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Discussione: Validità della Messa (precetto festivo)

  1. #31
    pongo
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Carbonate Visualizza Messaggio
    Di solito queste cose si segnalano al Vescovo diocesano. Visto che qui è il Vescovo diocesano stesso a commettere l'abuso, inviterei a segnalare immediatamente il fatto a Roma, alla Congregazione per il Culto Divino.
    Il foglietto può essere stato scritto da chiunque e il Vescovo non sapere nulla del contenuto. E in questo caso non commetterebbe nessun abuso nel celebrare una liturgia ecumenica della Parola che, evidentemente, non consente a norma del diritto di soddisfare il precetto festivo. Prima di avvisare chiunque altro non sarebbe il caso di chiedere spiegazioni all’Ordinario? Se poi risultasse che il foglietto recepisce esplicitamente una direttiva di monsignor Olivero si potrà e si dovrà attivare un altro canale di segnalazione.

  2. #32
    CierRino d'oro L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    E' chiaro che NON PUO' ESSERE VALIDA ai fini di soddisfare il precetto festivo (anche se senza colpa da parte di chi partecipa, provenendo l'indicazione errata da parte dello stesso Ordinario Diocesano).

    E' vero che chi ha un legittimo impedimento è dispensato dal precetto festivo, ma chi ha tempo e modo di partecipare a questo pastrocchio difficile che non abbia tempo e modo di partecipare ad una vera S. Messa.

    Di male in peggio, toccheremo mai il fondo?

  3. #33
    pongo
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da ITER PARA TUTUM Visualizza Messaggio
    provenendo l'indicazione errata da parte dello stesso Ordinario Diocesano
    Quindi sei a conoscenza di una direttiva esplicita di mons. Olivero? Perché nell'avviso non risulta.

  4. #34
    CierRino d'oro L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    Visto che stando all'avviso il Vescovo (contro il quale peraltro non ho nulla, non lo conosco nemmeno) presiederà la celebrazione o quel che sia, a meno che non sia lui stesso a smentire, la sua approvazione mi sembra almeno implicita se non esplicita.

  5. #35
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da pongo Visualizza Messaggio
    Il foglietto può essere stato scritto da chiunque e il Vescovo non sapere nulla del contenuto. E in questo caso non commetterebbe nessun abuso nel celebrare una liturgia ecumenica della Parola che, evidentemente, non consente a norma del diritto di soddisfare il precetto festivo. Prima di avvisare chiunque altro non sarebbe il caso di chiedere spiegazioni all’Ordinario? Se poi risultasse che il foglietto recepisce esplicitamente una direttiva di monsignor Olivero si potrà e si dovrà attivare un altro canale di segnalazione.
    Personalmente lo ritengo poco probabile - nel senso che sicuramente non è il Vescovo a scrivere di suo pugno il foglietto, ma è evidente che l'indicazione circa la validità ai fini del precetto festivo deve essere arrivata dalla Curia diocesana... è talmente anomala (al punto, infatti, che è stata esplicitamente segnalata) che non può essere stata pensata in autonomia dai redattori, ai quali mai sarebbe venuto in mente di inserirla di propria sponte -, ma è vero che non si può escludere a priori, e il processo alle intenzioni è sempre sbagliato.

    Verificare prima con il Vescovo se è a conoscenza di quel passaggio del bollettino può essere il primo passo.

  6. #36
    coram Deo
    visitatore
    La liturgia della Parola + Comunione sostitutiva della Messa festiva è un ripiego che può valere solo là dove non vi sia possibilità di celebrare la Messa.
    Per cui, almeno al momento, nel nostro Paese, è plausibile celebrarla presso le comunità più piccole e remote in cui non si riesce più ad assicurare la presenza stabile del sacerdote.
    In una città, in cui ci sono più chiese, con una certa pluralità di Messe lungo la giornata, e tantopiù in una Chiesa Cattedrale, una simile funzione non può essere valida per assolvere il precetto festivo.
    Mi domando solo una cosa: una simile celebrazione può essere presieduta solo da un diacono o da un laico, oppure anche da un sacerdote che, per la gran quantità d'impegni, abbia già celebrato altrove il numero massimo di Messe consentito?

  7. #37
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    Mi domando solo una cosa: una simile celebrazione può essere presieduta solo da un diacono o da un laico, oppure anche da un sacerdote che, per la gran quantità d'impegni, abbia già celebrato altrove il numero massimo di Messe consentito?
    Se devo fare la battuta cattiva, mi viene da dire che a presiedere quella celebrazione di laico ce n'è già uno, quindi anche se fossero in due non ci sarebbe tanta differenza..........

    Tornando serio, credo non ci siano problemi di sorta giacché non è una celebrazione che richiede una potestà d'ordine particolare connessa a uno dei tre gradi sacerdotali: certamente può essere presieduta da un diacono e - eventualmente, nel rispetto delle norme previste per il luogo dalla competente conferenza episcopale - da un laico adatto e sufficientemente preparato. Di sicuro non ci sono problemi per quanto riguarda il numero di Messe eventualmente già celebrate dal sacerdote, visto che non si tratta di un'altra Messa

  8. #38
    CierRino d'oro L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    Forse però la domanda era riferita non a quella celebrazione ecumenica, ma alla celebrazione sostitutiva della S. Messa festiva dove questa non può aver luogo causa mancanza del sacerdote, questa è regolata da un apposito Direttorio, e tecnicamente si chiama "Celebrazione domenicale in assenza di Presbitero".

    A questo proposito, a seguito di discussioni con l'allora mio parroco-beone e con alcuni diaconi (uno dei quali in seguito penalmente dimesso dallo stato clericale!) avevo rivolto alcuni quesiti all'Ufficio Liturgico Nazionale della CEI, ottenendo in poche ore una sintetica risposta in stile S. Uffizio.

    DOMANDE
    1) Se una celebrazione presieduta, in assenza di Presbitero, da un Diacono o da un laico qualificato possa essere chiamata "Messa".
    2) Se per tale celebrazione sia lecito chiedere e percepire l'offerta per l'applicazione della S. Messa.
    3) Se assistendo a tale celebrazione si adempia il precetto festivo.

    RISPOSTE
    1) No.
    2) No.
    3) Sì, ma solo se i fedeli non hanno altre possibilità di partecipare alla S. Messa.

  9. #39
    coram Deo
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Carbonate Visualizza Messaggio
    Se devo fare la battuta cattiva, mi viene da dire che a presiedere quella celebrazione di laico ce n'è già uno, quindi anche se fossero in due non ci sarebbe tanta differenza..........

    Tornando serio, credo non ci siano problemi di sorta giacché non è una celebrazione che richiede una potestà d'ordine particolare connessa a uno dei tre gradi sacerdotali: certamente può essere presieduta da un diacono e - eventualmente, nel rispetto delle norme previste per il luogo dalla competente conferenza episcopale - da un laico adatto e sufficientemente preparato. Di sicuro non ci sono problemi per quanto riguarda il numero di Messe eventualmente già celebrate dal sacerdote, visto che non si tratta di un'altra Messa
    Certo, nessuno può impedire ad un ministro titolato a celebrare l'Eucarestia di presiedere una celebrazione "inferiore", per la quale non è richiesta la potestà d'ordine.
    A rigore, però, quel tipo di celebrazioni (liturgia della Parola + distribuzione della Comunione), nei giorni festivi e sufficienti a soddisfare il precetto, sono concepite per l'utilità spirituale delle comunità prive di sacerdote.
    Capita però sempre più spesso, soprattutto fuori città, che un parroco abbia da gestire un numero di parrocchie superiore alle Messe che può celebrare: se, ad esempio, ci sono quattro parrocchie e il prete ha già trinato, come comportarsi nella quarta parrocchia? Celebrare la quarta Messa della giornata (l'attuale amministratore della mia parrocchia ne dice ogni domenica cinque o sei...) oppure presiedere quella funzione che, a rigore, sarebbe prevista "in assenza del presbitero"?

  10. #40
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da coram Deo Visualizza Messaggio
    Certo, nessuno può impedire ad un ministro titolato a celebrare l'Eucarestia di presiedere una celebrazione "inferiore", per la quale non è richiesta la potestà d'ordine.
    A rigore, però, quel tipo di celebrazioni (liturgia della Parola + distribuzione della Comunione), nei giorni festivi e sufficienti a soddisfare il precetto, sono concepite per l'utilità spirituale delle comunità prive di sacerdote.
    Capita però sempre più spesso, soprattutto fuori città, che un parroco abbia da gestire un numero di parrocchie superiore alle Messe che può celebrare: se, ad esempio, ci sono quattro parrocchie e il prete ha già trinato, come comportarsi nella quarta parrocchia? Celebrare la quarta Messa della giornata (l'attuale amministratore della mia parrocchia ne dice ogni domenica cinque o sei...) oppure presiedere quella funzione che, a rigore, sarebbe prevista "in assenza del presbitero"?
    Direi proprio di no.

    La via ordinaria per assolvere il precetto è la Celebrazione Eucaristica e se il ministro è disponibile mi sembra logico e consequenziale che celebri Messa. Casomai bisognerebbe fare in modo che un sacerdote non si trovi a dover celebrare otto Messe ogni domenica, razionalizzando le celebrazioni e al limite cercando di accorpare - per quanto possibile - le comunità vicine, nelle quali è possibile per i fedeli spostarsi da una parrocchia all'altra senza un grave incomodo.

    Ma non ha nessun senso che il Sacerdote aggiunga una celebrazione domenicale, e vi presieda, in una data parrocchia per consentire l'assolvimento del precetto, e poi si limiti alla Liturgia della Parola....

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