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Risultati da 41 a 50 di 294

Discussione: Comunione dei fedeli sotto le due specie

  1. #41
    Utente Senior
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    Citazione Originariamente Scritto da arcycapa Visualizza Messaggio
    Devo dire che la Comunione dal Calice e` per me personalmente in questo periodo un momento molto speciale. C'e` una frazione di secondo in cui tengo il Calice in mano e guardo dentro...
    Difficile descrivere la sensazione: e` un po' come quando il prete alza l'Ostia davanti a me prima di mettermela in bocca, con la differenza che in genere il prete ha fretta, mentre col Calice mi posso "godere" lo sguardo per un attimo in piu`...
    Io mi sono comunicato al Calice al matrimonio ed è stata una bella esperienza.
    Adesso che conosco meglio la Tradizione però preferisco l'uso plurisecolare della Chiesa di far comunicare i fedeli sotto la sola specie del pane, che, giova sempre ricordarlo, contiene tutto Nostro Signore in corpo, sangue, anima e divinità.
    Altrimenti rischiamo di privilegiare l'aspetto simbolico dell'Eucaristia su quello sacramentale!

  2. #42
    Iscritto L'avatar di Enea Silvio Piccolomini
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    Citazione Originariamente Scritto da Cor Jesu sacratissimum, Miserere Visualizza Messaggio
    Nella mia parrocchia non l'ho mai vista applicare la comunione sotto le due specie. Verosimilmente perché si farebbe più lentamente
    Credo pure io che sia il motivo per cui (fortunatamente) questa pratica stenta a decollare.

  3. #43
    Partecipante a CR L'avatar di Radames
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    Nella mia Parrocchia la Comunione sotto le due specie si fa solo nella Messa in Coena Domini.

  4. #44
    Nuovo iscritto L'avatar di margot_41
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    Nella mia parrocchia si amministra la comunione sotto le due specie ad ogni celebrazione. Il nostro parroco utilizza sempre i ministri "straordinari" dell'Eucaristia (che non sono più tanto "straordinari" ma "ordinari").
    Anzi spesso vengono utilizzati per la distribuzione anche persone che non lo sono affatto, viene dato loro il ministero "ad actum" (non so se è esatto il termine).
    Al corso di aggiornamento annuale i ministri vengono spesso ammoniti che l'uso del proprio servizio deve essere appunto "straordinario" e mirato soprattutto all'assistenza per gli ammalati, ma il parroco si giustifica dicendo appunto che è per ragioni pastorali.
    (vi invito a leggere attentamente l'ISTRUZIONE Redemptionis sacramentum su alcune cose che si devono osservare ed evitare
    circa la Santissima Eucaristia del 25 marzo 2004.
    Saluti

  5. #45
    Fedelissimo di CR L'avatar di arcycapa
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    Citazione Originariamente Scritto da Ladrone Visualizza Messaggio
    Io mi sono comunicato al Calice al matrimonio ed è stata una bella esperienza.
    Adesso che conosco meglio la Tradizione però preferisco l'uso plurisecolare della Chiesa di far comunicare i fedeli sotto la sola specie del pane, che, giova sempre ricordarlo, contiene tutto Nostro Signore in corpo, sangue, anima e divinità.
    Altrimenti rischiamo di privilegiare l'aspetto simbolico dell'Eucaristia su quello sacramentale!
    Uhm... . Anche il Calice contiene tutto Nostro Signore in corpo, sangue, anima e divinita`. E, dal racconto di S. Giustino Martire (secondo secolo), la Comunione veniva data allora sotto entrambe le specie. Non capisco perche' tu metta l'aspetto "simbolico" e quello "sacramentale" in contrapposizione... a patto che il fedele sappia la differenza, e che sappia che sia il Pane che il Vino sono davvero Gesu`, penso che non sia sbagliato accentuare l'Eucarestia come segno, a patto che si sappia che e` piu` di un segno.


    A questo riguardo, il Catechismo dice:

    1390 In virtù della presenza sacramentale di Cristo sotto ciascuna specie, la comunione con la sola specie del pane permette di ricevere tutto il frutto di grazia dell'Eucaristia. Per motivi pastorali questo modo di fare la Comunione si è legittimamente stabilito come il più abituale nel rito latino. Tuttavia “la santa Comunione esprime con maggior pienezza la sua forma di segno, se viene fatta sotto le due specie. In essa risulta infatti più evidente il segno del banchetto eucaristico” [Principi e norme per l'uso del Messale Romano, 240].


    Secondo voi cosa sono questi "motivi pastorali"?

  6. #46
    Fedelissimo di CR L'avatar di arcycapa
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    Citazione Originariamente Scritto da margot_41 Visualizza Messaggio
    vi invito a leggere attentamente l'ISTRUZIONE Redemptionis sacramentum su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia del 25 marzo 2004.
    A questo riguardo, la Redemptionis Sacramentum dice:

    4. La Comunione sotto le due specie
    [100.] Al fine di manifestare ai fedeli con maggior chiarezza la pienezza del segno nel convivio eucaristico, sono ammessi alla Comunione sotto le due specie nei casi citati nei libri liturgici anche i fedeli laici, con il presupposto e l’incessante accompagnamento di una debita catechesi circa i principi dogmatici fissati in materia dal Concilio Ecumenico Tridentino.[186]
    [101.] Per amministrare la santa Comunione ai fedeli laici sotto le due specie si dovrà tenere appropriatamente conto delle circostanze, sulle quali spetta anzitutto ai Vescovi diocesani dare una valutazione. Ciò si escluda assolutamente quando esista rischio, anche minimo, di profanazione delle sacre specie.[187] Per un più ampio coordinamento, occorre che le Conferenze dei Vescovi pubblichino, con la conferma da parte della Sede Apostolica, mediante la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, le norme relative soprattutto al «modo di distribuire ai fedeli la santa Comunione sotto le due specie e all’estensione della facoltà».[188]
    [102.] Non si amministri ai fedeli laici il calice, laddove sia presente un numero di comunicandi tanto grande[189] che risulterebbe difficile stimare la quantità di vino necessario per l’Eucaristia e esisterebbe il rischio che «rimanga una quantità di Sangue di Cristo superiore al giusto da assumere al termine della celebrazione»,[190] né parimenti laddove l’accesso al calice può essere regolato con difficoltà o fosse richiesta una quantità sufficiente di vino, della quale solo difficilmente si può avere garanzia di provenienza e qualità, o laddove non sia disponibile un congruo numero di ministri sacri né di ministri straordinari della sacra Comunione provvisti di appropriata preparazione, o laddove una parte notevole del popolo perseveri, per varie ragioni, nel rifiutarsi di accedere al calice, facendo così venir meno in un certo qual modo il segno dell’unità.
    [103.] Le norme del Messale Romano ammettono il principio che, nei casi in cui la Comunione è distribuita sotto le due specie, «il Sangue di Cristo può essere bevuto direttamente al calice, per intinzione, con la cannuccia o con il cucchiaino».[191] Quanto all’amministrazione della Comunione ai fedeli laici, i Vescovi possono escludere la modalità della Comunione con la cannuccia o il cucchiaino, laddove non sia uso locale, rimanendo comunque sempre vigente la possibilità di amministrare la Comunione per intinzione. Se però si usa questa modalità, si ricorra ad ostie che non siano né troppo sottili, né troppo piccole e il comunicando riceva dal Sacerdote il Sacramento soltanto in bocca.[192]
    [104.] Non si permetta al comunicando di intingere da sé l’ostia nel calice, né di ricevere in mano l’ostia intinta. Quanto all’ostia da intingere, essa sia fatta di materia valida e sia consacrata, escludendo del tutto l’uso di pane non consacrato o di altra materia.
    [105.] Se non fosse sufficiente un solo calice per distribuire la Comunione sotto le due specie ai Sacerdoti concelebranti o ai fedeli, nulla osta che il Sacerdote celebrante usi più calici.[193] Va, infatti, ricordato che tutti i Sacerdoti che celebrano la santa Messa sono tenuti a comunicarsi sotto le due specie. In ragione del segno, è lodevole servirsi di un calice principale più grande insieme ad altri calici di minori dimensioni.
    [106.] Ci si astenga, tuttavia, dal riversare dopo la consacrazione il Sangue di Cristo da un vaso in un altro, per evitare qualunque cosa che possa risultare irrispettosa di così grande mistero. Per ricevere il Sangue del Signore non si utilizzino in nessun caso brocche, crateri o altri vasi non integralmente rispondenti alle norme stabilite.
    [107.] Secondo la normativa stabilita dai canoni, «chi getta via le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; il chierico inoltre può essere punito con altra pena, non esclusa la dimissione dallo stato clericale».[194] All’interno di questo caso si deve considerare annoverabile qualunque azione volontariamente e gravemente volta a dispregio delle sacre specie. Se, pertanto, qualcuno agisce contro le suddette norme, gettando ad esempio le sacre specie nel sacrario o in luogo indegno o a terra, incorre nelle pene stabilite.[195] Tengano, inoltre, tutti presente che, al termine della distribuzione della santa Comunione durante la celebrazione della Messa, vanno osservate le prescrizioni del Messale Romano, e soprattutto che quanto eventualmente resta del Sangue di Cristo deve essere subito interamente consumato dal Sacerdote o, secondo le norme, da un altro ministro, mentre le ostie consacrate avanzate vengano o immediatamente consumate all’altare dal Sacerdote o portate in un luogo appositamente destinato a conservare l’Eucaristia.[196]

  7. #47
    Veterano di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da arcycapa Visualizza Messaggio
    Secondo voi cosa sono questi "motivi pastorali"?
    Il maggior tempo che occorrerebbe per comunicarsi, la necessità di consacrare molto vino, la conseguente difficoltà nell'evitare profanazioni e nel riporre il vino avanzato, la facilità con cui delle gocce possano cadere in terra, ...

  8. #48
    Fedelissimo di CR L'avatar di arcycapa
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    Citazione Originariamente Scritto da margot_41 Visualizza Messaggio
    Nella mia parrocchia si amministra la comunione sotto le due specie ad ogni celebrazione. Il nostro parroco utilizza sempre i ministri "straordinari" dell'Eucaristia (che non sono più tanto "straordinari" ma "ordinari").
    (...)
    il parroco si giustifica dicendo appunto che è per ragioni pastorali.
    Questo e` un abuso ben diffuso, ma dovresti controllare cosa dice il Vescovo. Perche' il Vescovo ha il potere di permettere la Comunione sotto entrambe le specie nella sua Diocesi e di indicare come vada effettuata. Per cui, se il Vescovo e` al corrente che nella tua parrocchia c'e` solo un prete ad ogni Messa, e` chiaro che la Comunione col Calice debba essere distribuita da qualcun altro.

    Qui in America l'istruzione dice che sarebbe bene non farlo in questi casi per evitare che i ministri "straordinari" diventino "ordinari", ma poi dice che e` il Vescovo che decide per la sua Diocesi.

  9. #49
    Utente Senior
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    Citazione Originariamente Scritto da arcycapa Visualizza Messaggio
    Uhm... . Anche il Calice contiene tutto Nostro Signore in corpo, sangue, anima e divinita`. E, dal racconto di S. Giustino Martire (secondo secolo), la Comunione veniva data allora sotto entrambe le specie. Non capisco perche' tu metta l'aspetto "simbolico" e quello "sacramentale" in contrapposizione... a patto che il fedele sappia la differenza, e che sappia che sia il Pane che il Vino sono davvero Gesu`, penso che non sia sbagliato accentuare l'Eucarestia come segno, a patto che si sappia che e` piu` di un segno.
    Il dualismo tra significato ed efficacia dei segni sacramentali, ed eucaristici in particolare, ha radici antiche. Basti pensare alla disputa eucaristica del IX secolo tra Pascasio e Ratramno fino alla definizione del dogma della transustanziazione del IV Concilio Laterano, per giungere poi fino alle eresie di Lutero e soprattutto di Calvino e Zwinglio e alle puntuali definizioni del Concilio di Trento.
    La comunione sub utraque specie è certamente lecita anche per il popolo, ma non vedo per quale motivo vada stravolto un uso plurisecolare della Chiesa. In quest'epoca di anomia liturgica e di confusione dottrinale non ne vedo alcun bisogno. Anzi....

  10. #50
    Utente Senior
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    Citazione Originariamente Scritto da margot_41 Visualizza Messaggio
    Si ricorre ai "motivi pastorali" quando non si sa cosa rispondere, anche se si chiedono ulteriori spiegazioni.
    I motivi storici per cui, nell'alto Medioevo, fu abbandonata la comunione sub utraque specie per il popolo sono principalmente due.
    Il primo, strettamente "pastorale" e pratico fu la difficoltà pratica di distribuire il vino consacrato ad un grande numero di persone salvando le più elementari norme igieniche ed evitando i richi di profanazione.
    Il secondo fu il diffondersi dell'eresia degli utraquisti, che sostenevano che nella specie del pane fosse contenuto solo il corpo di Cristo e nella specie del vino solo il sangue.

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