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Discussione: Differenze tra le varie tipologie di unione di due o più Diocesi

  1. #61
    Phantom
    visitatore
    Ho capito, grazie.

  2. #62
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    Quali invece le differenze di Prelatura territoriale e Abbazie territoriali con le altre circoscrizioni ecclesiastiche? ovvero perché e dove vengono istituite?

  3. #63
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    Diocesi unite in persona episcopi

    Salve, vorrei chiede un vostro parere in merito alle diocesi di Oristano e Ales-Terralba.
    Lo scorso 4 maggio il Santo Padre ha nominato il vescovo di Ales-Terralba S.E. Mons. Roberto Carboni nuovo metropolita di Oristano e contemporaneamente amministratore apostolico di Ales-Terralba. È corretto parlare di unione in persona episcopi come hanno fatto alcuni? In questi giorni ho pensato che questo termine formalmente non sia adatto a questo caso poichè mons. Carboni non è vescovo di entrambe le diocesi ma titolare di una e amministratore apostolico dell'altra. Grazie a chi mi vorrà/saprà rispondere!
    Ultima modifica di Marco S; 18-06-2019 alle 17:50 Motivo: Trovato un errore di forma

  4. #64
    Saggio del Forum
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco S Visualizza Messaggio
    È corretto parlare di unione in persona episcopi come hanno fatto alcuni?
    No.

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    In questi giorni ho pensato che questo termine formalmente non sia adatto a questo caso poichè mons. Carboni non è vescovo di entrambe le diocesi ma titolare di una e amministratore apostolico dell'altra.
    Corretto.

  5. #65
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    Vorrei precisare, soprattutto per quanto riguarda eventuali ricerche su documentazione storica originale, che nelle diocesi unite aeque principaliter gli uffici erano sdoppiati, uno per ogni sede diocesana, che manteneva quindi la sua autonomia pur condividendo il vescovo con le altre.
    Faccio un esempio basato soprattutto sulla mia diocesi, Teramo-Atri, che è nata dalla plena unione nel 1986 delle diocesi di Teramo e Atri, già unite aeque principaliter dal 1949. Prima di quella data, la diocesi di Atri, nata nel 1251, era unita dal 1252 alla diocesi di Penne, dal cui territorio tra l'altro era stata scorporata. In entrambe le città si trova documentazione archivistica con visite pastorali, sinodi, atti matrimoniali riguardanti la rispettiva diocesi: ergo, ad Atri si troverà documentazione antica sulla sua diocesi e nulla riguardo quella di Penne. A Penne non ci sono le sante visite della diocesi di Atri, viceversa ad Atri. Così gli atti dei sinodi si trovano nel capoluogo diocesano scelto per la sua celebrazione (si sarebbe dovuta seguire la regola dell'alternanza, che non sempre era rispettata...) e in base a ciò anche il loro contenuto ha delle discriminanti; ad esempio, nei sinodi celebrati ad Atri si indicavano le feste proprie della diocesi di Atri, a Penne quelle proprie della diocesi di Penne, calendari che come si può immaginare in realtà erano simili, differendo però in qualche culto locale (ad esempio, nei sinodi celebrati ad Atri non si fa menzione della festività patronale di Penne, e viceversa). Tanto era rispettata la separazione degli uffici delle due diocesi pur con il medesimo vescovo che addirittura la normale corrispondenza, che ovviamente veniva spedita nel luogo dove il vescovo si trovava, per la conservazione veniva mandata all'archivio della diocesi di riferimento: alcune lettere su questioni di culto delle confraternite di Atri di un certo anno, spedite a Penne perché in quel momento il vescovo lì si trovava, si trovano comunque ad Atri trattandosi di fatti inerenti quella diocesi. Ovviamente alcuni documenti, come le lettere pastorali, erano uguali in entrambe le diocesi.
    Poi, ovviamente, ogni diocesi ha una sua storia. Per fare un altro esempio abruzzese, Sulmona-Valva, la cui plena unione sancisce una unione aeque principaliter andata avanti dall'alto Medioevo, l'archivio vescovile è conservato in gran parte a Corfinio (nome attuale di Valva), poiché pur essendo più piccola pretendeva la maggiore antichità, per cui i vescovi, che pur risiedevano a Sulmona, hanno privilegiato i suoi uffici curiali. Dal '700, però, la situazione s'inverte e la documentazione vescovile sarà concentrata a Sulmona.

  6. #66
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    Scusate, spero di essere nel topic adeguato. Qualcuno mi saprebbe dire dove posso trovare il testo tradotto dell' "Instantibus votis" sia dell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto che dell'Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste? Ve ne sarei grato!
    In spiritu et veritate oportet adorare.

  7. #67
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    Salve, oggi ho pubblicato su Wikipedia la voce dedicata agli "Instantibus votis", cioè ai 72 decreti con i quali nel 1986 si stabilivano le "piene unioni" di diverse diocesi.
    In spiritu et veritate oportet adorare.

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da Doctor Subtilis Visualizza Messaggio
    Salve, oggi ho pubblicato su Wikipedia la voce dedicata agli "Instantibus votis", cioè ai 72 decreti con i quali nel 1986 si stabilivano le "piene unioni" di diverse diocesi.
    È questa?
    «Originális mácula cuncta respérsit sæcula;
    sola post Natum vítiis numquam contácta díceris».




  9. #69
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    Sì, esattamente! Adesso volevo pubblicare su questa discussione la traduzione delle disposizioni.
    In spiritu et veritate oportet adorare.

  10. #70
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    Di seguito vi riporto la forma base usata per le disposizioni presenti in ognuno dei 72 decreti:
    1. La nuova diocesi dotata di questa struttura avrà la sede nella città di N, dove l'odierna Chiesa Cattedrale ("della sede suburbicaria" che si aggiunge solo nel caso della sede suburbicaria di Velletri-Segni) conserva questo titolo proprio.
    Questo punto varia leggermente per la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti:
    1. La diocesi, così ristrutturata, avrà la sede nella città di Altamura, dove l'attuale Chiesa Prelatizia viene elevata alla dignità di Chiesa Cattedrale.
    2. La denominazione della diocesi sarà questa: «Diocesi di N-N».
    3. L'odierna Chiesa Cattedrale (o "Chiesa Prelatizia" in alcuni casi) della città di N assumerà il titolo di Concattedrale, in memoria della sua affermata e antica tradizione. (Questo punto non è presente per la diocesi di Ales-Terralba)
    4. Si avrà un unico Capitolo della Cattedrale, che sarà il Capitolo della Chiesa Cattedrale della sede episcopale. Il Capitolo della Chiesa Cattedrale dell'altra diocesi pienamente unita assumerà, invece, il nome di Capitolo della Concattedrale.
    5. Parimenti sarà unica la Curia Vescovile, e così il Tribunale ecclesiastico, il Seminario, il Collegio dei Consultori, il Consiglio Presbiterale, il Consiglio Pastorale, l'Istituto per il sostentamento del clero, gli organi di apostolato e qualsiasi altro istituto diocesano, che è previsto dal vigente diritto canonico, fatta salva la potestà del vescovo di rimuovere alcuni uffici amministrativi dalla sede diocesana e di trasferirli altrove.
    6. I Santi Patroni delle singole diocesi (o "circoscrizioni ecclesiastiche" in alcuni casi), che insieme si costituiscono, saranno venerati Patroni della nuova diocesi.
    7. I sacerdoti e i diaconi, che finora erano incardinati in una delle diocesi unite (o "circoscrizioni ecclesiastiche unite" in alcuni casi), d'ora in poi saranno considerati incardinati nella nuova diocesi che è nata dall'unione.
    8. La nuova circoscrizione ecclesiastica include e comprende nel suo territorio quelli che appartenevano a ciascuna diocesi (o "circoscrizione ecclesiastica" in alcuni casi) oggi unita.
    9. Insieme al territorio delle parrocchie, che finora appartenevano alle singole diocesi unite (o "circoscrizioni ecclesiastiche unite" in alcuni casi), saranno considerate annessi anche gli istituti ecclesiastici con i loro beni e i loro diritti che spettano ad essi in qualunque modo, a norma del can. 121 del vigente Codice di Diritto Canonico.
    In spiritu et veritate oportet adorare.

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