Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 10 di 12 PrimaPrima ... 89101112 UltimaUltima
Risultati da 91 a 100 di 118

Discussione: Anno della Fede (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013)

  1. #91
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    La fede di Maria ci guida sempre a Dio. Così il Papa nella preghiera mariana in Piazza San Pietro

    Maria donna di fede che ci porta sempre a Gesù. E’ il modello proposto dal Papa a decine di migliaia di fedeli durante la catechesi svolta questo pomeriggio in piazza san Pietro innanzi alla Statua della Madonna di Fatima. Si è aperta così solennemente la Giornata mariana che culminerà domani con la Messa e l’Atto di affidamento recitato dal Pontefice. L’evento, parte dell’Anno della Fede, vede la presenza eccezionale dell’icona mariana portoghese per la coincidenza dell’ultima apparizione a Fatima, il 13 ottobre del 1917. Il servizio di Gabriella Ceraso

    “E’ presenza di Maria in mezzo a noi”, la piccola statua venuta da Fatima, e “Maria ci porta sempre a Gesù”. Le parole del Papa danno voce al sentimento di tutti i fedeli uniti in preghiera in piazza san Pietro davanti alla delicata e bellissima icona della Signora di Fatima che apparve a Francisco, Giacinta e Lucia. Cantando e pregando l’hanno attesa e uno sventolio di bandierine bianche ne ha accompagnato la lunga processione in piazza; poi la sosta là dove il proiettile che custodisce nella corona, trafisse il corpo di Papa Woytila nel 1981, quindi l’arrivo al sagrato innanzi a Papa Francesco per l’intronizzazione.

    La catechesi del Pontefice giunge al termine della meditazione della piazza sulla Via Matris, le sette tappe dolorose della vita di Maria, dalla profezia di Simeone alla deposizione del corpo di Gesù nel sepolcro il sabato santo, e parte da un interrogativo: Come è stata la fede di Maria?

    Il primo elemento della sua fede è questo: la fede di Maria scioglie il nodo del peccato

    E’ nodo, spiega il Papa, ogni nostra mancanza di fiducia in Dio, di ascolto e di compimento della sua volontà. Ma alla misericordia di Dio nulla è impossibile:

    Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia. E Maria, che con il suo “sì” ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre

    La fede di Maria è anche quella che, prosegue il Pontefice, “dà carne umana a Gesù”: avviene quando “lei dice il suo sì all’annuncio dell’Angelo”. Ma l’incarnazione di Gesù sottolinea Papa Francesco “non è un fatto solo del passato”, “ci coinvolge personalmente”:

    Ma quello che è avvenuto nella Vergine Madre in modo unico, accade a livello spirituale anche in noi quando accogliamo la Parola di Dio con cuore buono e sincero e la mettiamo in pratica. Succede come se Dio prendesse carne in noi, Egli viene ad abitare in noi, perché prende dimora in coloro che lo amano e osservano la sua Parola. Non è facile capire questo, ma sì, è facile sentirlo nel cuore.

    “Credere in Gesù” prosegue il Pontefice, “significa offrirgli la nostra carne, con l’umiltà e il coraggio di Maria, perché Lui possa continuare ad abitare in mezzo agli uomini”:

    Significa offrirgli le nostre mani per accarezzare i piccoli e i poveri; i nostri piedi per camminare incontro ai fratelli; le nostre braccia per sostenere chi è debole e lavorare nella vigna del Signore; la nostra mente per pensare e fare progetti alla luce del Vangelo; e soprattutto, offrirle il nostro cuore per amare e prendere decisioni secondo la volontà di Dio. Tutto questo avviene grazie all’azione dello Spirito Santo. E così, siamo gli strumenti di Dio perché Gesù agisca nel mondo attraverso di noi.

    Ma la fede di Maria è anche, conclude il Papa, “un cammino”, è un seguire come ha fatto lei suo Figlio, quindi ascoltarlo, lasciarsi guidare dalle sue parole; avere i suoi stessi sentimenti e atteggiamenti, “umiltà, misericordia, vicinanza, ma anche fermo rifiuto dell’ipocrisia, della doppiezza, dell’idolatria”:

    La via di Gesù è quella dell’amore fedele fino alla fine, fino al sacrificio della vita, è la via della croce. Per questo il cammino della fede passa attraverso la croce e Maria l’ha capito fin dall’inizio

    La fiammella della sua fede è rimasta accesa sempre anche nella notte, nell’ora della passione di Gesù, sottolinea il Papa, e fino all’alba della Risurrezione:

    E quando le è giunta la voce che il sepolcro era vuoto, nel suo cuore è dilagata la gioia della fede, la fede cristiana nella morte e risurrezione di Gesù Cristo. Perché sempre la fede ci porta alla gioia, e Lei è la Madre della gioia: che ci insegni ad andare per questa strada della gioia e vivere questa gioia!

    “Questa sera, Madre”, è l’invocazione finale del Papa,”ti ringraziamo per la tua fede di donna forte e umile; e rinnoviamo il nostro affidamento a te, Madre della nostra fede. Amen”.

    (...)


    fonte: Radio Vaticana


    Qui il testo della Catechesi del Santo Padre
    Oboedientia et Pax

  2. #92
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    Il Papa: Maria ci insegni a non essere “cristiani di vetrina” ma “sp orcarci le mani” per il Vangelo

    Lo sguardo di Maria guida il cristiano a Gesù e lo aiuta a non essere un “cristiano di vetrina”, ma a “sp orcarsi le mani” per il Vangelo. È la considerazione con la quale Papa Francesco chiude il suo videomessaggio indirizzato ai fedeli raccoltisi stasera in preghiera nel Santuario del Divino Amore e negli altri dieci collegati a distanza per condividere la Giornata mariana: Lourdes, Nazareth, Lujan, Vailankanni, Guadalupe, Akita, Nairobi, Benneux, Częstochowa e Marian Valley. Il servizio di Alessandro De Carolis:

    “Chi guarda la Vergine Maria? Guarda tutti noi, ciascuno di noi. E come ci guarda? Ci guarda come Madre, con tenerezza, con misericordia, con amore”.

    È lo sguardo che chiunque vorrebbe su di sé. Lo sguardo che abbraccia, sostiene, consola. In parole semplici, Papa Francesco tratteggia la maternità di Maria con parole che più un religioso insegnamento, trasmettono il calore di un’esperienza vissuta. Gli occhi della Mamma del cielo – gli stessi, dice, che “hanno guardato il figlio Gesù, in tutti i momenti della sua vita, gioiosi, luminosi, dolorosi, gloriosi”, così come li contempla il Rosario – sono gli occhi che guardano ciascuno dei figli sulla terra, “semplicemente con amore”:

    “Quando siamo stanchi, scoraggiati, schiacciati dai problemi, guardiamo a Maria, sentiamo il suo sguardo che dice al nostro cuore: ‘Forza, figlio, ci sono io che ti sostengo!’. La Madonna ci conosce bene, è mamma, sa bene quali sono le nostre gioie e le nostre difficoltà, le nostre speranze e le nostre delusioni. Quando sentiamo il peso delle nostre debolezze, dei nostri peccati, guardiamo a Maria, che dice al nostro cuore: ‘Rialzati, va’ da mio Figlio Gesù, in Lui troverai accoglienza, misericordia e nuova forza per continuare il cammino’”.

    Ma non guarda solo noi, Maria. La Madonna, afferma Papa Francesco, “indica Gesù, ci invita a testimoniare Gesù”, ci guida a Lui, l’unico che – assicura – “può trasformare l’acqua della solitudine, della difficoltà, del peccato, nel vino dell’incontro, della gioia, del perdono”:

    “Non avere paura! Lui ti insegnerà a seguirlo per testimoniarlo nelle grandi e piccole azioni della tua vita, nei rapporti di famiglia, nel tuo lavoro, nei momenti di festa; ti insegnerà ad uscire da te stesso, da te stessa, per guardare agli altri con amore, come Lui che non a parole, ma con i fatti, ti ha amato e ti ama!’ O Maria, facci sentire il tuo sguardo di Madre, guidaci al tuo Figlio, fa’ che non siamo cristiani di vetrina’, ma che sanno 'sp orcarsi le mani' per costruire con il tuo Figlio Gesù, il suo Regno di amore, di gioia e di pace”.


    fonte: Radio Vaticana


    Qui il testo del Video-messaggio del Santo Padre
    Oboedientia et Pax

  3. #93
    Iscritto
    Data Registrazione
    Sep 2013
    Località
    Campania
    Età
    37
    Messaggi
    51
    Qualcuno sta seguendo la veglia "Con Maria oltre la notte" in diretta su Tv2000 o Telepace?

  4. #94
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    Giornata Mariana. Messa del Papa: Dio chiede il nostro "sì", Maria ci aiuta a dirlo ogni giorno

    “Dio ci sorprende, Dio ci chiede fedeltà, Dio è la nostra forza”. Su queste tre realtà si è articolata, questa mattina, l’omelia di Papa Francesco durante la Messa in Piazza San Pietro, davanti alla statua della Madonna di Fatima e ad oltre 100 mila persone, in occasione della Giornata Mariana. “Maria – ha detto il Santo Padre – ci aiuti a lasciarci sorprendere da Dio senza resistenze, ad essergli fedeli ogni giorno, a lodarlo e ringraziarlo perché è Lui la nostra forza”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

    Maria, “creatura umile e debole come noi” è stata scelta per essere “Madre di Dio, Madre del suo Creatore”. Guardando a Maria, Papa Francesco invita a riflettere su tre realtà: Dio ci sorprende, Dio ci chiede fedeltà, Dio è la nostra forza. Dio ci sorprende – spiega il Papa – come nella vicenda di Naaman, capo dell’esercito del re Aram e malato di lebbra, che rispondendo alla richiesta di Dio si immerge nel Giordano. Una richiesta che lo lascia perplesso ma si immerge nel fiume e subito guarisce:

    “Ecco, Dio ci sorprende; è proprio nella povertà, nella debolezza, nell’umiltà che si manifesta e ci dona il suo amore che ci salva, ci guarisce e ci dà forza. Chiede solo che seguiamo la sua parola e ci fidiamo di Lui”.

    Questa è anche l’esperienza della Vergine Maria che davanti “all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia”, lo stupore di vedere che “Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazaret” che “non ha compiuto imprese straordinarie” ma si fida del Signore:

    “Dio ci sorprende sempre, rompe i nostri schemi, mette in crisi i nostri progetti, e ci dice: fidati di me, non avere paura, lasciati sorprendere, esci da te stesso e seguimi!”

    Il Santo Padre rivolge poi domande che toccano il cuore di ogni cristiano:

    “Mi lascio sorprendere da Dio, come ha fatto Maria, o mi chiudo nelle mie sicurezze, sicurezze materiali, sicurezze intellettuali, sicurezze ideologiche, sicurezze dei nei miei progetti? Lascio veramente entrare Dio nella mia vita? Come gli rispondo?”.

    Dio – aggiunge Papa Francesco – ci sorprende con il suo amore, “ma chiede fedeltà nel seguirlo” come nella lettura di San Paolo, in cui l’Apostolo si rivolge al discepolo Timoteo dicendogli di “ricordarsi sempre di Cristo, di perseverare nella fede”. Quante volte – osserva poi il Pontefice – ci siamo entusiasmati per qualche iniziativa, per qualche impegno “ma, poi, di fronte ai primi problemi, abbiamo gettato la spugna”:

    “E questo purtroppo, avviene anche nelle scelte fondamentali, come quella del matrimonio. La difficoltà di essere costanti, di essere fedeli alle decisioni prese, agli impegni assunti. Spesso è facile dire sì', ma poi non si riesce a ripetere questo ‘sì’ ogni giorno. Non si riesce ad essere fedeli”.

    Maria a Dio ha detto tanti "sì" “nei momenti gioiosi come pure in quelli di dolore”. Tanti "sì" culminati sotto la Croce. Quindi il Papa rivolge un’altra cruciale domanda:

    “Sono un cristiano 'a singhiozzo', o sono un cristiano sempre?”.

    E poi aggiunge:

    “La cultura del provvisorio, la cultura del relativo entra anche nel vivere la fede. Dio ci chiede di essergli fedeli, ogni giorno, nelle azioni quotidiane e aggiunge che, anche se a volte non gli siamo fedeli, Lui è sempre fedele e con la sua misericordia non si stanca di tenderci la mano per risollevarci, di incoraggiarci a riprendere il cammino, di ritornare a Lui e dirgli la nostra debolezza perché ci doni la sua forza”.

    Il Papa indica quindi l'autentico cammino:

    “E questo è il cammino definitivo: sempre col Signore, anche nelle nostre debolezze, anche nei nostri peccati. Mai andare sulla strada del provvisorio. Questo, sì, uccide. La fede è fedeltà definitiva come quella di Maria”.

    Dio ci sorprende, Dio ci chiede fedeltà e Dio – conclude il Papa – è la nostra forza. Il Pontefice dopo aver ricordato la pagina del Vangelo, in cui dieci lebbrosi chiedono a Gesù di ottenere la guarigione sottolinea che dopo la liberazione dalla malattia, “solo uno torna indietro per lodare Dio” e ringraziarlo. Maria, dopo l’Annunciazione, ha parole di lode e di ringraziamento a Dio. “Tutto è suo dono”. “Lui – ricorda Papa Francesco – è la nostra forza”. E poi pone altri nodali interrogativi:

    “Quante volte ci diciamo grazie in famiglia? E’ una delle parole chiave della convivenza. 'Permesso', 'scusa', 'grazie': se in una famiglia si dicono queste tre parole, la famiglia va avanti. 'Permesso', 'scusami', 'grazie'. Quante volte diciamo 'grazie' in famiglia? Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, ci è vicino, ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. E’ facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma andare a ringraziarlo: Mah, non mi viene”.

    Al termine della Santa Messa, Papa Francesco ha letto l’Atto di Affidamento alla Madonna di Fatima:

    “Beata Maria Vergine di Fatima,
    con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
    uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni
    che ti dicono beata”.


    “Custodisci la nostra vita fra le tue braccia”. “Insegnaci – ha detto il Santo Padre - il tuo stesso amore di predilezione per i piccoli e i poveri, per gli esclusi e i sofferenti, per i peccatori e gli smarriti di cuore”.

    “Raduna tutti sotto la tua protezione
    e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù”.


    All’Angelus, il Santo Padre ha ringraziato i fedeli arrivati da tante parti del mondo per la Giornata Mariana e salutato, in particolare, i bambini dell’Orchestra internazionale per la pace “Piccole Impronte”, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, “i giovani di Roma che nei giorni scorsi si sono impegnati nella missione Gesù al centro” e i detenuti del carcere di Castrovillari.


    fonte: Radio Vaticana


    Qui il testo dell'Omelia del Santo Padre e dell'Atto di Affidamento a Maria
    Oboedientia et Pax

  5. #95
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    Le famiglie di tutto il mondo in Piazza San Pietro. Il Papa: siete il motore della storia

    L’Anno della Fede sta per vivere uno dei suoi momenti più belli e gioiosi: la Giornata della famiglia che si celebrerà questa domenica. Oggi pomeriggio e domani mattina migliaia di famiglie affluiranno in Piazza San Pietro per incontrare Papa Francesco. Ce ne parla Sergio Centofanti:

    Le famiglie di tutto il mondo si preparano a incontrare il Papa. Tema del pellegrinaggio odierno è: «Famiglia, vivi la gioia della Fede». Alle 14.00 saranno aperti i varchi in Piazza San Pietro per accogliere le migliaia di persone che stanno affluendo in Vaticano. L’appuntamento di oggi prevede testimonianze che ci racconteranno le gioie e le difficoltà della vita familiare, si parlerà di crisi matrimoniali superate grazie alla fede e poi dialoghi tra nonni, genitori e figli, e momenti musicali: ci saranno, tra gli altri, il gruppo Gospel degli Hope Singer, il pianista Giovanni Allevi, il Piccolo Coro Antoniano e il Coro Hope fondato nel ’98 su iniziativa della Pastorale giovanile della Chiesa italiana, e ancora il cantante britannico Gospel Junior Robinson, il cantautore italiano Luca Barbarossa e l’americana Sarah Hart, cantante simbolo della musica cristiana degli Stati Uniti. Saranno presenti anche i fratelli Taviani, due registi che hanno fatto conoscere la Sicilia al Papa con il loro film “Kaos”. Durante l’evento, si chiederà alle famiglie di tutto il mondo di aiutare con un sms solidale, al numero 45594, le famiglie siriane in difficoltà, grazie a un progetto promosso dalla Caritas italiana e dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Papa Francesco arriverà sul sagrato alle 17.00 accolto da un gruppo di dieci bambini e dai loro nonni. Una bambina accompagnata dalla nonna lo saluta, seguita da alcune coppie di fidanzati e di sposi. Tra di essi anche una famiglia cristiana fuggita dalla Siria a causa della guerra, una famiglia di Lampedusa che ha aiutato e accolto gli immigrati sbarcati sull’isola e un profugo nigeriano che ha ritrovato la speranza grazie alla solidarietà ricevuta. Al termine delle testimonianze, il discorso del Papa e la professione di fede. Papa Francesco effettuerà quindi un giro in Piazza San Pietro con la jeep scoperta per salutare le famiglie che appena ieri ha definito come “il motore del mondo e della storia”. Domani mattina alle 10.30 il Papa presiederà in Piazza San Pietro la Santa Messa nella Giornata della Famiglia.


    fonte: Radio Vaticana
    Oboedientia et Pax

  6. #96
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    Papa Francesco alle famiglie di tutto il mondo: rimanete sempre unite a Gesù. La cultura del provvisorio ci taglia la vita a pezzi

    Gli sposi “pregano insieme e con la comunità” perché “hanno bisogno dell’aiuto di Gesù” “per accogliersi l’un l’altro ogni giorno, e perdonarsi ogni giorno”. Lo ha ricordato Papa Francesco nel discorso alle migliaia di famiglie provenienti da oltre 70 paesi del mondo, che oggi pomeriggio hanno affollato piazza San Pietro per il Pellegrinaggio alla tomba di San Pietro nell’Anno della fede. In tutto circa 100mila i presenti fra genitori, bambini e nonni. Durante l’incontro anche la Professione di Fede. Domani la Messa presieduta dal Papa nella Giornata della Famiglia. Il servizio di Debora Donnini:

    Questa piazza “vi abbraccia: siamo un solo popolo, con un’anima sola, convocati dal Signore che ci ama e ci sostiene”. Così Papa Francesco rivolge le sue parole piene di calore ad una piazza san Pietro colorata da una distesa di palloncini, festante, gremita da migliaia di famiglie: neonati in carrozzina, bambini di ogni età, genitori, nonni, ci sono anche bisnonni, riuniti per ascoltare le parole del Papa e per la Professione di Fede. Papa Francesco arriva sul Sagrato mano nella mano con dieci bambini e subito scherza con loro affettuosamente, chiedendogli se sanno farsi il segno della Croce. “Famiglia, vivi la gioia della fede” è il tema del pellegrinaggio e il Papa si sofferma proprio sul modo in cui sperimentare questa gioia nella famiglia, oggi. Papa Francesco conosce le difficoltà che le famiglie vivono. “La vita spesso è faticosa”, “lavorare è fatica”, “ma – ricorda il Papa – quello che pesa di più nella vita è la mancanza di amore”; “pesano certi silenzi, a volte anche in famiglia, fra marito e moglie, fra genitori e figli”. Il Papa pensa anche agli anziani soli e alle famiglie che non sono aiutate a sostenere chi in casa ha bisogno di cure speciali. A tutte le famiglie Papa Francesco ricorda le parole di Gesù: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi”. “Il Signore conosce le nostre fatiche e i pesi della nostra vita”, dice, ma anche il nostro profondo desiderio di trovare la gioia del ristoro:

    “Gesù ha detto: 'La vostra gioia sia piena'. Gesù vuole che la nostra gioia sia piena! Lo ha detto agli apostoli e lo ripete oggi a noi. Allora questa è la prima cosa che stasera voglio condividere con voi, ed è una parola di Gesù: Venite a me, famiglie di tutto il mondo - dice Gesù - e io vi darò ristoro, affinché la vostra gioia sia piena. E questa Parola di Gesù portatela a casa, portatela nel cuore, condividetela in famiglia. Ci invita ad andare da Lui per darci, per darvi e per darci a tutti la gioia”.

    Papa Francesco si rifà poi al Rito del Matrimonio dove ci si promette di essere fedeli sempre “nella gioia e nel dolore”. “Come Abramo” gli sposi si mettono in cammino insieme e il Papa ricorda che proprio questo è il matrimonio: “partire e camminare insieme, mano nella mano, affidandosi alla grande mano del Signore”:

    “Mano nella mano, sempre e per tutta la vita! E non fare caso a questa cultura del provvisorio, che ci taglia la vita a pezzi! Con questa fiducia nella fedeltà di Dio si affronta tutto, senza paura, con responsabilità”.

    Il Papa ricorda quindi che gli sposi cristiani non sono ingenui, conoscono i problemi e i pericoli della vita. Ma non hanno paura di assumersi la loro responsabilità, davanti a Dio e alla società. Senza scappare, senza isolarsi, senza rinunciare alla missione di formare una famiglia e di mettere al mondo dei figli e “i cristiani - sottolinea - si sposano nel Sacramento perché sono consapevoli di averne bisogno!”. Papa Francesco sottolinea, quindi, quanto sia importante per gli sposi pregare insieme:

    “E nel loro Matrimonio pregano insieme e con la comunità. Perché? Perché si usa fare così? No! Lo fanno perché ne hanno bisogno, per il lungo viaggio che devono fare insieme: un lungo viaggio che non è a pezzi, dura tutta la vita! E hanno bisogno dell’aiuto di Gesù, per camminare insieme con fiducia, per accogliersi l’un l’altro ogni giorno, e perdonarsi ogni giorno! E questo è importante, eh! Nelle famiglie saper perdonarsi”.

    Poi ripete le tre parole-chiave che servono per portare avanti una famiglia: permesso, grazie e scusa:

    “Ma sentite questo consiglio: non finire la giornata senza fare la pace. La pace si rifà ogni giorno in famiglia! Senza chiedersi scusa: “scusatemi” ecco e si rincomincia di nuovo. Permesso, grazie, scusa! Lo diciamo insieme? Permesso, grazie e scusa! Facciamo queste tre parole in famiglia! Perdonarsi ogni giorno!”

    Sono tanti i momenti belli in famiglia: il pranzo insieme, l’uscita nel parco o in campagna, la visita ai nonni “ma – sottolinea il Papa – se manca l’amore manca la gioia, manca la festa, e l’amore ce lo dona sempre Gesù: Lui è la fonte inesauribile, e si dona a noi nell’Eucaristia”. E lì Lui “ci dà la sua Parola e il Pane della vita, perché la nostra gioia sia piena”. Quindi il Papa si sofferma sull’icona presente, che raffigura la Presentazione di Gesù al Tempio, dove si intrecciano tre generazioni: Simeone e Anna, i due anziani, rappresentano “la fede come memoria” e il Papa invita ad ascolatare i nonni che sono la saggezza di un popolo; Maria e Giuseppe sono la famiglia santificata dalla presenza di Gesù. “Rimanete sempre unite a Gesù – conclude - e portatelo a tutti con la vostra testimonianza”. E dopo la Professione di Fede, Papa Francesco saluta le famiglie durante il giro con la jeep scoperta in piazza San Pietro.

    Ad intervenire durante l’incontro anche mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che ricorda come nella piazza si senta davvero la gioia della fede. “E’ il miracolo della fede che sposta le montagne di egoismo e di solitudine – dice – e ci rende costruttori di famiglie e figli di quella grande famiglia che è la Chiesa”. Mons. Paglia sottolinea anche l’importanza che le famiglie non siano sole ma si leghino fra loro in una rete di solidarietà e in particolare si rivolge alle famiglie siriane: “vi siamo vicini – afferma – vi abbracciamo forte come questa piazza abbraccia noi!”.

    Prima, fin dal primo pomeriggio, alcune testimonianze su come la fede aiuti a superare le crisi e ad aprirsi all’accoglienza si sono alternate a momenti di musica. Tra queste una famiglia di Lampedusa che ha aiutato e accolto gli immigrati sbarcati sull’isola e una famiglia fuggita dalla Siria. E ancora testimonianze di famiglie in missione. Toccante anche l’esperienza della famiglia Pandolfi con 4 figli. Negli anni hanno anche accolto numerosi minori in difficoltà come la piccola Chiara che ora ha nove anni e non può vedere, sentire, parlare muovere gli arti e oggi è in affidamento. L’abbiamo subito amata, dice Delfina:

    “E’ vero che dipende in tutto e per tutto da noi, ma è diventata il motore di tutta la famiglia, perché è lei che dà a noi la forza per impegnarci a donare la nostra vita agli altri. Gaetano ed io amiamo Chiara come ciascuno dei nostri figli biologici che, in certo senso, sono anch’essi in affido perché ci sono stati affidati da Dio. Ognuno di loro ha un posto privilegiato nel nostro cuore e insieme a loro ci sentiamo figli dell’unico Padre, che è Dio”.

    Durante l’incontro si sono poi potute aiutare proprio le famiglie della Siria con un sms solidale al numero 45594, grazie ad un progetto promosso dalla Caritas e dal Pontifico Consiglio per la Famiglia. Ad accompagnare l’evento, diversi gruppi musicali come il gruppo Gospel degli Hope Singer e il Piccolo Coro Antoniano. Insomma, una grande momento di festa e preghiera dove si è testimoniato che il Signore aiuta a superare le difficoltà, dà gioia e trasforma anche la sofferenza in amore.


    fonte: Radio Vaticana


    Qui il testo del discorso del Santo Padre
    Oboedientia et Pax

  7. #97
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    Il Papa: le famiglie che pregano insieme sono forti e portano ai lontani la gioia che viene da Dio

    Oltre centomila persone alla Messa in Piazza San Pietro presieduta dal Papa nella Giornata della Famiglia in occasione dell’Anno della Fede. Papa Francesco nell’omelia ha sottolineato che le Letture di questa 30.ma domenica del tempo ordinario “ci invitano a meditare su alcune caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana”.

    La prima è la famiglia che prega. “Il brano del Vangelo – ha affermato - mette in evidenza due modi di pregare, uno falso – quello del fariseo – e l’altro autentico – quello del pubblicano. Il fariseo incarna un atteggiamento che non esprime il rendimento di grazie a Dio per i suoi benefici e la sua misericordia, ma piuttosto soddisfazione di sé. Il fariseo si sente giusto, si sente a posto, si pavoneggia di questo, e giudica gli altri dall’alto del suo piedestallo. Il pubblicano, al contrario, non moltiplica le parole. La sua preghiera è umile sobria, pervasa dalla consapevolezza della propria indegnità, delle proprie miserie: quest’uomo davvero si riconosce bisognoso del perdono di Dio, della misericordia di Dio. Quella del pubblicano è la preghiera del povero, è la preghiera gradita a Dio che, come dice la prima Lettura, «arriva fino alle nubi» (Sir 35,20), mentre quella del fariseo è appesantita dalla zavorra della vanità".

    Il Papa ha quindi proseguito: "Alla luce di questa Parola, vorrei chiedere a voi, care famiglie: pregate qualche volta in famiglia? Qualcuno sì, lo so. Ma tanti mi dicono: ma come si fa?, Ma si fa come il pubblicano, è chiaro, umilmente davanti a Dio.Ognuno con umiltà si lascia guardare dal Signore e chiede la sua bontà che venga a noi. Ma in famiglia come si fa? Perché semmbra che la preghiera è una cosa personale, e poi non c’è mai un momento adatto, tranquillo in famiglia… Sì, è vero, ma è anche questione di umiltà, di riconoscere che abbiamo bisogno di Dio, come il pubblicano! E tutte le famiglia hanno bisogno di Dio. Tutti, tutti. Bisogno del suo aiuto, della sua forza, della sua benedizione, della sua misericordia, del suo perdono. E ci vuole semplicità! Per pregare in famiglia ci vuole semplicità. Pregare insieme il “Padre nostro”, intorno alla tavola, non è una cosa straordinaria, è facile, dà tanta forza! E anche pregare l’uno per l’altro! Il marito per la moglie, la moglie per il marito, ambedue per i figli, i figli per i genitori, per i nonni … Pregare l’uno per l’altro. Questo è pregare in famiglia, e questo fa forte la famiglia: la preghiera.

    “La seconda Lettura – ha aggiunto - ci suggerisce un altro spunto: la famiglia custodisce la fede.
    L’apostolo Paolo, al tramonto della sua vita, fa un bilancio fondamentale, e dice: «Ho conservato la fede» (2 Tm 4,7). Ma come l’ha conservata? Non in una cassaforte! Non l’ha nascosta sottoterra, come quel servo un po’ pigro. San Paolo paragona la sua vita a una battaglia e a una corsa. Ha conservato la fede perché non si è limitato a difenderla, ma l’ha annunciata, irradiata, l’ha portata lontano. Si è opposto decisamente a quanti volevano conservare, “imbalsamare” il messaggio di Cristo nei confini della Palestina. Per questo ha fatto scelte coraggiose, è andato in territori ostili, si è lasciato provocare dai lontani, da culture diverse, ha parlato francamente senza paura. San Paolo ha conservato la fede perché, come l’aveva ricevuta, l’ha donata, spingendosi nelle periferie, senza arroccarsi su posizioni difensive”.

    “Anche qui – ha sottolineato il Papa - ci possiamo chiedere: in che modo noi, in famiglia, custodiamo la nostra fede? La teniamo per noi, nella nostra famiglia, come un bene privato, come un conto in banca, o sappiamo condividerla con la testimonianza, con l’accoglienza, con l’apertura agli altri? Tutti sappiamo che le famiglie, specialmente quelle giovani, sono spesso “di corsa”, molto affaccendate; ma qualche volta ci pensate che questa “corsa” può essere anche la corsa della fede? Le famiglie cristiane sono famiglie missionarie. Ma, ieri abbiamo sentito, qui in piazza, la testimonianza di famiglie missionarie. Sono missionarie anche nella vita di ogni giorno, facendo le cose di tutti i giorni, mettendo in tutto il sale e il lievito della fede! Conservare la fede in famiglie e mettere il sale e il lievito della fede nelle cose di tutti i giorni”.
    Papa Francesco ha poi affrontato un ultimo aspetto che si ricava dalla Parola di Dio: “la famiglia che vive la gioia. Nel Salmo responsoriale si trova questa espressione: «i poveri ascoltino e si rallegrino» (33/34,3). Tutto questo Salmo è un inno al Signore, sorgente di gioia e di pace. E qual è il motivo di questo rallegrarsi? E’ questo: il Signore è vicino, ascolta il grido degli umili e li libera dal male. Lo scriveva ancora san Paolo: «Siate sempre lieti … il Signore è vicino!» (Fil 4,4-5). Eh … a me piacerebbe fare una domanda, oggi. Ma, ognuno la porta nel suo cuore, a casa sua, eh?, come un compito da fare. E si risponde da solo. Come va la gioia, a casa tua? Come va la gioia nella tua famiglia? Eh, voi date la risposta”.

    “Care famiglie – ha proseguito il Papa - voi lo sapete bene: la gioia vera che si gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale, non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli… La gioia vera viene da un’armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita. Ma alla base di questo sentimento di gioia profonda c’è la presenza di Dio, la presenza di Dio nella famiglia, c’è il suo amore accogliente, misericordioso, rispettoso verso tutti. E soprattutto, un amore paziente: la pazienza è una virtù di Dio e ci insegna, in famiglia, ad avere questo amore paziente, l’uno con l’altro. Avere pazienza tra di noi. Amore paziente”.

    Solo Dio sa creare l’armonia delle differenze. Se manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società. Famiglie gioiose”.

    Quindi ha concluso: “Care famiglie, vivete sempre con fede e semplicità, come la santa Famiglia di Nazaret. La gioia e la pace del Signore siano sempre con voi!”.


    fonte: Radio Vaticana


    Link ai testi dell'omelia del Santo Padre e della Preghiera alla Santa Famiglia pronunciata al termine della celebrazione
    Oboedientia et Pax

  8. #98
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    Una mamma e un nonno raccontano la gioia della “Giornata della famiglia” con Papa Francesco

    A Piazza San Pietro come a casa. E’ il piccolo “miracolo” che si è compiuto questa fine settimana grazie alla “Giornata della Famiglia” celebrata con Papa Francesco, nel contesto dell’Anno della Fede. Un evento che si è contraddistinto per la gioia dei bambini che ha contagiato tutti a partire dal Santo Padre. All’indomani di questo evento, Alessandro Gisotti ha raccolto la testimonianza di Laura Patanella, mamma milanese che assieme al marito e ai suoi quattro figli ha preso parte alla due giorni con il Papa:

    R. - Non è la prima volta che andiamo a Roma con la famiglia. In effetti, però, erano un po’ di anni che non riuscivamo ad andare tutti insieme. I miei figli li ho visti molto contenti, anche se all’inizio magari qualcuno dei più grandi borbottava all’idea di fare due giorni così intensi. Poi, alla fine, li abbiamo vissuti con serenità, nel guardare le altre famiglie che erano con noi, nello stare insieme e nelle tre parole belle e semplici che ha pronunciato il Papa per noi. Siamo stati molto contenti.

    D. – Le tre parole, ricordiamolo, sono “permesso, scusa, grazie”…

    R. – Esatto, le tre parole sono queste. Ripensando anche con mio marito, siamo stati proprio fortunati, ci siamo guardati ed abbiamo pensato: “Caspita, forse 19 anni di matrimonio sono anche per queste tre parole che ci siamo detti”. Si può bisticciare durante la giornata ma come ci ha detto il Papa alla sera bisogna guardarsi in faccia e ricominciare.

    D. – La cosa che Papa Francesco ha sottolineato è che le famiglie cristiane non devono solo dirsi che sono belle tra loro ma uscire ed andare a testimoniare questa bellezza fuori…

    R. – Esatto. Sempre con mio marito facciamo il corso ai fidanzati in parrocchia. In effetti, la cosa bella è testimoniare ogni volta a queste coppie di fidanzati che si vogliono sposare la bellezza del matrimonio, vissuto proprio come un cammino di fede.

    D. – In queste due giornate, le gioie sono state tante, però poi c’è la vita quotidiana. Cosa resta allora di questo evento?

    R. – Resta il fatto che siamo fortunati ad avere un Papa che ci vuole così bene e ci guida. Non siamo soli ma siamo in una grande famiglia che è la Chiesa. Non siamo soli come famiglia per cui, anche nei momenti di fatica e sconforto della quotidianità, il fatto di condividerli con altre persone, altre famiglie, o amici, ti richiama a guardare sempre a Gesù.


    Nella veglia di sabato, Papa Francesco non ha mancato di mettere l’accento sul ruolo insostituibile dei nonni nella vita delle famiglie. Parole che hanno toccato il cuore di Eugenio Bollani, nonno, che assieme alla moglie e alla nipotina di tre anni ha vissuto la “Giornata della Famiglia” in Piazza San Pietro. Alessandro Gisotti lo ha intervistato:

    R. - Come tutti i pellegrini o come tutti i turisti quando si va in un posto, il mattino dopo, una volta tornati, si iniziano a guardare le fotografie scattate. Una delle fotografie che ho in mente è questa: questi palloncini che hanno inondato il cielo sopra Piazza San Pietro. La mia nipotina ne ha lasciato andare uno senza piangere; ha tre anni e generalmente guai! Si sa quando un bambino perde un palloncino! Mentre, questa volta ha detto: “Nonno, lo faccio andare in cielo da Gesù”. La seconda immagine che ho in mente è questa: sembrava di essere in una piazza di un paese, davanti alla chiesa dove tutti eravamo insieme; nei tempi morti vedere i bambini sul sagrato sdraiati a disegnare quello che vedevano … L’altra immagine è questo Papa Francesco circondato dai bambini; con alcuni di essi dialogava. Ad un bambino stava addirittura spiegando cosa succedeva. Questo Papa, come un nonno che sta lì ad ascoltare, era veramente un richiamo a noi grandi di come bisogna porsi davanti ai bambini.

    D. - Lei ha detto che Papa Francesco in alcuni momenti sembrava proprio un nonno con i suoi nipoti. Sappiamo quanto Jorge Mario Bergoglio tenga a cuore i nonni. Anche in questi giorni, ha ribadito che i nonni “sono la saggezza di un popolo”, hanno tanto da dare a figli e nipoti. Cosa hanno detto al suo cuore queste parole?

    R. - La cosa che mi ha colpito da nonno e da padre è stata che - e lo ha anche detto lui - noi cristiani non siamo ingenui, non ci dimentichiamo le difficoltà che ci sono nel mondo. Però, ci ha richiamato a non avere paura di assumerci le nostre responsabilità e andare a dire agli altri quanto è bello stare in un certo modo. Il culmine è stato quando il Papa ha chiesto a tutti i bambini di fare il Segno della Croce. È il primo gesto che un padre, un nonno insegnano ai propri figli. Devo dire che la mia nipotina, pur avendo tre anni, ha pasticciato un po’, però alla fine era convinta di aver fatto il Segno della Croce perché glielo aveva detto il Papa. Glielo aveva detto questo grande nonno!


    fonte: Radio Vaticana
    Oboedientia et Pax

  9. #99
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    Per la prima volta saranno esposte le reliquie attribuite all'apostolo

    Davanti a Pietro
    la chiusura dell'Anno della fede

    «Adorazione. Si parla poco di adorazione!». Questa considerazione, pronunciata da Papa Francesco con un tono misto di tristezza e preoccupazione, potrebbe far cogliere il senso di uno segni conclusivi dell’Anno della fede. A conferma si può aggiungere un altro pensiero del Papa rivolto ai seminaristi e alle novizie a conclusione delle giornate del loro pellegrinaggio. Allontanandosi anche in questo caso dal testo scritto disse: «Uno dei vostri formatori, mi diceva l’altro giorno: évangéliser on le fait à genoux, l’evangelizzazione si fa in ginocchio. Sentite bene: “l’evangelizzazione si fa in ginocchio”. Siate sempre uomini e donne di preghiera. Senza il rapporto costante con Dio la missione diventa mestiere».

    Parole che sono musica per le orecchie di chi, come chi scrive, è cresciuto alla scuola di von Balthasar. Il grande teologo del secolo scorso criticava il movimento di alcune scuole che erano passate da una “teologia fatta in ginocchio” a una “teologia scritta a tavolino”, e provocava al recupero della spiritualità e della santità come forma coerente della vita cristiana.

    L’unione tra azione e contemplazione è uno dei punti cardini che la fede esprime e ha sempre bisogno di essere ribadita. È in forza di questo che andando verso l’epilogo dell’Anno della Fede, Papa Francesco ha scelto di recarsi il prossimo 21 novembre in un monastero di clausura per un momento di preghiera. La fede vive principalmente di adorazione. L’incontro con Cristo, infatti, richiede che la risposta del credente scaturisca dalla contemplazione del suo volto. La giornata «pro orantibus» si erge così a segno di come la fede aiuta nella ricerca dell’essenziale.

    Dinanzi al mistero che si crede, d’altronde, la preghiera è il primo e più realistico atteggiamento che si dovrebbe assumere. La contemplazione comunque non allontana dagli impegni e dalle preoccupazioni quotidiane, al contrario. Essa permette di dare senso e di sostenere la fatica di ogni giorno. La gioia che proviene da quell’incontro non è artefatta né limitata a un momento emotivo, ma condizione per guardare in profondità e cogliere ciò che vale la pena vivere.

    Solo una distratta visione teologica ha potuto creare lo strabismo tra l’amore verso Dio, tipico di chi prega, e l’amore verso il prossimo, proprio di chi agisce. Non era forse per Gesù stesso la contemplazione del Padre, momento propedeutico per compiere la sua azione evangelizzatrice? Ridare vigore alla fede, quindi, equivale a verificare la reciprocità tra la contemplazione e l’azione cristiana. La prima è il presupposto per una coerente azione evangelica, mentre questa è condizione necessaria perché la contemplazione sia genuina.

    La vita contemplativa ha saputo coniugare i due momenti. «Ora et labora» permane nella Chiesa come la sintesi più felice a cui la fede conduce. Il monastero delle Monache Camaldolesi sull’Aventino, che Papa Francesco visiterà, presenta questa dimensione in modo peculiare. La sua apertura alla città nel servizio della lectio divina e della mensa per i poveri, fa emergere l’obiettivo verso cui conduce la contemplazione: la condivisione di ciò che si possiede. Non è possibile infatti contemplare il volto di Cristo senza riconoscerlo poi nella sua “carne” più bisognosa perché più sofferente.

    Ci si prepara anche con questo segno a celebrare l’epilogo di un anno ricco di grazia. Esso è stato segnato in particolare dalla professione di fede che i milioni di pellegrini hanno compiuto sulla tomba di Pietro.

    In questo contesto, un ultimo segno culminante consisterà nell’esposizione per la prima volta delle reliquie che la tradizione riconosce come quelle dell’Apostolo che qui ha dato la sua vita per il Signore. La fede di Pietro, pertanto, confermerà ancora una volta che la “Porta” per l’incontro con Cristo è sempre aperta e attende di essere varcata con lo stesso entusiasmo e convinzione dei primi credenti. Un cammino che i cristiani di oggi sanno di dover perseguire senza stanchezza, perché forti e rassicurati dalla contemplazione del volto di Cristo.

    RINO FISICHELLA


    fonte: L’Osservatore Romano
    Oboedientia et Pax

  10. #100
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,612
    AVVISO DI CONFERENZA STAMPA , 11.11.2013

    Si informano i giornalisti accreditati che lunedì 18 novembre 2013, alle ore 11.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione dell’Evento dell’Anno della fede "Giornata per la vita contemplativa" (21 novembre 2013) e delle celebrazioni per la Conclusione dell’Anno della fede: Incontro dei Catecumeni con Papa Francesco (23 novembre 2013) e Santa Messa di chiusura (24 novembre 2013).

    Interverranno:

    S.E. Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione;

    S.E. Mons. José Octavio Ruiz Arenas, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione;

    Mons. Graham Bell, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

    [01655-01.01]

    [B0737-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
    Oboedientia et Pax

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>