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Discussione: Veglia pasquale

  1. #441
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    Io non ho parlato di "Lefebvriani", ho parlato dei gruppi stabili legati alla liturgia antica sorti in seguito a Summorum Pontificum e che sono passati sotto la regolamentazione di Traditionis Custodes in piena comunione con Roma. La FSSPX non c'entra niente.Detto questo, non capisco perché per "riscoprire il valore e la bellezza della liturgia e dello stare in assemblea" - cosa che condivido - sia però necessario "raddoppiare" le liturgie del triduo, facendo così a pugni con il significato stesso della liturgia, che va oltre il semplice stare in assemblea ma è memoriale attualizzante dei misteri che nella celebrazione si rinnovano (e che quindi non ha senso ripetere, per il triduo pasquale), per "separare" i fedeli che appartengono al Cammino Neocatecumenale dagli altri fedeli della medesima parrocchia. Visto che il problema riguarda pressoché solo le liturgie pasquali, perché in tutti gli altri momenti dell'anno non ci sono problemi a duplicare le celebrazioni, è molto più coerente dire che nelle parrocchie in cui vi è una forte presenza del Cammino Neocatecumenale un anno si celebrano i riti secondo la forma ordinaria e un anno si celebrano secondo la forma approvata per il Cammino, tutta la parrocchia vi partecipa e ci sarà qualcuno che si adatterà per un anno e qualcun altro che invece si adatterà l'anno dopo.
    Non so di quali gruppi parli sorti con il summorum pontificum. Che io sappia solo i fedeli che fanno riferimento alla FSSPX seguono la messa in rito pre-conciliare ed il summorum pontificum fu emanato proprio per riconciliare con quei gruppi, compresa la FSSPX. Detto ciò, ribadisco che chi partecipa al percorso del Cammino Neocatecumenale ha l'esigenza di celebrare la Veglia nella "più perfetta partecipazione a tutto ciò che la santa notte significa, celebra e realizza" come da Statuto. E purtroppo ciò non avviene in molte parrocchie dove il Cammino Neocatecumenale è presente, per questo bisogna ricorrere a celebrare separatamente. Non è il massimo delle soluzioni, ma è sempre una soluzione che non disturba le varie parti. Comunque sia non ne farei una tragedia così importante poiché ci sono mille e uno problemi più importanti nella Chiesa Cattolica se si celebra separatamente o insieme la Veglia.

  2. #442
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    Non so di quali gruppi parli sorti con il summorum pontificum. Che io sappia solo i fedeli che fanno riferimento alla FSSPX seguono la messa in rito pre-conciliare ed il summorum pontificum fu emanato proprio per riconciliare con quei gruppi, compresa la FSSPX. Detto ciò, ribadisco che chi partecipa al percorso del Cammino Neocatecumenale ha l'esigenza di celebrare la Veglia nella "più perfetta partecipazione a tutto ciò che la santa notte significa, celebra e realizza" come da Statuto. E purtroppo ciò non avviene in molte parrocchie dove il Cammino Neocatecumenale è presente, per questo bisogna ricorrere a celebrare separatamente. Non è il massimo delle soluzioni, ma è sempre una soluzione che non disturba le varie parti. Comunque sia non ne farei una tragedia così importante poiché ci sono mille e uno problemi più importanti nella Chiesa Cattolica se si celebra separatamente o insieme la Veglia.
    Invece il problema sussiste se, per la notte più santa, senti l'esigenza di staccarti dai tuoi fratelli in Cristo. E per che cosa poi? I tempi tecnici per una Veglia Pasquale con tutte le letture e i salmi cantati è 3 ore massimo. Per farla durare il doppio necessariamente ci sono cose fuori dal messale. E cosa poi? Il canto dei bambini che scimmiotta le domande dell'Haggadà ebraica? Oppure le monizioni che durano 10 volte in più delle letture stesse?

    E questo anche se il Vescovo con disposizione scritta vieta queste divisioni? Ma di che parliamo scusa?

  3. #443
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    Non so di quali gruppi parli sorti con il summorum pontificum. Che io sappia solo i fedeli che fanno riferimento alla FSSPX seguono la messa in rito pre-conciliare ed il summorum pontificum fu emanato proprio per riconciliare con quei gruppi, compresa la FSSPX.
    La Fraternità Sacerdotale San Pietro e l'Istituto Buon Pastore sono due società di diritto pontificio che, in piena comunione con Roma, sono autorizzate da molto prima di Summorum Pontificum a celebrare secondo i libri liturgici del 1962, ma ci sono sicuramente anche altre istituzioni delle quali al momento mi sfugge il nome. Poi ci sono i gruppi di fedeli che non appartengono ad una società di vita apostolica canonicamente istituita ma che, anche in questo caso da prima di Summorum Pontificum, frequentavano le liturgie in rito antico presso le parrocchie dove i Vescovi competenti avevano concesso i relativi indulti. E altri gruppi stabili sono poi sorti in seguito a Summorum Pontificum senza che questi abbiano mai avuto niente a che fare con la FSSPX o con altre realtà più o meno scismatiche.

    Certo Summorum Pontificum ha voluto rappresentare anche una (ulteriore) mano tesa nei confronti della Fraternità di San Pio X, ma non è stato emanato con lo scopo specifico di regolarizzare canonicamente la Fraternità - cosa che poi infatti non è accaduta - né le altre realtà già canonicamente istituite da prima del 2007.

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    Detto ciò, ribadisco che chi partecipa al percorso del Cammino Neocatecumenale ha l'esigenza di celebrare la Veglia nella "più perfetta partecipazione a tutto ciò che la santa notte significa, celebra e realizza" come da Statuto. E purtroppo ciò non avviene in molte parrocchie dove il Cammino Neocatecumenale è presente, per questo bisogna ricorrere a celebrare separatamente. Non è il massimo delle soluzioni, ma è sempre una soluzione che non disturba le varie parti. Comunque sia non ne farei una tragedia così importante poiché ci sono mille e uno problemi più importanti nella Chiesa Cattolica se si celebra separatamente o insieme la Veglia.
    Ed è un problema di singole parrocchie nel qual caso, a mio parere, bisognerebbe spingere - anche da parte del Cammino - perché la liturgia sia sempre celebrata al meglio delle possibilità, più che isolarsi in una celebrazione "migliore". A meno che non si ritenga un difetto intrinseco del rito ordinario, e nella fattispecie della Veglia Pasquale, quello di non consentire "una partecipazione perfetta" al mistero pasquale, ma allora - perdonami - non ci siamo: è esattamente lo stesso errore di chi ritiene il rito ordinario inadatto in sé stesso alla celebrazione delle liturgie sacre rispetto al rito antico (che è cosa diversa dal "preferire" il rito antico: la sensibilità liturgica di ciascuno è insindacabile, il riconoscere la piena validità - da ogni punto di vista: liturgico, catechetico, mistagogico, sacramentale,... - di ogni forma rituale legittimamente approvata dalla Chiesa invece no)

  4. #444
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
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    Non so di quali gruppi parli sorti con il summorum pontificum. Che io sappia solo i fedeli che fanno riferimento alla FSSPX seguono la messa in rito pre-conciliare ed il summorum pontificum fu emanato proprio per riconciliare con quei gruppi, compresa la FSSPX.
    Leggo che sei di Padova: per esempio i fedeli che la domenica mattina celebrano a San Canziano sono pienamente cattolici, non della FSSPX, e celebrano in rito antico.
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

  5. #445
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    Citazione Originariamente Scritto da Carbonate Visualizza Messaggio

    Ed è un problema di singole parrocchie nel qual caso, a mio parere, bisognerebbe spingere - anche da parte del Cammino - perché la liturgia sia sempre celebrata al meglio delle possibilità, più che isolarsi in una celebrazione "migliore". A meno che non si ritenga un difetto intrinseco del rito ordinario, e nella fattispecie della Veglia Pasquale, quello di non consentire "una partecipazione perfetta" al mistero pasquale, ma allora - perdonami - non ci siamo: è esattamente lo stesso errore di chi ritiene il rito ordinario inadatto in sé stesso alla celebrazione delle liturgie sacre rispetto al rito antico (che è cosa diversa dal "preferire" il rito antico: la sensibilità liturgica di ciascuno è insindacabile, il riconoscere la piena validità - da ogni punto di vista: liturgico, catechetico, mistagogico, sacramentale,... - di ogni forma rituale legittimamente approvata dalla Chiesa invece no)
    Se stai a sentire loro la Veglia Pasquale che non dura tutta la notte è una Veglia a metà. Ci tengono molto.

  6. #446
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    Danielegi ti ripeto la cortesia: potresti scrivere schematicamente come si compone la "vostra" Veglia Pasquale?
    Se non vuoi per una mia curiosità, puoi scrivermelo in privato?

    So da amici che fanno parte della Comunità che avete una regola però se vuoi, puoi fare uno strappo alla regola questo giro
    Maria è assunta in cielo; esultano le schiere degli angeli!

  7. #447
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    Citazione Originariamente Scritto da aleale Visualizza Messaggio
    Invece il problema sussiste se, per la notte più santa, senti l'esigenza di staccarti dai tuoi fratelli in Cristo. E per che cosa poi? I tempi tecnici per una Veglia Pasquale con tutte le letture e i salmi cantati è 3 ore massimo. Per farla durare il doppio necessariamente ci sono cose fuori dal messale. E cosa poi? Il canto dei bambini che scimmiotta le domande dell'Haggadà ebraica? Oppure le monizioni che durano 10 volte in più delle letture stesse?E questo anche se il Vescovo con disposizione scritta vieta queste divisioni? Ma di che parliamo scusa?
    La veglia a in diocesi di Brescia dura non più di 3 ore, se non ci sono bambini da battezzare anche meno. il canto dei bambini e stato concesso e nessuno scimmiotta nessuno.

  8. #448
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Citazione Originariamente Scritto da Danielegi Visualizza Messaggio
    chi partecipa al percorso del Cammino Neocatecumenale ha l'esigenza di celebrare la Veglia nella "più perfetta partecipazione a tutto ciò che la santa notte significa, celebra e realizza" come da Statuto.
    Questa frase risulta particolarmente grave se la si risvolta per quanto riguarda tutti gli altri, affermare ciò, infatti, è come dire che chi partecipa alla Veglia pasquale "normale" non ha una perfetta partecipazione a tutto ciò che la notte santa significa, celebra e realizza. Quindi il Rito che si celebra in tutte le parrocchie del mondo sarebbe imperfetto, manchevole e inefficace, dato che, per sua stessa costituzione, la celebrazione eucaristica (soprattutto quella pasquale) è partecipazione e realizza ciò che celebra.
    Purtroppo sono affermazioni come questa che, sicuramente fatta senza malafede, rendono, tuttavia, un'intenzione originariamente buona una cosa inaccettabile.
    Certamente è vero che ci sono celebrazioni fatte male o vissute male, ma da qui a dire che un certo gruppo di fedeli ha l'esigenza di celebrare nella più perfetta partecipazione ce ne passa.
    Che poi, in tanti anni di co-frequentazione di una parrocchia dov'è presente il Cammino Neocatecumenale, non ho mai visto questa "più perfetta partecipazione a tutto ciò che la santa notte significa etc...", a meno che con questa frase tu non intende l'assolutamente eccessivo prolungamento della Liturgia della Parola che, di per sé, è già proporzionalmente molto più ampia della Liturgia Eucaristica.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  9. #449
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    Citazione Originariamente Scritto da aleale Visualizza Messaggio
    Invece il problema sussiste se, per la notte più santa, senti l'esigenza di staccarti dai tuoi fratelli in Cristo. E per che cosa poi? I tempi tecnici per una Veglia Pasquale con tutte le letture e i salmi cantati è 3 ore massimo. Per farla durare il doppio necessariamente ci sono cose fuori dal messale. E cosa poi? Il canto dei bambini che scimmiotta le domande dell'Haggadà ebraica? Oppure le monizioni che durano 10 volte in più delle letture stesse?E questo anche se il Vescovo con disposizione scritta vieta queste divisioni? Ma di che parliamo scusa?
    Non è che sento l'esigenza di "staccarmi" dal resto della Comunità parrocchiale è che riesco ad entrare meglio nello spirito della celebrazione attraverso la modalità Neocatecumenale. E siccome non è mai stato vietato da nessun Papa(nemmeno Francesco) di celebrare in questa modalità, non vedo perché privarsene se non genera problemi o divisioni all'interno di una comunità parrocchiale. La Veglia nella modalità Neocatecumenale è una cosa seria, non accetto questi commenti aggressivi e blasfemi.

  10. #450
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    La Fraternità Sacerdotale San Pietro e l'Istituto Buon Pastore sono due società di diritto pontificio che, in piena comunione con Roma, sono autorizzate da molto prima di Summorum Pontificum a celebrare secondo i libri liturgici del 1962, ma ci sono sicuramente anche altre istituzioni delle quali al momento mi sfugge il nome. Poi ci sono i gruppi di fedeli che non appartengono ad una società di vita apostolica canonicamente istituita ma che, anche in questo caso da prima di Summorum Pontificum, frequentavano le liturgie in rito antico presso le parrocchie dove i Vescovi competenti avevano concesso i relativi indulti. E altri gruppi stabili sono poi sorti in seguito a Summorum Pontificum senza che questi abbiano mai avuto niente a che fare con la FSSPX o con altre realtà più o meno scismatiche.Certo Summorum Pontificum ha voluto rappresentare anche una (ulteriore) mano tesa nei confronti della Fraternità di San Pio X, ma non è stato emanato con lo scopo specifico di regolarizzare canonicamente la Fraternità - cosa che poi infatti non è accaduta - né le altre realtà già canonicamente istituite da prima del 2007.Ed è un problema di singole parrocchie nel qual caso, a mio parere, bisognerebbe spingere - anche da parte del Cammino - perché la liturgia sia sempre celebrata al meglio delle possibilità, più che isolarsi in una celebrazione "migliore". A meno che non si ritenga un difetto intrinseco del rito ordinario, e nella fattispecie della Veglia Pasquale, quello di non consentire "una partecipazione perfetta" al mistero pasquale, ma allora - perdonami - non ci siamo: è esattamente lo stesso errore di chi ritiene il rito ordinario inadatto in sé stesso alla celebrazione delle liturgie sacre rispetto al rito antico (che è cosa diversa dal "preferire" il rito antico: la sensibilità liturgica di ciascuno è insindacabile, il riconoscere la piena validità - da ogni punto di vista: liturgico, catechetico, mistagogico, sacramentale,... - di ogni forma rituale legittimamente approvata dalla Chiesa invece no)
    Sul fatto che ci siano altre realtà oltre a quella della FSSPX che celebrano o celebravano in rito antico non lo sapevo e ti ringrazio per la precisazione che non sapevo. Ciò non toglie che debbano adattarsi anche loro alla Traditionis Custodes. Sul fatto che nel Cammino Neocatecumenale si celebri "meglio" non l'ho mai affermato. Consentire una partecipazione perfetta al mistero Pasquale non è esclusiva del Cammino Neocatecumenale ma dovrebbe essere di ogni parrocchia di questo mondo, non solo di quelle dove c'è il Cammino Neocatecumenale e se si vuole essere sinceri molto spesso ciò non avviene. Nel Cammino Neocatecumenale si celebra in Rito Romano, che è quello ordinario, non c'è differenza tra una messa celebrata in parrocchia e quella celebrata nelle Comunità neocatecumenali. Cambia solo la modalità di celebrare, che può piacere o meno, ma che è del tutto legittima.

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