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Discussione: il Vangelo nel Vangelo - Luca 15, 1 32; il PADRE Prodigo

  1. #51
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da Giorgio1122 Visualizza Messaggio
    Scusa mi posti, evidenzidenziandolo, dove cavdna asserisce il padre lo fa oggetto di odio.


    CAVDNA
    "Perché l’immagine di un Dio padre-padrone è vero che ci viene spontanea dentro, se noi non riusciamo a capire il dono della legge;
    ma ci sono tanti “devoti” e “religiosi” di ogni “confessione” che contribuiscono a darci questa immagine del padre-padrone. Pensate che a volte, con buona intenzione, i nostri genitori, oppure anche uomini di Chiesa e di ogni confessione, ci hanno detto da piccolo e continuano anche dopo - e credevano di fare il bene e non sapevano di dire una bestemmia, la bestemmia più grande:
    se tu sei buono, Dio ti ama, ma se non sei buono, Dio non ti ama più”.
    Guardate, questa è la bestemmia più grande del cristianesimo. Sarebbe già una bestemmia gravissima dire: se tu sei cattivo, Dio ti castiga. Ma uno può dire: beh, nel giudizio finale vedremo.
    Ma dire “se tu sei cattivo, Dio non ti ama più”, questa è la contraddizione più grande nei confronti del nostro Dio.

    E sarebbe da dire che il giovane che se n’è andato è anche stato assalitoda questo dubbio… Ha detto: “sì, sì, è vero… Il padre è amore, mi ama se sono buono: ma se sono cattivo non mi ama più”."

    E aggiungo che questa è una sciocchezza.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  2. #52
    Fedelissimo di CR L'avatar di Giorgio1122
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    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    CAVDNA
    "Perché l’immagine di un Dio padre-padrone è vero che ci viene spontanea dentro, se noi non riusciamo a capire il dono della legge;
    ma ci sono tanti “devoti” e “religiosi” di ogni “confessione” che contribuiscono a darci questa immagine del padre-padrone. Pensate che a volte, con buona intenzione, i nostri genitori, oppure anche uomini di Chiesa e di ogni confessione, ci hanno detto da piccolo e continuano anche dopo - e credevano di fare il bene e non sapevano di dire una bestemmia, la bestemmia più grande:
    se tu sei buono, Dio ti ama, ma se non sei buono, Dio non ti ama più”.
    Guardate, questa è la bestemmia più grande del cristianesimo. Sarebbe già una bestemmia gravissima dire: se tu sei cattivo, Dio ti castiga. Ma uno può dire: beh, nel giudizio finale vedremo.
    Ma dire “se tu sei cattivo, Dio non ti ama più”, questa è la contraddizione più grande nei confronti del nostro Dio.

    E sarebbe da dire che il giovane che se n’è andato è anche stato assalitoda questo dubbio… Ha detto: “sì, sì, è vero… Il padre è amore, mi ama se sono buono: ma se sono cattivo non mi ama più”."

    E aggiungo che questa è una sciocchezza.
    Sarò stanco, sarò somaro ma non vedo, neanche fra le righe, un' associazione che il figlio si allontana perchè il padre lo faccia oggetto di odi.
    Ma leggo che genitori per educari i figli sbagliano nel dire "se ti comporti male Dio non ti vule più bene".

  3. #53
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da Giorgio1122 Visualizza Messaggio
    Sarò stanco, sarò somaro ma non vedo, neanche fra le righe, un' associazione che il figlio si allontana perchè il padre lo faccia oggetto di odi.
    Ma leggo che genitori per educari i figli sbagliano nel dire "se ti comporti male Dio non ti vule più bene".
    Quella è la premessa che Cavdna fa, dicendo che genitori, educatori e quant'altri, credendo di fare il nostro bene, possono sbagliarsi e ci dicono quello, cioè che Dio ci ama finché siamo buoni, non ci ama più quando non lo siamo più.
    Il problema non è, infatti, questa premessa.
    1. A parte il fatto che questa cosa semmai si può dire di certi preti di un tempo, ma sinceramente mi sembra una mancanza di rispetto verso la Chiesa (non è assolutamente vero che i preti dicono 'ste cose, nè tanto meno i genitori),
    2. L'errore che Cavdna fa è applicare, con le due righe successive, questo discorso, alla parabola, dicendo che:

    E sarebbe da dire che il giovane che se n’è andato è anche stato assalitoda questo dubbio… Ha detto: “sì, sì, è vero… Il padre è amore, mi ama se sono buono: ma se sono cattivo non mi ama più”.

    Come ho già spiegato un po' di volte, questo discorso, oltre che errato, è estremamente pericoloso, in quanto:

    Questa lettura e' molto pericolosa perche':
    - il padre, come tutti sanno, rappresenta Dio;
    - il testo non dice di una cattiva educazione impartita al figlio;
    - si fa passare l'idea che noi pecchiamo, perche' Dio non ci tollera come siamo fatti.
    Inoltre, Cavdna si contraddice: prima sostiene che i padri trattano i figli facendo capire loro che non li amano piu' se sbagliano, subito dopo dice che i padri sono prodighi di amore oltre ogni limite...

    Non è infatti consentito affermare che il Padre, che è il padre della parabola, dica e faccia queste cose, che sarebbero contro la natura di Dio. Dio è amore infinito, per cui non si sogna di odiare i figli che sbagliano, tant'è vero che sta scritto: perdonerete settanta volte sette.In sintesi, Cavdna prende un pezzo di esperienza (forse personale) e lo applica a Dio, come se Dio ragionasse come certi educatori, il che è ovviamente un ragionamento non solo sbagliato, ma anche illecito e impossibile.
    Ma tuttavia, come avrai notato, nessun tipo di ravvedimento su questo punto, anzi per Cavdna qui non c'è proprio nessun problema teologico. Secondo lui l'affermazione è normalissima.....
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  4. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Quella è la premessa che Cavdna fa, dicendo che genitori, educatori e quant'altri, credendo di fare il nostro bene, possono sbagliarsi e ci dicono quello, cioè che Dio ci ama finché siamo buoni, non ci ama più quando non lo siamo più.
    Il problema non è, infatti, questa premessa.
    1. A parte il fatto che questa cosa semmai si può dire di certi preti di un tempo, ma sinceramente mi sembra una mancanza di rispetto verso la Chiesa (non è assolutamente vero che i preti dicono 'ste cose, nè tanto meno i genitori),
    2. L'errore che Cavdna fa è applicare, con le due righe successive, questo discorso, alla parabola, dicendo che:

    E sarebbe da dire che il giovane che se n’è andato è anche stato assalitoda questo dubbio… Ha detto: “sì, sì, è vero… Il padre è amore, mi ama se sono buono: ma se sono cattivo non mi ama più”.

    Come ho già spiegato un po' di volte, questo discorso, oltre che errato, è estremamente pericoloso, in quanto:

    Questa lettura e' molto pericolosa perche':
    - il padre, come tutti sanno, rappresenta Dio;
    - il testo non dice di una cattiva educazione impartita al figlio;
    - si fa passare l'idea che noi pecchiamo, perche' Dio non ci tollera come siamo fatti.
    Inoltre, Cavdna si contraddice: prima sostiene che i padri trattano i figli facendo capire loro che non li amano piu' se sbagliano, subito dopo dice che i padri sono prodighi di amore oltre ogni limite...

    Non è infatti consentito affermare che il Padre, che è il padre della parabola, dica e faccia queste cose, che sarebbero contro la natura di Dio. Dio è amore infinito, per cui non si sogna di odiare i figli che sbagliano, tant'è vero che sta scritto: perdonerete settanta volte sette.In sintesi, Cavdna prende un pezzo di esperienza (forse personale) e lo applica a Dio, come se Dio ragionasse come certi educatori, il che è ovviamente un ragionamento non solo sbagliato, ma anche illecito e impossibile.
    Ma tuttavia, come avrai notato, nessun tipo di ravvedimento su questo punto, anzi per Cavdna qui non c'è proprio nessun problema teologico. Secondo lui l'affermazione è normalissima.....


    Ma dai fagliela passare questa..... e' una sorta di glossa all'interno del ragionamento...non è un'affermazione.
    Poi ora che si sa la fonte...

  5. #55
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    da quale pulpito viene la predica....

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Quella è la premessa che Cavdna fa, dicendo che genitori, educatori e quant'altri, credendo di fare il nostro bene, possono sbagliarsi e ci dicono quello, cioè che Dio ci ama finché siamo buoni, non ci ama più quando non lo siamo più.
    Il problema non è, infatti, questa premessa.
    1. A parte il fatto che questa cosa semmai si può dire di certi preti di un tempo, ma sinceramente mi sembra una mancanza di rispetto verso la Chiesa (non è assolutamente vero che i preti dicono 'ste cose, nè tanto meno i genitori),
    2. L'errore che Cavdna fa è applicare, con le due righe successive, questo discorso, alla parabola, dicendo che:

    E sarebbe da dire che il giovane che se n’è andato è anche stato assalitoda questo dubbio… Ha detto: “sì, sì, è vero… Il padre è amore, mi ama se sono buono: ma se sono cattivo non mi ama più”.

    Come ho già spiegato un po' di volte, questo discorso, oltre che errato, è estremamente pericoloso, in quanto:

    Questa lettura e' molto pericolosa perche':
    - il padre, come tutti sanno, rappresenta Dio;
    - il testo non dice di una cattiva educazione impartita al figlio;
    - si fa passare l'idea che noi pecchiamo, perche' Dio non ci tollera come siamo fatti.
    Inoltre, Cavdna si contraddice: prima sostiene che i padri trattano i figli facendo capire loro che non li amano piu' se sbagliano, subito dopo dice che i padri sono prodighi di amore oltre ogni limite...

    Non è infatti consentito affermare che il Padre, che è il padre della parabola, dica e faccia queste cose, che sarebbero contro la natura di Dio. Dio è amore infinito, per cui non si sogna di odiare i figli che sbagliano, tant'è vero che sta scritto: perdonerete settanta volte sette.In sintesi, Cavdna prende un pezzo di esperienza (forse personale) e lo applica a Dio, come se Dio ragionasse come certi educatori, il che è ovviamente un ragionamento non solo sbagliato, ma anche illecito e impossibile.
    Ma tuttavia, come avrai notato, nessun tipo di ravvedimento su questo punto, anzi per Cavdna qui non c'è proprio nessun problema teologico. Secondo lui l'affermazione è normalissima.....
    Mio caro "stefano79"

    quindi Tu dici, che è un mio errore, infatti poi spieghi:
    "Cavdna prende un pezzo di esperienza (forse personale) e lo applica a Dio, come se Dio ragionasse come certi educatori, il che è ovviamente un ragionamento non solo sbagliato, ma anche illecito e impossibile.
    Ma tuttavia, come avrai notato, nessun tipo di ravvedimento su questo punto, anzi per Cavdna qui non c'è proprio nessun problema teologico. Secondo lui l'affermazione è normalissima"


    vorrei proprio sapere chi Ti da così tanta LIBERTA'
    come puoi accusarmi di di quello che affermi??
    come se quella asserzione fosse mia??

    hai consultato per caso la TUA SFERA di CRISTALLO!???? - fai l'indovino???
    chi ti da sì tanta certezza??

    perchè Vuoi farmi passare per un IMBROGLIONE/FALSO ETC. ETC.....???

    che dirti???
    Vuoi forse assimilarmi ai Tuoi difetti???

    comenque a comprova di quello che ho postato

    al seguente link:

    http://www.qumran2.net/indice.php?id=73&parole=4&&pag=5

    ho trovato per Te e per quanti interessati i Testi sbobinati di 4 lectio divine (2 serate per ciascuna lectio) tenute da Enzo Bianchi - negli anni 1999 - 2000 - 2001 e 2002.
    (non so se ve ne sono altri nella RETE -- oppure se è il caso di chiederlo a Lui in Persona????)

    ivi vi è quella di cui parliamo

    per la Tua "felicità".... così forse potrai ravvederti sul mio conto... da sapientone che sei o da indovino improvvisato
    (scusami, ma quando è troppo è troppo...)
    ti propongo anche:

    dal giornale l'Avvenire del 16 settembre 2012 in "Agorà" a pagina 3 vi è ancora un articolo dello stesso Enzo Bianchi,
    il quale parlando del "condonare i debiti" - richiama l'attenzione dei Lettori sulla "gratuità del per-dono"
    trovasi anche al seguente link:
    http://www.monasterodibose.it/conten...4/1/0/lang,it/

    di cui estrapolo:
    "Per-donare è una vera conversione da attuarsi in se stessi. E va detto con chiarezza: il perdono non nasce dalla conversione di colui che ha offeso, ma nasce dalla conversione di chi ha ricevuto l’offesa. È la vittima che deve convertirsi: questa la portata scandalosa del perdono! Si tratta di rinunciare a vendicarsi, di rinunciare a rivalersi contro chi ha commesso il male; si tratta di non stare lontano dalla persona che ha compiuto il male, di non escluderla dalla propria presenza; si tratta di intraprendere un cammino di prossimità, fino a fare il dono della propria presenza benevola e conciliante a chi ha operato il male. "
    buon approfondimento dall'art. giornalistico

    credo che,
    anche se non menzionato il riferimento alla nostra parabola
    sia evidente la Sua visione anche in analogia con quello che è stato esposto nella Meditazione


    ed è meglio che mi fermi qui
    perchè credo che con le tue continue INSINUAZIONI OFFESE e SFRONTATTEZZE hai superato ogni limite

    grazie

  6. #56
    Iscritto L'avatar di cavdna
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    Citazione Originariamente Scritto da Pantocrator Visualizza Messaggio
    Ma dai fagliela passare questa..... e' una sorta di glossa all'interno del ragionamento...non è un'affermazione.
    Poi ora che si sa la fonte...
    mio caro "Pantocrator"
    forse chi è affetto da diplopia non scorge affatto queste sottigliezze

    anzi, nella versione in mio possesso è presente l'affermazione in prima presona dello stesso Relatore,
    sono io che l'ho "smussata" un tantino, proprio inserendo quel : "e sarebbe da dire"

    mentre il Relatore afferma:"E io credo che il giovane che se n’è andato è anche stato assalito da questo dubbio…Ha detto: “sì, sì, è vero…"

    che dire sono davvero esterefatto

    grazie

    PS
    in rete ho trovato anche:
    http://www.fuci.net/content/view/97/46/

    http://www.arcidiocesibaribitonto.it...igo-d2019amore la Mia Chiesa locale
    Ultima modifica di cavdna; 19-09-2012 alle 22:42

  7. #57
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Risolta la CONTESTAZIONE II, finalmente ...

    Citazione Originariamente Scritto da cavdna Visualizza Messaggio
    Mio caro "stefano79"

    quindi Tu dici, che è un mio errore, infatti poi spieghi:
    "Cavdna prende un pezzo di esperienza (forse personale) e lo applica a Dio, come se Dio ragionasse come certi educatori, il che è ovviamente un ragionamento non solo sbagliato, ma anche illecito e impossibile.
    Ma tuttavia, come avrai notato, nessun tipo di ravvedimento su questo punto, anzi per Cavdna qui non c'è proprio nessun problema teologico. Secondo lui l'affermazione è normalissima"


    vorrei proprio sapere chi Ti da così tanta LIBERTA'
    come puoi accusarmi di di quello che affermi??
    come se quella asserzione fosse mia??

    hai consultato per caso la TUA SFERA di CRISTALLO!???? - fai l'indovino???
    chi ti da sì tanta certezza??

    perchè Vuoi farmi passare per un IMBROGLIONE/FALSO ETC. ETC.....???

    che dirti???
    Vuoi forse assimilarmi ai Tuoi difetti???

    comenque a comprova di quello che ho postato

    al seguente link:

    http://www.qumran2.net/indice.php?id=73&parole=4&&pag=5

    ho trovato per Te e per quanti interessati i Testi sbobinati di 4 lectio divine (2 serate per ciascuna lectio) tenute da Enzo Bianchi - negli anni 1999 - 2000 - 2001 e 2002.
    (non so se ve ne sono altri nella RETE -- oppure se è il caso di chiederlo a Lui in Persona????)

    ivi vi è quella di cui parliamo

    per la Tua "felicità".... così forse potrai ravvederti sul mio conto... da sapientone che sei o da indovino improvvisato
    (scusami, ma quando è troppo è troppo...)
    ti propongo anche:

    dal giornale l'Avvenire del 16 settembre 2012 in "Agorà" a pagina 3 vi è ancora un articolo dello stesso Enzo Bianchi,
    il quale parlando del "condonare i debiti" - richiama l'attenzione dei Lettori sulla "gratuità del per-dono"
    trovasi anche al seguente link:
    http://www.monasterodibose.it/conten...4/1/0/lang,it/

    di cui estrapolo:
    "Per-donare è una vera conversione da attuarsi in se stessi. E va detto con chiarezza: il perdono non nasce dalla conversione di colui che ha offeso, ma nasce dalla conversione di chi ha ricevuto l’offesa. È la vittima che deve convertirsi: questa la portata scandalosa del perdono! Si tratta di rinunciare a vendicarsi, di rinunciare a rivalersi contro chi ha commesso il male; si tratta di non stare lontano dalla persona che ha compiuto il male, di non escluderla dalla propria presenza; si tratta di intraprendere un cammino di prossimità, fino a fare il dono della propria presenza benevola e conciliante a chi ha operato il male. "
    buon approfondimento dall'art. giornalistico

    credo che,
    anche se non menzionato il riferimento alla nostra parabola
    sia evidente la Sua visione anche in analogia con quello che è stato esposto nella Meditazione


    ed è meglio che mi fermi qui
    perchè credo che con le tue continue INSINUAZIONI OFFESE e SFRONTATTEZZE hai superato ogni limite

    grazie


    Finalmente citi le tue fonti e finalmente prendi posizione.
    Per intercessione di Pantocrator sciolgo la seconda CONTESTAZIONE, a patto di considerare il motivo per cui l'ho sciolta in relazione a quanto hai scritto.
    Nel post versus Pantocrator tu hai scritto esattamente quello che segue:

    "anzi, nella versione in mio possesso è presente l'affermazione in prima presona dello stesso Relatore,
    sono io che l'ho "smussata" un tantino, proprio inserendo quel : "e sarebbe da dire"

    mentre il Relatore afferma:"E io credo che il giovane che se n’è andato è anche stato assalito da questo dubbio…Ha detto: “sì, sì, è vero…"


    In sostanza tu affermi:
    - che Enzo Bianchi sostiene il concetto (il padre odia il figlio quando pecca);
    - che Enzo Bianchi lo applica alla parabola senza farsi tanti problemi;
    - che tu hai ritenuto di dover smussare un tantino l'espressione, mettendo il condizionale.
    Questo dimostra, sostanzialmente, che anche tu ritenevi errata l'espressione di Enzo Bianchi e la ritenevi comunque esagerata, perchè ti rendevi conto che non si può dire questo di Dio Padre, in quanto perdona settanta volte sette.
    Dunque, premesso questo, possiamo concludere che:
    - Enzo Bianchi compie un errore teologico;
    - che possiamo abbandonare questo errore a se stesso e rinunciare a questa esegesi, a favore di altre esegesi più consone.
    Tra queste mi piace ricordare quella di Galizzi, secondo cui era evidente che il figlio minore, essendo il secondogenito, non avrebbe avuto diritto ad alcuna proprietà immobiliare e avrebbe ricevuto, alla morte del padre, solo un terzo dei liquidi. Dunque, facendosi due conti, il figlio preferisce partire.
    Questa è una lettura più storica e più verosimile.
    Prendo atto, comunque, che avevi una fonte (bastava citarla subito) e ovviamente che questa fonte ti ha indotto in errore. L'importante è saperlo.
    Tra l'altro, la riflessione sul "perdono" è alquanto interessante, se applicata agli esseri umani, mentre totalmente errata se applicata a Dio, il quale per perdonare non ha assolutamente bisogno di convertirsi. Anche in questo caso, la tua riflessione si applica bene ad ogni padre umano, ma non a quello della parabola, che è Dio stesso. Preferisco una riflessione di San Escrivà, secondo cui il perdono deve essere "da subito", fin dall'inizio del peccato.
    Ora passiamo alla
    CONTESTAZIONE TERZA.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  8. #58
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    Miei cari

    riprendo

    "Questa parabola non solo rimane aperta,
    ma attira nel suo interno ognuno di noi
    senza farci uscire - prima di identificarci
    ora nel figlio minore, che ha avuto il coraggio di rinnegare Suo PADRE
    ora nel figlio maggiore, che è sempre rimasto presso il PADRE

    Probabilmente se ognuno di noi esamina se stesso
    la cosa migliore da dire è che tutti noi, nella nostra vita oscilliamo (esame di coscienza)
    assumendo qualche volta la condizione del figlio che se ne va nella ribellione al padre,
    e qualche volta la condizione del figlio che rimane in casa
    (la pecora smarrita - / - / - la moneta perduta) - (movimento di allontanamento - assenza di movimento)

    Gesù attraverso questa Parabola, ci interpella,
    interpella ognuno di Noi,
    perché ognuno di noi dentro di se ha "costruito" la Sua immagine di DIO
    immagine scaturita anche dalla CULTURA che ci ha circondato, dalla formazione Spirituale ricevuta etc. etc...

    Quale immagine custodiamo nel nostro Cuore e nella nostra Mente di Dio?
    L’immagine di un padre-padrone?
    Il fantasma?
    L’immagine di un Dio perverso?

    Si ha l’immagine di un Dio padre giusto, ma della giustizia retributiva, il quale perdona, ma anche castiga?

    O hai l’immagine di un Padre che ama, di tenerezza infinita, di misericordia indicibile, senza condizioni e che perdona sempre?


    non da ultimo
    quale Immagine di DIO VEICOLIAMO - TRASMETTIAMO ai nostri figli, al prossimo........
    h: ????"

    ""Si ha l’immagine di un Dio padre giusto, ma della giustizia retributiva, il quale perdona, ma anche castiga?

    O hai l’immagine di un Padre che ama, di tenerezza infinita, di misericordia indicibile, senza condizioni e che perdona sempre?

    non da ultimo
    quale Immagine di DIO VEICOLIAMO - TRASMETTIAMO ai nostri figli, al prossimo........ ????"
    "

    qual'E' la vera immagine di DIO che ci "siamo costruiti"??? (o ancora peggio, ci hammo costruito )

    Questa parabola che è rimasta aperta, nella sua permanente apertura interpella ognuno di noi -
    che volto di Dio noi abbiamo dentro di noi. (introspezione)
    E il volto di Dio è quello che ci accompagnerà fino alla fine, fino alla morte. (il nostro agire dipende anche da come Noi conosciamo DIO)

    A ciascuno di noi la risposta nel suo cuore, una risposta che possiamo soltanto dare conoscendo l’amore di Dio, la misericordia di Dio.
    Se la conosciamo, saremo anche capaci di pentirci;
    se non conosciamo l’amore di Dio e la misericordia di Dio, non siamo neanche capaci pentirci, di convertirci e di tornare a lui. (abbeverarsi all'UNICA e VERA fonte dell'AMOREl)
    Un grande Santo, canonizzato recentemente,
    Silvano del Monte Athos,
    in una lettera a un giovane russo, il quale gli diceva che a causa della sua vita dissoluta e cattiva pensava di andare all’inferno,
    Silvano gli scrive:
    “Amico, io sono un monaco e tu sei in carcere per la vita dissoluta e i peccati fatti.
    La differenza tra me e te e che tu sei un pubblicano, con peccati pubblici, io sono un monaco con peccati nascosti.
    Ma di fronte a Dio siamo tutti peccatori nello stesso modo.
    E solo Dio giudicherà chi noi è più degno della sua misericordia.
    Io ti dico soltanto che se un giorno andrai all’inferno, tu troverai nel cuore dell’inferno Cristo con le braccia aperte, pronto a portarti al Padre.
    Basterà che tu accetti il suo volto di amore e di misericordia”.


    molte volte, guardando i peccati commessi da altri, subito pensiamo alle distinzioni tra le azioni altrui e le proprie (una scala di....)
    (....forse sta indicandoci anche il caro "stefano79" con il Suo agire????)
    e volontariamente o involontariamente, il più delle volte abbissiamo le azioni altrui, tendando di giustificarne le proprie (quasi a volercene discolpare o ancora peggio ritenerle "NULLE").

    per fortuna DIO non usa il metro di Giustizia che l'Uomo si è costruito.

    ......... continua ...........

    grazie

    Ultima modifica di cavdna; 20-09-2012 alle 12:48

  9. #59
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    Ma quanta BORIA... d neanche ..argomentata....

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    ...............In sostanza tu affermi:
    - che Enzo Bianchi sostiene il concetto (il padre odia il figlio quando pecca);
    - che Enzo Bianchi lo applica alla parabola senza farsi tanti problemi;
    - che tu hai ritenuto di dover smussare un tantino l'espressione, mettendo il condizionale.
    Questo dimostra, sostanzialmente, che anche tu ritenevi errata l'espressione di Enzo Bianchi e la ritenevi comunque esagerata, perchè ti rendevi conto che non si può dire questo di Dio Padre, in quanto perdona settanta volte sette.
    Mio caro "stefano79"
    infatti Tu con la Tua BORIOSITA' continui a non ARGOMENTARE
    e continui a suonartela e cantartela DA SOLO...

    e per poter rimanere in piedi con i Tuoi post
    vai prelevando a destra e a manca conclusioni fantascentifiche e prive di ogni fondamento, attribuendole a fonti altrui - INFATTI:
    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    ..........In sintesi, Cavdna prende un pezzo di esperienza (forse personale) e lo applica a Dio, come se Dio ragionasse come certi educatori, il che è ovviamente un ragionamento non solo sbagliato, ma anche illecito e impossibile.
    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    In sostanza tu affermi:
    - che Enzo Bianchi sostiene il concetto (il padre odia il figlio quando pecca);
    - che Enzo Bianchi lo applica alla parabola senza farsi tanti problemi;
    - che tu hai ritenuto di dover smussare un tantino l'espressione, mettendo il condizionale.
    Questo dimostra, sostanzialmente, che anche tu ritenevi errata l'espressione di Enzo Bianchi e la ritenevi comunque esagerata, perchè ti rendevi conto che non si può dire questo di Dio Padre, in quanto perdona settanta volte sette.
    giusto per RI-presentarti solo le ultime in ordine cronologico

    queste non sono le mie conclusioni
    questte sono frutto delle Tue RI-ELABORAZIONE (.......................non ho parole.........)

    come Ti permetti di dire che: io ho detto...??

    dove lo leggi??
    continuo a chiedermi sino a che punto bisogna continuare con questa tiritera...

    un consiglio??
    butta via quella sfera di cristallo e DESTATI


    inoltre,

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Ora passiamo alla
    CONTESTAZIONE TERZA.
    io non ho smontato ancora nessuna di quelle che Tu consideri contastazioni
    ed il post che si riferisce alla II^ non è in risposta al Tuo quesito, ne tanto meno ho quotato il Tuo scritto o mi sono rivolto alla tua Persona (abiti questo spazio da molto tempo e dovresti sapere queste cose elementari)
    ma è una risposta "ironica" all'affermazione del caro "Pantocrator" (saprò io cosa ho detto, oppure ho bisogno di Te per......)
    infatti ho usato le virgolette ma non dato alcuna spiegazione, tanto meno penso di farlo ora

    quando la smetterai di MANCARMI di RISPETTO????


    sai una cosa però???
    quest'oggi sto rifletendo sui comportamenti titici di Satana
    Satana è il separatore (separa la Creatura da DIO)
    e scusami la franchezza
    il Tuo agire è molto verosimilmente identico al suo agire
    Tu stai dando"corda/spazio" al suo piano malefico
    quello di tenere lontano la Cratura da DIO???

    può mai essere che non sei riuscito a tirar fuori nulla di positivo ma solo interruzioni/separazioni/POLEMICA sensa voler far giungere alla conclusione???
    Tutto e solo di negativo??

    sai sempre nel comportamento di Satana
    pare che DIO lo lasci fare sino al suo completo progetto di male, e
    solo dopo che tale progetto si compie, si può vedere la RISPOSTA di DIO che trasforma quel male comesso/compiuto in BENE assoluto

    e quesa domanda/perplessità contenuta nell'ultima considerazione la estendo a tutti gli Utenti che hanno preso parte alla lettura del 3D (sino ad ora abbiamo superato di poco le 900 visite)
    possibile che questa Meditazione vi ha lasciato del tutto indifferenti??
    come può essere che questa parabola non vi ha riscaldato il cuore?? (esperienza dei Discepoli di Emmaus)

    oppure Voi Tutti, educatamente state attendendo la conclusione per poi addentrarvi nei vari aspetti di interesse??

    grazie
    Ultima modifica di cavdna; 20-09-2012 alle 12:53

  10. #60
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Stanno aspettando le tue risposte alle mie CONTESTAZIONI. Ma hanno notato che tu non rispondi, fai solo l'omelia della Domenica. E quindi si sono stufati di leggere. Vedi, io sono democratico e sono abituato a condividere le idee. Per questo ti sollecito sui punti, sui quali ritengo che la tua esegesi sia forzata. Ma finora non ho avuto che insulti e ingiurie, giudizi sulla mia vita privata e sulla fede personale e financo accuse di .... udite udite... satanismo.
    Insomma, io ti pregherei di rispondere alle mie CONTESTAZIONI. Come ti ho già detto in privato, apprezzo i tuoi sforzi e ti stimo, ma devi proprio imparare a smussarti un po'. Non puoi pretendere che tutti la pensino come te.
    Per cui ti chiedo, per l'ennesima volta, di rispondere alle mia CONTESTAZIONI.
    Ti ricordo anche che le mie sono contestazioni teologiche e basate sul Magistero, per cui ti chiederei di non qualificarle come attacchi personali. Rimani sempre al merito e vedrai che le cose si risolveranno.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

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