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Discussione: Il Tempo di Quaresima

  1. #1
    CierRino L'avatar di Marcianus
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    Il Tempo di Quaresima

    Questo dice Sacrosanctum Concilium a proposito della Quaresima al num. 109: «Il duplice carattere della Quaresima che, soprattutto mediante il ricorso o la preparazione del Battesimo e mediante la penitenza, dispone i fedeli alla celebrazione del mistero pasquale con l’ascolto più frequente della Parola di Dio e la preghiera più intensa sia posto in maggiore evidenza tanto nella Liturgia quanto nella catechesi liturgica. Perciò: 1. Si utilizzino più abbondantemente gli elementi battesimali proprii della Liturgia Quaresimale e, se opportuno, se ne riprendano anche altri dall’antica tradizione; 2. Lo stesso si dice degli elementi penitenziali»
    Proprio a partire da questo i Padri Riformatori hanno cercato di ridare alla Quaresima quello che le era proprio.

    1. Struttura e fine del Tempo di Quaresima
    Il Tempo di Quaresima ha lo scopo di preparare la Pasqua. La Liturgia quaresimale guida alla celebrazione del Mistero Pasquale sia i catecumeni, attraverso i diversi gradi dell’Iniziazione Cristiana, sia i fedeli, per mezzo del ricordo del Battesimo e della penitenza.
    Il Tempo di Quaresima ha inizio il Mercoledì delle Ceneri e termina con la Messa in Cœna Domini del Giovedì Santo (essa esclusa). Dal Mercoledì delle Ceneri fino alla Santa Veglia Pasquale non si canta l’Alleluja in alcuna celebrazione.
    Il Mercoledì delle Ceneri, ciò è deducibile anche dal nome, si impongono le ceneri sul capo dei fedeli.
    Le Domeniche del Tempo di Quaresima sono sei: prima, seconda, terza, quarta, quinta di Quaresima e Domenica delle Palme e della Passione del Signore che dà inizio alla Settimana Santa. La Quarta Domenica è detta anche Domenica «Lætare».
    La Settimana Santa ha per scopo la venerazione della Passione di Cristo dal suo ingresso messianico in Gerusalemme.
    Il Giovedì Santo, al mattino, il vescovo, concelebrando la Messa Stazionale col suo clero, benedice gli Olii Santi e consacra il Sacro Crisma.
    Colore liturgico della Quaresima è il viola. Solo nella Quarta Domenica si può utilizzare, dove ormai è prassi consueta, il colore rosaceo.

    2. Origine e storia del Tempo di Quaresima
    Queste, in breve, le notizie relative alla struttura tecnica della Quaresima. Ora passiamo a parlare, in breve, della storia e dell’origine di questo tempo santo.
    La celebrazione della Pasqua nei primi tre secoli della vita della Chiesa non aveva un periodo di preparazione. Ci si limitava a un digiuno compiuto nei due giorni precedenti. La comunità cristiana viveva così intensamente l’impegno cristiano fino alla testimonianza del martirio (non va dimenticato che si era in tempo di persecuzione), da non sentire in alcun modo necessità di un periodo di tempo per rinnovare la conversione già avvenuta col Battesimo. La prima Chiesa, però, prolungava la gioia della Pasqua per cinquanta giorni, sino alla Pentecoste (...e senza snaturare questo tempo con eventuali Ottave di Pentecoste...).
    Quando si è registrata una minore tensione nell’impegno di vita cristiana, siamo ormai alla pace di Costantino, si è cominciata ad avvertire la necessità di un congruo periodo di tempo per richiamare le menti dei fedeli a una coerenza con il Battesimo ricevuto. Nasce in questo modo l’idea di un periodo di tempo sufficiente per prepararsi alla Pasqua.
    In Oriente le prime notizie riguardanti la preparazione spirituale alla Pasqua sono relative al quarto secolo, ce ne parla Sant’Atanasio nelle sue Lettere Pasquali. San Cirillo nelle sue Catechesi Mistagogiche ne accenna come di cosa già nota e assodata. Eusebio, nel De solemnitate paschali parla di «quadragesimale exercitium ... sanctos Moysen et Eliam imitantes».
    In Occidente abbiamo testimonianze dirette soltanto alla fine del quarto secolo. Ne accenna Eteria nel suo ormai celebre ed ineluttabile Itinerarium per la Spagna e l’Aquitania. Ne parlano anche Sant’Agostino per l’Africa e Sant’Ambrogio per la sua città di Milano.
    Non ci è dato purtroppo di sapere dove, per mezzo di chi e come sia sorta la Quaresima soprattutto a Roma; sappiamo solo che si è andata formando progressivamente. Essa ha una preistoria, collegata a una prassi penitenziale preparatoria alla Pasqua che ha cominciato ad affermarsi fin dalla metà del secondo secolo.
    Fino al quarto secolo l’unica settimana di digiuno era quella che precedeva la Pasqua. A metà del quarto secolo si trovano aggiunte a questa settimana altre tre settimane per comprendere poi quattro settimane.
    L’uso di iscrivere i peccatori alla penitenza pubblica quaranta giorni prima di Pasqua determinò la formazione di una «quadragesima» che cadeva sesta domenica prima della Pasqua. Dal momento poi che non si celebrava un rito penitenziale in giorno di domenica (e tale era il rito di iscrizione dei peccatori alla penitenza), si fissò questo atto al mercoledì precedente. Ogni mercoledì, infatti, era giorno «stazionale» e per questo motivo di digiuno. Così è nato il mercoledì delle Ceneri, la Feria Quarta Cinerum (è importante notare, comunque, che la denominazione ufficiale or ora usata entra nel Missale Romanum solo a metà del quindicesimo secolo sebbene sia documentato l’uso di distribuire le ceneri ai fedeli a Roma già fin dal decimo secolo).
    Dalla fine del quarto secolo, dunque, è bene evidente che la Quaresima ha una struttura di quaranta giorni, considerati alla luce del simbolismo biblico che dà a questo tempo un valore salvifico – redentivo di cui è segno la denominazione di «sacramentum».
    Quando nei secoli sesto e settimo si è allargato il tempo liturgico a cinquanta, sessanta e infine addirittura settanta giorni (le ormai definitivamente abolite domeniche di Quinquagesima, Sessagesima e Settuagesima), ciò è avvenuto per accentuarne l’indole penitenziale a scapito dell’originale e certamente fondamentale indole pasquale. Contemporaneamente, infatti, si rompe l’unità del Sacro Triduo che viene fatto gravitare principalmente sull’aspetto della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo. La coloritura sempre più penitenziale della Quaresima, in ultima analisi, non può che essere spiegata se non come lo smarrimento del principale punto di arrivo di questo tempo che è la Pasqua a favore di altre cose, altri aspetti. Eppure la Quaresima è principalmente questo, un guardare, un tendere verso la Pasqua.
    Concludendo questo paragrafo storico notiamo, dunque, che allo sviluppo della Quaresima abbiano contribuito in maniera determinante diverse esigenze. Anzitutto l’esigenza dei catecumeni di prepararsi in maniera immediata al Battesimo nella Notte Santa e poi le esigenze derivanti dalla disciplina penitenziale e poi la pratica del digiuno in preparazione alla Pasqua. Altri fattori, già evidenziati, hanno contribuito a far perdere alla Quaresima il suo aspetto originario e fondamentale fin qui sottolineato.
    Tralascio, essendo di poco conto, le questioni relative all’ulteriore snaturamento del Tempo di Quaresima avvenuto in tempi abbastanza recenti con la denominazione di «Domenica di Passione» della Quinta Domenica di Quaresima sintomo di una ormai totale perdita del significato originale della Quaresima ricuperata dalla Riforma Liturgica degli anni ’60.
    L’uso di velare le Croci e le immagini in quella che ormai era diventata Domenica di Passione, è n relazione, secondo alcuni autori, con il «velo di digiuno» con il quale veniva impedita al popolo la vista dell’altare all’inizio del tempo di digiuno dall’undicesimo secolo. L’uso di velare le Croci e le immagini sacre, tuttavia, non è affatto antico, anzi, è abbastanza recente. Lo troviamo prescritto per la prima volta nel Cæremoniale Episcoporum soltanto nel 1700.

    3. La Quaresima nei riti e nei testi del Messale Romano
    Il ricco contenuto teologico della Quaresima è determinato dalla sua finalizzazione alla celebrazione della Pasqua. Questo tempo può essere inteso rettamente, infatti, soltanto alla luce del suo momento culminante che è la Veglia Pasquale.
    Il Direttorio su Pietà popolare e Liturgia fa notare che il rito con cui iniziamo il Tempo di Quaresima, quello delle Ceneri nella Liturgia del Mercoledì delle Ceneri, ha la sua origine nell’antica ritualità con cui i peccatori convertiti si sottoponevano alla penitenza canonica. Il gesto di coprirsi di cenere ha il senso di riconoscere la propria fragilità e mortalità, bisognosa di essere redenta dall’amor di Dio. Il Direttorio insiste nel sottolineare che esso non è un gesto meramente estetico ma è oggi il simbolo dell’atteggiamento del cuore penitente che ciascun battezzato è chiamato ad assumere durante l’iter quaresimale.

    3.1 Il Lezionario Romano
    Elemento fondamentale durante le domeniche quaresimali è la Parola di Dio. Grande lavoro è stato fatto dai Padri Riformatori per ricuperare e valorizzare i grandi testi che ora arricchiscono i volumi del Lezionario Domenicale e Feriale.
    Le letture domenicali dell’Anno A riprendono i grandi temi battesimali dell’antico Lezionario Romano, che erano assurdamente e incredibilmente passati nei giorni feriali fino al Missale Romanum del beato Giovanni XXIII. E dunque, dopo i temi unici del Digiuno nel deserto e della Trasfigurazione (prime due domeniche) abbiamo: 3. Samaritana, 4. Cieco nato e 5. Lazzaro.
    L’anno B propone una serie di testi incentrati sul mistero della Croce gloriosa di Cristo secondo Giovanni.
    L’anno C, con i testi di Luca, pone in rilievo l’invito alla penitenza e il tema della misericordia di Dio.
    Così abbiamo una Quaresima battesimale (Anno A), Cristocentrica (anno B) e penitenziale (anno C).

    3.2 La Liturgia delle Ore
    Nella Liturgia delle Ore da valorizzare senza dubbio sono gli inni dell’editio latina, provenienti in massima parte dal Breviarium Romanum ma con nuovi inni ricuperati da antiche raccolte innografiche. Nell’Ufficio delle Letture si presentano i libri di Esodo, Numeri e la lettera agli Ebrei. Essi hanno il compito di accentuare il carattere pasquale della Quaresima in riferimento a Cristo, vero agnello pasquale, unico e sommo sacerdote della nuova ed eterna alleanza.
    Dai testi ecologici emergono alcuni temi quali: Conversione, cammino verso la Pasqua, esercizio della carità, perdono dei fratelli, preghiera, digiuno, digiuno dal peccato.
    Fin dalla Colletta del mercoledì delle Ceneri la Chiesa chiede «di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male».

    3.3 I Prefazi
    I prefazi presentano ottimamente i temi fondanti della nostra Quaresima. A vostra utilità ve li presento qui tutti e cinque:

    Prefazio della Quaresima I
    Il significato spirituale della Quaresima
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa, attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore.
    E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria:

    Prefazio della Quaresima II
    La penitenza dello spirito
    È veramente giusto renderti grazie, è bello cantare la tua gloria, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Tu hai stabilito per i tuoi figli un tempo di rinnovamento spirituale, perché si convertano a te con tutto il cuore, e liberi dai fermenti del peccato vivano le vicende di questo mondo, sempre orientati verso i beni eterni.
    Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode:

    Prefazio della Quaresima III
    I frutti della penitenza
    È veramente cosa buona e giusta, innalzare un inno a te, Padre onnipotente, e cantare insieme la tua lode.
    Tu vuoi che ti glorifichiamo con le opere della penitenza quaresimale, perché la vittoria sul nostro egoismo ci renda disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
    E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria:

    Prefazio della Quaresima IV
    I frutti del digiuno
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elèvi lo spirito, infondi la forza e doni il premio, per Cristo nostro Signore.
    Per questo mistero si allietano gli angeli e per l’eternità adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode:

    Prefazio della Quaresima V
    La via dell’esodo nel deserto quaresimale
    È veramente giusto benedire il tuo nome, Padre santo, ricco di misericordia, nel nostro itinerario verso la luce pasquale sulle orme di Cristo, maestro e modello dell’umanità riconciliata nell’amore.
    Tu riapri alla Chiesa la strada dell’esodo attraverso il deserto quaresimale, perché ai piedi della santa montagna, con il cuore contrito e umiliato, prenda coscienza della sua vocazione di popolo dell’alleanza, convocato per la tua lode nell’ascolto della tua parola, e nell’esperienza gioiosa dei tuoi prodigi.
    Per questi segni di salvezza, insieme agli angeli, ministri della tua gloria, proclamiamo nel canto la tua lode:

    Tra i prefazi è da notare che il quinto è proprio italiano e lo considero, mio parere personale, davvero il più significativo.

    Conclusione
    A conclusione di questo breve schema per la Quaresima vi auguro di poter vivere questa Quaresima con lo spirito che ci dà proprio l’ultimo prefazio. Percorriamo la strada dell’esodo apertaci da Dio nel deserto Quaresimale e ai piedi della santa montagna ci conceda Egli di comprendere la nostra vocazione di popolo dell’alleanza convocato per la lode di Dio, nell’ascolto della Sua Parola e nell’esperienza gioiosa dei Suoi prodigi.


    Sempre legato nel ricordo delle vostre care persone.


    Marcianus
    «Renditi conto di ciò che farai,
    imita ciò che celebrerai,
    conforma la tua vita
    al mistero della Croce di Cristo Signore»
    .
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  2. #2
    CierRino L'avatar di Marcianus
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    Dimenticavo di riferire la bibliografia!

    A parte i miei soliti appunti presi negli anni di università, miei fedeli manuali sono stati il solito Bergamini, Anamnesis quanto al volume sull'anno liturgico e poi un libro (relativamente) recente:
    Matias Augé, L'anno liturgico è Cristo stesso presente nella sua Chiesa, LEV 2009
    «Renditi conto di ciò che farai,
    imita ciò che celebrerai,
    conforma la tua vita
    al mistero della Croce di Cristo Signore»
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  3. #3
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    La Quaresima.

    1. Un tempo dalle caratteristiche proprie.


    La Quaresima è il tempo che precede e dispone alla celebrazione della Pasqua. Tempo d’ascolto della Parola di Dio e di conversione, di preparazione e di memoria del Battesimo, di riconciliazione con Dio e coi fratelli, di ricorso più frequente alle "armi della penitenza cristiana": la preghiera, il digiuno e l'elemosina (si veda: Mt 6,1-6.16-18).


    A somiglianza dell'antico popolo d'Israele che camminò per quarant'anni nel deserto per essere pronto ad entrare nella terra promessa, la Chiesa, il nuovo popolo di Dio, si prepara per quaranta giorni per celebrare la Pasqua del Signore. Pur essendo un tempo penitenziale, non è un tempo triste e opprimente. Si tratta di un tempo speciale di purificazione e di rinnovamento della vita cristiana, per poter condividere in maggior pienezza e gioia il mistero pasquale del Signore.


    La Quaresima è un tempo privilegiato per intensificare il percorso della propria conversione. Questa strada suppone la cooperazione con la grazia, per far morire l'uomo vecchio che agisce in noi. Si tratta di rompere col peccato che abita nel nostro cuore, di allontanarci da tutto quello che ci porta lontano dal Piano di Dio, e quindi, dalla nostra felicità e realizzazione personale.


    La Quaresima è una dei quattro tempi forti dell'anno liturgico e questo va colto in modo chiaro in ognuno dei dettagli della sua celebrazione. Quanto più accentueremo le sue particolarità, più fruttuosamente potremo vivere tutta la sua ricchezza spirituale.


    Pertanto bisognerà sforzarsi, tra l’altro:


    - Di far capire che in questo tempo è diversa la prospettiva sia delle letture bibliche (nella messa non c'è più la lettura continuata), come dei testi ecologici (propri e quasi sempre obbligatori per ognuna delle celebrazioni).


    - Che i canti siano totalmente diversi da quelli soliti e riflettano la spiritualità penitenziale, propria di questo tempo.


    - Di ottenere un'ambientazione sobria ed austera che rifletta il carattere di penitenza della Quaresima.





    2. Il senso della Quaresima.


    La prima cosa che dobbiamo dire riguardo alla finalità della Quaresima è che è un tempo di preparazione alla Pasqua. Per questo, di solito, la Quaresima è definita "cammino verso la Pasqua". La Quaresima non è quindi un tempo fine a se stesso, o un tempo "forte" o importante in se stesso.


    È piuttosto un tempo di preparazione, ed un tempo "forte" in quanto prepara un tempo ancora "più forte" che è la Pasqua. Il tempo di Quaresima come preparazione alla Pasqua si basa su due pilastri: da un lato, la contemplazione della Pasqua di Gesù; e d'altro, la partecipazione personale alla Pasqua del Signore attraverso la penitenza e la celebrazione o preparazione dei sacramenti pasquali - battesimo, confermazione, riconciliazione, eucaristia -, coi quali incorporiamo la nostra vita alla Pasqua del Signore Gesù.


    Incorporarci al "mistero pasquale" di Cristo suppone partecipare al mistero della sua morte e resurrezione. Non dimentichiamo che il Battesimo ci configura alla morte e resurrezione del Signore. La Quaresima cerca di fare in modo che quella dinamica battesimale (morte per la vita) sia vissuta più profondamente. Si tratta allora di morire al nostro peccato per resuscitare con Cristo alla vera vita:
    Io vi assicuro che se il grano di frumento muore darà molto frutto(Gv 20,24).


    A questi due aspetti bisogna aggiungere poi un'altra sfumatura più ecclesiale: la Quaresima è il tempo adatto per curare la catechesi e la preghiera dei bambini e dei giovani che si preparano alla confermazione e alla prima comunione; e perché tutta la Chiesa preghi per la conversione dei peccatori.





    3. Livelli del tempo di Quaresima.


    Per poter vivere adeguatamente la Quaresima è necessario conoscere bene i diversi livelli sui quali si muove questo tempo.


    Innanzi tutto, bisogna distinguere la "Quaresima domenicale", col suo dinamismo proprio ed indipendente, dalla "Quaresima feriale".


    • La "Quaresima domenicale":


    In essa si distinguono diversi blocchi di letture. Inoltre, all'insieme delle prime cinque domeniche che formano come un'unità, si contrappone l'ultima domenica - domenica delle Palme nella Passione del Signore - che forma piuttosto un tutt'uno con le ferie della Settimana Santa, e perfino col Triduo Pasquale.



    • La "Quaresima feriale":


    In essa vanno segnalati due momenti distinti: quello delle ferie delle prime quattro settimane, centrate soprattutto sulla conversione e la penitenza e quello delle ultime due settimane, nelle quali, ai suddetti temi, si affianca la contemplazione della Passione del Signore, che diventerà ancora più intensa nella Settimana Santa.


    Organizzando, dunque, le celebrazioni feriali, bisognerà distinguere queste due tappe, sottolineando nella prima gli aspetti di conversione (le orazioni, i prefazi, le preci ed i canti della Messa aiuteranno in questo).


    A partire dal Lunedì della V settimana, siccome cambia un po' la prospettiva, centrando più l'attenzione nella croce e nella morte del Signore (sono soprattutto le orazioni della messa e il I° prefazio della Passione del Signore, hanno questa nuova prospettiva).


    In fondo, c'è qui una visione teologica molto interessante: la conversione personale che consiste nel passare dal peccato alla grazia (santità), si realizza sempre di più, con un "crescendo" intenso, nella Pasqua del Signore: è solo nella persona del Signore Gesù, nostro capo, che la Chiesa, suo corpo mistico, passa dalla morte alla vita.


    Diciamo, per concludere, che sarebbe molto opportuno evidenziare con maggiore intensità le ferie dell'ultima settimana di Quaresima - la Settimana Santa - nelle quali la contemplazione della croce del Signore diventa quasi esclusiva (Prefazio II° della Passione del Signore). Per ciò, sarebbe molto conveniente che, in quest’ultima settimana si evidenziassero alcuni segni straordinari che sottolineassero l'importanza di questi ultimi giorni. Sebbene le rubriche indicano alcuni di questi segni (in questi giorni non è ammessa, per esempio, nessun’altra celebrazione, anche se si trattasse di solennità), a questi segni bisognerebbe aggiungerne altri di più facile comprensione per i fedeli, così da evidenziare meglio il carattere di massima importanza che hanno questi giorni (per esempio il canto dell'acclamazione al vangelo; la benedizione solenne quotidiana alla fine della messa; l’uso di paramenti violacei più solenni, etc.).





    4. Il luogo della celebrazione.


    Va ricercata la maggior austerità possibile, tanto per l'altare, come per il presbiterio e gli altri luoghi ed elementi celebrativi. Va conservato solo quello che è necessario perché il luogo risulti accogliente ed ordinato. L'austerità con cui si presenta in questi giorni la chiesa (il tempio), in contrapposizione col tono festivo con cui si celebrerà la Pasqua ed il tempo pasquale, aiuterà a cogliere il senso di "passaggio" ("Pasqua" significa "passaggio") che hanno le celebrazioni di questo ciclo.


    Durante la Quaresima bisogna, dunque, eliminare i fiori (che possono essere sostituiti da piante ornamentali,) i tappeti non necessari, la musica strumentale, a meno che sia indispensabile per un buon canto. Una pratica che in alcune chiese potrebbe essere espressiva è quella di ricoprire l'altare, al di fuori della celebrazione eucaristica, con un panno di tessuto viola.


    La stessa austerità va applicata anche al luogo del tabernacolo ed alla benedizione col Santissimo, perché ci deve essere una gran coerenza tra il culto che si dà al Santissimo e la celebrazione della messa. La stessa coerenza ci deve essere anche tra liturgia e pietà popolare. Non ci sarà, dunque, nessun elemento festivo, durante i giorni quaresimali e della Settimana Santa, né sull'altare della riserva eucaristica né nell'esposizione del Santissimo.





    5. Solennità, Feste e Memorie durante la Quaresima.


    Un altro punto da curare è il modo di celebrare le feste dei Santi durante la Quaresima. Quello che più conta è fare in modo che la Quaresima non sia oscurata da celebrazioni estranee ad essa. Proprio per questo, il Calendario Romano ha cercato di togliere da questo tempo le celebrazioni dei Santi.


    In realtà durante tutto il lungo periodo quaresimale, si celebrano solo quattro festività (oltre a qualche Solennità o Festa dei calendari particolari): Santi Cirillo e Metodio (14 Febbraio); la Cattedra di San Pietro (22 Febbraio); San Giuseppe (19 Marzo) e l'Annunciazione del Signore (25 Marzo). In ogni caso nel modo di celebrare queste feste non si dovrà dare l'impressione che si "interrompe la Quaresima"; piuttosto bisognerà inserire queste feste nella spiritualità e nella dinamica di questo tempo liturgico.


    Rispetto alla memoria dei santi, bisogna ricordare che durante la Quaresima si possono celebrare; se si celebrano, però, lo si deve fare con paramenti violacei e nel modo indicato dalle norme liturgiche.


    [Fonte: http://www.pastoraleliturgica.it/sus..._quaresima.htm].
    «Apostolórum pássio diem sacrávit sæculi,
    Petri triúmphum nóbilem, Pauli corónam præferens».




  4. #4
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Le Letture bibliche nel tempo di Quaresima.

    1. Visione d’insieme.



    Fin dall'inizio è opportuno segnalare il fatto che in questo tempo la tematica dei diversi cicli di letture è molto più variegata che negli altri tempi liturgici. Anche se, nel Lezionario, tutti i vari momenti di questo tempo hanno un sfondo comune, il rinnovamento della vita cristiana attraverso la conversione, questa tematica si presenta sotto ottiche molto diverse, ognuna delle quali ha le sue sfumature proprie e distinte. Se questa diversità non si tiene in considerazione, se si riduce l'insieme ad una tematica unica, molte tematiche presenti nelle letture liturgiche passeranno, praticamente, inosservate; fenomeno questo che, purtroppo, succede spesso.


    Va, dunque, sottolineato innanzi tutto che la caratteristica principale delle letture di Quaresima non poggia tanto sulla "novità" di alcune letture che si scoprono grazie ai lezionari post-conciliari, quanto nell'abbondanza di linee concomitanti che è necessario unire spiritualmente, in modo che ognuna di esse apporti il suo contributo al rinnovamento quaresimale di chi usa i citati lezionari.


    L'atteggiamento fondamentale, di fronte alle letture quaresimali, deve essere, soprattutto, quello di un ascolto tranquillo e penetrante che aiuti lo spirito a impregnarsi sempre più dei criteri della fede, a volte abbastanza conosciuti, ma non sufficientemente interiorizzati e resi vitali.


    Non si tratta di "meditazioni" più o meno intellettuali, ma di una contemplazione "gioiosa" del Piano di Dio sulla persona umana e la sua storia, e di un ascolto attento della chiamata di Dio ad una conversione che ci porti alla pace e alla felicità.


    Nell'insieme delle Letture quaresimali si colgono con facilità alcune linee di forza sulle quali deve incentrarsi la conversione quaresimale. Questa conversione non la si può ridurr ad un puro miglioramento morale. È piuttosto una conversione radicale a Cristo, l'Uomo nuovo, per vivere in Lui (vedere Col 2,7).


    Queste le linee di forza:


    a. La meditazione sulla storia della salvezza, realizzata da Dio-amore in favore della persona umana creata a sua immagine e somiglianza. Dobbiamo "convertirci" da una vita egoistica, che vede l'essere umano rinchiuso nel suo errore esistenziale, ad una vita di comunione col Signore, Via, Verità e Vita, che ci porta al Padre nello Spirito Santo.


    b. Il mistero pasquale vissuto come culmine di questa storia sacra: dobbiamo "convertirci" dalla visione di un Dio comune ad ogni essere umano, alla visione del Dio vivo e vero che si è rivelato pienamente nel suo unico Figlio Gesù Cristo e nella sua vittoria pasquale presente nei sacramenti della sua Chiesa:

    Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna(Gv 3,16).


    c. Il combattimento spirituale, che esige la cooperazione attiva con la grazia per far morire l'uomo vecchio ed il proprio peccato e cedere il passo alla realtà dell'uomo nuovo in Cristo. In altre parole, la lotta per la santità, esigenza che nasce dal nostro Battesimo.


    Queste tre linee devono essere proposte tutte insieme. La prima linea di forza - la meditazione della Storia della Salvezza - l'abbiamo principalmente nelle letture dell'Antico Testamento delle domeniche e nelle letture della Veglia Pasquale. La seconda - il mistero pasquale vissuto come culmine della storia sacra -, nei vangeli delle domeniche III, IV e V (i sacramenti pasquali) e, in un certo qual modo, nei vangeli feriali a partire dal lunedì della IV settimana (opposizione di Gesù al male - "i giudei" - che si conclude con la vittoria pasquale di Gesù sulla morte, male supremo). La terza linea - il combattimento spirituale, la vita in Cristo, la vita virtuosa e santa - appare particolarmente nelle letture apostoliche delle domeniche e nell'insieme delle letture feriali della messa delle prime tre settimane.


    Vale la pena sottolineare che le tre linee di forza che stiamo esponendo si trovano, con maggiore o minore intensità, a portata di tutti i fedeli: di coloro che partecipano abitualmente alla messa domenicale come di coloro che prendono parte anche all'eucaristia dei giorni feriali. Con intensità diversa, ma con un contenuto fondamentalmente identico, attraverso la liturgia quaresimale tutti i fedeli possono bere ad una fonte che invita alla conversione sotto tutti i suoi aspetti.





    2. Messe domenicali.


    Le letture domenicali di Quaresima hanno un'organizzazione unitaria che deve essere tenuta presente nella predicazione.


    Le letture dell'Antico Testamento seguono la una propria linea che non ha una relazione diretta coi vangeli, a differenza del resto dell'anno. Una linea importante per comprendere la Storia della Salvezza.


    Anche i Vangeli seguono anche una tematica organizzata tutta loro.


    Le letture apostoliche, invece, sono state pensate come complementari alle precedenti.





    a. La prima lettura ha, in questo tempo di Quaresima, un'intenzione chiara: presentare i grandi temi della Storia della Salvezza, per preparare il grande avvenimento della Pasqua del Signore:


    La creazione ed origine del mondo (prima domenica).


    Abramo, padre dei credenti (seconda domenica).


    L'Esodo e Moisè (terza domenica).


    La storia d'Israele, centrata soprattutto su Davide (quarta domenica).


    I profeti ed il loro messaggio (quinta domenica).


    Il Servo di Yahvé (domenica delle Palme).


    Queste tappe si proclamano più direttamente nell’Anno A, nei loro momenti culminanti.


    L’Anno B si incentra soprattutto sul tema dell'Alleanza (con Noè, con Abramo, con Israele, l'esilio, la nuova alleanza annunciata da Geremia).


    Nell’Anno C, le stesse tappe sono viste sotto l’aspetto del culto (offerta delle primizie, celebrazione della Pasqua, etc.).


    Nella sesta domenica, o domenica delle Palme nella Passione del Signore, invariabilmente si proclama il canto del Servo di Yahvé, di Isaia.


    Queste tappe rappresentano un ritorno alla fonte: la storia delle attuazioni salvifiche di Dio che preparano l'avvenimento centrale: il mistero Pasquale del Signore Gesù. Nella predicazione bisogna tenere in conto questa progressione, per non perdere di vista il cammino verso la Pasqua.





    b. Anche la lettura evangelica è sempre indipendente nelle sei settimane:


    Prima domenica: il tema delle tentazioni di Gesù nel deserto, lette secondo la prospettiva dell’evangelista dell’anno; il tema dei quaranta giorni, il tema del combattimento spirituale.


    Seconda domenica: la Trasfigurazione, letta anche questa in base all’ottica dell’evangelista dell’anno; di nuovo il tema dei quaranta giorni (Mosè, Elia, Cristo) e la preparazione pasquale; la lotta e la tentazione portano alla vita.


    Terza, quarta e quinta domenica: presentazione dei temi catequetici dell'iniziazione cristiana: l'acqua, la luce, la vita.


    Nell’Anno A: i grandi temi battesimali di San Giovanni: la samaritana (acqua), il cieco (luce), Lazzaro (vita).


    Nell’Anno B: temi paralleli, ancora di San Giovanni: il Tempio, il serpente e Gesù Servo.


    Nell’Anno C: temi di conversione e misericordia: iniziazione ad un altro Sacramento quaresimale-pasquale: la Penitenza.


    Sesta domenica: la Passione di Gesù, ogni anno secondo il proprio evangelista (riservando la Passione di San Giovanni al venerdì Santo).


    Il predicatore deve tener presente quest’unità ed aiutare la comunità ad approfondire i diversi aspetti del suo itinerario verso la Pasqua (non rimanendo, per esempio, fermi al tema della tentazione o della penitenza, ma entrando anche nei temi battesimali: Cristo e la sua Pasqua sono per noi la sorgente dell'acqua viva, della luce vera e della nuova vita).





    c. La seconda lettura è pensata come complemento dei grandi temi della Storia della Salvezza e della preparazione evangelica alla Pasqua. Temi spirituali, relativi al processo di fede e conversione ed alla concretizzazione morale dei temi quaresimali: la fede, la speranza, l'amore, la vita spirituale, figli della luce, etc.





    3. Messe feriali.


    Questo gruppo di letture ha grande peso nella vita spirituale di quei cristiani che sogliono partecipare attivamente all'eucaristia quotidiana. È giusto segnalare che il lezionario feriale di Quaresima si andò formando durante vari secoli e prima della riforma conciliare era già il più ricco di tutto l'anno liturgico. La riforma liturgica lo rispettò per la sua antica tradizione e ricchezza. Essendo stato costruito lungo i secoli, le sue tematiche sono piuttosto varia e non offrono quindi la possibilità di una lettura continua o un secondo un progetto d’insieme secondo il metodo al quale ci hanno abituato i lezionari usciti dalla riforma conciliare.


    L'attuale lezionario feriale della messa divide la Quaresima in due parti: da una parte, abbiamo i giorni che vanno dal mercoledì delle Ceneri fino al sabato della III settimana; e dall'altra, le ferie che vanno dal Lunedì della IV settimana fino al principio del Triduo Pasquale.





    1. Nella prima parte della Quaresima (Mercoledì delle Ceneri - Sabato della III settimana), le letture continuano a presentare, positivamente, gli atteggiamenti fondamentali del vivere cristiano e, negativamente, la riforma dei difetti che frenano la nostra sequela di Gesù.


    In queste Ferie, entrambe le letture normalmente hanno un’unità tematica abbastanza marcata, che insiste su temi come la conversione, il senso del tempo quaresimale, l'amore al prossimo, la preghiera, l'intercessione della Chiesa per i peccatori, l'esame di coscienza, etc.


    Quando si è iniziato a organizzare la Quaresima, c'era Messa, oltre alla Domenica, solo nei giorni di Mercoledì e Venerdì. Per questo motivo il Lezionario di Quaresima privilegia le letture di questi due giorni con letture di maggiore importanza che quelle delle restanti ferie. Dette letture normalmente sono relative alla passione e alla conversione.



    2. nella seconda parte della Quaresima, (a partire dal lunedì dell'IV settimana fino al Triduo Pasquale), il lezionario cambia prospettiva: ci offre una lettura continuata del vangelo secondo San Giovanni, scegliendo soprattutto i brani nei quali si coglie l'opposizione crescente tra Gesù ed i "giudei".


    Questa meditazione del Signore che si confronta col male, personalizzato, nel vangelo di Giovanni, dai "giudei", vuole portare la lotta quaresimale non solo su un piano ascetico, ma, soprattutto, nel contesto della comunione con Cristo, l'unico vincitore assoluto del male.


    In queste Ferie, le letture non sono particolarmente legate tematicamente l'una all'altra, ma presentano, in maniera indipendente, da una parte la figura del Servo di Yahvé o di un altro personaggio (Geremia specialmente) visti come immagine e profezia del Salvatore crocifisso; e, dall'altra, lo sviluppo della trama che culminerà nella morte e vittoria di Cristo.


    Infine, è opportuno ricordare che a partire dal Lunedì della IV settimana appare un tema forse non molto conosciuto: l'insieme dinamico che, partendo delle "opere" e "parole" del Signore Gesù, arriva fino all'avvenimento della sua "ora". Per non pochi può essere consigliabile fare lo sforzo di meditare in modo continuato questi vangeli nel loro svolgimento progressivo. Questo tema può risultare molto arricchente. Benché spesso si conoscano i testi, poche volte, però, si è scoperto il significato dinamico che unisce l'insieme di queste letture, un insieme che sfocia nell'"ora" di Gesù, nella sua glorificazione attraverso la morte che celebriamo nel Triduo pasquale.


    [Fonte: http://www.pastoraleliturgica.it/sus...ma.htm#LETTURE].
    «Apostolórum pássio diem sacrávit sæculi,
    Petri triúmphum nóbilem, Pauli corónam præferens».




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