Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Domande sul Calendario e sulle precedenze liturgiche

  1. #2491
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Salutiamo la II domenica dopo Natale, che ritroveremo soltanto fra tre anni.
    Se debbo essere sincero un po’ mi dispiace il fatto che questa domenica venga celebrata così raramente (e che, anche quando viene celebrata, non sia purtroppo degnata di molta attenzione perché offuscata dalla considerazione di cui – non a torto, sia chiaro – godono le solennità che la precedono e la seguono, nonché oscurata dal carattere vacanziero che ha generalmente il periodo in cui si viene a trovare). È una Liturgia magnifica, una bella espressione di quello che è il vero Mistero del Natale, ossia il Verbo che dal trono del Cielo volle degnarsi di assumere la fragile nostra natura, facendosi carne per noi, per donarci la salvezza.
    «Mandatum novum do vobis, ut diligatis invicem;
    sicut dilexi vos, ut et vos diligatis inviceme»
    (Io. 13, 34).




  2. #2492
    Fedelissimo di CR L'avatar di Verbum Domini
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    È una Liturgia magnifica, una bella espressione di quello che è il vero Mistero del Natale, ossia il Verbo che dal trono del Cielo volle degnarsi di assumere la fragile nostra natura, facendosi carne per noi, per donarci la salvezza.
    Stai descrivendo tutto il tempo del Natale... non vale solo per la II Domenica.
    «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!»

  3. #2493
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    Nel Missale Romanum del 1962 il Battesimo del Signore veniva celebrato il 13 gennaio, a meno che detto giorno coincidesse con la I domenica dopo l'Epifania, festa della Santa Famiglia. In questo caso la festa del Battesimo veniva omessa.
    A parte il fatto che fino al 1955 il Battesimo (ovvero, più correttamente, l'Ottava dell'Epifania, in cui si legge il Vangelo del Battesimo) prevaleva pure sulla domenica, l'introduzione di una festa del Battesimo è postuma, pur leggendosene il suo Vangelo il 13; la tradizione romana celebra nel giorno dell'epifania tre misteri: l'Adorazione dei Magi, il Battesimo di Cristo e il primo miracolo a Cana. Hódie cælésti sponso juncta est Ecclésia, quóniam in Jordáne lavit Christus ejus crímina: currunt cum munéribus Magi ad regáles núptias, et ex aqua facto vino lætantur convívæ, allelúa, cantava l'antifona al Benedictus ("Oggi allo sposo celeste si è congiunta la Chiesa, poiché Cristo ha lavato nel Giordano i di lei peccati: corrono i Magi coi doni alle nozze regali, e gl'invitati si allietano del vino trasformato dall'acqua, alleluja"). Mentre il rito romano pone più enfasi all'adorazione dei Magi, il rito bizantino ne pone molta di più sul Battesimo. Viste le origini siciliani, non mi stupirebbe un'influenza bizantina.

  4. #2494
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Io non ho mai sentito chiamare l'Epifania, "batticimu", ma c'è da considerare che in alcuni paesi la grecità si è conservata molto più a lungo, almeno nel linguaggio. C'è, ad esempio, un'antica preghiera, rilevata dal Pitré a fine '800, che dice, parlando della dignità del sacerdote, "di n'ostia tri parti ni faciti, di chisti una poi la cunsagrati" (dividete in tre parti un'ostia e di queste ne consacrate poi una), che somiglia più all'usanza bizantina che non a quella romana.
    Inoltre fino al XIX secolo i bambini nati il giorno dell'Epifania si chiamavano Tufaniu o Tufania (fra cui anche la famosa Tofana avvelenatrice palermitana), che deriva da Teofania anziché da Epifania.
    Quindi condivido l'ipotesi di Traditio, che il modo di chiamare l'Epifania "batticimu" deriva piuttosto dall'antica tradizione bizantina, considerato anche il fatto che battesimo nel siciliano moderno si dice "vattisimu" o "vattìu" e, quindi, quel termine riportato sopra si è conservato in una forma risalente a chissà quanto tempo fa.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  5. #2495
    Fedelissimo di CR L'avatar di Verbum Domini
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    Buongiorno a tutti!
    Domani alle 15:30 il mio coro dovrà animare una Santa Messa in forma privata dove ci sarà un battesimo di un bambino. La Messa deve essere quella della Feria o quella della Vigilia dell’Epifania?

    I Primi Vespri saranno celebrati dopo il Rosario alle 17:50.

    Preciso che la Messa Rituale del Battesimo non è stata presa in considerazione perché il frate che celebrerà vuole mettere in risalto il giorno del tempo di Natale. (Credo che sia obbligato a farlo ma ci mettono due secondi a fare come vogliono quindi appuntiamo la buona notizia)
    Ultima modifica di Verbum Domini; 04-01-2022 alle 08:24
    «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!»

  6. #2496
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Domani alle 15:30 il mio coro dovrà animare una Santa Messa in forma privata dove ci sarà un battesimo di un bambino. La Messa deve essere quella della Feria o quella della Vigilia dell’Epifania?

    I Primi Vespri saranno celebrati dopo il Rosario alle 17:50.
    Secondo il Messale Romano (p. 53) la Messa Vigiliare si celebra «nelle ore serali, la vigilia della solennità, o prima o dopo i Primi Vespri dell’Epifania». Quindi direi di celebrare quella della feria, giacché, se è vero che il formulario della Vigilia si può usare anche prima dei I Vespri, considerare «ore serali» le 15:30 mi sembra un po’ azzardato, specie se non ve n’è alcuna necessità.

    Citazione Originariamente Scritto da Verbum Domini Visualizza Messaggio
    Preciso che la Messa Rituale del Battesimo non è stata presa in considerazione perché il frate che celebrerà vuole mettere in risalto il giorno del tempo di Natale. (Credo che sia obbligato a farlo ma ci mettono due secondi a fare come vogliono quindi appuntiamo la buona notizia)
    In verità no: nelle ferie del Tempo di Natale le Messe rituali possono essere lecitamente celebrate (cfr. OGMR, 372). Se invece fossimo stati già nella solennità dell’Epifania ovviamente no.

    Più che altro, io m’interrogherei (apro e chiudo una parentesi off-topic) sul fatto stesso di celebrare il Battesimo durante la Messa (rituale o meno) in un giorno differente dalla domenica. È un po’ un grattacapo, anche perché il Rituale si contraddice da solo, dicendo: «In domenica, il Battesimo può essere celebrato anche durante la Messa» (Prænotanda, n. 9) e intitolando il capitolo dedicato Rito del Battesimo durante la Messa domenicale (non genericamente Rito del Battesimo durante la Messa), indicazioni che farebbero pensare che sia escluso il fatto di celebrare il Battesimo infra Missam nei giorni feriali o festivi non domenicali. Poi, però, nel capitolo dedicato al Battesimo durante la Messa domenicale, al n. 170, si legge: «Le letture sono quelle della domenica corrente. In casi particolari, si possono scegliere tra quelle proposte per il Battesimo. (In settimana è sempre possibile scegliere le letture dal Lezionario del Battesimo)», quindi in verità si deduce che la possibilità di celebrare il Battesimo durante la Messa non è vietata; sulla stessa linea si muove il Messale, dicendo: «Di norma, i sacramenti dell’iniziazione cristiana agli adulti sono conferiti nella Veglia Pasquale. Tuttavia, se, per necessità, vengono celebrati fuori della solennità pasquale, si può utilizzare questa Messa con il colore bianco o festivo nei giorni in cui sono consentite le Messe rituali. Questa Messa si può utilizzare, alle stesse condizioni, anche nella celebrazione del Battesimo dei bambini». Quindi non vi è un divieto assoluto di celebrare il Sacramento infra Missam in giorni differenti dalla domenica.


    Citazioni: Messale Romano, Libreria Editrice Vaticana, Dicastero per la Comunicazione, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2020, p. 53; Rito del Battesimo dei Bambini, Libreria Editrice Vaticana, Conferenza Episcopale Italiana, 1985).
    Ultima modifica di Laudato Si’; 04-01-2022 alle 09:18
    «Mandatum novum do vobis, ut diligatis invicem;
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    (Io. 13, 34).




  7. #2497
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbas S:Flaviae Visualizza Messaggio
    Io non ho mai sentito chiamare l'Epifania, "batticimu", ma c'è da considerare che in alcuni paesi la grecità si è conservata molto più a lungo, almeno nel linguaggio. C'è, ad esempio, un'antica preghiera, rilevata dal Pitré a fine '800, che dice, parlando della dignità del sacerdote, "di n'ostia tri parti ni faciti, di chisti una poi la cunsagrati" (dividete in tre parti un'ostia e di queste ne consacrate poi una), che somiglia più all'usanza bizantina che non a quella romana.
    Inoltre fino al XIX secolo i bambini nati il giorno dell'Epifania si chiamavano Tufaniu o Tufania (fra cui anche la famosa Tofana avvelenatrice palermitana), che deriva da Teofania anziché da Epifania.
    Quindi condivido l'ipotesi di Traditio, che il modo di chiamare l'Epifania "batticimu" deriva piuttosto dall'antica tradizione bizantina, considerato anche il fatto che battesimo nel siciliano moderno si dice "vattisimu" o "vattìu" e, quindi, quel termine riportato sopra si è conservato in una forma risalente a chissà quanto tempo fa.
    Domanda: a quale aspetto della liturgia bizantina fai riferimento dicendo che si divide in tre l'ostia? L'ostia (agnello) si spezza in quattro prima della Comunione, ma è già consacrata.
    Secondo me quello è un detto molto "romano", poiché nel rito antico dopo il Pater l'ostia si spezza in tre e una parte si immerge nel calice: tale immersione nel lessico liturgico arcaico è detta consecratio (e infatti la preghiera che il sacerdote dice sottovoce recita: Haec commixtio et consecratio...).

  8. #2498
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    Citazione Originariamente Scritto da Traditio Marciana Visualizza Messaggio
    Domanda: a quale aspetto della liturgia bizantina fai riferimento dicendo che si divide in tre l'ostia? L'ostia (agnello) si spezza in quattro prima della Comunione, ma è già consacrata.
    Secondo me quello è un detto molto "romano", poiché nel rito antico dopo il Pater l'ostia si spezza in tre e una parte si immerge nel calice: tale immersione nel lessico liturgico arcaico è detta consecratio (e infatti la preghiera che il sacerdote dice sottovoce recita: Haec commixtio et consecratio...).
    Nel rito romano si consacra tutta l'ostia mentre nel rito bizantino della prosfora si consacra solo una parte, l'Agnello appunto, la preghiera, infatti, distingue fra parte consacrata e parte non consacrata proprio come nella prosfora (il numero tre non è indicativo in tal senso perché comunque parliamo di preghiere tramandate oralmente per secoli, quindi con il tempo possono aver subito una corruzione).
    In Sicilia la liturgia bizantina è sopravvissuta un po' ovunque ben oltre a quel che si crede, addirittura sino agli inizio del 1600, e la "grecità" ha supportato la cultura siciliana praticamente fino alle porte del XX secolo, quando, fra unificazione dell'Italia, obbligo scolare e altre cose, è stata definitivamente annientata. Per questo, in base alla storia culturale locale penso che quelle parole si riferiscano alla prosfora, e il tre (che è ripetuto tre volte in tre versi consecutivi) penso abbia solo un valore mistico.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  9. #2499
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    Solemnidades que nunca se han trasladado

    Ante todo, reitero mis disculpas porque no sé por qué no veo reflejados aquí los espacios tal y como los coloco desde el celular del cual escribo. Deseo saber si las únicas solemnidades del Calendario universal de las que no hay noticias de que hayan sido trasladadas a una fecha distinta de la que les correspondía son las siguientes: (desde la reforma litúrgica del Concilio Vaticano II)Pascua de Resurrección.Natividad del Señor.Pentecostés.Santísima Trinidad.Cristo Rey.Santa María, Madre de Dios.Antes, hubiera incluido la del Sagrado Corazón de Jesús, pero ya no, en vistas de la extraña concesión para este año, de que sea desplazada por la del Nacimiento del Bautista, allí donde el Precursor sea titular o patrono. Sé que otros han manifestado ya aquí mismo su perplejidad y publicado el enlace de dicha concesión. No incluyo a la Inmaculada Concepción pues sabemos que requiere de la explícita concesión de la Santa Sede para prevalecer ante el Domingo II de Adviento cuando coincide con él.Todas las demás solemnidades han sido o pueden ser trasladadas por diversas circunstancias.

  10. #2500
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    Citazione Originariamente Scritto da Liturgia Católica Visualizza Messaggio
    Ante todo, reitero mis disculpas porque no sé por qué no veo reflejados aquí los espacios tal y como los coloco desde el celular del cual escribo. Deseo saber si las únicas solemnidades del Calendario universal de las que no hay noticias de que hayan sido trasladadas a una fecha distinta de la que les correspondía son las siguientes: (desde la reforma litúrgica del Concilio Vaticano II)Pascua de Resurrección.Natividad del Señor.Pentecostés.Santísima Trinidad.Cristo Rey.Santa María, Madre de Dios.Antes, hubiera incluido la del Sagrado Corazón de Jesús, pero ya no, en vistas de la extraña concesión para este año, de que sea desplazada por la del Nacimiento del Bautista, allí donde el Precursor sea titular o patrono. Sé que otros han manifestado ya aquí mismo su perplejidad y publicado el enlace de dicha concesión. No incluyo a la Inmaculada Concepción pues sabemos que requiere de la explícita concesión de la Santa Sede para prevalecer ante el Domingo II de Adviento cuando coincide con él.Todas las demás solemnidades han sido o pueden ser trasladadas por diversas circunstancias.
    Ciao! Si, sono queste le Solennità che non sono mai spostate, e ne comprendiamo la ragione abbastanza immediata, anche se diversa:
    1. Pasqua (con il suo triduo e l'Ottava) e Natale (nella sua peculiare Ottava con le celebrazioni dei santi) sono Solennità a giorno "fisso", a loro proprio modo, intorno alle quali si costruisce in un certo senso l'Anno Liturgico. Addirittura all'Epifania cantiamo (speriamo...) "dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi" (lasciando stare la simpatica boutade sulla I Domenica di Avvento). Quindi anche se oggi i calendari permettono di costruire il calendario Liturgico tramite la matematica, tutto parte dalla Pasqua. Natale di riflesso, come giorno fisso, ma per la stessa motivazione, come mistero cardine della nostra fede. Di fatto, il secondo mistero della nostra fede, per il Catechismo, è: "Incarnazione, passione morte e risurrezione del Signore".

    2. Santa Maria Madre di Dio, Pentecoste, Trinità e Cristo Re sono a giorni fissi perchè sono domeniche (le ultime tre) e una solennità (la prima) che fanno proprio parte del Calendario derivante dalla Pasqua e dal Natale. Non sono nominate correttamente l'Ascensione (che si celebra il 40° giorno...variamente interpretato, diciamo così) e la Solennità del SS. Corpo e Sangue di Gesù, anche esso posto di domenica dopo la Trinità ma che viene celebrato correttamente il giovedì che precede la II Domenica dopo Pentecoste.

    Per l'Assunzione e l'Immacolata ci vuole l'indulto, che viene praticamente sempre concesso per la devozione della gente (si spera, almeno, che ad alcuni indulti ci sia questa base e non il desiderio di non perdere tempo a spiegare, vivo in un mondo utopico?).

    Per riassumere: non si sposta mai e poi mai Pasqua con il suo Triduo (che dovremmo iniziare a riconsiderare unica Solennità come unica Celebrazione!!) e per estensione la Settimana Santa, e il Natale per il loro essere cardine, appunto muovono l'Anno Liturgico. La Pasqua con il Suo Triduo da il tempo di esecuzione, per usare una metafora musicale: il direttore Cristo dirige in chiave e tempo di Pasqua tutto l'Anno Liturgico.

    Le altre solennità citate, perché derivanti direttamente da quelle assolutamente fisse. Questo ovviamente nel Rito Romano.
    Dirige nos, Domine, ad augusta per angusta, sic itur ad astra excelsior!

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