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Discussione: Peculiarità delle Celebrazioni del Papa nella Settimana Santa e nel Triduo Pasquale

  1. #751
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Sono anch'io molto perplesso di questa prassi.
    E poi, la Cattedrale è la Cattedrale. Se non si celebra lì almeno il Triduo e la Messa del Crisma che ci sta a fare! Cambiamola e amen.

    A Milano, proprio per la particolarità della liturgia ambrosiana che ne sottinea anche fisicamente l'unità, sarebbe impensabile non celebrare in Cattedrale i tre momenti fondamentali del Triduo.

    Per le iniziative, diciamo così, estemporanee viene di solito riservata la mattina presto di Pasqua quando l'Arcivescovo celebra in uno dei carceri intorno a Milano, ma comunque in tempo per celebrare poi anche il Pontificale in Duomo.

  2. #752
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    Non posso far altro che concordare con Carbonate, Gerensis e Ambrosiano.
    Visitare i carcerati è un'opera di misericordia senz'altro meritoria, ma in un anno ci sono tanti giorni per compierla. Il Giovedì santo il Vescovo, di Roma così come di qualsiasi altra Diocesi, deve celebrare la Messa nella Cena del Signore nella sua Cattedrale.
    Oboedientia et Pax

  3. #753
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    Io invece, onestamente, non trovo alcunché di male nella scelta del Santo Padre.

    Va detto che, secondo le norme, la Messa in Cena Domini s’officia «con la piena partecipazione dell’intera comunità locale» (Messale Romano, CEI, p. 137, n. 1), che il vescovo la celebra «con la piena partecipazione di presbiteri, diaconi, ministri e fedeli intorno a sé» (Cæremoniale Episcoporum, Libreria Editrice Vaticana, n. 298) e che, per quanto riguarda il luogo, «è sommamente conveniente [quindi in ogni caso non obbligatorio – N.d.R.] che il vescovo presieda nella sua chiesa cattedrale la Messa nella Cena del Signore» (ivi, n. 296), ma, fermo restando che in questo caso non vi sono infrazioni per il solito principio (il Papa è il supremo legislatore in materia liturgica: ergo per lui, per quanto ciò a taluni possa sembrare forse discutibile, le regole tecnicamente non sono strettamente vincolanti), la motivazione sottostante alla decisione è chiara: fare memoria del Comandamento dell’Amore. Non a caso il Santo Padre ha sempre data una grande importanza al rito della lavanda dei piedi, simboleggiando il suo spirito di servizio anche indossando la stola, trasversalmente, alla maniera diaconale. E sinceramente mi sembra una motivazione nobile: fare memoria del Comandamento dell’Amore in quel particolare giorno non equivale a farne memoria in un dì qualunque. Poi è chiaro che la Messa vespertina del Giovedì Santo, oltre a quello del Comandamento dell’Amore fraterno, tema particolarmente importante per Francesco, ha anche altri significati importantissimi (istituzione dell’Eucaristia e del Sacerdozio ministeriale), che certamente il Papa non tralascia di commemorare.
    Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis.




  4. #754
    Veterano di CR L'avatar di Antocerimoniere
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    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Sono anch'io molto perplesso di questa prassi. E poi, la Cattedrale è la Cattedrale. Se non si celebra lì almeno il Triduo e la Messa del Crisma che ci sta a fare! Cambiamola e amen.A Milano, proprio per la particolarità della liturgia ambrosiana che ne sottinea anche fisicamente l'unità, sarebbe impensabile non celebrare in Cattedrale i tre momenti fondamentali del Triduo.Per le iniziative, diciamo così, estemporanee viene di solito riservata la mattina presto di Pasqua quando l'Arcivescovo celebra in uno dei carceri intorno a Milano, ma comunque in tempo per celebrare poi anche il Pontificale in Duomo.
    Concordo pienamente, questa é una celebrazione che vá fatta in Cattedrale, al massimo si potrebbero lavare i piedi a delle persone scelte dal papa ( come gesto di vicinanza).Non é bello che il vescovo di Roma non celebri mai nella sua cattedrale, dove c'é la sua cattedra. Qualcosa andrebbe rivista .Era molto bella , sentita e commovente la celebrazione della Messa in Coena Domini che si teneva in laterano, la reposizione...
    Ultima modifica di Antocerimoniere; 02-04-2022 alle 22:34
    Kyrie eleison !

  5. #755
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    Secondo me dovrebbe cominciare ad aiutarsi con un bastone, in quanto ho notato che, durante le celebrazioni, quando impugna la ferula la deambulazione è migliore.
    Notavo che stamane a Malta (sto guardando la diretta del viaggio apostolico) il Papa camminava molto faticosamente ed anche oggi nella papamobile è seduto (ieri invece era in piedi).
    Poverino, chissà qual dolore gli provocano questi viaggi; eppure egli li accetta pur d’incontrare il suo popolo, dimostrando ancora una volta l’immenso affetto che lo lega ai fedeli. Grazie, Santo Padre!
    Regina Sacratissimi Rosarii,
    ora pro nobis.




  6. #756
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    Allo stato attuale delle cose, pensare che il Papa possa salire agevolmente i gradini della Confessione mi pare, purtroppo, una mera utopia. Oltre a dover sopportare un grande dolore, sarebbe costretto a caricare tutto il peso del corpo sul ginocchio sano, rischiando di subire gravi conseguenze, specie all'articolazione del femore.
    L'eventuale ripristino della pedana mobile risolverebbe il problema del percorso tra la sacrestia e l'altare, ma non certo quello dei gradini.
    Celebrare alla Cattedra non è ipotizzabile, dato che, con la conclusione dello stato di emergenza, anche in San Pietro si ritornerà alla capienza piena. A questo punto mi vegono in mente soltanto due possibili soluzioni: installare un elevatore dietro l'altare della Confessione che permetta al Papa di salirvi senza fare i gradini, oppure allestire un altare mobile ai piedi del baldacchino del Bernini come fece Mons. Piero Marini nel 2002 con Giovanni Paolo II:


    (Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice)

    Per quanto riguarda le celebrazioni all'aperto (Palme e Messa del Giorno di Pasqua) il problema sarebbe minore, in quanto con ogni probabilità verrà utilizzata la papamobile per raggiungere il sagrato e al massimo si potrebbe collocare la sede davanti all'altare anziché all'ingresso della Basilica.
    Ultima modifica di Vox Populi; 04-04-2022 alle 12:48
    Oboedientia et Pax

  7. #757
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    Nella Messa di ieri, dopo incominciare il Paternoster, Papa Francesco è andato a sedersi e Mons. Scicluna, dal centro del altare, ha continuato le preghiere. Quindi possiamo pensare che la sofferenza del Santo Padre a causa del suo ginocchio è abbastanza grande. Le celebrazioni della Settimana Santa saranno molto impegnative per lui.

  8. #758
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    Secondo me - se è necessario - si potrebbero adottare diverse soluzioni:

    1. Il Papa potrebbe delegare un Cardinale, come avvenuto per esempio l’anno scorso per la Messa in Coena Domini presieduta dal Cardinale Decano.

    2. Il Papa potrebbe assistere tenendo l’omelia (possibilmente evitando improvvisate come nella Chiesa del Gesù il 12 marzo scorso).

    3. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di far presiedere la Liturgia Eucaristica ad un Cardinale. E qui mi sa che devo ripassare cosa dice il Cerimoniale dei Vescovi nel capitolo “La Messa presieduta dal Vescovo senza che egli celebri l'Eucaristia”.

  9. #759
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    Secondo me - se è necessario - si potrebbero adottare diverse soluzioni:

    1. Il Papa potrebbe delegare un Cardinale, come avvenuto per esempio l’anno scorso per la Messa in Coena Domini presieduta dal Cardinale Decano.

    2. Il Papa potrebbe assistere tenendo l’omelia (possibilmente evitando improvvisate come nella Chiesa del Gesù il 12 marzo scorso).

    3. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di far presiedere la Liturgia Eucaristica ad un Cardinale. E qui mi sa che devo ripassare cosa dice il Cerimoniale dei Vescovi nel capitolo “La Messa presieduta dal Vescovo senza che egli celebri l'Eucaristia”.
    La 3. è una soluzione "pericolosa". Nel senso: un Cardinale è un Vescovo al pari del Papa. Difatti, il Papa ha sempre o assistito totalmente o presieduto (lasciamo stare momenti di sofferenza fisica come ieri dove per necessità succedono cose impreviste). Affermare che si possa applicare il capitolo del Cæremoniale riguardante la presidenza dell'assemblea senza la presidenza della Celebrazione, fa del Papa un "supervescovo" al di sopra degli altri Vescovi. E non è così. Al massimo potrebbe essere così nella sua Cattedrale, appunto per una questione di giurisdizione.

    Ora: lo so che il pensiero vostro è "ma SantoSubito si è ubriacato, il Papa ha giurisdizione universale". Corretto. Ma dal punto di vista sacramentale, in fatto di presidenza, non per forza. Ha precedenza, non superiorità. Se assiste, assiste. Non lo farei concelebrare, ovviamente, ma celebrazioni "ibride" non le farei in questo senso. Diverso è il caso, ad esempio, di Giovanni XXIII che presiede una liturgia Orientale. Li ci sta che presieda senza celebrare. Ma nel suo Rito giuridico, è "pericoloso". Preferirei, se proprio il Papa non possa presiedere integralmente la Liturgia per cause di salute, che si faccia una assistenza totale magari tenendo l'Omelia.

    Ma tanto non andrà così: il Giovedì sarà delegato un Cardinale perché il Papa non celebrerà in San Pietro (perché va da altre parti o come l'anno scorso da S. E. Becciu), il Venerdì si prostrerà (come è solito comunque fare, in ossequio alle norme), la Veglia sarà presieduta normalmente e poi finisce che il giorno di Pasqua dovrà rinunciare a presiedere.
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

  10. #760
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    Secondo me - se è necessario - si potrebbero adottare diverse soluzioni: 1. Il Papa potrebbe delegare un Cardinale, come avvenuto per esempio l’anno scorso per la Messa in Coena Domini presieduta dal Cardinale Decano. 2. Il Papa potrebbe assistere tenendo l’omelia (possibilmente evitando improvvisate come nella Chiesa del Gesù il 12 marzo scorso). 3. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di far presiedere la Liturgia Eucaristica ad un Cardinale. E qui mi sa che devo ripassare cosa dice il Cerimoniale dei Vescovi nel capitolo “La Messa presieduta dal Vescovo senza che egli celebri l'Eucaristia”.
    Se non ricordo male, quella opzione 3 ha usato San Giovanni Paolo II nell 2004, credo per San Pietro e San Paolo, celebrando il Cardinale Ratzinger.

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