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Discussione: L'attività del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

  1. #111
    Cronista di CR L'avatar di PaoVac
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    anche questo, purtroppo, molto orizzontale come messaggio... ma dov'è il proprium della proposta cristiana??
    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  2. #112
    Amministratore L'avatar di Raffaele
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    Sì, anche in questo caso il problema, oltre ad una certa vaghezza dei contenuti, mi sembra la scarsa fondazione cristologica. In ogni caso non ti preoccupare: siamo solo in tre ad aver letto questo testo.
    In Cristo l'universo è creato e tutto sussiste in lui.

  3. #113
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Comunicato Stampa del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, 04.10.2021


    Aiuti del Santo Padre alle popolazioni colpite

    dalle inondazioni in Sud Sudan e dai roghi divampati in Grecia

    A seguito delle forti piogge e delle inondazioni devastanti che nell’agosto scorso hanno colpito il Sud Sudan, causando oltre 12mila sfollati, con circa 6mila case danneggiate o distrutte e ingenti danni materiali, Papa Francesco, mediante il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha stabilito di inviare 75mila US$ come contributo alle attività di emergenza e a programmi di sostentamento della popolazione nella Diocesi di Malakal, duramente colpita.

    Il Santo Padre ha inoltre disposto di inviare un primo contributo di 50mila € a sostegno delle popolazioni che in Grecia, ancora nell’agosto scorso, hanno riportato gravi perdite per i roghi divampati sull’isola di Evia, nella penisola dell’Attica e nella Regione del Peloponneso, distruggendo oltre 100.000 ettari di terreno, campi e raccolti. Tale somma sarà destinata alle attività promosse sul territorio da Caritas Hellas.

    I contributi inviati vogliono esprimere il sentimento di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento da parte di Papa Francesco nei confronti delle persone e dei territori colpiti. Essi accompagnano la preghiera e sono parte degli aiuti che si stanno attivando in tutta la Chiesa Cattolica, che coinvolgono pure numerosi organismi di carità.

    [01343-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0628-XX.01]


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del: 04.10.2021 della Sala Stampa della Santa Sede].
    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
    (Luc. 21, 27).




  4. #114
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    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
    (Luc. 21, 27).




  5. #115
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    Comunicato Stampa del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, 17.11.2021


    Conferenza Internazionale
    “Eradicating Child Labour, Building a Better Future”
    19 Novembre 2021

    Nel suo Messaggio all’Incontro Globale della FAO sull’eliminazione del lavoro minorile in agricoltura, lo scorso 2 novembre, Papa Francesco afferma che “ancor di più quando si manifesta come sfruttamento, il lavoro minorile diventa un flagello che ferisce crudelmente l’esistenza dignitosa e lo sviluppo armonioso dei più piccoli, limitando considerevolmente le loro opportunità di futuro, poiché riduce e lede la loro vita per soddisfare i bisogni produttivi e lucrativi degli adulti”.

    Dal canto loro, l’UNICEF e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) informano che in tempo di pandemia da COVID-19 i progressi verso l’eliminazione del lavoro minorile hanno subito una battuta d’arresto per la prima volta in 20 anni, con un’inversione della tendenza al ribasso e numeri che raggiungono i 160 milioni di bambini nel mondo. È in questo contesto che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2021 Anno Internazionale per l'eliminazione del lavoro minorile.

    Per richiamare l’attenzione su questo flagello e suscitare iniziative coordinate a tutela dei minori, la Commissione Vaticana COVID-19 del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, insieme con la Missione Permanente della Santa Sede presso la FAO, promuove una Conferenza Internazionale sul tema: “Eradicating Child Labour, Building a Better Future”, che si terrà il 19 novembre, in formato virtuale, dalle 14.30 alle 16.30 CET.

    Ci si interrogherà sulla persistenza, nel XXI secolo, di forme di lavoro minorile, per comprendere quali ostacoli impediscono il superamento di questo flagello. Ponendo attenzione ai temi della salute e dell’istruzione, si comprenderà come incide il lavoro minorile sulla dignità dei bambini. Infine, sarà ribadita l’importanza del dialogo e della cooperazione internazionale per affrontare in maniera congiunta una problematica che valica confini territoriali e culturali.

    Durante l’incontro sarà proiettato un video che raccoglie pensieri e affermazioni del Santo Padre sul tema, e altri brevi contributi video, realizzati sul campo, tratteranno dei diritti negati dei minori al lavoro, di come promuoverne la dignità, e dell’impegno della Chiesa per la costruzione di un mondo dove è stata sanata la piaga del lavoro minorile.

    Aprono l’incontro i saluti del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Card. Peter K. A. Turkson, del Premio Nobel per la pace Kailash Satyarthi, del capo economista della FAO Maximo Torero. Fra i relatori: Cornelius Williams, Direttore associato per la protezione dell'infanzia presso l’UNICEF; Michelle De Cock, Capo dell'unità di ricerca e valutazione dell’ILO; Nasreen Sheikh, fondatrice di Empowerment Collective, in Nepal. Non mancheranno testimonianze dal terreno, la prospettiva delle ONG impegnate contro la piaga del lavoro minorile e l’impegno sul campo della Chiesa locale. Saranno offerti anche modelli di business che mettano al centro la dignità dei bambini.

    Chiudono l’incontro il saluto di Mons. Fernando Chica Arellano, capo della delegazione della Santa Sede presso la FAO, e di Maurizio Martina, Special Advisor del Direttore Generale della FAO.

    Per seguire l’incontro è sufficiente registrarsi al link:
    https://us02web.zoom.us/webinar/regi...QKSJuCqY2N_USg

    [01599-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0757-XX.01]


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del: 17.11.2021 della Sala Stampa della Santa Sede].
    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
    (Luc. 21, 27).




  6. #116
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    Messaggio del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale in occasione della Giornata Mondiale della Pesca (21 novembre 2021), 19.11.2021


    […].

    Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, l’Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, in occasione della Giornata Mondiale della Pesca che si celebra domenica 21 novembre 2021:

    Messaggio del Card. Peter K. A. Turkson

    La Giornata Mondiale della Pesca è stata celebrata per la prima volta nel 1998 dalle comunità di pescatori che hanno voluto richiamare l’attenzione sul modo di vivere nel settore della pesca, che impiega il numero maggiore di lavoratori e genera uno dei prodotti alimentari più trattati al mondo: il pesce.

    Quando si parla di pesca e di pescatori, è un po’ come se ci avventurasse in un mare vasto e profondo come quello in cui navi da pesca di dimensioni e forme diverse, con pescatori di tutte le etnie e nazionalità, navigano senza sosta, cercando di riempire le reti per soddisfare l'appetito insaziabile del nostro mondo.

    In questa Giornata Mondiale della Pesca, vogliamo soffermarci sul settore della pesca industriale/commerciale che, già da troppo tempo, è impigliato in una rete di difficoltà e sfide legate alle violazioni dei Diritti Umani in mare, le cui conseguenze sono state aggravate dalla pandemia di COVID-19 che ha reso ancor più problematica la vita dei pescatori e delle loro famiglie.

    Nonostante i continui sforzi profusi dalle organizzazioni internazionali per implementare le diverse Convenzioni ed Accordi riguardanti le condizioni di lavoro, la sicurezza in mare e la pesca INN, dobbiamo ammettere che la maggior parte delle volte quando il peschereccio esce dalle acque calme del porto, i pescatori diventano ostaggi di circostanze estremamente difficili da monitorare. Questo perché si trovano a miglia e miglia dalla terraferma, e l'equipaggio è impossibilitato a sbarcare regolarmente in quanto il peschereccio non lascia la zona di pesca per mesi, se non anni.

    Mentre si trovano nella zona di pesca, i pescatori subiscono minacce e intimidazioni da parte dello skipper e degli ufficiali, sono costretti a fare turni infiniti di giorno e di notte per pescare il più possibile, con qualsiasi condizione atmosferica. A causa del sovraffaticamento, frequenti sono gli infortuni sul lavoro. Con più di 24.000 morti in un anno, possiamo definire l'industria della pesca mortale. Poco o niente viene offerto come compensazione alle famiglie e ai parenti dei defunti; spesso essi non hanno neanche la consolazione di una tomba su cui pregare e deporre un fiore, perché i corpi vengono prontamente seppelliti in mare.

    L'età media della flotta mondiale della pesca industriale supera i 20 anni e dovrebbe essere fonte di grande preoccupazione per i proprietari e i governi, soprattutto per quanto riguarda la questione della sicurezza. Le condizioni a bordo sono disumane, poiché le cucine e le dispense sono sporche, i serbatoi d'acqua arrugginiti, l'acqua potabile limitata, il cibo di scarsa qualità e inadeguato. Le cabine dell'equipaggio sono piccole, senza ventilazione e con poco spazio per muoversi. Andare in bagno, spesso, è un rischioso gioco di equilibrismo su due pezzi di legno che sporgono sul mare aperto.

    A causa della mancanza di stock ittici nelle acque internazionali e delle Zone Economiche Esclusive (EEZ) sempre più in espansione, i pescherecci tendono a sconfinare nelle acque nazionali. Scoppiano così scontri armati con i militari che pattugliano i confini nazionali e, se catturati, la nave viene sequestrata, il pescato requisito, l'equipaggio rinchiuso in carcere e abbandonato in un paese straniero dall'armatore che si rifiuta di pagare i biglietti per il loro rimpatrio e il salario arretrato.

    Gli stipendi non sono proporzionati al numero di ore lavorative svolte; il lavoro straordinario non viene pagato. Una parte del salario mensile viene trattenuto dal mediatore fino alla scadenza del contratto triennale. In questo modo i pescatori sono costretti a tacere e a non lamentarsi con l'autorità, se non vogliono perdere i risparmi che l'agenzia trattiene.

    Per compensare il guadagno della pesca, ridotto a causa dell'intensa concorrenza di troppe flotte pescherecce che inseguono sempre meno pesce, proprietari di pescherecci senza scrupoli praticano la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) e altre attività criminali transnazionali, come la tratta di persone, la schiavitù, nonché il contrabbando di droga e armi.

    Come Chiesa cattolica, riconosciamo alcuni miglioramenti nelle condizioni umane e lavorative dei pescatori; purtuttavia ci rendiamo conto che ci sono ancora troppe violazioni dei diritti umani in mare. Ancora una volta, ci appelliamo alle organizzazioni internazionali, ai governi, alle società civili, ai diversi attori della filiera della pesca e alle ONG affinché uniscano le loro forze per fermarle!

    I problemi che affliggono il settore della pesca sono interconnessi. Se non concentriamo la nostra attenzione su questi continui abusi e violazioni in mare e non lavoriamo insieme per creare un'industria della pesca in cui i diritti umani e lavorativi dei pescatori siano garantiti e sostenuti, potrebbe diventare più difficile sradicarli e il costo umano ed economico sarebbe molto alto per l'industria.

    Seguendo l'insegnamento del Vangelo e il Magistero della Chiesa cattolica, la Santa Sede ha sempre auspicato che “il rispetto di tali diritti [umani] è condizione preliminare per lo stesso sviluppo sociale ed economico di un Paese. Quando la dignità dell’uomo viene rispettata e i suoi diritti vengono riconosciuti e garantiti, fioriscono anche la creatività e l’intraprendenza e la personalità umana può dispiegare le sue molteplici iniziative a favore del bene comune” (Fratelli tutti, 22).

    Invitiamo i cappellani e i volontari della Stella Maris a continuare la loro compassionevole missione di accogliere i pescatori riconoscendo nei loro volti il volto di Gesù Cristo sofferente, e fornire loro sostegno spirituale e materiale.

    Come dice Papa Francesco in “Fratelli tutti”: “Vivere indifferenti davanti al dolore non è una scelta possibile; non possiamo lasciare che qualcuno rimanga “ai margini della vita”. Questo ci deve indignare, fino a farci scendere dalla nostra serenità per sconvolgerci con la sofferenza umana” (68). In questa Giornata Mondiale della Pesca, la nostra indignazione per le numerose violazioni dei diritti umani in mare dovrebbe trasformarsi in una nuova forza che induca l'industria della pesca a porre al centro dei suoi interessi il rispetto dei diritti umani e lavorativi dei pescatori, perché, come ha detto Papa Francesco nel luglio 2019 ai partecipanti all'Incontro Europeo di Stella Maris, “…senza pescatori, molte parti del mondo morirebbero di fame”.

    Cardinale Peter K. A. Turkson
    Prefetto

    [01607-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    […].

    [B0761-XX.01]


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del: 17.11.2021 della Sala Stampa della Santa Sede.
    Citazioni: Papa Francesco, © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana].
    Ultima modifica di Laudato Si’; 19-11-2021 alle 17:24
    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
    (Luc. 21, 27).




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