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Risultati da 131 a 140 di 216

Discussione: L'aborto non può essere terapeutico

  1. #131
    Cronista di CR
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    Oh beh, se è per questo, negli USA il presidente Biden è cattolico ma si è detto sconvolto da questa decisione della corte suprema.
    È off-topic ma personalmente sul fatto che Joe Biden sia davvero cattolico io ho serie perplessità, né ritegno che Papa Francesco gliel’abbia – com’egli sostiene – effettivamente detto.
    Sicuramente è meglio di quell’esaltato di Donald Trump, e ad essere cattolico quantomeno prova, come asserirebbe qualcheduno.
    Ma certo alcune sue dichiarazioni – e res ipsa loquitur – sono diametralmente opposte alla morale cattolica…

  2. #132
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Citazione Originariamente Scritto da Messa Visualizza Messaggio
    Ovviamente hai ragione. Nel dibattito sull’aborto vedo molta carenza filosofica e in secondo luogo scientifica.
    Si confonde la potenzialità con l’attualità, cosa che porta ad equiparare uova e spermatozoi ad uno zigote; non si comprende cosa filosoficamente costituisca la sostanza
    Tocchi un punto essenziale, non solo per la legge sull'aborto ma per la legge di per se. Credo sia del tutto evidente che il chiedersi "in che cosa si fonda il diritto" implica necessariamente chiedersi "in che cosa si fonda la legge" se un diritto è garantito da una legge. Senza nulla togliere a cosa può offrire la scienza su questa domanda, mi verrebbe da dire che questa domanda è del tutto filosofica. Come tu ben sai, fino ad un certo punto alla domanda "in che cosa si fonda la legge" si usava rispondere, secondo un'assunzione filosofica realista, "nella natura umana". Questo fondamento è stato, a mio modesto parere, del tutto abbandonato da quando la natura umana è diventato un concetto idealista "sponsorizzato" da un'assunzione anch'essa idealista, anzi ideologica, della scienza.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  3. #133
    Cronista di CR L'avatar di PaoVac
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    Come diceva qualche altro utente, finché il no all'aborto sarà impostato solo su motivazioni di fede, saremo perdenti... il no all'aborto si fonda principalmente su argomenti razionali, ovviamente fortificati dalla fede, ma sono argomenti di scienza!!
    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  4. #134
    Gran CierRino L'avatar di Aleksej
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    Citazione Originariamente Scritto da PaoVac Visualizza Messaggio
    Come diceva qualche altro utente, finché il no all'aborto sarà impostato solo su motivazioni di fede, saremo perdenti... il no all'aborto si fonda principalmente su argomenti razionali, ovviamente fortificati dalla fede, ma sono argomenti di scienza!!
    Infatti. Finchè i politici che vogliono modificare la 194 (ammesso poi che la vogliano modificare davvero, e su questo ho dei fortissimi dubbi) parlando di questa tematica sventolano il Vangelo in piazza o si dichiarano madri cristiane, non cambierà mai nulla. Questo argomento va affrontato dal punto di vista delle nuove conoscenze scientifiche, che erano ignote 40 anni fa. In una società aconfessionale come l'attuale, sollavare argomentazioni religiose su un tema così delicato e sentito dalla popolazione, sarà sempre perdente. Si deve cominciare ad instillare il dubbio che anche dal punto di vista strettamente laico, quest'atto sia immorale. Che poi un non credente non capisca che non ha senso parlare di immoralità senza un punto fermo Assoluto da cui discenda il Bene, è secondario.
    "Chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no."

  5. #135
    Iscritto L'avatar di Signum
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    Stati Uniti. Aborto, i roghi in chiesa fanno paura all’America https://www.avvenire.it/mondo/pagine...ra-all-america

  6. #136
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Citazione Originariamente Scritto da Aleksej Visualizza Messaggio
    Si deve cominciare ad instillare il dubbio che anche dal punto di vista strettamente laico, quest'atto sia immorale.
    Ammesso sia possibile un punto di vista strettamente laico su cosa sia il bene e cosa sia il male. Molto dipende da cosa si intende con "laico". Perchè alla fine della fiera non c'è una terza via: o si assume il valore che trascende l'individuale o si assume il valore individuale. Quindi, a mio modesto parere, il dubbio si instilla partendo da quest'ultima questione (che in realtà viene per prima): il laico fonda i valori in ciò che trascende l'individuale o nell'individuale? Parafrasando C.S.Lewis: è sorprendente come un filosofo materialista che uscito dalla conferenza, in cui ha sostenuto con assoluta convinzione l'inesistenza dei valori, inveisca con fermo disprezzo nei confronti di chi non rispetta la coda alla fermata del bus.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  7. #137
    Gran CierRino L'avatar di Aleksej
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    Citazione Originariamente Scritto da teophilius Visualizza Messaggio
    Ammesso sia possibile un punto di vista strettamente laico su cosa sia il bene e cosa sia il male. Molto dipende da cosa si intende con "laico". Perchè alla fine della fiera non c'è una terza via: o si assume il valore che trascende l'individuale o si assume il valore individuale. Quindi, a mio modesto parere, il dubbio si instilla partendo da quest'ultima questione (che in realtà viene per prima): il laico fonda i valori in ciò che trascende l'individuale o nell'individuale? Parafrasando C.S.Lewis: è sorprendente come un filosofo materialista che uscito dalla conferenza, in cui ha sostenuto con assoluta convinzione l'inesistenza dei valori, inveisca con fermo disprezzo nei confronti di chi non rispetta la coda alla fermata del bus.
    Esattamente, e Lewis ha ragione... infatti il mio messaggio terminava col fatto che che tutto ciò sia privo di senso. Ma tanto, come dimostra il filosofo materialista citato, non vedono la contraddizione: pragmaticamente quindi, per raggiungere il risultato che interessa, converrebbe ignorarla pur sapendo che essa esista. "Se Dio non esiste, tutto è permesso". Il russo che volevano esiliare dalle nostre università, lo aveva scritto ancor prima di Lewis.https://www.ilsussidiario.net/news/d...%20Pietroburgo).
    "Chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no."

  8. #138
    CierRino
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    Citazione Originariamente Scritto da teophilius Visualizza Messaggio
    Tocchi un punto essenziale, non solo per la legge sull'aborto ma per la legge di per se. Credo sia del tutto evidente che il chiedersi "in che cosa si fonda il diritto" implica necessariamente chiedersi "in che cosa si fonda la legge" se un diritto è garantito da una legge. Senza nulla togliere a cosa può offrire la scienza su questa domanda, mi verrebbe da dire che questa domanda è del tutto filosofica. Come tu ben sai, fino ad un certo punto alla domanda "in che cosa si fonda la legge" si usava rispondere, secondo un'assunzione filosofica realista, "nella natura umana". Questo fondamento è stato, a mio modesto parere, del tutto abbandonato da quando la natura umana è diventato un concetto idealista "sponsorizzato" da un'assunzione anch'essa idealista, anzi ideologica, della scienza.
    Infatti il problema è filosofico prima che scientifico, e anche questo viene poco compreso. Molti ritengono che la scienza “dimostri” che l’embrione non sia un essere umano, ma in realtà la scienza non può dimostrare alcunché perché la definizione di essere umano è una definizione filosofica: cosa ci rende umani? Perché ci chiamiamo esseri umani?
    La scienza può solo ribadire quel che si sa: dal concepimento inizia la storia di un nuovo individuo umano. Che però, a mio modo di vedere, è già un enorme punto di partenza.

    Aggiungo che mi piacerebbe molto di più che si impostasse il discorso pro-aborro (da chi lo sostiene) come uno scontro tra i diritti di un essere non nato (l’embrione) e i diritti della madre, questo perché significherebbe già un passo fondamentale: riconoscere che l’embrione, indipendentemente dal fatto che sia “umano” o “non ancora umano” è qualcosa da proteggere e una figura particolare meritevole di alcuni diritti.
    Se ho parlato male, dimostra dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?

  9. #139
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Citazione Originariamente Scritto da Messa Visualizza Messaggio
    Infatti il problema è filosofico prima che scientifico, e anche questo viene poco compreso. Molti ritengono che la scienza “dimostri” che l’embrione non sia un essere umano, ma in realtà la scienza non può dimostrare alcunché perché la definizione di essere umano è una definizione filosofica: cosa ci rende umani? Perché ci chiamiamo esseri umani?
    La scienza può solo ribadire quel che si sa: dal concepimento inizia la storia di un nuovo individuo umano. Che però, a mio modo di vedere, è già un enorme punto di partenza.
    Si. Tuttavia, sebbene penso sia abbastanza facile sostenere che un embrione umano è del tutto un essere umano in potenza, sarebbe più difficile convincere del fatto che sia una persona in potenza.

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    Aggiungo che mi piacerebbe molto di più che si impostasse il discorso pro-aborro (da chi lo sostiene) come uno scontro tra i diritti di un essere non nato (l’embrione) e i diritti della madre, questo perché significherebbe già un passo fondamentale: riconoscere che l’embrione, indipendentemente dal fatto che sia “umano” o “non ancora umano” è qualcosa da proteggere e una figura particolare meritevole di alcuni diritti.
    Anche per me questo è il punto assolutamente critico. I pro-choice fanno leva su un'opposizione tra i diritti di una persona attuale (la gestante) ed una persona potenziale (suo figlio). In sostanza (scusa il gioco di parole), per questo unico caso non ammettono il peso di chi è in potenza mentre in altri lo assumono senza fiatare (ad esempio il diritto all'istruzione).
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  10. #140
    Gran CierRino L'avatar di Aleksej
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    Aggiungo che mi piacerebbe molto di più che si impostasse il discorso pro-aborro (da chi lo sostiene) come uno scontro tra i diritti di un essere non nato (l’embrione) e i diritti della madre, questo perché significherebbe già un passo fondamentale: riconoscere che l’embrione, indipendentemente dal fatto che sia “umano” o “non ancora umano” è qualcosa da proteggere e una figura particolare meritevole di alcuni diritti.
    La legge riconosce alcuni diritti al nascituro, infatti dopo 90 giorni (tranne casi particolari per la salvaguardia della salute della madre) diventa intoccabile. La domanda da porre semmai sarebbe: come mai può godere di questo diritto solo superati i tre mesi?
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