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Discussione: Licenza per matrimonio solo canonico (già "validità del matrimonio ortodosso")

  1. #31
    Hijo del Hombre
    visitatore
    Mi pare si sia perso di vista il nocciolo del problema. Bqanto ha alle spalle un matrimonio civile che è ancora in corso (per lo Stato), e poiché le pratiche divorzistiche vanno per le lunghe ha chiesto di poter celebrare il nuovo matrimonio solo lato Chiesa.

    Non è ancora chiaro il motivo per cui lo Stato sia così lento ad elaborare le pratiche. La rota vaticana (giustamente) non concede il matrimonio solo religioso perché si avrebbe una situazione d'ambiguità (anche soltanto civilmente).

    Poi non capisco bene cosa c'entrasse il matrimonio ortodosso... altra scappatoia per non percorrere le vie giuste?

    Il Lato Oscuro è più forte?No. E' più rapido... più facile... più seducente...

    E con questa citazione di Guerre Stellari, io mi eclisso...

  2. #32
    coram Deo
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da bqanto Visualizza Messaggio
    Riguardo alla parte della discussione che mi concerne, penso che debba apparire abbastanza patetica, agli occhi di un non credente: quattro cattolici contrari alla convivenza, di cui una (quasi) convivente, cercano di analizzare il problema, ma i tre regolari si affannano a cercare di zittire la convivente la quale, in quanto peccatrice, non deve sentirsi autorizzata ad esprimere le stesse opinioni degli altri tre (!!). Così da una parte, a causa del loro moralismo, si aspettano che la peccatrice si giustifichi, cosa che lei non intende minimamente fare; dall’altra sono pronti a ribattere “non ti puoi giustificare!”, che è poi sempre il punto di vista del moralismo (a che serve rispettare le regole se non a togliersi la soddisfazione di dire agli irregolari che stanno peccando?).
    A me di dirti "tu sei una peccatrice", me ne frega e mi soddisfa tanto come niente, ho da pensare alla mia, di coscienza.
    Ma poichè siamo su un forum, su cui si viene per parlare, confrontarsi e discutere, e poichè questo forum è cattolico, sostenere un'idea cattolica (la convivenza more uxorio è peccato) non può essere considerato un torto. E di contro, se vuoi sostenere il contrario, posso dirti: "fai come vuoi, affari tuoi", ma non "brava, ben fatto!".

    Questo perché le osservazioni sulla convivenza, fatte da una cattolica che ha deciso di convivere, possono essere solo delle giustificazioni: è questo che si aspetta un moralista ed è questo quello che farebbe lui se si trovasse nella stessa situazione; perché il moralista non ragiona nei termini della misericordia divina e dell’affidamento allo Spirito Santo, ma in quelli del rubricismo che dovrebbe “salvare”. Su questo non dirò altro perché il percorso per arrivare a capire cos’è che salva è molto lungo e per un moralista è ancora più difficile e tortuoso che per gli altri, comunque è un percorso personale e spirituale.
    Ripeto: se tu convivi, se ti sposi civilmente, se divorzi... fai quello che ne hai voglia.
    Non c'è bisogno che ti giustifichi nè con me, nè con altri e, se sei a posto con la coscienza, magari nemmeno con Dio.
    Checchè tu ne pensi e ne dica, condivido con te l'idea che la Salvezza non si guadagna "rispettando le regole" in modo supino e acritico; sono però dell'idea che, se si crede nella Madre Chiesa, non si può vivere allegramente ignorando i suoi insegnamenti, nè senza sforzarsi di capirli, nè, tantomeno, di liquidarli come "sorpassati" quando non ci fanno comodo.

    Addirittura Coram Deo mi ha accusato di vantarmi di essere una peccatrice, di non essere umile! E da dove può venire questo grosso equivoco? Indubbiamente, dal fatto scandaloso che io non mi mostro schiacciata dal senso di colpa (altro elemento fondamentale del moralismo): insomma perché non sto scrivendo “aaarrghhh sono una peccatrice, non ho giustificazioni, sono immobilizzata perché non ho la forza di aspettare il matrimonio e quindi la mia vita di fede è una ipocrita contraddizione!!!”? Perché la mattina mi alzo contenta e sono piena di gioia di vivere, amo tante persone e l’umanità in genere, e ho tanti progetti e sogni per il futuro alla bella età di 46 anni? Perché non guardo attonita nel vuoto chiedendomi che campo a fare ora che sono una peccatrice ufficiale? Addirittura discetto del fenomeno sociale della convivenza, senza vergogna!
    Se sei piena di gioia di vivere, tienitela stretta, che vale più dell'oro.
    Per il resto, se sei serena e in pace con la tua coscienza, non verrò certo io a fustigarti (sono già impegnato a fustigarmi da solo, in qualità di becero bigotto moralista! ), nè a prenderti per un braccio per riportarti a casa dei tuoi genitori.
    Sono scelte di vita, e ognuno fa le proprie.

    Chiariamo quindi una cosa ai poco sapienti di cuore: le mie sono opinioni sociologiche, non giustificazioni.
    Il classico sistema di cambiare il nome alle cose?
    Se, discutendo della convivenza, tu esprimi delle opinioni sociologiche a suo favore, significa che la giustifichi. Se esprimi delle opinioni contrarie, non la giustifichi.
    Mi sembra anche inutile girarci intorno.

    Non mi verranno chieste giustificazioni da Gesù Cristo in persona quando me lo troverò davanti, figuriamoci se mi sento nell’anima di dovermi giustificare con altri esseri umani come me.
    Ma per carità, le giustificazioni non darle, nè a me, nè a altri.
    Che però Gesù Cristo non ci chiederà conto dei nostri pensieri, parole, opere e omissioni, su questo ho invece qualche dubbio!

    All’inizio della discussione ho dato la spiegazione, semplicissima, della nostra scelta, e cioè la semplice debolezza umana: non c’è altro da aggiungere, e non è nemmeno una giustificazione, è oggettivamente la causa della nostra convivenza. Che cosa pensate di sentirvi dire dai conviventi? Convivo perché sono perversa nell’anima e ho deciso di votare la mia vita al demonio invece che al Signore dell’universo? Ma questo è solo nelle vostre menti rubricistiche appunto, non nella realtà del cuore umano.
    La stessa debolezza a causa della quale tu convivi, è quella che fa cadere nel peccato chiunque, per un aspetto o per l'altro.
    Il problema grosso, però, non è nel fare peccato, ma nel non tollerare che ciò sia detto.
    Se io bestemmio, e qualcuno mi fa osservare che la bestemmia è peccato, io posso dire che non me ne frega niente, che in coscienza mi sento a posto o che non so o non voglio correggermi, ma non posso offendermi con chi me lo fa notare, perchè ha ragione!

    Aggiungo: già scrissi qualche mese fa (messaggio che è stato cancellato) che dire a due adulti (46 e 49 anni) “invece di sposarvi subito aspettate tre quattro anni sforzandovi di mantenervi casti, poi vi sposate in chiesa”, è offensivo. Se lo capite, bene, se non lo capite è inutile spiegarvelo. È offensivo soprattutto in un contesto religioso in cui i due fidanzati non presentano ostacoli spirituali al sacramento e conducono una vita di impegno parrocchiale e spirituale.
    E su questo mi tocca darti persino ragione!

    Quanta arroganza e supponenza! Se quei commenti li avesse scritti una “regolare”, la risposta sarebbe stata di tutt’altro tono. La differenza del tuo tono nelle risposte è molto indicativa: di amabile dialogo tra credenti, con i regolari, aggressivo e accusatorio con la peccatrice, benché, ripeto, la mia fosse una mera analisi del fenomeno della convivenza, senza giudizi di merito. Giudizi del resto non necessari, avendo già chiaramente espresso il mio punto di vista in post precedenti nella stessa discussione. Le tue domande hanno anche un senso, ma non ammetto di discutere con questi toni. Mi hai attribuito falsamente una serie di affermazioni solo perché a tuo giudizio sono congrue con una vita di peccato. Quindi evidentemente non senti tutta questa necessità di conoscere la mia opinione.
    Qua sbagli di grosso.
    Io mi confronto con le idee, non con la vita privata di nessuno, tantopiù su un forum dove non conosco l'identità delle persone.
    Se dici una cosa, io ti rispondo a seconda di quello che dici; se poi l'ha detta una sposata, una convivente, una vedova o una divorziata, per me cambia poco.
    Se poi tu sei fatta l'idea che io sia chissà che bigotto, vai a vedere indieto, perchè l'ho scritto più di una volta nei giorni scorsi, che è meglio convivere, magari per il tempo strettamente necessario, piuttosto che sposarsi in fretta e poi divorziare o fare un matrimonio nullo.

    Mai scritto niente del genere. È vero invece che chi ha il fango negli occhi legge il fango nelle parole degli altri. E vedrete che questo mio post verrà cancellato, mentre le schifose false asserzioni contro di me verranno mantenute.
    Non ho bisogno di autoassolvermi, verrò assolta da un rappresentante di Cristo nei giorni precedenti il matrimonio. La maniera con cui mi state mettendo in bocca cose che non ho mai scritto mi fa veramente schifo. Se qualcuno legge queste mie parole: non credete a quello che scrive Coram Deo, sta mentendo spudoratamente, io non ho mai scritto né che il matrimonio è un paravento ipocrita né che la convivenza è un rimedio.
    Ma chi ti ha messo in bocca cosa?
    Tu dici che sei serena e felice e piena di gioia di vivere, e sono contento per te, ma faresti anche meglio a prendere in modo un po' più leggero le cose che leggi!
    Se io ti dico:Secondo te, poi, chi si sposa validamente in chiesa (cioè crede nel valore del Sacramento del Matrimonio) lo fa solo come grimaldello ipocrita, per praticare senza scrupoli di coscienza l'intero kamasutra?
    mettendo alla fine un punto di domanda, lo faccio per attribuirti quell'affermazione? Poi, il ricorso all'esempio estremo (come quello del kamasutra) io lo faccio spesso, anche per non ripetere sempre i soliti termini e rendere le frasi un po' meno piatte. Se non ti piace come modo di scrivere, de gustibus.
    E comunque, dal momento che tu mi etichetti come un moralista attento solo alla lettera delle norme, desumo che, almeno nei miei confronti, la tua risposta alla mia domanda sia SI.
    (Al massimo Fuocodalcielo ha parlato di ipocrisia nel matrimonio, ma Coram Deo non le ha detto niente di sprezzante perché lei non è ufficialmente una peccatrice).
    Che ne so io se Fuocodalcielo è una peccatrice o no?
    Sono io il primo a dire che spesso il matrimonio è celebrato in modo ipocrita!
    Ma se anche tutti i matrimoni fossero celebrati in modo indegno, ciò non serve nè a giustificare la convivenza, nè a denigrare il Sacramento del Matrimonio.

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Fuocodalcielo Visualizza Messaggio
    Infatti... è proprio quello che mi ha detto anche un sacerdote vicino alla Sacra Rota: la maggioranza dei matrimoni celebrati in Chiesa, per vizi di forma vari e irregolarità, sarebbe da ritenersi nullo.
    L’invalidità di buona parte dei matrimoni celebrati oggigiorno non dipende dal grado di “peccaminosità” degli sposi, ma dalla mancanza di fede. Se è per questo, anche tutti gli altri sacramenti, compresi i battesimi, secondo me oggi sono nella loro sostanza spirituale invalidi, per mancanza di fede (ma tanto noi non possiamo saperlo, perché solo a Dio sta di leggere nei cuori). L’idea che il peccato alzi un muro invalicabile tra l’uomo e Dio è un’idea, stiamo attenti, molto diabolica: è proprio quello che il demonio vuol farci credere. Chiaramente il peccato è una cosa sbagliata da cercare di evitare, ma la sostanza della fede cattolica è che non con le nostre forze ci salviamo, ma con la fede.

    Citazione Originariamente Scritto da Fuocodalcielo Visualizza Messaggio
    A voi pare che questo rigirio di confessioni (sono cattolica ma poi divento ortodossa, mi sposo e ridivento cattolica) possa definirsi rispettoso del Sacramento?
    Sì. Per i motivi ben esposti da Iter abbiamo deciso di soprassedere a questa scelta, ma se lo facessimo, noi riceveremmo lo Spirito Santo tramite un sacramento di salvezza, cioè la cosa più bella che una coppia possa desiderare, e non saremmo conviventi more uxorio nemmeno un giorno. Non è il luogo qui per ricordare la storia dello scisma d’Oriente, ma sappiamo che per mille anni i sette sacramenti hanno brillato nella Chiesa intera, d’Oriente e d’Occidente; dopo il penoso scisma che ha deturpato il volto della Chiesa universale, almeno i sette sacramenti hanno continuato a diffondere lo Spirito di salvezza e, a dire il vero, mi piange il cuore sapere di avere, per così dire, a portata di mano, nella Chiesa, un sacramento bellissimo, e non poterci arrivare perché i patriarchi di là non riconoscono il primato di Pietro. Che poi secondo me all’estero non avremmo tutti questi problemi nemmeno nella Chiesa cattolica, anche se i sacerdoti ci hanno detto il contrario.

    Citazione Originariamente Scritto da Fuocodalcielo Visualizza Messaggio
    rivendicando la liceità del peccato
    Io non ho rivendicato la liceità del peccato.

    Citazione Originariamente Scritto da Fuocodalcielo Visualizza Messaggio
    e dire che tanto poi prima della cerimonia il prete in confessione mi assolve, sia avere capito che cosa si sta facendo?
    Sì. Anzi, per essere precisi, io l’ho capito, tu non mi sembra. Mi sembra invece che tu abbia una tentazione verso la teologia protestante. Sapere che un giorno saremo assolti non è una presunzione di salvezza senza pentimento (gravissimo peccato contro lo Spirito Santo), ma significa aver acquisito pienamente il nocciolo della fede cristiana, cioè la remissione dei peccati, la salvezza al di là delle nostre forze, l’ammissione di essere niente di fronte al Tutto. La misericordia divina non è un patteggiamento tra un Dio e un semidio che Gli fa notare “hai visto quanti pochi peccati commetto? come vedi merito il perdono!”. È una cascata del Niagara che lava e ci fa tornare bianchi come la neve. Chi non spera nella confessione può solo cadere nella disperazione.

    Citazione Originariamente Scritto da Fuocodalcielo Visualizza Messaggio
    Perché non decidete di continuare a convivere senza mettere di mezzo il matrimonio religioso? sarebbe più coerente, e sareste trendy
    Che dicevo della disperazione di chi fonda la propria speranza in se stesso e non nel Signore? Non c’è bisogno di un grande discernimento per capire che questo bel suggerimento ti è stato ispirato dal Demonio. Lo ripeto: è bene cercare di non peccare, ma è pessimo per la propria anima credere che la moralità umana sia il criterio della salvezza.

    Citazione Originariamente Scritto da ITER PARA TUTUM Visualizza Messaggio
    c'è ancora qualcuno che pur essendo cosciente dei propri peccati e dei propri limiti non vuole essere "trendy" ma il più possibile in regola.
    Direi di più. Noi non vogliamo essere “in regola”, come se ricevere i sacramenti ci metta “a posto” davanti a Dio. Noi vogliamo vivere negli atri del Signore. Lo faremmo già, se questo ostacolo non avesse messo alla prova la nostra vita di fede. E lo faremo, non perché vogliamo essere in regola, non perché vogliamo un facile lasciapassare per il Paradiso, ma perché l’unica Vita che vale la pena di essere vissuta è con Dio, e noi ne siamo usciti ora solo perché siamo sicuri che Dio non ci abbandona, e che presto torneremo.

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    La pratica di divorzio dal matrimonio civile è iniziata nel 2007, sono passati ormai 6/7 anni, il divorzio di solito viene concesso dopo 3/4 anni
    Due cose:

    1. Nel 2007 ci siamo separati di fatto. Di fatto vuol dire che non siamo andati davanti a un giudice; di comune accordo abbiamo interrotto la nostra vita coniugale, quello che si chiama coniugio cioè “portare il medesimo giogo”: l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione. Ma giuridicamente abbiamo continuato ad essere marito e moglie, per vari motivi che non sto ad elencare (ci sono dei figli di mezzo ovviamente). Una scelta che rifarei in toto perché ho visto troppe famiglie sfasciarsi in maniera dolorosissima per tutti, mentre noi questo siamo riusciti ad evitarlo.

    Tuttavia il risultato di questa scelta è che nel 2012, quando io ho conosciuto un’altra persona e abbiamo deciso di sposarci, mi sono trovata nella situazione di dover ancora cominciare i tre anni di separazione. Più di un sacerdote mi ha fatto notare che sarebbe stato meglio, visto che il primo matrimonio era finito, separarci e divorziare senza portarci appresso per anni questa relazione giuridica, che dopotutto ci ha conservati entrambi nello status di coniugati. Ribadisco: la scelta della separazione di fatto è stata fatta in un’ottica di conservazione degli affetti invece che di distruzione e di guerra, lo rifaremmo certamente e ritengo veramente penoso che esponenti della Chiesa di Cristo, che dovrebbero ragionare diversamente dal mondo, siano più bravi a fare i dirigenti d’azienda che a pascolare le anime che il Signore ha loro affidato.

    2. Il divorzio viene concesso dopo 3/4 anni se è consensuale: i coniugi stabiliscono fra loro i termini, della separazione e poi del divorzio, poi vanno davanti a un giudice il quale emette una sentenza di omologazione degli accordi privati. Ma ci sono divorzi che possono durare anche più di dieci anni, se le parti non riescono a mettersi d’accordo.

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    Bqanto convive con questa persona con rapporti prematrimonali?
    Tra meno di un mese mi trasferirò a casa sua; comunque la convivenza è di fatto già iniziata, quando ci incontriamo per qualche giorno (abitiamo in due città molto lontane).

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    se fossi in te non criticherei così facilmente i Sacerdoti che vi hanno rifiutato il consenso… ma avrei riconosciuto che sono nel giusto, fanno semplicemente il loro dovere
    Il dovere dei sacerdoti è quello di santificare i fedeli per la vita eterna nel Regno di Dio, non quello di preoccuparsi di norme terrene di armonizzazione delle legislazioni (tra l’altro il Concordato non richiede affatto la negazione del sacramento del matrimonio a chi è sposato civilmente). Comunque non è un problema di sacerdoti ma di vescovi, è una disposizione data dalla CEI. Mi è stato fatto osservare che il diritto canonico non è altro che un’espressione della sapienza della Chiesa; è vero, ma qui siamo alla interpretazione del diritto, non a norme indefettibili. L’ultima parola sta comunque al vescovo e il vescovo ha l’autorità spirituale per discernere caso per caso. Solo che non hanno voglia di farlo.

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    E se Dio con questo ritardo nel vostro progetto volesse dirvi qualcosa?
    Qualcosa lo vuole dire, ma non a noi. Quando ci sono delle contraddizioni nella Chiesa, per es. la chiara contraddizione di due fedeli impegnati, non vincolati da un precedente sacramento del matrimonio, di specchiata moralità, a cui viene negato l’accesso al sacramento per motivazioni che sono vera fuffa, a cui viene negato di formare una famiglia cristiana, di essere di esempio nel mondo (luce e sale), è l’occasione per gli uomini di Chiesa di porsi delle domande. Del resto l’insegnamento di Papa Francesco mi sembra orientato proprio in questo senso.

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    Qualunque cosa allontani da Dio, che sia un progetto od una persona, spesso non è un bene.
    I tempi di Dio sono diversi dai tempi umani. Il fenomeno dei conviventi che dopo anni arrivano alle nozze in chiesa è solo un esempio del peccato che Dio permette per fini superiori. Bisogna credere fermamente che il peccato non è un punto d’arrivo ma un tratto di strada. Certo detto da chi ha appena deciso di andare a convivere, risulta poco convincente, ma io queste affermazioni le ho sentite sempre da parte di sacerdoti, l’ultima volta proprio all’omelia della SS. Trinità (e mi sembra che il Papa lo ripeta continuamente). Ed è un concetto che ho fatto mio, al punto che nella nuova situazione in cui mi trovo, ho accettato con serenità di attuare questo progetto familiare al di fuori della Chiesa, con la convinzione che la nostra unione rientri nella volontà di Dio, unione ostacolata in maniera indebita proprio dai suoi vescovi, ma che un giorno verrà santificata dal sacramento, proprio perché sia chiaro ancora una volta che la gloria di Dio non poggia sulla nostra santità.

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    Non posso dire: "Io lo amo troppo perciò Dio comprendimi, tu sai cosa vuol dire per me poiché tu stesso sei Amore"
    Vedo che è proprio difficile per te capire: io non chiedo a Dio di COMPRENDERMI, io gli chiedo di PERDONARMI. Forse tu pensi che il perdono di Dio abbia a che fare con l’accettabilità del peccato? Non vedi che il tuo modo di ragionare porta all’immobilismo spirituale, alla perdizione dell’anima, all’esclusione da una Chiesa che viene immaginata perfezionista, come esplicitamente suggerito da Fuocodalcielo? Se è così facile seguire la via del Signore, perché nella Chiesa, cioè tra noi, esiste il peccato? Oppure è una via difficile e chi non riesce a percorrerla “non può dire”, cioè deve tacere, non può rivolgersi a Dio, non può pregare? Solo chi non è nel peccato può pregare?

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    poichè questo forum è cattolico, sostenere un'idea cattolica (la convivenza more uxorio è peccato) non può essere considerato un torto. E di contro, se vuoi sostenere il contrario, posso dirti: "fai come vuoi, affari tuoi", ma non "brava, ben fatto!"
    Ho criticato i tuoi toni, non le tue affermazioni teologiche. E continui ad attribuirmi pensieri che non ho espresso. Mi costringi di nuovo a ribadire che non ho mai sostenuto che la convivenza non sia peccato.


    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    Se si crede nella Madre Chiesa, non si può vivere allegramente ignorando i suoi insegnamenti … liquidarli come "sorpassati" quando non ci fanno comodo.
    Infatti io non ho detto che l’insegnamento teologico della Chiesa riguardo al matrimonio è sorpassato.

    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    Se, discutendo della convivenza, tu esprimi delle opinioni sociologiche a suo favore, significa che la giustifichi.
    Ma io non ho espresso delle opinioni a favore della convivenza, evidentemente hai frainteso, magari perché io stessa mi sono espressa in maniera che, data la mia situazione di convivente, è risultata ambigua.

    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    Il problema grosso non è nel fare peccato, ma nel non tollerare che ciò sia detto.
    E non è quello che ho fatto io. Se qualcuno viene da me e mi dice “sei nel peccato”, non è che io non lo tollero, ma sono in grado di distinguere tra un ammonimento spirituale (costruttivo, propositivo) e una predica (distruttiva, negativa).

  6. #36
    Saggio del Forum L'avatar di lucpip
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    Per quel che vale, la mia grande comprensione per Antonella ed un abbraccio virtuale ma sincero! (nonchè una vicinanza reale nella preghiera!)
    Ogni giorno che passa è un giorno in meno - COMING SOON!

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da lucpip Visualizza Messaggio
    Per quel che vale, la mia grande comprensione per Antonella ed un abbraccio virtuale ma sincero! (nonchè una vicinanza reale nella preghiera!)
    Grazie Lucpip, ne abbiamo veramente bisogno

    Antonella

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    E se dovesse durare ipoteticamente 10 anni o di più?
    Non c’è pericolo, è un divorzio consensuale.

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    E' una tentazione diffusa e comune quella di pensare di dover peccare perchè Dio lo permette a fini imperscrutabili e poi perdona e comprende.
    Non so cosa intendi con “dover peccare”: noi non pecchiamo perché dobbiamo, ma per debolezza.

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    E' pia illusione.
    È una pia illusione che la nostra unione sia voluta da Dio? Guarda neanche ti rispondo…

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    Pretendi che Dio "perdoni" la vostra situazione [cut] Il fatto stesso che Dio sia misericordia non vi autorizza a ricorrere al Suo perdono [cut] Non viene perdonata la volontà di peccare
    Non è che ti posso fare in poche righe un corso di teologia della riconciliazione, ma permettimi di metterti in guardia: il tuo percorso si sta allontanando pericolosamente dalla fede e dalla spiritualità cattoliche.

  9. #39
    coram Deo
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorenza Visualizza Messaggio
    costa così tanto osservare la castità,visto che è questione di pochi anni?
    Fossero mesi o settimane, ma anni...

    Il problema sta nel fatto che, come fanno molti, Bquanto si è separata solo di fatto, senza regolarizzare nulla. Ma ora, seppur separata da anni, sulla carta è come se si fosse separata l'altro ieri, e i tre anni necessari per ottenere il divorzio, decorrono da adesso.

    La convivenza more uxorio, da un punto di vista morale, non è comunque giustificabile. Ma capisco anch'io che a quasi 50 anni, mettersi a fare i fidanzatini per una questione meramente burocratica...

  10. #40
    Partecipante a CR L'avatar di bqanto
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    Citazione Originariamente Scritto da Fuocodalcielo Visualizza Messaggio
    Ma allora che li seguiamo a fare i dieci comandamenti, se peccare è addirittura la strada per la santità?
    Questa domanda dovresti porla nella sezione Catechismo, credo. D’altra parte il peccato non è la strada per la santità, questo è ovvio.

    Citazione Originariamente Scritto da Fuocodalcielo Visualizza Messaggio
    Quindi tu e il tuo fidanzato siete stati prescelti da Dio per insegnare ai vescovi il loro mestiere, con l'esempio della vostra convivenza?
    Secondo te invece Dio di chi si serve, per insegnare ai vescovi il loro mestiere?

    Citazione Originariamente Scritto da Fuocodalcielo Visualizza Messaggio
    l'idea di poter perdere il tuo convivente ti terrorizza più di quella di perdere la Grazia di Dio
    Chi possiede la fede non conosce il terrore. Il terrore di perdere la Grazia è una tappa spirituale, ma non tutti arrivano a questa tappa, altri la vivono in maniera poco marcata, alcuni ne sono fortemente investiti e poi la superano. Ma mi rendo conto che il concetto stesso di cammino, di tappe, di evoluzione ed involuzione, non ti dice nulla: il moralista non conosce alcuna progressione, solo l’orrore di un istante eterno.

    PS: hai il vizio di esprimere commenti in maniera estremamente disinvolta riguardo a situazioni che non conosci e a persone che non hai mai nemmeno visto; vorrei solo avvisarti che questa abitudine ti fa fare una figura davvero ridicola.

    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    il matrimonio civile e il matrimonio religioso dovrebbero tornare a viaggiare su binari separati [cut] la stessa direttiva CEI, rendendo difficoltoso l'accesso a un Sacramento, finisce per esporre molti alla tentazione [cut] la salvezza delle anime dovrebbe essere la legge suprema ed estrema del diritto canonico
    Non posso che quotare in toto.

    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    La soluzione proposta, di convertirsi all'Ortodossia, perchè nella Chiesa d'Oriente è ammesso il divorzio, potendo così celebrare un valido matrimonio cristiano, riconosciuto anche dalla Chiesa Cattolica, mi sembra però una pezza peggiore del buco
    Non era esattamente questa la soluzione. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un matrimonio civile: non ha alcuna rilevanza se la Chiesa d’Oriente ammette il divorzio (cosa che cmq non è). Mi spiego: se io andassi a Mosca, da un vescovo cattolico, lui mi direbbe la stessa cosa che mi dicono i vescovi italiani: dato che la Chiesa ha stipulato un Concordato con il tuo Paese, vige quel Concordato. Cioè se la Chiesa cattolica italiana mi nega la dispensa, me la nega pure la Chiesa cattolica russa, perché fanno capo ad un’unica Santa Sede. Almeno questo è quello che mi hanno detto i sacerdoti presso cui mi sono consultata; sicuramente sarebbe possibile trovare un luogo e un vescovo che non si pone troppe domande e si basa solo sul certificato di battesimo (pensiamo ai Paesi in cui il cattolicesimo è una minoranza, come l’India), ma significherebbe per noi andare a ramengo per il globo senza un radar preciso.

    Invece se io vado a chiedere il matrimonio ad un vescovo ortodosso, lui non è legato al Concordato della Chiesa cattolica e non avrebbe alcun motivo di negarmi il sacramento, considerando che nei Paesi ortodossi questo genere di pasticci tra cattolici e ortodossi è molto frequente e ogni prete sostanzialmente guarda alla chiesa sua. Ma sono d'accordo con chi dice che l'apostasia è un peccato ben peggiore della convivenza. Anche se... ci sarebbe la riserva mentale... va beh è un discorso molto complesso.

    È importante chiarire che le Chiese d’Oriente considerano il sacramento del matrimonio indissolubile tal quale la Chiesa cattolica: è lo stesso sacramento, i sette sacramenti sono gli stessi nelle due realtà. Se così non fosse il matrimonio ortodosso non sarebbe riconosciuto come sacramento valido da noi. Non ci sono sacramenti cattolici e sacramenti ortodossi. La differenza che hanno loro è che le persone che divorziano civilmente e poi si risposano, sono ammesse ad un rito ecclesiale di benedizione che si discosta ben poco, nella forma, da un matrimonio: quindi abito, fiori, invitati, canti, tutto l’apparato è uguale, solo che il rito è una benedizione e non un sacramento, cosa che sarebbe impossibile, essendo il matrimonio comunque indissolubile.

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