Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: La Cappella Sistina del Palazzo Apostolico Vaticano

  1. #1
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    La Cappella Sistina del Palazzo Apostolico Vaticano

    La Cappella Sistina non è solo uno dei tesori più belli della Città del Vaticano, ma è anche un luogo che innalza l'anima a Dio (non a caso è in questo luogo che si svolge il Conclave). Venne costruita tra il 1475 e il 1481 all'epoca di papa Sisto IV della Rovere, da cui prese il nome.
    La Cappella è nota in tutto il mondo per il grandioso affresco del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti, tuttavia in essa lavorarono anche altri grandi artisti: tra i più famosi abbiamo Botticelli, Perugino, Ghirlandaio, Pinturicchio ed altri.

    La Cappella Sistina prima che Michelangelo cominciasse gli affreschi della volta



    Il programma generale della decorazione pittorica della cappella fu articolato su tre registri dal basso verso l'alto: lo zoccolo con finti arazzi, il secondo ordine con scene del Vecchio Testamento (scene della vita di Mosè) e del Nuovo testamento (scene della vita di Cristo) e infine l'ordine più alto con la rappresentazione di pontefici martirizzati.
    Prima dell'intervento di Michelangelo, dunque, erano già pronti gli affreschi raffigurante la vita di Mosè sulla sinistra (SUB LEGE) e quelli raffiguranti la vita di Gesù (SUB GRATIA) sulla destra.
    Finalmente nel 1508, michelangelo, dopo lunghe trattative con Giulio II della Rovere cominciò ad affrescare gli oltre 1000 MQ della volta con scene prese dal Libro della Genesi (ANTE LEGEM). Dopo 30 anni, Michelangelo tornò a lavorare nella cappella e dipinse, sulla parete di fondo di 200 MQ circa, ottenuta chiudendo due finestroni ed eliminando i precedenti affreschi del Perugino, il Giudizio Universale. Quindi, possiamo tranquillamente dire che nella Cappella Sistina è sintetizzata l'intera storia della salvezza, non a caso è stata definita, anche da mons Piero Marini, Biblia pauperum.
    Voglio svegliare l'aurora!

  2. #2
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    Veniamo agli affreschi (ovviamente non tutti, non ne sarei in grado)



    Perugino, Consegna delle Chiavi (1481/1482)

    Le figure principali sono in primo piano, vuoti e pieni si alternano in modo da non fare ressa: il fatto storico del mandato di Pietro, che è anche una verità di fede, non va raccontato, ma dimostrato, perciò deve essere chiaro. Dietro le figure lo spazio è una un'immensa spianata marmorea: è uno spazio certo e unitario come il tempo del fatto. Il paesaggio: tempio e archi, simmetricamente disposti sul fondo, hanno un significato ideolodico (stanno per la Chiesa, la Legge, l'Antico). L'applicazione della prospettiva centrale dà a Perugino la possibilità di oraganizzare la composizione su piani paralleli. La simmetria concorre a guidare l'attenzione dell'osservatore sulla scena centrale. Il tutto è studiato per sottolineare la solennità del momento rappresentato e per concentrare l'osservatore attento sui veri protagonisti della scena.
    Voglio svegliare l'aurora!

  3. #3
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    Bernardino di Betto, il PINTURICCHIO, Viaggio di Mosè.
    In questo affresco si può notare come il Pinturicchio si rifaccia al Perugino, infatti, lavorarono insieme a Roma nella Cappella Sistina. E' anche vero, però, che i Pinturicchio ha uno stile più vario e più duttile (capace di raccogliere e mettere a profitto tutti i suggerimenti). Come il Perugino, schiera le grandi figure in primo piano; con altri gruppi di persone più lontani suggerisce la distanza; identifica il bello con il tipico, tanto nei personaggi quanto nelle piante. Comunque le persone formano gruppi più mossi, rispetto a quelle dell'opera presa prima in considerazione; al centro, isolata e solenne, abbiamo la figura dell'Angelo. Viene meno l'unità del tempo e del luogo, che, invece, ritroviamo in Perugino: nello stesso affresco sono raffigurati due momenti della vita di Mosè (qui si vede l'influsso del Botticelli).La storia narrata nell'affresco mostra la partenza di Mosè (vestito di giallo e verde) per l'Egitto dopo l'esilio nella terra di Madian. Al centro un angelo lo ferma chiedendogli di circoncidere il suo secondo figlio, Eliezer (scena a destra), come segno fisico dell'Alleanza stipulata da Dio con la stirpe di Abramo. Della cerimonia si occupa la madre Zippora.
    La scena del Viaggio di Mosè in Egitto è in parallelo con il Battesimo di Gesù sul lato opposto. C'è infatti un preciso parallelismo tra le cerimonie dellacirconcisione e del battesimo rispettivamente nel mondo ebraico e cristiano, sottintendendo anche la dimensione più profonda e spirirtuale del secondo. In tale senso il battesimo, come scritto anche da molti Padri della Chiesa, è una sorta di "circoncisione spirituale" per i fanciulli.
    Voglio svegliare l'aurora!

  4. #4
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    Sandro Botticelli, Punizione dei ribelli.

    Il dipinto raffigura la punizione che i sacerdoti ebrei, che mettevano in discussione l'autorità di Aronne e Mosè, subirono: vennero inghiottiti e divorati dal fuoco (il popolo di Dio non cambia mai). Sulla parete opposta a questo dipinto abbiamo l'affresco del Perugino in cui Cristo consegna a Pietro le chiavi, possiamo, perciò notare un forte parallelismo tra i due episodi e una forte allegoria dell'autorità di Pietro e dei suoi successori e dell'obbedienza che si deve portare nei confronti del papa. Mosè rappresenta i poteri civili, Aronne quelli religiosi, che da Cristo vennero uniti nella figura di Pietro.
    Anche qui abbiamo tre momenti diversi raffigurati in un'unica opera: a destra Mosè che viene salvato da Giosuè, al centro Mosè che alza il bastone e la punizione si abbatte sui ribelli ed infine a sinistra abbiamo la terra che si apre per inghiottire i peccatori.
    In realtà la tecnica di rappresentare varie scene in un'unica opera è più vecchia della Cappella Sistina, infatti, già Masaccio nel Tributo della Moneta (1424/1428) raffigura contemporaneamente tre momenti diversi in un unico affresco.
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  5. #5
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    Passiamo alla volta, che Michelangelo cominciò ad affrescare nel 1508.


    Michelangelo accettò conto voglia, come sappiamo, l'incarico di affrescare la volta della Cappella Sisitina, infatti, non dobbiamo dimenticare che M. era uno scultore e non un pittore (anche se, secondo me, rimarrà scultore anche nel dipingere la volta). Comunque, fu lo stesso Michelangelo a sostituire il progetto affidatogli con un altro molto più complesso sia da un punto di vista pittorico, ma anche da un punto di vista tematico. I profeti e le sibille sembrano prolungare le pareti, si ha una spinta verso l'alto. Il cielo determina lo spazio architettonico, ma il cielo qui rappresentato non è lo spazio infinito oltre l'orizzonte terreno, è una costruzione dottrinale, il luogo ideale della genesi delle idee e del principio della storia: è Dio. Nel dipingere la volta, Michelangelo comincia dalla Ebrezza di Noè per giungere all'immagine solitaria dell'Essere supremo, segue un ordine ideale: il divino appare prima abbozzato nella figura imperfetta dell'uomo imprigionato nel corpo per poi rivelarsi pienamente nella sua BELLEZZA.
    Prendiamo ora in considerazione il concetto di natura per Michelangelo: la natura è avversa, come nel Diluvio, o è insidiosa, come nella scena del Peccao Originale. La creazione stessa è un atto vilento e lacerante: Dio separa la luce dalle tenebre, la terra dall'acqua.
    Dio dà all'uomo la forza ed il potere di dominare sul creato (come diceva Marsilio Ficino, l'uomo, essendo libero può decidere cosa essere).
    Voglio svegliare l'aurora!

  6. #6
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    La creazione di Adamo
    L'uomo senza Dio è polvere mescolata ad acqua, è un fantoccio. E' Dio che anima e vivifica. Michelangelo sottoline questo concetto rappresentando la mano dell'uomo come una mano stanca, che si protende verso il Divino, ma non lo raggiunge, è Dio che viene incontro all'uomo fragile creatura. Il primo passo è sempre quello di Dio, come dice san Giovanni, è Lui che ci ha amati per primi, non siamo noi a scegliere Lui, ma è Lui che scegli noi.
    L'uomo a volte è schiavo delle proprie passioni (Adamo è ben saldo sulla terra), ma con Dio l'uomo può elevarsi, spetta però a noi scegliere cosa fare.
    Il Peccato deturpa l'uomo e lo trascina in basso.
    L'uomo prima di allontanarsi da Dio rifulge nella sua bellezza, il peccato, allontanandoci da Dio, ci rende brutti:
    Voglio svegliare l'aurora!

  7. #7
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    Il giudizio universale: ricapitolazione della storia




    "Ricapitolare in Cristo tutte le cose" (Ef. 1 , 10)
    Scrive Benedetto XVI:
    "Il «mistero della volontà» divina ha un centro che è destinato a coordinare tutto l’essere e tutta la storia conducendoli alla pienezza voluta da Dio: è «il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose» (Ef 1,10).
    In questo «disegno», in greco oikonomia, ossia in questo piano armonico dell’architettura dell’essere e dell’esistere, si leva Cristo capo del corpo della Chiesa, ma anche asse che ricapitola in sé «tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra».
    La dispersione e il limite vengono superati e si configura quella «pienezza» che è la vera meta del progetto che la volontà divina aveva prestabilito fin dalle origini."
    E' la fine del Tempo, il Signore della Storia viene con gloria e con potenza: tutti lo vedono anche coloro che lo trafissero (Apocalisse 1, 7). I segni della Passione (in alto a destra e a sinistra) vengono vittoriosamente portati e ostentati dagli Angeli. Il Signore con un gesto solenne sta per dare il via ad un meraviglioso e tremendo concerto. ll suo gesto, imperioso e pacato, sembra al tempo stesso richiamare l'attenzione e placare l'agitazione circostante: esso dà avvio alla fine dei tempi e, da un punto di vista iconografico, all'ampio e lento movimento rotatorio in cui sono coinvolte tutte le figure. Ma può anche essere letto come un gesto minaccioso, sottolineato dal volto concentrato (sebbene impassibile, che non mostra ira o furore), come rilevò anche Vasari: «èvvi Cristo il quale sedendo con la faccia orribile e fiera ai dannati si volge maledicendoli».Tutto è sospeso, si aspetta solo che Lui dia il via. In questo tripudio di corpi spicca il Cristo per la sua imponenza: giudice, nudo ed atletico (san Paolo aveva paragonato la fede ad una battaglia), si erge vittorioso, è l'immagine della suprema giustizia, che neppure la pietà o la misericordia, rappresentata dalla Madonna implorante, può temperare. Come canta la Chiesa; Cristo è attorniato e acclamato dai Santi e dai Martiri: Michelangelo li dispona come se fossere una corona di fiori, tutti attorno al Maestro. Possiamo riconoscere Pietro nell'atto di restituire al Maestro le Chiavi del Regno, che un tempo gli erano state affidate; possiamo riconoscere riconoscere il Battista con la pelle di cammello, accanto all'apostolo Andrea; ai piedi di Maria c'è il diacono Lorenzo che con la graticola indica una donna, dietro di lui, santa Lucia; ai piedi del Cristo c'è Bartolomeo che, rivestito di una nuova pelle, mostra cosa ha dovuto subire per amore della Chiesa e di Gesù. Insomma, il Cristo è circondato dalla sua mistica Sposa, la Chiesa. Tutti i santi sono dotati di una muscolatura sviluppatissima: è la forza della fede che li ha resi dei veri guerrieri.
    Più giù abbiamo gli angeli che suonano le trombe al cui suono i sepolcri si aprono: è la resurrezione della carne. Si consuma la battaglia finale: i giusti vedranno Dio, gli empi andranno dove c'è pianto e stridore di denti. I dannati, che portano sulla carne i segni del male, vengono torturati da Caronte e la loro sorte è decisa da Minosse, la morte, sconfitta per sempre, si rifugia in una caverna. il tormento dei dannati avviene per contappasso: si veda il lussurioso che viene afferrato per i testicoli e portato in basso.
    E' difficile immaginare che il giusizio universale si potrà verificare diversamente da come ce lo ha descritto Michelangelo! Molti hanno visto in quest'opera caos e disordine, che preannunciano i tempi della Riforma di Lutero, secondo me non è così: è possibile vedere come l'ordine e l'armonia avvolga tutte le cose, il Cristo parla e ciò che dice avviene. Nessuno può opporsi è lui il Signore, il vero Giona, che è stato nel ventre della terra per tre giorni e poi è risorto.
    In questo contesto si riuniranno nei prossimi giorni i cardinali ed eleggeranno il successore del Beato Apostolo Pietro.
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  8. #8
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    Vocazione degli Apostoli, Ghirlandaio.
    Anche in quest'opera è possibile vedere l'influsso del Masaccio. La scena della Vocazione si divide tra primo piano e sfondo. Al centro di un lago in un'ampia vallata montuosa, i pescatori Simon Pietro e Andrea (sulla sinistra) sono chiamati da Gesù, sulla riva. Poco dopo i due sono dietro al Cristo che dalla riva opposta (sulla destra) sta chiamando a sé Giacomo e Giovanni, intenti a rammendare le reti sulla barca del padre Zebedeo al centro della scena.
    In primo piano ci sono Pietro (vestito di giallo) e Andrea ( vestito di verde), inginocchiati, che ricevono la benedizione del Cristo. Sempre in primo piano, abbiamo una grande folla, tutti contemporanei del Ghirlandaio (come dimostrano i vestiti che indossano).
    Il paesaggio
    Il paesaggio lacustre si perde in lontananza sfumando per effetto della foschia e della luce dell'alba, alte e ripide montagne piantano le loro radici nell'acqua del lago. Più vicini allo spettatore, immediatamente dietro ai personaggi in primo piano ci sono in entrambi i lati due costoni di roccia, dietro i quali si vedono chiese, torri e castelli (a destra c'è Firenze con il Battistero di San Giovanni e palazzo Vecchio; a sinistra abbiamo un paesaggio nordico).
    L'opera, ovviamente, è di eccellente fattura: i colori sono vivaci, le epidermidi dei personaggi sono delicate e molto realistiche. In quest'opera l'abilità ritrattistica del Chirlandaio ha raggiunto il vertice, i personaggi sono, infatti, connotati di un forte realismo.
    Voglio svegliare l'aurora!

  9. #9
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    Tentazioni di Cristo, Sandro Botticelli
    L'opera, come dice anche l'iscrizione sopra l'affresco (TEMPTATIO IESU CHRISTI LATORIS EVANGELICAE LEGIS), dovrebbe raffigurare le tentazioni di Gesù, tuttavia, queste occupano un ruolo marginale, infatti, le troviamo sullo sfondo. In primo piano, invece, abbiamo il sacrificio che offre il lebbroso guarito. Prendiamo in considerazione le tentazioni: in alto a sinistra Cristo incontra il demonio, sotto le sembianze di un eremita, che gli sollecita un miracolo allo scopo di tentarlo, al centro Satana sfida Gesù a gettarsi dalla sommità del tempio (Ospedale del Santo Spirito, Vaticano), in alto a sinistra Gesù getta giù dalla rupe il demonio. Come ho già detto, in primo piano abbiamo la scena del sacrificio del lebbroso. La scena è carica di un forte valore simbolico: il vecchio sacerdote rappresenta Mosè, il giovane è Cristo che offrirà una volta per tutte il sacrificio che redime l'umanità.
    Come dice l'autore della Lettera agli Ebrei:
    Tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; egli non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso. La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti all'umana debolezza, ma la parola del giuramento, posteriore alla legge, costituisce il Figlio che è stato reso perfetto in eterno.
    (Eb 7, 26-28)
    Voglio svegliare l'aurora!

  10. #10
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    Battesimo di Gesù, Perugino

    Partiamo dal paesaggio. Innanzitutto in primo piamo abbiamo il fiume, in cui sembra immergersi anche lo spettatore. E' un paesaggio collinare, sullo sfondo abbiamo colline, nello spazio intermedio si possono individuare edifici romani (il Colosseo, il Pantheon, l'arco di Settimio Severo). Dove ci troviamo allora? Se si tengono presenti i monumenti sullo sfondo, il fiume in cui avviene il battesimo Gesù è il Tevere, se, invece, consideriamo il fiume staccato dal contesto è il Giordano.
    Veniamo ora alle due scene alla destra e alla sinistra del battesimo. Sulla sinistra, San Giovanni predica la conversione e c'è gente che si prepara al battesimo; sulla destra abbiamo Gesù che comincia la sua attività pubblica.
    In primo piano abbiamo l'episodio del Battesimo di Cristo che fa da spartiacque: Giovanni è l'ultimo dei profeti, è Elia che annuncia e addita il Messia. Giovanni da quel momento in poi si eclisserà per dare spazio alla predicazione del Figlio di Dio. Come in tutti gli affreschi della Cappella Sistina, anche in questo caso la scena più importante è messa la centro in primo piano, tutto sottolinea la solennità del momento che si sta verificando. I cieli si aprono, il Padre assiste all'evento circondato dalla luce, serafini e cherubini, sul Cristo si posa lo Spirito Santo. Possiamo notare la posizione chiastica del Cristo e del Battista. Nella scena in primo piano Gesù è a sinistra e sullo sfondo abbiamo il Battista che predica, mentre, in primo piano, San Giovanni è a destra e sullo sfondo gli corrisponde Gesù che dà inizio alla predicazione del Regno di Dio.
    Voglio svegliare l'aurora!

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