Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 258 di 297 PrimaPrima ... 158208248256257258259260268 ... UltimaUltima
Risultati da 2,571 a 2,580 di 2966

Discussione: La rinuncia al Pontificato da parte di Benedetto XVI e altre notizie sul Papa emerito

  1. #2571
    Vecchia guardia di CR
    Data Registrazione
    May 2018
    Località
    Casa dei soliti ceffi
    Messaggi
    2,287
    Citazione Originariamente Scritto da evergreen Visualizza Messaggio
    Solo per ricordare che l'Occidente è già pieno di sacerdoti cattolici uxorati con regolare parrocchia. Addirittura in Italia esiste una intera diocesi dove sussistono sacerdoti sposati, Diocesi Piana degli Albanesi. VEDI QUI

    Certamente sono tradizioni orientali (cattolici di rito orientale) trapiantati qui in Occidente da pochi anni o addirittura da diversi secoli, ma pare che non hanno creato problemi a nessuno, tutt'altro, le popolazioni vivono benissimo in questi contesti.

    Quindi se il Papa dovesse aprire nel rito latino la prassi dei sacerdoti uxorati in alcune zone Occidentali carenti di ministri non si capisce quale dovrebbe essere il problema.

    In ogni caso il parere di Papa Francesco è chiaro già da un anno, pertanto sarebbe utile spiegare cosa ci sia di così allarmante per la Chiesa. Non solo. E' stato proprio Papa Francesco ad invitare i teologi a studiare e ad offrire le loro opinioni sulla questione. Questo per dire quanto siano grottesche le polemiche giornalistiche inerenti questo libro.
    La Chiesa d'Oriente
    38. Se altra è la legislazione della Chiesa orientale in materia di disciplina celibataria del clero, come fu finalmente stabilita dal Concilio Trullano dell'anno 692 (77) e come è stata apertamente riconosciuta dal Concilio Ecumenico Vaticano II (78), ciò è dovuto anche a una diversa situazione storica di quella parte nobilissima della Chiesa, alla quale situazione lo Spirito Santo ha provvidenzialmente e soprannaturalmente contemperato il suo influsso.
    Noi profittiamo di questa occasione per esprimere la Nostra stima e il nostro rispetto a tutto il clero delle Chiese orientali, e per riconoscere in esso esempi di fedeltà e di zelo che lo rendono degno di sincera venerazione.
    39. Ma Ci è altresì motivo di conforto a perseverare nell'osservanza della disciplina circa il celibato del clero l'apologia che dai Padri orientali ci viene sulla verginità; Ci risuona nel cuore, ad esempio, la voce di san Gregorio Nisseno, la quale ci ricorda che la vita verginale è l'immagine della felicità che ci attende nel mondo avvenire (79), e non meno Ci conforta l'encomio del sacerdozio, che tuttora meditiamo, di san Giovanni Crisostomo, intento a mettere in luce la necessaria armonia, che deve regnare tra la vita privata del ministro dell'altare e la dignità di cui è rivestito in ordine ai suoi sacri uffici: Conviene a chi si accosta al sacerdozio essere puro come se stesse in cielo (80).
    40. Per di più non è inutile osservare che anche in Oriente soltanto i sacerdoti celibi sono ordinati vescovi e i sacerdoti stessi non possono contrarre matrimonio dopo l'ordinazione sacerdotale; il che fa intendere come anche quelle venerande Chiese posseggano in certa misura il principio del sacerdozio celibatario e quello di una certa convenienza del celibato per il sacerdozio cristiano, del quale i vescovi possiedono l'apice e la pienezza (81).
    41. In ogni caso, la Chiesa d'occidente non può esser da meno nella fedeltà alla propria antica tradizione, e non è pensabile che abbia per secoli seguito una via che, invece di favorire la ricchezza spirituale delle singole anime e del popolo di Dio, l'abbia in qualche modo compromessa, o che abbia, con arbitrari interventi giuridici, compromesso la libera espansione delle più profonde realtà della natura e della grazia.
    Casi particolari
    42. In virtù della norma fondamentale nel governo della Chiesa cattolica alla quale abbiamo sopra (82) accennato, come, da un lato, rimane confermata la legge che richiede la scelta libera e perpetua del celibato in coloro che sono ammessi agli ordini sacri, dall'altro, potrà essere consentito lo studio delle particolari condizioni di ministri sacri coniugati, appartenenti a Chiese o a comunità cristiane tuttora divise dalla comunione cattolica, i quali, desiderando di aderire alla pienezza di tale comunione e di esercitarvi il sacro ministero, fossero ammessi alle funzioni sacerdotali, in tali circostanze tuttavia da non portare pregiudizio alla vigente disciplina circa il sacro celibato.
    E che l'autorità della Chiesa non rifugga dall'esercizio di questa potestà lo dimostra l'eventualità, prospettata dal recente Concilio Ecumenico, di conferire il sacro diaconato anche ad uomini di matura età, viventi nel matrimonio (83).
    43. Ma tutto questo non significa un rilassamento della legge vigente, e non deve essere interpretato come un preludio alla sua abolizione. E piuttosto che indulgere a questa ipotesi, la quale indebolisce negli animi il vigore e l'amore, onde il celibato si fa sicuro e felice, e oscura la vera dottrina, che ne giustifica l'esistenza e ne glorifica lo splendore, sia promosso lo studio in difesa del concetto spirituale e del valore morale della verginità e del celibato (84).

    http://www.vatican.va/content/paul-v...erdotalis.html

  2. #2572
    Cronista di CR L'avatar di sicutdilexivos
    Data Registrazione
    Sep 2012
    Località
    Puglia
    Età
    35
    Messaggi
    893
    interessante articolo (credo condivisibile in più punti) di Roberto de Mattei


    Il vero pasticcio è la coabitazione dei due Papi


    L’ultima polemica, esplosa dopo la pubblicazione del libro sul sacerdozio del cardinale Sarah e di Benedetto XVI, conferma la situazione di penosa confusione in cui oggi versa la Chiesa.

    La notizia di un testo scritto a quattro mani dal Papa emerito e dal cardinale Robert Sarah è scoppiata come una bomba il 12 gennaio. Il libro, curato da Nicolas Diat, uomo di fiducia del cardinale Sarah, è stato pubblicato dall’editore Fayard con il titolo, Des profondeurs des nos coeurs (Dal profondo dei nostri cuori) e contiene una ferma difesa del celibato ecclesiastico. La lobby mediatica progressista è subito partita all’attacco, negando che il Papa emerito avesse mai scritto un libro con il cardinale Sarah e accusando quest’ultimo di avere intrapreso un’ “operazione editoriale” contro papa Francesco. Il cardinale Sarah ha reagito da parte sua con estrema fermezza: «Dichiaro solennemente che Benedetto XVI sapeva che il nostro progetto avrebbe preso la forma di un libro. (…) Alcuni attacchi sembrano insinuare una menzogna da parte mia. Queste diffamazioni sono di una gravità eccezionale».

    Il 14 gennaio però monsignor Georg Gänswein, segretario di Joseph Ratzinger e prefetto della Casa Pontificia, ha parzialmente smentito il cardinale Sarah, chiedendo di togliere la firma del Papa emerito come coautore del libro: «Il Papa emerito sapeva che il cardinale stava preparando un libro e aveva inviato un suo testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l’uso che voleva. Ma non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma né aveva visto e autorizzato la copertina. Si è trattato di un malinteso senza mettere in dubbio la buona fede del cardinale Sarah».

    Il cardinale guineano non ha accettato di essere indicato come il responsabile del malinteso e ha pubblicato tre lettere, con le date del 20 settembre, 12 ottobre e 25 novembre 2019, da cui emerge la piena sintonia tra lui e Benedetto XVI, che dà il via libera alla pubblicazione con queste parole: «Da parte mia il testo può essere pubblicato nella forma da lei prevista». Però la richiesta di mons. Gänswein è stata accettata e nelle prossime edizioni sarà tolta la doppia firma dal volume, il cui autore risulterà il «Card. Sarah con il contributo di Benedetto XVI». D’altro canto «il testo completo resta assolutamente immutato», ha precisato il cardinale Sarah in un tweet. Un vero “pasticcio”, la cui responsabilità sembra essere del collaboratore del Cardinale, Nicolas Diat, che ha probabilmente enfatizzato l’iniziativa più del dovuto, e soprattutto di mons. Gänswein, che ha certamente ceduto alle pressioni di chi ha voluto depotenziare il contenuto del libro, anche con l’obiettivo di squalificare il cardinale guineano, impropriamente presentato come “ultraconservatore”.

    Dalla vicenda emerge però un ben più grave pasticcio, che è quello della innaturale coabitazione in Vaticano dei due Papi, soprattutto quando uno di loro, Benedetto XVI, dopo aver rinunciato al pontificato conserva il nome, mantiene la veste bianca, impartisce la Benedizione Apostolica, che spetta solo al Sommo Pontefice e rompe ancora una volta il silenzio a cui si era votato dimettendosi. In una parola si considera Papa, sia pure “emerito”.
    Questa situazione è la conseguenza di un grave errore teologico del cardinale Ratzinger. Conservando il titolo di Papa emerito, come avviene per i vescovi, egli sembra ritenere che l’ascesa al Pontificato imprima sull’eletto un carattere indelebile analogo a quello sacerdotale. In realtà i gradi sacramentali del sacerdozio sono solo tre: diaconato, presbiterato ed episcopato. Il pontificato appartiene ad un’altra gerarchia della Chiesa, quella di giurisdizione, o di governo, di cui costituisce l’apice. Quando viene eletto, il Papa riceve l’ufficio della suprema giurisdizione, non un sacramento dal carattere indelebile. Il sacerdozio non si perde neanche con la morte, perché sussiste “in aternum”. Si può invece “perdere” il pontificato, non solo con la morte, ma anche in caso di volontaria rinuncia o di manifesta e notoria eresia. Se rinuncia ad essere pontefice, il Papa cessa di essere tale: non ha diritto a indossare la veste bianca né ad impartire la benedizione apostolica. Egli, dal punto di vista canonico, non è neanche più un cardinale, ma torna ad essere un semplice vescovo. A meno che la sua rinuncia non sia invalida: ma questo, nel caso di Benedetto XVI, dovrebbe essere provato. Di fatto il titolo di Papa oggi viene attribuito sia a Francesco che a Benedetto, ma certamente uno di essi è abusivo, perché uno solo può essere il Papa nella Chiesa.

    La storia della Chiesa ha conosciuto Papi e antipapi che si sono combattuti, ma ognuno di essi scomunicava l’altro e la chiarezza imponeva delle scelte, come avvenne nel Grande Scisma d’Occidente, in cui tutta la Cristianità si trovò scomunicata, dall’uno o dall’altro Papa e i fedeli furono costretta a prendere posizione Ciò che non è mai accaduto è che due Papi si riconoscano entrambi come legittimi e manifestino reciprocamente rispetto e riverenza, salvo combattersi dietro le quinte per interposta persona. Cercare di metterli pubblicamente uno contro l’altro, è un’impresa improba, smentita dai fatti e destinata al fallimento. Non c’è un Papa “buono”, e un “papa “cattivo”. Non ci sono due Papi. C’è solo una grande confusione, destinata ad aumentare.

    Che cosa accadrà infatti quando il processo di liquidazione del celibato ecclesiastico, avviato ufficialmente dal Sinodo sull’Amazzonia, sarà portato avanti dal “percorso sinodale” della Conferenza episcopale tedesca?

    Lascerà papa Francesco via libera ai vescovi tedeschi? E cosa dirà Benedetto XVI di fronte al “percorso” dei suoi confratelli tedeschi, che annunciano di voler dare «valore obbligatorio» alle loro decisioni in Germania?

    Da parte sua il cardinale Sarah confermerà la «filiale obbedienza a papa Francesco» che manifesta nel suo comunicato stampa del 14 gennaio o unirà la sua voce a quella dei cardinali che intendono resistere al processo di autodemolizione della Chiesa, seguendo l’insegnamento apostolico: «si deve obbedire più a Dio che agli uomini» (At 5, 29)?

    E’ l’ora della chiarezza, non della confusione.

    fonte
    Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia

  3. #2573
    CierRino
    Data Registrazione
    May 2011
    Località
    alto Lazio
    Età
    74
    Messaggi
    5,964
    Citazione Originariamente Scritto da sicutdilexivos Visualizza Messaggio
    interessante articolo (credo condivisibile in più punti) di Roberto de Mattei



    Dalla vicenda emerge però un ben più grave pasticcio, che è quello della innaturale coabitazione in Vaticano dei due Papi, soprattutto quando uno di loro, Benedetto XVI, dopo aver rinunciato al pontificato conserva il nome, mantiene la veste bianca, impartisce la Benedizione Apostolica, che spetta solo al Sommo Pontefice e rompe ancora una volta il silenzio a cui si era votato dimettendosi. In una parola si considera Papa, sia pure “emerito”.
    Questa situazione è la conseguenza di un grave errore teologico del cardinale Ratzinger. Conservando il titolo di Papa emerito, come avviene per i vescovi, egli sembra ritenere che l’ascesa al Pontificato imprima sull’eletto un carattere indelebile analogo a quello sacerdotale. In realtà i gradi sacramentali del sacerdozio sono solo tre: diaconato, presbiterato ed episcopato. Il pontificato appartiene ad un’altra gerarchia della Chiesa, quella di giurisdizione, o di governo, di cui costituisce l’apice. Quando viene eletto, il Papa riceve l’ufficio della suprema giurisdizione, non un sacramento dal carattere indelebile. Il sacerdozio non si perde neanche con la morte, perché sussiste “in aternum”. Si può invece “perdere” il pontificato, non solo con la morte, ma anche in caso di volontaria rinuncia o di manifesta e notoria eresia. Se rinuncia ad essere pontefice, il Papa cessa di essere tale: non ha diritto a indossare la veste bianca né ad impartire la benedizione apostolica. Egli, dal punto di vista canonico, non è neanche più un cardinale, ma torna ad essere un semplice vescovo. A meno che la sua rinuncia non sia invalida: ma questo, nel caso di Benedetto XVI, dovrebbe essere provato. Di fatto il titolo di Papa oggi viene attribuito sia a Francesco che a Benedetto, ma certamente uno di essi è abusivo, perché uno solo può essere il Papa nella Chiesa.


    fonte
    E' stata la mia opinione da sempre.
    Ho trovato che l'affermazione iniziale di Benedetto XVI° di non aver potuto rinunciare all'abito bianco per mancanza al momento di una tonaca diversa, non fosse del tutto esauriente e non facesse chiarezza su qualcosa di straordinariamente rivoluzionario e che, in questi termini non ha mai visto l'eguale nella Storia della Chiesa.
    Gli equivoci si evitano evitando situazioni equivoche.

  4. #2574
    Vecchia guardia di CR
    Data Registrazione
    May 2018
    Località
    Casa dei soliti ceffi
    Messaggi
    2,287
    Citazione Originariamente Scritto da minusculus Visualizza Messaggio
    E' stata la mia opinione da sempre.
    Ho trovato che l'affermazione iniziale di Benedetto XVI° di non aver potuto rinunciare all'abito bianco per mancanza al momento di una tonaca diversa, non fosse del tutto esauriente e non facesse chiarezza su qualcosa di straordinariamente rivoluzionario e che, in questi termini non ha mai visto l'eguale nella Storia della Chiesa.
    Gli equivoci si evitano evitando situazioni equivoche.
    sicuramente Ratzinger, quando per motivi ancora sconosciuti ha liberamente deciso di dimettersi, così ha detto nella dichiarazione ufficiale della quale non c'è nessun motivo al mondo per dubitare, e io personalmente dichiaro formalmente e espressamente di non dubitare assolutamente, avrebbe potuto organizzare molto meglio la cosa, questo è sicuro, anche sotto il profilo canonico di cosa lui avrebbe fatto e sarebbe stato dopo
    lui però non è un canonista, e è anche vero che se avesse cominciato a chiedere consigli di qua e di là la voce sarebbe subito uscita
    comunque, ormai la situazione è questa, che si fa?
    suggerimenti?
    lo chiudiamo in isolamento?
    convento trappista?
    legato e imbavagliato tranne quando mangia, dorme e ehm?
    cella sotterranea del castello di Fumone?

  5. #2575
    Vecchia guardia di CR
    Data Registrazione
    May 2018
    Località
    Casa dei soliti ceffi
    Messaggi
    2,287
    ++ Ratzinger:Figaro,sua firma su frase 'non posso tacere' ++
    (ANSA) - CITTA’ DEL VATICANO, 15 GEN - La frase "Non posso tacere!", citazione di Sant’Agostino (Silere non possum!), contenuta nel volume "Des profondeurs de nos coeurs" uscito oggi in Francia per l’editore Fayard è attribuibile, secondo il libro, direttamente a Benedetto XVI, poiché il capitolo introduttivo in cui è contenuta reca a pagina 25 la firma dei due autori, Benedetto XVI e il cardinale Robert Sarah, con la data "Città du Vatican, septembre 2019". Lo indicano all’ANSA i giornalisti del quotidiano Le Figaro cui si deve l’anticipazione dei giorni scorsi. (ANSA).

  6. #2576
    Vecchia guardia di CR
    Data Registrazione
    May 2018
    Località
    Casa dei soliti ceffi
    Messaggi
    2,287
    chi sa il francese, sul sito di amazon.fr il libro in kindle c'è già
    chi vuole spendere 13 euro per leggere subito, e magari girare qui sul forum, senza aspettare che esca l'edizione italiana

  7. #2577
    CierRino di platino L'avatar di Pellegrina
    Data Registrazione
    Nov 2010
    Località
    a casa mia
    Età
    68
    Messaggi
    12,980
    Trovo piuttosto condivisibile, l'aricolo di De Mattei pubblicato poco fa...
    In realtà il "Papa" sarebbe solo uno, è vero, però...
    Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla (Salmo 23)

  8. #2578
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    61,122
    Citazione Originariamente Scritto da sicutdilexivos Visualizza Messaggio
    interessante articolo (credo condivisibile in più punti) di Roberto de Mattei
    (...)
    Benedetto XVI, dopo aver rinunciato (...) impartisce la Benedizione Apostolica, che spetta solo al Sommo Pontefice
    Questo non è del tutto vero. Infatti il Caeremoniale Episcoporum al n. 1122 afferma che il Vescovo ha la facoltà di impartire la benedizione apostolica con annessa indulgenza plenaria tre volte l'anno nelle festività solenni di sua scelta. Ciò significa che la benedizione apostolica, a determinate condizioni, può essere impartita non solo dal Sommo Pontefice. Per quanto ne sappiamo, potremmo ipotizzare che Papa Francesco abbia concesso al suo predecessore emerito la possibilità di impartire detta benedizione anche al di fuori delle circostanze precisate dal Caeremoniale.


    In realtà i gradi sacramentali del sacerdozio sono solo tre: diaconato, presbiterato ed episcopato. Il pontificato appartiene ad un’altra gerarchia della Chiesa, quella di giurisdizione, o di governo, di cui costituisce l’apice. Quando viene eletto, il Papa riceve l’ufficio della suprema giurisdizione, non un sacramento dal carattere indelebile.
    Questo è vero. Il pontificato, così come il cardinalato, non costituisce un grado del Sacramento dell'Ordine. Però anche il titolo di Arcivescovo non è connesso a detto Sacramento eppure, una volta accettata la rinuncia, qualsiasi Arcivescovo diocesano assume il titolo di Arcivescovo emerito, non semplicemente Vescovo emerito, benché non esista un "sacramento dell'arciepiscopato".

    C'è chi dice che Benedetto XVI, dopo la rinuncia, avrebbe dovuto essere chiamato "Vescovo emerito di Roma"; chi lo afferma, però, dimentica che il Papa è tale proprio in quanto Vescovo di Roma, pertanto "Papa emerito" e "Vescovo emerito di Roma" sono di fatto due sinonimi.
    Oboedientia et Pax

  9. #2579
    Cronista di CR L'avatar di terranovas
    Data Registrazione
    Oct 2010
    Località
    Tuscany near the sea
    Messaggi
    2,266
    Grazie per la condivisione di questo articolo interessante del prof. Roberto De Mattei.
    Devo dire però che, dopo una prima lettura in cui mi è parso di poter condividere alcuni punti, nella seconda lettura mi sono fermato a riflettere meglio su alcuni aspetti che mi sono sembrati assai arditi.
    Per prima cosa la ricostruzione degli eventi, con il quale si apre l'articolo: mi sembra davvero una ricostruzione molto parziale nella quale si danno per scontate cose che invece non lo sono.
    Quello che si è capito fino ad ora è solo che c'è molta confusione, non sappiamo veramente come si sono svolti i fatti. Si fanno ricostruzioni diverse, anche diametralmente opposte, ma tutte realistiche e possibili. Occorrerebbe dire che ad oggi non sappiamo cosa è veramente successo. Forse solamente una dichiarazione e un commento del papa emerito potrebbero veramente sciogliere tutti i dubbi. Quindi credo che, chiunque tenti di ricostruire gli eventi, non possa dare le cose così scontate, sarebbe molto meglio che si chiarisse che sono ipotesi possibili. Ad esempio quando scrive: «La lobby mediatica progressista è subito partita all’attacco» mi pare che si ometta di dire che la lobby mediatica tradizionalista era già intenta a festeggiare stappando bottiglie di Dom Pérignon. Questo per onestà intellettuale di quanto è successo. Anche la pubblicazione delle tre lettere mi sembra spostata in avanti da quella che invece è stata la vera cronologia dei fatti. È avvenuta prima della dichiarazione di mons. Gänswein, sulla base di alcune indiscrezioni che stavano trapelando e non dopo l'intervento pubbico di mons. Gänswein come ci propina l'articolo. E poi scarica la responsabilità sul collaboratore Nicolas Diat... mah...

    Passando all'altro argomento, quello della coabitazione dei due papi mi pare che parlare di un grave errore teologico del cardinale Ratzinger sia decisamente ardito, forse si passa il limite della decenza.
    Nel senso che da un lato c'è quello che è universalmente riconosciuto come il più grande teologo oggi vivente, dall'altra parte c'è... Roberto De Mattei... cioè...
    Attenzione, potrebbe anche aver ragione De Mattei su questo punto ma... come dire... andiamoci piano. Invece il De Mattei dopo essersi sbilanciato in questa arditissima affermazione inizia pure a pontificare e a spiegare perché e per come. E conclude scrivendo:
    «Di fatto il titolo di Papa oggi viene attribuito sia a Francesco che a Benedetto, ma certamente uno di essi è abusivo, perché uno solo può essere il Papa nella Chiesa».
    Ora, dico io, siamo sempre a questo punto ? Siamo ancora al 2013 anno della rinuncia di papa Benedetto XVI al soglio petrino ? Gia prima dell'apertura del Conclave questo punto era stato risolto e chiarito con l'istituto del papa emerito. Non ci sarebbero stati due papi ma uno solo, l'altro emerito. Benedetto XVI si sarebbe ritirato in silenzio e in preghiera.
    Possiamo eventualmente ri-discuterne perché oggi sappiamo, per esperienza, quanto sia difficile mantenere questa impostazione e come, se il papa emerito rompe il silenzio, si possono creare delle gravi situazioni. Forse quindi, per il futuro, è auspicabile che la rinuncia di un papa preveda anche la dismissione di ogni simbolo ad esso connesso e che si provveda a chiamare il papa rinunciatario non più papa emerito, ma vescovo emerito. Questo penso che sia un argomento sul quale si possa discutere. Ma non certo, come si spinge il De Mattei, ad affermare, irresponsabilmente, che uno dei due papi è abusivo!

    Quindi, per quanto mi riguarda, questo articolo è decisamente pessimo.
    «Non approfittartene della vittoria e non dare il segreto agli altri, furbissimo uomo che vinci il Maestro con l'arma della parola materna». L'Evangelo come mi è stato rivelato

  10. #2580
    CierRino
    Data Registrazione
    May 2011
    Località
    alto Lazio
    Età
    74
    Messaggi
    5,964
    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    ...pertanto "Papa emerito" e "Vescovo emerito di Roma" sono di fatto due sinonimi.
    Stando così le cose, a maggior ragione mi chiedo perché non si sia optato per Vescovo emerito di Roma, che almeno si discosta un po' da quell'appellativo di Papa, sia pure emerito, che suona un po' troppo come duplicato dell'unico, a cui spetta di diritto tale titolo, cioè il suo successore.

    Kika51 - sicuramente Ratzinger, quando per motivi ancora sconosciuti ha liberamente deciso di dimettersi...


    Ariecchece...
    I motivi li ha dichiarati lo stesso Papa emerito, quindi non sono affatto sconosciuti, a meno di voler insinuare che abbia pubblicamente mentito sulle ragioni delle sue dimissioni.
    Mi sembrava un punto su cui eravamo stati invitati abbastanza decisamente a non più elucubrare...
    Ultima modifica di minusculus; 15-01-2020 alle 18:33

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>