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Discussione: Interviste, dialoghi e testi non magisteriali di Papa Francesco

  1. #1291
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    Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica:
    163. Come considerare i cristiani non cattolici?
    Nelle Chiese e comunità ecclesiali, che si sono staccate dalla piena comunione della Chiesa cattolica, si trovano molti elementi di santificazione e di verità. Tutti questi beni provengono da Cristo e spingono verso l'unità cattolica. I membri di queste Chiese e Comunità sono incorporati a Cristo nel Battesimo: noi li riconosciamo perciò come fratelli.
    Primus Petrus apóstolus; nec Paulus impar grátia,
    electiónis vas sacræ Petri adæquávit fidem.
    (Liturgia Horarum, Hymnus ad Laudes matutinas in sollemnitate SS. Petri et Pauli)

  2. #1292
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Il Dicastero per la Comunicazione, la Biblioteca Apostolica Vaticana,

    i Musei Vaticani e RAI Cultura


    presentano:

    VOLTI DEI VANGELI

    Gli incontri di Gesù raccontati da Papa Francesco

    Con un contributo di Roberto Benigni


    In onda su Rai Uno in prima serata la Domenica di Pasqua, 17 aprile 2022


    “Continuo a consigliare il contatto giornaliero con il Vangelo perché se tu non hai contatto giornaliero con la persona amata, difficilmente potrai amare… L’amore è il contatto continuo, è il parlare continuo, è ascoltare l’altro, guardarlo. L’amore è condividere… E poi, c’è un’altra cosa, molto, molto difficile: se tu non hai contatto con il Cristo vivo, quello del Vangelo, sicuramente avrai contatto con le idee, o con le ideologie sul Vangelo”.

    Sono le parole con cui Papa Francesco introduce “Volti dei Vangeli”, un programma realizzato dal Dicastero per la Comunicazione con Rai Cultura, in collaborazione con la Biblioteca Apostolica Vaticana e i Musei Vaticani, che andrà in onda su Rai Uno in prima serata la Domenica di Pasqua, 17 aprile.

    “Volti dei Vangeli” è un programma di Andrea Tornielli e Lucio Brunelli, con la fotografia e la regia di Renato Cerisola e le musiche di Michelangelo Palmacci.

    Il programma raccoglie alcune delle riflessioni che nei nove anni del suo pontificato Francesco ha dedicato, nelle omelie durante la celebrazione mattutina della Messa a Santa Marta (alcune delle quali inedite) negli Angelus e in altre occasioni, ai protagonisti dei Vangeli: la chiamata dell’esattore delle tasse Matteo; il Buon Ladrone crocifisso accanto a Gesù capace di “rubargli” il paradiso; il dramma dell’apostolo Giuda; i volti delle donne, la testimone della resurrezione Maddalena e l’Adultera salvata dalla lapidazione; gli sguardi tra Pietro e Gesù; il silenzio di Giuseppe padre e custode; Ponzio Pilato che lavandosi le mani condanna a morte il Nazareno; la parabola del Buon Samaritano che si lascia commuovere dall’uomo ferito; l’abbraccio del padre misericordioso al Figliol Prodigo.

    La voce del Papa accompagna lo spettatore dentro le scene evangeliche, rappresentate dai grandi artisti nei quadri, negli affreschi, nelle miniature dei codici e nelle sculture, molte delle quali appartenenti al tesoro di bellezza conservato in Vaticano.

    Ogni personaggio che incontra Gesù viene raccontato dal Papa ed è illustrato da immagini famose ma anche sconosciute e inedite attraverso l’obiettivo del fotografo-regista che “entra” nei quadri, negli affreschi e nelle miniature e nei loro dettagli.

    L’incontro con i Vangeli e con questi protagonisti è stato poi oggetto di una lunga intervista che il Papa ha concesso agli autori del progetto e che serve da fil rouge della narrazione.

    La serata evento di domenica 17 aprile, presentata da Monica Maggioni, direttrice del TG1, sarà aperta da un contributo che Roberto Benigni ha preparato per l’occasione, dedicato al volto gioioso di Gesù nel giorno della Pasqua di Resurrezione.

    La serie completa, in tre puntate, di “Volti dei Vangeli” sarà successivamente messa in onda da Rai Cultura sul canale Rai 5.

    “Abbiamo pensato a questo programma come a un’occasione di incontro, di riflessione, e di riscoperta della bellezza del Vangelo in un tempo segnato da così tante brutture. Il risultato è un prodotto unico, non catalogabile. Bello proprio perché unico. Una risposta alla tirannia del tempo, della fretta, della smemoratezza, della cultura dell’indifferenza e della sintassi semplificata che regola le nostre vite e che spesso mortifica la verità. È come se il Papa ci prendesse per mano e ci accompagnasse in un viaggio verso la verità dell’incontro”, dichiara Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la comunicazione. “Di questo dobbiamo essere grati a lui innanzitutto per le sue parole, ai Musei Vaticani e alla Biblioteca Apostolica Vaticana per aver condiviso le immagini di capolavori senza tempo, agli autori al regista e agli operatori per il loro lavoro, a Roberto Benigni per il suo prezioso contributo introduttivo, e alla Rai che ci ha accompagnato nella realizzazione di questo progetto che ora offre ai telespettatori come regalo di Pasqua”.


    «Apostolórum pássio diem sacrávit sæculi,
    Petri triúmphum nóbilem, Pauli corónam præferens».




  3. #1293
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    «Apostolórum pássio diem sacrávit sæculi,
    Petri triúmphum nóbilem, Pauli corónam præferens».




  4. #1294

  5. #1295

  6. #1296
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    https://www.vaticannews.va/it/papa/n...ra-martin.html


    Le bellissime parole del Papa per la comunità LGBT.
    "Vicinanza, Misericordia e Tenerezza"
    Sono questi i santi apostoli che con il loro sangue hanno fecondato la Chiesa!

  7. #1297
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    Concordo. Ancora una volta il Santo Padre ci ha donato un insegnamento utilissimo.
    Troppo spesso noi assumiamo atteggiamenti discriminatorii nei confronti d’alcune categorie di persone, la qual cosa è errata, giacché l’Amore di Dio nei confronti dei Suoi figli è incondizionato, assoluto e gratuito per tutti, e, quindi, sì dev’essere la nostra carità nei confronti di tutti i nostri fratelli. Contro il male e contro il peccato, nell’integerrima difesa della Verità e della Fede, sì, ma mai contro le persone. Perché il Signore disdegna interamente i peccati, ma non i peccatori.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 09-05-2022 alle 21:19
    «Apostolórum pássio diem sacrávit sæculi,
    Petri triúmphum nóbilem, Pauli corónam præferens».




  8. #1298
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    INCONTRO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
    CON I PARTECIPANTI AL “TRENO DEI BAMBINI” DEL “CORTILE DEI GENTILI”


    Cortile di San Damaso
    Sabato, 4 giugno 2022


    Bambino

    Papa Francesco, sono Mattia Mordente, vorrei farti una domanda. So che hai visitato molti Paesi dell’estero, soprattutto Paesi poveri, per parlare con i capi di Stato e anche pregare per quei Paesi, per migliorarli. Ma secondo te, qual è stato il Paese che hai visitato che è migliorato di più grazie a te?

    Papa Francesco

    Ti dico una cosa: ogni Paese ha la propria peculiarità, e io mi domando qual è la peculiarità più ricca di un Paese. E tu sai qual è la peculiarità più ricca di un Paese? La gente. La gente è sempre la gente, sono uguali in un certo punto, ma ogni persona è differente, è distinta, ha la propria ricchezza, e a me quello che impressiona è vedere come i diversi popoli sono ricchi con una ricchezza speciale per quel Paese. Anche qui, di voi: ognuno di voi ha la propria ricchezza, la ricchezza della propria anima. Perché il cuore di ognuno di noi, l’anima di ognuno di noi non è uguale all’altra, no! Non esistono i cuori uguali, le anime uguali, ognuno di noi ha la propria ricchezza. E questo vale anche per i Paesi. Nei Paesi che io visito, ho visto sempre ricchezze speciali: questo in un certo modo, questo in un altro… È la bellezza della creazione. E dobbiamo vederla in ognuno di noi. Se noi impariamo a vedere la gente con il cuore, a guardare con il cuore, a sentire con il cuore, a pensare con il cuore, troveremo questa ricchezza di ogni persona, che è diversa l’una dall’altra, è sempre bellissima e differente. Capito?

    Bambino

    Ok, sì.

    Papa Francesco

    Vai, sei bravo, dai!

    Bambino

    Sono Edgar Murario, bambino e fratello gemello di un bambino pure presente qui. Non ho molte cose da dirLe ma una sola domanda da proporLe: come ci si sente a essere Papa?

    Papa Francesco

    L’importante, in qualsiasi mestiere in cui la vita ti metta, è che tu non smetti di essere tu, con la tua propria personalità. Se una persona, per entrare in un posto, o se la vita lo ha messo in quel posto, cambia la personalità, è una persona artificiale, e in questo si perde. Bisogna sempre sentire le cose come vengono, con autenticità: mai, mai travestire i sentimenti. Allora, come mi sento io come Papa? Come una persona, come ognuno di voi nel proprio mestiere, nel proprio lavoro. Perché anche io sono una persona come voi, e se io ho questo mestiere devo cercare di farlo nel modo più umile e più secondo la mia personalità, senza cercare di fare cose estranee a quello che io sono. Per esempio, io ti domando: “Come ti senti tu, o tuo fratello gemello, come ti senti tu?” – “Io mi sento così”. Questo è importante non perderlo. Anche quando una persona cresce e poi si trova con questa carica, con questo lavoro o quell’altro, non dimenticare che tu sei questa persona, e non perdere quel sentimento.

    Rispondendo alla tua domanda: come mi sento con questo ufficio, con questo servizio da Papa? Cerco di essere me stesso, di non prendere posizioni artificiali. Non so se questo serve a te.

    Bambino

    Ok, grazie.

    Bambina

    Buongiorno, Santo Padre. Io mi chiamo Nicole Malizia e ho una domanda da farLe. Vorrei sapere: quali responsabilità si sente di avere ad essere Papa o comunque la persona più importante del mondo?

    Papa Francesco

    Questo di sentire la responsabilità è una cosa che dobbiamo sentire tutti, ognuno di noi. Ognuno di noi ha la propria personalità e anche la propria responsabilità. Tu, adesso, studi, hai la tua responsabilità di studiare, di uno studente; hai anche la tua responsabilità di portare certe cose nella famiglia. Se noi pensiamo che ognuno di noi ha la propria responsabilità, stiamo pensando che la nostra vita non è per noi stessi ma è per gli altri e anche per il servizio agli altri, per essere vicini agli altri. Adesso arrivo alla tua domanda: come mi sento io? È vero che è una responsabilità un po’ pesante, a volte, perché ti fa paura. Ma io cerco di sentirla nel modo più naturale, perché se il Signore mi ha chiesto questo, è perché Lui mi darà la forza di non sbagliare, stare attento a non sbagliare. Sento la mia responsabilità come un servizio, come tu sentirai la tua come un servizio agli altri, alla tua famiglia, e quando ti sposerai, alla tua famiglia, a tutti. Il servizio: la responsabilità di servire gli altri, essere di aiuto agli altri; non essere sopra gli altri, come una persona che comanda, no, no. Come uno degli altri che, se ha l’ufficio di comandare, lo fa come ognuno di noi. Hai capito?

    Bambina

    Sì: La ringrazio molto.

    Papa Francesco

    Grazie a te.

    Bambina

    Buongiorno. Sono Caterina Lastorza. Volevo domandarLe: ma è faticoso essere Papa?

    Papa Francesco

    Nella vita, sempre ci sono momenti di fatica. Ogni mestiere, ogni lavoro che noi prendiamo ha sempre una parte di fatica. Si fatica a studiare, per esempio, si fatica a fare questo ufficio, quell’altro, quell’altro, quel servizio… E anche il Papa ha le proprie fatiche, no? La strada per portare le fatiche dev’essere una strada normale, come ogni persona: ognuno di noi porta le proprie fatiche; e risolvere le fatiche in un modo umano, in un modo normale. Ma se tu mi domandi: è troppo più faticoso del lavoro di un papà e di una mamma? No, no. Dio dà le forze per portare le proprie fatiche a ognuno di noi, e non è una cosa più. Ma si deve fare con onestà, con sincerità e con il lavoro, come papà e mamma portano avanti il mestiere di papà e mamma. Hai capito?

    Bambina

    Sì, grazie tante.

    Bambino

    Salve, mi chiamo David Murario e ho soltanto una cosa da chiederLe: come si sente a stare così tanto a contatto con il Creatore della Terra, cioè Dio?

    Papa Francesco

    Questa è una cosa bella che tu domandi, sai?, perché nella vita c’è il pericolo di dimenticare Dio, e non essere in contatto. “No, ma io mi arrangio da me stesso e faccio le cose…”. Eh, questa strada è pericolosa! Sempre, una o due volte al giorno, bisogna ricordare che il Signore è con noi, che il Signore ci accompagna, che il Signore ci guarda. E sentirsi guardati dal Signore è importante per andare avanti a fare il proprio lavoro con sincerità e con forza. Il Signore guarda anche te, guarda te e guarda il tuo fratellino. Il Signore è vicino a ognuno di noi e ci guarda, e con questo sentire il Signore vicino noi possiamo andare avanti bene. Ma la cosa brutta è quando noi non vogliamo sentire vicino il Signore, e la nostra preferenza è sentire vicino questo, questo, questo ma allontanare il Signore. No. Il segreto è sentire il Signore vicino. E questo ti accompagna tutta la vita.

    Bambino

    Ok, grazie. E Le volevo chiedere anche un’altra cosa. Quando Lei vede dei bambini con dei problemi, disabilità di sensi, come si sente? Li va ad aiutare e dà loro dei consigli, oppure segue la Sua strada?

    Papa Francesco

    Quando noi guardiamo una persona, mai dobbiamo sentirci superiori a quella persona. Per esempio, se io guardo te e penso che consiglio devo darti, non va bene. Prima devo ascoltarti, prima sentirti e poi dire quello che viene dal cuore. Io ti ho guardato vicino al tuo fratellino, al tuo gemellino; ti ho guardato e ho visto come ti muovevi lì e mi è venuto in mente: “Questo ragazzo è bravo. Quale consiglio dovrei dare a un ragazzo bravo? Sii umile e ringrazia Dio che ti ha dato questa forza e questa bravura”. E quando io guardo i bambini, come tu dici, che hanno qualche limitazione, qualche disabilità, penso che il Signore ha dato loro altre cose, altre cose belle. Una delle cose che, ti confesso, a me tocca il cuore quando mi trovo con persone non vedenti, tante volte, tante volte mi dicono: “Posso guardarLa?”. Io, all’inizio, non capivo, ma poi ho detto: “Sì”, e loro, con le mani, toccavano la faccia e mi guardavano. Cosa vedo, lì? La creatività: una persona che ha una limitazione sempre trova la forza per andare oltre la limitazione e questa è una creatività, una capacità di essere creativo che è una sfida a quel bambino, a quella bambina che ha quella limitazione. E questo bisogna lodarlo. E tu, che non hai delle limitazioni, cerca anche tu di essere creativo: non abituarti a fare le cose, no, cerca di essere creativo, perché la creatività è quello che ci assomiglia a Dio. Capito?

    Bambino

    Sì, grazie.

    Bambino ucraino (traduzione)

    Mi chiamo Sachar, vengo dall’Ucraina. Non ho una domanda ma piuttosto una richiesta: può venire in Ucraina per salvare tutti i bambini che adesso soffrono lì?

    Papa Francesco

    [saluto ucraino] Sono contento che tu sia qui. Io penso tanto ai bambini in Ucraina, e per questo ho inviato alcuni Cardinali che aiutino lì e siano vicino a tutta la gente, ai bambini. Io avrei voglia di andare in Ucraina; soltanto, devo aspettare il momento per farlo, sai?, perché non è facile prendere una decisione che può fare più del male a tutto il mondo che del bene. Devo cercare il momento giusto per farlo. Questa settimana prossima io riceverò rappresentanti del governo dell’Ucraina, che verranno a parlare, a parlare anche di una eventuale visita mia lì. Vediamo cosa succede.

    Bambino

    Grazie.

    Bambino

    Papa Francesco, vorrei chiederti due cose: tu sei appassionato di calcio, hai quattro fratelli; tuo papà era un ferroviere e tua mamma era casalinga. Vorrei chiederti una cosa, un’altra: come è stata la tua vita? Come hai vissuto? Felice?

    Papa Francesco

    Va bene. Tu hai parlato di papà, di mamma: papà lavorava, mamma era casalinga, noi siamo cinque fratelli. E poi, quando eravamo bambini, andavamo tutti insieme, con papà e mamma, allo stadio, la domenica, per guardare la partita, perché ci piaceva il calcio, tanto. Io giocavo a calcio, ma sai, io non ero bravo e i miei compagni mi chiamavano pata dura, cioè gamba dura, perché non riuscivo. E per questo mi chiedevano di fare il portiere, perché non dovevo muovermi, e come portiere me la cavavo, più o meno. Questo è stato il mio rapporto con lo sport in famiglia. I miei fratelli sono morti tutti, tranne l’ultima, che ancora è viva; io sono il più grande e la più piccola vive ancora. Questi sono dei bei ricordi della famiglia.

    Bambina

    Santo Padre, prega per me, per i bambini malati.

    Papa Francesco

    È bello quello che… Come ti chiami, tu?

    Bambina

    Ludovica.

    Papa Francesco

    Quello che Ludovica ha detto è bellissimo: “Prega per me”. È una cosa che noi dobbiamo chiedere uno per l’altro, che preghino per ognuno di noi. La preghiera. Perché pregare per uno di noi è come attirare lo sguardo di Dio su di noi. La preghiera è attirare lo sguardo di Dio. Quando tu preghi, Dio ti guarda. E questo che tu hai chiesto è una cosa bellissima. Anche tu preghi per gli altri, sai? Tu prega per me e io pregherò per te, e questo rapporto di chiedere preghiere è un rapporto di fratellanza, di amicizia, di due o tre persone che chiedono che Dio le guardi. Pregare è attirare lo sguardo di Dio su di noi, e questo è bello. Avanti!


    Copyright © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana


    (Fonte, dal sito della Santa Sede).
    «Apostolórum pássio diem sacrávit sæculi,
    Petri triúmphum nóbilem, Pauli corónam præferens».




  9. #1299
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    Segnalo anche qui, sendoché il filone riguardante la guerra in Ucraina nella sezione Sacrestia non è pubblico, queste stupende parole del Santo Padre:


    «Apostolórum pássio diem sacrávit sæculi,
    Petri triúmphum nóbilem, Pauli corónam præferens».




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