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Discussione: Considerazioni su una musica liturgica per i nostri tempi

  1. #261
    Vecchia guardia di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da Lightcreek Visualizza Messaggio
    Pensare che solo il passato sia coerente con la vocazione alla Carità è negare che Dio e il Suo Santo Spirito guidino ancora la Chiesa nel terzo millennio. Vuol dire negare la Speranza mia e dei fratelli in Cristo.
    Se lo Spirito Santo incontra delle resistenze, non credo possa lavorare bene nelle menti di certi compositori e di certi animatori che propinano certi brani.
    Una cosa è certa, la bellezza antica va scomparendo e pochi coltivano quella nuova.

  2. #262
    Iscritto L'avatar di Sacro Collegio
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    Lo stato dell'arte della musica liturgica è purtroppo nelle orecchie di tutti noi: mala tempora currunt!

    Questo riguarda massimamente l'Italia: l'idea che la Pausini prima di far carriera cantasse in parrocchia deve essere stata fraintesa... A parte gli scherzi, basta varcare i confini nazionali e si trovano situazioni di tutt'altro tipo. Complice la banalizzazione dello studio della musica, che all'estero è visto come qualcosa di nobile, mentre in Italia come attività da saltimbanco.

    In Italia per la musica sacra manca purtroppo "proprietà di linguaggio".

    Se solo guardassimo alla Francia, avremmo diversi esempi di cosa vuol dire comporre musica per la liturgia con gusto, stile contemporaneo e pur tuttavia comprensibile ad un pubblico vasto.

    Vi porto il caso della "Messe de la résurrection", opera di Thomas Ospital, giovane organista di nemmeno 30 anni, scritta nel 2015.

    Qui potete ascoltare l'Agnus Dei:

    https://youtu.be/duBhC21j8Jw

    Trovate anche tutto il resto della Messa.

    Buon ascolto.

  3. #263
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    Mi si stringe il cuore notare come oggigiorno viene sempre più accantonato l'accompagnamento del canto nei vari momenti liturgici.
    Spesso accade che l'unico ad intonare qualcosa sia solamente il celebrante; sembra che l'assemblea dei fedeli provi un senso di disagio nell'unirsi coralmente al suo accenno. Alcuni timidamente lo fanno con un flebile filo di voce, guardandosi attorno quasi scusandosi di averlo fatto. Certo è che molti sarebbero anche intenzionati a seguire la melodia, se solo conoscessero le parole, sarebbe auspicabile mettere a disposizione dei convenuti gli innari o, viste le precauzioni dovute al Covid, che ognuno si portasse il proprio da casa. Nei paesi germanofoni è una tradizione consolidata nel tempo quella di seguire attivamente la celebrazione eucaristica con canti ai quali tutti partecipano.
    Penso che sia una cosa bellissima poter cantare con gioia, non per noi stessi, ma per la gloria del Signore.

    P. S. Avevo pubblicato, di recente, queste righe in forma di discussione, ma credo valga anche come risposta all'argomento.

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