Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 11 di 11 PrimaPrima ... 91011
Risultati da 101 a 108 di 108

Discussione: Gl'Inni nella Liturgia delle Ore

  1. #101
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    11,707
    Citazione Originariamente Scritto da Fidei Depositum Visualizza Messaggio
    Credo che l'intento di dom Anselmo Lentini O.S.B., autore di questa composizione, fosse proprio quello di "tradurre artisticamente" il Poeta. Strano, però: solitamente le operazioni di versione avvengono dal latino all'italiano; qui è uno dei non rari casi in cui, a voler essere larghi, avviene il contrario.
    Grazie per aver nominato l'autore.
    Aggiorno la nostra pagina della discussione sugli Inni della LO.

    PS: Se conosci altri autori di inni "nuovi" faccelo sapere. Grazie

  2. #102
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Casa
    Età
    50
    Messaggi
    8,455
    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Grazie per aver nominato l'autore.
    Aggiorno la nostra pagina della discussione sugli Inni della LO.

    PS: Se conosci altri autori di inni "nuovi" faccelo sapere. Grazie
    Penso che molti, se non tutti, gl'inni di nuova composizione della Liturgia Horarum siano attribuibili a dom Lentini.
    Così ne parla mons. Bugnini:
    "studioso modesto e capace che attingendo vena poetica dalla pietà monastica e dalla tradizione della Chiesa ha saputo unire in perfetta armonia una voce moderna a quella dei secoli. Quella che è stata una legge rigorosamente rispettata nel corso dei lavori del Consilium (cioè l'anonimato sulla paternità delle nuove composizioni, nota mia), pare possa essere mitigata per consegnare alla storia la paternità di gemme nuove, per nulla disdicevoli, per bellezza artistica e robustezza di contenuto, col tesoro innodico tradizionale"
    (Annibale Bugnini, La riforma liturgica 1948-1975, CLV Edizioni liturgiche, Roma 1997, pag. 539 nota 61).

  3. #103
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Casa
    Età
    50
    Messaggi
    8,455
    Una lettura dell'inno Apostolorum passio, per le Lodi mattutine della solennità dei santi Pietro e Paolo:
    Volente “e” nolente: Pietro alla fine vittorioso

  4. #104
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Casa
    Età
    50
    Messaggi
    8,455
    Grazie alla pubblicazione delle annate di Notitiae, abbiamo a disposizione anche il n. 83 (vol.9/1973), nel quale, alle pagine da 179 a 192 (da 33 a 46 del pdf), troviamo la presentazione degli inni della Liturgia Horarum a cura di dom Anselmo Lentini osb.
    Di ciascun inno, in ordine alfabetico per titolo, è data la posizione all'interno di ciascun volume, l'autore e una numerazione progressiva (il primo è Primo dierum omnium, all'Ufficio delle Letture - in ore notturne - della Domenica della I settimana).

    EDIT: L'articolo di dom Lentini è in latino.
    Ultima modifica di Gerensis; 05-11-2017 alle 18:54

  5. #105
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Casa
    Età
    50
    Messaggi
    8,455
    Dal blog Sacramentum futuri - Liturgia e Bibbia di Marco Felini:

    Una "certa" penitenza. Dalla grammatica alla teologia, partendo da una traduzione per assonanze

    Quasi in procinto di lasciarli, passando agli inni delle Ore della Settimana Santa, una piccola osservazione sulla traduzione degli inni di Vespri e Lodi proposti per la Quaresima. Senza soffermarci su di un'analisi puntuale, che obbligherebbe, ancora una volta, a biasimare il traduttore, vorremmo piuttosto dare conto di un'interessante operazione, che risulta da una familiarità di recitazione e di preghiera: in questo caso, a chi ha curato la versione italiana dell'innario, potremmo riconoscere delle importanti attenuanti e comunque comprenderne le intenzioni. Vediamo.

    La terza strofa dell'inno dei vespri recita: Grande è il nostro peccato, ma più grande è il tuo amore; cancella i nostri debiti a gloria del tuo nome. Come si può vedere facilmente, dai due testi facoltativi che sono lodevolmente conservati nel Salterio, si tratta della traduzione dell'inno Audi, benigne Conditor, che a chi volesse pregare l'inno latino è suggerito per l'ufficio domenicale. Anche per chi non fosse pratico di latino, è abbastanza intuitivo l'accostamento fra traduzione e testo originale almeno per gli incipit delle prime due strofe: Accogli, o Dio pietoso [Audi, benigne Conditor] - Tu che scruti e conosci [Scrutator alme cordium]. Per la terza strofa ci può essere una vicinanza concettuale, ma risulta più difficile accostare i testi: Grande è il nostro peccato [Multum quidem peccavimus, più letteralmente Certo, senza dubbio, abbiamo molto peccato].

    Il testo italiano, poi, nel secondo stico della strofa, introduce una sorta di parallelismo progressivo: grande è il nostro peccato, ma più grande è il tuo amore. Anche nell'originale i due stichi erano strettamente connessi tramite l'avversativa sed, tuttavia il legame non era giocato sulla grandezza (già importante, quella del peccato dell'uomo; ben maggiore, quella del perdono di Dio), bensì sulla diversa qualità dell'azione: il peccare dell'uomo di fronte al perdonare di Dio: multum quidem peccavimus, sed parce confitentibus [certo, senza dubbio, abbiamo peccato, ma tu perdona a coloro che lo confessano(1)].

    Come mai il traduttore ha compiuto questa scelta?

    Non possiamo esserne sicuri, eppure riteniamo che abbia voluto, consapevolmente o meno, conservare qualcosa di un altro inno, che non ha trovato spazio nell'innario italiano. Si tratta del Iam, Christe, sol iustitiae, proposto - per quanti vogliano pregare l'inno latino - nell'ufficio feriale delle Lodi (2). Nella terza strofa ritroviamo una costruzione simile: Quiddamque paenitentiae / da terre, quo fit demptio / maiore tuo munere/ culparum quamvis grandium [Concedici di sostenere una qualche penitenza / di modo che vengano cancellate / per il tuo maggiore dono / le colpe, per quanto grandi]. Le colpe dell'uomo sono grandi, ma più grande (maggiore) è il dono di Dio, nel rimetterle. O, più compiutamente: è indispensabile che l'uomo si metta in penitenza, ma non è certo quella a meritare il perdono. Ci è ancora più necessaria la grazia più grande del perdono divino, efficace nonostante le colpe da rimettere non siano affatto insignificanti, ma reali e, appunto, «grandi».

    Sembra dunque che sia questo il testo da cui il traduttore avrebbe attinto le parole e i concetti che ha usato per tradurre la strofa del suo inno. Probabilmente ne aveva l'eco nella mente e nel cuore, quando si è trovato di fronte a quel: «multum quidem peccavimus...».

    Volendo proseguire nella questione, un altro dettaglio che potrebbe aver facilitato la commistioneè la vicinanza fra il «quidem»del primo inno e il «quiddamque» dell'altro, sebbene abbiano significati diversi. La prima congiunzione intende rafforzare e asseverare un'affermazione, mentre il pronome quidam sottolinea l'indeterminazione.

    Quiddamque paenitentiae: una certa qualcosa di penitenza, una certa qualcosa comepenitenza: la preghiera dell'inno chiede la grazia di accogliere, sopportandola, una qualche forma di penitenza. Il contesto sembra suggerircene l'attribuzione di un valore minimo, così da intendere il senso come «concedici di fare un poco di penitenza». Dovendo rimanere più fedeli al significato e all'uso particolare del pronome - «a indicare indeterminatezza qualitativa, di persone e di cose, [...] di cui non viene dato né il nome né una più precisa determinazione, o perché non sono altrimenti note o perché non si vogliono più precisamente determinare» - sembrerebbe che la sfumatura ci porti, senza negare del tutto l'altro senso, a quell'indeterminatezza, che tuttavia consente a ciascuno di vivere, nel segreto, il suo personalissimo esercizio penitenziale come se fosse l'unico e il necessario. Oltre alle forme tradizionali e alle prassi generali e comuni, non vi è una penitenza sempre e comunque valida per tutti, ma ognuno dovrà compierne taluna, la sua. Il Padre che vede nel segreto saprà cogliere in quel piccolo e peculiare gesto penitenziale quanto basta per rendere efficace e attuale la dinamica sovrabbondante del suo perdono più grande.

    Mentre un certo moralismo pelagiano appesantisce e scoraggia quanti si trovano a fare i conti con la propria debolezza, anche a fronte di un sincero affrontamento quaresimale, la liturgia consola e dona nuove energie a coloro che, al di là di pii ed esagerati propositi, vogliano veramente aprirsi al dono di questo santo tempo penitenziale, ormai prossimo alla stretta finale. Basta poco!



    (1) Ci sia consentita questa veloce traduzione di confitentibus. Sappiamo bene che il termine sarebbe assai più ricco a complesso, ma non vogliamo attardarci su di esso.

    (2) Su questo Inno avevamo già annotato qualcosa qui e qui.

    fonte

  6. #106
    Partecipante a CR
    Data Registrazione
    Jan 2018
    Località
    Córdoba (Argentina)
    Età
    47
    Messaggi
    541

    San Juan Bautista de Lasalle, presbítero

    Como un modo de honrar a san Juan Bautista de La Salle, en el III Centenario de su muerte terrena, acaecida el 7 de abril de 1719, comparto con ustedes los himnos de la Liturgia de las Horas del propio lasallano:

    https://veritasl.blogspot.com/2017/0...-la-salle.html

  7. #107
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Località
    Casa
    Età
    50
    Messaggi
    8,455
    Sapete qual è l'inno cantato alle Lodi di questa mattina trasmesse da Radio Vaticana (il podcast sarà disponibile verso le 7.00)?
    Non l'ho trovato nel proprio della LH di san Mattia, né nel Comune degli Apostoli.
    Grazie.

  8. #108
    Cronista di CR L'avatar di Salvator mundi
    Data Registrazione
    Oct 2018
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    1,353


    Dovrebbe essere Ætérna Christi múnera (con qualche piccola variazione e qualche taglio rispetto alla versione segnalata da Ambrosiano qui).

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>