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Discussione: Licenza per matrimonio solo canonico (già "validità del matrimonio ortodosso")

  1. #41
    Partecipante a CR L'avatar di bqanto
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    canone 1071

    Appunto, vediamo un po' che dice il canone:

    «Tranne che in caso di necessità, nessuno assista senza la licenza dell'Ordinario del luogo... al matrimonio che non può essere riconosciuto o celebrato a norma della legge civile».

  2. #42
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    Discussione riaperta dopo pulizia da off topic.
    Il titolo è stato modificato per rendere più chiaro il problema:
    - un precedente matrimonio solo civile, fallito di fatto, ma senza separazione né divorzio
    - una nuova relazione e la prospettiva di un vero matrimonio sacramentale
    - esiste la possibilità di un matrimonio sacramentale solo canonico, ma occorre la licenza dell'ordinario del luogo che viene concessa solo in casi eccezionali e particolarissimi, perché è una situazione problematica: una persona risulterebbe sposata con un certo coniuge solo per lo Stato, e con un certo altro solo per la Chiesa
    - se non viene concessa la licenza, bisogna aspettare il divorzio civile prima di poter contrarre matrimonio in Chiesa, ma i tempi di attesa possono essere lunghi.

    La cosa migliore sarebbe se la Chiesa concedesse la licenza: bqanto, che è libera davanti a Dio, potrebbe celebrare il matrimonio sacramentale, e nel frattempo chiedere la separazione e poi il divorzio da quello che per lo Stato è ancora tecnicamente suo marito. Una volta libera dal vincolo civile, potrebbe trascrivere il matrimonio canonico o comunque contrarre il matrimonio civile, per essere moglie di suo marito anche per lo Stato.
    Tuttavia attualmente questa licenza non è stata concessa, e quindi c'è la prospettiva penosa di una attesa che non si sa quanti anni potrebbe potrarsi, e tutto a causa di un ostacolo burocratico.

    Per riprendere il filo del discorso, col permesso di bqanto, vi incollo una parte del messaggio privato che le ho inviato.

    Citazione Originariamente Scritto da Sofia
    (...)
    Per certi versi siamo di fronte ad un caso già trattato precedentemente, nel quale Canonista aveva fornito alcuni ragguagli: http://www.cattoliciromani.com/21-di...-non-consumato.
    La tua situazione però è ancora più difficile, perché è difficile da capire non solo per quelli che stanno fuori dalla Chiesa, ma anche per quelli che stanno all'interno di essa, e questa è l'incomprensione più dolorosa; ecco perché mi sembra comprensibile che tu tenda a rivolgerti direttamente a Dio, che vede quello che gli uomini non vedono, e sa quanto entrambi tenete a Lui, tu e la persona che la Provvidenza ti ha fatto incontrare: Dio conosce il vostro impegno a livello ecclesiale e il tuo itinerario spirituale, che evidentemente ha avuto una maturazione graduale, ma notevole (se sei passata dallo sposarti solo civilmente al diventare catechista, qualcosa del lavoro della Grazia ci sarà, no?)...
    (...)
    Intanto mi permetto di dirti il mio parere, non per consolarti, perché le consolazioni umane valgono poco, ma perché è il poco che posso fare per te, a parte la preghiera che è più preziosa delle parole, e comunque sperando di esserti di aiuto in qualche modo.
    Non sarò io a dirti cose ovvie, come il fatto che il peccato allontana dalla santità, o che l'errore allontana dalla verità: l'esperienza del tuo matrimonio civile e del suo epilogo dovrebbe zittire chi pensa che tu non sappia benissimo queste cose. Proprio perché hai passato sulla tua pelle cosa significano, però, io penso che tu adesso voglia fare la volontà di Dio. Non ci sono dubbi sul fatto che la Provvidenza non fa mai incontrare due anime immortali per caso: neanche sull'autobus, neanche su uno strumento inadeguato come questo forum... a maggior ragione bisogna riconoscere che il Signore deve averti fatto incontrare il tuo fidanzato per un grande progetto di bene, che riguarda entrambi: vi ama entrambi e vuole la vostra felicità in questa vita, e la vostra beatitudine eterna.
    E questa è la cosa più importante: secondo me si tratta di decifrare questa volontà di Dio, e il modo migliore di conformarsi ad essa, cioè per essere santi. Non solo per te stessa, ma anche per il tuo fidanzato: per te stessa potresti anche interessartene meno, ma per lui? Chi vuole il suo bene più di te, che vuoi sposarlo?
    Sicuramente vuoi il suo bene in questa vita, e nella vita eterna; lo vuoi vedere perfettamente felice e realizzato, e quindi l'idea che lui possa perdere la grazia di Dio, addirittura a causa del rapporto con te, deve essere una sofferenza immensa, e nessuno ha il diritto di giudicarti.
    E' vero che Dio permette un male solo se esiste la possibilità di trarne un bene più grande di quello che si è perso, e tuttavia bisogna intendersi bene su questo: un conto è il male che ci capita di subire (come quello del fatto che non ti senti capita dal tuo vescovo e neppure da alcuni fratelli nella fede, che è una cosa tristissima, che non dovrebbe succedere), un conto è il male che facciamo noi, con le nostre mani.
    Tu sai che il male non si può mai scegliere, e che scegliendolo flagelliamo e crocifiggiamo Gesù. Gli chiediamo di perdonarci proprio mentre gli sputiamo addosso!E, dopo la conversione, rimangiamo il nostro vomito (come dicevano i Padri della Chiesa).
    Invece siamo chiamati a sposare innanzi tutto Lui, ad amare innanzi tutto Lui, e nella misura in cui lo sposiamo, cioè condividiamo tutta la vita con Lui (e ci conformiamo alla Sua vita, alla Sua Croce), abbiamo parte alla Sua Gloria.
    Questo è tanto più vero se capiamo che Lui ci chiama al matrimonio, ad una unione e dedizione tanto profonda da essere immagine di quella tra Cristo e la Chiesa, e tanto salvifica da essere sacramento: mezzo efficace di salvezza. E chi desidera la salvezza e la beatitudine del tuo fidanzato più di te, che aspiri a questo rapporto con lui unico, che nessun'altra persona potrebbe realizzare?
    E sono sicura che anche lui desidera essere per te dono totale, come Cristo si dona tutto alla Sua Chiesa, e condividendo con te la Fede vuole di tutto cuore per te la più alta felicità e la perfezione cristiana, e che tu abbia un rapporto forte con Dio, prima ancora che con lui medesimo.
    Non lo so, eh, ma è possibile che Dio abbia permesso tutte le sofferenze che hai dovuto passare, soprattutto quelle legate al fallito vincolo civile, proprio per farti arrivare "preparata" a questo momento.
    E' chiaro che io non so niente della tua vita, e che quello che hai scritto qui non è neppure la punta dell'iceberg, è una scheggia... ma proprio perché non voglio parlare di cose che non conosco, resto su quello che vale per tutti, nessuno escluso: Dio vuole la nostra santificazione, chiama ciascuno di noi alla santità. Si tratta di stabilire concretamente come, ma il passaggio obbligato è sempre quello da cui è passato Lui: prendere la nostra croce e seguirlo, perché non ci salveremo nonostante i nostri limiti e fragilità, ma attraverso essi. Come? Facendo dono di tutta la nostra vita al Padre, nel Figlio, per mezzo dello Spirito, essendo figli nel Figlio e fratelli fra di noi. e questo non ci deve spaventare: lui ci ha promesso che, con Lui, il gioco è soave e il carico leggero. Ecco perché la santità consiste nella eroicità nella Fede, nella Speranza, nella Carità, ed è destinata a tutti, ma ciascuno lo realizza in un modo particolare e irripetibile.
    (...)
    Ma la questione è ancora più profonda. C'è un documento del Magistero che padre Bellon cita spesso (conoscerai il sito amicidomenicani.it, http://www.amicidomenicani.it/elenco_sacerdote.php):
    “di fatto capitano in un modo o nell’altro per periodi di più breve o di più lunga durata, delle situazioni in cui siano indispensabili atti eroici di virtù” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 19).
    Sullo stesso sito, che forse già conosci, spiega bene cosa significhi l'imitazione di Cristo come dono totale di sè (anche per quanto riguarda la falsità dei rapporti fuori dal matrimonio, che sono come una bugia detta con tutto il corpo, simbolo di tutto il nostro essere: perchè è come se uno dicesse all'altro che gli appartiene totalmente, mentre non è vero: questo è intrinsecamente contraddittorio, ed è il contrario della dedizione di Cristo alla Chiesa! Quindi è il contrario del matrimonio).
    Può darsi, devi vederlo tu in coscienza, che adesso Dio ti chieda proprio questo: un atto eroico di affidamento a Lui.
    Come si possa tradurre concretamente, a parte il fatto di evitare il peccato, devi vederlo tu, nella tua vita.
    E forse non c'è mai stato un momento così importante per la tua santità, così impegnativo: sicuramente questo è un momento di svolta importaante, sta di fatto che adesso hai la possibilità di dare una testimonianza di fede come non ti è forse mai capitato, e forse mai più ti capiterà.
    Forse Dio ti ha preparato a lungo per farti arrivare a questo passo: forse ha permesso che, col "marito" civile, costruiste sulla sabbia, per farti capire che Lui solo è la roccia: di sicuro nessuno può avere motivo di dubitare di quanto hai sofferto, nè può permettersi di giudicarti come se avessi poca esperienza, anzi: io penso che non tutti hanno vissuto nella propria storia, nella propria carne, una preparazione così dolorosa prima di aprirsi a dire "sì" a Dio: e questa è una grazia. Questa volta, per questo matrimonio vero, senza dubbio Dio non vuole che sia costruito sulla sabbia, bensì sulla roccia.
    C'è il problema della licenza: è un problema serio, sono d'accordo sul fatto che la questione dovrebbe essere meglio esaminata dai superiori. Non meravigliarti più di tanto di non essere compresa dai "tuoi": secondo me anche questo è un modo di conformarsi a Cristo, e quindi di santificarsi, infatti Cristo non è stato compreso dai "suoi", a cominciare dalle autorità religiose e civili e dalla maggioranza del Suo stesso Popolo, che pure aveva scelto e preparato lungo la storia della salvezza.
    Tutti i santi, se vai a vedere le loro storie, sono stati resi simili a Cristo anche in questo: spessissimo non sono stati capiti da chi invece avrebbe dovuto aiutarli di più (pensa a tanti religiosi con i loro superiori, e con i loro confratelli...): ma non si sono ribellati: la ribellione non viene da Dio.
    Cosa potresti fare, allora?
    Rettifico: cosa potreste fare? Perché qui siete chiamati a santificarvi entrambi, e insieme. Io penso che tutte le questioni, a cominciare da quella della convivenza, vanno viste dal punto di vista della conformità alla volontà di Dio: il peccato sicuramente non è conforme. Io spero che tu ti possa preparare al giorno in cui lo sposerai pensando alla sua santità, e che lui faccia altrettanto con te, perché solo di questo non avreste mai di che pentirvi, né in questa vita, né in quella eterna.
    Non posso dirti cosa fare in concreto, perché devi vederlo tu, ma io penso che se ti affidi completamente a Dio, per l'intercessione di Maria Santissima e di san Giuseppe, non resterai delusa: la Provvidenza, che è la stessa che vi ha fatti incontrare, vi farà incontrare anche le persone giuste per sbrogliare la matassa; disporrà i cuori di chi dovrà decidere sul vostro caso, non si farà battere in generosità e fantasia nel risolvere quello che sembra irrisolvibile... non arrendetevi, rompete le scatole al vescovo, cercate chiunque vi possa aiutare, armatevi di fortezza e pazienza, pregate insieme per diventare sempre più consapevoli dell'importanza del dono che vi disponete a ricevere... e qualsiasi cosa Dio vi chieda, il fatto di non sottrarvi alla Croce vi darà una enorme fecondità spirituale, per cui il vostro matrimonio, che senz'altro Dio vi vuole donare (altrimenti non ve lo farebbe desiderare, a questo proposito vedi la spiritualità di santa Teresa di Lisieux) potrà essere veramente un faro per quelli che vi staranno attorno, una testimonianza che il Vangelo è vero, e che si può essere veramente santi nella nostra quotidianità, dalle scelte più eroiche fino alle piccole cose.
    I superiori e i confratelli che si sono opposti ai santi religiosi, ad esempio, hanno potuto opprimerli solo per un periodo limitato, ma poi il loro affidamento a Dio ha trionfato.
    Io vi auguro che valga così anche per voi: che non vi ribelliate a Dio e non vi scandalizziate per i limiti dei fratelli, compresi i miei, e spero di non averti offesa in alcun modo, perché non è mia intenzione e non voglio assolutamente aggiungere neppure una goccia al vaso delle tue sofferenze. E scusami se ho scritto tanto, spero di tutto cuore che si risolva bene (...) Ti assicuro la mia vicinanza nella preghiera, per te e per tutte le anime a te collegate; canteremo insieme le misericordie del Signore!
    Ultima modifica di Sofia; 03-06-2013 alle 21:38
    Volo quidquid vis,
    volo quia vis,
    volo quomodo vis,
    volo quamdiu vis.

    Voglio tutto ciò che vuoi Tu, perchè lo vuoi Tu, nel modo in cui lo vuoi Tu, fino a quando lo vuoi Tu.
    (dalla "Preghiera universale" attribuita a Clemente XI)

  3. #43
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    Per avere una prospettiva generale, che può essere utile a tante persone che si trovano in questa situazione, riporto anche la risposta di Canonista ad un caso simile, tratta dalla discussione che ho linkato anche bqanto (http://www.cattoliciromani.com/21-di...on-consumato):

    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    bisogna aspettare la sentenza di divorzio per evitare la "bigamia".
    Solo dopo sarà possibile celebrare le nozze in Chiesa.

    Dal Decreto generale sul matrimonio canonico, n. 44:

    2) Richiesta di matrimonio solo canonico da parte di una persona canonicamente e
    civilmente libera con un’altra persona cattolica, già sposata civilmente e attualmente separata e in attesa di divorzio.

    In questo caso l’Ordinario del luogo non può concedere l’autorizzazione se non per gravi
    ragioni e in circostanze veramente eccezionali.
    È necessario in ogni caso che il parroco esamini anzitutto se chi è in attesa di ottenere
    lo scioglimento del precedente matrimonio civile abbia contratto doveri verso altre persone o verso i figli e se sia disposto ad osservarli (cf. can. 1071 § 1, n. 3). Inoltre egli deve accertare la sincerità della richiesta del sacramento del matrimonio, inteso come scelta unica e irrevocabile.
    Poiché il matrimonio canonico non potrà essere trascritto al civile, il parroco, ottenuta la licenza dell’Ordinario del luogo, non proceda alla celebrazione del sacramento senza chiedere e ottenere dai nubendi l’impegno di regolarizzare non appena possibile la loro posizione matrimoniale agli effetti civili.




    Visto che non mi sembra che ci siano gravi ragioni e circostanze veramente eccezionali, che i nubendi aspettino con serenità la sentenza di divorzio e poi si sposeranno in Chiesa.
    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    (...)
    Allora queste due persone possono benissimo convivere nella stessa casa in CASTITA' e aspettare la sentenza di divorzio.
    Nel frattempo, se rispettano la CASTITA', possono benissimo confessarsi e ricevere la comunione.
    Appurato quello che bisogna fare, vi prego di unirvi alle preghiere affinché bqanto possa superare presto la situazione in cui si trova. A volte le energie che si impiegano nel rispondere a un post per ribadire il proprio punto di vista sarebbero meglio impiegate nel pregare per quella persona supplicando il Signore di aiutarla.
    Speriamo di poter ricevere presto da lei buone notizie!
    Volo quidquid vis,
    volo quia vis,
    volo quomodo vis,
    volo quamdiu vis.

    Voglio tutto ciò che vuoi Tu, perchè lo vuoi Tu, nel modo in cui lo vuoi Tu, fino a quando lo vuoi Tu.
    (dalla "Preghiera universale" attribuita a Clemente XI)

  4. #44
    Partecipante a CR L'avatar di bqanto
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    sposati

    Torno qui dopo tanto tempo per dire che, dopo un anno di convivenza (e di esclusione dai sacramenti), e dopo aver divorziato in Spagna, il 26 aprile 2014 io e il mio compagno ci siamo sposati in Chiesa. Anche questo sacramento è stato un miracolo, come mi disse il sacerdote che nel 2007 raccolse la mia confessione, dopo 12 anni di lontananza dai sacramenti; ma del resto tutti i sacramenti lo sono, e paradossalmente chi ne è stato privato lo percepisce più profondamente. In viaggio di nozze siamo andati a Lisbona, Fatima e Madrid. Dio ha un progetto su di noi, non dà un sacramento così importante a casaccio. Quindi pregate per noi, perché la Grazia non è mai abbastanza e tra poco riprenderemo il nostro servizio nella Chiesa. Che Dio vi benedica.

    Antonella

  5. #45
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    Complimenti vivissimi, sono felice per voi. Vi capisco e vi sono vicina col cuore

  6. #46
    Fedelissimo di CR L'avatar di Amatrixian
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  7. #47
    CierRino d'oro L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    Felicitazioni vivissime.
    "Tutti i salmi finiscono in gloria", la "malattia" (di cui abbiamo anche a suo tempo parlato in mp) è stata sicuramente lunga e dolorosa, l'esclusione dai Sacramenti non è stata certo una passeggiata, ma alla fine è andato tutto a posto.
    Augurissimi!

  8. #48
    Veterano di CR L'avatar di Caietanus
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    Sono felicissimo per voi e vi assicuro la mia preghiera.
    Mors et Vita duello conflixere mirando: Dux Vitæ mortuus, regnat vivus.

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