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Discussione: Visita Pastorale di Papa Francesco ad Assisi (4 ottobre 2013)

  1. #11
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
    Ho appena letto su facebook che venerdì il Papa annuncerà che "ha deciso di vendere tutto l'oro del Vaticano"...
    Se dovessimo dar retta a tutte le corbellerie pubblicate su Facebook e altri siti dovrebbe averlo già venduto mesi fa...
    Vabbè, torniamo a parlare di cose serie:

    La visita del Papa ad Assisi. Padre Gambetti: evento storico che diventerà messaggio per il mondo intero

    “Aspettiamo con gioia e gratitudine quanto il Papa avrà da dire in particolare a noi famiglie francescane”. Così padre Mauro Gambetti, custode del Sacro convento di Assisi, in queste ore che preparano l’arrivo del Papa, venerdì 4 ottobre, Festa del Santo patrono d’Italia. “Sarà una visita storica”, spiega padre Mauro, “perché per la prima volta un Papa che ha scelto il nome di Francesco visiterà i luoghi testimoni dell'esperienza carismatica del frate assisiate. Sarà però anche un momento molto intimo”. Sentiamo le parole del Custode nell’intervista di Gabriella Ceraso:

    R. – Io lo immagino come un incontro che Papa Francesco vuole vivere con San Francesco e Santa Chiara. Un incontro che, credo, innanzitutto, accada nell’intimo, nel cuore del Papa. Penso che, però, naturalmente, sgorgherà proprio da questo incontro una parola, un messaggio per il mondo intero.

    D. – San Francesco ebbe un rapporto particolare con i Papi: si è recato a Roma per avere conferme, avere indicazioni. Ora è un Papa che viene da voi. Attendete qualcosa in particolare?

    R. – Personalmente sarò molto attento a cogliere le linee orientative che lui vuole offrire, forse in primis a noi. Seguo attentamente ciò che dice, ma anche il suo stile, perché avverto che è una parola, anche questa, che illumina il nostro carisma e mi pare che ci aiuti anche ad attualizzare quello che è il nostro carisma. Attendo, quindi.

    D. – Il Papa sta chiedendo alla Chiesa, ai religiosi, più impegno, più coraggio, più apertura. L’avete colto questo e come vi interpella?

    R. – Noi stiamo, non solo riflettendo, ma stiamo anche iniziando a porre qualche azione che evidenzi maggiormente quest’apertura rivolta a tutti. Ogni uomo davvero deve trovare dimora, deve trovare casa anche venendo qui, qui da noi. Insieme a questo, un’attenzione ancora più puntuale, più individuale verso le persone bisognose, in rapporto al territorio in cui siamo inseriti, oltre che tenendo uno sguardo anche oltre il territorio, oltre confine insomma. Ha un respiro universale, infatti, quella che è la realtà di Assisi, del Sacro Convento in particolare.

    D. – Papa Francesco che realtà troverà nella comunità francescana?

    R. – Quello che siamo è questo: una varietà di famiglie francescane e all’interno di ogni famiglia una varietà di provenienze, di culture differenti, che attorno al Vangelo cercano di condividere la vita, di diventare anche testimonianza viva della presenza di Gesù, che unisce le differenze, anzi le esalta.

    D. – La tappa alla Basilica significa pregare sulla tomba di San Francesco. Il Papa l’ha già visitata virtualmente attraverso questa webcam fissa. Che preghiera ha levato il Papa per San Francesco in quell’occasione e che impressione ne avete tratto da quel primo incontro, che si ripeterà il 4 ottobre?

    R. – Il Papa ha chiesto a Francesco di intercedere per la pace. L’impressione che ho ricavato da quell’incontro è di avere incontrato una persona profondamente vitale. Negli occhi mi sembra di avere colto un sorriso dello Spirito, che sono convinto lo animi, lo abiti. E così, penso, ho la certezza proprio di ritrovare qui, quando lui verrà sulla tomba di Francesco, un uomo mosso dallo Spirito di Dio, afferrato da Gesù. Tutto, quindi, sarà facile anche tra Papa Francesco e San Francesco.

    D. – Questa visita avrà come tema conduttore la povertà. Le chiedo: si aspetta un messaggio forte su questo e, secondo lei, povertà in che senso va intesa?

    R. – Sicuramente questo è uno degli aspetti che verrà sottolineato. Pure nel percorso alcune delle tappe parlano di questo e anche la vita di Francesco è caratterizzata da questa scelta di povertà. Ma credo che non sarà semplicemente questo: ci introduce nel mistero della vita di Cristo. La caratterizzazione, anche principale, è quella – direi – della povertà, che ciascuno dovrebbe assumere per se stesso, per la propria esistenza: una povertà che simbolicamente è richiamata dalla nudità, dalla spogliazione, ancor più forse dal mettersi ai piedi dell’altro, in un gesto di umiltà e, in qualche modo, di sottomissione, ravvicinando l’altro. Ecco, credo che questa caratterizzazione dia spessore, dia senso pieno anche a questo tema, ma al contempo apra ad ulteriori spazi sia di testimonianza che di annuncio.


    fonte: Radio Vaticana
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  2. #12
    papalino
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    Citazione Originariamente Scritto da SanPietro Visualizza Messaggio
    Ho appena letto su facebook che venerdì il Papa annuncerà che "ha deciso di vendere tutto l'oro del Vaticano"...
    Mah, andiamo bene, proprio bene...
    Come dice Vox, mi sembrano scemenze.
    Comunque sono proprio curioso di vedere cosa accadrà ad Assisi, l'articolo di Repubblica promette gesti e parole clamorose e senza precedenti..staremo a vedere.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da papalino Visualizza Messaggio
    Come dice Vox, mi sembrano scemenze.
    Comunque sono proprio curioso di vedere cosa accadrà ad Assisi, l'articolo di Repubblica promette gesti e parole clamorose e senza precedenti..staremo a vedere.
    E' l'intervista all'Arcivescovo di Perugia pubblicata sulla rivista del Sacro Convento di Assisi e che ho letto poco fa, che lancia questo annuncio eccezionale con esmpressioni quali "nulla sarà come prima". Personalmente credo che il detto prelato debba studiarsi un po' meglio i documenti ufficiali del Vaticano II e ricordarsi che il Magistero di Benedetto XVI non è stata una breve parentesi triste già cancellata. Quando sento dire ai Vescovi che "la chiesa apre le pprte - la primavera della chiesa - la chiesa più viva" come se prima di Papa Francesco la Chiesa fosse morta, immersa in un perenne inverno e chiusa, cado nello sconforto, possibile siano superficiali e stupidi come certi giornalisti che manipolano le parole del papa a loro piacimento?
    Inoltre il Vescovo che ha rilasciato l'intervista dovrebbe anche ricordarsi che la visita ad assisi erà stata decida già da Benedetto...
    Poveri noi!

  4. #14
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Citazione Originariamente Scritto da Beard85 Visualizza Messaggio
    Inoltre il Vescovo che ha rilasciato l'intervista dovrebbe anche ricordarsi che la visita ad assisi erà stata decida già da Benedetto...
    Non mi risulta. L'unico viaggio già deciso da Benedetto XVI prima della rinuncia era quello a Rio per la GMG.
    Comunque non andiamo off topic
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  5. #15
    CierRino d'oro L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    Resta il fatto che non è la prima volta che un Papa si reca pellegrino ad Assisi, quindi da questo punto di vista non v'è nulla di eccezionale.

    Semmai è la prima volta che vi si reca un Papa di nome Francesco, ma semplicemente perchè è il primo Papa a portare questo nome.

    In quanto alla "vendita dell'oro" è chiaro che il Papa non ama lussi e sprechi, ma è altrettanto chiaro che le ricchezze sono in certa misura necessarie: per esempio, se io devo organizzare una mensa che da' da mangiare a numerosi poveri che altrimenti soffrirebbero la fame, come faccio se non dispongo delle somme necessarie?

  6. #16
    coram Deo
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    Nemmeno l'Osservatore Romano sa dire con certezza il 3 ottobre quello che il Papa farà o dirà il giorno 4, e La Repubblica sa già tutto? Possiedono delle facoltà divinatorie?

    Va bene che Scalfari è diventato amico del Papa, ma se lo tiene costantemente informato in anticipo di ogni passo che fa e di ogni parola che dice, poteva nominarlo Segretario di Stato al posto di Parolin!

  7. #17
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Aggiungiamo anche che tante delle cosiddette "ricchezze del Vaticano" sono costituite dalle opere d'arte dei Musei, le quali non sono proprietà privata del Papa o del Governatorato o di qualsiasi ente, ma patrimonio culturale dell'umanità.
    Comunque, ripeto, non stiamo commentando fatti concreti ma farneticazioni postate su Facebook o su altri siti, quindi non vale la pena di perdere ulteriore tempo
    Oboedientia et Pax

  8. #18
    coram Deo
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    Citazione Originariamente Scritto da ITER PARA TUTUM Visualizza Messaggio
    per esempio, se io devo organizzare una mensa che da' da mangiare a numerosi poveri che altrimenti soffrirebbero la fame, come faccio se non dispongo delle somme necessarie?
    Semplice, entri nel primo compro-oro (ormai ce n'è dappertutto) o da un antiquario e svendi ori, calici, pissidi, ostensori, reliquiari, candelieri, statue lignee, crocifissi, pianete ecc. frutto di secoli di devozione popolare!

    Quando poi, fra qualche mese, i quattro soldi che tiri su sono finiti, dici coi poveri che inizino a rosicchiare le panche...

    Aggiungiamo anche che tante delle cosiddette "ricchezze del Vaticano" sono costituite dalle opere d'arte dei Musei, le quali non sono proprietà privata del Papa o del Governatorato o di qualsiasi ente, ma patrimonio culturale dell'umanità.
    Senza contare che chiunque sia dotato di cervello arriva a capire che, se si vuol fare del bene, certe opere d'arte rendono molto di più musealizzate, che non battute all'asta.
    Ma tant'è...

  9. #19
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  10. #20
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    «Il Papa ad Assisi,
    scuola dell'incontro»


    Dalle finestre dell’episcopio di Perugia lo sguardo abbraccia gran parte del capoluogo umbro. Ed è come se da lì l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, fosse una sentinella sulle attese, i disagi e le speranze della gente umbra. Proprio quelle che domani presenterà a papa Francesco durante la Messa ad Assisi. «Come cristiani siamo chiamati non soltanto a entrare in dialogo con il mondo – spiega l’arcivescovo – ma a scegliere il dialogo come lo stile dell’annuncio. Francesco d’Assisi è stato il santo dell’incontro. Ed essere contemporanei, ossia far sì che la Chiesa si confronti con il nostro tempo, significa non sostituirsi a Cristo e al Vangelo, ma farli risplendere nella loro freschezza. Di tutto ciò c’è bisogno. E a questo ci esorta il Papa».

    Nel suo studio Bassetti sta ultimando il saluto a Bergoglio. Perché, da presidente della Conferenza episcopale umbra, sarà lui a dare il benvenuto al successore di Pietro. E la ragione è legata anche a una coincidenza: quest’anno l’Umbria offrirà l’olio per la lampada che risplende davanti alla tomba del patrono d’Italia. «Papa Francesco – sottolinea l’arcivescovo – viene in mezzo a noi per indicarci con maggiore vitalità e vigore la via da seguire come popolo di Dio. L’Umbria è terra che ha visto fiorire uomini e donne che sono stati autentici modelli di santità. Il Papa, giungendo ad Assisi, ci chiederà di valorizzare questo enorme patrimonio di testimonianza cristiana». Un tesoro spirituale che deve tradursi in vita quotidiana e farsi bussola per la Penisola, sostiene Bassetti. «Credo che la santità richiami la carità e non possa farne a meno. Stupende le parole pronunciate in un discorso ai padri conciliari da Paolo VI, Pontefice più volte citato da papa Francesco: "Dobbiamo aspirare alla Chiesa della carità, se vogliamo che essa abbia la capacità di rinnovarsi seriamente e trasformare il mondo intero". Ecco la fede, vissuta in modo serio, è forza che ci trasforma nell’intimo».

    La regione ha dato i nomi agli ultimi due Papi. Come a dire che l’Umbria coltiva un legame speciale con la Sede apostolica. «È vero, gli ultimi due Pontefici rimandano ai santi umbri più famosi al mondo, Benedetto e Francesco, che sono considerati le colonne della cristianità occidentale. La fusione benedettina fra la vita attiva e la contemplazione del mistero di Dio ha indicato un punto di non ritorno; e l’amore di Francesco per "madonna povertà" ha seguito sempre un puro filone evangelico, senza mai travalicare. Se ancor oggi le Chiese umbre dimostrano un attaccamento tutto particolare al Papa, esso è frutto di una storia plurisecolare».

    Semplicità, misericordia, attenzione agli ultimi, vicinanza a tutti, accoglienza sono dimensioni care a papa Francesco. «E direi che sono cardini della spiritualità francescana. Per questo le nostre parrocchie, ora più che mai, sono delle periferie che, pur senza snaturarsi o perdere la propria identità, possono ritrovare il centro nell’incontro, nell’ascolto, nel fare strada con gli uomini di oggi». Soprattutto quando la strada è segnata dalle difficoltà. «Penso al problema del lavoro – afferma Bassetti –. Qui sono in ginocchio le piccole e medie imprese, ma anche i grandi poli produttivi. Tutto ciò si ripercuote sulle famiglie e sui giovani. Chi manca di un impiego è una persona senza prospettive e senza speranza. Poi vorrei ricordare il consumo sempre più diffuso di stupefacenti che seminano tragedie e annientano l’immenso dono della vita». L’arcivescovo corre con la mente all’incontro fra il Papa e i giovani di fronte alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. «Lì ci saranno più di diecimila ragazzi. Ma altrettanti sono quelli che sperimentano l’insoddisfazione, la stanchezza, il bisogno. A loro deve andare la nostra attenzione come Chiesa. Dobbiamo avvicinarli e non aspettarli. E persuaderli che non sono soli: c’è chi si fida di loro».

    Domani, assieme al Papa, sarà un po’ tutta l’Italia, toccata dallo smarrimento e dalla delusione, ad affidarsi al santo di Assisi. «Le crisi – conclude Bassetti – sono sempre un bivio che richiedono decisioni, scelte, cambiamenti anche coraggiosi. In questi momenti è opportuno tornare ai valori fondanti di una società. E da Assisi può venire lo slancio verso un rinnovamento serio nella vita del Paese».

    Giacomo Gambassi


    fonte: Avvenire
    Oboedientia et Pax

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