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Discussione: Gv 12,25.

  1. #1
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    Gv 12,25.

    Salve,vorrei un parere da chi capisci più di me in materia: ho analizzato il versetto 12,25 del vangelo di GV,perchè mi colpiva sempre quel " chi odia la propria vita!". Però la cosa che mi ha stupito è stato il termine vita usato prima col greco yukhn (in realtà con chi(x) non k) e poi quando parla della vita eterna usa zwh . Perchè? tra l'altro il secondo termine,benchè collegato all'eternità, in greco si ricollega più ad una vita biologica che spirituale.Invece il primo termine (vita da odiare) allude all'anima.
    attendo delucidazioni. Grazie

  2. #2
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    psychì è "propria vita" o "anima" e rimanda alla sfera individuale della coscienza (psiche).
    "odiare" non è da intendere in senso assoluto: nelle lingue semitiche indica porre qualcosa in condizione inferiore rispetto ad un Bene più grande (Dio).
    Il greco per indicare la vita ha due termini fondamentali: "bios" (senso biologico) e "zoì" (la vita viva e vera, spirituale e profonda, la vita in Cristo).
    Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore!

  3. #3
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    Grazie,ma vorrei capire meglio la differenza tra psichè e zoè.
    E perchè associa l'eternità con zoè,che il greco allude alla vita biologica?

  4. #4
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    La vita in Cristo comincia su questa terra, ma acquista una pregnanza (attraverso la vita sacramentale) che supera la morte fisica, quella corporale, biologica.
    La liturgia bizantina canta il giorno di Pasqua:
    Χριστός ανέστη εκ νεκρών,
    θανάτω θάνατον πατήσας,
    και τοις εν τοις μνήμασι,
    ζωὴν χαρισάμενος!
    A coloro che giacevano nei sepolcri ha donato zoì, la vita vera, comunione con la SS. Trinità
    Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore!

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