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Discussione: Licenza per matrimonio solo canonico (già "validità del matrimonio ortodosso")

  1. #1
    Partecipante a CR L'avatar di bqanto
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    Licenza per matrimonio solo canonico (già "validità del matrimonio ortodosso")

    Non so se questo è il luogo giusto per questo quesito. Mi è stato riferito che nei Paesi di tradizione ortodossa non è rarissimo che un cattolico sposi un ortodosso il quale sia già stato sposato nella Chiesa ortodossa, imbrogliando le carte. Ma io mi chiedo: il parroco cattolico non chiede il certificato di battesimo al parroco ortodosso? Se no come fa ad essere sicuro che sia un battezzato? Fanno un'autocertificazione? In Italia come funzionerebbe?

    Altra domanda: il matrimonio ortodosso è valido nella Chiesa cattolica, supponendo che gli sposi siano ortodossi. Ma se sono cattolici, il sacramento da loro celebrato nella Chiesa ortodossa è ugualmente valido? E poi da dove risulterebbe che sono sposati, il sacerdote ortodosso fa una comunicazione al sacerdote cattolico?

    La mia situazione è complicata e non sto qui a raccontarvela, cmq entrambi non abbiamo un sacramento matrimoniale alle spalle.

    Anche se non c'entra niente, è vero, come ci hanno detto, che la CEI ha dato una stretta ai matrimoni canonici chiesti per non perdere la pensione di reversibilità, negando la dispensa al 99%?

    Grazie!...

  2. #2
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    Non so se questo è il luogo giusto per questo quesito. Mi è stato riferito che nei Paesi di tradizione ortodossa non è rarissimo che un cattolico sposi un ortodosso il quale sia già stato sposato nella Chiesa ortodossa, imbrogliando le carte. Ma io mi chiedo: il parroco cattolico non chiede il certificato di battesimo al parroco ortodosso? Se no come fa ad essere sicuro che sia un battezzato? Fanno un'autocertificazione? In Italia come funzionerebbe?
    Non ho capito in questo caso chi celebra il matrimonio: il prete cattolico o quello ortodosso? Se è quello ortodosso per lui non c'è problema, affermando la possibilità di un secondo matrimonio; se è quello cattolico dovrebbe chiedere almeno un giuramento che la parte ortodossa non è mai stata sposata, ma il sistema dei registri e dei certificati nella chiesa ortodossa non funziona come nella chiesa cattolica (nascono con Trento). In ogni caso il cattolico che sposi un ortodosso già sposato celebra un matrimonio nullo, sia che celebri un prete cattolico che ortodosso.

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    Altra domanda: il matrimonio ortodosso è valido nella Chiesa cattolica, supponendo che gli sposi siano ortodossi. Ma se sono cattolici, il sacramento da loro celebrato nella Chiesa ortodossa è ugualmente valido? E poi da dove risulterebbe che sono sposati, il sacerdote ortodosso fa una comunicazione al sacerdote cattolico?
    Non capisco: se entrambi gli sposi sono cattolici come celebrano nella chiesa ortodossa?
    Se solo uno è cattolico per sposarsi nella chiesa ortodossa dovrebbe chiedere la dispensa dalla forma canonica e la licenza per matrimonio misto al suo Ordinario e presentare al parroco dopo il matrimonio una certificazione del matrimonio avvenuto. Tuttavia nel caso di matrimoni celebrati nella chiesa ortodossa la mancanza di forma canonica non invalida il matrimonio (come invece avviene in tutti gli altri casi se non si è chiesta dispensa). Il prete ortodosso senza una precisa richiesta della parte cattolica non comunica nulla. Se quindi il cattolico si sposa nella chiesa ortodossa senza chiedere nulla al proprio ordinario il matrimonio (salvo altri impedimenti) è valido, anche se non risulta registrato nella chiesa cattolica.


    Citazione Originariamente Scritto da bqanto Visualizza Messaggio
    La mia situazione è complicata e non sto qui a raccontarvela, cmq entrambi non abbiamo un sacramento matrimoniale alle spalle.

    Anche se non c'entra niente, è vero, come ci hanno detto, che la CEI ha dato una stretta ai matrimoni canonici chiesti per non perdere la pensione di reversibilità, negando la dispensa al 99%?

    Grazie!...
    Hai ragione, non c'entra niente...
    Scherzi a parte: dalla CEI non è arrivato nulla a questo proposito, almeno negli ultimi 10 anni. Resta sempre valido tuttavia il decreto generale sul matrimonio.

  3. #3
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    Grazie, spero di non dover andare a chiedere il sacramento ad un sacerdote ortodosso. Ho un matrimonio civile ancora non risolto e finora ho trovato un muro: finché non divorzio non mi posso sposare in Chiesa, una cosa che potrebbe durare ancora anni e anni.

  4. #4
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    Ho capito: per i cattolici il matrimonio ortodosso è valido solo se hanno la dispensa del loro vescovo, altrimenti è nullo per mancanza di forma canonica.

  5. #5
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    Ho capito: per i cattolici il matrimonio ortodosso è valido solo se hanno la dispensa del loro vescovo, altrimenti è nullo per mancanza di forma canonica.
    No è il contrario: è l'unico caso in cui è valido anche se manca la forma canonica. Ma se almeno uno di voi non è ortodosso come fai a sposarti nella chiesa ortodossa?
    CMQ è vero, se hai in corso un matrimonio civile non verrai ammesso al matrimonio canonico: ti verresti a trovare in una situazione di bigamia, anche se solo di fatto e non di diritto.

  6. #6
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    Vi ringrazio per la pazienza. Trovarsi davanti degli ostacoli è anche un modo per andare al nocciolo del sentimento e della volontà degli sposi, che è quello che conta in un matrimonio. Cmq ho chiesto lumi: nella Chiesa ortodossa non si fanno il problema della dispensa, se ti vuoi sposare con il loro rito devi fare la professione di fede ortodossa. Quindi per aggirare il divieto di nozze canoniche in costanza di un precedente matrimonio civile, dovremmo fare la professione di fede ortodossa, sposarci, e successivamente rientrare nella Chiesa cattolica facendo la professione di fede cattolica. Francamente l'idea di fare la professione di fede ortodossa non mi sorride, mi sembrerebbe un'apostasia. Potrei fare questa cosa in un unico caso: se l'ostacolo al matrimonio cattolico è talmente duraturo nel tempo che l'alternativa è andare a convivere, uscendo dalla comunione ecclesiale e rinunciando stabilmente ai sacramenti, cosa che mi sembra ben peggiore.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da bqanto Visualizza Messaggio
    Vi ringrazio per la pazienza. Trovarsi davanti degli ostacoli è anche un modo per andare al nocciolo del sentimento e della volontà degli sposi, che è quello che conta in un matrimonio. Cmq ho chiesto lumi: nella Chiesa ortodossa non si fanno il problema della dispensa, se ti vuoi sposare con il loro rito devi fare la professione di fede ortodossa. Quindi per aggirare il divieto di nozze canoniche in costanza di un precedente matrimonio civile, dovremmo fare la professione di fede ortodossa, sposarci, e successivamente rientrare nella Chiesa cattolica facendo la professione di fede cattolica. Francamente l'idea di fare la professione di fede ortodossa non mi sorride, mi sembrerebbe un'apostasia. Potrei fare questa cosa in un unico caso: se l'ostacolo al matrimonio cattolico è talmente duraturo nel tempo che l'alternativa è andare a convivere, uscendo dalla comunione ecclesiale e rinunciando stabilmente ai sacramenti, cosa che mi sembra ben peggiore.
    Non è che sembra apostasia, è eresia: abbandoni la chiesa cattolica per passare alla fede ortodossa. Tra l'altro mi meraviglia un po' che ti accolgano per un motivo che non sia una effettiva "conversione". Ed in seguito non è che dalla chiesa cattolica entri ed esci come da un casello autostradale.
    Mi sembra però strano che le cose vadano per le lunghe. Dopo i tre anni di separazione si passa al divorzio in poco tempo.
    Non capisco però (ma questi in realtà sono fatti tuoi...): quando eri sposato civilmente non ti ponevi il problema della tua condizione di vita cristiana? Capisci che difficilmente un vescovo concede le nozze solo canoniche, senza effetti civili, a chi ha dimostrato nei fatti di non curarsi (almeno finora) del sacramento.

  8. #8
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    La coscienza critica si affina negli anni, le persone cambiano dai 28 ai 40 anni, per dire. Cmq al vescovo non importa assolutamente un fico secco del tipo di vita che fanno i nubendi: io sono catechista, il mio fidanzato è ministro straordinario della comunione, conduciamo (conducevamo...) una vita specchiata, eppure ci hanno detto chiaramente che finché non sarò divorziata il sacramento ce lo possiamo scordare. Al contrario, la maggior parte delle coppie che si accostano al matrimonio non solo convivono, ma sono persone che non mettono piede in una chiesa da 15 anni, e che statisticamente rientreranno in chiesa per il battesimo del primo figlio; eppure si sposano senza problemi.

  9. #9
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    La separazione DI FATTO è avvenuta nel 2007. Ho vissuto da separata in casa per cinque anni (situazione pubblica, nota in parrocchia e al parroco, tant'è vero che ho finito per fare la catechista), poi l'anno scorso ho incontrato il mio attuale fidanzato, anche lui conosciutissimo nella sua parrocchia. Sinceramente non pensavamo che il vescovo avrebbe rifiutato la dispensa a un'animatrice parrocchiale notoriamente single, quindi senza pericolo di bigamia; pensavamo che sarebbe stato sufficiente chiedere la separazione legale. Secondo la legge italiana non potrò divorziare prima che siano passati i tre anni di separazione legale, perché la separazione "di fatto" non ha rilevanza giuridica. I sacerdoti con cui abbiamo parlato ci hanno detto ovviamente di aspettare il divorzio e poi sposarci, ma entro un paio di mesi andremo a convivere. Ci sposeremo quando avremo tutte le carte in regola, tra qualche anno.

  10. #10
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    Credo che il problema sia legato al Concordato.Il concordato obbliga il parroco a trasmettere all'anagrafe comunale l'avvenuto matrimonio, il vescovo può dispensare il parroco da questo adempimento, di solito lo accettano per due vedovi che non vogliono perdere la reversibilità, oppure il parroco delega i due coniugi a trasmettere loro il certificato di matrimonio all'anagrafe sapendo che probabilmente non lo faranno.

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