Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 2 di 4 PrimaPrima 1234 UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 31

Discussione: La Cappella Sistina del Palazzo Apostolico Vaticano

  1. #11
    Partecipante a CR L'avatar di Maria,madre mia
    Data Registrazione
    Aug 2010
    Località
    Avellino
    Messaggi
    596


    Ultima Cena, Cosimo Rosselli.



    Testamento e morte di Mosè, Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli

    I due affreschi sopra postati si trovano l'uno difronte all'altro, come abbiamo visto, nella Cappella Sistina abbiamo questa "contrapposizione" tra Mosè e Cristo, nel senso che si sottolinea come Cristo porti a compimento l'Antico Testamento.
    Le tecniche usate in questi due affreschi sono le stesse di quelle usati negli altri: anche qui ritroviamo momenti diversi raffigurati in un'unica opera.
    Nell'Ultima Cena, è raffiguarato il momento in cui Gesù, dopo aver lavato i piedi degli Apostoli, annuncia che verrà tradito. Giuda, il traditore, è rappresentato di spalle, il demonio si è impossessato di lui (vedesi il mostro che ha sulla spalla), la scena è molto semplice, ma luminosa e festosa, i colori sono vivaci, solo nel presonaggio di Giuda predominano tinte scure. Sulla parete in fondo si aprono tre finestre: nella prima è possibile vedere l'agonia di Gesù nel Getsemani, nella finestra centrale abbiamo l'arresto di Gesù e Pitro che colpisce Malco, il servo del sommo sacerdote, nella terza finestra c'è invece la scena della Crocifissione e morte di Gesù. Nell'affresco della parete opposta abbaimo, invece, il testamento e la morte di Mosè. Anche qui, la scena centrale non è quella della morte, ma quella in cui il profeta lascia il suo testamento. Come Gesù nell'Ultima Cena aveva lasciato ai suoi L'Eucaristia e il precetto dell'Amore, così,essendo giunto il momento di entrare nella Terra Promessa, Mosè nominò Giosuè quale suo successore e prima di lasciare per sempre il suo popolo, il profeta dette loro il suo testamento, tre dialoghi contenuti nel libro del Deuteronomio. Nel primo discorso sono riassunte le tappe del cammino nel deserto con il monito di rispettare la legge di Dio se non si vuol perdere la Terra guadagnata dopo quest'arduo cammino e nel secondo discorso abbiamo difatti un accorato richiamo all'osservanza di questa legge stessa e alle sanzioni che l'accompagnano. Dopo aver benedetto le tribù d'Israele Mosè salì, dalle steppe di Moab, sul monte Nebo e da lassù poté guardare la Terra Promessa, senza potervi entrare a causa della sua mancanza alle acque di Meriba.
    Mosè parlò al popolo dicendo: Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea, dicendo: Che io non oda più la voce del Signore mio Dio e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia. ( Deuteronomio 18, 15-16)

    Voglio svegliare l'aurora!

  2. #12
    Pietro l'Eremita
    visitatore
    Grazie per aver postato le foto della Cappella Sistina. Per mia sventura ho visitato la Cappella e più di una volta ,prima del famoso restauro e non ho avuto modo,anche per via del tempo che era oggettivamente poco, di ammirarne i singoli particolari ,ma ho dato solo una vista di insieme e debbo dire che il tutto incuteva una certa impressione: in effetti sembrava di essere al cospetto di Dio Giudice...
    Credo che una visita accurata richieda più di un viaggio e si debbano sorvolare tutti i Musei,altrimenti si arriva frastornati, come è accaduto a me.

  3. #13
    Cronista di CR L'avatar di Sursum corda
    Data Registrazione
    Aug 2011
    Località
    casa
    Età
    30
    Messaggi
    658
    Citazione Originariamente Scritto da Maria,madre mia Visualizza Messaggio



    "Ricapitolare in Cristo tutte le cose" (Ef. 1 , 10)
    Scrive Benedetto XVI:
    "Il «mistero della volontà» divina ha un centro che è destinato a coordinare tutto l’essere e tutta la storia conducendoli alla pienezza voluta da Dio: è «il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose» (Ef 1,10).
    In questo «disegno», in greco oikonomia, ossia in questo piano armonico dell’architettura dell’essere e dell’esistere, si leva Cristo capo del corpo della Chiesa, ma anche asse che ricapitola in sé «tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra».
    La dispersione e il limite vengono superati e si configura quella «pienezza» che è la vera meta del progetto che la volontà divina aveva prestabilito fin dalle origini."
    E' la fine del Tempo, il Signore della Storia viene con gloria e con potenza: tutti lo vedono anche coloro che lo trafissero (Apocalisse 1, 7). I segni della Passione (in alto a destra e a sinistra) vengono vittoriosamente portati e ostentati dagli Angeli. Il Signore con un gesto solenne sta per dare il via ad un meraviglioso e tremendo concerto. ll suo gesto, imperioso e pacato, sembra al tempo stesso richiamare l'attenzione e placare l'agitazione circostante: esso dà avvio alla fine dei tempi e, da un punto di vista iconografico, all'ampio e lento movimento rotatorio in cui sono coinvolte tutte le figure. Ma può anche essere letto come un gesto minaccioso, sottolineato dal volto concentrato (sebbene impassibile, che non mostra ira o furore), come rilevò anche Vasari: «èvvi Cristo il quale sedendo con la faccia orribile e fiera ai dannati si volge maledicendoli».Tutto è sospeso, si aspetta solo che Lui dia il via. In questo tripudio di corpi spicca il Cristo per la sua imponenza: giudice, nudo ed atletico (san Paolo aveva paragonato la fede ad una battaglia), si erge vittorioso, è l'immagine della suprema giustizia, che neppure la pietà o la misericordia, rappresentata dalla Madonna implorante, può temperare. Come canta la Chiesa; Cristo è attorniato e acclamato dai Santi e dai Martiri: Michelangelo li dispona come se fossere una corona di fiori, tutti attorno al Maestro. Possiamo riconoscere Pietro nell'atto di restituire al Maestro le Chiavi del Regno, che un tempo gli erano state affidate; possiamo riconoscere riconoscere il Battista con la pelle di cammello, accanto all'apostolo Andrea; ai piedi di Maria c'è il diacono Lorenzo che con la graticola indica una donna, dietro di lui, santa Lucia; ai piedi del Cristo c'è Bartolomeo che, rivestito di una nuova pelle, mostra cosa ha dovuto subire per amore della Chiesa e di Gesù. Insomma, il Cristo è circondato dalla sua mistica Sposa, la Chiesa. Tutti i santi sono dotati di una muscolatura sviluppatissima: è la forza della fede che li ha resi dei veri guerrieri.
    Più giù abbiamo gli angeli che suonano le trombe al cui suono i sepolcri si aprono: è la resurrezione della carne. Si consuma la battaglia finale: i giusti vedranno Dio, gli empi andranno dove c'è pianto e stridore di denti. I dannati, che portano sulla carne i segni del male, vengono torturati da Caronte e la loro sorte è decisa da Minosse, la morte, sconfitta per sempre, si rifugia in una caverna. il tormento dei dannati avviene per contappasso: si veda il lussurioso che viene afferrato per i testicoli e portato in basso.
    E' difficile immaginare che il giusizio universale si potrà verificare diversamente da come ce lo ha descritto Michelangelo! Molti hanno visto in quest'opera caos e disordine, che preannunciano i tempi della Riforma di Lutero, secondo me non è così: è possibile vedere come l'ordine e l'armonia avvolga tutte le cose, il Cristo parla e ciò che dice avviene. Nessuno può opporsi è lui il Signore, il vero Giona, che è stato nel ventre della terra per tre giorni e poi è risorto.
    In questo contesto si riuniranno nei prossimi giorni i cardinali ed eleggeranno il successore del Beato Apostolo Pietro.
    Tutto ruota nel vuoto attorno al gesto di Cristo. Meravigliosa, proprio in questi giorni la sto ristudiando per un esame.
    «Dio è papà; più ancora è madre».

  4. #14
    Partecipante a CR L'avatar di Maria,madre mia
    Data Registrazione
    Aug 2010
    Località
    Avellino
    Messaggi
    596


    Discorso della montagna e guarigione del lebbroso, Cosimo Rosselli



    Consegna della Legge e discesa di Mosè dal monte Sinai, Cosimo Rosselli

    L'affresco del Discorso della Montagna è posto difronte all'affresco della consegna delle tavole della Legge a Mosè. Come Mosè sul Sinai riceve il Decalogo, così Cristo da un'altura dà la nuova Legge (la montagna è il luogo elevato dove il rapporto con Dio è privilegiato). Anche in questi due affreschi sono rappresentate più scene contemporaneamente.
    La scena dell'Antico Testamento vede Mosè come protagonista, che prima riceve le Tavole della Legge, poi le mostra al popolo, poi le distrugge perchè il popolo si è costruito un idolo e, infine Mosè che risale sul monte per avere le nuove tavole della Legge. Questa è una scena tutta dominata dall'ira e dal disgusto di Mosè per il popolo che si è allontanato dal vero Dio e ha cominciato a mormorare, invece, la scena presa dal Nuovo Testamento è tutta dominata dalla serenità e la pace (vedesi l'Agnello in primo piano). Un'altra differenza tra i due affreschi può essere questa: nella scena del Antico Testamento abbiamo delle persone inginocchiate e di spalle dinanzi al vitello d'oro (ricordano un pò il Giuda dell'Ultima Cena di Rosselli), nell'affresco del Discorso della montagna abbiamo sempre delle persone di spalle, queste persone sono però in ascolto del nuovo Legislatore, il Cristo.
    Voglio svegliare l'aurora!

  5. #15
    Vecchia guardia di CR
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Terra Sanctæ Crucis (Brasiliæ)
    Età
    30
    Messaggi
    2,338
    Avete notato che per la Messa del 14 marzo sono state collocate le candele ai "cancelli" della Sistina? Mi sembra una novità, o sbaglio?


  6. #16
    Pietro l'Eremita
    visitatore

    Post

    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
    Avete notato che per la Messa del 14 marzo sono state collocate le candele ai "cancelli" della Sistina? Mi sembra una novità, o sbaglio?
    Non saprei dirti con sicurezza,ma le candele giustamente,secondo me, sono state messe,perchè ,come avevo già scritto, i cosiddetti "cancelli" non erano altro in origine che l'iconostasi ,che per motivi che ignoro è stata spostata molto indietro.Ciò sifica che l'idea dell'iconostasi ,o della "pergula, quando fu edificata la Cappella Sistina, non era dle tutto scomparsa nella Chiesa Romana. Non sono uno studioso e neppure un liturgista,ma penso di non sbagliare,altrimenti non aveva neppure senso,all'origine, mettere dei candelieri (non saprei usare il termine esatto) sopra una semplice cancellata. Qualche studioso di arte e anche di liturgia potrebbe dare una risposta più esaustiva.

  7. #17
    Pietro l'Eremita
    visitatore
    Se mi posso permettere ,vorrei esprimere un parere su questa immensa opera d'arte e questo "libro" magnifico: si tratta di un complesso di stili e talmente enorme che presuppone uno studio preliminare prima di vedere la Cappella Sistina dal vivo. Data l'altezza della volta,difficilmente si potrebbero notare tutti i particolari. Non sono uno studioso di arte e quindi potrei anche sbagliarmi,ma credo che vedere la Cappella senza alcuna preparazione si perda molto della sua bellezza e magnificenza, anche se il bello è una categoria universale ,che tutti possono comprendere,ma non tutti hanno la medesima sensibilità artistica.

  8. #18
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,944
    Conferenza Stampa di presentazione del Convegno Internazionale "La Cappella Sistina venti anni dopo. Nuovo respiro nuova luce", 16.10.2014

    Alle ore 11 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene la Conferenza Stampa di presentazione del Convegno Internazionale La Cappella Sistina venti anni dopo. Nuovo respiro nuova luce, che si svolgerà dal 30 al 31 ottobre 2014 presso l’Auditorium di Via della Conciliazione a Roma.
    Il Convegno è presentato alla stampa dal Prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, il cui intervento riportiamo di seguito:

    Intervento del Prof. Antonio Paolucci

    Ci sono date destinate a rimanere nella storia dei Musei Vaticani come riferimenti storici fondamentali. Una di queste è il 1994, quando San Giovanni Paolo II inaugurò la Cappella Sistina dopo il memorabile restauro guidato da Fabrizio Mancinelli e realizzato da Gianluigi Colalucci.

    Come dimenticare le furibonde polemiche che accompagnarono quella grande impresa? Oggi nessuno più avanza dubbi, tutti riconoscono che si è trattato di un intervento scientificamente esemplare e tecnicamente impeccabile, probabilmente il più importante e il più felice del XX secolo. Così vanno le cose in questo mondo. Prima montano contestazioni, perplessità e dissensi, poi il tempo che è galantuomo ristabilisce la verità.

    Oggi, all’ottobre 2014, ecco un’altra data destinata ad essere ricordata. La Cappella Sistina ha "nuovo respiro e nuova luce" come recita il Convegno Internazionale che il 30 e il 31 prossimi (il 29 è riservato alla stampa) accompagnerà la presentazione dei nuovi impianti di climatizzazione e di illuminazione della "cappella magna" della Chiesa Cattolica.

    Il Convegno si svolgerà in due giornate di lavori articolate in cinque sezioni, nelle quali – a partire dagli eccezionali risultati raggiunti nel 1994 – verrà esaminato l’attuale stato degli affreschi e saranno resi pubblici le approfondite costanti indagini scientifiche e il complesso piano di manutenzione ordinaria e straordinaria (comprendenti lo studio e la realizzazione del nuovo impianto di climatizzazione e ricambio dell’aria e del nuovo impianto di illuminazione) che da lungo tempo i Musei Vaticani hanno messo in atto per la migliore tutela dello straordinario monumento.

    Sono passati venti anni dal restauro del ’94 e questo 2014 segna il quattrocentocinquantesimo anniversario dalla morte di Michelangelo. Avremmo potuto onorare la ricorrenza solo con una mostra o con una serie di conferenze affidate ai massimi specialisti del mondo. Invece, abbiamo preferito consegnare all’anno memoriale qualcosa di durevole, di non effimero: la messa in sicurezza dal punto di vista climatologico del capolavoro assoluto del Buonarroti e la sua nuova corretta illuminazione. Lo abbiamo fatto affidando i due interventi ad aziende leader nei rispettivi settori: la multinazionale americana CARRIER e la OSRAM. È il caso di ricordare che i costi sono stati offerti alla Santa Sede a titolo di pura liberalità.

    Ci sono voluti tre anni di paziente minuzioso lavoro per arrivare al risultato. Tre anni che hanno visto la cooperazione quotidiana con i tecnici di CARRIER e di OSRAM e l’impegno congiunto della Direzione dei Servizi Tecnici guidati prima da Pier Carlo Cuscianna poi da P. Rafael García de la Serrana Villalobos con Roberto Mignucci, e nei Musei Vaticani dell’Ufficio del Conservatore di Vittoria Cimino e del Laboratorio di Diagnostica e Ricerche Scientifiche di Ulderico Santamaria. Ora la grande impresa è conclusa e io mi auguro che tutti capiranno le ragioni che l’hanno resa necessaria.

    La pressione antropica alla quale è sottoposta la Cappella Sistina (quasi 6 milioni di visitatori all’anno con punte di oltre ventimila al giorno in certi periodi di particolare affluenza) richiedeva un intervento radicale che garantisse il ricambio d’aria, l’abbattimento delle polveri e degli inquinanti, il controllo della temperatura e della umidità, l’anidride carbonica tenuta a livelli accettabili. Il rischio altrimenti era quello di attivare un mix di umidità, di inquinanti, di anidride carbonica che poteva essere, nei tempi lunghi, una deriva pericolosa per la corretta conservazione delle pitture murali, quei 2500 metri quadrati che fanno l’antologia artistica più importante del Rinascimento italiano.

    L’impianto che era stato messo in opera nel ’94 tarato per un afflusso che era circa un terzo di quello attuale, risultava ormai inadeguato e inefficiente. Occorreva sostituirlo con uno di nuova progettazione e di ultimissima generazione. È quello che abbiamo fatto.

    Anche la nuova luce era necessaria. Occorreva una illuminazione leggera e allo stesso tempo totale, non invasiva, rispettosa della complessa realtà iconografica, stilistica, storica della Sistina. Nessuno spot privilegiato su Michelangelo ma la possibilità di una lettura quieta, obiettiva e allo stesso tempo delicata, capace di raccontare in ogni dettaglio e di far comprendere tutto insieme quell’immane catechismo figurato che tre papi (Sisto IV, Giulio II e Paolo III) vollero dispiegare sulle pareti e sulla volta di quella che è da sempre per tutti la "cappella del mondo".

    Alla fine di questo mese gli studiosi e i giornalisti di mezzo mondo potranno vedere e giudicare. A noi dei Musei resta l’orgoglio di avere onorato Michelangelo, in questo quattrocentocinquantesimo anniversario della sua morte, nel modo che crediamo migliore.

    [01624-01.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0761-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
    «Sicut dilexi vos, ut et vos diligatis invicem».
    (Io. 13,34)

  9. #19
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,944
    Cappella Sistina: nuovo respiro e nuova luce, affreschi più visibili

    A 450 anni dalla morte di Michelangelo e dopo due decenni dalla conclusione del restauro che ha restituito i colori originari alla Volta e al Giudizio di Michelangelo, si svolge a Roma il Convegno Internazionale “La Cappella Sistina venti anni dopo. Nuovo respiro e nuova luce”. Per l’occasione ieri sera la presentazione in anteprima alla stampa dei nuovi sofisticati impianti di climatizzazione e illuminazione. C’era per noi Paolo Ondarza:

    Il buio cela o lascia appena intravedere. Pochi istanti e i 7mila led del nuovo impianto di illuminazione svelano una bellezza universalmente nota, ma attraverso una resa cromatica senza precedenti. Il Giudizio, le Sibille, i Profeti, le scene della Genesi di Michelangelo così come i dipinti dei Quattrocentisti sulle pareti della Sistina si presentano come nessuno li aveva mai visti. Il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci:

    “E’ una luce mesopica, come la chiamano gli scienziati: una luce cioè totale e precisa allo stesso tempo; è una luce che permette di capire la Cappella Sistina nella sua interezza e ogni affresco in ogni suo più piccolo dettaglio”.


    L’illuminazione, la cui fonte non è percepibile, non sottopone gli affreschi a stress termici o a radiazioni ultraviolette. Un lavoro attento alla conservazione e alla riduzione del consumo energetico del 90% durato tre anni e condotto, all’interno del progetto europeo Led4Art, da Osram. Il direttore esecutivo Carlo Bogani:

    “La principale caratteristica è la omogeneità di luce, capace di donare una pienezza di colori e di percezione visiva. Con questo sistema non consumiamo neanche un decimo rispetto al sistema precedente”.

    Nuovo anche il silenzioso impianto che gestisce il flusso, l’umidità, la qualità e la temperatura dell’aria. Ancora Antonio Paolucci:

    “Questo significa dare agli affreschi le migliori condizioni di ambiente e quindi garantire la loro migliore salute per i secoli che verranno. Ecco perché dico che di questo provvedimento mi ringrazieranno gli affreschi più famosi del mondo”.

    Software e tecnologie avanzate consentono il mantenimento di condizioni climatiche ottimali per la protezione delle pitture a fronte di un afflusso quotidiano di visitatori passati dai 700 del 1993 ai 20mila di oggi:

    “One of the very innovative...”

    Uno degli elementi davvero innovativi – spiega Michel Grabon direttore del team Carrier che ha progettato l’impianto - è una videocamera che collegata ad un computer rileva il numero delle persone presenti in Cappella mantenendo costante la qualità dell’aria.


    fonte: Radio Vaticana
    «Sicut dilexi vos, ut et vos diligatis invicem».
    (Io. 13,34)

  10. #20

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>