Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: CEI: attività, documenti e interventi della Presidenza e dei vari organismi

  1. #561
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    La solidarietà della CEI alla popolazione di Ischia

    “Ci uniamo nella preghiera e nella solidarietà alla comunità di Ischia colpita oggi da una frana che ha causato morte e dolore”. Il Presidente e il Segretario Generale della CEI, Card. Matteo Zuppi e Mons. Giuseppe Baturi, hanno raggiunto telefonicamente il Vescovo di Ischia, Mons. Gennaro Pascarella, per esprimere vicinanza alle popolazioni in sofferenza per questa calamità e offrire l’aiuto della Segreteria Generale per le prime necessità. Caritas Italiana è in contatto con il Delegato regionale di Caritas Campania e con Caritas Ischia, che è già operativa sul posto, per valutare insieme bisogni e interventi.

    26 Novembre 2022


    (Fonte, dal sito della Conferenza Episcopale Italiana. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
    «Chi ha conservato la fede in Dio non ha perduto niente,
    quand’anche avesse perduto il resto del mondo» (Axel Oxenstierna).



  2. #562

  3. #563

  4. #564
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    Veglia di preghiera per la pace

    In un momento di grandi conflittualità, con una escalation terribile nel cuore dell’Europa, la Chiesa in Italia vivrà un momento di preghiera per la pace sulla tomba di San Nicola, santo venerato sia dai Cattolici sia dagli Ortodossi (e molto a cuore al popolo ucraino e a quello russo). L’iniziativa, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, si svolgerà il 21 dicembre, a pochi giorni dalla Solennità del Natale, nella Basilica di San Nicola, alle ore 18.30 (diretta su Tv2000 – canale 28). La Veglia di preghiera sarà guidata dal Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
    “Viviamo giorni difficili e li affrontiamo – sottolinea il Card. Zuppi – con sentimenti contrastanti, perché le paure e l’angoscia causate dalla guerra, dalle guerre, rischiano di offuscare la luce del Natale. Per questo, vogliamo pregare, insieme, per invocare il dono della pace nel cuore di ciascuno e sull’umanità intera; per ritrovare, in quel Bambino che nasce, la tenerezza che permette di scorgere nell’altro un fratello e una sorella e la forza per spezzare le catene del male che imprigionano il mondo. Chiediamo l’intercessione di San Nicola, uomo di pace e di comunione, perché chi regge le sorti delle nazioni sappia anteporre l’amore all’odio, il bene comune agli interessi particolari, il dialogo al rumore delle armi”.
    “Invocare la pace non è il facile e comodo atteggiamento di chi si disimpegna dinanzi alla storia, ma l’atto più rivoluzionario che la storia possa conoscere, poiché richiede il coraggio di disarmare i cuori da ogni forma di orgoglio e ricercare quella fraternità necessaria per costruire una umanità rinnovata”, afferma Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto, ricordando che la Veglia del 21 dicembre “sarà uno spazio di grazia a cui si uniranno le altre diocesi italiane e diverrà momento forte per elevare la nostra supplica al Signore, per intercessione di San Nicola, il vittorioso”.

    06 Dicembre 2022


    (Fonte, dal sito della Conferenza Episcopale Italiana. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
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  5. #565
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    Il 21 dicembre la Veglia di preghiera per la pace

    Si terrà il 21 dicembre, nella Basilica di San Nicola, la Veglia di preghiera per la pace promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto. A pochi giorni dalla Solennità del Natale, mentre nel cuore dell’Europa la guerra continua a seminare distruzione e morte, la Chiesa in Italia – unita a tutti i cristiani di Ucraina e Russia – invocherà il dono della pace sulla tomba di San Nicola, venerato sia dai Cattolici sia dagli Ortodossi. La Veglia, che sarà guidata dal Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, inizierà alle ore 18.30 e sarà trasmessa in diretta da Tv2000.
    Saranno presenti Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio e Vice Presidente della CEI, Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo e Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, i Vescovi della Puglia. A loro si uniranno anche i delegati della Conferenza Episcopale della Chiesa romano cattolica in Ucraina, della Chiesa greco-cattolica in Ucraina e dell’Esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Parteciperanno alla preghiera anche i fratelli delle Chiese ortodosse presenti stabilmente nella città di Bari.
    Prima della Veglia, alle 17.30 sono previsti i saluti istituzionali del Card. Zuppi, di Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto, di padre Giovanni Distante, Priore della Basilica di San Nicola, di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, di Antonio Decaro, Sindaco di Bari, e di Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato per la difesa che parteciperà all’iniziativa in rappresentanza del Governo.


    20 Dicembre 2022


    (Fonte, dal sito della Conferenza Episcopale Italiana. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
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  6. #566
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    Veglia di preghiera per la pace: l’omelia del Card. Zuppi

    Il 21 dicembre, nella Basilica di San Nicola a Bari, si è tenuta la Veglia di preghiera per la pace promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto. A pochi giorni dalla Solennità del Natale, mentre nel cuore dell’Europa la guerra continua a seminare distruzione e morte, la Chiesa in Italia – unita a tutti i cristiani di Ucraina e Russia – ha invocato il dono della pace sulla tomba di San Nicola, venerato sia dai Cattolici sia dagli Ortodossi.
    Pubblichiamo di seguito il testo dell’omelia del Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, che ha guidato la Veglia.
    In allegato il suo saluto alle autorità religiose e civili presenti.


    È una grazia trovarsi insieme in questa casa così ricca di storia e di fede, nella città di Bari, porta di accoglienza e dialogo, che dimostra come il mare può essere davvero nostro, dove “nostro e vostro” si uniscono e il fatto di essere diversi e di attingere alle medesime risorse può significare unione e non competizione, conoscenza e non violenza. Siamo vicini al Natale, risposta di Dio al desiderio di ogni uomo di trovare pace, felicità, amore. La risposta di Dio è il suo amore che non rimane senza forma ma presenza. È Dio che nasce, bambino perché l’amore non sia un’indicazione generica e facile come amano i maestri che dispensano verità prive di cure. Dio nasce nelle cantine che diventano rifugi, nelle case distrutte, nelle grotte di cuori segnati dalla violenza subita. Nella tradizione bizantina, come sappiamo, Gesù è raffigurato non deposto in una mangiatoia, ma nel sepolcro. È luce che viene nelle tenebre. Dio non nasce in una vita facile e finta, ma nella lotta terribile tra vita e morte. Nasce per aprire il sepolcro e farne porta del cielo.

    Presentiamo la nostra domanda di pace con l’intercessione di San Nicola, che tanta devozione raccoglie in Ucraina e Russia. Il nostro Dio è “molto geloso di Sion”, perché è amore vero, non elisir di benessere per individualisti che riducono tutto alla propria personale convenienza o ad una elicità individuale a qualsiasi prezzo. Gesù piange guardando Gerusalemme della quale ne osserva la distruzione. Gesù piange, non condanna o rivendica di avere ragione: piange e affronta il male perché il male non sia l’ultima parola e perché in ogni loro croce gli uomini vedano il suo amore.

    Il sogno di Dio è che “diventiamo vecchi e vecchie” in piazze che “formicoleranno di fanciulli e di fanciulle”. Vecchi e giovani, la vita protetta dall’inizio alla fine. Per realizzare questo sogno, che è suo e nostro, Dio ci affida “il seme della pace”. Gesù è questo seme, pagato a caro prezzo, tutt’altro che un’entità generica e falsamente rassicurante. Dio è felicità vera, ma ci chiede di amare, cioè di donare non di possedere. Si può forse essere felici e amare da soli? Amarsi senza amare rovina la nostra vita! E la pace è un seme, irriducibile, perché non c’è vita senza pace. Dipende da noi! Non prediamocela con Dio! Lui la pace l’ha pagata a caro prezzo. Adesso dipende solo da noi.

    Siamo qui per affidare all’intercessione di San Nicola la sofferenza di tanti il cui dolore è il nostro dolore, le cui lacrime sono le nostre. Basta parlare con una donna ucraina per vedere le lacrime che sgorgano immediate, pensando ai cari lontani o che non ci sono più. Ricordo la foto – perché sono immagini di via crucis di Gesù e dobbiamo stamparcele nel cuore e non fare zapping – di quella donna che stava per partorire, portata in uno scenario spettrale su una barella fuori dall’ospedale di Mariupol bombardato. Ecco perché siamo qui. Per lei e per il suo bambino, che hanno perso la vita tutti e due. L’ansia della pace è il loro e nostro grido, che diventa preghiera: vieni Gesù, porta il Natale della pace in Ucraina, fa che il seme della pace possa crescere nelle crepe di cuori induriti, di paesi distrutti, di corpi violati, di persone disperate, perché Tu possa raggiungere tutti con la forza della sua grazia, che possano vedere presto i piedi «del messaggero che annuncia la pace» (Is 52,7). È un sogno? No. È speranza, visione, scelta. È non abituarsi alla guerra, per di più tra cristiani, umiliazione e scandalo perché offende il nostro unico e comune Maestro che la spada ordina di rimetterla nel fodero, ricordando che chi di spada ferisce di spada perisce e che la violenza segna la vita della vittima e dell’assassino, sempre. L’Erode della guerra che tanti santi innocenti produce si rivolta anche contro chi crede di usarlo e lo distrugge.

    Cosa può pensare San Nicola se non rattristarsi e chiedere nel nome di Dio di fermarsi? San Nicola non vuole la violenza e ordina la pace! Non si dica che non ci sono le condizioni! Quelle si trovano! La pace non è un sogno è l’unica via per vivere! È la scelta, non una scelta. E la pace diventa preghiera, sofferta, per certi versi drammatica invocazione. Ma la pace è anche solidarietà per aiutare chi è colpito, perché la guerra senza nessuna pietà distrugge tutto, perfino gli ospedali, le scuole. La guerra uccide di freddo, di malattie non curate, di disperazione. Non smettiamo di aiutare, accogliere, mandare aiuti! Comunque fanno sentire che qualcuno si ricorda di loro, che non sono soli. Ed è già molto.

    Un profeta di questa terra di Puglia, un instancabile operatore di pace, don Tonino Bello, in giorni in cui si assisteva a una crescente militarizzazione, scriveva: «Incombe su di noi la dissolvenza in negativo del testo di Isaia che dice: “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci, e non si eserciteranno più nell’arte della guerra. Ci sovrasta l’ombra di un minaccioso anti-Isaia, dove sono i vomeri a trasformarsi in spade e le falci in lance». Non è questo anche il terribile rischio del nucleare? E non dobbiamo pensare già al disarmo e a investire proporzionalmente in vie di dialogo? Facciamo nostra la sua preoccupazione, che supera il tempo e ci aiuta a vivere il nostro, perché ciascuno di noi non si stanchi mai di coltivare sogni di speranza e di pace. Senza visione di pace non la si cerca e non la troviamo! Certo, un seme sembra piccolo, inutile! In esso è nascosta, però, tutta la pace. Ed è affidato a noi. Se lo teniamo per noi non serve a nulla. Possiamo, ciascuno di noi, artigiano com’è di pace, gettare il seme con il perdono che estingue l’odio, con la conoscenza che libera dal pregiudizio, con la solidarietà che libera dalle conseguenze terribili, con l’accoglienza che libera dalla disperazione. Tutti possiamo fare tanto. È la famosa goccia che riempie l’oceano. E noi vogliamo esserci e non fare mancare la nostra. Anche perché, non dimentichiamolo, in una sola goccia qualcuno vedrà tutto l’oceano!

    Vogliamo che tanti vedano la luce del Natale riflessa dalla nostra umanità e solidarietà. Noi vogliamo sollecitare, nella nostra umiltà, ma anche con la ferma risoluzione chi può e deve fare qualcosa per la pace perché, anche in maniera esplorativa, sia avviato un cammino che conduca al dialogo. Quanta distruzione di persone e cose dobbiamo aspettare? San Nicola, uomo di pace, volge le spalle a chi non ascolta l’invito di scegliere la pace! Sollecitiamo la preparazione di una conferenza che, come saggiamente avvenne a Helsinki ormai troppi anni fa, possa risolvere tanti conflitti e creare le basi di una convivenza pacifica. E questa inizia tessendo interessi comuni, riannodando i fili di fiducia che si sono spezzati. Rinnoviamo l’appello perché nei giorni di Natale non si compiano azioni militari attive e sia permesso ai cristiani di onorare il Dio della pace, non si profani quel giorno distruggendo le tante Betlemme dove vuole nascere il Signore. San Nicola ispiri la saggezza e il coraggio di questa scelta.

    Non ci abituiamo alla guerra e facciamo nostra la stessa trepida attesa del Papa per commuoverci come lui, sperando che ogni giorno sia l’ultimo di guerra e attendendo con ansia, con la fretta di Maria, che venga il Natale della pace. Che tutti noi, come Maria, senza chiederci se tocca o meno a lui, senza indugi, facciamo crescere il seme della “pace”, che richiede fatica, tenacia, creatività. Lo facciamo perché non abbiamo pace senza la loro pace.

    Desidero far risuonare ora quanto il Santo Padre disse quattro anni fa, sul sagrato di questa Basilica. Restano ancora oggi purtroppo di drammatica attualità: «La pace va coltivata anche nei terreni aridi delle contrapposizioni, perché oggi, malgrado tutto, non c’è alternativa possibile alla pace. Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro, che all’ostentazione di minacciosi segni di potere subentri il potere di segni speranzosi. […] Per fare questo è essenziale che chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi. Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! […] L’anelito di pace si levi più alto di ogni nube scura. I nostri cuori si mantengano uniti e rivolti al Cielo, in attesa che, come ai tempi del diluvio, torni il tenero ramoscello della speranza. Su te sia pace! In te giustizia, sopra di te si posi la benedizione di Dio. Amen».

    Su di te sia pace, Ucraina. Amen.


    22 Dicembre 2022


    (Fonte, dal sito della Conferenza Episcopale Italiana. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
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  7. #567
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    Missione in Togo e Benin

    Quarantotto progetti – di cui 18 in Togo e 30 in Benin – sono stati visitati, dal 4 al 17 novembre, da una delegazione della CEI guidata da don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio Nazionale per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo.
    Il viaggio è stato occasione per verificare lo stato di avanzamento dei lavori relativi agli interventi finanziati con i fondi dell’8xmille, approvati dal Comitato, oltre che per incontrare i Vescovi della Chiesa locale e gli operatori impegnati sul campo.
    La prima tappa è stata la diocesi di Lomè, dove sono stati realizzati sette progetti, tra i quali la scuola “Père Augustin Planque”, che è stata ristrutturata e ampliata e attualmente accoglie 930 alunni; lo studentato femminile che ospita 40 ragazze madri che frequentano i corsi universitari e i loro bimbi; il laboratorio analisi con ambulatori annessi al Centro di salute mentale di Agoè-Nyvè, gestito dai Fatebenefratelli.
    Nella diocesi di Aneho, invece, la delegazione ha potuto visitare il Centro di formazione giovanile “Saint Pierre” che permetterà ai ragazzi di non lasciare il proprio villaggio per completare l’iter scolastico, e l’ospedale di Afagnan dove sono stati realizzati due edifici: uno per i cooperanti che periodicamente arrivano dall’Europa per supportare il lavoro di medici e personale, e uno per gli allievi della scuola infermieri.
    Tra i tre progetti conclusi a Kpalimé spicca il Dispensario costruito in una zona molto periferica e difficilmente raggiungibile, al confine con il Ghana: un vero e proprio “fiore all’occhiello” per l’intera zona. Se nella diocesi di Sokodé i quattro interventi riguardano soprattutto l’ambito sanitario (di particolare rilevanza il Centro per l’accoglienza, la cura e il reinserimento di pazienti psichiatrici), nella diocesi di Kara sono stati costruiti un centro di formazione e accoglienza e una scuola secondaria con mensa.
    In Benin, la delegazione ha visitato le scuole primarie, secondarie e di formazione professionale sorte nella diocesi di Natitingou, ma anche due ospedali, quello oculistico di Tinrè – l’unico del Paese dedicato al trattamento delle patologie oculari – e quello di Boko, e gli edifici (biblioteca, aule, negozi, tipografia e laboratori) di Parakou. Dopo un passaggio a Ndali, il gruppo si è spostato nelle diocesi di Dassa, Abomey e Lokossa, dove sono stati realizzati otto interventi: tra questi, un centro di accoglienza per tossicodipendenti e uno di formazione per adolescenti e giovani vulnerabili.
    A Cotonou, invece, prosegue il progetto Sorrisi per i piccoli pazienti con labbro leporino e malformazioni facciali ed è in fase di costruzione una sede universitaria che accoglierà 3000 studenti; a Porto Novo, grande attenzione è stata data all’ambito scolastico e formativo, con la costruzione di nuove scuole e laboratori professionali. Prima del ritorno in Italia, la delegazione ha visitato il Centro diagnostico oncologico (l’unico del Benin) e di primo soccorso di Zinviè, realizzato presso il grande ospedale gestito dai Padri Camilliani, e il Liceo “Pere Planque”, ampliato e arredato grazie ai fondi dell’8xmille.

    22 Dicembre 2022


    (Fonte, dal sito della Conferenza Episcopale Italiana. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
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  8. #568
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    Avviato un percorso di studio per rendicontare l’impatto dell’8xmille

    L’8xmille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, permette di realizzare migliaia di interventi in Italia e numerosi progetti nei Paesi in via di sviluppo, nell’ambito del culto e della pastorale, del sostentamento del clero e degli interventi caritativi.
    Per incrementare la trasparenza sui fondi investiti, la Conferenza Episcopale Italiana ha attivato un percorso triennale di studio con il centro di ricerca Tiresia del Politecnico di Milano, il Collegio Carlo Alberto e Legance, che ha l’obiettivo di misurare e rendicontare l’impatto intenzionale e addizionale delle risorse 8xmille.
    Grazie alla collaborazione con il centro del Politecnico di Milano e utilizzando una metodologia basata sulla “Teoria del Cambiamento”, sarà possibile costruire e validare empiricamente una infrastruttura di misurazione, valutazione e gestione dell’impatto attraverso modelli di ricerca quantitativi/qualitativi integrati da studi accademici controfattuali riconosciuti a livello internazionale.
    “Abbiamo scelto di avviare questo progetto di ricerca – spiega Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI – perché siamo convinti che l’obiettività dei numeri non tolga nulla alla bellezza di quanto realizzato, che ha una ricaduta significativa nelle nostre Diocesi e all’estero in termini di culto, pastorale, formazione, sviluppo, promozione umana e sociale. Verificare l’impatto dei fondi 8xmille risponde alla scelta di trasparenza fatta dalla CEI e contribuisce a garantire la validità del sistema, che per lo Stato esprime i principi di laicità, partecipazione democratica, libertà religiosa e rispetto del pluralismo dei soggetti religiosi. Attraverso questo strumento di democrazia fiscale, lo Stato riconosce la funzione della Chiesa e delle altre Confessioni religiose per il bene della società e rende effettiva la libertà religiosa non solo in termini individuali ma anche comunitari”.
    “Per il Politecnico di Milano e per Tiresia – dichiara il Prof. Mario Calderini, Direttore di Tiresia e Professore Ordinario della School of Management del Politecnico di Milano – la misurazione dell’impatto generato dalla CEI attraverso le risorse dell’8xmille rappresenta, per la sua complessità e la sua rilevanza sociale, una sfida straordinaria che siamo orgogliosi di intraprendere”.

    23 Dicembre 2022


    (Fonte, dal sito della Conferenza Episcopale Italiana. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
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  9. #569
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    Comunità Energetiche Rinnovabili: indicazioni e suggerimenti

    Il Tavolo Tecnico istituito presso la Segreteria Generale fa il punto della situazione, a due mesi di distanza (11 ottobre 2022), sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) descrivendo l’attuale quadro normativo, ancora incompleto, illustrando le questioni aperte, indicando le cautele necessarie e le azioni auspicabili.
    Il Tavolo tecnico, formato dall’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, dall’Ufficio Nazionale per i problemi giuridici, dall’Economato e Amministrazione, da Caritas Italiana e dal Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, ricorda che le CER rappresentano una fisiologica evoluzione del sistema di distribuzione dell’energia oltre che della sua produzione. Si tratta di un nuovo soggetto giuridico composto da un gruppo di singoli soggetti che decidono di autoprodurre, accumulare e scambiarsi energia generata da fonti rinnovabili, nello spirito di una vera comunità e aprendo a nuove esperienze e modelli di sviluppo economico, sostenibile e partecipato.
    Le CER sono dunque uno strumento importante per favorire la transizione energetica in un’ottica di ecologia integrale, contrastare la povertà energetica che ha colpito famiglie e persone fragili nel nostro Paese e favorire la creazione di legami comunitari solidali nella rete territoriale civile ed ecclesiale.
    Al momento, tuttavia, non sussistono tutte le condizioni normative per una immediata costituzione delle CER. Nello specifico, non sono delineate nel dettaglio quali configurazioni e quali incentivi economici sarà possibile implementare e fruire a livello di “cabina primaria” (un’area formata da due o tre paesi di medie dimensioni o due tre quartieri di grandi città) e a livello di “zona di mercato” (che raggruppano 2-3 Regioni); non è chiaro se e in quale misura saranno previsti incentivi per le CER a finalità sociale od operanti in aree particolarmente svantaggiate; è probabile – in applicazione della recente normativa europea sugli Aiuti di Stato e secondo quanto riportato nel documento pubblicato dal MASE per la consultazione pubblica – che siano esclusi dagli incentivi gli impianti già in funzione o i cui lavori di installazione abbiano inizio prima della promulgazione del decreto sugli incentivi o gli impianti realizzati tramite accesso a contributi a fondo perduto.
    Di fronte a tale panorama, la CEI si sta impegnando in interlocuzioni istituzionali, anche partecipando a consultazioni pubbliche, per poter favorire una rapida e soddisfacente definizione delle disposizioni in materia. Intanto, il Tavolo Tecnico suggerisce di non assumere impegni vincolanti con enti pubblici o soggetti privati. In questo modo, quando la normativa sarà completa, si potranno valutare liberamente tutte le possibilità offerte dalle disposizioni senza precludersi eventuali opportunità di costituire “CER Solidali” oppure forme di “condivisione dell’energia” anche a livello diocesano o di Regione ecclesiastica. Inoltre raccomanda di non iniziare i lavori per la realizzazione degli impianti per non correre il rischio di non poter usufruire degli incentivi economici previsti dai decreti attuativi di futura pubblicazione.
    Resta comunque auspicabile che le Diocesi continuino nella loro opera di formazione e di discernimento, promuovendo percorsi formativi e di sensibilizzazione sulle Comunità energetiche rinnovabili in relazione ai temi della conversione ecologica, della povertà energetica e dell’inclusione sociale; costruendo relazioni e processi partecipativi volti a creare i presupposti per la costituzione di CER; valutando progetti e piani di fattibilità e sostenibilità economica sulla base delle attuali configurazioni ammesse e incentivate dalla normativa già in vigore (tenendo conto che, in ogni caso, una parte pari almeno al 30% degli impianti già esistenti dovrebbero poter beneficiare delle nuove disposizioni di legge); partecipando a Bandi di istituzioni pubbliche o private per il finanziamento delle fasi di studio, progettazione e realizzazione degli impianti (fatta salva la cautela nell’assumere impegni vincolanti per la realizzazione di impianti, come sopra ricordato).
    Le CER rimangono, per gli Enti ecclesiastici, uno strumento interessante che potrebbe fornire possibilità maggiori rispetto a quelle fino ad oggi prospettate. Per questo è necessario mantenersi informati e attendere la definizione delle questioni ancora aperte prima di assumere impegni non modificabili.

    Per segnalare iniziative riguardanti le CER o richiedere eventuali approfondimenti: tavoloenergia@chiesacattolica.it

    23 Dicembre 2022


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    Ucraina. Il Segretario Generale della CEI a Leopoli il 3 gennaio

    Una visita per ribadire vicinanza e sostegno alla Chiesa e alla popolazione ucraine, ma anche per monitorare la situazione attuale e organizzare al meglio la rete di solidarietà. Con questi obiettivi Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, si recherà il 3 gennaio (all’indomani della Giornata Mondiale della Pace) a Leopoli, accompagnato dal direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello. Dopo la Veglia di preghiera per la pace, tenuta a Bari il 21 dicembre, e la Marcia nazionale per la pace, che si svolgerà ad Altamura il 31 dicembre, questo viaggio sarà un’occasione ulteriore per condividere sofferenze e speranze, rilanciare il comune impegno per la pace e intensificare gli interventi e gli aiuti concreti in favore di tutte le persone colpite dalla guerra in corso.
    “Le nostre comunità – afferma Mons. Baturi – continuano a essere vicine a quelle ucraine, non solo a livello materiale, cercando di dare risposte concrete ai bisogni che via via emergono, ma anche denunciando tutti gli squilibri che sono alla base delle divisioni nel mondo. Non dobbiamo mai stancarci di essere profetici, condannando la violenza e invocando la pace. Siamo totalmente solidali con il Papa, che chiede la pace nella giustizia”. Su questa linea si muove l’azione di Caritas Italiana: in questi mesi, grazie alla generosità di tanti, sono stati raccolti oltre 20 milioni di euro che consentono di sostenere l’accoglienza in Italia e gli interventi in loco e nei Paesi limitrofi, sia in questo tempo sia nella fase – che si auspica non lontana – della ricostruzione.
    Caritas Italiana è riuscita a mantenere costanti il suo impegno e la sua vicinanza alle Caritas in Ucraina e nei Paesi limitrofi coinvolti nell’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra, oltre a svolgere un servizio in Italia di informazione, orientamento, coordinamento e accompagnamento alle Caritas diocesane che preziosamente si stanno occupando dell’ospitalità. Le attività e i progetti delle Caritas in Ucraina, anche nei momenti più difficili, non si sono mai fermati cercando di raggiungere tutti in modo capillare, anche lungo le linee del fronte. Finora sono state assistite 5.7 milioni di persone a cui sono stellati offerti riparo, protezione, cibo e beni di prima necessità, acqua e servizi igienico-sanitari, assistenza medica.
    “È fondamentale – sottolinea don Pagniello – mantenere occhi, orecchie e cuori aperti e attenti, sia dove l’emergenza ci chiama per non lasciare nessuno indietro, sia sui nostri territori per informare, raccontare, coinvolgere, accompagnare e coordinare. Si deve inoltre continuare a pregare per la pace e si deve operare perché il percorso del perdono e della pace sia vero e autentico”.

    30 Dicembre 2022


    (Fonte, dal sito della Conferenza Episcopale Italiana. Note legali (paragrafo “Diritti d’autore”): «Le informazioni, le immagini, i file audio e video e gli altri contenuti diversi da quelli sopra elencati, ove consentito dalla legge e fatti salvi i diritti di terzi, possono essere riprodotti, divulgati ed utilizzati per finalità formative ed educative con espressa esclusione di qualsiasi utilizzo commerciale e/o scopo di lucro»).
    «Chi ha conservato la fede in Dio non ha perduto niente,
    quand’anche avesse perduto il resto del mondo» (Axel Oxenstierna).



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