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Discussione: Apostasia e scomunica: in quali casi?

  1. #11
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Non so dirti con esattezza se hai commesso apostasia o meno (in queste cose preferisco lasciare eventualmente la parola a persone più esperte di me, perché potrei commettere errori, e anche importanti), però ti segnalo se quando l’hai fatto eri un minore (cioè non avevi ancora compiuto i 18 anni di età) e/o non sapevi che all’atto fosse annessa una pena (come penso che sia, visto che hai scritto di averlo scoperto negli ultimi giorni) penso che tu non sia incorso nella scomunica latae sententiae, a norma del can. 1324 del Codice di Diritto Canonico:

    L’autore della violazione non è esentato dalla pena stabilita dalla legge o dal precetto, ma la pena deve essere mitigata o sostituita con una penitenza, se il delitto fu commesso:
    1º da una persona che aveva l’uso di ragione soltanto in maniera imperfetta;
    2º da una persona che mancava dell’uso di ragione a causa di ubriachezza o di altra simile perturbazione della mente, di cui fosse colpevole, fermo restando il disposto del can. 1326, § 1, n. 4;
    3º per grave impeto passionale, che tuttavia non abbia preceduto ed impedito ogni deliberazione della mente e consenso della volontà e purché la passione stessa non sia stata volontariamente eccitata o favorita;
    da un minore che avesse compiuto i 16 anni di età;
    5º da una persona costretta da timore grave, anche se soltanto relativamente tale, o che agì per necessità o per grave incomodo, se il delitto commesso sia intrinsecamente cattivo o torni a danno delle anime;
    6º da chi agì per legittima difesa contro un ingiusto aggressore suo o di terzi, ma senza la debita moderazione;
    7º contro qualcuno che l’abbia gravemente e ingiustamente provocato;
    8º da chi per un errore, di cui sia colpevole, credette esservi alcuna delle circostanze di cui al can. 1323, nn. 4 o 5;
    da chi senza colpa ignorava che alla legge o al precetto fosse annessa una pena;
    10º da chi agì senza piena imputabilità, purché questa rimanga ancora grave.

    [...].

    § 3. Nelle circostanze di cui al § 1, il reo non incorre nella pena latae sententiae, tuttavia possono essere inflitte al medesimo pene più miti oppure gli si possono applicare delle penitenze al fine del ravvedimento o della riparazione dello scandalo.

    Inoltre, ai sensi del can. 1323:

    Non è passibile di alcuna pena chi, quando violò la legge o il precetto:
    1º non aveva ancora compiuto i 16 anni di età;
    senza sua colpa ignorava di violare una legge o un precetto; all’ignoranza sono equiparati l’inavvertenza e l’errore;
    3º agì per violenza fisica o per un caso fortuito che non poté prevedere o previstolo non vi poté rimediare;
    4º agì costretto da timore grave, anche se solo relativamente tale, o per necessità o per grave incomodo, a meno che tuttavia l’atto non fosse intrinsecamente cattivo o tornasse a danno delle anime;
    5º agì per legittima difesa contro un ingiusto aggressore suo o di terzi, con la debita moderazione;
    6º era privo dell’uso di ragione, ferme restando le disposizioni dei cann. 1324, § 1, n. 2 e 1326, § 1, n. 4;
    7º senza sua colpa credette esserci alcuna delle circostanze di cui ai nn. 4 o 5.

    (Citazioni da: Codice di Diritto Canonico, Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, 1983, libro VI (modificato da Papa Francesco), titolo III).
    Ultima modifica di Laudato Si’; 10-06-2021 alle 20:06
    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
    (Luc. 21, 27).




  2. #12
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Nella scomunica per apostasia si incorre in seguito ad un atto pubblico, consapevole, libero e volontario che manifesti in modo inequivocabile il rifiuto della fede cattolica.

    Aver detto in confidenza ad amici e parenti di aver perso la fede non costituisce certo una pubblica apostasia.

  3. #13
    P.Willigisius carm
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    Se hai fatta una buona confessione, come sono certo, non hai nulla da temere.In caso contrario il Sacerdote ti avrebbe avvisato .Quindi starei tranquillo: non sei incorso in alcuna scomunica o sanzione. Stai sereno, e pensa che i dubbi vengono a tutti noi ,anche ai Santi.
    Per inciso ora tutti i Sacerdoti,per doverosa informazione, possono assolvere dal peccato di aborto, che di certo non ti riguarda- Vivi il tuo Cristianesimo ritrovato e confida nella Misericordia di Dio che non ci abbandona mai.Eventuali turbamenti non vengono mai dal Signore ,ma da qualche altro, che vuole la nostra rovina! Coraggio giovane fratello, non sei solo!

  4. #14
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    Innanzitutto ringrazio molto tutti per le risposte precedenti.
    A questo punto vorrei chiedere un altro parere sempre inerente a tale argomento.
    Nel canone 1347 si dice:"Non si può infliggere validamente una censura, se il reo non fu prima ammonito almeno una volta di recedere dalla contumacia, assegnandogli un congruo spazio di tempo per ravvedersi [...]".
    Ciò vale solo nelle scomuniche ferendae sententiae o anche in quelle latae sententiae?
    In teoria le pene latae sententiae sussistono dal momento dell'atto, ma se il can 1347 riguardasse anche le pene latae sententiae queste sarebbero effettive unicamente dopo un ammonimento giusto?
    A prescindere dalla mia situazione mi sto appassionando a questi argomenti.
    Vi ringrazio nuovamente in anticipo per le eventuali risposte.

  5. #15
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da Discepolodeidodici Visualizza Messaggio
    Nel canone 1347 si dice:"Non si può infliggere validamente una censura, se il reo non fu prima ammonito almeno una volta di recedere dalla contumacia, assegnandogli un congruo spazio di tempo per ravvedersi [...]".
    Ciò vale solo nelle scomuniche ferendae sententiae o anche in quelle latae sententiae?
    Una pena che ha bisogno di essere inflitta, per definizione non può che essere ferendae sententiae.


    Citazione Originariamente Scritto da P.Willigisius carm Visualizza Messaggio
    peccato di aborto, che di certo non ti riguarda
    Faccio una precisazione a latere: la scomunica per aborto volontario - fermo restando i canoni 1323-1324, quindi perseguito con piena libertà, con piena consapevolezza, con scelte non condizionate da situazioni di grave timore, eccetera eccetera - non è "prerogativa" femminile. Nella scomunica per aborto, se ne sussistono le condizioni, non incorre solo la madre ma tutti coloro che cooperano all'atto in qualsiasi forma: medici e infermieri che eseguono l'operazione e chiunque lo abbia sostenuto e incoraggiato, padre incluso se del caso.

  6. #16
    P.Willigisius carm
    visitatore
    Caro Carbonate, sono certo d'accordo con te e non potrei non esserlo,ma io mi riferivo in modo specifico a Unodeidodici, che non ha certo commesso peccato di aborto. La precisazione ,ceto necessaria, l'ho omessa ,poichè mi sto rivolgendo ai una precisa persona che aveva i
    nterpellaot noi ad aveva delle perplessità su altre azioni. Tutto qui. Comunque per l'avvenire cercherò di essere più preciso e ti ringrazio.



    Non riesco a crivere neppure te righe senza erorri, chiedo perdono a tutit,ma mi vedrò costtetto, prima o poi a limitarmi solo aleggere lgi intervneit. Forse aneh questa è per me una pruficiazione, dolorosa certo,ma forse necessaria per il mio orgoglio ferito.
    Ultima modifica di P.Willigisius carm; 11-06-2021 alle 16:00

  7. #17
    P.Willigisius carm
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    Grazie della prole di fraterno conforto,ma vedo che sto peggiorando sempre di più e non posso essere contento.

  8. #18
    Lisandro
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    Chi abbia ricevuto un'educazione cattolica tutta forma e nessuna sostanza - quelli che escono dalla cresima praticamente analfabeti della fede, per poi passare i restanti settant'anni della loro vita da "non praticanti" del tutto avulsi - qualora passasse ufficialmente ad altra religione (mettiamo ai testimoni di Geova, come succede spesso in Italia), sarebbe apostata? Non nel senso tecnico intendo, ma pragmatico, se assumiamo che partisse da una condizione di irreligiosità e, in cuor suo, non avesse rinnegato un bel niente, non essendoci niente prima.
    Apò-stasìa = prendere le distanze. Ma chi non parte effettivamente da alcun luogo, si è effettivamente allontanato?

    Riflessione a latere. Assottigliandosi così tanto il numero delle persone a cui potrebbe importare di essere stati scomunicati, questo apparecchio non ha cominciato a sembrare decrepito già da qualche tempo?

  9. #19
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da Lisandro Visualizza Messaggio
    Chi abbia ricevuto un'educazione cattolica tutta forma e nessuna sostanza - quelli che escono dalla cresima praticamente analfabeti della fede, per poi passare i restanti settant'anni della loro vita da "non praticanti" del tutto avulsi - qualora passasse ufficialmente ad altra religione (mettiamo ai testimoni di Geova, come succede spesso in Italia), sarebbe apostata? Non nel senso tecnico intendo, ma pragmatico, se assumiamo che partisse da una condizione di irreligiosità e, in cuor suo, non avesse rinnegato un bel niente, non essendoci niente prima.
    Apò-stasìa = prendere le distanze. Ma chi non parte effettivamente da alcun luogo, si è effettivamente allontanato?
    Non capisco cosa significhi "in senso pragmatico ma non tecnico": il battezzato cattolico che abbandona formalmente la fede cattolica e aderisce ad una diversa confessione è - a seconda dei casi - scismatico, eretico o apostata. Nel caso dei Testimoni di Geova, l'opzione buona è l'ultima poiché - al di là di quello che raccontano - non è una confessione cristiana.
    L'adesione formale del battezzato cattolico ad una religione a-cattolica comporta la scomunica latae sententiae. Non è una "punizione": è una presa d'atto. Abbandonando la fede cattolica ci si pone, per propria scelta, al di fuori della Chiesa Cattolica e quindi, per definizione etimologica, si è "scomunicati".

    Quale sia la responsabilità morale dell'aver abbandonato la fede nella quale si è stati battezzati, poi, è tutto un altro discorso e il foro interno lo conosce solo Dio. Ovviamente chi non ha ricevuto nessuna formazione cattolica avrà una responsabilità minore rispetto a chi ha avuto un'educazione religiosa completa e l'ha poi rinnegata. Sono due piani completamente diversi che non vanno confusi: la scomunica è una censura ecclesiastica, non è una condanna all'inferno. Il destino eterno delle anime non lo decide certo la Chiesa con il diritto canonico.

    Citazione Originariamente Scritto da Lisandro Visualizza Messaggio
    Riflessione a latere. Assottigliandosi così tanto il numero delle persone a cui potrebbe importare di essere stati scomunicati, questo apparecchio non ha cominciato a sembrare decrepito già da qualche tempo?
    Anche qui, non capisco.
    É ovvio che chi si converte ad altra religione - e probabilmente ancora di più chi approda all'ateismo - del fatto di essere scomunicato non gliene importerà nulla, ma non cambia la sostanza: se scegli di abbandonare la fede ti poni al di fuori della Chiesa Cattolica. É un dato oggettivo. Cosa significa che è "passato di moda"?

  10. #20
    Iscritto L'avatar di Macchia Nera
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    Apostasia è l'abbandono formale, pubblico e volontario della propria religione, non credo che l'abbandono della pratica religiosa possa ricadere in questa casistica.

    Per fare un esempio ci ricade lo sbattezzo, in quanto formale e "pubblico".
    Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

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