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Discussione: La rinuncia al Pontificato da parte di Benedetto XVI e altre notizie sul Papa emerito

  1. #2581
    Cronista di CR L'avatar di Lollo
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    Citazione Originariamente Scritto da minusculus Visualizza Messaggio
    Stando così le cose, a maggior ragione mi chiedo perché non si sia optato per Vescovo emerito di Roma, che almeno si discosta un po' da quell'appellativo di Papa, sia pure emerito, che suona un po' troppo come duplicato dell'unico, a cui spetta di diritto tale titolo, cioè il suo successore.
    Perché dire Vescovo Emerito di Roma e dire Papa Emerito è la stessa cosa. Benedetto XVI è Papa Emerito e Vescovo Emerito di Roma, dacché dire uno equivale a dire l'altro.
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  2. #2582
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo Visualizza Messaggio
    Perché dire Vescovo Emerito di Roma e dire Papa Emerito è la stessa cosa. Benedetto XVI è Papa Emerito e Vescovo Emerito di Roma, dacché dire uno equivale a dire l'altro.
    E secondo te nel comune sentire risuonano con lo stesso impatto psicologico?

  3. #2583
    Vecchia guardia di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da evergreen Visualizza Messaggio
    Solo per ricordare che l'Occidente è già pieno di sacerdoti cattolici uxorati con regolare parrocchia. Addirittura in Italia esiste una intera diocesi dove sussistono sacerdoti sposati, Diocesi Piana degli Albanesi. VEDI QUI

    Certamente sono tradizioni orientali (cattolici di rito orientale) trapiantati qui in Occidente da pochi anni o addirittura da diversi secoli, ma pare che non hanno creato problemi a nessuno, tutt'altro, le popolazioni vivono benissimo in questi contesti.

    Quindi se il Papa dovesse aprire nel rito latino la prassi dei sacerdoti uxorati in alcune zone Occidentali carenti di ministri non si capisce quale dovrebbe essere il problema.

    In ogni caso il parere di Papa Francesco è chiaro già da un anno, pertanto sarebbe utile spiegare cosa ci sia di così allarmante per la Chiesa. Non solo. E' stato proprio Papa Francesco ad invitare i teologi a studiare e ad offrire le loro opinioni sulla questione. Questo per dire quanto siano grottesche le polemiche giornalistiche inerenti questo libro.
    evergreen ha ragione nel dire che ci sono preti cattolici sposati, quelli di Piana degli Albanesi, ancor prima che Ratzinger creasse gli ex Anglicani cattolici sposati, però i preti sposati cattolici c'erano già all'epoca di Paolo VI, e tutte le obiezioni che sono state sollevate durante il sinodo dell'Amazzonia erano già presenti all'epoca di Paolo VI, non mi pare che ci sia qualcosa di nuovo, però Paolo VI le enumera elenca tutte e dice no grazie
    http://www.cattoliciromani.com/8-pri...=1#post1836581
    non ripeto il pezzetto perché anche se è un'enciclica pontificia, e di un Papa Santo, siccome l'ho appena postata poi qualcuno chiede (come è già stato fatto) che io venga bannata per art 19 regolamento, ripetizione insistente dello stesso messaggio.
    E' vero che il documento di San Paolo Vi è del 1967, e sono passati 43 anni, però sono cambiate le cose?

  4. #2584
    Cronista di CR L'avatar di PaoVac
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo Visualizza Messaggio
    Perché dire Vescovo Emerito di Roma e dire Papa Emerito è la stessa cosa. Benedetto XVI è Papa Emerito e Vescovo Emerito di Roma, dacché dire uno equivale a dire l'altro.
    certamente ma le parole sono importanti e Vescovo emerito o Papa emerito seppur concettualmente la stessa cosa suonano in maniera diversa... non bisogna essere esperti di comunicazione per sapere che posso dire la stessa cosa ma l'impatto sulle persone è diverso a seconda delle parole usate
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  5. #2585
    Vecchia guardia di CR
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    la ricostruzione del vice di Navarro Valls (sì, QUEL Navarro Valls)

    http://www.korazym.org/36487/la-ciur...-loro-scopi-1/

    La ciurma dei “guardiani della rivoluzione”. I misfatti. La narrazione e i falsi. Le minacce violente e gli scopi (1)

    http://www.korazym.org/36495/la-ciur...e-gli-scopi-2/

    La ciurma dei “guardiani della rivoluzione”. I misfatti. La narrazione e i falsi. Le minacce violente e gli scopi (2)


  6. #2586
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    Citazione Originariamente Scritto da kika51 Visualizza Messaggio
    la ricostruzione del vice di Navarro Valls (sì, QUEL Navarro Valls)

    http://www.korazym.org/36487/la-ciur...-loro-scopi-1/

    La ciurma dei “guardiani della rivoluzione”. I misfatti. La narrazione e i falsi. Le minacce violente e gli scopi (1)

    http://www.korazym.org/36495/la-ciur...e-gli-scopi-2/

    La ciurma dei “guardiani della rivoluzione”. I misfatti. La narrazione e i falsi. Le minacce violente e gli scopi (2)
    Certo che a citare Tosatti per criticare la "ciurma" avversa, ci vuole un bel pelo sullo stomaco e una sana faccia di bronzo!
    Mi chiedo cosa pensi di sé stesso, visto il bassissimo livello dell'articolo, non diverso da quelli delle varie "ciurme" che ci intrattengono col gran varietà circense di questi giorni....

  7. #2587
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    Citazione Originariamente Scritto da sicutdilexivos Visualizza Messaggio
    interessante articolo (credo condivisibile in più punti) di Roberto de Mattei


    Il vero pasticcio è la coabitazione dei due Papi


    L’ultima polemica, esplosa dopo la pubblicazione del libro sul sacerdozio del cardinale Sarah e di Benedetto XVI, conferma la situazione di penosa confusione in cui oggi versa la Chiesa.

    La notizia di un testo scritto a quattro mani dal Papa emerito e dal cardinale Robert Sarah è scoppiata come una bomba il 12 gennaio. Il libro, curato da Nicolas Diat, uomo di fiducia del cardinale Sarah, è stato pubblicato dall’editore Fayard con il titolo, Des profondeurs des nos coeurs (Dal profondo dei nostri cuori) e contiene una ferma difesa del celibato ecclesiastico. La lobby mediatica progressista è subito partita all’attacco, negando che il Papa emerito avesse mai scritto un libro con il cardinale Sarah e accusando quest’ultimo di avere intrapreso un’ “operazione editoriale” contro papa Francesco. Il cardinale Sarah ha reagito da parte sua con estrema fermezza: «Dichiaro solennemente che Benedetto XVI sapeva che il nostro progetto avrebbe preso la forma di un libro. (…) Alcuni attacchi sembrano insinuare una menzogna da parte mia. Queste diffamazioni sono di una gravità eccezionale».

    Il 14 gennaio però monsignor Georg Gänswein, segretario di Joseph Ratzinger e prefetto della Casa Pontificia, ha parzialmente smentito il cardinale Sarah, chiedendo di togliere la firma del Papa emerito come coautore del libro: «Il Papa emerito sapeva che il cardinale stava preparando un libro e aveva inviato un suo testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l’uso che voleva. Ma non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma né aveva visto e autorizzato la copertina. Si è trattato di un malinteso senza mettere in dubbio la buona fede del cardinale Sarah».

    Il cardinale guineano non ha accettato di essere indicato come il responsabile del malinteso e ha pubblicato tre lettere, con le date del 20 settembre, 12 ottobre e 25 novembre 2019, da cui emerge la piena sintonia tra lui e Benedetto XVI, che dà il via libera alla pubblicazione con queste parole: «Da parte mia il testo può essere pubblicato nella forma da lei prevista». Però la richiesta di mons. Gänswein è stata accettata e nelle prossime edizioni sarà tolta la doppia firma dal volume, il cui autore risulterà il «Card. Sarah con il contributo di Benedetto XVI». D’altro canto «il testo completo resta assolutamente immutato», ha precisato il cardinale Sarah in un tweet. Un vero “pasticcio”, la cui responsabilità sembra essere del collaboratore del Cardinale, Nicolas Diat, che ha probabilmente enfatizzato l’iniziativa più del dovuto, e soprattutto di mons. Gänswein, che ha certamente ceduto alle pressioni di chi ha voluto depotenziare il contenuto del libro, anche con l’obiettivo di squalificare il cardinale guineano, impropriamente presentato come “ultraconservatore”.

    Dalla vicenda emerge però un ben più grave pasticcio, che è quello della innaturale coabitazione in Vaticano dei due Papi, soprattutto quando uno di loro, Benedetto XVI, dopo aver rinunciato al pontificato conserva il nome, mantiene la veste bianca, impartisce la Benedizione Apostolica, che spetta solo al Sommo Pontefice e rompe ancora una volta il silenzio a cui si era votato dimettendosi. In una parola si considera Papa, sia pure “emerito”.
    Questa situazione è la conseguenza di un grave errore teologico del cardinale Ratzinger. Conservando il titolo di Papa emerito, come avviene per i vescovi, egli sembra ritenere che l’ascesa al Pontificato imprima sull’eletto un carattere indelebile analogo a quello sacerdotale. In realtà i gradi sacramentali del sacerdozio sono solo tre: diaconato, presbiterato ed episcopato. Il pontificato appartiene ad un’altra gerarchia della Chiesa, quella di giurisdizione, o di governo, di cui costituisce l’apice. Quando viene eletto, il Papa riceve l’ufficio della suprema giurisdizione, non un sacramento dal carattere indelebile. Il sacerdozio non si perde neanche con la morte, perché sussiste “in aternum”. Si può invece “perdere” il pontificato, non solo con la morte, ma anche in caso di volontaria rinuncia o di manifesta e notoria eresia. Se rinuncia ad essere pontefice, il Papa cessa di essere tale: non ha diritto a indossare la veste bianca né ad impartire la benedizione apostolica. Egli, dal punto di vista canonico, non è neanche più un cardinale, ma torna ad essere un semplice vescovo. A meno che la sua rinuncia non sia invalida: ma questo, nel caso di Benedetto XVI, dovrebbe essere provato. Di fatto il titolo di Papa oggi viene attribuito sia a Francesco che a Benedetto, ma certamente uno di essi è abusivo, perché uno solo può essere il Papa nella Chiesa.

    La storia della Chiesa ha conosciuto Papi e antipapi che si sono combattuti, ma ognuno di essi scomunicava l’altro e la chiarezza imponeva delle scelte, come avvenne nel Grande Scisma d’Occidente, in cui tutta la Cristianità si trovò scomunicata, dall’uno o dall’altro Papa e i fedeli furono costretta a prendere posizione Ciò che non è mai accaduto è che due Papi si riconoscano entrambi come legittimi e manifestino reciprocamente rispetto e riverenza, salvo combattersi dietro le quinte per interposta persona. Cercare di metterli pubblicamente uno contro l’altro, è un’impresa improba, smentita dai fatti e destinata al fallimento. Non c’è un Papa “buono”, e un “papa “cattivo”. Non ci sono due Papi. C’è solo una grande confusione, destinata ad aumentare.

    Che cosa accadrà infatti quando il processo di liquidazione del celibato ecclesiastico, avviato ufficialmente dal Sinodo sull’Amazzonia, sarà portato avanti dal “percorso sinodale” della Conferenza episcopale tedesca?

    Lascerà papa Francesco via libera ai vescovi tedeschi? E cosa dirà Benedetto XVI di fronte al “percorso” dei suoi confratelli tedeschi, che annunciano di voler dare «valore obbligatorio» alle loro decisioni in Germania?

    Da parte sua il cardinale Sarah confermerà la «filiale obbedienza a papa Francesco» che manifesta nel suo comunicato stampa del 14 gennaio o unirà la sua voce a quella dei cardinali che intendono resistere al processo di autodemolizione della Chiesa, seguendo l’insegnamento apostolico: «si deve obbedire più a Dio che agli uomini» (At 5, 29)?

    E’ l’ora della chiarezza, non della confusione.

    fonte
    De Mattei, da noto storico qual è, riporta come sempre una rappresentazione falsata dei fatti.
    Detto ciò, per quanto alcune cose che dice siano condivisibili, la sua assertività su cosa sia e cosa debba fare Ratzinger è eccessiva.
    La verità è che nessuno sa cosa sia
    ontologicamente un "Papa emerito" - cosa che non spetta a De Mattei definire - con la conseguenza che le opinioni dovrebbero essere espresse con un minimo di umiltà e riserva di sottomissione a ciò che stabilirà la Chiesa.
    I "diritti" del Papa emerito sono una conseguenza della sua ontologia e pertanto, al momento, di "abusivo" ci sono soltanto le asserzioni del De Mattei, non il vestito bianco di Benedetto.
    Inutile dire che le lezioni sul papato da parte di uno che butterebbe al macero tutti gli ultimi papi, devono essere respinte con adeguata dose di sdegno.
    Ultima modifica di San Basilio; 15-01-2020 alle 20:31

  8. #2588
    Cronista di CR L'avatar di terranovas
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    Citazione Originariamente Scritto da kika51 Visualizza Messaggio
    quando per motivi ancora sconosciuti ha liberamente deciso di dimettersi, così ha detto nella dichiarazione ufficiale della quale non c'è nessun motivo al mondo per dubitare, e io personalmente dichiaro formalmente e espressamente di non dubitare assolutamente, avrebbe potuto organizzare molto meglio la cosa, questo è sicuro, anche sotto il profilo canonico di cosa lui avrebbe fatto e sarebbe stato dopo lui però non è un canonista, e è anche vero che se avesse cominciato a chiedere consigli di qua e di là la voce sarebbe subito uscita
    comunque, ormai la situazione è questa, che si fa?
    suggerimenti?
    lo chiudiamo in isolamento?
    convento trappista?
    legato e imbavagliato tranne quando mangia, dorme e ehm?
    cella sotterranea del castello di Fumone?


    Nonostante l'ironia patetica, che però vorrei sottolineare ugualmente perché in questo forum, nonostate i pareri diversi tra i vari forumisti, ci sono persone intelligenti che sarebbe bene rispettare senza scadere nel ridicolo postando queste frasi, vorrei rispondere ugualmente a queste domande ribaltando la situazione.

    Nessuno che ha rispetto di papa Benedetto XVI, che ama la Chiesa e intende mettere in pratica il Vangelo di N.S.G.C. si sognerebbe mai di mettere il bavaglio al papa emerito.
    Al contrario, vista la sua veneranda età, gli acciacchi e l'esposizione mediatica della sua persona per il prezioso servizio che ha reso alla Chiesa in questi anni, non desidera altro che venga aiutato e sostenuto in questo momento di fragilità. Chiunque di noi abbia avuto esperienza diretta di vivere accanto a una persona anziana, di oltre 90 anni di età, conosce bene le problematiche e le difficoltà di queste persone e nonostante vi sia ancora nella mente brillantezza e vivacità, come nel caso del nostro papa emerito, non possiamo certo pretendere che gli anni non siano passati, è lo stesso papa a farcene partecipi, grazie alla pubblicazione della sua corrispondenza privata, scrivendo al card. Sarah:
    «ho sentito sempre più che le mie forze non mi permettono più la redazione di un testo teologico»
    .

    Ma occorre anche pensare al diritto del papa regnante di poter esercitare liberamente le sue funzioni di pontefice della Chiesa Cattolica.
    Non possiamo pensare che la Chiesa sia guidata da un papa emerito che, liberamente, rinunciando al ministrero petrino, non è più papa.
    Certamente sarà anche stato più bravo, più teologicamente preparato, più vicino alla nostra personale sensibilità religiosa, ma non è più papa e l'obbedienza va data al pontefice che gli succede. Quindi se, come sta evidentemente accadendo sulla questione del celibato sacerdotale e sulle decisioni del dopo Sinodo Amazzonico, il pontefice regnante deve prendere una decisione pastorale, non possiamo ammettere che il papa emerito, per sua iniziativa, o per iniziativa di altri, possa interferire e delegittimare il papa regnante.
    Fosse anche che la sua decisione fosse diversa da quella che riteniamo essere la migliore, come fedeli della Chiesa, siamo chiamati a ubbidire alla sua decisione perché al timone della Chiesa c'è lui.
    Quindi, con tutto il rispetto possibile, queste considerazioni dovrebbero essere ben presenti a tutti i membri della gerarchia ecclesiastica e forzare certe decisioni del papa coinvolgendo il papa emerito o sostenendolo nel suo pensiero, significa rendere un pessimo servizio alla Chiesa. In primis perché si rischia di delegittimare il pontefice regnante, e poi perché si rischia di strumentalizzare il papa emerito che, probabilmente, in tutta questa storia viene giustamente tenuto all'oscuro.
    Quindi, senza ricorrere a metodi da Santa Inquisizione, credo che il papa emerito debba mantenere il più stretto riserbo per non togliere al papa regnante il suo diritto di esercitare il ministero al quale è stato chiamato.
    Ultima modifica di Vox Populi; 16-01-2020 alle 12:34
    «Non approfittartene della vittoria e non dare il segreto agli altri, furbissimo uomo che vinci il Maestro con l'arma della parola materna». L'Evangelo come mi è stato rivelato

  9. #2589
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da San Basilio Visualizza Messaggio
    De Mattei, da noto storico qual è, riporta come sempre una rappresentazione falsata dei fatti.
    Detto ciò, per quanto alcune cose che dice siano condivisibili, la sua assertività su cosa sia e cosa debba fare Ratzinger è eccessiva.
    La verità è che nessuno sa cosa sia
    ontologicamente un "Papa emerito" - cosa che non spetta a De Mattei definire - con la conseguenza che le opinioni dovrebbero essere espresse con un minimo di umiltà e riserva di sottomissione a ciò che stabilirà la Chiesa.
    I "diritti" del Papa emerito sono una conseguenza della sua ontologia e pertanto, al momento, di "abusivo" ci sono soltanto le asserzioni del De Mattei, non il vestito bianco di Benedetto.
    Inutile dire che le lezioni sul papato da parte di uno che butterebbe al macero tutti gli ultimi papi, devono essere respinte con adeguata dose di sdegno.
    Concordo sul fatto che l'articolo usi termini un po' trancianti, ma attenzione che, dal punto di vista canonico, non esistono diritti, doveri o prerogative del Papa emerito che siano diversi da quelli del Vescovo emerito di qualsiasi altra diocesi: le prerogative proprie del Papa sono direttamente connesse all'istituzione del Pontificato Romano che, per costituzione divina, è inseparabile dalla persona dell'unico Vescovo pro tempore di Roma canonicamente eletto e legittimamente regnante.
    Nessuna di queste prerogative, proprie ed esclusive del Pontefice regnante, si può pensare che sia in qualche modo "condivisa" o "mantenuta" da un Vescovo emerito di Roma, perché altrimenti si snatura l'istituzione stessa del Pontificato così come è stata voluta da Cristo.

    Nella definizione di "Papa emerito" non c'è niente di sbagliato, perché teologicamente "Papa" e "Vescovo di Roma" sono definizioni equivalenti, se però parlare di "Papa emerito" insinua nei fedeli il dubbio che a Roma ci siano due Vescovi che condividono tutte o alcune delle prerogative proprie del Papato, allora forse per il futuro, dovesse mai ripresentarsi la situazione, è meglio parlare di Vescovo emerito di Roma.

    Fermo restando che, augurando - e mancherebbe altro! - ancora lunghissima vita a Benedetto XVI, io preferirei di gran lunga che l'esperienza del Papato emerito torni ad essere una rarissima eccezione nella storia della Chiesa; ma questa è solo un'opinione personale.

  10. #2590
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Fin da subito ho espresso la mia perplessità sulle scelte fatte all'epoca per indicare la situazione del Pontefice che rassegna le proprie dimissioni. A mio avviso sono state fatte delle scelte molto infelici, anche su cose che possono sembrare di importanza secondaria, come l'abito e lo stemma.
    Dobbiamo considerare il fatto che, benché a livello teologico Papa sia sinonimo di Vescovo di Roma, a livello popolare le due cose non sono così immediatamente collegate. Per la maggior parte dei cattolici (perché purtroppo dobbiamo sempre ricordare che abbiamo un'alfabetizzazione dottrinale ridotta ai minimi termini) il Papa è il Papa, e il Papa sta a Roma. Difficilmente qualcuno arriva a un legame con la Città Eterna diverso dalla residenza. Questo significa che, nel momento in cui si scelse come presentare la figura del Pontefice dimissionario, bisognava evitare tutta quella serie di cose che rimandassero direttamente al Pontificato (il titolo di Papa e il titolo di trattamento di Sua Santità, lo stemma, l'abito bianco), si sono invece tolti quei simboli che difficilmente la gente nota (l'anello del pescatore, sostituito da quello vescovile e quindi per chi non è dentro a queste cose non è cambiato nulla; la pellegrina e le scarpe rosse, che, fra l'altro, non porta neanche Papa Francesco). Insomma è stato un vero pasticcio anche in questo caso, non dico poi la scelta della residenza, perché quella scelta era davvero difficile e forse l'unica possibilità realistica era quella poi perseguita.
    La cosa interessante è che attualmente non è stata sancita alcuna norma per regolamentare la cosa, nonostante siano già trascorsi 7 anni. Questo mi fa pensare che la regolamentazione avverrà quando, cessata la realtà del Papa emerito, si potrà legiferare in merito senza urtare la sensibilità di alcuno.
    Tuttavia anche io, con Carbonate, mi auguro che questa rimanga una rarissima eccezione nella storia del Papato, perché più si va avanti e più la frammentazione dell'esperienza di fede cattolica ci espone al rischio di uno scisma, inoltre l'allungarsi dell'aspettativa di vita potrebbe portarci ad avere anche due o tre emeriti, con grande confusione e pericolo per tutta la Chiesa.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

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