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Discussione: L'accusa di teofagia e cannibalismo nel sacramento della Eucarestia

  1. #1
    Nuovo iscritto L'avatar di Flx
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    L'accusa di teofagia e cannibalismo nel sacramento della Eucarestia

    Ciao a tutti.
    Ho notato che l'accusa di cannibalismo - più propriamente di teofagia - rivolta ai Cristiani che celebrano l'Eurcaristia è tanto vecchia quanto sempre d'attualità. Ho effettuato una ricerca nel forum, ma non sono riuscito a trovare un granché in proposito, per cui ho deciso di aprire questa discussione sperando di poter affrontare con voi il tema della transustanziazione e le accuse di teofagia.
    Grazie.
    Ultima modifica di Ismael; 13-04-2011 alle 22:21 Motivo: modificato il titolo per renderlo più compensivo sugli argomenti trattati
    Felix

  2. #2
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Citazione Originariamente Scritto da Flx Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti.
    Ho notato che l'accusa di cannibalismo - più propriamente di teofagia - rivolta ai Cristiani che celebrano l'Eurcaristia è tanto vecchia quanto sempre d'attualità. Ho effettuato una ricerca nel forum, ma non sono riuscito a trovare un granché in proposito, per cui ho deciso di aprire questa discussione sperando di poter affrontare con voi il tema della transustanziazione e le accuse di teofagia.
    Grazie.

    Vecchia sì... di attualità: no.

    O meglio ci sono sempre quei quattro che la ripropongono.
    È però una accusa assurda di chi non conosce niente della teologia dell'Eucarestia.

    Ovviamente molti cattolici non sanno spiegare propriamente la teologia della Eucarestia (ala fine uno uò avere solo le basi spesso, non siamo tutti teologi o filosofi, ne tutti hanno il tempo o la capacità di esserlo), ma grande è comunque la colpa degli accusatori, i quali accusano senza informarsi propriamente (poichè è chi accusa qualcuno di una colpa o di un atto che deve portare prove a sostenere che la sua accusa è valida)

    -----------------------------

    Andiamo per punti.

    1- Se è cannibalismo, non è teofagia, cannibalismo è la consumazione della carne di un essere della stessa specie. Noi non siamo Dio, ne dei, ne la stessa 'specie di Dio'... quindi o è teofagia o è cannibalismo, si scelga.

    2- Per la stessa natura di Dio (e quindi Cristo) la teofagia è impossibile: non si può consumare Dio, essendo egli eterno. Quando noi consumiamo l'eucarestia non 'mangiamo Dio'.
    (Al massimo la 'teofagia' è possibile solo con il concetto di un dio pagano, come nel mito dove il Titano Crono mangia gli dei nati dall'unione tra lui e Rea)

    3- Nell'eucarestia noi non consumiamo Cristo ma è Cristo che 'assimila noi' portandoci in comunione con la sua divinità attraverso la sua umanità, si può dire. Questo è l'argomento più semplice e senza bisogno di concetti filosofici e teologici complessi. Non è la risposta più perfetta, ma è vera ed esclude la possibilità di cannibalismo, che è consumare la carne di un essere umano. Cristo non si consuma mai.

    Per una risposta più ampia:

    4- Uno potrebbe argomentare che dato che 'Mangiamo la vera Carne e Sangue di Cristo, vero Dio e vero Uomo', commettiamo cannibalismo. Questo però è errato.

    Il cannibalismo è quando un individuo fisicamente mangia la carne umana di un altro corpo. Qui l'altro essere, uomo, viene 'diminuito' e 'consumato'.
    Cattolico o no, le parole in Giovanni 6 suonano inesorabilmente cannibali, ovviamente e non per niente i discepoli ne rimasero scandalizzati. Gesù però non li richiamò (quando questi se ne andarono, tranne i 12) affermando che parlava metaforicamente, dato che intendeva davvero la Sua carne e sangue. Anche se non esattamente come compresero i discepoli shocckati.

    Durante la Eucarestia è chiaro che il cattolico non stia facendo qualcosa da cannibali.

    Sarebbe stato il cannibalismo è se un discepolo di duemila anni fa aveva tentato letteralmente di mangiare Gesù da parte di affondare i denti nel braccio. Ora che il nostro Signore è in cielo con un corpo glorificato ed eterno e reso presente sotto le specie del pane nell'Eucaristia, il cannibalismo non è possibile.


    5 - Quano consumiamo l'Eucarestia mangiamo gli 'accidenti' (ciò che percepiamo coi sensi) il pane ed il vino, ma la 'sostanza' (ciò che qualcosa propriamente È) è il carne ed il sangue di Cristo, ma non solo, anche la sua divinità e anima, poichè le sue due nature sono inscindibili. La sua presenza è quindi reale ed è una presenza sacramentale.

    Ora uno potrebbre riavviare l'idea del cannibalismo o teofagia ma NON è così.

    Nella Eucarestia noi non 'consumiamo Cristo'. Cristo non è diminuto nel suo corpo o nella sua anima o nella sua divinità, mentre se mangiamo un altro uomo, chiaramente lo diminuiamo e lo consumiamo e lo trasformiamo in 'noi' (nostre cellule) e feci.

    L'atto del cibarsi, del mangiare e bere, nella Eucarestia invece diventa atto di Comunione. Noi non possiamo diminuire o consumare Cristo, ne lo 'assimiliamo in noi' come facciamo con i cibi normali, anzi è Cristo ad assimilare noi, a metterci in comunione, anche se non con la stessa perfezione della beatitudine del paradiso, alla sua divinità.


    In conclusione:

    Mangiamo davvero la "Carne e Sangue di Cristo"... ma questo 'mangiare' non è lo stesso 'mangiare' normale.
    Accidentalmente mangiamo (nel senso comune della parola) gli accidenti del pane e del vino, Sostanzialmente mangiamo la Carne di Cristo... ma è un cibo spirituale non materiale.


    Inoltre la presenza di Cristo nella Eucarestia è REALE, ma più che semplicemente fisica o spirituale o simbolica la sua presenza è propriamente sacramentale, come ho detto anche sopra, il catechismo spiega:

    Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristiche è unico. Esso pone l'Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne fa « quasi il coronamento della vita spirituale e il fine al quale tendono tutti i sacramenti ». Nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l'anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero. « Tale presenza si dice "reale" non per esclusione, quasi che le altre non siano "reali", ma per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente ».
    Lo stesso S. Ambrogio, nel IV secolo afferma (dal CCC 1375)
    Dobbiamo essere convinti che « non si tratta dell'elemento formato dalla natura, ma della sostanza prodotta dalla formula della consacrazione, ed è maggiore l'efficacia della consacrazione di quella della natura, perché, per l'effetto della consacrazione, la stessa natura viene trasformata ».

    « La parola di Cristo, che poté creare dal nulla ciò che non esisteva, non può trasformare in una sostanza diversa ciò che esiste? Non è minore impresa dare una nuova natura alle cose che trasformarla ».

    Mentre il cannibalismo richiede la consumazione della presenza fisica* della carne di un uomo, questo non corrisponde alla 'presenza sacramentale' (altrettanto reale!) di Cristo.


    **Per 'fisica' intendo più che altro quello che Tommaso d'Aquino definisce con 'accidenti' ovvero ciò che i sensi (e quindi una investigazione scientifica) possono rivelare. 'Fisicamente' quindi il pane è pane (non si vede altro al microscopio) sostanzialmente e sacramentalmente è Cristo.


    Spero di esere stato chiaro, il discorso è un po' tecnico, lo so.
    Ultima modifica di Ismael; 13-04-2011 alle 22:33
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

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