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Discussione: Adorazione Eucaristica

  1. #1
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    Adorazione Eucaristica

    Salve a tutti, sono nuovo, fresco fresco, anzi caldo caldo, visto che per ora abbiamo 37 gradi :lol:

    Volevo farVi una domanda circa il modo di fare l'Adorazione al Santissimo in Chiesa e in presenza di sacerdoti rinnovati.

    Faccio il cammino al Rinnovamento nello Spirito e certe volte il sacerdote, durante l'adorazione e prima della Benedizione finale prende il Santissimo con l'ostentorio e gira in tutta la Chiesa portandolo in adorazione davanti ai fedeli che ci sono.

    Ora, l'altra volta, parlando tra amici, qualcuno mi ha detto che questo è un'abuso e che non va fatto assolutamente.

    Ho scritto ad alcuni sacerdoti tramite pretionline ma non ho ricevuto risposte. :o

    Potete aiutarmi a capire se è ABUSO e quali documentio posso mostrare eventualmente a questo sacerdote per evitare tale abuso?

    Grazie
    Luigi
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 20:54
    Non c'è nessun peccato così grande che Gesù non possa perdonare!

  2. #2
    Diciamo che sarebbe il minore degli abusi!
    Comunque per il corretto svolgimento del rito c'è un apposito rituale "della Comunione fuori dalla Messa e del Culto Eucaristico".

    In alcuni luoghi, ad esempio a Lourdes, dove ci sono tantissime persone radunate e soprattutto molti ammalati allettati è prassi che il ministro si avvicini a loro (suddivisi per settore diciamo) e impartisca la benedizione.
    Si tratta chiaramente di un caso molto particolare.
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 20:54

  3. #3
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    Ho cercato nel Redemptionis Sacramentum qualcosa ma non trovo nulla.

    Eppure questo mio amico dice che ciò costituisce un'abuso vero e proprio, qulcun'altro può aiutarmi a trovare dei documenti ?

    Vorrei parlare con questo sacerdote (visto che ci guida nel gruppo) se veramente c'è abuso.

    Ho cercato questo documento che hai detto tu e lo inserisco anche quà ma mi pare non ci sia nulla a riguardo....

    RITO DELLA COMUNIONE FUORI DELLA MESSA E CULTO EUCARISTICO

    CAPITOLO I

    LA SANTA COMUNIONE FUORI DELLA MESSA

    I. SANTA COMUNIONE FUORI DELLA MESSA E SACRIFICIO EUCARISTICO

    13. Partecipazione perfetta alla celebrazione eucaristica è la comunione sacramentale ricevuta durante la Messa: questo risulta più evidente, per ragione del segno, se i fedeli rice*vono il corpo del Signore dopo la comunione del sacerdote e dal medesimo sacrificio[13]. Per la comunione dei fedeli si usi quindi pane di confezione recente, e lo si consacri, di norma, in ogni celebrazione eucaristica.

    14. Si devono indurre i fedeli a comunicarsi durante la celebrazione eucaristica.
    I sacerdoti però non rifiutino di dare la santa comunione anche fuori della Messa ai fedeli che ne fanno richiesta.[14] È bene anzi che a quanti sono impediti di partecipare alla celebrazione eucaristica della comunità, si porti con pre*mura il cibo e il conforto dell’Eucaristia, perché possano così sentirsi uniti alla comunità stessa, e sostenuti dall’amore dei fratelli.
    I pastori d’anime curino che agli infermi e agli anziani, anche se non gravemente malati né in imminente pericolo di vita, spesso e anzi, se possibile, ogni giorno, specialmente nel tempo pasquale, sia offerta la possibilità di ricevere l’Eucaristia; nel caso poi di malati che non possano ricevere l’Eucaristia sotto le specie del pane, è consentito ammini*strarla loro sotto la sola specie del vino[15].

    15. Si abbia cura di insegnare ai fedeli che anche quando ricevono la comunione fuori della Messa, si uniscono inti*mamente con il sacrificio in cui si perpetua il sacrificio della croce, e prendono parte a quel sacro convito nel quale, per mezzo della comunione del corpo e sangue del Signore, il popolo di Dio partecipa ai beni del sacrificio pasquale, rin*nova il nuovo patto fatto una volta per sempre da Dio con gli uomini nel sangue di Cristo, e nella fede e nella spe*ranza anticipa e prefigura il convito escatologico nel regno del Padre, annunziando la morte del Signore «finché egli venga».[16]


    II. TEMPO PER LA SANTA COMUNIONE FUORI DELLA MESSA

    16. La santa comunione fuori della Messa si può distri*buire in qualsiasi giorno e in qualunque ora del giorno. È bene, però, tenuta presente l’utilità dei fedeli, fissare per la distribuzione della santa comunione un orario determi*nato, in modo che la sacra celebrazione si possa svolgere in forma piena, con maggior frutto spirituale dei fedeli.

    Tuttavia:
    a ) il giovedì santo la santa comunione si può distribuire solo durante la Messa; ai malati si può recare in qualunque ora del giorno;

    B ) il venerdì santo, la santa comunione si distribuisce unicamente durante la celebrazione della passione del Si*gnore; ai malati che non possono partecipare a questa cele*brazione, si può recare in qualunque ora del giorno;

    c ) il sabato santo, la santa comunione si può dare solo in forma di Viatico.[17]


    III. MINISTRO DELLA SANTA COMUNIONE

    17. È compito soprattutto del sacerdote e del diacono am*ministrare la santa comunione ai fedeli che ne fanno ri*chiesta.[18] È quindi per essi un doveroso impegno dedicare a questo ministero del loro ordine una parte conveniente di tempo, secondo la necessità dei fedeli. Anche all’accolito debitamente «istituito» è affidato il compito di distribuire come ministro straordinario la santa comunione, qualora sacerdote e diacono manchino o siano impediti per malattia, per l’età avanzata o per impegni del ministero pastorale, o quando il numero dei fedeli che si accostano alla sacra mensa sia così grande, da far prolungare eccessivamente la Messa o un’altra sacra celebrazione.[19]
    L’Ordinario del luogo può dare ad altri ministri straordi*nari la facoltà di distribuire la santa comunione, qualora lo ritenga necessario per l’utilità pastorale dei fedeli, e non ci sia un sacerdote o un diacono o un accolito disponibile.[20]


    IV. LUOGO PER LA DISTRIBUZIONE DELLA SANTA COMUNIONE

    18. Il luogo normale per la distribuzione della santa co*munione fuori della Messa è la chiesa o l’oratorio in cui si celebra o si conserva abitualmente l’Eucaristia, o una chiesa, un oratorio o un altro luogo in cui si raccoglie abi*tualmente la comunità locale per compiervi, alla domenica o in altri giorni, una celebrazione liturgica. Si può tuttavia distribuire la santa comunione anche in altri luoghi, ivi comprese le case private, in caso di malati, di prigionieri o di altri che non possono uscire senza pericolo o senza grande disagio.


    V. NORME PARTICOLARI PER LA DISTRIBUZIONE DELLA SANTA COMUNIONE

    19. Quando la santa comunione viene distribuita in chiesa o in un oratorio, sull’altare, coperto con una tovaglia, vi si stende sopra un corporale e si accendono due ceri in segno di venerazione e di convito festivo.[21] Si usi anche la patena. Quando la santa comunione viene distribuita in altri luoghi, si prepari un tavolo adatto, coperto di tovaglia; si pensi anche a procurare i ceri.

    20. Il ministro della santa comunione, se sacerdote o dia*cono, indossa camice e stola, o cotta e stola sulla veste talare. Gli altri ministri indossano la veste liturgica eventualmente adottata nella loro regione, o una veste che si addica a questo sacro ministero e sia approvata dall’Ordinario.

    Le specie eucaristiche per l’amministrazione della comu*nione fuori della chiesa si rechino in una teca o in un altro contenitore debitamente chiuso; quanto alle vesti e alle altre modalità, si badi che tutto sia conveniente, secondo le varie situazioni e circostanze locali.

    21. Nel distribuire la santa comunione, si conservi la con*suetudine di deporre la particola del pane consacrato sulla lingua dei comunicandi, consuetudine che poggia su una tradizione plurisecolare.

    Le Conferenze Episcopali possono tuttavia stabilire, con la debita conferma della Sede Apostolica, che nel territorio di loro competenza la santa comunione si possa distribuire anche deponendo il pane consacrato nelle mani dei fedeli, purché sia evitato ogni pericolo che si affievolisca nei fedeli la venerazione verso l’Eucaristia o si diffondano dottrine errate su di essa.[22] Si deve comunque insegnare ai fedeli che Gesù Cristo è Signore e Salvatore, e che a lui, presente sotto le specie sacramentali, è dovuto lo stesso culto di latria o di adorazione che si deve a Dio.[23]

    Nell’uno e nell’altro caso, la santa comunione dev’esser distribuita dal ministro competente, che presenta e porge al comunicando la particola di pane consacrato dicendo la formula « Il corpo di Cristo », a cui il fedele risponde «Amen».

    Quanto alla distribuzione della santa comunione sotto la specie del vino, si osservino scrupolosamente le norme indicate nella Istruzione «Sacramentali Communione» del 29 giugno 1970.[24]

    22. I frammenti eventualmente rimasti dopo la comunione, vengano raccolti con rispetto e deposti nella pisside o in un vasetto con acqua.

    Così pure, se viene amministrata la comunione sotto la specie del vino, il calice o il recipiente usato allo scopo sia lavato con acqua.

    L’acqua delle abluzioni si beva o si versi in un luogo con*veniente.


    VI. DISPOSIZIONI PER RICEVERE LA SANTA COMUNIONE

    23. L’Eucaristia, che incessantemente ripresenta tra gli uo*mini il mistero pasquale di Cristo, è fonte di ogni grazia e della remissione dei peccati. Coloro tuttavia che intendono ricevere il corpo del Signore, per aver parte ai frutti del sacramento pasquale, vi si devono accostare con purezza di coscienza e con buone disposizioni spirituali.

    Perciò la Chiesa prescrive che «nessuno, consapevole di essere in peccato mortale, per quanto si creda contrito, si accosti alla santa Eucaristia, senza premettere la confessione sacramentale».[25] Qualora, per urgente necessità, il comu*nicando non abbia disponibilità di un confessore, premetta un atto di contrizione perfetta, con il proposito di confes*sare a suo tempo i singoli peccati mortali, che sul momento è impossibilitato a confessare.

    Quanto a coloro che sono soliti comunicarsi ogni giorno o frequentemente, è bene che a congrue scadenze, secondo la condizione di ognuno, si accostino al sacramento della penitenza.

    D’altra parte, i fedeli considerino l’Eucaristia anche come antidoto, per il quale son liberati dalle colpe quotidiane e preservati dai peccati mortali; e sappiano inoltre servirsi debitamente delle parti penitenziali della liturgia, special*mente della liturgia della Messa.[26]

    24. Per ricevere il Sacramento, i comunicandi devono es*sere digiuni da un’ora di cibi solidi e di bevande, fatta ec*cezione per l’acqua.

    Il tempo del digiuno eucaristico o dell’astinenza dal cibo e dalle bevande alcooliche viene ridotto a un quarto d’ora circa:

    1) per i malati degenti all’ospedale o al loro domicilio, anche se non costretti a letto;

    2) per i fedeli avanzati in età, sia nella loro abitazione che in casa di riposo;

    3) per i sacerdoti malati, anche se non costretti a degenza, o per quelli anziani, sia che celebrino la Messa o che rice*vano la santa comunione;

    4) per le persone addette alla cura dei malati o dei vecchi e per i congiunti degli assistiti, che desiderano fare con essi la santa comunione, quando non possono, senza disagio, osservare il digiuno di un ora.[27]

    25. L’unione con Cristo, a cui il sacramento stesso è ordi*nato, si deve estendere e prolungare a tutta la vita cristiana, in modo che i fedeli, contemplando ininterrottamente nella fede il dono ricevuto, sotto la guida dello Spirito Santo, trascorrano la vita di ogni giorno in rendimento di grazie, e producano frutti più abbondanti di carità.

    E perché permangano più facilmente in questo rendimento di grazie, che in modo eminente è innalzato a Dio nella Messa, si raccomanda a coloro che si sono accostati alla santa comunione, di sostare per qualche tempo in preghiera.[28]

    NOTE
    [13] Cfr Conc. Vat. II, Cost. Sacrosanctum Concilium, n. 55.
    [14] Cfr S. Congr. dei Riti, Istr. Eucharisticum mysterium, n. 33a: A.A.S. 59 (1967), pp. 559-560.
    [15] Cfr S. Congr. dei Riti, Istr. Eucharisticum mysterium, nn. 40-41: A.A.S. 59 (1967), pp. 562-563
    [16] Cfr ibidem, n. 3a: l.c., pp. 541-542.
    [17] Cfr MESSALE ROMANO, ed. tipica it. 1973: Messa vespertina in Cena Domini, p. 131; Celebrazione della Passione del Signore, p. 141, n. 4; Sabato Santo, p. 157.
    [18] Cfr S. Congr. dei Riti, Istr. Eucharisticum mysterium, n. 31: A.A.S. 59 (1967) pp. 557-558.
    [19] Cfr PAOLO VI, Lett. apost. Ministeria quaedam, 15 agosto 1972, n. VI: A.A.S. 64 (1972), p. 532.
    [20] Cfr S. CONGR. PER LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI, Istr. Immensae caritatis, 29 gen*naio 1973, 1, I e II: A.A.S. 65 (1973), pp. 265-266.
    [21] Cfr MESSALE ROMANO, ed. tipica it. 1973: Principi e norme, n. 269.
    [22] Cfr S. Congr. per il Culto Divino, Istr. Memoriale Domini, 29 maggio 1969: A.A.S. 61 (1969), pp. 541-555.
    [23] Cfr S. Congr. per la Disciplina dei Sacramenti, Istr. Immensae caritatis, 29 gen*naio 1973, n. 4: A.A.S. 65 (1973), p. 270.
    [24] Cfr n. 6: A.A.S. 62 (1970), pp. 665-666.
    [25] Cfr Conc. Trid., sessione XIII, Decr. de Eucharistia, 7: DS 1646-1647; ibidem, sessione XIV, Canones de sacramento Poenitentiae, 9: DS 1709; S. Congr. per la dottrina della fede, Normae pastorales circa absolutionem sacramentalem generali modo impertiendam, 16 giugno 1972, proemio e n. VI: A.A.S. 64 (1972), pp. 510 e 512.
    [26] Cfr S. Congr dei riti, Istr. Eucharisticum mysterium, n. 35: A.A.S. 59 (1967), p. 561.
    [27] Cfr S. Congr. Per la disciplina dei sacramenti, Istr. Immensae caritatis, 29 gen*naio 1973, n. 3: A.A.S. 65 (1973), p. 269.
    [28] Cfr S. Congr. dei riti, Istr. Eucharisticum mysterium, n. 38: A.A.S. 59 (1967), p. 562.
    Grazie
    luigi
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 20:55
    Non c'è nessun peccato così grande che Gesù non possa perdonare!

  4. #4
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    Grazie Marcus, mi chiamo Luigi e da sempre, visto che sono vicino alla Chiesa poichè suono l'organo e animo la S. Messa con i canti, non ho avuto problemio a dialogare coi sacerdoti, nel bene e nel male.

    Prima che non c'era internet, chiunque poteva permettersi di dirmi cos'era giusto e cosa no, ma adesso ci sono i documenti che lo dimostrano, primo tra tutti il Magistero del Papa.

    Tutti dobbiamo dialogare coi nostri sacerdoti, altrimenti che rapporto abbiamo se ci chiudiamo in noi stessi??

    Grazie comunque per la tua risposta.
    Luigi
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 20:55
    Non c'è nessun peccato così grande che Gesù non possa perdonare!

  5. #5
    Benvenuto, mi sono permesso di modificare il tuo messaggio in modo da togliere tutti gli spazzi bianchi che c'erano

    In effetti stavo guardano il rituale per darti uan risposta ma non trovo nulla.
    La processione di per se sarebe vietatta all'interno della chiesa, ma per esempio ne duomi di milano mi pare che se ne facciano tranquillamente 1 o 2 al mese...

    - ore 16.00 Vespri e processione mariana

    III Domenica del mese
    - ore 16.00 Vespri e processione eucaristia
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 20:55

  6. #6
    3 - CULTO EUCARISTICO

    1. RITO DELL'ESPOSIZIONE E DELLA BENEDIZIONE EUCARISTICA

    ESPOSIZIONE


    109. Il ministro, se sacerdote o diacono, indossa il camice o la cotta sulla veste talare e la stola di colore bianco. Gli altri ministri indossano la veste liturgica eventualmente adottata nella loro regione o una veste che si addica a questo sacro ministero e sia approvata dall'Ordinario.
    Quando si fa l'esposizione e una breve adorazione seguita dalla benedizione o quando si imparte la benedizione al termine di una esposizione prolungata con l'ostensorio, il sacerdote o il diacono indossano anche il piviale.

    110. Quando il popolo si è radunato, e mentre, secondo l'opportunità, si esegue un canto, il ministro si reca all'altare. Se il Sacramento non si conserva sull'altare dell'esposizione, il ministro lo va a prelevare a suo luogo, indossando il velo omerale bianco e facendosi accompagnare da ministranti o da fedeli con le candele accese.

    La pisside o l'ostensorio si colloca sulla mensa dell'altare, coperta da una tovaglia. Per l'esposizione prolungata e con l'ostensorio, si può usare un trono, posto un po' più in alto; si eviti però un trono troppo elevato e distante 43.
    Quando si usa l'ostensorio, il ministro, fatta l'esposizione, incensa il Sacramento.
    Nel caso di esposizione prolungata, il ministro può ritirarsi.

    111. Se l'esposizione è solenne e prolungata, l'ostia per la adorazione si consacra nella Messa che precede immediatamente l'esposizione stessa e si colloca nell'ostensorio sull'altare dopo la comunione. La Messa termina con l'orazione dopo la comunione. Si tralasciano quindi i riti di conclusione. Prima di ritirarsi, il sacerdote, secondo l'opportunità, colloca il Sacramento sul trono e lo incensa.



    ADORAZIONE

    112. Durante l'esposizione, orazioni, canti e letture, si devono disporre in modo che i fedeli in preghiera orientino e incentrino la loro pietà sul Cristo Signore. Per favorire l'intimità della preghiera, si predispongano letture della sacra Scrittura con omelia o brevi esortazioni, che portino i fedeli a un riverente approfondimento del mistero eucaristico. È bene che alla parola di Dio i fedeli rispondano col canto e che in momenti opportuni si osservi il sacro silenzio.

    113. Dinanzi al santissimo Sacramento esposto per un tempo prolungato, si può anche celebrare qualche parte della Liturgia delle Ore, specialmente se si tratta delle Ore principali. Con tale celebrazione infatti si estende alle varie ore della giornata la lode e il rendimento di grazie della celebrazione eucaristica e la Chiesa rivolge a Cristo, e per mezzo suo al Padre, preghiere e suppliche a nome del mondo intero.
    Per quanto riguarda l'interruzione della esposizione per un tempo prolungato si tenga presente quanto prescritto al n. 96.



    BENEDIZIONE

    114. Verso la fine dell'adorazione, il sacerdote o il diacono si accosta all'altare, genuflette e s'inginocchia e si canta un inno o un altro canto eucaristico. Frattanto, quando si è fatta l'esposizione con l'ostensorio, il ministro genuflesso incensa il santissimo Sacramento.

    115. Poi il ministro si alza e dice:


    Preghiamo.

    Dopo una breve pausa di silenzio, prosegue:

    Signore Gesù Cristo,
    che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia
    ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
    fa' che adoriamo con viva fede
    il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue,
    per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
    Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

    R. Amen.

    Oppure:

    Guarda, o Padre, al tuo popolo,
    che professa la sua fede in Gesù Cristo,
    nato da Maria Vergine,
    crocifisso e risorto,
    presente in questo santo sacramento
    e fa' che attinga da questa sorgente di ogni grazia
    frutti di salvezza eterna.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.

    Oppure:

    Concedi, O Dio Padre, ai tuoi fedeli
    di innalzare un canto di lode
    all' Agnello immolato per noi
    e nascosto in questo santo mistero,
    e fa' che un giorno possiamo contemplarlo
    nello splendore della tua gloria.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.

    Oppure:

    O Dio, che nel mistero eucaristico
    ci hai dato il pane vero disceso dal cielo,
    fa' che viviamo sempre in te
    con la forza di questo cibo spirituale
    e nell'ultimo giorno risorgiamo gloriosi alla vita eterna.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.

    Oppure:

    Donaci, o Padre, la luce della fede
    e la fiamma del tuo amore,
    perché adoriamo in spirito e verità
    il nostro Dio e Signore, Cristo Gesù,
    presente in questo santo sacramento.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

    R. Amen.

    Oppure:

    O Dio, che in questo sacramento della nostra redenzione
    ci comunichi la dolcezza del tuo amore,
    ravviva in noi l'ardente desiderio
    di partecipare al convito eterno del tuo regno.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.

    Oppure:

    O Padre, che nella morte e risurrezione del tuo Figlio
    hai redento tutti gli uomini,
    custodisci in noi l'opera della tua misericordia,
    perché nell'assidua celebrazione
    del mistero pasquale
    riceviamo i frutti della nostra salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.

    116. Detta l'orazione, il sacerdote o il diacono indossa il velo omerale bianco, prende l'ostensorio o la pisside e fa con il Sacramento il segno di croce sul popolo, senza dire nulla.


    REPOSIZIONE

    117. Terminata la benedizione, il sacerdote o il diacono che ha impartito la benedizione, o un altro sacerdote o diacono, ripone il Sacramento nel tabernacolo e genuflette.

    * Il ministro straordinario al termine dell'adorazione, omessa la benedizione, ripone il Sacramento nel tabernacolo e genuflette.
    Se si è fatta l'esposizione con l'ostensorio, il ministro stando in ginocchio, mentre si fa un canto adatto, incensa il Sacramento. Quindi lo ripone nel tabernacolo e genuflette.

    Durante la reposizione il popolo conclude, secondo l'opportunità, con qualche acclamazione (Cfr n. 237).
    Quindi il ministro si ritira.


    Ovviamente ciò che non è espressamente previsto vuol dire che non è previsto e quindi è un abuso.
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 21:00

  7. #7
    Non so dove sia la proibizione della processione eucaristica al interno del tempio. Invece, ho letto nel rituale romano delle quarantore, che dovrebbe finire sempre con questa processione, prima della benedizione.
    Dico questo perche alla mia cittá sono molto frequenti, sopratutto l'ultimo giorno di feste alla Madonna, ai Santi, anche alla Eucaristia (sianno novenario, ottavario, quinario, triduo), e proprio l'ultimo giorno delle quarentore. Il prete porta l'ostensorio sotto il baldachino e fa processione lungo le navate, mentre tutti si inginochianno al pasare avanti a sé. É un devoto atto di adorazione molto comune quá, e si fa anche in chiesette piccole.
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 21:00

  8. #8
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    Originally posted by chierichetto87@May 23 2006, 02:24 PM
    La processione di per se sarebe vietatta all'interno della chiesa, ma per esempio ne duomi di milano mi pare che se ne facciano tranquillamente 1 o 2 al mese...
    Non vorrei dire una castroneria, ma mi sembra che la processione all'interno della Chiesa sia vietata nel giorno del Corpus Domini ( se si decide di fare la processione, si esce dalla Chiesa, altrimenti non si fa), negli altri giorni è pienamente legittima.
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 21:00
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  9. #9
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Aloisius Gonzaga
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    Citazione Originariamente Scritto da chierichetto87
    La processione di per se sarebe vietatta all'interno della chiesa, ma per esempio ne duomi di milano mi pare che se ne facciano tranquillamente 1 o 2 al mese...
    Citazione Originariamente Scritto da Vox populi
    Non vorrei dire una castroneria, ma mi sembra che la processione all'interno della Chiesa sia vietata nel giorno del Corpus Domini ( se si decide di fare la processione, si esce dalla Chiesa, altrimenti non si fa), negli altri giorni è pienamente legittima.
    anche io sapevo così!
    infatti, ad esempio, la si svolge all'interno della chiesa al giovedì santo....
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 21:00
    laudetur Aloysius

  10. #10
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    Scusate, ma la mia confusione a sto punto è aumentata invece di diminuire.

    Intanto vi ringrazio per le risposte, ma cerchiamo di "quagliare" come si
    dice dalle mie parti.... Quagliare significa "cercare di capire meglio"
    ^__^

    Almutasin dice:

    Non so dove sia la proibizione della processione eucaristica al interno
    del tempio. Invece, ho letto nel rituale romano delle quarantore, che
    dovrebbe finire sempre con questa processione, prima della
    benedizione.
    Bene, dove posso trovare questo manuale delle quarantore online? C'è
    un link? :blink:

    Poi la processione che parlo io è quella che si svolge all'interno della Chiesa dove il sacerdote porta Gesù Eucaristia presente nell'Ostentorio verso le persone che sono in adorazione nei banchi o verso quelle persone che sono ammalate ecc.ecc. ma non solo quelle.... e comunque dopo questa "processione" che fa solo il sacerdote col Santissimo mentre le persone rimangono ai banchi viene impartita la Benedizione Eucaristica.

    Ecco, adesso credo di essermi spiegato meglio

    Grazie per gli aiuti che mi state dando.

    luigi
    Ultima modifica di Gerensis; 07-08-2015 alle 21:00
    Non c'è nessun peccato così grande che Gesù non possa perdonare!

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