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Discussione: La vicenda di Asia Bibi: dall'ingiusta condanna all'assoluzione

  1. #1
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    La vicenda di Asia Bibi: dall'ingiusta condanna all'assoluzione

    Punjab, donna cristiana condannata a morte per blasfemia
    Per la prima volta una donna viene condannata a morte per questo “reato” in Pakistan. La legge sulla blasfemia è stata introdotta nel 1986 dal dittatore pakistano Zia-ul Haq ed è diventata uno strumento di discriminazioni e violenze. La norma del codice penale pakistano punisce con l’ergastolo chi offende il Corano e con la condanna a morte chi insulta Maometto.

    Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Il Pakistan ha "varcato una linea" condannando a morte una donna cristiana per blasfemia. Asia Bibi, madre di due bambini, operaia agricola di 37 anni, ha ricevuto la sua sentenza da un tribunale del Punjab domenica sera. E’ stata giudicata colpevole di blasfemia, commessa di fronte ad alcuni colleghi di lavoro, in una discussione molto animata avvenuta nel giugno 2009 a Ittanwali. Alcune delle donne che lavoravano con lei cercavano di convincerla a rinunciare al cristianesimo e a convertirsi all’islam. Durante la discussione, Bibi ha risposto parlando di come Gesù sia morto sulla croce per i peccati dell’umanità, e ha chiesto alle altre donne che cosa avesse fatto Maometto per loro.Le musulmane si sono offese, e dopo aver picchiato Bibi l’hanno chiusa in una stanza. Secondo quanto raccolto da “Release International” una piccola folla si è radunata e ha cominciato a insultare lei e i bambini. L’organizzazione caritativa, che sostiene i cristiani perseguitati, ha detto che su pressione dei leader musulmani locali è stata sporta denuncia per blasfemia contro la donna. Il direttore di “Release International”, Andy Dipper, ha espresso il suo shock verso la sentenza di domenica. “Il Pakistan ha varcato una linea – ha detto – condannando a morte una donna per blasfemia”. Bibi inoltre è stata multata dell’equivalente di due anni e mezzo di del suo stipendio.
    Un’altra donna cristiana, Martha Bibi (non è parente di Asia), è sotto processo per blasfemia a Lahore. Secondo i dati della Commissione nazionale di giustizia e pace della Chiesa cattolica (Ncjp), dal 1986 all’agosto del 2009 almeno 964 persone sono state incriminate per aver profanato il Corano o diffamato il profeta Maometto. Fra questi 479 erano musulmani, 119 cristiani, 340 ahmadi, 14 indù e altri 10 di altre religioni. La legge sulla blasfemia costituisce anche un pretesto per attacchi, vendette personali o omicidi extra-giudiziali: 33 in tutto, compiuti da singoli o folle inferocite.

    http://www.asianews.it/notizie-it/Punjab,-donna-cristiana-condannata-a-morte-per-blasfemia-19940.html

  2. #2
    Fedelissimo di CR L'avatar di Giovy
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    Petizione all’Onu per Asia Bibi. In Pakistan, un’altra cristiana accusata di blasfemia

    14-03-2012



    Ginevra (AsiaNews) - Nel giorno in cui in Pakistan un'altra giovane donna viene accusata di blasfemia, alle Nazioni Unite 50 attivisti per i diritti umani e personalità politiche di primo piano - fra cui un ex presidente dell'Assemblea Onu - lanciano una petizione al governo di Islamabad per la liberazione di Asia Bibi. Cristiana e madre di cinque figli, nel novembre 2010 Asia è stata condannata a morte in base alla "legge nera" ed è in attesa della sentenza di appello, rinchiusa in isolamento nel carcere femminile di Sheikhupura (nel Punjab). Per la sua liberazione si sono mobilitati anche il governatore del Punjab Salman Taseer e Shahbaz Bhatti, ministro per le Minoranze religiose: entrambi sono stati assassinati lo scorso anno, per mano degli estremisti islamici. Anche Benedetto XVI ha lanciato un appello per la liberazione di Asia Bibi, provata nel fisico e nel morale dalla lunga prigionia.

    Al Palazzo delle Nazioni di Ginevra in Svizzera, sede europea della rappresentanza Onu, è in corso la 19ma sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, che si concluderà il 23 marzo prossimo. La petizione è stata illustrata ieri a oltre 400 attivisti per i diritti umani dalla giornalista di France 24 Anne-Isabelle Tollet, autrice del libro "Blasfema", in cui si racconta la storia di Asia Bibi. Fra i firmatari del documento in cui si invoca "l'urgente liberazione" della donna cristiana, vi sono anche Jan Kavan, presidente dell'Assemblea generale Onu nel 2002-3; l'attivista cinese Yang Jianli, prigioniera di coscienza e sopravvissuta al massacro di piazza Tiananmen; Christina Fu presidente di New Hope Foundation; Vanee Meisinger, del Pan Pacific and Southeast Asia Women's Association of Thailand.

    L'appello ricorda il "crimine" commesso da Asia Bibi, ovvero aver bevuto un bicchiere d'acqua raccolta da un pozzo di proprietà di un musulmano. Da qui l'accusa di aver "infettato" la fonte, poi la discussione con le altre donne e, infine, l'incriminazione per aver "insultato il profeta Maometto". Il documento denuncia anche le infime condizioni della cella in cui è rinchiusa la donna, che "può toccare le due pareti solo allungando le braccia". Da ultimo, i firmatari evidenziano gli abusi commessi in base alla "legge nera", pretesto per colpire rivali in affari e minoranze etniche e religiose. In conclusione, l'appello al governo della Repubblica islamica del Pakistan a "liberare Asia Bibi".

    Intanto in Pakistan un'altra giovane donna cristiana è stata accusata di blasfemia. La polizia del distretto di Bahawalnagar, a Lahore, ha incriminato la 26enne Shamim, madre di una bambina di cinque mesi, per "insulti al profeta Maometto". Il fatto è avvenuto lo scorso 28 febbraio, ma è emerso solo ieri mentre la giovane è ancora sotto la custodia delle forze dell'ordine. Secondo la famiglia, Shamim è stata "ingiustamente accusata" perché avrebbe rifiutato di convertirsi all'islam. La resistenza opposta ha spinto un gruppo di parenti - che di recente hanno abbracciato la fede di Maometto - a denunciarla in base alla "legge nera".

    Da Asia News del 14 marzo 2012

  3. #3
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    Asia Bibi, nel Paese di Gandhi

    La contadina pakistana cristiana Asia Bibi è diventata il simbolo di una lotta per la libertà. Madre di cinque figli, ha vissuto una vicenda incredibile. In carcere dal 2009, accusata di blasfemia, attende l'esecuzione della condanna a morte. Di lei ha parlato anche il Papa, chiedendone il rilascio. Quale il suo crimine? Il 14 giugno 2009, ha bevuto acqua da un pozzo di un musulmano. Le donne musulmane l'hanno accusata di aver infettato il pozzo. Poi Asia è stata denunciata per "aver insultato" il profeta Maometto nella discussione. Conseguentemente è scattata contro di lei la legge sulla bestemmia. Cinque giorni dopo quel terribile 14 giugno, Asia è stata rinchiusa in isolamento dentro il carcere, per essere poi condannata a morte. Il processo si è svolto sotto le pressioni dei fondamentalisti e si dubita della sua correttezza. 'E stata anche prospettata a Asia la conversione all'Islam come via per salvarsi. In favore di Asia Bibi sono intervenute significative personalità pakistane, come il governatore della Provincia del Punjab, Salman Taseer, musulmano e uomo giusto, che ha visitato la donna in carcere, dichiarando che l'accusa contro di lei era una falsità e che la legge sulla blasfemia incoraggiava le derive criminali ai danni dei cristiani e dei più indifesi. I fanatici lo hanno ucciso per questo atteggiamento di rettitudine morale. Hanno assassinato pure Shahbaz Bhatti, un cattolico che aveva consacrato la sua vita alla difesa delle minoranze emarginate e che a sua volta sosteneva che il Pakistan non era nato come un Paese islamista e che la legge sulla blasfemia contrastava i principi fondativi dello Stato. 'E proprio quanto i fanatici non accettano: Asia è per loro un simbolo da colpire. Per questo stesso motivo, questa giovane madre, che sola, nel fondo del carcere, ha compiuto un cammino spirituale che la fa resistere all'odio e che le ha fatto riuscire a perdonare le persone che l'hanno incriminata, è una meravigliosa icona della Pace e della Libertà.

  4. #4
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    Dopo quattro anni, Asia Bibi è ancora in carcere: «Ho sacrificato la mia vita per seguire Gesù»

    L’ultima testimonianza della donna pakistana condannata a morte e in carcere da quattro anni per false accuse di blasfemia
    Giugno 19, 2013


    Redazione


    «Ho sacrificato la mia vita per seguire Gesù Cristo. Credo in Dio e nel suo grande amore e sono orgogliosa di sacrificarmi e passare la mia vita in prigione, come cristiana, piuttosto che convertirmi a un’altra religione in cambio della libertà». Sono queste le ultime dichiarazioni di Asia Bibi, rese note dalla Ong “Renaissance Education Foundation”, che l’ha incontrata in prigione.

    CHI È ASIA BIBI. Asia Bibi, madre cattolica pakistana di cinque figli, è stata arrestata esattamente quattro anni fa per false accuse di blasfemia in Pakistan, condannata a morte in primo grado ed è in prigione da 1.462 giorni in attesa del processo di appello. Dopo essere stata chiusa in isolamento nel carcere di Sheikhupura, per timore che potesse subire aggressioni da parte di fanatici islamici, la donna è stata trasportata a Multan, seconda città più popolata del Punjab.

    MINACCIATA DA ESTREMISTI. La famiglia della donna, che può visitarla solo una volta al mese, vive in un luogo nascosto per paura di ritorsioni da parte di estremisti. Come confermato tempo fa a Fides da Haroon Masih Barker, fondatore della “Masihi Foundation”, organizzazione attiva a favore della cristiana, «i terroristi si possono nascondere ad ogni passo e perfino infiltrarsi fra le guardie che dovrebbero proteggerla, come è accaduto per il governatore Salman Taseer (assassinato per avere preso le difese della detenuta e per averla incontrata in carcere accompagnato dalla moglie e da una figlia)».

    IL DONO DELLA BIBBIA. Le giornate in carcere di Asia Bibi, come raccontano le sue parole riportate da Avvenire, sono tutte uguali: «Mi sveglio presto la mattina, dico le mie preghiere, leggo la Bibbia e poi mi preparo la colazione. La maggior parte del tempo lo trascorro pregando. Mi rende più forte». La lettura della Bibbia è la nota più positiva del tempo passato in prigione: una delle guardie femminili le ha fatto il “dono” di insegnarle a leggere, così che ora può leggerla e comprenderla da sola.

    PERDONO. Ma Asia Bibi non si limita a resistere aspettando giustizia: ha infatti già perdonato le persone che l’hanno accusata di blasfemia solo perché ha bevuto dell’acqua dalla stessa tazza di una donna musulmana: «Gesù Cristo nostro Signore ci ha dato molti esempi di perdono, per questo secondo l’insegnamento cristiano io li ho perdonati».

  5. #5
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    Pakistan, convocato il processo di appello per Asia Bibi

    Dopo più di quattro anni di carcere, condannata a morte senza prove per "blasfemia", la cristiana pakistana vedrà fra due giorni i giudici dell'Alta Corte di Lahore

    REDAZIONE
    ROMA

    Dopo più di quattro anni di carcere, i giudici del tribunale di appello apriranno il prossimo 17 marzo il procedimento per la revisione della condanna di Asia Bibi, cristiana pakistana condannata a morte senza prove sulla base della famigerata "legge sulla blasfemia". E’ quanto riferisce il sito dell’agenzia Asianews. Madre di cinque figli, Asia Bibi è stata arrestata nel 2009 con l'accusa di aver insultato Maometto e quindi condannata a morte. La comunità internazionale, la Chiesa cattolica e diverse organizzazioni per i diritti umani hanno protestato contro questa sentenza, che ora dovrà essere analizzata dall'Alta Corte di Lahore.

    Il Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement - gruppo che fornisce assistenza legale ai membri delle minoranze pakistane e alla stessa Bibi - conferma l'appello. Il direttore della sezione pakistana, Joseph Francis, dice: "Il caso ha tutto il nostro sostegno. Spero che non ci saranno pressioni degli estremisti sui giudici, che devono gestire il caso con cura, considerazione e diligenza. Se i giudici saranno lasciati liberi di prendere una decisione giusta, le accuse cadranno".

    Nasir Saeed, della sezione britannica, è meno positivo: "Non sarà per niente facile, soprattutto per i giudici che si troveranno sotto gli occhi del mondo intero. Prego che Dio riempia il loro cuore di coraggio e di fermezza, e che dia loro la forza di sconfiggere la paura. Spero anche che seguiranno il diritto e lasceranno che a vincere sia la giustizia".

    Cristiana e madre di cinque figli, nel novembre 2010 Asia è stata condannata a morte in base alla "legge nera" ed è in attesa della sentenza di appello sin da allora, rinchiusa in isolamento nel carcere femminile di Sheikhupura (nel Punjab). Per la sua liberazione si sono mobilitati il governatore del Punjab Salman Taseer e Shahbaz Bhatti, ministro per le Minoranze religiose: entrambi sono stati assassinati nel 2011, per mano degli estremisti islamici. Il Papa emerito Benedetto XVI aveva lanciato un appello per la liberazione di Asia Bibi, provata nel fisico e nel morale dalla lunga prigionia.

    L'appello del 17 marzo dovrà decidere sul "crimine" commesso da Asia Bibi, ovvero aver bevuto un bicchiere d'acqua raccolta da un pozzo di proprietà di un musulmano. Da qui l'accusa di aver "infettato" la fonte, poi la discussione con le altre donne e, infine, l'incriminazione per aver "insultato il profeta Maometto".

    Da Vatican Insider


  6. #6
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  7. #7
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    Asia Bibi, nuova
    udienza il 26 marzo






    La giustizia pakistana ci riprova: è fissata nuovamente per il 26 marzo, dopo due rinvii, la prima udienza nel processo di appello per Asia Bibi, la donna cristiana accusata ingiustamente e condannata a morte per blasfemia.

    Lo riferisce all’Agenzia Fides l’avvocato cristiano Naeem Shakir, a capo del collegio difensivo della donna. L’avvocato sta preparando le argomentazioni della difesa puntando a dimostrare che “le accuse a suo carico sono state, sin dall’inizio, costruite ad arte”. Il processo ha già subito due rinvii e l’amministrazione della Corte era in sciopero nei giorni scorsi, ma l’avvocato dice di nutrire “buone speranze”.

    Intanto Asia è nel carcere femminile di Multan “in buone condizioni di sicurezza e di salute”, dice a Fides Shakir: “La donna prega e spera”. Sul caso di Asia Bibi, in prigione da 4 anni, si è espresso di recente il gruppo di lavoro del Parlamento Europeo sulla libertà di religione. In una nota del 19 marzo, inviata a Fides, il gruppo, afferma: “Accogliamo con favore la decisione dell’Alta Corte di Lahore di avviare il processo di appello per Asia Bibi. Prendiamo atto con rammarico che, in due udienze, i giudici responsabili erano in congedo. Confidiamo che i giudici designati siano presenti per la terza udienza”.

    Il testo giunto a Fides prosegue: “Chiediamo a tutti coloro che sono coinvolti nel caso di dare prova di coraggio e di non cedere ad alcuna pressione o minaccia esterna. Chiediamo al governo pakistano di salvaguardare l'indipendenza e il buon funzionamento dell’Alta Corte di Lahore. Inoltre esortiamo le autorità pakistane a fornire protezione adeguata a tutte le persone coinvolte nel caso, ora e dopo una eventuale, futura decisione giudiziaria”. Il gruppo continuerà a seguire da vicino questo caso, come altri casi che riguardano le leggi sulla blasfemia in Pakistan, che il Parlamento Europeo invita a riformare, per evitarne gli abusi, o ad abrogare.

    http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/...-26-marzo.aspx


  8. #8
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    Pakistan: Corte di Appello conferma condanna a morte per Asia Bibi

    L’Alta Corte di Lahore, tribunale di secondo grado, ha confermato questa mattina la sentenza di condanna a morte per Asia Bibi, la donna cristiana pakistana accusata di blasfemia e condannata in primo grado nel 2010. Lo conferma all’agenzia Fides uno degli avvocati del pool difensivo della donna, il cristiano Naeem Shakir, informando che il ricorso presentato dalla difesa è stato respinto.

    Nell’udienza tenutasi stamane, dalle 9,30 alle 13,30, davanti al collegio presieduto dal giudice Anwar ul Haq, la difesa ha presentato le sue argomentazioni scritte che smontavano l’impianto accusatorio, smascherando testimoni poco credibili e l'evidente costruzione di false accuse.

    “Il giudice ha ritenuto valide e credibili le accuse delle due donne musulmane (due sorelle) che hanno testimoniato sulla presunta blasfemia commessa da Asia. Sono quelle con cui Asia aveva avuto l’alterco e da cui è nato il caso”, ha spiegato Shakir, tradendo molta amarezza e delusione. “La giustizia è sempre più in mano agli estremisti”, ha aggiunto, annunciando che, d’accordo con il marito di Asia, si ricorrerà alla Corte Suprema, terzo e ultimo grado di giudizio in Pakistan. (R.P.)


    fonte: Radio Vaticana
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  9. #9
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    PETIZIONE A: AMBASCIATORE AMERICANO IN PAKISTAN

    Ultimo appello per Asia Bibi

    Dopo cinque rinvii questo giovedì, 16 ottobre, ha avuto luogo il processo ad Asia Bibi presso la Corte di Appello di Lahore (Pakistan).

    Come riportato dagli avvocati di Asia Bibi, al momento delle arringhe della difesa e dell'accusa diversi sacerdoti islamici si sono presentati in aula.

    Può un tribunale di un paese islamico giudicare con indipendenza, neutralità e obiettività alla presenza intimidatoria di 20 mullah? E' possibile l'indipendenza giudiziaria in un paese che non fa distinzione tra diritto civile e diritto religioso quando i '”guardiani della fede” supervisionano un processo?

    Nel caso di Asia Bibi sono state violate tutte le garanzie. Non ha avuto il diritto a un giusta sentenza, dato che il potere religioso ha "supervisionato" il processo. Non ha nemmeno avuto la possibilità di difendere la propria innocenza davanti ad accuse false. E poi, in terzo luogo, la mera esistenza della legge sulla blasfemia in Pakistan presuppone una grave violazione del diritto fondamentale alla libertà religiosa.
    La famiglia di Asia Bibi ha detto che farà appello alla Corte Suprema, la più alta istanza giudiziaria. Ma visto quello che è successo nella Corte d'Appello non si può essere ottimisti. E' arrivata l'ora della diplomazia. E gli Stati Uniti d'America hanno molto da dire.

    I missionari e le ONG che lavorano in Pakistan sanno che il governo non farebbe mai nulla che possa disturbare gli Stati Uniti. Per questo motivo la cosa più utile da fare in questo momento è scrivere all'ambasciata e chiedere loro di mobilitarsi, di scatenare tutta la strategia diplomatica per liberare Asia Bibi.


    Firmando questa petizione, invierai una e-mail all'ambasciatore americano in Pakistan, Richard Olson. E' la nostra ultima speranza:

    http://citizengo.org/it/12626-ultimo-appello-asia-bibi?tc=fb&tcid=7438119

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys Visualizza Messaggio
    Ultimo appello per Asia Bibi
    Firmando questa petizione, invierai una e-mail all'ambasciatore americano in Pakistan, Richard Olson. E' la nostra ultima speranza
    Per la petizione cliccare sul titolo

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