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Discussione: E' lecito pregare le anime del Purgatorio per averne intercessione di grazia?

  1. #1
    Eugenius
    visitatore
    Dal tread precedente:
    Non si deve pregare solo Dio, nelle tre persone, ma Dio? Come si coniuga la devozione a Maria con il primo ed il secondo comandamento?

    Domanda interessante. E' la stessa che mi posi io qualche tempo fa. E' possibile pregare i Santi, non è contro alcun comandamento. Bisogna stare attenti: ai Santi è tributato un culto di venerazione, solo a Dio è tributato un culto di latria, adorazione. Non è la stessa cosa. E' una cosa su cui i Protestanti fanno confusione. I Santi sono pregati per ottenere la loro benevola intercessione. Questo "potere" lo hanno ricevuto da Dio, fonte e sorgente di ogni merito. Tutto quello che hanno i Santi proviene da Dio. Quindi non c'è alcun problema a rivolgersi a loro.
    Dal Catechismo di San Pio X:
    429. Se Dio ascolta chi prega bene, perchè invochiamo anche la Madonna, gli Angeli e i Santi?
    Invochiamo anche la Madonna, gli Angeli e i Santi perché, essendo cari al Signore e pietosi verso di noi, ci aiutino nelle nostre domande con la loro potente intercessione.
    430. Gli Angeli, i Santi e 1a Madonna, perchè sono potenti intercessori presso Dio?
    Gli Angeli e i Santi sono potenti intercessori presso Dio, perchè suoi servi fedeli, anzi amici prediletti; la Madonna è potentissima, perché Madre di Dio e piena di grazia, perciò la invochiamo così spesso, tanto più che da Gesù Cristo ci fu lasciata per Madre.
    433. L'invocare la Madonna e i Santi non dimostra forse sfiducia in Gesù Cristo, l'unico Mediatore, quasi non bastino i meriti di Lui ad ottenerci le grazie?
    L'invocare la Madonna e i Santi non dimostra nessuna sfiducia in Gesù Cristo, l'unico Mediatore; al contrario una fede maggiore nei meriti di Lui, tanto grandi ed efficaci, che per essi, e solo per essi, la Madonna e i Santi hanno da Dio la grazia, i meriti e la potenza d'intercessione.
    --------
    Inoltre dal Catechismo Maggiore di San Pio X:
    367 D. Il primo comandamento proibisce forse di onorare ed invocare gli Angeli e i Santi?
    R. No, non è proibito onorare ed invocare gli Angeli e i Santi; anzi dobbiamo farlo, perché è cosa buona e utile, e dalla Chiesa altamente raccomandata, essendo essi gli amici di Dio e i nostri intercessori presso di Lui.
    368. D. Essendo Gesù Cristo il nostro unico Mediatore presso Dio, perché ricorriamo anche alla mediazione di Maria santissima e dei Santi?
    R. Gesù Cristo è il nostro Mediatore presso Dio, inquantoché, essendo vero Dio e vero Uomo, Egli solo in virtù dei propri meriti ci ha riconciliati con Dio e ce ne ottiene tutte le grazie. La Vergine poi e i Santi in virtù dei meriti di Gesù Cristo e per la carità che li unisce a Dio ed a noi, ci aiutano con la loro intercessione ad ottenere le grazie che domandiamo. E questo è uno dei grandi beni della comunione dei Santi.
    371 D. Che differenza vi è tra il cullo che rendiamo a Dio e il cullo che rendiamo ai Santi?
    R. Tra il culto che rendiamo a Dio e il culto che rendiamo ai Santi vi è questa differenza, che Iddio lo adoriamo per la sua infinita eccellenza, e i Santi invece non li adoriamo, ma li onoriamo e veneriamo come amici di Dio e nostri intercessori presso di Lui. Il culto che si rende a Dio si chiama latria cioè di adorazione, ed il culto che si rende ai Santi si chiama dulia cioè di venerazione a' servi di Dio; il culto poi particolare, che prestiamo a Maria santissima, si chiama iperdulia, cioè di specialissima venerazione, come a Madre di Dio.
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    Dal Compendio del Catechismo:

    198. Che tipo di culto si rivolge alla santa Vergine?
    971
    È un culto singolare, ma differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato soltanto alla Santissima Trinità. Tale culto di speciale venerazione trova particolare espressione nelle feste liturgiche dedicate alla Madre di Dio e nella preghiera mariana, come il santo Rosario, compendio di tutto il Vangelo.
    ------
    Dal Catechismo:

    2635 Intercedere, chiedere in favore di un altro, dopo Abramo, è la prerogativa di un cuore in sintonia con la misericordia di Dio. Nel tempo della Chiesa, l'intercessione cristiana partecipa a quella di Cristo: è espressione della comunione dei santi. Nell'intercessione, colui che prega non cerca solo “il proprio interesse, ma anche quello degli altri” ( ? Fil 2,4 ), fino a pregare per coloro che gli fanno del male [Cf Stefano che prega per i suoi uccisori, come Gesù: cf ? At 7,60; ? Lc 23,28; ? Lc 23,34 ].
    CIAO

  2. #2
    Eugenius
    visitatore
    In questo link c'è un ottima spiegazione del tema in questione, è un po' lunghino effettivamente. Comunque è ottimo per approfondire l'argomento. Comunque, tenendo a mente che un conto è dire "venerazione" ed un altro è dire "adorazione" le critiche che solitamente i Protestanti pongono ai cattolici possono essere facilmente smontate.

    link

    CIAO

  3. #3
    Eugenius
    visitatore
    Scusate, ho sbagliato posto, è già la seconda volta. Starò più attento, mi devo un po' impratichire con la struttura del forum

    CIAO

  4. #4
    lucevita
    visitatore
    Nel paese del mio esilio io Ti do lode, o Signore, e manifesto la forza e la grandezza della tua paternita' tutto il popolo della tua creazione. Nel buio del mio nulla, o Signore, io ti do lode perch, anche nell'oscurit della tristezza, contemplo nella mia carne l'impronta del tuo dito potente.
    Nella notte del mio vagare urlo a te la mia supplica e il mio ringraziamento perch, nell'incertezza del mio credere, vedo la Luce della Speranza, lo Sperato e l'Atteso, il Cristo tua luce gioiosa che inonda di Santo Fuoco i passi del mio vagare e mi lascia riposare nel Mistero.

    UN PENSIERO PER RIFLETTERE
    «Non camminare davanti a me: forse non riuscirei a seguirti.
    Non camminare dietro di me: forse non riuscirei a guidarti.
    Cammina accanto a me nell'amicizia»(Albert Camus).




    :rolleyes:

  5. #5
    Fedelissimo di CR L'avatar di Anselmo
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    Apr 2006
    Località
    Nel cuore della ben rotonda verità, che non trema, ma palpita della Sapienza eterna.
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    4,872
    A chi si riferiva Camus...?
    Initium sapientiae timor Domini
    Prima di parlare, pensa; dopo aver pensato, taci. (P.M.) A star zitti si fa sempre bella figura

    .

  6. #6
    Helveticus
    visitatore
    riporto un'articolo che ho scritto per il nostro bollettinno parrocchiale:

    I Santi Patroni

    San Lorenzo, San Silvestro, San Bartolomeo, Sant’ Agata e San Michele Arcangelo, sono i Santi Patroni dei nostri paesi e delle nostre parrocchie, ogni parrocchia, come ogni villaggio, città, nazione, arte o mestiere, ha il proprio patrono, il patrono infatti è quel Santo al quale la Chiesa affida in modo particolare la protezione di un certo gruppo di fedeli: questi possono essere coloro che vivono in una determinata città o area geografica, o coloro che esercitano un certo mestiere, o svolgono una certa attività, per questo la pietà popolare ha da sempre dato grande importanza alla festa patronale, tanto che, specialmente nelle grandi città, il giorno del patrono, oltre che solennità religiosa è pure festa civile.
    Anche nelle nostre parrocchie si è soliti solennizzare le feste patronali, ed oltre alle celebrazioni liturgiche, che in quel giorno e nella domenica seguente assumono espressioni ieratiche, spesso si affiancano feste profane con pranzi, banchetti e balli che sottolineano la festività del giorno.
    La devozione ai santi è antichissima nella Chiesa; le sue radici affondano nel culto familiare dei defunti presente in tutti i popoli, anche ai nostri giorni. La Chiesa infatti riporta il legame familiare, fondato sui vincoli del sangue, alla dimensione della nuova Famiglia dei figli di Dio, rinati attraverso il sacramento del battesimo.
    Nasce da qui l'uso di riunirsi a pregare presso le tombe dei defunti, specialmente perché i primi morti cristiani furono i martiri Stefano e Giacomo. Non si trattò quindi soltanto di fratelli nella fede, ma di fratelli morti per la fede.
    Questa iniziale devozione ai martiri si esprimerà con la riunione, nel giorno della morte, chiamato giorno della nascita al cielo, presso la loro tomba per celebrare l'Eucaristia; solo in seguito se ne invocherà l'intercessione, in quanto amici di Dio, come si legge in un antico graffito delle catacombe di S.Sebastiano a Roma, datato il 9 agosto 260, "Paolo e Pietro, pregate per Nativo nell'eternità".
    Notiamo sin dall'inizio la netta distinzione tra Dio e i santi: solo Dio è l'autore di ogni dono di Grazia; e la celebrazione annuale della memoria dei santi è occasione per accostarsi al Signore attraverso la celebrazione e la partecipazione alla Messa; le preghiere che si rivolgono ad essi sono un modo indiretto di rivolgersi a Dio, facendosi come "raccomandare" dai suoi amici, che sono anche nostri fratelli nella fede.
    La vera devozione ai santi acquista così la sua giusta espressione: ritorno a Dio attraverso la vita sacramentale, preghiera in comunione con i santi è impegno a vivere secondo l'esempio che essi hanno lasciato.
    Anche per noi, quando celebriamo le feste dei Santi Patroni, vale l'invito della Chiesa a rivedere i contenuti della nostra devozione.
    Non basta una devozione fatta di parole o di semplici gesti esterni. Dice infatti Gesù: "Non chi dice 'Signore! Signore!' entrerà nel regno dei cieli; ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt. 7,21).
    Saremo veramente devoti dei Santi se le feste diventeranno incontro sacramentale con Gesù Cristo, e se l'esempio di santità dei nostri patroni saranno punto di riferimento nella nostra vita.
    ”Occorre infine ribadire che scopo ultimo della venerazione dei Santi è la gloria di Dio e la santificazione dell’uomo attraverso una vita pienamente conforme alla volontà divina e l’imitazione delle virtù di coloro che furono eminenti discepoli del Signore.”

    f.m.

  7. #7
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    E' lecito pregare le anime del Purgatorio per averne intercessione di grazia?

    E' lecito nella Dottrina pregare un'anima del Purgatorio? Non ho detto: pregare per un'anima del Puragorio. Ho detto: un'anima del Purgatorio. Se l'anima è nel Purgatorio, infatti, mi pare sia inabile a vedere tutte le cose nel Verbo di Dio, perchè priva della visione beatifica. Pertanto, ne concludo che non può vedere i peccati e le condizioni umane per le quali la pregherei. E' così?
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  8. #8
    Moderatore tomista L'avatar di Deoiuvante
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  9. #9
    Partecipante a CR
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    A me è stato insegnato che pregare per le anime del Purgatorio spinge le stesse a pregare Dio per noi e intercedono solitamente per le grazie pratiche (io direi che la gente chiede per la maggior parte grazie pratiche... comunque, mi è stato detto così).

    E' ovvio che se ne liberiamo qualcuna con le nostre povere preghiere è santa e vede Dio in pienezza, e la sola cosa che la distingue da una Santa Rita da Cascia è il grado di santità e la 'fama' sulla Terra... quindi potresti pregare un'anima del Purgatorio perchè 'santa in pienezza' in futuro (mi spiego?).

    E comunque sono sempre anime salvate e quindi sante, la differenza è che devono espiare un po' di colpe per apparire tutte pure davanti a Dio, ma sono sempre sante e salve...

    Quindi, secondo me (mi correggeranno se sbaglio) è come pregare un santo che vede Dio in pienezza... anzi alleviando le loro sofferenze suppongo siano anche più riconoscenti e disposte a 'ricambiare' il favore.

  10. #10
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da Deoiuvante Visualizza Messaggio
    Citazione Originariamente Scritto da Serena Swann Visualizza Messaggio
    A me è stato insegnato che pregare per le anime del Purgatorio spinge le stesse a pregare Dio per noi e intercedono solitamente per le grazie pratiche (io direi che la gente chiede per la maggior parte grazie pratiche... comunque, mi è stato detto così).

    E' ovvio che se ne liberiamo qualcuna con le nostre povere preghiere è santa e vede Dio in pienezza, e la sola cosa che la distingue da una Santa Rita da Cascia è il grado di santità e la 'fama' sulla Terra... quindi potresti pregare un'anima del Purgatorio perchè 'santa in pienezza' in futuro (mi spiego?).

    E comunque sono sempre anime salvate e quindi sante, la differenza è che devono espiare un po' di colpe per apparire tutte pure davanti a Dio, ma sono sempre sante e salve...

    Quindi, secondo me (mi correggeranno se sbaglio) è come pregare un santo che vede Dio in pienezza... anzi alleviando le loro sofferenze suppongo siano anche più riconoscenti e disposte a 'ricambiare' il favore.
    Il testo di Deoiuvante contiene anche l'argomentazione di Serena Swann, se ho ben capito. In sostanza, però, si presuppone che *prima* un terrestre debba pregare queste anime, e solo dopo che loro hanno ottenuto la visione beatifica - che sicuramente otteranno, questo lo riteniamo per fede -, a quel punto ricambiano all'interno della cosiddetta comunione dei santi. Si tratterebbe, quindi, di una preghiera basata più sulla speranza che sulla certezza, o meglio su una speranza certa. Invece, anche nel testo domenicano vengono riportate varie posizioni e credo quindi che dagli anni Cinquanta questa questione teologica non si sia risolta. Forse non è nemmeno possibile risolverla.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

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