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Discussione: Riorganizzazione della Congregazione per il Culto Divino

  1. #21
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    Articolo di Andrea Tornielli sulla possibile prossima istituzione, all'interno della Congregazione per il Culto Divino, di una «Commissione per l’arte e la musica sacra per la liturgia»
    http://vaticaninsider.lastampa.it/ho...tectura-10121/

    (il testo completo dell'articolo è stato postato nella sezione "Musica e Arte Sacra" ma ho ritenuto opportuno riportare qui il link in quanto non si parla solo di quello)
    Oboedientia et Pax

  2. #22
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    Culto divino, la riforma della Congregazione
    Approvata la riorganizzazione: istituito un ufficio che si dedicherà alla musica, all’arte e all’architettura per la liturgia


    Andrea Tornielli
    Città del Vaticano


    La ristrutturazione è stata approvata lo scorso 3 settembre dalla Segreteria di Stato con il placet di Benedetto XVI: la Congregazione del Culto divino si riorganizza al suo interno con la nascita di nuovi uffici, che saranno operativi all’inizio dell’anno prossimo. La principale novità è rappresentata dall’ufficio specificamente dedicato all’arte e alla musica per la liturgia (del quale Vatican Insider aveva anticipato l’istituzione) che offrirà linee guida affinché i canti per la messa come pure la struttura delle nuove chiese siano davvero adeguati e corrispondenti al mistero che viene celebrato.

    Le novità introdotte nel dicastero guidato dal cardinale Antonio Cañizares Llovera arrivano a poco più di un anno di distanza dal motu proprio «Quaerit semper» del 27 settembre 2011, con il quale Benedetto XVI aveva trasferito alla Rota Romana la competenza su due materie fino a quel momento trattate dalla Congregazione per il culto. La prima riguarda la nullità dell’ordinazione sacerdotale, la seconda è la dispensa nei casi di matrimoni contratti ma non consumati. Pratiche che impegnavano non poco la congregazione del culto.

    In quel testo il Papa spiegava: «Nelle presenti circostanze è parso conveniente che la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti si dedichi principalmente a dare nuovo impulso alla promozione della sacra liturgia nella Chiesa, secondo il rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II a partire dalla costituzione Sacrosanctum Concilium». Il dicastero deve dunque dedicarsi a un progetto di ampio respiro che si occupi di favorire l’«ars celebrandi», la fedeltà alla costituzione conciliare e ai dettami e alle istruzioni del nuovo messale.

    Scomparsi i due vecchi uffici – quello sacerdotale e quello matrimoniale – viene sdoppiato quello liturgico: i nuovi due uffici liturgico-dottrinali si occuperanno dello stesso tema nelle due grandi aree linguistiche anglosassone e latina. Sarà inoltre costituito un nuovo ufficio per gli aspetti disciplinari e giuridici. A questi tre si affiancherà l’ufficio per l’arte e la musica nella liturgia. Quest’ultimo non si dedicherà all’arte sacra e alla musica sacra, ma soltanto all’arte e alla musica strettamente liturgica.


    fonte: Vatican Insider
    Oboedientia et Pax

  3. #23
    Phantom
    visitatore
    Eh da un anno che lo aspettavamo!!!!
    Questa nuova sottosezione da chi sarà guidata?

    Sarà inoltre costituito un nuovo ufficio per gli aspetti disciplinari e giuridici
    Cosa sarebbe questo ufficio? Già è stato istituito il 3 settembre?

  4. #24
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    Eh da un anno che lo aspettavamo!!!!
    Questa nuova sottosezione da chi sarà guidata?

    Cosa sarebbe questo ufficio? Già è stato istituito il 3 settembre?
    Chiaramente per poter rispondere a queste domande dovremo attendere la pubblicazione del documento pontificio con cui vengono attuati i presunti cambiamenti nella struttura della Congregazione (utilizzo l'aggettivo "presunti" in quanto per ora stiamo parlando solo di articoli di giornale, non di documenti ufficiali).
    Oboedientia et Pax

  5. #25
    Saggio del Forum L'avatar di lucpip
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    Sicuramente questa riorganizzazione è un buon punto di partenza, ma sinceramente sono molto scettico sui risultati. L'autocefalia di certe diocesi e conferenze episcopali varie sarò dura da vincere.
    Ogni giorno che passa è un giorno in meno - COMING SOON!

  6. #26
    Phantom
    visitatore
    Ma fatemi capire una cosa: ho un po' cercato ovunque e ho letto solo che queste nuove sottosezioni sono già state approvate lo scorso 3 settembre.
    In altre fonti ho letto che a breve uscirà un documento che spiegherà tutto.
    Come stanno le cose?

  7. #27
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    Ma fatemi capire una cosa: ho un po' cercato ovunque e ho letto solo che queste nuove sottosezioni sono già state approvate lo scorso 3 settembre.
    In altre fonti ho letto che a breve uscirà un documento che spiegherà tutto.
    Come stanno le cose?
    Molto probabilmente la struttura delle nuove sezioni della Congregazione è già stata definita, ma è comunque necessario un documento pontificio che ne sancisca ufficialmente l'istituzione. E' un po' la stessa situazione che si sta verificando in altri organismi della Curia Romana: si sa già per certo, in quanto è stato il Papa ad annunciarlo intervenendo nella recente assemblea sinodale, che le competenze sui seminari passeranno dalla Congr. per l'Educazione Cattolica a quella per il Clero, mentre le competenze sulla catechesi passeranno dalla Congr. per il Clero al Pont. Consiglio per la nuova evangelizzazione, però lo stesso Pontefice ha detto che per rendere operativi tali cambiamenti dovrà pubblicare un apposito motu proprio. Presumibilmente accadrà così anche per le nuove sezioni della Congr. per il Culto.
    Oboedientia et Pax

  8. #28
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    Sicuramente questa riorganizzazione è un buon punto di partenza, ma sinceramente sono molto scettico sui risultati. L'autocefalia di certe diocesi e conferenze episcopali varie sarò dura da vincere.
    Io temo anche l'autocefalia di ogni parroco, anzi di ogni prete. Le regole, le disposizioni della Chiesa non valgono per i preti: loro.... seguono il vangelo, il vangelo secondo me.

  9. #29
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    Un benedettino “made in Usa” per l’arte liturgica



    L’abate di origini statunitensi Michael John Zielinski al dicastero del Culto si occuperà del nuovo ufficio per l’architettura e la musica per la liturgia

    ANDREA TORNIELLI
    CITTÀ DEL VATICANO

    Sarà un benedettino a guidare il nuovo ufficio della Congregazione del Culto divino chiamata a dare delle direttive sull’architettura e sulla musica per la liturgia, nel tentativo di porre fine alle brutture delle chiese-garage. Benedetto XVI ha nominato oggi come nuovo capo ufficio nel dicastero guidato dal cardinale Antonio Cañizares Llovera l'abate olivetano di origini statunitensi Michael John Zielinski.
    Il suo arrivo nella Congregazione è strettamente legato alla ristrutturazione del dicastero, approvata dalla Segreteria di Stato lo scorso 3 settembre.
    Zielinski è nato a Lakewood, Ohio, nell’aprile 1953. Accolto nella Congregazione monastica Benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto, dopo il noviziato nell’abbazia di San Miniato al Monte in Firenze, ha emesso la professione monastica perpetua l’8 dicembre 1975 nell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore (Siena). Ha studiato filosofia e teologia al Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo di Roma, è stato ordinato sacerdote nel 1977.
    Si è dedicato allo studio della spiritualità monastica, della musica gregoriana, polifonica e moderna, della storia medievale e rinascimentale e, soprattutto, della storia dell’arte. Nel 1991 si è laureato all’università di Firenze con una tesi di psicologia sociale. Ha trascorso diversi anni nell’abbazia di San Miniato al Monte a Firenze, dove è stato eletto Priore, assumendo anche l’incarico di maestro dei novizi. È stato anche docente associato all’università di Siena. Nel 1999 è stato destinato alla comunità monastica dell’abbazia di Santa Maria Pilastrello di Lendinara, nella diocesi di Rovigo, e nel 2003 è stato nominato segretario dell’abate primate della Confederazione Benedettina, padre Notker Wolf.
    Nel dicembre 2003 è stato eletto abate dell’abbazia di «Our Lady of Guadalupe» in Pecos (Stati Uniti). Nel 2007 Benedetto XVI lo ha nominato vicepresidente della Pontificia commissione per i Beni Culturali della Chiesa e vicepresidente della Pontificia commissione di Archeologia Sacra. Con la fusione di questi organismi nel Pontificio consiglio della cultura, guidato dal cardinale Gianfranco Ravasi, da giugno aveva lasciato il suo posto.
    L’ufficio che andrà a guidare rappresenta la principale novità della strutturazione del dicastero del Culto, che dovrà dedicarsi in modo specifico all’arte e alla musica per la liturgia offrendo linee guida affinché i canti per la messa come pure la struttura delle nuove chiese siano davvero adeguati e corrispondenti al mistero che viene celebrato, secondo le direttive della costituzione conciliare «Sacrosanctum Concilium».


    VaticanInsider

  10. #30
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    Cañizares «Gli abusi liturgici abbondano, dobbiamo riscoprire il Vaticano II»
    Il cardinale Prefetto del Culto divino presenta la riorganizzazione del dicastero e il nuovo dipartimento per la musica e l’arte: «Le chiese non sono semplici luoghi di riunione, ma luoghi dell’incontro con il mistero di Dio»


    Andrea Tornielli
    Città del Vaticano


    La Congregazione è stata riorganizzata e c’è un nuovo ufficio dedicato all’architettura e alla musica sacra: può spiegare perché e a che cosa serve?
    «In effetti, nella Congregazione, a partire dal 1 dicembre, si è costituito un nuovo “ufficio”: si tratta di un dipartimento dedicato all’arte e alla musica sacra al servizio della liturgia, con il quale si intende dare impulso a quanto si legge nei capitoli 6 e 7 della Costituzione conciliare “Sacrosanctum Concilium”. Un’iniziativa necessaria per poter rispondere nel migliore modo possibile e adeguato alle esigenze della liturgia in questi due ambiti. Non ogni espressione musicale o artistica risponde alla natura della liturgia, che ha le sue proprie leggi da salvaguardare. Se dobbiamo approfondire il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II e potenziare la bellezza che la liturgia stessa è e deve avere, la musica e l’arte sono elementi fondamentali. È dunque molto importante che la Congregazione per il Culto dia impulso all’arte e alla musica per la liturgia, offra criteri e orientamenti per questo scopo in conformità con gli abbondanti insegnamenti e la ricchissima tradizione della Chiesa, favorisca i rapporti con musicisti, architetti, pittori, orafi, etc. E tutto ciò richiede un’attenzione specifica e concreta. Per questa ragione e per questo scopo si è creato questo “ufficio” o dipartimento».

    Negli ultimi cinquant’anni abbiamo assistito alla costruzione in tutto il mondo di chiese che assomigliano a garage, a blocchi di cemento, a colate di piombo. Che caratteristiche deve avere, secondo lei, una chiesa cattolica?
    «Il Catechismo della Chiesa cattolica lo esprime in un modo molto chiaro e semplice, presentando l’edificio della chiesa in due paragrafi. In uno afferma che le chiese “non sono semplici luoghi di riunione, ma significano e manifestano la Chiesa che vive in quel luogo, dimora di Dio con gli uomini riconciliati e uniti in Cristo”. Si capisce come l’obiettivo più profondo dell’esistenza di un edificio sacro non sia semplicemente quello di rendere possibile la riunione dei fedeli. Questo è già tanto, ma al tempo stesso è poco. In realtà, la Chiesa è il luogo dell’incontro con il Figlio di Dio vivo, e così è il luogo dell’incontro tra di noi. Il Catechismo aggiunge che la “casa di preghiera in cui l’Eucaristia è celebrata e conservata; in cui i fedeli si riuniscono; in cui la presenza del Figlio di Dio nostro Salvatore, che si è offerto per noi sull’altare del sacrificio, viene venerata a sostegno e consolazione dei fedeli, dev’essere nitida e adatta alla preghiera e alle sacre funzioni. In questa ‘casa di Dio’, la verità e l’armonia dei segni che la costituiscono devono manifestare Cristo che in quel luogo è presente e agisce». Le nuove chiese dovrebbero essere costruite in fedeltà a questi criteri basilari, com’è avvenuto nella lunga e ricchissima tradizione della Chiesa, ed è per questo che abbiamo questi esempi di arte tanto straordinari. Nell’ultimo secolo, per citare una chiesa emblematica che tiene molto in considerazione quei criteri, ricordo la basilica della Sagrada Familia, di Antonio Gaudí, a Barcellona».

    Come definirebbe lo stato della musica e del canto per la liturgia?

    «Si deve riconoscere che, nonostante alcuni sforzi lodevoli e ben realizzati, la musica e il canto nella liturgia necessitano di un rinnovamento e di un nuovo impulso. Non dimentichiamo che il grande rinnovamento liturgico di san Pio X venne accresciuto e accompagnato dallo splendido rinnovamento del canto e della musica effettuato da lui. Non ci sarebbe oggi l’urgente e quanto mai necessario rinnovamento liturgico se non si svolgesse un lavoro serio ed efficace nel rinnovamento della musica e del canto, che non è un ornamento per rendere più gradevoli le celebrazioni, ma è invece un elemento della stessa celebrazione, che ci pone davanti al mistero, davanti alla presenza di Dio stesso, che deve corrispondere con quello che accade nella celebrazione liturgica, e cioè “il cielo che si apre alla terra”».

    Lei è Prefetto del Culto divino da ormai quattro anni. Può ricordare brevemente il lavoro svolto e spiegare quali siano gli obiettivi per il futuro più immediato?
    «Sì, ho compiuto in questo mese di dicembre quattro anni dal mio arrivo in questo dicastero. Seguendo il lavoro rigoroso e molto valido dei miei predecessori, non ho tentato nient’altro che di dare impulso al rinnovamento liturgico del Vaticano II e questo sarà il mio obiettivo per il nuovo anno. Per questo scopo, oltre alla necessaria riorganizzazione e al nuovo regolamento del dicastero, che ha la sua complessità, si sta lavorando per offrire “orientamenti e direttrici per la formazione liturgica” dei sacerdoti, degli aspiranti al sacerdozio, delle persone consacrate, dei collaboratori parrocchiali nella celebrazione liturgica, dei fedeli cristiani in generale, per aiutare a conoscere di più e assimilare meglio gli insegnamenti sulla liturgia del Vaticano II, in continuità con la ricca tradizione ecclesiale. Stiamo anche preparando uno strumento, un sussidio, per aiutare a celebrare bene e a partecipare adeguatamente all’Eucaristia. Si stanno rivedendo le “introduzioni ai vari rituali per i sacramenti”: il lavoro è molto avanzato per quello riguardante il sacramento della penitenza. Si sta lavorando per l’introduzione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana e al rinnovamento della pastorale dell’iniziazione. Spero che tra qualche mese sia pronta la nuova introduzione al rituale per il culto eucaristico al di fuori della messa, in particolare per l’adorazione eucaristica. È a uno stadio avanzato anche il lavoro sul rituale delle esequie. Continuano poi i lavori per un quinto volume della Liturgia delle Ore. Spero che in qualche mese si finisca il progetto del Direttorio per l’omelia e si finisca un volume con i suggerimenti per le omelie per i tre cicli liturgici seguendo il Catechismo della Chiesa cattolica. Non posso non menzionare quello che già si sta facendo con il nuovo dipartimento di “arte e musica per la liturgia”: tra le altre coe, la preparazione di direttori per la musica e l’arte. Oltre agli altri lavori in corso, e agli incontri continentali con i responsabili della liturgia delle conferenze episcopali, bisogna ricordare anche la preparazione del Simposio internazionale che si terrà nel febbraio 2014 sulla Costituzione conciliare sulla liturgia, “Sacrosanctum Concilium”, che speriamo abbia una significativa risonanza».

    E la correzione degli abusi liturgici?
    «Un impegno che va ricordato è quello della visita ad limina dei vescovi, occasioni di grande interesse per diffondere i principi del rinnovamento liturgico richiesto dal Vaticano II, senza trascurare l’aiuto nella correzione di alcuni abusi liturgici come viene messo in pratica dall’importante istruzione della Congregazione per il Culto e per la Dottrina della fede, “Redemptionis Sacramentum”, scritta per correggere gli abusi e aiutare a celebrare e a partecipare bene alla liturgia. Tutto contribuirà all’obiettivo principale, che è far sì che la liturgia occupi il posto centrale che le corrisponde nella vita della Chiesa. Spero che il 2013 sia un anno importante in questo campo. Mi accontenterei, soprattutto, in questo Anno della fede, che si rivalorizzasse e si rivitalizzasse l’Eucaristia domenicale, che si recuperasse la domenica e si partecipasse di più e meglio al sacramento della penitenza. La nostra Congregazione continuerà in questo cammino».

    Qual è, a suo avviso, lo stato della liturgia cattolica nel mondo? La stagione degli abusi è finita?
    «Sto parlando della necessità approfondire il rinnovamento liturgico voluto dal Vaticano II, un segno chiaro dello stato in cui si trova la liturgia cattolica nel mondo. Non attraversa il suo miglior momento. Chiaramente c’è la necessità di ravvivare il vero senso della liturgia nella vita cristiana e nella vita della Chiesa. Si è fatto molto, senza dubbio, però risulta insufficiente e bisogna fare molto di più, soprattutto nel far sì che gli insegnamenti del Vaticano II entrino nella coscienza di noi che formiamo la Chiesa perché la liturgia sia centro della Chiesa, sia fonte e culmine della vita cristiana. Disgraziatamente, oltre a una certa superficialità, esteriorità e rischio della routine, ci sono anche abbondanti abusi. Gli abusi sono espressione di errori nella fede, che al tempo stesso conducono a sfigurare la fede stessa. Bisogna porre il massimo impegno nel correggere gli abusi e lavorare in favore della fede. Una responsabilità che tutti abbiamo sempre, ma soprattutto in quest’Anno della fede e in modo particolare i vescovi»

    A che punto sono le traduzioni del nuovo Messale nelle varie lingue?

    «Le traduzioni proseguono a un buon ritmo. Come si sa, è stata approvata già la traduzione in lingua inglese per tutti i Paesi anglofoni. È arrivata la traduzione italiana e si sta lavorando alla sua revisione: spero che non si tardi tanto nell’approvarla. Sono anche arrivare le traduzioni in lingua spagnola delle conferenze episcopali del Messico e della Spagna. Anche queste spero non si tardi troppo ad approvarle. Attendiamo che arrivino quelle tedesca, francese, portoghese».

    Si passerà anche in Italia dalla formula della consacrazione che recita «versato per voi e per tutti» a quella che dice «per voi e per molti»?
    «Dopo la lettera del Papa su questo tema, così ragionata e convincente, non credo che cambieranno le cose: sarà “per molti”. Le parole della consacrazione nella santa messa vengono approvate direttamente dal Papa».

    La Costituzione conciliare «Sacrosanctum Concilium» è ancora attuale? È stata attuata?
    «Quella Costituzione è totalmente attuale e ha una ricchezza ammirabile di contenuto. Se di certo quello che è più visibile nel rinnovamento liturgico appare nella riforma liturgica, è anche certo che la verità della liturgia e gli insegnamenti di “Sacrosanctum Concilium” sono entrati sufficientemente, non sono stati calati con la necessaria profondità nella mente e nella vita del popolo di Dio. Per questo abbiamo bisogno di approfondirla maggiormente e così ci sarà una nuova rinascita nella Chiesa, un nuovo vigore per l’evangelizzazione, un grande rinnovamento della Chiesa. Che non sta nel cambiare le forme, ma nell’entrare, per viverla, nell’interiorità della liturgia sacra. Per questo io non parlo di “riforma” ma di approfondimento del rinnovamento liturgico voluto dal Vaticano II».


    fonte: Vatican Insider
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