Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 1 di 10 123 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 96

Discussione: Particolarità dei prefazi del rito romano

  1. #1
    Fidei Depositum
    visitatore

    Particolarità dei prefazi del rito romano

    Apro questa discussione con un titolo un po' generico, in modo che eventualmente possa essere utilizzata in futuro per esigenze simili alle mie o che comunque facciano riferimento a quest'argomento.
    Per quanto riguarda i miei dubbi, faccio riferimento ad un paio di prefazi del rito romano (ignoro se siano presenti anche in altre liturgie).
    Nei cinque prefazi pasquali, nei due prefazi dell'Ascensione, nel prefazio di Pentecoste si legge: "Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra".
    Nel prefazio X per le domeniche del tempo ordinario si legge: "nell’attesa della domenica senza tramonto, quando l’umanità intera entrerà nel tuo riposo"
    Ora, la mia domanda è: cosa si intende, qui, esattamente, con "umanità"? Perché, nel primo caso, è evidente che non tutta l'umanità esulta per la vittoria pasquale del Figlio di Dio: anzi, la maggior parte di essa semplicemente non riconosce quest'evento.
    Nel secondo caso, ancora più difficile, sembra affermarsi che tutta l'umanità entrerà in Paradiso. Eppure, noi non conosciamo il destino eterno della maggior parte degli uomini.
    Data la non facile interpretazione di questi testi, sono a chiedere lumi a chi ne sappia più di me.

  2. #2
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Casa
    Età
    50
    Messaggi
    8,975
    Citazione Originariamente Scritto da Fidei Depositum Visualizza Messaggio
    Apro questa discussione con un titolo un po' generico, in modo che eventualmente possa essere utilizzata in futuro per esigenze simili alle mie o che comunque facciano riferimento a quest'argomento.
    Per quanto riguarda i miei dubbi, faccio riferimento ad un paio di prefazi del rito romano (ignoro se siano presenti anche in altre liturgie).
    Nei cinque prefazi pasquali, nei due prefazi dell'Ascensione, nel prefazio di Pentecoste si legge: "Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra".
    Nel prefazio X per le domeniche del tempo ordinario si legge: "nell’attesa della domenica senza tramonto, quando l’umanità intera entrerà nel tuo riposo"
    Ora, la mia domanda è: cosa si intende, qui, esattamente, con "umanità"? Perché, nel primo caso, è evidente che non tutta l'umanità esulta per la vittoria pasquale del Figlio di Dio: anzi, la maggior parte di essa semplicemente non riconosce quest'evento.
    Nel secondo caso, ancora più difficile, sembra affermarsi che tutta l'umanità entrerà in Paradiso. Eppure, noi non conosciamo il destino eterno della maggior parte degli uomini.
    Data la non facile interpretazione di questi testi, sono a chiedere lumi a chi ne sappia più di me.
    Non credo di poter rispondere pienamente sul merito della questione, ma mi limito ad alcune osservazioni formali.
    Per il primo caso, penso proprio che si tratti di un errore di traduzione. La chiusa dei prefazi pasquali, nell'originale latino è:
    Quaprópter, profúsis paschálibus gáudiis,
    totus in orbe terrárum mundus exsúltat.
    Posso provare a tradurla così:
    Per questo, nella pienezza della gioia pasquale (non è letterale, ma rende benissimo l'idea),
    tutta la creazione
    (totus mundus) esulta nel mondo intero (in orbe terrarum).
    Come si vede il tutto, che è attributo della creazione, è diventato attributo della terra.
    L'esultanza di tutta la terra, intesa anche come luogo fisico, si trova già nell'Exsultet:
    Gáudeat et tellus tantis irradiáta fulgóribus:
    et, ætérni Regis splendóre illustráta,
    totíus orbis se séntiat amisísse calíginem.
    Così tradotto nel nostro Messale:
    Gioisca la terra inondata di così grande splendore:
    la luce del Re eterno
    ha vinto le tenebre del mondo.



    Nel secondo caso, non posso aiutarti confrontando il testo tipico perché il prefazio TOX (chiamiamolo così, per comodità ) non ha un corrispondente latino, trattandosi di una composizione propria del Messale italiano del 1983 (sarebbe interessante una ricerca sulle fonti). Questo prefazio è una meditazione sulla domenica, giorno della convocazione, giorno dell'ascolto, giorno della comunione (in sostanza, giorno della Liturgia) e anche giorno del riposo (il riposo di Dio dopo la creazione, il riposo dell'uomo dopo il lavoro, il riposo di entrambi nella domenica senza tramonto). Quello che faremo nel riposo del Signore (contemplare il volto di Dio e cantare senza fine la sua misericordia) viene anticipato già su questa terra, nell'attesa del pieno compimento che avverrà alla fine dei tempi.

  3. #3
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
    Data Registrazione
    Sep 2008
    Località
    Padova
    Età
    30
    Messaggi
    3,529
    É interessante il quesito che tu proponi. Per il prefazio di Pasqua ti ha risposto Gerensis, l'umanità è la creazione che viene ricapitolata in Cristo (chiaro rimando a Paolo).

    Per il Prefazio X, direi che è un riferimento alla "famiglia" di cui sopra nel prefazio stesso: la famiglia, riunità nell'ascolto della parola, fa memoria del Signore risorto...quando l'umanità (cioè l'uomo nella sua specie e nella sua totalità). Sarà una lettura sbagliata ma non ho mai letto questo termine come collettivo, ma come nome sostantivo singolare (l'umanità di Cristo, ad esempio). Quindi io leggo il prefazio come: nella domenica senza tramonto la mia umanità nella sua interezza entrerà nel suo riposo, ma perchè faccio parte della sua famiglia che ascolta la Parola, celebra l'Eucarestia e faccio memoria del Signore risorto.
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

  4. #4
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Casa
    Età
    50
    Messaggi
    8,975
    Citazione Originariamente Scritto da SantoSubito Visualizza Messaggio
    Per il Prefazio X, direi che è un riferimento alla "famiglia" di cui sopra nel prefazio stesso: la famiglia, riunità nell'ascolto della parola, fa memoria del Signore risorto...quando l'umanità (cioè l'uomo nella sua specie e nella sua totalità). Sarà una lettura sbagliata ma non ho mai letto questo termine come collettivo, ma come nome sostantivo singolare (l'umanità di Cristo, ad esempio). Quindi io leggo il prefazio come: nella domenica senza tramonto la mia umanità nella sua interezza entrerà nel suo riposo, ma perchè faccio parte della sua famiglia che ascolta la Parola, celebra l'Eucarestia e faccio memoria del Signore risorto.
    E' una lettura alla quale avevo pensato anche io, in analogia con la colletta dell'Ascensione (sempre rimandando alla versione italiana):
    la nostra umanità è innalzata accanto a te.
    Qui si parla espressamente della natura umana, che Cristo ha assunto con l'Incarnazione e glorificato nella Risurrezione; in TOX, invece, sembra proprio che si tratti di tutto il genere umano.

  5. #5
    Fidei Depositum
    visitatore
    In effetti il testo di più difficile interpretazione è il TOX, mentre i prefazi pasquali (giustamente è stato citato il testo originale latino) sono più facilmente spiegabili. Nel caso dell' "umanità intera" a mio modestissimo avviso - e credo più di una persona ci abbia pensato - è quello di ingenerare nelle anime meno provvedute un'idea di salvezza universale totale nel senso di apocatastasi. Cosa che, ovviamente, non può essere accettata, anche perché sarebbe assurdo che un testo liturgico sia eterodosso. Di qui la necessità di affrontare più a fondo lo studio di questo prefazio - e ringrazio Santo Subito per la sua interessante teoria.
    Permettetemi però di dire, molto umilmente e rispettosamente, che secondo me alcune traduzioni e alcuni testi andrebbero composti in maniera da essere più chiari: non è forse Sacrosanctum Concilium (n. 34) che afferma: "I riti [...] siano adattati alla capacità di comprensione dei fedeli né abbiano bisogno, generalmente, di molte spiegazioni."?

  6. #6
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
    Data Registrazione
    Sep 2008
    Località
    Padova
    Età
    30
    Messaggi
    3,529
    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    E' una lettura alla quale avevo pensato anche io, in analogia con la colletta dell'Ascensione (sempre rimandando alla versione italiana):
    la nostra umanità è innalzata accanto a te.
    Qui si parla espressamente della natura umana, che Cristo ha assunto con l'Incarnazione e glorificato nella Risurrezione; in TOX, invece, sembra proprio che si tratti di tutto il genere umano.
    Io penso a quella lettura soprattutto per il seguito: Allora noi (battezzati, appartenenti alla famiglia)​ vedremo il tuo volto...
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

  7. #7
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Casa
    Età
    50
    Messaggi
    8,975
    Riprendo il discorso dopo la pausa pranzo (le tagliatelle al cinghiale non potevano aspettare ).
    Un'altra possibile interpretazione potrebbe essere quella di considerare i verbi al futuro (entrerà, vedremo, loderemo) come un augurio, un auspicio, una speranza. Traggo questa considerazione dalla parte finale di un commento di p. Rinaldo Falsini ofm su questo prefazio, che riporto integralmente:
    Perciò l'attesa ["della domenica senza tramonto, quando l'umanità intera entrerà nel tuo riposo", ndr] diventa aspirazione, desiderio ardente e tensione viva. Già si appunta il nostro sguardo: "allora noi vedremo il tuo volto e loderemo senza fine la tua misericordia". Oggi uniamo le nostre voci a quelle degli angeli e dei santi per cantare assieme l'inno di gloria "con la gioiosa speranza" di concluderlo assieme nella gloria celeste
    (Rinaldo Falsini, Rendiamo grazie... Commento ai prefazi dell'anno liturgico, edizioni OR, Milano 1997).

  8. #8
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
    Data Registrazione
    Sep 2008
    Località
    Padova
    Età
    30
    Messaggi
    3,529
    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    Riprendo il discorso dopo la pausa pranzo (le tagliatelle al cinghiale non potevano aspettare ).
    Un'altra possibile interpretazione potrebbe essere quella di considerare i verbi al futuro (entrerà, vedremo, loderemo) come un augurio, un auspicio, una speranza. Traggo questa considerazione dalla parte finale di un commento di p. Rinaldo Falsini ofm su questo prefazio, che riporto integralmente:
    Perciò l'attesa ["della domenica senza tramonto, quando l'umanità intera entrerà nel tuo riposo", ndr] diventa aspirazione, desiderio ardente e tensione viva. Già si appunta il nostro sguardo: "allora noi vedremo il tuo volto e loderemo senza fine la tua misericordia". Oggi uniamo le nostre voci a quelle degli angeli e dei santi per cantare assieme l'inno di gloria "con la gioiosa speranza" di concluderlo assieme nella gloria celeste
    (Rinaldo Falsini, Rendiamo grazie... Commento ai prefazi dell'anno liturgico, edizioni OR, Milano 1997).
    Grazie! Le tagliatelle al cinghiale portano sempre qualcosa di buono!
    Crediamo in un solo Dio, non in un Dio solo!

  9. #9
    Triumviro emerito di Liturgie papali L'avatar di Guareschi
    Data Registrazione
    Feb 2012
    Località
    Emilia
    Messaggi
    2,845
    E' un abuso l'aver utilizzato oggi (XIX domenica TO/B, rito romano) il prefazio della SS. Eucaristia III? In teoria questo prefazio non si potrebbe mai utilizzare la domenica (solo per la S. Messa del viatico), ma, va detto, che come significato si abbinava benissimo ai testi della domenica corrente (forse ancora meglio del prefazio delle domeniche del tempo ordinario X).

  10. #10
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    62,350
    Citazione Originariamente Scritto da Guareschi Visualizza Messaggio
    E' un abuso l'aver utilizzato oggi (XIX domenica TO/B, rito romano) il prefazio della SS. Eucaristia III?
    Putroppo sì, nonostante, come tu stesso hai scritto, si adattasse benissimo alle letture odierne.
    A mio parere, perlomeno nelle domeniche per annum, qualora un prefazio si adatti in qualche modo ai testi della domenica corrente, si potrebbe concedere la possibilità di utilizzarlo al posto dei prefazi domenicali "generici" (un altro esempio, non legato a quest'anno, sarebbe l'utilizzo del prefazio comune VIII nella XV domenica per annum del ciclo C, in cui si legge la parabola del buon Samaritano).
    «Vigilate ergo, quia nescitis qua die Dominus vester venturus sit».
    (Matth. 24,42)

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>