Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 6 di 6 PrimaPrima ... 456
Risultati da 51 a 57 di 57

Discussione: Inni liturgici - Traduzione ritmica, cantabile

  1. #51
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    11,421
    Audit tyránnus ánxius

    Inno per la festa dei Santi Innocenti.

    Testo latino


    Audit tyránnus ánxius
    adésse regum príncipem,
    qui nomen Israel regat
    teneátque David régiam.

    Exclámat amens núntio:
    "Succéssor instat, péllimur;
    satélles, i, ferrum rape,
    perfúnde cunas sánguine!"

    Quo próficit tantum nefas?
    Quid crimen Heródem iuvat?
    Unus tot inter fúnera
    impúne Christus tóllitur.

    Salvéte, flores mártyrum,
    quos lucis ipso in límine
    Christi insecútor sústulit
    ceu turbo nascéntes rosas.

    Vos prima Christi víctima,
    grex immolatórum tener,
    aram sub ipsam símplices
    palma et corónis lúditis.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui natus es de Vírgine,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula.
    Amen
    Traduzione ritmica


    Erode ascolta in ansia:
    è giunto il Re dei principi,
    potrà regnar su Israel
    e il trono aver di Davide.

    Furente grida al nunzio:
    “L’usurpatore elimina;
    orsù, la spada sguaina,
    le case e culle insanguina”.

    A che un tale crimine?
    Erode ha forse un utile?
    Fra tanta strage orribile
    è al sicuro il Figlio.

    O fiori, o primi martiri!
    All’alba, all’inizio,
    Erode come un turbine
    vi spezza rose in boccio.

    Per Cristo prime vittime,
    d’agnelli gregge tenero,
    lì presso all’ara semplici
    con palme divertitevi.

    A te, Gesù, sia gloria
    che nasci dalla Vergine
    col Padre e l’almo Spirito
    per gli infiniti secoli.
    Amen
    Traduzione letterale


    Il tiranno apprende con preoccupazione
    che è presente [nel mondo] il re dei re,
    onde regga la stirpe di Israele
    e occupi la reggia di Davide.

    Alla notizia grida furente:
    "Un usurpatore incalza, fermiamolo;
    guardie, afferrate le spade
    e inondate di sangue le culle".

    A chi serve un così grave delitto?
    In che un crimine aiuterà Erode?
    Soltanto Cristo passerà [certamente]
    senza danno tra tante uccisioni.

    Salute a voi, o fiori dei martiri,
    che colui che inseguiva Cristo
    fece uccidere proprio sul fare del giorno,
    come [fa] una tempesta [con] le rose nascenti.

    Voi, prime vittime [immolate] per Cristo,
    tenero gregge di immolati,
    giocate sotto il suo altare
    con la palma e le corone.

    A te sia gloria, Gesù,
    che nascesti dalla Vergine,
    con il Padre e lo Spirito che dà vita,
    per i secoli eterni.
    Amen


    Ritorna all'Indice degli Inni

  2. #52
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    11,421
    Amore Christi nobilis


    Inno per la festa di S. Giovanni Apostolo ed Evangelista.

    Testo latino

    Amore Christi nobilis,
    Et filius tonitrui,
    Arcana Ioannes Dei
    Fatu revelavit sacro.

    Captis solebat piscibus
    Patris senectam pascere:
    Turbante dum natat salo,
    Immobilis fide stetit.

    Hamum profundo merserat,
    Piscatus est verbum Dei:
    Iactavit undis retia,
    Vitam levavit hominum.

    Piscis bonus pia est fides,
    Mundi supernatans salum,
    Subnixa Christi pectore,
    Sancto locuta Spiritu.

    In principio erat Verbum,
    Et Verbum erat apud Deum;
    Et Deus erat Verbum:
    Hoc erat in principio apud Deum.

    Omnia per ipsum facta sunt:
    Sed ipse laude resonet,
    Et laureatus spiritu
    Scriptis coronetur suis.

    Commune multis passio,
    Cruorque delictum lavans:
    Hoc morte præstat martyrum,
    Quod fecit esse martyres.

    Vinctus tamen ab impiis,
    Calente olivo dicitur
    Tersisse mundi pulverem,
    Stetisse victor æmuli.

    Gloria tibi, Domine;
    Gloria Unigenito;
    Una cum sancto Spiritu,
    In sempiterna sæcula.
    Amen
    Traduzione ritmica

    Da Cristo amato e nobile
    e al tuono fatto simile,
    Giovanni per lo Spirito
    svelò misteri altissimi.

    Coi pesci di Genesaret
    nutriva il padre vecchio:
    sui flutti pur muovendosi
    fu nella fede stabile.

    A fondo l’amo lancia
    e pesca il Verbo amabile:
    la rete getta e coglie
    la Vita degli uomini.

    Ottimo pesce è il credere,
    sta sopra il mondo in furia,
    sul cuor di Cristo poggia
    e parla con lo Spirito.

    “Il Verbo era in principio
    e in Dio il Verbo inabita
    e anche Dio è il Figlio:
    e presso Dio in principio.

    Per lui creato è ogn'essere”.
    Di lui sia lode celebre:
    edotto dallo Spirito
    gli scritti lo incoronano.

    In Cristo molti muoiono
    nel sangue suo lavandosi.
    Più grande del martirio
    è suscitare martiri.

    Gli empi l’incatenano
    e in caldo olio immergono
    che toglie ogni sua macchia,
    e così vince Satana.

    Al Padre sia la gloria
    e al solo suo Figlio
    insieme al Paraclito
    negli infiniti secoli.
    Amen
    Traduzione letterale

    Nobile dell'amore di Cristo
    e figlio del tuono,
    Giovanni per sacro destino
    rivelò i misteri di Dio.

    Soleva nutrire la vecchiaia
    del padre con catturati pesci;
    mentre ondeggia sul mare agitato
    ristette immobile per la fede.

    Aveva immerso l'amo nel profondo
    e la sua pesca fu il Verbo di Dio;
    gettò le reti nelle onde,
    e tirò su la vita degli uomini.

    Buon pesce è la devota fede
    che nuota sul mare del mondo
    appoggiata sul petto di Cristo,
    a colloquio con lo Spirito Santo.

    In principio era il Verbo,
    e il Verbo era presso Dio
    e il Verbo era Dio, questo
    era in principio presso Dio;

    tutto era stato fatto per mezzo suo.
    Ma egli stesso risuoni della sua lode,
    e glorificato dallo Spirito,
    sia incoronato per i suoi scritti.

    Comune a molti è la passione,
    e il sangue che lava il peccato;
    ma Egli è più in alto della morte dei martiri
    perchè li fece essere martiri.

    Tuttavia si dice che incatenato dagli empi,
    nell'olio bollente sia stato mondato
    dalla polvere del mondo,
    e sia stato vincitore dell'avversario.

    Sia gloria a Te, Signore;
    gloria all'Unigenito;
    insieme allo Spririto Santo,
    nei secoli dei secoli.
    Amen

    La traduzione letterale dell'inno è di Luca Canali, dal libro: "Ambrogio, INNI, Armando Dadò editore".

    Ritorna all'Indice degli Inni

  3. #53
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    11,421
    Grates tibi, Iesu, novas


    Inno per la festa dei santi Gervaso e Protaso (19 giugno).

    Testo latino


    Grates tibi, Iesu, novas,
    Novi repertor muneris,
    Protasio, Gervasio,
    Cano, repertis fratribus.

    Piæ latebant hostiæ,
    Sed non latebat fons sacer,
    Latere sanguis non potest
    Qui clamat ad Deum Patrem.

    Cælo refulgens gratia
    Artus revelavit sacros:
    Nequimus esse martyres,
    Sed invenimus martyres.

    Hic quis requirat testium
    Voces, ubi factum est fides?
    Sanatus impos mentium
    Opus fatetur martyrum.

    Cæcus, recepto lumine,
    Mortis sacræ meritum probat:
    Severus est nomen viro,
    Usus minister publici.

    Ut martyrum vestem attigit,
    Et ora tersit nubila,
    Lumen refulsit illico,
    Fugitque pulsa cæcitas.

    Soluta turba vinculis,
    Spiris draconum libera,
    Emissa totis urbibus,
    Domum redit cum gratia.

    Vetusta sæcla vidimus,
    Iactata semicinctia,
    Tactuque et umbra corporum
    Ægris salutem redditam.

    Patri simulque Filio
    Tibique, Sancte Spiritus,
    Sicut fuit, sit iugiter
    Sæclum per omne gloria. Amen
    Traduzione ritmica


    Per voi beati martiri
    Protasio e Gervasio
    tesoro caro e fulgido
    è oggi il mio grazie.

    Dall’ignorato tumulo
    zampilla il prodigio.
    Celare il sangue è impari:
    al cielo grida libero.

    Dall’alto chiare e fulgide
    ci appaiono le vittime.
    Più non moriamo martiri
    ma ritroviamo i martiri.

    Chi cerca testi idonei
    là dove è un fatto il credere?
    Un ammalato povero
    guarito esalta i martiri.

    Ritorna un cieco a scorgere:
    l’attesta a loro merito.
    Severo lo chiamavano
    e tutti lo conoscono.

    Toccò la sacra tunica
    gli occhi detergendosi:
    la lunga notte squarcia,
    la luce vede subito.

    La turba accorre fervida.
    Guarita dal demonio
    ritorna a casa libera
    levando a Dio gloria.

    Le antiche età rivivono:
    gli infermi si risanano
    se gli indumenti toccano
    o l’ombra delle spoglie.

    A te, o Padre, il cantico
    e all’unico tuo Figlio
    insieme al Santo Spirito
    ognora lode e gloria. Amen
    Traduzione letterale


    Ritrovati i martiri Gervasio
    e Protasio, io scopritore
    di questo nuovo dono, canto
    un nuovo inno di gratitudine.

    Erano celate le pie ostie,
    ma non era nascosto il sacro fonte:
    non può restare celato il sangue
    che innalza invocazioni a Dio Padre.

    La grazia che rifulge dal cielo
    rivelò le sacre membra:
    non abbiamo potuto essere martiri,
    ma abbiamo ritrovato i martiri.

    Chi richiederebbe qui la voce di testimoni
    dove l'evento stesso ne fa fede?
    un malato di mente risanato
    conferma l'opera dei martiri.

    Un cieco che ha recuperato la vista
    attesta il merito di quella morte santa;
    Severo han nome quest'uomo
    addetto ad un pubblico ufficio.

    Appena toccò la veste dei martiri
    e deterse gli occhi annebbiati,
    all'istante rifulse la sua luce
    e fuggì scacciata la cecità.

    La turba, che era giunta da tutte le città,
    sciolta dalle catene,
    libera dalle spire dei demoni,
    ritorna a casa con gratitudine.

    Abbiamo rivisto i tempi antichi,
    le cinture gettate e restituita
    la salute agli infermi dal contatto
    e dall'ombra dei corpi dei martiri.

    Al Padre e al Figlio
    e a te, Santo Spirito
    come fu, sia sempre
    gloria per tutti i secoli. Amen

    La traduzione letterale dell'inno è di Luca Canali, dal libro: "Ambrogio, INNI, Armando Dadò editore".

    Ritorna all'Indice degli Inni
    Ultima modifica di Ambrosiano; 29-10-2020 alle 21:47

  4. #54
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    11,421
    Te saeculòrum Prìncipem


    Inni dei Vespri della solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo.

    Testo latino


    Te sæculórum príncipem,
    te, Christe, regem géntium,
    te méntium, te córdium
    unum fatémur árbitrum.

    Scelesta turba clamitat:
    regnare Christum nolumus,
    te nos ovántes ómnium
    regem suprémum dícimus.

    O Christe, princeps pácifer,
    mentes rebélles súbjice,
    tuóque amóre dévios
    ovíle in unum cóngrega.

    Ad hoc cruénta ab árbore
    pendes apértis bráchiis,
    diráque fossum cúspide
    cor igne flagrans éxhibes.

    Ad hoc in aris ábderis
    vini dapísque imágine,
    fundens salútem fíliis
    transverberáto péctore.

    Te natiónum Præsides
    honóre tollant público,
    colant magístri, júdices,
    leges et artes éxprimant.

    Submíssa regum fúlgeant
    tibi dicáta insígnia:
    mitíque sceptro pátriam
    domósque subde cívium.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui sceptra mundi témperas,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna sæcula. Amen
    Traduzione ritmica


    Te Cristo Re dei secoli
    diciamo alto e fervidi,
    Signore sei dei popoli,
    dei cuori solo arbitro.

    La turba grida stolida:
    "Su noi Gesù non domini!"
    ma noi cantiamo unanimi:
    “Per noi tu sei Re unico".

    O Cristo, Re mitissimo,
    chi è ribelle domalo,
    gli erranti tu amabile
    aduna pietosissimo.

    Per questo in croce sanguini,
    spalanchi le tue braccia.
    Colpito dalla lancia
    il cuor tu mostri vivido.

    Ti celi eucaristico
    nel pane e vino mistici,
    salvezza ai figli generi
    dal cuore che trafissero.

    A Te che guidi i popoli
    onore, e sia pubblico!
    Cultura, arti libere
    e leggi lo dimostrino.

    Dei re soggette siano
    le insegne e a Te risplendano:
    con mite scettro domini
    città, famiglie e patria.

    A te, Gesù, sia gloria
    che il mondo intero moderi
    col Padre e l'almo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen
    Traduzione letterale


    Te, principe dei secoli,
    te, o Cristo, re delle genti,
    te riconosciamo unico arbitro
    delle menti e dei cuori.

    La turba scellerata grida:
    non vogliamo che Cristo regni [su noi],
    noi invece, in un’ovazione,
    diciamo te re supremo di tutto il creato.

    O Cristo, principe pacifico,
    assoggetta le menti ribelli
    e, con il tuo amore,
    raduna in un unico ovile i dispersi.

    Per questo sei affisso a braccia aperte
    sull’albero cruento [della croce],
    e mostri il cuore ardente d’amore,
    trafitto da una crudele lancia.

    Per questo ti nascondi sugli altari,
    sotto le specie del vino e del pane,
    effondendo la salvezza per i figli,
    dal costato trafitto.

    A te i capi delle nazioni
    diano pubblico onore,
    ti adorino i maestri, i giudici,
    le leggi e le arti esprimano te.

    Sottomesse le insegne dei re
    rifulgano a Te dedicate:
    e col tuo mite scettro
    la patria e le case dei cittadini governi.

    A te sia gloria, Gesù,
    che reggi gli scettri del mondo,
    con il Padre e lo Spirito
    che dà vita per i secoli eterni. Amen

    Qui si può ascoltare la melodia originale:
    https://www.youtube.com/watch?v=J8Sk5u5ee8I

    Ritorna all'Indice degli Inni
    Ultima modifica di Ambrosiano; 06-11-2020 alle 16:58

  5. #55
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    11,421
    Verbum supèrnum pròdiens


    Inno alle Lodi del giorno del Corpus Domini.

    Testo latino


    Verbum supérnum pródiens
    nec Patris linquens déxteram,
    ad opus suum éxiens
    venit ad vitæ vésperam.

    In mortem a discípulo
    suis tradéndus æmulis,
    prius in vitæ férculo
    se trádidit discípulis.

    Quibus sub bina spécie
    carnem dedit et sánguinem,
    ut dúplicis substántiæ
    totum cibáret hóminem.

    Se nascens dedit sócium,
    convéscens in edúlium,
    se móriens in prétium,
    se regnans dat in præmium.

    O salutáris hóstia,
    quæ cæli pandis óstium,
    bella premunt hostília:
    da robur, fer auxílium.

    Uni trinóque Dómino
    sit sempitérna glória,
    qui vitam sine término
    nobis donet in pátria. Amen.
    Traduzione ritmica


    Nei cieli il Verbo inabita,
    ma volle tra noi nascere;
    or compie in terra l'opera
    nell'ultimo suo vespero.

    Col bacio il suo discepolo
    lo indica ai carnefici,
    ma prima ai suoi apostoli
    sè stesso in cibo donasi.

    Ad essi volle porgere
    il pane e il vino mistici
    perché in modo duplice
    si nutra l'uomo integro.

    Nascendo a noi si associa
    diventa cibo a tavola,
    morendo ci risparmia,
    regnando è nostro premio.

    O santa e pura vittima
    del ciel la porta aprici:
    tremende lotte premono,
    vigore e aiuto donaci.

    A Dio Trino e Unico
    sia sempre eterna gloria:
    la vita senza termine
    ci doni nella patria. Amen.
    Traduzione letterale


    Il Verbo celeste nascendo,
    pur senza lasciare la destra del Padre,
    crescendo fino al momento di compiere
    la propria missione giunse al vespro della vita.

    Mentre stava per essere consegnato dal [reo] discepolo
    ai suoi [invidiosi] nemici per morire,
    prima consegnò sé stesso ai discepoli
    come cibo di vita.

    A questi, sotto le due specie
    diede la [propria] carne e il sangue;
    affinché cibassero l’umanità
    intera della duplice sostanza.

    Nascendo, si diede come compagno,
    cenando insieme, [si diede] come cibo,
    morendo, [si diede] come riscatto,
    regnando, si dà come premio.

    O Ostia di salvezza,
    che apri le porte del cielo,
    ci opprimono le potenze nemiche,
    dacci la forza, prestaci soccorso.

    Sia gloria eterna
    all’Uno e Trino Signore:
    [Lui] ci doni nella patria celeste
    la vita senza fine. Amen

    La melodia ambrosiana per quest'inno è molto semplice, a differenza della gregoriana più complessa:


    Ritorna all'Indice degli Inni

  6. #56
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    11,421
    Optatus votis omnium

    Inno per i Vespri del giorno dell'Ascensione.
    Nella liturgia ambrosiana l'Inno si chiama "Optatus orbis gaudio" e pur con qualche variante, è sostanzialmente identico al gregoriano.

    Testo latino


    Optátus votis ómnium
    sacrátus illúxit dies,
    quo Christus, mundi spes, Deus,
    conscéndit caelos árduos.

    In altum ascéndens Dóminus
    sedem revisit própriam;
    caeli triúmphant cárdines,
    quod victor intrat sídera.

    Magni triúmphum proélii,
    mundi perémpto príncipe,
    Patri praeséntans nóbilem
    victícis carnis glóriam.

    In nube fertur lúcida
    et spem facit credéntibus,
    iam paradisum réserans,
    quem protoplásti cláuserant.

    O grande cunctis gáudium,
    quod partus nostræ Virginis
    post dira flagra, post crucem
    patérnæ sedi iúngitur.

    Agámus ergo grátias
    nostrae salútis vindici,
    nostrum quod corpus véxerit
    sublime ad caeli régiam.

    Sit nobis cum caélestibus
    commune manens gáudium:
    illis, quod semet óbtulit,
    nobis, quod se non ábstulit.

    Nunc provocátis áctibus
    Christum opperiri nos decet,
    vitáque tali vivere
    quae possit caelum scándere.

    Iesu, tibi sit glória
    qui victor in caelum redis,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna saécula. Amen.
    Traduzione ritmica


    Da tutti atteso, fulgido,
    sorto è il giorno magnifico
    in cui Gesù con gloria
    salì nei cieli altissimi.

    Lassù salendo splendido
    ritorna alla sua patria;
    i cieli tutti esultano:
    grande è la sua vittoria.

    Trionfo incomparabile!
    sconfitto il truce principe,
    al Padre offre docile
    la nobil sua vittoria.

    Si leva in nube lucida,
    sperare fa’ i discepoli
    il paradiso aprendoci
    che i padri chiuso avevano.

    O grande e pieno gaudio!
    Il Figlio della Vergine
    che crocifisso uccisero
    raggiunge la sua patria.

    Rendiamo dunque grazie
    a lui che è nostro vindice:
    eleva il corpo misero
    in alto nella reggia.

    Comune con gli angeli
    sia pieno il nostro gaudio:
    si offre a loro in premio
    concede a noi la grazia.

    Davanti ad atti simili
    bisogna a Cristo correre,
    con lui la vita vivere
    per poi al cielo ascendere.

    A te, Gesù, sia gloria,
    che ascendi invincibile
    al Padre e all’almo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.
    Traduzione letterale


    Desiderato da tutti
    è sorto il santo giorno,
    nel quale Cristo Dio, speranza del mondo,
    salì nell'alto dei cieli.

    Il Signore salendo lassù
    ritornò alla propria casa;
    le porte del cielo gioiscono,
    per il vincitore che entra nei cieli.

    Ha trionfato nella grande battaglia,
    sconfiggendo il principe del mondo;
    e offre al Padre il corpo vincitore
    pervaso di nobile gloria.

    Ascende in una nube luminosa
    e fa sperare i credenti
    aprendoci il paradiso
    che i progenitori avevano chiuso.

    O grande gioia di tutti,
    perchè il Figlio della Vergine,
    dopo le atroci sofferenze e la croce
    ritorna alla casa del Padre.

    Rendiamo dunque grazie
    a chi ha riscattato la nostra salvezza
    e ha portato il nostro corpo
    fino alla sublime reggia celeste.

    Sia dunque perenne la gioia
    per noi e per le creature angeliche:
    per loro perchè ha offerto sè stesso,
    per noi perchè non si sottrasse (alla passione).

    Allora, sollecitati da tali gesta
    non è lecito far attendere Cristo,
    e dobbiamo perciò vivere
    in modo da poter salire al cielo.

    A te sia gloria, Gesù,
    che torni vincitore in cielo,
    e gloria al Padre e al Santo Spirito
    nei secoli infiniti. Amen.
    La traduzione ritmica è tratta dal libro: "Vespri delle Domeniche e delle Solennità".
    Ho modificato le prime due strofe per migliorarne la comprensione.

    Qui si può ascoltare la melodia originale gregoriana:
    https://www.youtube.com/watch?v=xMNB6Fv9a4g
    Qui la melodia ambrosiana, molto più semplice:
    https://www.youtube.com/watch?v=JlAEVyXEGxs



    Ritorna all'Indice degli Inni
    Ultima modifica di Ambrosiano; 21-01-2021 alle 18:47

  7. #57
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    11,421
    Iesu, quadragenáriæ


    Inno dei Vespri delle Ferie di Quaresima.


    Testo latino

    Iesu, quadragenáriæ
    dicátor abstinéntiæ,
    qui ob salútem méntium
    præcéperas ieiúnium,

    Adésto nunc Ecclésiæ,
    adésto pæniténtiæ,
    qua supplicámus cérnui
    peccáta nostra dílui.

    Tu retroácta crímina
    tua remítte grátia
    et a futúris ádhibe
    custódiam mitíssime,

    Ut, expiáti ánnuis
    compunctiónis áctibus,
    tendámus ad paschália
    digne colénda gáudia.

    Te rerum univérsitas,
    clemens, adóret, Trínitas,
    et nos novi per véniam
    novum canámus cánticum. Amen.
    Traduzione ritmica

    Gesù volle prescrivere
    un tempo di rinuncia,
    di pace e di silenzio
    per salvare le anime.

    In questo tempo assistici,
    mentre prostràti e sùpplici
    noi t'imploriam: perdonaci
    le colpe che ci opprimono.

    Con un gesto benevolo
    cancella i nostri crimini,
    effondi la tua grazia
    per poi non più commetterne.

    Così possiamo giungere,
    al fin della quaresima,
    a celebrar con giubilo
    le gioie della Pasqua.

    O Trinità beatissima
    tutto il mondo ti veneri,
    e noi da colpe liberi
    cantiamo un nuovo cantico. Amen.
    Traduzione letterale

    Gesù, che hai consacrato
    un’astinenza di quaranta [giorni],
    tu che hai prescritto il digiuno
    per la salvezza delle anime,

    assisti, ora la Chiesa,
    assisti[la nel]la penitenza,
    nella quale prostràti, supplichiamo
    che siano sciolti i nostri peccati.

    Tu, con la tua grazia,
    rimetti le colpe passate,
    e mostraci, o mitissimo,
    un riparo da quelle future,

    affinché, purificati
    dagli annuali atti di pentimento,
    ci volgiamo a celebrare degnamente
    la gioia pasquale.

    O clemente Trinità,
    ti adori la totalità delle cose
    e noi, rinnovati dalla grazia,
    cantiamo un canto nuovo. Amen.

    Qui si può ascoltare la melodia originale gregoriana:
    https://www.youtube.com/watch?v=wVIyya0KlyY



    Ritorna all'Indice degli Inni

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •