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Discussione: Comunione: può essere ripetuta in un giorno?

  1. #21
    Veterano di CR L'avatar di paololos
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    Eventualmente si potrebbe supplire con diaconi e laici che facciano una celebrazione in assenza del presbitero.
    Temo che non ci andrebbe nessuno, soddisferebbe il precetto festivo?

  2. #22
    Veterano di CR L'avatar di Lupo
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    volevo fare una domanda un pò sciocca, chi seguendo il codice di diritto canonico per esempio di domenica, si comunica due volte, poi si trova in punto di morte all'improvviso può ricevere una terza comunione?
    "Non esiste problema che con il Santo Rosario non si risolve!"

  3. #23
    Bannato
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    Temo che non ci andrebbe nessuno, soddisferebbe il precetto festivo?
    Il Diacono, in assenza di Sacerdote, soddisfa il precetto.

  4. #24
    Fedelissimo di CR L'avatar di Andrea71
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    Citazione Originariamente Scritto da ******* Visualizza Messaggio
    Il Diacono, in assenza di Sacerdote, soddisfa il precetto.
    Anche il laico, in assenza di presbitero e diacono, soddisfa il precetto. Il Direttorio della Congregazione per il Culto divino, nel documento che regola le Celebrazioni domenicali in assenza di presbitero, così recita al n. 30: Quando sono assenti sia il presbitero che il diacono, il parroco designi dei laici, ai quali dovrà essere affidata la cura delle celebrazioni, e cioè, la guida della preghiera, il servizio della Parola e la distribuzione della santa comunione.
    Da lui vengano scelti in primo luogo gli accoliti e i lettori, istituiti per il servizio dell’altare e della parola di Dio. Mancando anche questi, possono essere designati altri laici, uomini e donne, i quali possono esercitare questo incarico in forza del loro battesimo e della loro confermazione.[25] Costoro siano scelti con riguardo alla loro condotta di vita, in consonanza con il Vangelo; e si faccia attenzione che possano essere bene accetti ai fedeli. La designazione abitualmente sarà fatta per un periodo determinato e sarà manifestata pubblicamente alla comunità. Per essi conviene che si faccia una speciale preghiera in qualche celebrazione.[26]

    Il parroco abbia cura d’impartire a questi laici un’opportuna e assidua formazione e con essi prepari dignitose celebrazioni (cf. III).


    "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò". ( Gv. 20, 25).

  5. #25
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Claudine
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    Scusa perchè sarebbe un abuso in un caso e non quando ti viene bene? Se è per te un abuso lo dovrebbe essere sempre e in quel caso non dovresti considerare lecito neanche riceverla durante il matrimonio della cugina o il funerale del prozio!

    Comunque direi che le interpretazioni personali non hanno luogo d'essere:

    canone 917 del Codice di Diritto Canonico vigente:
    Chi ha già ricevuto la santissima Eucarestia, può riceverla una seconda volta nello stesso giorno, soltanto entro la celebrazione eucaristica alla quale partecipa, salvo il disposto del can. 921, § 2.

    Praticamente, se partecipi lo stesso giorno ad una seconda messa, ma dall’inizio (interamente), puoi ricevere la comunione una seconda volta. Il canone suggerisce che la prima volta avresti potuto riceverla al di fuori della celebrazione dell’eucaristia o semplicemente non partecipando ad intera celebrazione.

    Oltre questo il can. 921, § 2,spiega che chiunque potrebbe ricevere l'Eucarestia anche altre volte nello stesso giorno se si trovasse in pericolo di morte.
    Fiat Voluntas Tua.

  6. #26
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Ultima modifica di Vox Populi; 19-07-2012 alle 14:15 Motivo: correzione link
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    cum potestate et gloria magna.
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  7. #27
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    Sì, basta attenersi al diritto canonico: non è proprio il caso di dar luogo ad interpretazioni personali, anche se su questo argomento circolano varie "opinioni".

    Aggiungo solo alcune indicazioni che ho ascoltato dire a bravi sacerdoti e che mi sembrano molto giuste: sarebbe preferibile non accostarsi alla S. Comunione quando si è arrivati in ritardo a Messa, in particolare se non si è stati presenti alla proclamazione della Parola di Dio (la prima mensa della celebrazione liturgica è proprio lo "spezzare" della Parola, ed è importantissimo "ricevere" il Vangelo a Messa tanto quanto l'Eucaristia).

    Per il resto, il principio di fondo è quello che è giusto ricevere la S. Comunione tutte le volte che si partecipa alla S. Messa, perché la partecipazione diretta alla mensa eucaristica è il coronamento logico cui tende tutta la celebrazione (e quindi si suppone che è già un'eccezione partecipare a due Messe nello stesso giorno, sia per il clero che per il popolo, donde il limite massimo di due Comunioni giornaliere). Gli eccessi, ai due estremi opposti, sono quello di comunicarsi sempre e a tutti i costi (anche se si arriva in chiesa verso la fine della celebrazione, oppure se non ci si sente proprio a posto con le tre condizioni preliminari alla Comunione, tipo se si è finito di mangiare meno di un'ora prima, ecc.), e l'altro eccesso è quello di andare a fare gli spettatori delle Comunioni altrui senza accostarsi quasi mai a ricevere le Sacre Specie, o per scrupolo o per una male interpretata cognizione della grandezza del Mistero eucaristico e della nostra indegnità. Ma: "Signore, non sono degno di partecipare alla Tua mensa: di' soltanto una Parola e io sarò salvato" ... bisogna crederci.

  8. #28
    Nikodhimos
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    D'accordo,Giovanni,sottoscrivoogni parola.Solo mi chedo,anche se forse vado off topic, se è vero,come è vero, che la santa Comunione è il coronamento della Messa ,purtroppo ci troviamoi di fronte a un fenimeni di scottante attualita'.Ci sono delle persone che per vari motivi non possono fare la Comunione ,e alludo in modo particolare ai numerosi ormai divorziati che si sono risposati.Lo so che la risposta non l'ha nessuno e anche il Santo Padre ha detto ,poprio all'inizio del Suo Pontificato,incontrando in San Giovanni in laterano il Clero di roma, che è problema che nn si può ignorare.E i casi potrebbero essere anche altri. Cosa si potrebbe suggerire a questi nostri Fratelli? Di non entrare in Chiesa? Io credo certo di no. Penso che vada visto vaso per caso,ma certo ,hai ragione ,parlando in linea di massima,ma dobbiamo tenere presenti anche questi casi che sono tutt'altro che rari. Comune ,credo , che due Comunioni,per ritornare in tema,siano più che sufficienti e poi del resto ledisposizioni parlano chiaro,nonci dovrebebrio essere dubbi al riguardo.

  9. #29
    Iscritto L'avatar di Paolo216
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    Ho letto i vari post in merito, ma mi sorge una domanda: è lecito ricevere la comunione consecutivamente? ES: partecipo alla S. Messa delle 09.00 e delle 10.30; cosa si fa? Si può ricevere una seconda volta la comunione come da voi detto anche se la S. Messa precedente non è lontana dalla seconda?
    "Perché mi perseguiti?"

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikodhimos Visualizza Messaggio
    D'accordo,Giovanni,sottoscrivoogni parola.Solo mi chedo,anche se forse vado off topic, se è vero,come è vero, che la santa Comunione è il coronamento della Messa ,purtroppo ci troviamoi di fronte a un fenimeni di scottante attualita'.Ci sono delle persone che per vari motivi non possono fare la Comunione ,e alludo in modo particolare ai numerosi ormai divorziati che si sono risposati.Lo so che la risposta non l'ha nessuno e anche il Santo Padre ha detto ,poprio all'inizio del Suo Pontificato,incontrando in San Giovanni in laterano il Clero di roma, che è problema che nn si può ignorare.E i casi potrebbero essere anche altri. Cosa si potrebbe suggerire a questi nostri Fratelli? Di non entrare in Chiesa? Io credo certo di no. Penso che vada visto vaso per caso,ma certo ,hai ragione ,parlando in linea di massima,ma dobbiamo tenere presenti anche questi casi che sono tutt'altro che rari. Comune ,credo , che due Comunioni,per ritornare in tema,siano più che sufficienti e poi del resto ledisposizioni parlano chiaro,nonci dovrebebrio essere dubbi al riguardo.
    Sì, il problema dei divorziati risposati è molto sentito da tutti noi, perché credo che tutti conosciamo ormai da molto vicino persone in questa situazione, cui perlomeno va riconosciuto che si tratta di persone che hanno sofferto, hanno dovuto soffrire, hanno dovuto far soffrire altri, ecc. Tra l'altro, hanno in fronte il marchio, per così dire, di "pubblici peccatori", per questo singolo fatto delle seconde nozze dopo il divorzio, che li segna perennemente e dà visibilità della loro situazione nella comunità cristiana. Grazie a Dio non manca negli ultimi anni una sensibilizzazione nelle parrocchie per cui si è dato vita ad iniziative in favore di un'accoglienza e una reintegrazione di queste persone nella comunità, ma sta di fatto che manca quella cosa importantissima e insostituibile con nessun tipo di palliativo: l'idoneità a partecipare alla comunione eucaristica. E' un gran dolore per molti di loro. Paradosso, sembrerebbe, è che un fedele (o persino un sacerdote) potrebbe ripetutamente peccare di fornicazione, adulterio, concubinato, e poi essere riammesso, dietro assoluzione sacramentale, a tale idoneità, mentre se una persona moralmente molto ordinata e composta si è trovata, per circostanze delicatissime, a dover compiere la scelta di una nuova vita matrimoniale, si trova escluso definitivamente dalla comunione sacramentale. Sì, la grande sensibilità del nostro attuale papa ha visto giusto, e confido che la Chiesa saprà compiere significative riflessioni in merito. A noi semplici fedeli non rimane che pregare, con misericordia, per tutte queste persone.

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