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Discussione: Nunzi Apostolici e Rappresentanti Pontifici di origine italiana

  1. #1
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    Nunzi Apostolici e Rappresentanti Pontifici di origine italiana

    Elenco dei Nunzi Apostolici e Rappresentanti Pontifici
    di origine italiana

    (rappresentanti diplomatici permanenti della Santa Sede presso gli Stati e le Organizzazioni internazionali attualmente esercitanti le funzioni o emeriti)


    L'elenco, aggiornato al 21 maggio 2022, è consultabile qui.
    Ultima modifica di Vox Populi; 21-05-2022 alle 13:24

  2. #2
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    Aggiungo che, pur non essendo vescovi, sono rappresentanti diplomatici della Santa Sede anche mons. Aldo Giordano (al Consiglio d'Europa) e mons. Francesco Follo (all' UNESCO).
    Venite et Videbitis

  3. #3
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    Mons. Pietro Sambi è gravemente malata.

    Ecco il testo di un annuncio fatto ieri dalla Nunziatura Apostolica negli Stati Uniti:

    "Mons. Pietro Sambi, Nunzio Apostolico, ha subito un delicato intervento chirurgico al polmone due settimane fa.

    Purtroppo, ci sono state complicazioni post-operatorie. Attualmente è stata posta sulla ventilazione assistita per tentare il recupero della sua funzionalità polmonare.

    La Nunziatura Apostolica e la famiglia del Nunzio chiediamo gentilmente che i Vescovi, sacerdoti, religiosi e fedeli laici offrire sacrifici e preghiere per la salute del Nunzio Apostolico."

    fonte: http://whispersintheloggia.blogspot....for-sambi.html

  4. #4
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    Mi dispiace molto per la salute di Mons. Sambi; mi sa che allora non ci sarà nessuna nomina.

  5. #5
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    Mons. Pietro Sambi è gravemente malata.
    Alcune notizie sulla grave situazione salutistica di mons. Sambi sono riportate anche su RomagnaNOI.

    "SOGLIANO AL RUBICONE - Monsignor Pietro Sambi, rappresentate negli Stati Uniti della Santa Sede, si trova ricoverato in un ospedale di Washington. E' lì che, dopo un'operazione di qualche giorno fa, le sue condizioni sarebbero peggiorate tanto da costringere i medici a tenere il religioso sotto coma farmacologico. Tutta Sogliano, sua città natale, si è stretta attorno ai familiari del nunzio apostolico, con l'augurio che possa tornare presto a svolgere la sua missione. Dal 17 dicembre 2005 infatti monsignor Sambi svogle il ruolo di nunzio apostolico per gli Usa e osservatore permanente presso l'Organizzazione degli Stati Americani"

  6. #6
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    Usa, restano gravi le condizioni cliniche del Nunzio apostolico
    Monsignor Pietro Sambi è ricoverato in un ospedale di Washington in coma farmacologico. Il diplomatico stava per essere nominato alla guida di un Dicastero


    GIANNI VALENTE
    ROMA


    Le ultime indiscrezioni vaticane di ottima fonte lo avevano già dato in arrivo nella Città Eterna, destinato a diventare presidente della Prefettura per gli affari economici della Santa Sede con annessa creazione cardinalizia. In realtà monsignor Pietro Sambi, almeno per ora, si trova alle prese con una prova ben più impegnativa. Nella tarda sera di venerdì scorso, la Nunziatura apostolica degli Stati Uniti ha emesso un comunicato per far sapere che il rappresentante del Papa negli States si trova ricoverato in un non precisato ospedale di Washington. Le scarne notizie fornite parlano di un peggioramento delle condizioni cliniche seguito a un intervento operatorio a un polmone, a cui il nunzio si era sottoposto di recente presso il Johns Hopckins Hospital di Baltimora. L’aggravamento ha costretto i medici a tenere il nunzio in coma farmacologico e in stato di ventilazione assistita, nel tentativo di recuperare la sua funzionalità polmonare.

    Nello stesso comunicato, la Nunziatura anche a nome della famiglia ha chiesto a «vescovi, preti, religiosi e laici di offrire sacrifici e preghiere per la salute del Nunzio apostolico». Il portale di notizie regionali www.romagnanoi.it fa sapere che «tutta Sogliano, sua città natale, si è stretta attorno ai familiari del nunzio apostolico, con l'augurio che possa tornare presto a svolgere la sua missione». Mentre secondo il blog Whispers in the Loggia alcuni dei familiari sarebbero stati convocati dall’Italia al suo capezzale.

    Dal momento del comunicato emesso dalla Nunziatura, non è stata fornito alcun aggiornamento sulle condizioni dell’alto diplomatico vaticano.

    Monsignor Sambi, classe 1938, è un veterano della diplomazia d’Oltretevere, rappresentante di quella prestigiosa linea “realista” e competente che passando per il rimpianto segretario di Stato Agostino Casaroli risale fino al cardinale Domenico Tardino, che svolse i suoi uffici sotto Pio XII e Giovanni XXIII. Conterraneo del cardinale Achille Silvestrini, il «super-nuncio» è stato rappresentante papale in Israele e Palestina, prima di sbarcare negli Stati Uniti nel febbraio 2006.

    Ammiratore esplicito della vitalità del cattolicesimo statunitense, nel primo periodo della presidenza Obama monsignor Sambi aveva cercato di far capire ai vescovi Usa che l’eccesso di attacchi e di critiche verso la nuova amministrazione avrebbero finito per nuocere alla Chiesa, identificandola come una sorta di lobby militante anti-presidenziale. Proprio a lui, non condizionato da chiusure pregiudiziali verso l’attuale inquilino della Casa Bianca, è toccato di gestire nomine e promozioni di numerosi vescovi segnalatisi per le proprie critiche nette e senza sconti nei confronti della politica obamiana (come, da ultimo, lo spostamento alla sede “cardinalizia” di Phladelphia dell’arcivescovo di Denver Charles J. Chaput, rappresentante della corrente di “ortodossia affermativa” che sta ipotecando buona parte delle sedi cardinalizie statunitensi).

    Adesso, nonostante il lavoro generalmente apprezzato, i problemi di salute mettono in secondo piano la prospettiva di una sua imminente nomina alla guida di un dicastero di Curia. Si riaprono così anche i giochi per il mini-risiko di promozioni e spostamenti nei Palazzi d’Oltretevere che si stava preparando a cavallo della pausa estiva. E che dovrebbe coinvolgere anche altri dei 51 nunzi pontifici “attivi” di nazionalità italiana, come il nunzio in Italia Bertello a quello in Brasile Lorenzo Baldisseri.


    fonte: Vatican Insider
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  7. #7
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    Unhappy

    Riporto qui la triste notizia della morte dell'Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, avvenuta ieri sera a Baltimora (http://www.catholicnewsagency.com/news/apostolic-nuncio-in-the-us-dies-at-hospital/).

    Preghiamo per lui!


  8. #8
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    Riporto qui la triste notizia della morte dell'Arcivescovo Pietro Sambi,
    Si è spento mons. Pietro Sambi, nunzio negli Stati Uniti

    Lutto nella Chiesa. Si è spento ieri sera a Baltimora, negli Stati Uniti, l’arcivescovo Pietro Sambi, nunzio apostolico a Washington. Le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni dopo un intervento chirurgico al polmone. Mons. Sambi era nato 73 anni fa a Sogliano al Rubicone, diocesi di Rimini, ed era stato ordinato sacerdote nel 1964. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1969, ha prestato servizio dapprima in Camerun e venendo successivamente destinato alla delegazione apostolica di Gerusalemme (1971) e alle nunziature apostoliche di Cuba (1974), Algeria (1978), Nicaragua (1979), Belgio (1981) e India (1984). Il 10 ottobre 1985 viene nominato arcivescovo titolare di Belcastro e pro-nunzio apostolico in Burundi; il cardinale Jozef Tomko lo consacra vescovo il 9 novembre dello stesso anno. Nel 1991 viene nominato nunzio in Indonesia e successivamente, nel 1998, assume l'incarico di rappresentante pontificio a Cipro e in Israele, nonché quello di delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina, contribuendo a risolvere l'assedio alla Basilica della Natività. Dal 17 dicembre 2005 è stato nunzio apostolico per gli Stati Uniti d'America e osservatore permanente presso l'Organizzazione degli Stati Americani. Come nunzio in Israele e delegato apostolico per la Palestina ha svolto un’intensa opera per i cristiani di Terra Santa. Ecco una sua intervista rilasciata alla Radio Vaticana nel 2003 in cui mons. Pietro Sambi sottolineava le difficoltà di questa terra, ma senza mai perdere la speranza:

    R. – In ogni situazione, per triste e dolorosa che sia, dobbiamo sempre essere un seme di speranza. C’è differenza tra ‘ottimismo’ e ‘speranza’. L’ottimismo è basato sul temperamento, la speranza è basata sulla fede, sull’amore ed è a partire da questa fede, da questo amore che anche nella situazione più difficile dobbiamo continuare a lavorare, a parlare in modo tale da creare la convinzione che l’uomo è più grande dei suoi problemi, che Dio è più grande dell’uomo. La via percorsa, quella della violenza, è una via sbagliata.

    D. – La situazione è dunque molto difficile…

    R. – La situazione è estremamente difficile, specialmente nella vita quotidiana. E’ una situazione dominata dalla paura, da entrambe le parti. E’ una situazione dalla quale non solo la pace è scomparsa dall’orizzonte, ma è scomparso anche l’orizzonte. E’ una situazione dove non c’è più verità. Ciascuna parte si attribuisce tutti i diritti e attribuisce tutti i torti all’altra parte. Occorre diventare veri. Papa Giovanni ha posto quattro pilastri alla base della pace. Il primo è la verità, il secondo è la giustizia, il terzo è l’amore e il quarto è la libertà.

    D. – E intanto, i cristiani continuano a lasciare la Terra Santa ...

    R. – Vorrei porre l’accento non sui cristiani che lasciano, ma su quelli che coraggiosamente, quali che siano le circostanze, hanno deciso di restare. Certo, bisogna essere oggettivi, vedere il problema; ma bisogna essere attenti anche a non produrre effetti negativi. A forza di parlare dei cristiani che partono, non incoraggiare i cristiani a partire: bisogna apprezzare i cristiani che restano e che hanno deciso di restare.

    D. – Bisogna in qualche modo venire in loro aiuto. Come?

    R. – Bisogna venire in loro aiuto in molti modi. Ho già più volte detto che farsi vedere, il pellegrinaggio è un aiuto a chi lo fa – il pellegrinaggio – ma è anche un aiuto ai cristiani che vedono che i fratelli nella fede si fanno presenti.

    D. – Ma c’è una situazione di rischio, di pericolo oggettivo per chi viene in Terra Santa oggi?

    R. – Non c’è stato nessun pellegrino martire. C’è una maniera di dare le informazioni che è un po’ terroristico. Da Natale ad oggi ho ricevuto diversi gruppi di pellegrini, non grandi gruppi, ma numerosi gruppi. Nessuno di loro ha avuto alcun problema, hanno potuto fare il pellegrinaggio con grande arricchimento spirituale e anche essendo di grande utilità alla Chiesa locale, ai cristiani del posto. E’ una esagerazione, questa paura. I posti di conflitto sono noti. Non sono i posti dove passano i pellegrini.

    D. – A questa situazione si uniscono le preoccupazioni per un’eventuale guerra all’Iraq: penso che in Terra Santa questa preoccupazione sia viva ...

    R. – E’ viva non solo in Terra Santa. Una guerra non è una barzelletta. Nessuno è in grado di calcolare il costo umano di una guerra. Nessuno è in grado di controllare le conseguenze di una guerra. Non si fa una guerra se non in caso di estrema necessità ed esauriti tutti gli altri mezzi; in ogni caso, una guerra è sempre una sconfitta per l’umanità.


    fonte: Radio Vaticana
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  9. #9
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    Sono davvero dispiaciuto per il Nunzio Apostolico Sambi, a pensare che fino a una settimana fa stava abbastanza bene.

  10. #10
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    MONS. SAMBI: IL RICORDO DEL PATRIARCA TWAL E DEL CUSTODE PIZZABALLA

    “Ha molto amato la Terra Santa e la Terra Santa ha molto amato lui”. Con queste parole, rilasciate al SIR, il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, ricorda l’arcivescovo Pietro Sambi, nunzio apostolico a Washington, dal 1998 al dicembre 2005, rappresentante pontificio a Cipro e in Israele e delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina. Mons. Sambi si è spento ieri sera, a 73 anni, a Baltimora. Le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni dopo un intervento chirurgico al polmone. “La notizia ci rattrista enormemente. Lo abbiamo conosciuto ed amato. Appreso delle sue condizioni di salute avevamo chiesto preghiere a tutti i fedeli e a tutte le comunità ecclesiali e religiose del Patriarcato. Ora più che mai la preghiera deve continuare”, conclude il patriarca.

    “Un uomo schietto, attivo e, potrà sembrare strano dirlo se riferito ad un ambasciatore, poco diplomatico. Per questo suo modo di fare, per la sua franchezza, si era attirato molte simpatie. Determinato ed attento vantava una profonda conoscenza della regione, seguendone i problemi in prima persona con grande attenzione. E’ stata una persona di grande devozione e fede che ha fatto tanto per la Chiesa di qui”. E’ il ricordo di mons. Sambi, del Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa. “Con Sambi – dichiara al SIR il Custode - la diplomazia vaticana in Terra Santa ha fatto un grande salto di qualità. Era un esperto molto considerato sia dai palestinesi che dagli israeliani, la sua opinione era importante. Lo ricordiamo presente e attivo in crisi delicate come l’Intifada, l'assedio alla Basilica della Natività e in altri momenti storici come la visita di Giovanni Paolo II della quale fu il regista. Riuscì a gestire situazioni delicate grazie alla sua capacità di relazione. Un vero punto di riferimento anche per la Chiesa. Il suo modo franco e diretto a volte spiazzava i vescovi locali. Ma queste piccole sterzate li aiutavano poi a prendere coscienza dei problemi e li incoraggiavano”. “Aveva mantenuto i suoi legami con la Terra Santa anche dopo aver assunto l’incarico di nunzio a Washington. Nutriva molta nostalgia per i Luoghi santi”.


    fonte: SIR
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