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Discussione: VIII Incontro mondiale delle Famiglie (Philadelphia, 22-27 settembre 2015)

  1. #41
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    Meeting famiglie. Molla: l’amore sia la nostra missione

    San Giovanni Paolo II e Santa Gianna Beretta Molla sono i patroni del meeting Mondiale delle Famiglie Philadelphia. Due figure – ha detto l’arcivescovo della città, mons. Charles J. Chaput – che hanno sempre amato e sostenuto la famiglia. Relatrice all’incontro internazionale anche Gianna Emanuela Molla, figlia della Santa, che ieri ha salutato il Papa nella cornice del B. Franklin Parkway dove si è tenuta la Veglia di preghiera con le famiglie. Il nostro inviato a Philadelphia Massimiliano Menichetti l’ha intervistata:

    R. - Penso che da quando è stata proclamata santa, 11 anni fa, questo sia il più alto riconoscimento che potesse essere attribuito da parte della Chiesa alla mia mamma. Sono doppiamente felice perché proprio nell’ambito di questo World meeting ricorre il 60.mo anniversario di nozze della mia mamma e del mio papà. Quindi per me è una grazia speciale.

    D. – Perché è stata inserita nella sessione dell’infertilità?

    R. – Io mi sono data questa spiegazione: da diversi anni ormai, varie coppie di coniugi sposati mi chiedono di pregare la mamma perché interceda presso il Signore per avere questo dono divino, questa grazia, questa gioia di avere un bambino. E io ho toccato con mano com’è potente l’intercessione della mia santa mamma. Io dico sempre loro: io prego volentieri, però naturalmente bisogna vedere qual è la volontà del Signore e accettare questa volontà. La mamma nei suoi appunti presi per i giovani dell’Azione cattolica aveva scritto che ogni vocazione è vocazione alla maternità: materiale, spirituale, fisica, perché il Signore ha posto in noi l’istinto della vita.

    D. – Lei quando parla della sua mamma, ne parla con uno sguardo innamorato, eppure non l’ha mai conosciuta. Da dove nasce questo legame così forte?

    R. – La mia mamma è vero che non l’ho mai conosciuta però posso testimoniare che da quando mi ha dato alla luce non mi ha mai lasciato sola un istante. Lei certamente è stata beatificata e poi santificata per come ha vissuto prima ancora che per come è mancata. Naturalmente lei, poi, ha coronato la sua vita col sacrificio della sua stessa vita perché io potessi venire alla luce. Poi naturalmente lei ha sempre sperato che il Signore salvasse anche la sua di vita. Due settimane prima del parto ha detto al mio papà: “Pietro, se dovete scegliere tra me e il bimbo, nessuna esitazione. Scegliete – lo esigo – il bimbo”. Morirà di peritonite settica 7 giorni dopo la mia nascita; è ritornata a casa ed è spirata a soli 39 anni. Io ogni volta che compio gli anni penso alla mia mamma. Quest’ anno ho compiuto 53 anni e ho detto: “Ho già 14 anni in più di quelli che aveva la mamma quando è mancata”. Il papà mi ha detto: “La mamma sapeva benissimo che per te lei sola rappresentava lo strumento della divina provvidenza perché tu potessi venire alla luce”. Per i miei fratelli, anche per me, quando lei fosse mancata, la Provvidenza erano il mio papà e altri familiari. Per me lo era lei sola. Per comprendere la sua scelta la si può capire alla luce della sua grande fede, del suo sacro rispetto per la vita. Se la mamma fosse rimasta qui con noi avrebbe continuato a fare del bene alla sua famiglia al suo prossimo, ai suoi ammalati, ma il bene che il Signore aveva in mente per lei era molto più grande. Io mi commuovo quando vengo a conoscenza di tutte le grazie ricevute per sua intercessione.

    D. – Questa impronta di bene di sua mamma è talmente forte in lei che lei nella sua vita personale decide di abbandonare la sua professione ad un certo punto per dedicarsi a suo padre…

    R. – Io sono medico geriatra. Quando mio papà aveva 90 anni e ha iniziato a non star bene di salute - era sempre stato attivissimo, era lui a seguire tutte le cose che riguardavano la mamma - ci voleva il medico 24 ore su 24 per poterlo assistere a domicilio, a casa sua, come lui desiderava, per prima cosa ho pensato: “Sono medico geriatra, se non aiuto il mio papà chi devo aiutare?”. Seconda ragione: “Con tutto quello che il papà ha fatto per me e i miei fratelli è il minimo che io possa fare per lui”. Se la volontà del Signore fosse stata un’altra, a prendersi cura di lui ci sarebbe la mia mamma al mio posto adesso.

    D. – Che cos’è per lei la famiglia e qual è l’augurio per le famiglie?

    R. – Il tema di questo incontro mondiale è “L’amore è la nostra missione”. L’amore è davvero l’aspetto più importante e fondamentale. Se io guardo la vita dei miei genitori, l’amore veramente è l’elemento per ogni essere umano. La loro vita è stata tutta connotata dall’amore. Hanno entrambi amato profondamente il Signore, la Madonna, e a loro volta sono stati profondamente amati. In ogni aspetto della loro vita l’amore ha rappresentato la parte preponderante. C’è tanta sofferenza al mondo e una delle ragioni per cui c’è questa sofferenza è che l’amore non è sempre così presente. Io penso che sia fondamentale sentirsi amati: più ci sentiamo amati e più possiamo rendere felici le persone che stanno vicino. Come noi possiamo dar gioia agli altri, se non ci sentiamo amati? E poi l’amore dà molta più forza. Io sono convinta che nella scelta finale della mamma abbia avuto un ruolo molto importante anche il fatto di sentirsi profondamente amata dal mio papà. Quindi l’amore oltre a renderci più sereni ci rende più forti; quindi l’amore è la nostra missione. La mamma diceva: “Amare vuol dire desiderio di perfezionare se stessi e la persona amata, superare il proprio egoismo, donarsi”. L’amore deve essere totale, pieno, completo, regolato dalla legge di Dio e sia eterno in Cielo.

    D. – Quindi possiamo dire che l’augurio è imparare a donarsi per poter ricevere…

    R. – Imparare a donarsi dando tutti noi stessi. La mamma diceva: “Niente le cose per metà, un dono di sé al massimo che si possa fare”. Non bisogna lasciarsi scoraggiare se magari non riusciamo a fare quello che abbiamo nel cuore di fare. Io posso dire che sto pregando i miei genitori per questo World meeting of families di Philadelphia perché possa dare tanti frutti spirituali, possa dare tanto coraggio, tanta speranza e tanta fiducia alle persone e alle famiglie che vi parteciperanno e soprattutto quelle che sono in difficoltà, che soffrono per i motivi più diversi. Io penso che anche l’esempio di mamma e papà possa essere un faro luminoso davvero sul cammino cristiano di giovani, di fidanzati, di sposi e possa sostenerli e incoraggiarli soprattutto nei momenti di prova e difficoltà.


    fonte: Radio Vaticana
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  2. #42
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    La proclamazione del prossimo Meeting internazionale
    Domenica sarà la giornata conclusiva del decimo viaggio apostolico internazionale di Papa Francesco
    (...)
    presiederà la Messa conclusiva dell’VIII Meeting delle famiglie nel "B. Franklin Parway" di Philadelphia, dove sarà annunciata anche la città che ospiterà il Meeting internazionale 2018.
    Secondo questo articolo di ZENIT il IX Inconro Mondiale delle Famiglie, in programma nel 2018, potrebbe aver luogo a Parigi.
    Ovviamente attendiamo l'ufficialità al termine della celebrazione odierna.
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  3. #43
    Nathaniel
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    Secondo questo articolo di ZENIT il IX Inconro Mondiale delle Famiglie, in programma nel 2018, potrebbe aver luogo a Parigi.
    Ovviamente attendiamo l'ufficialità al termine della celebrazione odierna.
    Invece si terrà a Dublino.

    ...poi l’annuncio della prossima edizione del Meeting delle Famiglie del 2018 che si terrà a Dublino.
    http://it.radiovaticana.va/news/2015..._gesti/1175248

  4. #44
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    Papa: santità legata a piccoli gesti. A Dublino Giornata famiglie 2018



    "La parola del Signore invita tutti a partecipare alla profezia dell’alleanza tra un uomo e una donna, che genera vita e rivela Dio”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della Messa che ha chiuso l’ottavo Meeting Mondiale delle Famiglie di Filadelfia. Centinaia di migliaia le persone hanno pregato con il Papa, provenienti dai cinque continenti. Francesco ha rimarcato che la felicità e la santità sono legati a piccoli gesti. Poi l'annucio del prossimo incontro mondiale del 2018 che sarà a Dublino. Il nostro inviato a Filadelfia, Massimiliano Menichetti:

    Philadelphia, gli Stati Uniti, il mondo si sono fermati in preghiera con il Papa, l’immagine è quella di un fiume di fede lungo Benjamin Franklin Parkway. Centinaia di migliaia di persone si sono rivolte alla Croce su Eakins Oval, l’emiciclo dove le famiglie sabato hanno festeggiato e pregato con il Papa. Sul palco la celebrazione della grande Messa che ha chiuso il Meeting Mondiale delle Famiglie 2015. Francesco sulla Jeep bianca ha percorso tutto il perimetro del viale accompagnato dalle grida di gioia e amore dei fedeli che sin dall’uscita dal Seminario San Carlo Borromeo, dove ha risieduto, hanno alzato i propri figli porgendoglieli. Molti sono stati benedetti, baciati accarezzati dal Successore di Pietro. Le mani protese nel saluto del cuore dunque hanno accompagnato il Papa, come le bandiere, i cartelloni colorati, i fazzoletti agitati al vento.

    "Nuestro Padre no se deja ganar en generosidad y siembra...
    Dio nostro Padre non si lascia vincere in generosità e semina, semina la sua presenza nel nostro mondo”.

    L'amore di Dio
    Dio ha amato per primo - prosegue - indicando il soffio dello Spirito e la certezza della fede ancorata all’Amore che "cerca" ed "aspetta". Francesco parla alle famiglie e ribadisce l'importanza di affidarsi al Signore, ricordando le parole di Gesù: “Non ostacolate ciò che è buono, al contrario, aiutatelo a crescere”. Quindi, sottolinea che la “felicità e la santità” sono “legate ai piccoli gesti”. E cita il Vangelo di Marco:

    I piccoli gesti
    «El que les dé a beber un vaso de agua en mi nombre...
    Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome … non perderà la sua ricompensa”.

    Questo per il Papa nella vita della famiglia si incarna in "gesti minimi", che si "perdono nell’anonimato della quotidianità":

    "Son gestos de ternura, de cariño, de compasión...
    Sono gesti di tenerezza, di affetto, di compassione”.

    Un piatto caldo, la benedizione prima di dormire, un abbraccio... Sono gesti familiari - evidenzia - “l’attenzione ai dettagli di ogni giorno”, “fanno sì che la vita abbia sempre sapore di casa”. “La fede - aggiunge - cresce quando è vissuta e plasmata dall’amore”.

    "Por eso, nuestras familias, nuestros hogares, son verdaderas Iglesias domésticas...
    Perciò le nostre famiglie, le nostre case sono autentiche Chiese domestiche: sono il luogo adatto in cui la fede diventa vita e la vita diventa fede".

    L'affidamento allo Spirito
    Torna a ribadire che “Gesù ci invita a non ostacolare questi piccoli gesti miracolosi, anzi, vuole che li provochiamo, che li facciamo crescere”. Invita ad affidarsi allo Spirito “che ci chiama e ci sfida” a rispondere al senso dell’esistenza a ciò che vogliamo lasciare "ai nostri figli".

    La costruzione della casa comune
    "Nuestra casa común no tolera más divisiones estériles...
    La nostra casa comune non può più tollerare divisioni sterili”.

    Il Papa invoca ancora una volta l’unità dell’intera “famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale”.

    "Que nuestros hijos encuentren en nosotros referentes de comunión...
    Che i nostri figli trovino in noi dei punti di riferimento per la comunione non di divisione”. Che i nostri figli – continua - trovino in noi persone capaci di associarsi ad altri per far fiorire tutto il bene che il Padre ha seminato.

    L'alleanza generativa di uomo e donna
    In un mondo stanco di “divisioni” e “disastri” guardando all’odierna celebrazione con le famiglie la definisce come “qualcosa di profetico” e invita all’apertura della famiglia che rinnova la fede nella parola del Signore e così invita tutti a partecipare alla profezia dell’alleanza tra un uomo e una donna, che genera vita e rivela Dio.

    Dublino 2018
    Poi il saluto di mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia che si è stretto al Santo Padre condividendo il cammino verso un'unica famiglia dei popoli, poi l’annuncio della prossima edizione del Meeting delle Famiglie del 2018 che si terrà a Dublino.


    fonte: Radio Vaticana

    Qui il testo integrale dell'Omelia del Santo Padre
    Oboedientia et Pax

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