da quasi tutti i sacerdoti che conosco di aggiungere la menzione di San Giuseppe, aggiungendo di fatto parole non previste in un testo approvato dalle autorità ecclesiastiche nella sua integrità. Credo sarebbe ravvisabile addirittura un abuso, se non fosse che è lecito in ogni caso menzionare nella prece eucaristica santi di particolare devozione o titolari del luogo ove si celebra.

  7. #247
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Citazione Originariamente Scritto da Symbolon Visualizza Messaggio
    Credo che siccome il decreto riguarda la terza edizione, non ancora disponibile in lingua italiana, sia del tutto legittimo ed anzi appropriato non citare ancora San Giuseppe nelle Preghiere Eucaristiche. Mi meraviglia altresì la premura avuta da quasi tutti i sacerdoti che conosco di aggiungere la menzione di San Giuseppe, aggiungendo di fatto parole non previste in un testo approvato dalle autorità ecclesiastiche nella sua integrità. Credo sarebbe ravvisabile addirittura un abuso, se non fosse che è lecito in ogni caso menzionare nella prece eucaristica santi di particolare devozione o titolari del luogo ove si celebra.
    Il Decreto Paternas vices, con il quale è stata approvata la menzione di san Giuseppe nelle Preghiere eucaristiche II, III e IV, è immediatamente esecutivo per la lingua latina e per le principali lingue, delle quali è data la versione delle parole da inserire nella PE di seguito al decreto stesso.
    Poiché l'italiano rientra tra queste lingue, non si può parlare di abuso (né lo è la dimenticanza per semplice distrazione del sacerdote).

    Nonostante la prassi contraria, infine, non in tutte le Preghiere eucaristiche è lecito nominare "i santi di particolare devozione", ma solo nella III e nella V, che lo prevedono espressamente, limitandosi, però, al santo del giorno o al patrono (anche in questo caso, però, pur contravvenendo alla lettera, io userei con cautela la definizione di abuso).
    Ultima modifica di Gerensis; 01-02-2016 alle 20:48 Motivo: Un po' di ortografia...

  8. #248
    Veterano di CR L'avatar di Symbolon
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    Il Decreto Paternas vices, con il quale è stata approvata la menzione di san Giuseppe nelle Preghiere eucaristiche II, III e IV, è immediatamente esecutivo per la lingua latina e per le principali lingue, delle quali è data la versione delle parole da inserire nella PE di seguito al decreto stesso.
    Poiché l'italiano rientra tra queste lingue, non si può parlare di abuso (né lo è la dimenticanza per semplice distrazione del sacerdote).
    Leggendo la Paternas vices, però, si dice chiaramente che il nome di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria, sia d’ora in avanti aggiunto nelle Preghiere eucaristiche II, III e IV della terza edizione tipica del Messale Romano. Direi che questo basta a dire che l'editio secunda attualmente in uso non viene modificata. Alla fine del decreto si dice altresì che La Congregazione stessa si occuperà in seguito di provvedere alle traduzioni nelle lingue occidentali di maggior diffusione. Un seguito immediato, perché in calce si riportano le modifiche da apporre al Messale nelle principali lingue nazionali, disponibile attualmente solo in edizione seconda. C'è evidentemente un problema di coerenza nel Decreto stesso, ma in base al primo comma che ho citato, mi sento di ritenere che ad oggi non sia obbligatorio aggiungere alcunché al testo della seconda edizione del Messale essendo testo approvato dall'autorità ecclesiastica: la menzione di San Giuseppe andrebbe aggiunta solo da coloro che usano l'editio tertia in latino.

  9. #249
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    A supporto della tesi di Gerensis della vigenza del decreto Paternas Vices per la celebrazione in lingua italiana sebbene non sia ancora stata pubblicata la traduzione della terza edizione del MR vi sono anche due esempi pratici:

    - l'Ufficio Liturgico della Conferenza Episcopale Italiana ha prontamente pubblicato il decreto sul proprio sito, senza fare riferimento alla terza edizione. Da questo possiamo dedurre che per la CEI il decreto sia vincolante nonostante in Italia si utilizzi ancora la traduzione della II edizione.

    - nelle celebrazioni presiedute dal Papa in lingua italiana, nelle quali viene utilizzata la traduzione della II edizione del MR, il nome di San Giuseppe viene pronunciato anche quando viene utilizzata la Preghiera Eucaristica II (cfr il libretto della festa del Battesimo del Signore) o la Preghiera Eucaristica III (cfr il libretto dell'odierna festa della Presentazione del Signore)
    Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube
    cum potestate et gloria magna.
    (Luc. 21, 27)

  10. #250
    Veterano di CR L'avatar di Symbolon
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    A supporto della tesi di Gerensis della vigenza del decreto Paternas Vices per la celebrazione in lingua italiana sebbene non sia ancora stata pubblicata la traduzione della terza edizione del MR vi sono anche due esempi pratici:

    - l'Ufficio Liturgico della Conferenza Episcopale Italiana ha prontamente pubblicato il decreto sul proprio sito, senza fare riferimento alla terza edizione. Da questo possiamo dedurre che per la CEI il decreto sia vincolante nonostante in Italia si utilizzi ancora la traduzione della II edizione.

    - nelle celebrazioni presiedute dal Papa in lingua italiana, nelle quali viene utilizzata la traduzione della II edizione del MR, il nome di San Giuseppe viene pronunciato anche quando viene utilizzata la Preghiera Eucaristica II (cfr il libretto della festa del Battesimo del Signore) o la Preghiera Eucaristica III (cfr il libretto dell'odierna festa della Presentazione del Signore)
    Concorderai però che il decreto poteva essere più chiaro...

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