Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunità” (Milano, 17/01/2015)

  1. #11
    Fedelissimo di CR L'avatar di Amatrixian
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    Citazione Originariamente Scritto da Sofia Visualizza Messaggio
    Intervento di Massimo Introvigne
    ( ..... )


    Terza tesi. La famiglia non si bastona da sola. C'è qualcuno che la aggredisce. Qui fuori stanno manifestando per assicurarci che il primo nemico della famiglia non sono i gay. Sono d'accordo anch'io. È il fisco. La Banca Mondiale ci informa che le famiglie italiane - calcolando tutte le forme di imposte dirette e indirette - hanno pagato in media negli ultimi cinque anni al fisco il 67% del loro reddito, contro il 46% degli Stati Uniti e della Germania e il 25% della Svizzera. Il nostro fisco è quello meno a misura di famiglia di tutta l'Europa Occidentale. Non vinciamo più i campionati del mondo di calcio, ma quelli per il fisco più vorace è più ostile alle famiglie sì.
    Passaggio da incorniciare.

    Che Introvigne ha sbattuto in faccia a molti uomini politici responsabili di questo.

    Come ho detto, non sono sempre s'accordo con lui, ma ammiro molto quest'uomo.
    "Che vuol ch'io faccia del suo latinorum?"

  2. #12
    Moderatrice L'avatar di AntonellaB
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    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Qualcuno possiede il video dello streaming, per rivedere tutto?

    Eccolo!
    Finchè....non ritorni....il Signore!

  3. #13
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    brianza
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    Bellissima questa frase: «Ci hanno venduto la contraccezione come un modo per dare potere alle donne e invece glielo toglie, perché generare la vita è il più grande potere che esista».


  4. #14
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da AntonellaB Visualizza Messaggio
    Grazie, era giorni che lo cercavo, perchè quando c'è stato il convegno non potevo collegarmi e il sito della Regione ha bloccato il video.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  5. #15
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    Introvigne: «L’etichetta “omofobia” è ormai utilizzata come una sorta di bastone»

    gennaio 19, 2015 Redazione

    La Radio Vaticana ha intervistato il sociologo che sabato ha parlato al convegno sulla famiglia. E qui dice la sua a proposito delle polemiche e delle contestazioni







    «Devo dire che trovo curioso che gli stessi organi di stampa che scrivono “Je suis Charlie”, dicendo che la libertà di esprimere qualunque idea sia assoluta, senza “se” e senza “ma”, poi fanno un’eccezione quando si parla della famiglia. Sembra che di una cosa sola non si possa parlare, e cioè di un modello di famiglia che esprima poi critiche nei confronti di chi parla di famiglia al plurale e di chi vuole i matrimoni e le adozioni omosessuali». Il suo intervento al convegno di sabato a Milano (“Difendere la famiglia per difendere la comunità”) è stato tra i più apprezzati. Massimo Introvigne, presidente del comitato “Sì alla Famiglia”, ha detto che il vero nemico non sono gli omossesuali, ma il fisco. E di questo ha parlato, portando il suo contributo, come sempre chiaro ed esaustivo.


    DI COSA SI E’ PARLATO. Oggi, intervistato da Radio Vaticana, il sociologo ha voluto dire la sua rispetto alle tante polemiche che hanno preceduto e seguito l’incontro, non da ultimo l’exploit del ragazzo che è salito sul palco. «Il Convegno – ha detto Introvigne – era aperto al pubblico, quindi chiunque – a meno che non avesse uno scolapasta in testa, come certi “simpatici provocatori” – veniva fatto entrare: la Regione non è responsabile se tra i 3.000 partecipanti c’era qualche personaggio con idee diverse da quelle degli organizzatori. Il tema non era l’omosessualità; nessuno ha definito l’omosessualità una malattia o una perversione, anzi: piuttosto, questa tesi è stata smentita. Semplicemente si sono chieste leggi più rispettose della famiglia, un fisco più a misura di famiglia, perché il fisco attuale non lo è; il matrimonio – è stato ribadito – è solo tra un uomo e una donna; il bambino per crescere – come ha detto il Papa lo scorso aprile – ha bisogno di un papà e di una mamma, da cui anche la contrarietà alle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso».
    QUANTA GENTE C’ERA? C’è stata tanta disinformazione, dice Introvigne, come ad esempio sulle cifre dei partecipanti («un quotidiano parla di appena 400 partecipanti e 2.000 manifestanti contrari fuori»). «Le cifre sono ben diverse – spiega l’intervistato -, le ha fornite la Questura di Milano, che non credo sia un pericoloso covo di omofobi. Tra le persone che non sono riuscite ad entrare e che hanno ascoltato da microfoni all’esterno, e quelle distribuite in sala, hanno partecipato circa 3.000 persone. Penso che l’etichetta “omofobia” ormai sia utilizzata come una sorta di bastone: cioè qualunque tesi che non sia favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso e all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso, magari utilizzando anche la pratica dell’utero in affitto, immediatamente viene bollata come omofoba».


    IL GIOVANE CONTESTATORE. E a proposito del ragazzo salito sul palco, Introvigne precisa che «l’interruzione è durata meno di due minuti, quindi non ha turbato il convegno. Qualche amico mi ha detto che nel filmato mi si vede non solo tranquillo, ma sorridere. Sorridevo perché ho visto che il ragazzo è salito sul palco insieme ad un giornalista de “Le Iene”. La cosa era così preparata che io seguivo la cronaca quasi in diretta sul sito di “Repubblica”. Il ragazzo aveva un foglietto dal quale avrebbe dovuto leggere la sua presunta domanda; in realtà era una critica, e l’episodio del ragazzo e il contenuto della domanda sul foglietto sono apparsi sullo stesso sito meno di un minuto dopo l’incidente. Ora, o i giornalisti di “Repubblica” sono così bravi che in un minuto riescono a scrivere un articolo dopo un incidente che li ha colti di sorpresa, oppure le cose sono andate un po’ diversamente».

    Volo quidquid vis,
    volo quia vis,
    volo quomodo vis,
    volo quamdiu vis.

    Voglio tutto ciò che vuoi Tu, perchè lo vuoi Tu, nel modo in cui lo vuoi Tu, fino a quando lo vuoi Tu.
    (dalla "Preghiera universale" attribuita a Clemente XI)

  6. #16
    Amministratore L'avatar di Raffaele
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    In questa discussione (almeno in questa discussione!) cerchiamo di parlare dei contenuti del convegno. C'è già tutta la rete per parlare dei fenomeni "di contorno" che hanno contribuito a distogliere lo sguardo dal suo oggetto, cioè dalla famiglia. Cerchiamo di non farci distrarre anche noi. Chi ha letto o ascoltato le relazioni è invitato a commentare!
    In Cristo l'universo è creato e tutto sussiste in lui.

  7. #17
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    Costanza Miriano, straordinaria come sempre.

    Bisogna sentire cosa dice, ed essere consapevoli che queste cose sono bollate come "omofobia". Teniamone conto...

    Cito da un intervento del suo blog:
    "Se questa è omofobia, be’, allora siete usciti allo scoperto, attivisti lgbt. Se è omofobia dire che abbiamo bisogno di rapportarci all’identità maschile e femminile per definire la nostra (cosa che affermano moltissimi omosessuali per primi), allora siamo davvero alla negazione della realtà"
    http://costanzamiriano.com/2015/01/0...no-finita-qui/
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  8. #18
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    Trovato il video su Youtube:

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  9. #19
    Partecipante a CR L'avatar di andrealonghin
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    Don Inzoli

    Mi spiace che nessuno in questo forum abbia commentato la inopportuna presenza di don Inzoli , che senza alcun pudore e soprattutto ignorando le disposizioni della Congregazione per la Dottrina della Fede che lo invitavano ad una vita dimessa e appartata, ha assistito in bella mostra al convegno. Non è stato certamente uno spettacolo edificante la sua presenza !

  10. #20
    Moderatrice L'avatar di AntonellaB
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    Famiglia, altre polemiche sul convegno di Milano

    «Confermo che già questa settimana, incontrando gli organizzatori, procederemo alla costituzione del forum della famiglia, per organizzare per la fine di settembre un convegno internazionale sulla famiglia». L’ha annunciato Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, rilanciando quanto annunciato sabato al convegno «Difendere la famiglia per difendere la comunità», iniziativa attorno alla quale peraltro non sono ancora cessate le polemiche. A innescarle sono stati esponenti di formazioni che hanno contestato il convegno definendolo a priori "omofobo" e non cessando di attaccarlo anche dopo la sua conclusione. Il pretesto sono stati alcuni episodi già criticati sabato stesso: l’allontanamento dalla sala di un giovane intervenuto allo scopo di disturbare e una battuta di Maroni ritenuta offensiva dai manifestanti che presidiavano l’esterno della Regione pacificamente ma sotto il controllo di un ingente schieramento di polizia, in clima complessivo non certo sereno.
    A questi fatti contestati si è aggiunta la presenza in platea di don Mauro Inzoli, sacerdote cremasco oggetto nel giugno 2014 di un provvedimento canonico col quale la Congregazione per la dottrina della fede «in considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo provocato da abusi su minori» lo invitava «a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza», oltre a disporre «un’adeguata psicoterapia». A consentire l’ingresso al convegno di don Inzoli, sul quale non c’è alcun provvedimento della magistratura italiana, sarebbe stato l’accredito concesso dagli uffici della giunta regionale. La sua presenza a un’iniziativa che comunque era aperta al pubblico è stata giudicata inopportuna sia dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni – del quale alcune sigle rappresentative del mondo omosessuale hanno chiesto le dimissioni – sia dal suo predecessore Roberto Formigoni, anche lui presente al convegno. Entrambi si sono detti all’oscuro della presenza del sacerdote e hanno ridimensionato un episodio che, insieme agli altri oggetto di polemiche, ha finito per spostare l’attenzione dal merito del convegno, che ha messo al centro l’unicità della famiglia fondata sull’unione feconda tra un uomo e una donna. Il clima sovraeccitato che si è creato per settimane attorno all’appuntamento milanese, e che ha influito sui toni stessi del convegno, ha prodotto anche episodi come il danneggiamento dell’insegna del nuovo quotidiano «La Croce» – il direttore Mario Adinolfi era tra i relatori – che ha seguito di poche ore le scritte ingiuriose con le quali è stata imbrattata la sede di Tempi, settimanale tra gli organizzatori dell’iniziativa.
    Alle polemiche milanesi si è aggiunta la denuncia e la conseguente indagine per diffamazione aperta a carico del Forum delle famiglie di Perugia, che ha pubblicato sul proprio sito un video nel quale il suo presidente Simone Pillon ironizza sul più che discutibile materiale diffuso ai liceali della città dall’associazione gay «Omphalos» sulla prevenzione delle malattie veneree, ma in realtà – come denuncia il Forum nazionale – «con le istruzioni per l'uso dell'amore omosessuale».
    Eugenia Roccella (Ncd) ha annunciato un’interrogazione al ministro della Giustizia Orlando nella quale intende chiedere «se in questo Paese sia ancora garantita la libertà di dire pubblicamente quello che pensiamo, sia pure con "sferzante ironia", visto che, proprio pochi giorni fa, ci siamo detti tutti Charlie». «La sensazione – si legge in una nota del Forum – è che qualcuno voglia radicalizzare il dibattito pubblico su temi caldi come l'omofobia o le unioni omosessuali. Ma questo è il modo peggiore per affrontare temi sociali rilevanti. O meglio: è il modo migliore per approdare a decisioni improprie e per aprire ferite che non si rimargineranno. Qualcuno sembra voler perseguire proprio questo. Di certo non sono le famiglie che, nel massimo rispetto dell'individuo e delle libertà personali, chiedono solo di poter educare i propri figli in libertà di coscienza e di poter affermare liberamente che un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma. E chi non lo condivide ce lo lasci dire».
    http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagin...di-Milano.aspx
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