Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dal Patriarcato di Venezia - 2009-2014

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Perosi Visualizza Messaggio
    Il saluto di Venezia a mons. Pizziol, vescovo eletto di Vicenza. Appuntamento per tutti a San Marco mercoledì 1 giugno (ore 18.30)
    DIOCESI: VENEZIA, DOMANI IL SALUTO A MONS. PIZZIOL VESCOVO ELETTO DI VICENZA
    Domani la diocesi e la città di Venezia saluteranno mons. Beniamino Pizziol, vescovo eletto di Vicenza, in partenza per la diocesi berica. Appuntamento per la solenne Messa di congedo, presieduta dallo stesso mons. Pizziol alla presenza del cardinale patriarca Angelo Scola, alle 18.30 nella basilica di S. Marco con sacerdoti, diaconi, religiosi/e, fedeli laici, associazioni e movimenti, autorità civili e religiose. Al termine della celebrazione il saluto da parte di un laico e del patriarca, di cui mons. Pizziol è stato stretto collaboratore in questi anni veneziani. “La partenza del vescovo Beniamino – afferma il card. Scola - avviene subito dopo il dono della visita del Santo Padre e quello della beatificazione dell’amato Giovanni Paolo II, segni potenti, tangibili della presenza di Gesù che è risorto ed è sempre con noi”. Per l’occasione la diocesi donerà a mons. Pizziol un pastorale con effigiati S. Marco, i Ss. Felice e Fortunato, la Madonna Nicopeia e la Madonna di Monte Berico, unendo in questo modo le tradizioni religiose delle Chiese di Venezia e di Vicenza. Gli verrà inoltre consegnata un'offerta per la sua carità che mons. Pizziol ha già deciso di destinare alle opere che la Chiesa marciana sosterrà in occasione del pellegrinaggio di novembre in Terrasanta (S. Maria di Gerico, il Baby Hospital, Effatà, Le Creche, la parrocchia di Bet Jala e il patriarcato di Gerusalemme).


    fonte: SIR
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  2. #12
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    Eminenza, Eccellenza,
    Fratelli nel sacerdozio,
    Carissimi fedeli,



    Annuncio nomina

    Vi ho convocato in questa preziosa Sala del Tintoretto per comunicarVi la decisione del Santo Padre, portata a mia conoscenza qualche giorno fa, di nominarmi Arcivescovo di Milano.

    Potete ben capire come non sia facile per me darVi questa notizia. E proprio per questo saprete essere magnanimi nei miei confronti.

    Vi dico semplicemente che ho accolto in obbedienza la decisione del Papa perché è il Papa.

    Con sincerità debbo riconoscere che in questo momento il mio cuore è un po’ travagliato. Da una parte, ci sono il fascino della splendida avventura vissuta nelle terre di Marco che dura ormai quasi da un decennio, e il dolore per il distacco da Voi che, per dirlo con l’Apostolo Paolo, «mi siete diventati cari» (1Ts 2,8); dall’altra, mi aspetta la Chiesa di Milano, quella in cui sono stato svezzato contemporaneamente alla vita e alla fede.

    Tuttavia molto di più che questi argomenti di carattere personale, conta la disposizione ad accogliere il disegno di Dio nella mia vita. Sono certo che questo disegno passa dall’azione dello Spirito Santo nella Chiesa e in essa, in modo speciale, dal ministero del Santo Padre. Nonostante i miei limiti, grazie all’educazione ricevuta fin dall’infanzia, ho imparato che Dio è sempre più grande e il Suo disegno su di noi, quando è accolto con animo aperto, è sempre il più conveniente, non solo per la propria persona ma anche per quanti ci sono stati affidati.

    Siamo quindi chiamati a guardare il disegno del Padre, Voi ed io insieme, con gli occhi ed il cuore di chi ama la Chiesa nella sua splendente universalità che poggia su un’incessante comunione tra le Chiese particolari: da Marco ad Ambrogio, da San Lorenzo Giustiniani a San Carlo, per limitarmi alle radici profonde delle Chiese che sono in Venezia e in Milano.

    Voglio vivere questa nomina come uno scambio di amore. Mi ha confortato in questi giorni una bella affermazione del nostro Proto-Patriarca contenuta ne “Il capitolo dell’amore” (XI, 1): «Nessuno è mai avvinto più ardentemente di quanto è avvinto dall’amore. E non si può non amare, quando si sa di essere amati. E che si è amati e si ama, lo si intende dai doni che ci si scambia in testimonianza di questo amore». Con questo spirito accolgo la decisione del Santo Padre e chiedo a Voi di fare parimenti.

    Tengo a dirVi che lascio la vita del Patriarcato in ottime mani. La simultanea partenza di S.E. Mons. Beniamino Pizziol e la mia possono, di primo acchito, creare qualche sconcerto. Eppure, esaminate le cose con il realismo della fede, sono certo che il popolo cristiano e, soprattutto, il presbiterio veneziano, sono garanzia di un futuro pieno di speranza. La Visita Pastorale e il modo con cui tutta la Diocesi e la società civile hanno vissuto e stanno cominciando a mettere a frutto il dono della presenza del Papa tra noi ne sono solida conferma.

    I mesi che ci separano dalla nomina del nuovo Patriarca non lasceranno la Diocesi senza guida. Il Santo Padre mi ha nominato Amministratore Apostolico, con le facoltà di Vescovo diocesano, fino al giorno 7 settembre. Inoltre, già da ora posso comunicare di aver chiesto che S.E. Mons. Beniamino Pizziol mi succeda come Amministratore Apostolico dal giorno 8 settembre fino alla presa di possesso del nuovo Patriarca.

    A tenore di quanto stabilito dalle norme della Chiesa, non è possibile procedere alla nomina del Vicario Generale. È mia intenzione, tuttavia, portare a termine la consultazione perché possa essere di aiuto per il futuro. Inoltre, da oggi cessano le facoltà dei Vicari Episcopali, così come le funzioni dei Consigli Presbiterale e Pastorale. Tuttavia, per assicurare il normale svolgimento della vita nel Patriarcato, mi è consentito di procedere alla nomina di Delegati (cf. canoni 416-417 e Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi Apostolorum successores, Appendice nn. 233-247).

    Invito i sacerdoti, le comunità parrocchiali e religiose, ad elevare ferventi preghiere per la nomina del nuovo Patriarca e per le necessità del Patriarcato. Nella Basilica Cattedrale di San Marco e in tutte le altre chiese della Diocesi si celebrino Sante Messe con il formulario previsto dal Messale romano per l’elezione del Vescovo (cf. Apostolorum successores n. 247).

    Avremo modo in occasione della Festa del Redentore e degli atti di congedo, agli inizi di settembre, di ritornare sul cammino di questi anni, sul futuro della nostra Chiesa e della nostra amata Venezia di terra e di mare. Potrò così ringraziare debitamente della comunione e della collaborazione che mi è stata offerta in questi anni, a cominciare dalla discreta e preziosa amicizia del Cardinale Marco.

    Voglio rivolgere un saluto molto intenso a quanti stanno partecipando ai Grest, ai campi scuola, alle vacanze estive. Ho nel cuore in modo speciale e chiedo la preghiera dei bambini, degli anziani, degli ammalati e dei più poveri ed emarginati. Così come mi affido particolarmente alla preghiera dei monasteri del nostro Patriarcato.

    Per ora rinnoviamo il nostro affidamento alla tenera protezione della Vergine Nicopeia che anche in questa occasione ci accompagnerà alla vittoria della fede, della speranza e della carità.


    + Angelo Card. Scola


    fonte: http://angeloscola.it

  3. #13
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    Bhe visto che il Patriarca é ormai Arcivescovo di Milano non resta che pregare per lui e pregare affinché il Signore ci doni un nuovo Pastore.

  4. #14
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    Comunicato della Cancelleria Patriarcale di Venezia: alcune disposizioni dell'Amministratore Apostolico versione testuale

    Con un apposito comunicato - a firma di don Diego Sartorelli, Pro Cancelliere - la Cancelleria Patriarcale di Venezia informa su alcune disposizioni assunte dal card. Angelo Scola in data 29 giugno 2011 a seguito della sua nomina, da parte del Santo Padre, ad Arcivescovo di Milano ed essendo ora Amministratore Apostolico della diocesi di Venezia fino al prossimo 7 settembre.



    Con l’incarico di Amministratore Apostolico – si precisa nel comunicato – il card. Scola “continuerà nel governo pastorale del Patriarcato di Venezia con le facoltà del Vescovo Diocesano. Tenendo conto che i Vicari episcopali durante la sede vacante decadono dal loro ufficio, ha confermato loro in forma delegata le potestà e le facoltà di cui godevano in precedenza. Inoltre, non potendo nominare il Vicario generale, ha conferito a Mons. Orlando Barbaro la delega a provvedere alla soluzione delle emergenze riguardanti la celebrazione dell’Eucaristia presso le parrocchie, le rettorie e le cappellanie presenti nel territorio diocesano, nonché la rappresentanza alle celebrazioni liturgiche già fissate in agenda e alle quali l’Amministratore Apostolico non potrà presiedere personalmente; a Mons. Valter Perini la delega per i rapporti con i chierici, diocesani e non, presenti nel Patriarcato, in particolare per quanto attiene allo svolgimento del loro ministero pastorale e alle difficoltà che dovessero incontrare; a Mons. Giacomo Marchesan il compito di assistere e visitare i sacerdoti anziani e ammalati e a Don Danilo Barlese la delega alla concessione delle licenze previste dalla vigente legislazione canonica in materia amministrativa, nonché al coordinamento degli eventi pastorali a carattere diocesano. Gli altri delegati diocesani, invece, rimangono in carica con le funzioni precedentemente assegnate e a Don Natalino Bonazza ha chiesto di costituire e presiedere un comitato con il compito di approntare le celebrazioni in occasione del suo congedo dalla Diocesi veneziana. Inoltre, l’Amministratore Apostolico mantiene per sé la delega per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso”.



    Nello stesso comunicato (testo integrale in calce) si forniscono, inoltre, indicazioni liturgiche circa le preghiere dei fedeli (per il card. Scola e per la diocesi di Venezia) e la preghiera eucaristica durante le messe previste nel Patriarcato e si ricorda, infine, l’invito a celebrare messe con il formulario previsto dal Messale Romano per l’elezione del Vescovo.

    Comunicato Cancelleria Patriarcale 010711.pdf
    CITAZIONE TRATTA DAL SITO DEL PATRIARCATO

  5. #15
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    A settembre l'addio di Scola
    Due cerimonie di congedo


    VENEZIA. Saranno due a inizio settembre i momenti di congedo da Venezia del patriarca cardinale Angelo Scola, nominato arcivescovo di Milano da papa Benedetto XVI.

    Il 5 settembre al Teatro La Fenice, su iniziativa del Comune, il momento di saluto da parte delle autorità civili, mentre il 7, nella Basilica di San Marco, si terrà la solenne concelebrazione eucaristica per il saluto da parte della Chiesa veneziana.

    Domani il cardinale Scola parteciperà all'apertura del ponte votivo per la festa del Redentore e domenica pomeriggio terrà l'ultimo di quelli che ormai sono definiti i "discorsi del Redentore", una tradizione rivolta alla città, e non solo, aperta da Scola nel 2003.

    Quest'anno il "discorso" riprenderà e rilancerà i temi della visita del Pontefice a Nordest.


    fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/crona...ongedo-4619619
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  6. #16
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    Così Venezia e la diocesi si congederanno dal Patriarca

    La diocesi di Venezia si prepara al congedo dal Patriarca Angelo Scola, nominato arcivescovo di Milano. Saranno due i gesti ufficiali, con un primo momento civile, il 5 settembre, e un secondo momento religioso, il 7 settembre.
    Lunedì 5 saranno le autorità civili del Comune di Venezia, della Provincia, della Regione e dei Comuni della diocesi (Mira, Quarto d'Altino, Jesolo, Cavallino-Treporti, Eraclea, Caorle) a salutare il Patriarca: il gesto ufficiale di congedo è previsto al Teatro La Fenice a Venezia a partire dalle 20,30. Un migliaio le persone che si prevede saranno presenti (l'ingresso sarà ad invito) in rappresentanza delle istituzioni e del mondo laico della diocesi. Il programma della serata prevede un concerto offerto dall'orchestra del Teatro La Fenice e, in conclusione, i saluti delle autorità.

    Doppio appuntamento il 7 settembre. Il momento ecclesiale è previsto due giorni dopo, mercoledì 7 settembre, e si articola secondo due diversi appuntamenti. Il primo, a partire dalle 15,30, avverrà presso la Basilica della Salute, dove il card. Scola e il rettore del Seminario mons. Lucio Cilia hanno invitato tutti i presbiteri e i diaconi, come pure i laici che vorranno essere presenti, alla presentazione della sede del Seminario, rinnovata dall'intervento di restauro che si sta concludendo. «E' un momento nel quale saranno soprattutto i presbiteri a salutare il Patriarca, ritrovandosi nel luogo cardine della loro formazione», spiega don Natalino Bonazza che presiede il Comitato preposto ad organizzare il congedo del Patriarca.

    Il momento alla Salute rappresenterà l'occasione per visitare i cantieri del restauro al Seminario, uno degli interventi fortemente voluti proprio dal card. Scola che ora lascia in dono alla Diocesi e alla città di Venezia: il polo pedagogico-accademico dello Studium Generale Marcianum, la biblioteca con oltre 50mila volumi censiti, la splendida pinacoteca con i capolavori del fondo artistico del Patriarcato, sono infatti aperte non solo agli studiosi e agli addetti ai lavori, ma a chiunque sia interessato alla cultura e all'arte. I restauri sono in corso di ultimazione: per questo la visita del 7 settembre non sarà una vera e propria inaugurazione, ma la presentazione del lavoro ormai quasi ultimato e che in un tempo ormai prossimo sarà totalmente restituito alla città.

    Il cuore dell’atto di congedo. Terminato il momento alla Salute, il Patriarca si sposterà in Basilica di San Marco, dove alle 18,30 si terrà la solenne concelebrazione eucaristica per il saluto da parte della Chiesa veneziana (trasmessa in diretta da Telechiara). E' questo il cuore dell'atto di congedo.

    Per comprenderne il senso vale la pena partire dalla frase scelta per il poster che pubblicizzerà l'evento: “Amata Chiesa che sei in Venezia, vai oltre”, una citazione esplicita delle parole pronunciate da Benedetto XVI nel corso della sua visita del 7-8 maggio scorsi (in particolare nel discorso pronunciato in San Marco domenica 8 maggio nel corso dell’Assemblea per la chiusura della Visita Pastorale) e che vuole essere un invito a proseguire lungo la strada tracciata in questi dieci anni dal Patriarca Scola: un congedo, dunque, che è soprattutto un impegno e un ringraziamento da parte della Chiesa di Venezia.

    La messa per la Chiesa locale. «Per la liturgia – spiega mons. Orlando Barbaro, incaricato nell’ambito del Comitato a seguire l'aspetto liturgico – l'indicazione data dal Patriarca è stata quella di celebrare la messa per la Chiesa locale. E si è scelto di mantenere le letture del giorno. Questa a mio avviso – prosegue mons. Barbaro – è la scelta più corretta, che andrebbe seguita sempre, perché non dobbiamo essere noi a piegare la parola di Dio secondo i nostri scopi, quanto piuttosto essere noi a piegarci a quel che ci propone l'anno liturgico». Il fatto, poi, che si tratti di una messa per la Chiesa locale ha un preciso significato: «Non è la celebrazione della persona del Patriarca – precisa mons. Barbaro – ma è un momento di congedo nel quale viene espressa la “missio” della nostra Chiesa. Al centro della celebrazione, dunque, c'è la nostra Chiesa, c'è la diocesi che vuole dire al suo Pastore che quanto lui ha dato, ha insegnato a tutti noi, rappresenterà una linea chiara per noi, da proseguire. Abbiamo ricevuto delle indicazioni precise, con la conclusione della Visita pastorale, con le parole del Papa e con l'ultimo discorso del Redentore. A questo intendiamo riferirci nel futuro».

    I momenti e i gesti della celebrazione. Sull'altare insieme al card. Scola vi sarà il Patriarca emerito Marco Cè, e con loro anche due sacerdoti, uno giovane e uno anziano, in rappresentanza dei presbiteri veneziani. E' previsto un momento introduttivo, nel quale sarà spiegato il senso di questo gesto, mentre un altro momento particolarmente significativo sarà la professione di fede secondo il rito battesimale, che sarà fatta da alcuni rappresentanti della diocesi, scelti tra i vicariati e tra i vari movimenti, a significare la ricchezza della Chiesa di Venezia, data dalla sua «pluriformità nell'unità», come ama sottolineare il Patriarca. «Anche questo gesto – sottolinea mons. Orlando Barbaro – vuole affermare l'impegno assunto dalla Chiesa di Venezia: le persone che davanti al Patriarca, con il cero in mano, pronunceranno le promesse battesimali, lo faranno a nome di tutta la diocesi».
    Infine, terminato il canto meditativo che seguirà la Comunione, ecco il momento dei saluti. Vi sarà la consegna del dono al Patriarca, che consisterà in un gesto di carità poiché questo è il desiderio espresso dallo stesso card. Scola. Fin da ora si possono raccogliere offerte (vedi box con i dati) per la colletta indetta dalla Diocesi che a breve indicherà quale sarà il gesto di carità stabilito, da considerare come conclusione della Visita pastorale.

    Nel corso della messa sono previsti degli interventi della Corale Marciana, nei canti dell'Offertorio e poi durante il ringraziamento per la Comunione. Il “Veni Creator”, invocazione allo Spirito Santo. Il canto conclusivo rappresenterà un altro momento particolarmente significativo, perché con il canto del “Veni Creator”, si invocherà lo Spirito Santo per la Chiesa di Venezia che si appresta ad accogliere il nuovo vescovo e per il Patriarca che assumerà il nuovo ministero. E' stato scelto il “Veni Creator” di Lorenzo Perosi, che alterna una strofa di coro polifonico a una di gregoriano. «E' inoltre un canto significativo per i presbiteri – ricorda mons. Orlando Barbaro – perché è il canto che, soprattutto un tempo, accompagnava il primo atto pubblico del nostro sacerdozio, ovvero il momento in cui si indossava la veste». Infine i saluti informali, che il Patriarca riserverà a tutti coloro che vorranno stringergli la mano e ringraziarlo per questi dieci anni insieme.

    Serena Spinazzi Lucchesi
    Tratto da GENTE VENETA, n.32/2011


    fonte: http://www.gvonline.it/public/articolo.php?id=6626
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  7. #17
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    “A Venezia ho imparato a essere meno astratto”
    Prima di lasciare la diocesi lagunare il cardinale Scola si “confessa” con una lunga intervista al settimanale diocesano Gente Veneta


    ANDREA TORNIELLI
    ROMA


    "I dieci anni da Patriarca di Venezia mi hanno ri-dimensionato, in senso etimologico: mi hanno cioè portato ad una autocoscienza più realistica di quel che sono”. Lo afferma il neo-arcivescovo di Milano Angelo Scola nell’ampia intervista rilasciata al settimanale diocesano Gente Veneta (nelle edicole veneziane da sabato 3 settembre), a Telechiara e Bluradio Veneto a pochissimi giorni dal suo “congedo” dalla Chiesa veneziana e ormai in partenza per la diocesi ambrosiana di cui è già, da un paio di mesi, “arcivescovo eletto”.

    Scola prenderà possesso per procura della grande diocesi milanese e quindi farà il suo ingresso il prossimo 25 settembre. L'intervista con il settimanale diocesano di Venezia è l'occasione per tracciare un bilancio degli anni trascorsi nella città lagunare, dove arrivò designato da Papa Wojtyla dopo aver presieduto l'università Lateranense.

    “Questo tempo a Venezia - ha detto Scola - mi ha fatto via via capire quanto ancora di intellettualistico e di astratto c'era nel mio modo di vivere e di proporre l'esperienza cristiana, cosa che poteva non favorire il mio rapporto con il popolo di Dio, che è invece il compito numero uno del pastore. Ho imparato un po' di più ad abbandonarmi alle circostanze, a non pretendere di dominarle, ad aprirmi di più a tutte le persone che incontravo, a cercare sempre il positivo nel mio interlocutore anche quando vistosamente aveva un'opinione diversa dalla mia. E' un ridimensionamento che va nella direzione di una domanda di maggiore umiltà. Meno fiducia nelle mie capacità, nelle mie forze; più domanda di aiuto a Dio e alla Vergine Santissima, come dice il mio motto: Basta la Tua grazia”.

    Nell'intervista il cardinale, tra le gioie sperimentate negli anni veneziani, segnala, in particolare, le tante e “belle lettere dei bambini che mi scrivono cose profonde. E' un dono grande, che mi accompagna nel passo che devo compiere. Ma soprattutto: c'è una gioia più grande per un padre o una madre, e quindi in questo caso per un vescovo, di vedere la scoperta di Cristo da parte di un ragazzo? Oppure di vedere un uomo che, magari dopo 40 o 50 anni di dimenticanza, a partire da un'esperienza particolarmente acuta, reincontra Gesù e questo gli cambia la vita?”.

    Nell'intervista - che verrà trasmessa da Telechiara (canale 14 del digitale terrestre) sabato 3 settembre alle ore 21.00 e domenica 4 alle 16.00 – il cardinale Scola ripercorre il suo quasi decennale episcopato veneziano e le principali esperienze che l’hanno contraddistinto: dal ricordo delle parole con cui Giovanni Paolo II l’ha inviato in laguna ai tanti momenti della visita pastorale conclusa con l’intervento di Benedetto XVI, dalla Scuola di metodo alle comunità pastorali, dalla rivista internazionale Oasis al polo scolastico e accademico Marcianum, dal potenziamento dei patronati al rilancio delle aggregazioni ecclesiali.

    “Sono partito da ciò che mi disse Giovanni Paolo II: il problema della Chiesa di oggi è rigenerare il soggetto che è il popolo sulla base di una dottrina sana e di una prassi solida. Rigenerazione del soggetto personale e comunitario a partire da ciò che poi Benedetto XVI ha esplicitato nel prologo della Deus caritas est: il cristianesimo è essenzialmente un incontro personale con Cristo nella comunità cristiana prima di essere ovviamente anche una dottrina e una morale. La mia preoccupazione è stata quella di una pastorale a 360 gradi che avesse come preoccupazione la rigenerazione della persona in Cristo attraverso un'appartenenza forte a delle comunità cristiane vive ed oggettive”.

    cola, prendendo spunto dalla recente Giornata mondiale della gioventù di Madrid, alla quale ha partecipato e durante la quale ha incontrato anche i giovani milanesi insieme al cardinale Dionigi Tettamanzi, dichiara che anche questo evento ha riaffermato l’importanza di “proporre in maniera decisa, chiara e intera l'incontro con Cristo in una comunità come la via che può assecondare il desiderio di infinito, di felicità e di libertà insito nel cuore dei ragazzi".


    fonte: Vatican Insider
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  8. #18
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    L'omaggio dei veneziani a Scola: «Un buon pastore»
    Il patriarca arriva in Piazza San Marco a bordo della disdotona: «Venezia faro per l'umanità»


    di Alberto Vitucci



    VENEZIA. «Il distacco da questa città mi costa molto. Ma è colmato dalla certezza che questa città insieme con i veneziani continuerà ad essere un faro per l'umanità». Il patriarca Angelo Scola scende dalla disdotona della Querini che lo ha portato lungo il Canal Grande per il suo ultimo viaggio in gondola nella città d'acqua dove è rimasto per dieci anni. Stanco e un po' commosso, sbarca sul Molo ricevuto dal sindaco Giorgio Orsoni e da un gruppo di sacerdoti e monsignori. Percorso a piedi fino all'ingresso della Basilica, mentre le campane di San Marco suonano a stormo. La gente lo saluta e scatta foto. Lui sorride e si dirige a passo svelto verso la Piazza. E' questa l'ultima giornata veneziana di Scola patriarca.

    Da domani l'amministratore apostolico della Diocesi sarà monsignor Beniamino Pizziol, per anni suo vicario e ora vescovo di Vicenza. Sempre domani da Milano se ne andrà Dionigi Tettamanzi, per raggiunti limiti di età. E Scola prenderà possesso della carica il 25 settembre, dopo un periodo di riposo e ritiro spirituale. Dopo il saluto delle autorità, lunedì sera alla Fenice, ieri è stato il giorno del commiato da San Marco e dai fedeli. Alle 15.30 il saluto ai sacerdoti della Diocesi all'interno del Marcianum, realtà che Scola ha creato alla Salute, insieme alla rivista multilingue Oasis. Pochi minuti per un discorso di commiato e per visitare insieme ai parroci veneziani la restaurata Biblioteca del Marcianum, gioiello mostrato anche a Papa Benedetto XVI nella sua visita in laguna dello scorso maggio, destinata a diventare un centro di incontro culturale per i giovani. Poi dal pontile della Salute, il cardinale è salito sulla disdotona, vogata da 18 rappresentanti delle società remiere veneziane con a poppa Giuseppe Rossi «Suste». Scortata da una caorlina, l'ammiraglia con il patriarca nella polacchetta di prua ha percorso tutto il Canal Grande fino al Rio Novo e a Ca' Foscari.

    Alle 18 Scola è sbarcato sul Molo. «Veramente bellissimo», ha commentato visibilmente commosso, «ho visto lo straordinario dono di civiltà, cultura e amore che è Venezia. Dal Canal Grande si vede la città con i suoi palazzi un po' sbrecciati. Ma la bellezza sfonda questo limite. Da qui dobbiamo ripartire per guardare al futuro». «E la voga veneta», ha aggiunto il patriarca colpito anche dalla bellezza della Regata Storica di domenica, «è una realtà viva e trasversale, paradigma del momento delicatissimo che stiamo vivendo e delle sue contraddizioni. Per uscirne abbiamo bisogno di elementi che uniscano». Scola ha anche affrontato il tema della crisi. «Il male oscuro di questa crisi economica», ha detto, «è il sintomo, che manifesta la malattia di cui bisogna andare alla radice. E la radice è l'uomo, l'uomo che deve guardare in alto, guardare a Dio». A San Marco la cerimonia religiosa, con una folla immensa, i mosaici più splendenti che mai, i cori e l'odore dell'incenso. In prima fila il sindaco Giorgio Orsoni e la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, vuota la sedia della Regione. Numerosi i fedeli delle parrocchie, venuti a salutare il loro patriarca.

    «Chiedo scusa se in questi anni ho potuto offendere qualcuno», ha esordito a sorpresa il patriarca nell'omelia. Parlando forse più con il cuore che con la mente, il cardinale ha ricordato «i bambini, gli anziani e gli ammalati» incontrati nella sua lunga visita pastorale. «Mi hanno insegnato moltissimo: lascio questa città con dispiacere, ma non è un addio, e lascio un Presbiterio solido e unito». Per lui un messaggio affettuoso dal patriarca emerito Marco Cè: «La dolce mano della nostra Nicopeia sostenga ogni giorno la tua fede», ha detto Cè, «ricordando l'amicizia nata negli ultimi anni, «ora la mano provvida che guida la storia divide le nostre strade: mentre le mie forze declinano, il Signore ti chiama a un compito esigente e gravoso». Al termine della celebrazione gli interventi di saluto anche di monsignor Orlando Barbaro, Giampaolo Rossi e Filippo Toso, a nome dei giovani del patriarcato. All'imbrunire il suono delle campane, un lungo applauso e un saluto commosso dei fedeli veneziani al loro pastore che assumerà tra qualche giorno la guida della Diocesi più grande d'Europa.


    fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/crona...astore-4918164
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  9. #19
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    COMUNICATO DELLA CANCELLERIA PATRIARCALE



    Dopo aver preso congedo da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinal Angelo Scola, già Patriarca di Venezia, trasferito all’Arcidiocesi di Milano, in data odierna, il Santo Padre Benedetto XVI, con Decreto della Congregazione per i Vescovi, ha nominato Amministratore Apostolico del Patriarcato di Venezia “sede vacante” Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Beniamino Pizziol, Vescovo di Vicenza, conferendogli tutte le facoltà, i diritti e i doveri dei vescovi diocesani, precisando che tale mandato avrà termine con la presa di possesso canonica del nuovo Patriarca.

    Sua Eccellenza l’Amministratore Apostolico ha pertanto confermato in forma delegata tutte le potestà e le facoltà che i Vicari episcopali godevano prima della vacanza della sede patriarcale, oltre a quelle deleghe conferite a suo tempo dal Card. Angelo Scola, ovvero a Mons. Orlando Barbaro la delega a provvedere alla soluzione delle emergenze riguardanti la celebrazione dell’Eucaristia presso le parrocchie, le rettorie e le cappellanie presenti nel territorio diocesano, nonché la rappresentanza alle principali celebrazioni liturgiche cui l’Amministratore Diocesano non potrà presenziare, a Mons. Valter Perini la delega per tutto quanto attiene allo svolgimento del ministero e più in generale alla vita dei chierici, diocesani e non, presenti nel Patriarcato, a Mons. Giacomo Marchesan il compito di assistere e visitare i sacerdoti anziani e ammalati e a Mons. Danilo Barlese la delega alla concessione delle licenze previste dalla vigente legislazione canonica in materia amministrativa, nonché al coordinamento della pastorale diocesana. Tutti gli altri delegati patriarcali vengono confermati nel loro incarico, mentre la delega per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso viene mantenuta dall’Amministratore Apostolico.

    L’Amministratore Apostolico invita tutte le comunità della Diocesi a pregare quotidianamente affinché la Chiesa di Venezia non resti a lungo priva del suo pastore, raccomandando che in Cattedrale come in tutte le altre chiese del Patriarcato si celebrino frequentemente le Sante Messe per l’elezione del Vescovo o dello Spirito Santo che sono nel Messale Romano. In particolare chiede che nella preghiera dei fedeli si aggiunga la seguente intenzione: “Per la nostra Diocesi, perché il Signore, Padre che si prende cura di tutti i suoi figli, si degni di donarci un pastore secondo il suo cuore, che ci accompagni con instancabile amore nel nostro cammino dietro a Cristo, preghiamo.

    Infine si rende noto che durante la preghiera eucaristica non si farà più menzione del Vescovo diocesano sino alla presa di possesso dell’eligendo Patriarca e, di conseguenza, si pregherà “per il nostro papa Benedetto e per tutto il collegio episcopale”.



    Venezia, 8 settembre 2011.


    don Diego Sartorelli
    Pro Cancelliere Patriarcale


    fonte: Patriarcato di Venezia
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