Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 15 di 15 PrimaPrima ... 5131415
Risultati da 141 a 146 di 146

Discussione: L'eutanasia in Europa e nel mondo

  1. #141
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
    Data Registrazione
    Jan 2020
    Località
    Bergamo.
    Messaggi
    19,768
    “La vita è un diritto, non la morte”
    Una riflessione dell'area Famiglia e Vita del Dicastero


    Pubblichiamo una riflessione dell'area Famiglia e Vita del nostro Dicastero sul valore inviolabile della vita umana in relazione alle situazioni di fine vita, a partire dal Magistero più recente di papa Francesco.

    «Domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello» (Gn 9, 5). La vita di ognuno di noi è una questione che riguarda tutti: una domanda che non si può eludere perché è posta da Dio stesso nel patto di alleanza con l’uomo. Prendersi cura, avere a cuore la vita di chi ci sta accanto non è una scelta di pochi, ma il compito di ciascuno, la responsabilità comune con la quale dobbiamo fare i conti nella società degli uomini e, alla fin fine, di fronte al Mistero da cui proveniamo e a cui siamo destinati.

    Siamo entrati nel mondo attraverso una famiglia genitoriale che per prima si è presa cura di noi, ma restiamo al mondo in una “famiglia sociale” in cui ciascuno è padre e madre, fratello e sorella nella vita quotidiana. Una vita concreta che è condivisione di spazi fisici, relazioni, affetti, amicizia, pensieri, progetti e interessi. La cura è un’esigenza della condivisione della vita e la condivisione della vita nasce dalla cura che di essa abbiamo. Senza cura della vita nostra e degli altri resta solo l’estraneità: la misera condizione di essere reciprocamente “stranieri”.

    Nascere e morire come “stranieri della vita” è ciò che di più triste l’uomo possa sperimentare sulla terra. Il primo diritto di cittadinanza è quello alla “cittadinanza umana”, a partecipare della comunità degli uomini e delle donne che si riconoscono l’un l’altro la vita come un bene per sé e per tutti da custodire, promuovere e tutelare. E un bene riconosciuto e condiviso è sempre un diritto inalienabile.

    La morte è parte della vita terrena e porta della vita eterna. Se ci accomuna la vita nel tempo, non ci è estranea quella nell’eternità. Prenderci cura dell’ultimo tratto di strada sulla terra, quello che ci avvicina all’ingresso nell’altra vita, è un dovere verso di noi e verso gli altri. Un dovere comune che nasce dal primo tra i beni comuni che è la vita.

    Recentemente, Papa Francesco ha ricordato che «la vita è un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata. E questo principio etico riguarda tutti, non solo i cristiani o i credenti» (Udienza generale, 9 febbraio 2022). Non si tratta di rivendicare nella società e tra gli ordinamenti giuridici lo spazio di una norma morale che ha il suo fondamento nella Parola di Dio ed è stata incessantemente affermata nella storia della Chiesa, ma di riconoscere una evidenza etica accessibile alla ragione pratica, che percepisce il bene della vita della persona come un bene comune, sempre. La “carta della cittadinanza umana” – incisa nella coscienza civile di tutti, credenti e non credenti – contempla l’accoglienza della morte propria e altrui, ma esclude che essa possa venire in alcun modo provocata, accelerata o prolungata.

    Le parole di Francesco richiamano quelle del suo predecessore San Giovanni Paolo II, che scriveva: «La questione della vita e della sua difesa e promozione non è prerogativa dei soli cristiani. Anche se dalla fede riceve luce e forza straordinarie, essa appartiene ad ogni coscienza umana che aspira alla verità ed è attenta e pensosa per le sorti dell'umanità. Nella vita c'è sicuramente un valore sacro e religioso, ma in nessun modo esso interpella solo i credenti: si tratta, infatti, di un valore che ogni essere umano può cogliere anche alla luce della ragione e che perciò riguarda necessariamente tutti» (Lettera enciclica Evangelium vitae, n. 101).

    Se la strada delle “cure palliative” appare essere una soluzione buona e desiderabile per sollevare dal dolore la vita dei malati che non possono essere guariti con gli attuali protocolli terapeutici o di coloro che vedono avvicinarsi il termine della loro vita terrena, occorre sciogliere un equivoco, che rischia di veicolare attraverso l’aiuto a morire serenamente uno scivolamento verso la “somministrazione della morte”. È ancora il Santo Padre a sottolineare questo pericolo. «Quella frase del popolo fedele di Dio, della gente semplice: “Lascialo morire in pace”, “aiutalo a morire in pace”: quanta saggezza! […] Dobbiamo però stare attenti a non confondere questo aiuto con derive anch’esse inaccettabili che portano a uccidere. Dobbiamo accompagnare alla morte, ma non provocare la morte o aiutare qualsiasi forma di suicidio» (Udienza generale, 9 febbraio 2022).

    Il suicidio medicalmente assistito e l’eutanasia non sono forme di solidarietà sociale né di carità cristiana e la loro promozione non costituisce una diffusione della cultura della cura sanitaria o della pietà umana. Altre sono le strade della medicina degli inguaribili e del farsi prossimo ai sofferenti e ai morenti. Come quella che da Gerusalemme scende a Gerico, percorsa dal samaritano che si prese cura dell’uomo ferito, non abbandonandolo al suo destino di morte, ma standogli accanto e lenendo il dolore delle sue ferite per come era possibile. Si può sempre accompagnare qualcuno verso la mèta ultima della sua vita, con discrezione e amore, come tante famiglie, amici, medici e infermieri hanno saputo fare in passato e continuano a fare oggi. Senza strumenti di morte, ma con la scienza e la sapienza della vita.


    (Fonte, dal sito del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.
    Citazione biblica:
    La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2008.
    Altre citazioni: © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana).
    «Infine, il Mio Cuore Immacolato trionferà».
    (Memorie di Suor Lucia).




  2. #142
    CierRino
    Data Registrazione
    Nov 2016
    Località
    Italia
    Età
    27
    Messaggi
    5,956
    Il referendum non era costituzionalmente ammissibile, in quanto la norma, se abrogata, avrebbe portato ad un buco normativo in contrasto con la tutela alla vita nella Costituzione, dato che legittimava qualsiasi omicidio del consenziente. Il fatto che un simile referendum, formulato malissimo, avesse ricevuto 1,2 milioni di firme è per me la migliore dimostrazione di quanto lo strumento dei referendum sia assolutamente sbagliato, d'altronde per me un esempio palese è la vicenda del nucleare. Vince non l'opinione informata, ma l'ideologia del momento. Per fortuna che non abbiamo il referendum propositivo come in altri stati...
    Se ho parlato male, dimostra dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?

  3. #143
    Moderatore L'avatar di Carbonate
    Data Registrazione
    Nov 2010
    Località
    Carbonate
    Messaggi
    8,696
    Citazione Originariamente Scritto da Messa Visualizza Messaggio
    Il referendum non era costituzionalmente ammissibile, in quanto la norma, se abrogata, avrebbe portato ad un buco normativo in contrasto con la tutela alla vita nella Costituzione, dato che legittimava qualsiasi omicidio del consenziente. Il fatto che un simile referendum, formulato malissimo, avesse ricevuto 1,2 milioni di firme è per me la migliore dimostrazione di quanto lo strumento dei referendum sia assolutamente sbagliato, d'altronde per me un esempio palese è la vicenda del nucleare. Vince non l'opinione informata, ma l'ideologia del momento. Per fortuna che non abbiamo il referendum propositivo come in altri stati...
    L'istituto del referendum popolare è un grande strumento che però, per non essere svilito, deve essere usato nei modi e nelle forme opportune. Non siamo più ad Atene: le democrazie moderne si sono tutte evolute - per mille motivazioni, tra cui anche quella della praticità... - in sistemi rappresentativi, e quando io cittadino eleggo un mio rappresentante lui ha non solo il diritto ma prima di tutto il dovere di fare tutte le scelte politiche previste dal mandato che gli ho affidato. La corsa ad invocare il referendum su qualsiasi cosa è demagogia mascherata dietro il paravento della democrazia diretta: rappresentanti eletti che non vogliono assumersi la responsabilità di scegliere (perché poi ogni cinque anni si torna al redde rationem del voto...) e quindi si rifanno ai cittadini... ma allora che rappresentanti sono?

    Con questo modo di pensare, nei settanta anni di Repubblica abbiamo fatto dei referendum improponibili.

    Quello che giustamente citi, che portò alla fine dell'energia nucleare in Italia, è uno tra i massimi esempi: il nucleare non è mai nella vita una materia da sottoporre a referendum popolare! Meno che mai subito dopo l'incidente di Chernobyl, perché era ovvio che - su un argomento strategico che riguardava l'economia e le politiche energetiche del paese per i decenni a venire - soprattutto in quel momento la stragrande maggioranza dei cittadini avrebbe votato solo di pancia, senza analizzare le conseguenze a medio e lungo termine dell'una o dell'altra scelta e senza avere, nella maggior parte dei casi, le competenze adeguate per scegliere. Quanti sapevano che cos'è la fissione nucleare? Quanti sapevano come si produce energia dall'atomo e come funziona un reattore? Quanti sapevano che le cause dell'incidente di Chernobyl non sono in una pericolosità intrinseca dell'energia nucleare, come è stato subdolamente fatto passare nell'opinione pubblica, ma in un difetto di progettazione di quella tipologia di reattore, che insieme all'imprudenza dei tecnici addetti alla centrale - che per motivi politici non erano nemmeno stati messi a conoscenza dell'esistenza di quel difetto -, e al tentativo del regime sovietico di nascondere le responsabilità ha prima prodotto e poi amplificato il disastro?

  4. #144
    Moderatrice L'avatar di AntonellaB
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Torino
    Messaggi
    8,375
    Citazione Originariamente Scritto da Messa Visualizza Messaggio
    Il referendum non era costituzionalmente ammissibile, in quanto la norma, se abrogata, avrebbe portato ad un buco normativo in contrasto con la tutela alla vita nella Costituzione, dato che legittimava qualsiasi omicidio del consenziente. Il fatto che un simile referendum, formulato malissimo, avesse ricevuto 1,2 milioni di firme è per me la migliore dimostrazione di quanto lo strumento dei referendum sia assolutamente sbagliato, d'altronde per me un esempio palese è la vicenda del nucleare. Vince non l'opinione informata, ma l'ideologia del momento. Per fortuna che non abbiamo il referendum propositivo come in altri stati...
    Le firme depositate per il referendum sono state circa 600.000( un milione e 200 quelle raccolte) .Era un "referendum imbroglio", poiché si chiedeva al popolo di firmare a favore dell'eutanasia, portando i soliti casi pietosi, ma in realtà ciò non è possibile poiché il referendum per sua natura è solo abrogativo. In sostanza veniva chiesta la depenalizzazione per chi attua l'omicidio del consenziente. Una follia che avrebbe aperto possibilità imprevedibili.
    Finchè....non ritorni....il Signore!

  5. #145
    CierRino
    Data Registrazione
    Nov 2016
    Località
    Italia
    Età
    27
    Messaggi
    5,956
    I media sono concentrati sulla crisi ucraina, però ieri è passata alla Camera un disegno di legge sul suicidio assistito. Non si tratta di eutanasia ma comunque di qualcosa eticamente riprovevole.
    Se ho parlato male, dimostra dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?

  6. #146

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>