Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi di Genova - 2013

  1. #1
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    Cronache dell'Arcidiocesi di Genova - 2013

    CRONACHE
    DELL'ARCIDIOCESI
    DI GENOVA



    Anno 2013


    Archivio
    delle cronache
    dell'Arcidiocesi di GENOVA


    Anni 2010 - 2011

    e

    Anno 2012


    Ultima modifica di Vaticanista; 31-12-2012 alle 14:10


  2. #2
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    1. Storia e territorio:


    Cenni storici sulla Diocesi di Genova


    La predicazione della fede cristiana a Genova risale ai tempi di Papa Lino. S. Nazario, di ritorno dalle Gallie, ove era stato inviato dallo stesso Pontefice, si fermò con S. Celso a Genova e qui annunziò il Vangelo. La tradizione vuole che essi approdassero sulla spiaggia di Albaro. La venuta dei due Santi a Genova è resa ancor più valida da recenti reperti archeologici. D'altra parte appare impossibile, data l'importanza di Genova dal punto di vista dei traffici e delle comunicazioni, che non vi fosse presente ed operante una Comunità Cristiana.

    I più antichi Vescovi conosciuti sono S. Valentino, S. Felice, S. Siro (da cui prese nome la Cattedra dei Vescovi di Genova) e Diogene, che intervenne al Concilio di Aquileia nel 381. Pascasio nel 451 assistette al Concilio di Milano. Onorato, Arcivescovo della stessa Milano, fuggì in Liguria nel 568 per le persecuzioni dei Longobardi e la violenza degli Ariani, e resse la Diocesi Genovese, che restò sotto la potestà spirituale degli Arcivescovi di Milano finché S. Giovanni Bono, alla metà del secolo VII, ritornò alla sede lombarda e Genova si elesse un proprio Vescovo, Giovanni I, che nel 680 partecipò al Concilio, convocato a Roma dal Papa Agatone.

    Nel 1133, essendo Vescovo Siro II, la Diocesi Genovese venne dal Papa Innocenzo II elevata al grado di Metropoli ed ebbe come Diocesi suffraganee Mariana, Nebbio, Accia (Corsica), Bobbio, Brugnato. Il Vescovo Siro II era anche Cardinale, come si rileva dal Liber Privilegiorum.

    Sullo scorcio del secolo XVIII la Provincia Ecclesiastica Genovese si accrebbe dei Vescovadi di Savona, Noli, Albenga, Ventimiglia, Tortona e, sotto il pontificato di Leone XIII, di Chiavari, smembrata da Genova. Dal 1° Gennaio 1977 l'Isola di Capraia, fino ad allora appartenente all'Archidiocesi di Genova, veniva annessa dalla Santa Sede alla Diocesi di Livorno.


    http://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=184


  3. #3
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    Elenco dei vicariati della Diocesi di Genova


    Gruppo Vicariati Centro

    » S. Teodoro
    » Oregina
    » Centro Ovest
    » Centro Est
    » Castelletto
    » Carignano - Foce
    » Albaro
    » S. Martino - Valle Sturla
    » S. Fruttuoso


    Gruppo Vicariati Ponente

    » Sampierdarena
    » Cornigliano
    » Sestri Ponente
    » Pegli
    » Prà - Voltri - Arenzano


    Gruppo Vicariati Polcevera

    » Rivarolo
    » Bolzaneto
    » Sant'Olcese - Serra Riccò
    » Pontedecimo - Mignanego
    » Campomorone


    Gruppo Vicariati Nord

    » Valle Scrivia
    » Gavi


    Gruppo Vicariati Valbisagno

    » Marassi - Staglieno
    » Medio - Alto Bisagno


    Gruppo Vicariati Levante

    » Quarto - Quinto - Nervi
    » Bogliasco - Pieve - Sori
    » Recco - Uscio - Camogli


    Fonte: http://www.diocesi.genova.it/documen...ione=vicariati


  4. #4
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    2. Cronotassi dei Vescovi:




    Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Arcidio..._Genova#Storia


  5. #5
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    Sua Eminenza Reverendissima Cardinale

    ANGELO BAGNASCO

    per grazia di Dio e designazione della Sede Apostolica

    ARCIVESCOVO METROPOLITA DI GENOVA

    Abate Perpetuo di S. Siro, di S. Maria Immacolata, di S. Gerolamo di Quarto, Legato Transmarino della Sede Apostolica

    Già Arcivescovo di Pesaro ed Ordinario Militare per l'Italia





    Profilo biografico


    Nato a Pontevico (BS) Diocesi di Brescia il 14 gennaio 1943, da genitori sfollati per la guerra.
    Il papà, Alfredo, lavorava in una fabbrica di pasticceria; la mamma, Rosa, casalinga.
    Ha una sorella maggiore, Anna. La famiglia è rientrata quasi subito a Genova e il figlio ha frequentato il Ginnasio ed il Liceo Classico presso il Seminario Arcivescovile di Genova.
    Il 29 giugno 1966 è stato ordinato sacerdote.
    Si è laureato in Filosofia presso l'Università Statale di Genova nel 1979.
    Vicario parrocchiale dal 1966 al 1985 nella Parrocchia di "S. Pietro e S. Teresa del Bambino Gesù" in Genova.
    Dal 1986 al 1995 ne è Aiuto Pastorale con compiti Diocesani.
    Dal 1980 al 1998 docente di Metafisica e Ateismo contemporaneo presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, Sezione Parallela di Genova.
    Dal 1975 al 1984 docente di italiano nel Liceo Classico del Seminario.
    Dal 1980 al 1995 è Assistente Diocesano della F.U.C.I (Federazione Universitari Cattolici Italiani).
    Dal 1985 al 1996 è Direttore dell'Ufficio Catechistico della Diocesi e della Liguria, nonché Delegato Regionale per la Pastorale della Scuola.
    Dal 1986 al 1994 Preside e Docente dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Genova, con competenza per tutta la Regione Ecclesiastica Ligure.
    Dal 1990 al 1996 è Direttore dell'Ufficio "Educazione" con il compito di formazione degli insegnanti di religione.
    Dal 1993 al 1996 è Direttore dell'Opera Diocesana "Apostolato Liturgico".
    Dal 1995 al 1997 è Vicario Episcopale e Direttore Spirituale del Seminario Arcivescovile di Genova.
    Il 3 gennaio 1998 è nominato Vescovo di Pesaro e l'11 marzo 2000 Arcivescovo Metropolita.
    Dal 2001 è Presidente del Consiglio di Amministrazione del quotidiano "Avvenire".
    Dal 2002 al 2005 è Segretario della Commissione Episcopale della C.E.I. per l'Educazione, la Scuola e l'Università.
    Nel 2003, il 20 giugno, è nominato Arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia.
    Dal 2005 è Segretario della Commissione Episcopale della C.E.I. per la Cultura e le Comunicazioni Sociali.
    Il 29 agosto 2006 è nominato Arcivescovo Metropolita di Genova; ha preso possesso dell'Arcidiocesi nella S. Messa celebrata nella Cattedrale di San Lorenzo il 24 settembre 2006.
    Il 26 settembre 2006 è stato eletto Presidente della Conferenza Episcopale Ligure.
    Il 7 marzo 2007 è stato nominato dal Santo Padre Benedetto XVI Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
    Il 29 giugno 2007, nella Basilica Vaticana, ha ricevuto dal Santo Padre il pallio di Metropolita durante il pontificale dei Santi Pietro e Paolo.
    Il 17 ottobre 2007, il Santo Padre Benedetto XVI ha dato l'annuncio della sua elevazione alla dignità cardinalizia.
    Il 24 novembre 2007, è stato creato Cardinale di Santa Romana Chiesa dal Santo Padre Benedetto XVI. Il 30 settembre 2011 è stato eletto Vice Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee per il quinquennio 2011-2016.


    http://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=1505



  6. #6
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    Riguardo agli ultimi 4 Vescovi di Genova che hanno preceduto l'attuale Cardinale Angelo Bagnasco, ne fa un cenno il sito ufficiale dell'Arcidiocesi:


    Cardinale Giuseppe Siri

    Cardinale Giovanni Canestri

    Cardinale Dionigi Tettamanzi

    Cardinale Tarcisio Bertone


  7. #7
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    3. I Santi genovesi:

    Sempre dal sito dell'Arcidiocesi, qui di seguito le biografie dei Santi genovesi:


    http://www.diocesi.genova.it/documen...?tipo_realta=7










  8. #8
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    4. Statistiche:

    Purtroppo in rete ho trovato la statistica più aggiornata risalente al 2006, ma chi avesse dati più recenti da trasmettere, sarà ben accetto!

    ________________________________________ _________



    L'arcidiocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 721.960 persone contava 671.423 battezzati, corrispondenti al 93,0% del totale.


    anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
    battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per
    sacerdote
    uomini donne
    1950 ? 758.422 ? 1.025 611 414 ? 600 235
    1969 934.000 941.641 99,2 1.096 570 526 852 769 3.925 272
    1980 987.000 1.038.000 95,1 1.062 552 510 929 1 699 2.750 274
    1990 890.313 902.213 98,7 956 505 451 931 10 615 2.216 278
    1999 784.588 843.644 93,0 778 405 373 1.008 16 486 1.630 278
    2000 773.016 831.201 93,0 749 400 349 1.032 18 450 1.578 278
    2001 773.325 831.533 93,0 729 391 338 1.060 21 441 1.560 278
    2002 752.111 808.722 93,0 713 386 327 1.054 21 447 1.560 278
    2003 690.133 726.093 95,0 682 370 312 1.011 23 409 1.498 278
    2004 775.980 834.388 93,0 671 362 309 1.156 23 419 1.455 278
    2006 671.423 721.960 93,0 655 348 307 1.025 29 416 1.365 278


    Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Arcidiocesi_di_Genova


  9. #9
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    5. Santuari diocesani:

    In Diocesi ci sono diversi Santuari, ma mi fermo a quello più amato e frequentato dai genovesi: il Santuario di Nostra Signora della Guardia!

    http://www.santuarioguardia.it/index.html


  10. #10
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    Te Deum

    Discorso alla Città in occasione del Te Deum di ringraziamento a fine anno
    Genova,
    Chiesa del Gesù, 31 dicembre 2012



    Cari Fratelli e Sorelle

    1. "Non il vivere è da tenere in massimo conto, ma il vivere bene. E il vivere bene non è altro che il vivere con virtù e con giustizia (Platone, Critone, 48 B). Le parole di Platone esprimono la sapienza umana, la luce della ragione quando questa vola alto nel cielo della verità e non si piega a interessi personali o a ideologie che deformano le cose, noi stessi, la vita. Ma Dio stesso, Sapienza eterna, è venuto in soccorso all'uomo che cerca il senso del tempo e della sua esistenza, e ne ha rivelato il valore e il destino. E' Lui, infatti, che risponde alla perenne e universale domanda che il libro del Qoelet formula inesorabile: "Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno per cui fatica sotto il sole?" (Qoelet, 1, 3). A questa interrogazione a cui nessuno può sfuggire – e quando l'uomo non se la pone, già mostra di avervi purtroppo risposto! – è il Signore Gesù, Sapienza del Padre, che offre la luce: "Quale vantaggio avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima?" (Mt 16, 26). In altre parole, Cristo ci ricorda che siamo dei pellegrini verso l'eternità, che non siamo un nucleo di cellule destinate a decomporsi e a sparire, ma dei pellegrini verso l'eterno; siamo una realtà straordinaria perché nella nostra materia vi è la luce dello spirito immortale, immagine e somiglianza del Creatore; una realtà drammatica perché non siamo determinati come gli altri esseri, ma liberi delle nostre scelte, capaci di dire di sì o di no, nel bene e nel male che hanno radice in Dio che ci ha creati e ci ama.
    Ecco, cari Amici, quello che dobbiamo tenere presente come criterio del nostro pensare, del fare i nostri bilanci personali, quelli che – prima ancora che le borse – riguardano il senso e il peso di ciò che siamo e di ciò che facciamo. Al termine dell'anno siamo qui per questo, secondo antica tradizione, per aiutarci a fare un momento di verifica davanti a Dio, per ringraziarLo e invocarLo, come sempre ospiti di questa splendida chiesa dei Padri Gesuiti, che salutiamo e ringraziamo con stima e affetto.

    La nostra Diocesi

    2. Il primo sguardo va all'anno trascorso nella Diocesi. Il pensiero corre ai nostri amati Sacerdoti: sono in prima fila nelle nostre Parrocchie, nelle chiese, e ovunque c'è bisogno di loro per il bene della gente. Essi rendono visibile e quotidiana la maternità della Chiesa. A loro rendo onore ed esprimo ammirazione, poiché non di rado questa loro tenace e generosa presenza resiste nonostante gli anni, i limiti e le infermità. In un mondo che sembra frenetico e allergico alla fedeltà dei propri doveri, essi non si spaventano e non si omologano, ma sanno starci con saggezza per portare la presenza del Signore. Il cammino pastorale si è sviluppato su una duplice linea. Innanzitutto, quella ordinaria: la catechesi, la liturgia, le varie forme di carità evangelica...La vita della comunità, infatti, è come quella di una famiglia che si costruisce innanzitutto attraverso i gesti quotidiani, diventando così il punto di riferimento certo e stabile per i cristiani ma, in verità, anche per coloro che tali non si dichiarano o non sono. La parrocchia, secondo una bella immagine usata dal beato Giovanni XIII, è come la "fontana del villaggio", e la fontana offre la sua acqua a tutti.

    Nell'anno che si conclude, però, abbiamo concentrato l'attenzione in modo particolare sugli adolescenti, su quella fascia di ragazzi che, dopo la Cresima, spesso fanno fatica a continuare regolarmente nella vita della comunità. Ecco la seconda linea pastorale di quest'anno. Tutti ricordiamo la bellezza di quell'età, e le sue naturali turbolenze: impulsi, fantasie, richiami, illusioni...creano non di rado atteggiamenti di insofferenza, fanno scalpitare impazienti nonostante segreti timori e tante incertezze davanti all'avventura della vita. Visitando le parrocchie e i gruppi, vedo che gli adolescenti ci sono, e che l'immagine che si cerca di far passare – di una Chiesa come un deserto di ragazzi e giovani, come una congregazione di adulti e anziani - non corrisponde alla realtà. Ovunque, questi nostri adolescenti, simpatici e inquieti, li trovo, ci sono. I numeri non saranno grandi, ma non sono assenti. Piuttosto, dovremmo porci più seriamente il problema della nostra società genovese che è anziana; dovremmo più decisamente chiederci perché Genova è una città tra le più povere di giovinezza, tenendo conto che il sostegno economico – che è gravemente carente – non può essere l'unica spiegazione.

    3. Ebbene, questa età straordinaria, che incanta e commuove, preoccupa e sfida famiglie e società, l'abbiamo chiamata a raccolta per ascoltarla. Sì, la Chiesa ha detto a questi ragazzi: venite, ho bisogno di ascoltare i vostri pensieri, il vostro giovane cuore. Ho bisogno di conoscere da voi le aspettative, i timori e le speranze; quello che voi chiedete alla Chiesa e alla società. E così è stato! In modo capillare in tutta la Diocesi, molti gruppi, insieme ai loro sacerdoti, agli educatori, alle catechiste, si sono messi al lavoro, forse inizialmente con qualche perplessità, ma poi in un crescendo di lavorio e di entusiasmo fino a produrre la cosiddetta "Carta educativa", una carta, cioè, dove è stato raccolto in dieci piccole frasi un tracciato di formazione alla vita e alla fede. Sono dieci frasi, quasi dieci parole che rispecchiano la vera anima di questi nostri adolescenti, il loro mondo interiore. Ne sono rimasto colpito e ammirato tanto che desidero rileggerle con voi:

    1. Ascoltare chi mi parla seriamente del mio futuro.
    2. Dare il massimo in ciò che faccio.
    3. Cercare di conoscere di più Gesù e la Chiesa.
    4. Continuare ad andare a Messa e a pregare.
    5. Confessarmi più spesso.
    6. Imparare a conoscere gli altri anche se diversi da me.
    7. Vivere con responsabilità la scuola.
    8. Aiutare gli altri non solo se me lo chiedono.
    9. Tenermi lontano dalle brutte compagnie.
    10. Non sprecare i soldi e accontentarmi di quello che ho.

    Gli adolescenti, nonostante le apparenze e certe intemperanze, sono questi! La grande convocazione al Palasport, il 22 aprile scorso, ha visto un popolo di ragazzi allegri e chiassosi, ma capaci di grande serietà e attenzione, consapevoli che la vita è cosa magnifica e seria, che bisogna prepararsi, che ci sono persone che hanno più esperienza di loro e che vogliono ascoltare, ma che bisogna saper distinguere gli adulti seri e sinceri, dai ciarlatani.

    4. Abbiamo poi cominciato l'Anno della fede, voluto dal Santo Padre Benedetto XVI per tutta la Chiesa, in occasione del Cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II e del Ventesimo del Catechismo della Chiesa Cattolica: "la questione di Dio – scrive il Papa - è, in un certo senso, la questione delle questioni. Essa ci riporta alle domande di fondo dell'uomo" (Benedetto XVI, Udienza all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per i laici, 25.11.2011). E quali sono queste domande di fondo? "In faccia alla morte l'enigma della condizione umana diventa sommo. Non solo l'uomo si affligge al pensiero dell'avvicinarsi del dolore e della dissoluzione del corpo, ma anche, ed anzi più ancora, per il timore che tutto finisca per sempre - così dice il Concilio – (...) ciascun uomo rimane a se stesso un problema insoluto, confusamente percepito" (Conc. Vat. II, GS, 18, 21). L'Anno della fede riguarda dunque innanzitutto i credenti, perché non si può dare per scontata la fede: diventa tiepida e insipida, incapace di dare sapore e smalto all'esistenza e di essere testimone. Ma si tratta anche di lasciare che l'ansia dell'evangelizzazione bruci i nostri cuori; l'ansia di portare a tutti la gioiosa notizia di Dio che ama l'uomo e lo salva con la luce di Cristo. Solo una fede rinnovata, fortemente pregata e tenacemente vissuta, potrà diventare contagiosa e convincere il mondo che la fede è bella, che essere cristiani è gioia. Purtroppo, da più parti assistiamo al fenomeno grave dell'intolleranze religiosa fino alla persecuzione e al martirio di tanti fratelli nella fede. Secondo la stima di un Osservatorio austriaco, nel mondo circa cento milioni di cristiani sono esposti a discriminazioni e persecuzioni a causa della loro fede, e purtroppo non accade solo fuori dall'Europa. Mentre rinnoviamo la nostra preghiera e la vicinanza, ci chiediamo perché. I fattori sono certamente molteplici, ma uno li raccoglie tutti: il secolarismo sta riuscendo a destabilizzare le fondamentali comunità umane, i punti naturali e universali di riferimento, e si ingegna a minare dal punto di vista giuridico sia il matrimonio che l'istituzione familiare. In sostanza la comunità cattolica, con il suo ordine di valori, è l'unico ostacolo significativo rispetto al processo di secolarizzazione che vuole costruire una società senza Dio, senza la dimensione della Trascendenza, con un'etica sottomessa al relativismo delle circostanze e delle convenienze. In una società senza ancoraggi oggettivi e universali, ma liquidi, i vari poteri dominano e l'uomo resta in balia dei più forti. La Chiesa non ha da affermare se stessa, ma da difendere l'uomo, nella sua dignità, soprattutto se più debole e povero. E' questa la ragione unica di ogni suo intervento.
    5. Mentre viviamo l'Anno della fede con i diversi appuntamenti e forme, già pensiamo al prossimo anno pastorale (2013-2014), nel quale l'obiettivo principale sarà la famiglia. Se nell'anno che si chiude abbiamo interrogato gli adolescenti, come segno di affettuosa simpatia e primaria attenzione, sarà poi la volta dei papà e delle mamme, dei nonni: cioè della famiglia nel suo sorgere e nel suo crescere, nella delicata e magnifica missione di educare i figli.

    Uno sguardo sulla Città

    6. Uno sguardo, ora, sulla Città. Che l'animo della nostra gente sia pieno di dignità e di riserbo è noto e, dentro alla stretta della crisi, ancora una volta si è rivelato un fatto concreto. Forse, questa grande ricchezza spirituale e morale deve vincere la tentazione di rinchiudersi in se stessa, di lottare da sola contro le avversità, di non creare reti virtuose e feconde. Dietro a tale patrimonio non deve mai nascondersi la rassegnazione di nessuno, ma, al contrario deve sprigionarsi quella fierezza di appartenenza ad una Città e a una storia che non è passata, ma solo ha bisogno di ali, di nuovo slancio. Ha bisogno che tutti ci crediamo con convinzione e passione. Passione e convinzione che – a dire il vero – esistono in tanti che, con ruoli diversi, fanno di tutto per non chiudere il lavoro, per crearne di nuovo; che vanno in giro per il mondo a seminare credibilità e trovare occasioni per noi e per il Paese, mantenendo la produzione diretta e indiretta. Vediamo lavoratori che si stringono di più gli uni agli altri, che si sostengono in modo intelligente e generoso, giovani che non si arrendono e hanno fiducia nel domani, sposi che generano figli senza pretendere di pianificare tutto, famiglie che mettono insieme risorse non solo economiche, ma innanzitutto di intelligenza e di cuore, energie spirituali e morali, che sono la base indispensabile per affrontare ogni ostacolo: sì, sapere che non si è soli, sentire l'amore e la fiducia dei propri familiari, genera fiducia in se stessi e speranza nel futuro. Patrimonio, questo, senza il quale tutto inesorabilmente si ferma e deperisce.

    7. La Chiesa, nella presenza capillare delle sue 278 Parrocchie, delle sue comunità, dei 35 centri di ascolto, dei Religiosi e delle Religiose, dei movimenti e associazioni, di tantissimi volontari, è doverosamente presente. Negli ultimi tre anni le richieste sono aumentate del 30%, e l'80% di chi bussa alla porta ha il carico della famiglia. E' indicativo anche il fatto che il 70% degli interventi in denaro va a sostenere i costi dell'abitare: affitto, amministrazione, bollette. E ciò significa che, insieme all'occupazione persa o mai trovata, la casa resta un punto vitale e oggi nevralgico. Le 22 mense e la decina di dormitori cercano di far fronte – sempre in modo insufficiente – ai bisogni primari per la sussistenza, che però ha necessità di trovare lo sbocco nel lavoro e nell'alloggio. La generosità di tante persone ed enti, nonché la provvidenza dell'8%, sostengono quella rete sociale che nasce dal Vangelo e dall'amore a Cristo, e che innerva la comunità degli uomini.
    Com'è noto, la Chiesa non ha ricette di politica, né è il suo compito; ma ha il dovere di ricordare alla società distratta i valori fondamentali che, affermati dal Vangelo di Cristo, sono radicati nella natura umana: il diritto irriducibile alla vita sempre e dovunque, la necessità incomparabile della famiglia naturale, la libertà religiosa e educativa senza intolleranze ideologiche e totalitarie, sono il fondamento indispensabile che garantisce ogni altro diritto oggi tanto più sentito come il lavoro, la casa, la salute, lo stato sociale, la giustizia e l'equità. Un corpo sociale che non garantisce coloro che non possono difendersi perché non hanno ancora volto e voce, oppure questa l'hanno persa, come potrà sostenere le altre fasi deboli dell'esistenza umana?

    8 C'è bisogno di un grande rilancio nella direzione dello sviluppo e della crescita: è noto che, non potendo ormai prescindere dal resto del mondo, bisogna ripensare anche il lavoro, ma la via per non morire è crescere, e per crescere – in ogni campo – bisogna migliorare più degli altri, bisogna innovare. Contro la forza di Golia – potente e sicuro di sé – il piccolo Davide ha vinto con la sua agilità e scaltrezza. Fuori dell'immagine biblica, è l'eccellenza, la crescente perizia, la rapidità dei tempi, la certezza degli adempimenti, la capacità di progettare propria della nostra Città e riconosciuta nel mondo, la strada da battere con convinzione e tempestività. Ma anche con "leggerezza"! Sì, con "leggerezza burocratica", senza rimanere impigliati e scoraggiati nelle maglie così fitte delle reti normative da dover alla fine rinunciare, perché i treni in corsa non aspettano nessuno, né a Genova, né in Italia né tanto meno all'estero. La crisi può aiutare in questa opera di semplificazione possibile e doverosa. Bisogna anche superare la diffusa cultura del sospetto, per cui si tende a guardare chiunque chieda lavoro, o voglia portare lavoro, come se fosse un attentatore alla pubblica tranquillità – quale tranquillità? – oppure un losco approfittatore da contrastare in ogni modo fino allo sfinimento. L'essere contro "a prescindere" è sempre stato un insulto all' intelligenza. La cultura del sospetto genera invidie e trappole, veti e ritardi immotivati: bisogna liberarsi e declinare la dignità e il riserbo del nostro animo genovese in forme di cordiale accoglienza, di intelligente difesa delle proprie capacità lavorative, di messa in rete di energie e risorse grandi e piccole. Se non tutto è possibile in termini di riuscita e di successo, di aspettative e di soddisfazioni personali e collettive – come forse ci si è illusi negli anni - è possibile però andare contro corrente e risalire la china, lieti di uscirne insieme più stretti e migliori.
    A questo proposito, un grande patrimonio della Liguria è la presenza della piccola e media impresa. Non si vive solo di "grande cose", ma anche di "piccole": la vita ci insegna l'equilibrio e l'apprezzamento di tutto ciò che è buono. Ma sempre più bisogna pensare a forme – peraltro già esistenti – di rapporti, di intese, di accordi, per far fronte ai cambiamenti senza subirli sperando che la notte passi, ma affrontandoli come il piccolo Davide.

    9. Come non guardare ancora una volta, cari fratelli e sorelle, alle famiglie e ai giovani? Della straordinaria e irripetibile realtà della famiglia ho già accennato. A Genova ci sono molti anziani e per di più soli: ciascuno di loro interpella la dedizione di tutti: una visita regolare, un aiuto assicurato, un momento di svago, un servizio in casa...a volte basta poco per fare molto. Ognuno ha la sua storia che forse vuole raccontare, storia che solo Dio conosce fino in fondo. Ma sappiamo che i giovani bussano alla porta del mondo del lavoro con vigore e aspettativa: sanno che devono non perdere nessuna occasione, ma le occasioni devono esserci e ne hanno il diritto perché senza lavoro non c'è progetto, non c'è famiglia e vita. Nella nostra Città è l'ora che il lavoro abbia il primo posto nei pensieri di tutti, perché senza non esiste futuro per nessuno. Salvarsi da soli è illusorio, prima o dopo si affonda tutti. Ma noi amiamo Genova! Quanta gente da tempo compie seri sacrifici! ma vuole, pretende, che nulla vada perso e che trovi un risultato vero e rapido!
    Cari Amici, grazie per la vostra presenza questa sera. E' una testimonianza di unità religiosa e civile. Alziamo il capo! Lo eleviamo a Dio per ringraziarLo dei suoi doni; lo eleviamo verso la Santa Vergine che la Chiesa celebra nel primo giorno dell'anno. Sia Lei, la Grande madre di Dio e nostra, colei che ci incoraggia e con la sua forza materna sostiene i nostri passi; quelli dei giovani e degli anziani, delle persone sole e delle famiglie, della nostra Diocesi e di Genova. Amen


    Angelo Card. Bagnasco

    http://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=3348
    Ultima modifica di Sunshine; 01-01-2013 alle 20:01


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