Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Visita Pastorale di Papa Francesco ad Assisi (4 ottobre 2013)

  1. #1
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    Visita Pastorale di Papa Francesco ad Assisi (4 ottobre 2013)

    Papa Francesco in Assisi

    Con lettera del 23 maggio 2013, indirizzata al Vescovo di Assisi, a firma del Sostituto della Segreteria di Stato S.E. Mons. Angelo Becciu, accogliendo la richiesta dello stesso Presule, formulata in comunione con i Vescovi umbri, il Santo Padre Francesco ha comunicato che il prossimo 4 ottobre intende recarsi pellegrino nella città di san Francesco.


    fonte: Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
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  2. #2
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    Il Papa ad Assisi il 4 ottobre: presentato dalla Diocesi il programma della visita


    Il Papa pellegrino in Umbria sulle orme di San Francesco, patrono d’Italia. E’ stato presentato oggi nella sala della “spoliazione” del vescovado di Assisi il programma della visita di Papa Francesco alla città del Poverello, il prossimo 4 ottobre. Presenti con il vescovo Domenico Sorrentino e il sindaco Claudio Ricci, anche l’arcivescovo di Perugia e presidente dei vescovi umbri, mons. Gualtiero Bassetti, e un rappresentante delle Famiglie francescane. Il servizio è di Gabriella Ceraso:

    Sarà una giornata intensa, quella del Papa ad Assisi, nella festa del Santo patrono d’Italia cui Bergoglio ha ispirato il suo pontificato. Francesco arriverà in elicottero già per le 7.45 nel campo sportivo dell’Istituto Serafico, un'eccellenza nella carità, che accoglie giovani pluriminorati gravi da tutta Italia. La sosta iniziale sarà con loro, poi nel primo luogo francescano, la Chiesa di San Damiano, luogo della conversione, nel quale il Santo ascoltò la voce del Crocifisso. Da qui per il Pontefice un appuntamento significativo e senza precedenti: la visita, nella sede arcivescovile di Assisi, della stanza della "spoliazione" che ricorda il gesto clamoroso del giovane Francesco innanzi al padre Pietro di Bernardone, dove il Papa incontrerà alcuni poveri assistiti dalla Caritas, prima di entrare nella Chiesa di Santa Maria Maggiore annessa al vescovado. Quindi alle 11.00 la Messa nella piazza della Basilica di San Francesco, dopo la venerazione delle spoglie del Santo qui custodite. Al termine, l’accensione della lampada votiva con l’olio, quest’anno offerto dalla Regione Umbria, e poi il pranzo presso il Centro di prima accoglienza della Caritas diocesana nei pressi della Stazione ferroviaria di Santa Maria degli Angeli. Nel pomeriggio, intorno alle 14.30 la visita privata del Papa sarà all’Eremo delle Carceri, luogo in cui San Francesco d'Assisi e i suoi seguaci si ritiravano per pregare e meditare, poi l’incontro alla cattedrale di San Rufino con le rappresentanze di tutta la Diocesi, che sta svolgendo il suo sinodo. A seguire, una visita privata alle Clarisse nella Basilica di Santa Chiara. Alle 17.30, dopo una preghiera silenziosa alla Porziuncola, cuore pulsante della spiritualità francescana, l’abbraccio del Papa sarà con i giovani nella piazza antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli e, prima di ripartire, il passaggio al suggestivo Santuario di Rivotorto con la visita al tugurio di San Francesco. Il rientro in Vaticano è previsto alle ore 20.00.

    Una visita densa e decisamente in linea col pontificato di Papa Francesco, nel segno dell’umiltà e dell’attenzione agli ultimi: così al microfono di Gabriella Ceraso, mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi:

    R. – Francesco parla della sua conversione mettendo in prima evidenza la sua esperienza di conversione interiore, di gioia con i lebbrosi. Il Papa viene a rimettersi sui passi di Francesco e a dare un messaggio alla Chiesa in questo senso. Noi sentiamo che in questo è una visita alquanto innovativa: ci sono alcuni luoghi nuovi, ci sono alcuni accenti nuovi e vogliamo metterci in ascolto del messaggio che il Santo Padre ci darà.

    D. – Sicuramente, un momento assolutamente innovativo sarà la visita alla “stanza della spoliazione”. Lei è un po’ il custode, in quanto vescovo, di questo momento e di questo gesto. E’ spoliazione non solo da panni materiali ...

    R. – Indubbiamente. Quello che Francesco fece, esprimeva la sua scelta profonda di Cristo: nudo con il Dio nudo, cioè un incontro profondo con Dio nel quale ormai Francesco rinunciava totalmente a se stesso per diventare uomo di Dio e proprio per questo anche uomo dei fratelli, uomo di una fraternità universale che raggiungeva poi persino le creature materiali: frate Sole, sorella Luna … E’ Francesco che si mette sulla via della libertà dei figli di Dio. Non più padre Pietro di Bernardone, ma “Padre Nostro che sei nei Cieli”, e questa libertà, poi, lo rende quel Francesco così affascinante perché è il Francesco che irradia Vangelo ed è capace di parlare alla nostra cultura odierna e di dire parole di speranza anche al nostro cammino. Sia come credenti, sia come uomini di buona volontà rispetto alle grandi sfide della nostra società.

    “Questa visita l’abbiamo maturata tutti insieme, noi vescovi dell’Umbria, e ne siamo entusiasti” spiega al microfono di Gabriella Ceraso, mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e nuovo presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu):

    R. – E’ un bellissimo gesto di comunione tra tutte le nostre otto chiese. L’unità e la comunione che intercorre tra i vescovi, ci ha permesso anche di poter rivolgere insieme questo invito al Santo Padre.

    D. – E con tutte le chiese avete anche compiuto un cammino e continuerete a compierlo …

    R. – Il grosso sarà concentrato in questa preghiera che sarà fatta in tutte le nostre diocesi la sera del 21 settembre, cominciando ai Vespri e prolungandolo fino a mezzanotte con manifestazioni diverse. Poi, tutti si raccolgono nelle cattedrali perché vogliamo veramente che la gente sia coinvolta il più possibile, tutte le categorie. Poi, per esempio, ho già diramato a tutti i movimenti, a tutte le parrocchie, già la veglia di preghiera sabato 7 settembre, quella indetta dal Santo Padre per la pace. Per noi, quindi, oltre a sottolineare quanto ci chiede il Santo Padre, sarà ancora una occasione di preparazione alla visita del Papa. Quindi, è un momento forte di comunione con la Chiesa di Roma, questo, per le nostre chiese dell’Umbria.

    D. – E tutto il mondo guarderà a voi un po’ anche come alla culla dello spirito che il Papa ha scelto come impronta per il suo pontificato …

    R. – Sì: ha scelto lo stile di Francesco ed era un desiderio suo – ce l’ha ripetuto lungamente, più d’una volta durante il nostro incontro – visitare i luoghi di Francesco. Tant’è vero che il Papa viene sì, per incontrare la gente, ma desidera venire soprattutto come pellegrini proprio perché è la prima volta, per rendersi conto anche di quale sia la terra che i piedi di Francesco hanno calcato. Io ho voluto dire anche questo al Santo Padre, quando siamo andati noi vescovi dell’Umbria, presentando un po’ la nostra piccola Conferenza. Gli ho detto: “Padre Santo, l’Umbria è una piccola regione ma in dieci anni ha dato il nome a due Papi: Benedetto, che è un Santo umbro, di Norcia, e Francesco, che è Francesco d’Assisi. Quindi, la nostra piccola parte l’abbiamo già fatta” …


    fonte: Radio Vaticana
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  3. #3
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    Qui il programma ufficiale della visita pastorale del Santo Padre Francesco ad Assisi, il 4 ottobre:

    http://www.diocesiassisi.it/assisi/s...del%20Papa.pdf

  4. #4
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    VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO AD ASSISI (4 OTTOBRE 2013) - PROGRAMMA

    Venerdì 4 ottobre 2013


    07.00 Partenza in elicottero dall’Eliporto del Vaticano.
    07.45 Arrivo al Campo sportivo dell’Istituto Serafico di Assisi.
    08.00 INCONTRO CON BAMBINI DISABILI E AMMALATI OSPITI DELL’ISTITUTO SERAFICO di Assisi. Discorso del Santo Padre.
    09.00 Visita privata al Santuario di San Damiano.
    09.30 INCONTRO CON I POVERI ASSISTITI DALLA CARITAS nella Sala della Spoliazione del Vescovado di Assisi. Discorso del Santo Padre.
    10.00 Visita privata alla Chiesa di Santa Maria Maggiore.
    10.20 Visita privata alla Basilica superiore di San Francesco e alla Cripta per la venerazione della tomba di San Francesco.
    11.00 SANTA MESSA nella Piazza San Francesco di Assisi. Omelia del Santo Padre.
    Cerimonia dell’offerta dell’olio per la lampada votiva a San Francesco Patrono d’Italia nella Piazza San Francesco di Assisi.
    13.00 Pranzo con i Poveri assistiti dalla Caritas nel Centro a Piazzale Donegiani in Santa Maria degli Angeli.
    14.30 Visita privata all’Eremo delle Carceri e preghiera nella Cella di San Francesco.
    15.15 INCONTRO CON IL CLERO, PERSONE DI VITA CONSACRATA E MEMBRI DEI CONSIGLI PASTORALI DELLA DIOCESI nella Cattedrale di San Rufino di Assisi. Discorso del Santo Padre.
    16.15 Venerazione del corpo di Santa Chiara nella Cripta della Basilica di Santa Chiara.
    Preghiera silenziosa davanti al Crocifisso di San Damiano nella Cappella del Coro della Basilica di Santa Chiara. Parole del Santo Padre alle Monache di clausura.
    17.30 Visita e preghiera silenziosa nella Porziuncola della Basilica di Santa Maria degli Angeli.
    17.45 INCONTRO CON I GIOVANI DELL’UMBRIA nel Piazzale della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Risposta del Santo Padre alle domande di quattro giovani.
    18.45 Visita privata al Santuario di Rivotorto. Visita al "Tugurio" di San Francesco.
    19.15 Partenza in elicottero dal Campo sportivo di Rivotorto per il Vaticano.
    20.00 Arrivo all’Eliporto del Vaticano.

    Fonte: S S S S

  5. #5
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    Poveri, pace, amore, creato: il legame di Papa Francesco con Assisi, nelle parole di padre Lombardi in un’intervista alla rivista dei Francescani

    “Una visita molto significativa dal punto di vista spirituale”: così padre Federico Lombardi parla della visita di Papa Francesco ad Assisi, il 4 ottobre. Lo fa nell’intervista rilasciata al sito Sanfrancesco.org. Sono attesi centinaia di giornalisti da tutto il mondo per seguire l'evento che il direttore della Sala stampa vaticana definisce “sicuramente molto importante e molto atteso sin dall'inizio di questo pontificato”. Padre Lombardi sottolinea: “Il Papa ha spiegato sin dai primi giorni del pontificato quali erano i significati nella scelta del nome Francesco. Ha parlato di poveri, pace, custodia dell'amore e del creato. Ecco, questi sono i tratti assolutamente caratteristici dello spirito francescano, che tutti noi abbiamo ben compreso attraverso le prime parole del Papa”. Oltre a sviluppare i vari punti, padre lombardi nell’intervista poi viene sollecitato a dire qualcosa della “macchina della comunicazione vaticana” e dunque assicura che “ci sarà una copertura estremamente ampia dal punto di vista televisivo”. “Oggi l'immagine è uno strumento fondamentale per essere presente agli eventi”, ricorda sottolineando “come numerosissime richieste di accredito provengono dai media internazionali”. Alla domanda su come stia cambiando la comunicazione in Vaticano con l'avvento di Papa Francesco, padre Lombardi risponde: “La comunicazione in Vaticano si sposa e rispecchia quello che è il messaggio e lo stile comunicativo del Papa che è una persona efficace, diretta, che sfrutta un linguaggio semplice, fatto di tanti piccoli gesti e atti. Un linguaggio comunicativo che ricerca il contatto fisico con le persone che soffrono, con i più piccoli. Tutti gesti che noi vediamo continuamente nel corso delle sue udienze e che rappresentano una caratteristica di semplicità e concretezza nella comunicazione che si accompagnano alla testimonianza”. Al giornalista che parla di “una comunicazione molto spontanea”, risponde ricordando che “il Papa è una persona che vive con spontaneità ciò che dice e con la stessa spontaneità vive il messaggio intriso dell'amore di Dio che ci vuole comunicare". E aggiunge: "la comunicazione si traduce nell'immediatezza per farci recepire istantaneamente quel messaggio”. (F.S.)


    fonte: Radio Vaticana
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  6. #6
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    Assisi, il Papa benedirà statua di artista pugliese

    di Francesco Greco.

    LECCE – Ci sarà anche un pezzo del Salento più bello e creativo nella visita che il 4 ottobre prossimo il Sommo Pontefice ha in calendario ad Assisi in occasione della festa di San Francesco. Al Santuario della “Porziuncola”, il centro di spiritualità francescana che fu restaurato, al suo tempo, dal poverello di Assisi e che diede l’input alla sua vocazione, Papa Francesco troverà, e benedirà, la bellissima statua in cartapesta di San Michele Arcangelo (foto), opera dello scultore leccese (è nato, vive e lavora a Surano, nel Salento meridionale) Antonio Papa. E’ stata commissionata nei mesi passati da Padre Massimo Lelli, Priore della “Porziuncola” e fervente devoto di San Michele Arcangelo, proprio in prospettiva della visita del Santo Padre. La statua è stata portata ad Assisi la prima domenica di settembre, il Papa la benedirà, come si diceva, il 4 ottobre e poi “resterà lì sino alla fine dei tempi”, sorride contento l’artista nel suo laboratorio d’arte. Le sue opere piacciono, sono presenti in Italia e nel mondo: da Atene a Siena, da Bari a Livorno, da Isernia a Pietrasanta, ecc. Quali sono le caratteristiche estetiche delle sue statue e di questa in particolare che, ne siamo certi, piacerà anche a Papa Bergoglio, è presto detto. L’espressione dei volti, le armoniose anatomie, la morbidezza dei panneggi, l’equilibrio compositivo, rivoluzionano la lezione tradizionale e rendono queste opere di materiale povero, la carta (più notizie e immagini sul sito www.antoniopapa.com, n.d.r.) degne di essere venerate nei grandi santuari della fede cristiana.

    Ma chi è Antonio Papa? Dal curriculum-vitae salta subito agli occhi la sua poliedricità artistica: è infatti, oltre che scultore, anche un apprezzato musicista: suona l’organo e tiene concerti in tutto il mondo. Vocazioni che risalgono all’infanzia e che ha coltivato in parallelo. E che la sua famiglia contadina ha fatto bene ad assecondare con grandi sacrifici adesso ripagati con la fama. Dopo le scuole medie frequenta la Scuola d’Arte di Poggiardo "Nino Della Notte". Nel 1979 è ammesso al Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce, nella classe organo e composizione organistica. Contemporaneamente frequenta, sempre nella città di Bodini e Carmelo Bene, il più antico e prestigioso laboratorio di cartapesta (arte che risale all’Ottocento) di Lecce e d’Italia: quello dei fratelli Antonio e Ugo Malecore, che tanti artisti hanno dato al mondo. L’occhio fine dei due celebri cartapestai intuisce subito che il ragazzo ha qualità innate. E sono proprio loro a incoraggiarlo a intraprendere la strada non facile delle grandi statue processionali. Ha così inizio una collaborazione tra allievo e maestri che, grazie anche al buon carattere di Papa, dura tuttoggi con estrema soddisfazione di tutti. E dell’artista pugliese sono orgogliosi, oltre ai maestri leccesi, tutti i salentini e i pugliesi. Chissà cosa dirà Papa Francesco ammirando, fra qualche giorno in Umbria, il suo splendido San Michele Arcangelo…

    Fonte: Giornale di Puglia



    Alcune foto della statua:









    Fonte: https://www.facebook.com/antonio.papa.71


  7. #7
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    Assisi e Papa Francesco. L'Istituto Serafico: qui aspettiamo un grande amico

    Ultimi giorni per la preparazione ad Assisi della visita di Papa Francesco il 4 ottobre. Come Karol Woytila nel 1993, anche il Pontefice inizierà la sua visita dall’Istituto Serafico, la grande struttura che ai piedi della città ospita e cura più di 100 pluriminorati gravi di tutta Italia. Sono bambini e giovani che il Papa saluterà nella cappella dell’Istituto, dopo l’atterraggio con l’elicottero nel vicino campo sportivo. Nell’udienza del 12 giugno scorso, è stata la presidente del Serafico, Francesca di Maolo, a consegnare al Pontefice una lettera di invito, “perché” dice, “questo è un luogo speciale”. Gabriella Ceraso l’ha intervistata:

    R. – Perché crediamo che questo istituto oggi possa esprimere concretamente il messaggio di Francesco. I nostri ragazzi rappresentano i semplici, riportano ai valori autentici della vita con la loro lotta, ogni giorno, contro le sfide della disabilità. E San Francesco si aprì all’amore proprio dopo quell’abbraccio ai lebbrosi. E noi pensiamo che questi ragazzi, gravemente sofferenti, effettivamente portino all’apertura piena, all’amore.

    D. – Il Papa non solo ha deciso di venire, ma ha deciso di iniziare la sua visita ad Assisi proprio da voi: quindi le prime parole sono proprio per voi…

    R. – E’ stata una grandissima gioia, perché non pensavamo a tutto questo spazio. I ragazzi vivono questo momento con grande naturalezza, perché per loro – dopo quell’incontro il 12 giugno – è il padre: per loro è l’amico Francesco. Lo hanno invitato nella loro casa e quindi si stanno preparando come chi aspetta l’ospita.

    D. – Qual è la missione di questo istituto? Lei ha parlato di un luogo speciale…

    R. – Da un lato, l’Istituto Serafico è un luogo di sofferenza, ma è un luogo anche di grazia. Significa ogni giorno stare a contatto con la carne di Cristo che soffre.

    D. – Esiste la “cultura dello scarto”, di cui il Papa parla quando parla di chi mette ai margini i malati, gli ultimi, i sofferenti?

    R. – Esiste fortemente! Io conservo la lettera di un genitore dei nostri ragazzi, che dopo la notizia della visita del Santo Padre mi racconta di una grande restituzione ottenuta con questa visita. per lui che è abituato a vivere sempre ai margini con suo figlio. Molti dei genitori mi dicono anche che difficilmente riescono a portarli nei luoghi, nei luoghi pubblici, proprio perché sono visti come soggetti non produttivi. Sono visti come un costo. Le famiglie sono famiglie invisibili. E quindi, il fatto che il Papa ribalti la logica è anche un grande messaggio sociale. Dopo il 4 ottobre, speroche possa cambiare un po’ la logica della società: rimettere al centro proprio la persona, partendo dalla persona ferita, partendo dalla famiglia ferita.

    D. – Lei stessa ha vissuto in prima persona questa sorta di paura di avvicinarsi a un luogo di sofferenza…

    R. – E’ così. Io stessa sono passata tante volte di fronte a questo Istituto, ma cercavo di non pormi delle domande. Poi, invece, varcando la soglia dell’Istituto si subisce una trasformazione. Poter stare a contatto con questi giovani, ci ha riportato ai valori autentici della vita.

    D. – I ragazzi stanno preparando qualcosa per il Papa? Ci sarà uno scambio, uno dono?

    R. – I ragazzi stanno lavorando nei laboratori: c’è chi prepara un disegno, loro lavorano anche la ceramica… Non lo so alla fine quale cosa uscirà fuori, ma sicuramente ci sarà. So che ruoterà intorno al tema dell’abbraccio: per loro l’abbraccio è il contatto umano ed è importantissimo. Parliamo di bambini e ragazzi che sono prigionieri nel buio, sono prigionieri della loro disabilità. Quindi, poter entrare in contatto con l’altro diventa un’espressione di amore, un’espressione di fiducia, di sicurezza. Anche questo diventa un messaggio, un messaggio per tutti. E’ essere, appunto, sempre in relazione, in prossimità con l’altro.

    Ma sentiamo come stanno vivendo l’attesa del Papa i terapisti, gli educatori, e i religiosi che lavorano al Serafico e che ogni giorno con amore si dedicano ai ragazzi malati. Le interviste sono di Gabriella Ceraso:

    D. – Che cosa significa per voi religiose stare qui con questi ragazzi?

    R. – E’ un luogo dove veramente si vive il Vangelo dell’amore, dove noi siamo testimoni di questo. I nostri ragazzi per noi sono dei figli.

    D. – Per voi, penso che la presenza del Papa abbia ancor più significato?

    R. – Sì, per noi è un grande onore che sta a dimostrare quell’amore preferenziale per gli ultimi.

    D. – Cosa il Papa può portare a loro, oltre che con al sua presenza, anche con le sue parole?

    R. – La tenerezza di un padre! Una fonte, oltre che di gioia, di speranza.

    D. - Voi lavorate con i più piccoli della struttura: che cos’è lavorare con loro ogni giorno?

    R. – Pazienza e tanto amore. Arrivare con un spirito di energia, di positività…

    D. – Loro ci saranno alla visita del Papa?

    R. – Sì loro saranno presenti. Non so quanto potranno capire la presenza del Papa, ma sicuramente sentono questa grande energia di tutti noi, di noi educatori…

    D. – Per voi che cosa rappresenta questo momento?

    R. – Un grande messaggio di pace, di serenità sicuramente mi aspetto dal Papa. Forse una finestra che si apre in più in questo istituto per far vedere al mondo, soprattutto in questo periodo, che siamo tutti un po’ individualisti, cosa veramente si fa per gli esseri umani più indifesi.

    D. – Un Papa che esprime le sue emozioni abbracciando e incontrando che cosa può significare?

    R. – Per noi è tantissimo, perché è un po’ quello che facciamo anche noi tutti i giorni. Noi lavoriamo molto sul contatto corporeo soprattutto, visto che lavoriamo anche con i non vedenti… Il linguaggio verbale pieno di sovrastrutture per loro è poco significativo: noi dobbiamo usare un linguaggio semplice come quello che un po’ usa il Papa. E comunque molta empatia.

    D. – Cosa, secondo lei e secondo voi che ci lavorate, può significare la sua presenza proprio qui?

    R. – Per noi è un dono grandissimo, perché comunque è un’attenzione che lui rivolge a questo tipo di ragazzi, di persone, che sono un po’ gli ultimi per la società: che sono sorvegliati, assistiti. Invece lui, in questo caso, dà loro una valenza importante, che loro hanno chiaramente: lui ha colto l’essenza della cosa. Non sono ragazzi da compatire, ma sono ragazzi da scoprire. Quindi è bellissimo il fatto che lui venga qui a conoscerli. Per noi è emozionante. Anche per il nostro lavoro di tutti i giorni è un incentivo grandissimo.

    D. – Come stanno vivendo questi ragazzi l’attesa del Papa?

    R. – Con tante emozione, veramente con tante emozione. Loro sono felicissimi e stanno pensando anche a cosa regalare. Quindi stanno sperimentando con le varie tecniche, con il colore, con l’argilla cose da produrre, regali da produrre proprio per il Santo Padre.

    D. – Fanno domande?

    R. – Sì. Vogliono sapere quando arriverà, come sarà vestito… Ieri Ivan ha addirittura provato a fare un ritratto del Santo Padre.


    fonte: Radio Vaticana
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  8. #8
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    Ma è vero che la visita del Papa a Assisi oltre a Rai 1 sarà trasmessa anche da Canale 5 ?

  9. #9
    Cronista di CR L'avatar di sobiesky
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    E su questa prima visita del S. Padre nella città del poverello d'Assisi, continua il leitmotiv de "La Repubblica", che ancora una volta pone in evidenza la grande entusiastica attenzione dei cattolici (e non) per il Papa, anticipando, fra l'altro, che con molte probabilità, il messaggio di Papa Francesco, sarà ancora una volta dirompente, stupefacente ed altamente significativo per la vita futura della Chiesa stessa.

    "da "La Repubblica" - 2 ottobre 2013

    Il Papa lancerà messaggio forte da Assisi:
    "La Chiesa si spogli delle sue ricchezze"



    Grande attesa e indiscrezioni per il discorso che Francesco pronuncerà nella Stanza della Spoliazione, preannunciato nei giorni scorsi dallo stesso Pontefice ai frati e al vescovo del Sacro Convento. Sondaggio: l'86,7% dei giovani apprezza l'impegno di Bergoglio per poveri e bisognosi

    CITTA' DEL VATICANO


    "Dal luogo dove San Francesco si spogliò dei vestiti e di tutti i beni materiali, voglio spiegare come la Chiesa oggi si deve spogliare delle sue ricchezze per stare più vicina ai poveri e ai bisognosi".

    E' questo il "segno" più forte che arriverà durante la visita di papa Francesco venerdì prossimo, 4 ottobre, ad Assisi. Un segno che uscirà da un "discorso forte, incisivo, senza precedenti, su Chiesa e Sorella povertà" - preannunciato nei giorni scorsi dallo stesso Pontefice ai frati e al vescovo di Assisi - già carico di attese da parte di credenti e non credenti, in particolare i milioni di giovani che da tutto il mondo lo hanno già eletto a loro guida paterna e spirituale. Una elezione codificata anche da un inedito sondaggio ad hoc fatto in vista del viaggio papale ad Assisi dall'Istituto Toniolo dell'Università Cattolica di Milano, presieduto dal cardinale Angelo Scola, da cui emerge che l'86,7 per cento dei giovani apprezza l'impegno del Papa per poveri e disagiati; e l'84,2 per cento condivide le sue parole a favore della pace, "proprio come ci ha insegnato San Francesco".

    Primo pellegrinaggio dell'argentino Jorge Mario Bergoglio nei luoghi francescani e presso la tomba del Poverello da circa 800 anni situata nella suggestiva cripta dalle pietre rosa della Basilica Inferiore del Sacro Convento. Ma anche prima febbrile attesa per quanto dirà il Papa, in materia di "povertà, condanna dell'eccessiva ricchezza dentro e fuori la Chiesa" e di "scelta definitiva e preferenziale per i poveri secondo gli insegnamenti del Concilio Vaticano II" al cospetto del Santo da cui ha preso il nome appena eletto al soglio di Pietro il 13 marzo scorso. Contenuti in parte già rivelati dal Pontefice al vescovo di Assisi Domenico Sorrentino quando gli comunicò, nei mesi scorsi, cosa aveva intenzione di fare e di dire nella Stanza della Spoliazione nel palazzo del Vescovado dove si ricorda il rivoluzionario gesto di Francesco che si spogliò di tutti i vestiti per restare "nudo" da ogni ricchezza paterna.

    "Appena eletto Papa - racconta monsignor Sorrentino al sito diretto da padre Enzo Fortunato, responsabile della sala stampa del Sacro Convento - gli scrissi come vescovo della città dove Francesco di fronte al padre Pietro di Bernardone si spogliò consegnandosi alla Chiesa con la recita del Padre Nostro. Lo invitai suggerendogli di venire almeno a recitare quella stessa preghiera. Ma la risposta del Papa mi spiazzò: 'Il Padre Nostro? Ma io voglio venire a parlare di come la Chiesa si deve spogliare, cioè di come deve ripetere in qualche modo il gesto di Francesco e i valori che questo gesto implica'".

    Da qui la grande attesa per la visita alla Stanza della Spoliazione dove - stando a voci che circolano negli ambienti vicini al Sacro Convento - Bergoglio "farà un gesto clamoroso e dirà delle parole mai dette prima da un Pontefice in materia di aiuti ai poveri, di condanna della ricchezza eccessiva e di scelta preferenziale della Chiesa per sofferenti e bisognosi, all'insegna della verità e della trasparenza". Una scelta che proprio ieri dal Vaticano ha avuto - forse - un primo forte segnale con la pubblicazione del bilancio dello Ior, la banca vaticana, relativo al 2012, chiuso con un utile netto di 86,6 milioni di euro.

    Una scelta di chiarezza senza precedenti, impensabile senza papa Bergoglio, che venerdì nella Casa di San Francesco "dirà parole storiche su povertà, pace e creato", rivelano i frati di Assisi. Parole, gesti e testimonianze che avranno nei giovani i primi attenti osservatori, come "certifica" il sondaggio svolto dal Toniolo, con l'Ipsos e la Fondazione Cariplo, su un campione di circa 10 mila persone tra i 19 e i 29 anni tra cristiani, fedeli di altre religioni, non credenti.
    Eccolo in estrema sintesi: l'83,6 per cento approva la comunicazione e il linguaggio francescano del Papa, che l'85,2 vede "vicino alla gente", l'86,7 ne apprezza l'attenzione ai problemi sociali e ai sofferenti, il 91,5 lo trova "simpatico", l'81 lo ritiene capace di far crescere la coerenza morale tra i comportamenti e i valori della Chiesa. L'84,2 per cento condivide l'impegno del Pontefice per la pace, come ha fatto nei giorni scorsi con la veglia di preghiera per la Siria.
    "I giovani - spiega Alessandro Rosina, ordinario di Demografia alla Cattolica di Milano e curatore della ricerca - hanno colto fino in fondo la grande novità di Bergoglio. Il fatto straordinario di un Papa che alza il telefono e chiama le persone più lontane ed umili è una novità assoluta. E i giovani lo capiscono". Sull'attenzione all'ambiente e alla salvaguardia del creato, temi tipicamente francescani, i consensi sono più limitati: il 64,5 per cento si dice "abbastanza o molto soddisfatto". Ma c'è da giurarci che ad Assisi papa Francesco non si dimenticherà della lezione "ambientalista" del Poverello.

  10. #10
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    Terra Sanctæ Crucis (Brasiliæ)
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    Citazione Originariamente Scritto da sobiesky Visualizza Messaggio
    [...] "La Chiesa si spogli delle sue ricchezze" [...]
    Ho appena letto su facebook che venerdì il Papa annuncerà che "ha deciso di vendere tutto l'oro del Vaticano"...
    Mah, andiamo bene, proprio bene...


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